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La stagione a 82 gare non si farà, quando sembrava che l'accordo fosse questione di ore, la trattativa si ferma di nuovo in modo brusco e le parti si allontanano di nuovo. Non c'è stata la consueta riunione fiume, questa volta sono bastate solo 5 ore per capire che non se ne sarebbe fatto di nulla. Il motivo del contendere è la suddivisione del BRI, l'NBA non si smuove dal 50% i giocatori concedono un ulteriore 0,5% scendendo al 52% ma ammettono pubblicamente che non andranno oltre. Sul resto dei punti sembrerebbe esserci un accordo di massa. Da registrare che ormai la frattura degli OWner è cosa pubblica con l'Owner di Miami che via Twitter ha fatto capire di non essere d'accordo sull'anadmaento delle trattative. In virtù del mancato accordo, l'NBA quindi ha cancellato tutte le gare fino al 30 novembre compreso, queste sotto elencate le gare che quindi i Celtics "non giocheranno" :
Wed 02 vs Cleveland 7:30pm
Fri 04 @ Atlanta 8:00pm
Sat 05 @ Indiana 8:00pm
Wed 09 vs Charlotte 7:30pm
Fri 11 vs LA Clippers 7:30pm
Sat 12 @ Cleveland 7:30pm
Wed 16 @ Miami 8:00pm
Thu 17 @ Orlando 8:00pm
Sun 20 vs Golden State 3:30pm
Tue 22 @ Washington 7:00pm
Wed 23 vs Toronto 7:30pm
Fri 25 vs Milwaukee 7:30pm
Sun 27 @ Detroit 1:30pm
Tue 29 @ Toronto 7:00pm



Commenti
Citazione:
Stern allora risponde con l'anatema che non si faranno le 82 partite (quindi 400/500 milioni di BRI in meno) che comporta come minimo 250 milioni di salari in meno, e poi rincara la dose con la minaccia che d'ora in poi l'NBA giocherà al ribasso e ciò che ha offerto fino ad oggi si ridurrà per le perdite provocate.
Io non so bene con che faccia Hunter e Stern spiegheranno ai loro rappresentati la situazione; tanti giocatori hanno manifestato ieri la volontà/ansia di giocare, hanno cancellato il world tour abbandonando lo spirito battagliero, mentre tra gli owner c'è una spaccatura totale con un circa 18 a 12 a favore delle piccole franchigie arroccate sul 50% e che non hanno nulla da perdere dal prolungato stop; vi saranno anche gli owner delle franchigie ricche che vista la situazione saranno meno propense a concedere "aiuti" (luxury tax o revenue sharing) a favore dei piccoli, per cui se non si ricredono tutti la prossima settimana (come è successo questa) si va verso un casino totale.
Ora vista la situazione per Stern il target non è più la stagione di 82 partite ma è la partenza entro Natale, cioè da quando iniziano le trasmissioni delle partite sui network nazionali, quindi può tenere duro e mostrare i muscoli per almeno 2 o 3 settimane, nel frattempo i giocatori inizieranno a toccare con mano cosa vuol dire non ricevere il loro "mensile", mentre si allargherà il conflitto di interesse tra le 2 categorie di franchigie; spero vivamente in un altro incontro "carbonaro" lunedì e soluzione entro il prossimo weekend, altrimenti come dicono dalle parti di Leo ,sono ca..i!!!
evvabbè qualcuno metta in un cantone Stern e Hunter e gli chieda "dolcetto o scherzetto"?
grrrrrrrr
il basketball ed in particolare l'NBA è arrivato ad essere veramente un prodotto globale che in poco tempo recupererebbe tutto il suo potenziale.
Sono situazioni che non si possono paragonare secondo me.
il basket negli usa è un'ossessione, ci sono campetti ovunque al contrario dell'hockey.
E' lo sport dei "poveri", penso che sopravviverà..
Si tutto vero, il basket non è l'hockey, ma la perdita di interesse si farà sentire, se non giocano e se si perde l'abitudine a seguire le partite qualche frangia di interessati la colpisce, il calendario annuale è scandito da rituali che cambiarli non può che fare male (Draft, free agent, training camp, RS, ASG, PO), ed un minore interesse anche solo del 5% nei primi 3 anni dopo il lock-out comporta perdite di ricavi per le società di 600 milioni di dollari e di 300 milioni di salari per i giocatori, il 2% di cui stanno discutendo in questo momento sono "solamente" 80 milioni di dollari all'anno !!!! quindi non sottovaluterei assolutamente le conseguenze economiche del lockout.
E' già sufficiente vedere sui siti americani l'aria fritta che sono costretti a produrre per parlare ogni tanto di NBA senza parlare del lockout, e l'interesse scema, diciamo che il lockout non sarà mortale, ma una bella ferita la procurerà.
In realtà a me sembrano due CEO di multinazionali che non riescono a mettere d'accordo i soci e che, quindi, non riescono a chiudere un accordo che provoca perdite a entrambi i fronti.
Grave, inoltre, il fatto che mesi fa Stern abbia dichiarato che l'alternativa a una stagione di 82 partite fosse nessuna stagione e ora si rimangi tutto.
Insomma, se questa situazione di stallo prolungato non fosse stata preorganizzata a tavolino da una delle parti, la considero una colpa anche dei due.
Per quanto riguarda le dichiarazioni fatte e "rimangiate", Michele, fa tutto parte delle strategie di comunicazione. Possono piacere o meno (a me non piacciono), ma bisogna capire che se Stern dichiarasse "domani troveremo l'accordo, costi quel che costi", si presenterebbe all'incontro seguente con i giocatori in posizione di svantaggio perchè Hunter saprebbe che l'NBA ha intenzione di chiudere ad ogni costo.
E' vero, Stern non riesce a mettere d'accordo i soci. Ma non per questo mi sembra abbia responsabilità particolari o sia "ostaggio" di una parte dei proprietari. E' pagato per rappresentarli e per rappresentarne gli interessi... se poi loro non gli impongono "a budget" un BRI del 53%, credo che nemmeno Henry Kissinger riuscirebbe a risolvere.
Inoltre, possibile che uno della sua espeienza e carisma non si riuscito a tirare fuori dal cappello qualcosa per accontentare i giocatori in modo da colmare il gap ormai piccolo?
Se invece condivide la linea dura delle piccole franchigie, allora non è forse colpevole di affossare, con loro, la lega? E gli errori degli ultimi anni (troppe franchigie e alcune di loro in città sbagliate) sono sempre state volontà e scelta dei piccoli proprietari?
Insomma, con tutto il meraviglioso lavoro fatto da tantissimi punti di vista, forse è il momento di girare pagina.
Ecco perchè mi sembra strano vedere te, Michele, che accusi Stern di "non avere preparato il terreno"... è proprio "fuori dal tuo personaggio".
Parti dal presupposto che l'NBA non volesse il lockout: e se invece tutti i proprietari lo avessero voluto per ridiscutere le condizioni coi giocatori? In questo caso non ci sarebbe stato proprio niente da "preparare". Ed il fatto che 30 franchigie abbiano interessi e priorità diverse non può essere imputato a Stern che - di fatto - può fare solo quanto gli viene concesso per mandato, vale a dire gestire lo spettacolo secondo la lunghezza di "briglia" che gli viene lasciata.
Ecco quindi che non può entrare nel merito delle opinioni dei proprietari: lui può proporre, ma la decisione finale spetta agli owner, e lui deve fare quanto gli viene imposto.
Che poi dopo tanti anni forse sia il momento di cambiare facce, beh, secondo me chi lascia la strada vecchia per la nuova... Stern ha portato il prodotto NBA in luoghi nei quali nessuno si sarebbe immaginato di vederlo, ha scavalato MLB ed NFL nell'esportazione dello spettacolo, ha salvato l'NBA dalla bancarotta con il salary cap e l'ha salvata anche nel momento in cui il ruolo dei giocatori è cambiato.
Il ruolo di Stern non è quello di condividere la linea delle franchigie ricche o quella delle franchigie povere. Lui è solo il rappresentante di 30 uomini d'affari che sono in disaccordo tra di loro. Ecco perchè lo considererei responsabile solo se ritenessi che le sue decisioni hanno creato questa situazione... cosa che non penso.
Sono d'accordo che adesso ci siano problemi "strutturali", ma allo stesso tempo credo che questi non potessero essere previsti con largo anticipo, e soprattutto credo che i due con le minime responsabilità a riguardo siano proprio Stern ed Hunter.
In sostanza, che i questi anni Stern non sia stato in grado di convincere la maggioranza dei suoi "datori di lavoro" ha portato a questa situazione e mi stupirei che lui fosse tra i falchi.
Parto dal presupposto che la maggioranza dei proprietari volesse il lock out e che Stern non sia riuscito a convincerli e questo è stato il problema.
L'NBA intanto se si trovasse l'accordo a breve avrebbe pronto un calendario da 78 partite con inizio il 1 dicembre.
Io sinceramente credo che a noi cambi poco, a meno di una amnesty rules che scombussoli mezza NBA, non vedo margini di mercato che possano permettere ai Celtics di lottare per il titolo, abbiamo una frontline totalmente da ricorstruire (c'è solo KG) e il mercato dei FA come lunghi non offre nulla, tantomeno a chi come AInge offrirà solo contratti annuali. In cuor mio mi sto preparando ad una stagione di transizione.
Sondaggio su gazzaspace di gazzetta.it: chi è il miglior difensore di sempre della Nba?
Quattro scelte per la risposta:
a)Ben Wallace
b)Bobby Jones
c)Dennis Rodman
d)Dikembe Mutombo
Qualcuno mi prenda a sberle e mi svegli per favore...
Più che prendere a sberle te, andrebbero presi loro a calci in culo !
No, serio, chi l'ha stilato il sondaggio? Firmato?
Poi immagino che l'idea sia venuta a un trentenne che ha visto l'NBA in televisione solo dagli anni '80 .....
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