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Larry Coon, uno dei miei preferiti e guru del CBA, su ESPN ci illustra la situazione e come sia arrivata quasi a un punto assurdo. Sappiamo tutti, credo, che il punto fondamentale sia la percentuale di ripartizione del BRI e l'ultima rilevazione vedeva i proprietari fermi al 50% e i giocatori arroccati al 53%, quindi una differenza del 3%. Ma il 3%, scritto così, significa poco: tradotti in vile denaro, cosa vuole dire, considerato che per questo 3% la stagione è sul punto di saltare? Coon lo calcola dal punto di vista dei giocatori in questo modo (perdonate le mie semplificazioni): con il BRI ipotizzato per la prossima stagione a 4 miliardi di presidenti spirati, il 3% di differenza significa 120 milioni. Solo per il primo anno. Ma se lo proiettiamo sui sei anni di contratto che dovrebbero essere firmati e con un possibile incremento del 4% all'anno, la cifra complessiva diventa all'incirca 800 milioni. E così sembrano una montagna di soldi. Il rifiuto da parte dei giocatori significa il "no" al 50% di una torta più grossa, piuttosto che il "si" al 53% di una torta più piccola, perchè ogni partita persa diminuisce il totale degli incassi della lega a disposizione dei giocatori e sappiamo che ogni partita persa costa ai giocatori 1/82 del salario, mentre se lo leggiamo in settimane (con 170 giorni di stagione) si tratta di 7/170: allora, se avete la pazienza di seguirmi, ogni settimana di stagione regolare persa costa ai giocatori il 50% (l'offerta dei proprietari) di quel BRI di 4 miliardi calcolato su 7/170, quindi circa 83 milioni.
In conclusione, se la differenza per il primo anno tra domanda e offerta è di 120 milioni, appena verranno cancellate le prime due settimane i giocatori avranno perso 166 milioni! E sul totale di circa 800 milioni sui sei anni il punto di pareggio arriverebbe in circa dieci settimane, cioè verso metà dicembre, data per la quale tutta questa resistenza per il 53% sarebbe vana e la perdita sarebbe superiore rispetto all'accettazione del 50% proposto dai proprietari. Badate bene che quest'ultimo calcolo vale per i famosi sei anni, quindi significa che complessivamente questa sarà l'eventuale perdita dei giocatori, ma individualmente sarebbe necessario che ognuno di loro giocasse altri sei anni e se considerate che la carriera media di un giocatore (non pensiamo solo alle superstar) è di cinque anni, è chiaro il vantaggio dei proprietari che hanno molti più anni dei giocatori per recuperare le perdite rispetto a un giocatore che magari in un paio di anni ha chiuso la sua carriera. Ignoro se Fisher e Hunter abbiano letto Coon e riflettuto in merito, ma ritengo che i giocatori debbano riflettere, al di là delle possibili ragioni delle due parti.



Commenti
E non è improbabile che l'NBA sia partita proprio da queste considerazioni pianificando il "lockout"...
Alcuni giocatori importanti (Garnett e kobe, tra gli altri) e gli agenti più significativi si sono espressi sul 53% come la soglia al di sotto della quale non scenderanno, ma la maggioranza degli altri giocatori, come la pensano, considerato che qualche twitter ha riportato pareri invece favorevoli al 50%?
Possiamo immaginare quattro scenari.
1) la maggioranza dei giocatori è a favore del 50%: il loro sindacato dovrà solo trovare il modo di salvare la faccia e Stern sarà ben contento di aiutarli con concessioni a latere.
2) i giocatori sono disposti a scendere ancora, ma non fino al 50% e allora servirà qualche incontro senza troppi giocatori presenti, per limare le differenze e trovare un probabile punto di incontro.
3) i giocatori davvero non vogliono scendere sotto il 53% e allora per Hunter si tratterà di proseguire per la strada già intrapresa.
4) la peggiore situazione sarebbe, invece, una divisione importante tra i giocatori e allora servirà che Hunter e Fisher facciano prima chiarezza dentro il sindacato prima di tornare al tavolo con Stern e i tempi si allungheranno.
Sai quanto mi piaciono i numeri e le cifre se ben interpretate non mentono mai; allora si capisce anche l' out out di ieri degli owner, che hanno detto di voler incontrare i player solo se accettano preventivamente il 50/50, altrimenti non se ne farà niente. In effetti ieri non si sono incontrati e si sono rimandati a lunedì, sempre che i giocatori accettino.
Siamo arrivati al "prendere o lasciare", da parte degli owner e vedendo i numeri in gioco si direbbe che sentono di avere il coltello dalla parte del manico.
Se ci fosse raziocinio, la questione si risolverebbe in fretta, il dubbio che continuo ad avere è che con 100 giocatori in assemblea la razionalità va a farsi benedire e vince chi urla di più, ed in ciò l'arroganza degli owner non fluidifica l'utilizzo della materia grigia ...
I proprietari cadranno cmq in piedi, sia che i giocatori accettino adesso il 53, sia che non lo accettino e si parta a febbraio.
Ecco spiegata la loro "inspiegabile" perseveranza.
Altro indizio che porta a una stagione che si giocherà accorciata...
Personalmente credo che si giocherà quando si accetterà da entrambe le parti il 50% oppure un punto in meno ma con concessioni su altri fronti, su posizioni diverse non si gioca.
Comunque si parla di una grossa frattura tra i giocatori, con quiasi la metà di questi (tra cui tutti i FA e i rookie) che vorrebbero che si firmasse l'accordo al 50% per parte, magaro strappando qualche concessione a livello di regole salariali.
Dai, domani ci svegliamo
Premettendo che ormai credo poco ad una stagione intera , c'è da dire che gia il fatto che ci provino di per se è un fattore positivo , ancor di dato che la riunione è ristretta a pochi e quindi ci sara di sicuro meno casino , tutto si gioca su quei numeri elencati ottimamente in questa news , potrebbe volerci davvero poco , anche se quel poco potrebbe essere impossibile da raggiungere ....... intanto incrocio comunque le dita , non si sa mai
...l'emozione... l'inesperienza... ci vuole pazienza...
Sembra ... pare ... si dice ... che si rivedano oggi, che però ci sia una flebile speranza, siamo intorno al solito 50-50 l'NBA potrebbe concedere qualcosa come regole salariali, un punto di incontro plausibile potrebbe essere un cap hard intorno ai 65M$ con una LBE all'anno concessa e una MLE annuale intorno ai 3 M$, con una luxury tax a scaglioni. Ora resta da capire se i player sono inamovibili dalla richiesta del 53% di BRI o meno.
Si parla anche di un accordo decennale, ma con varie clausole dopo 6 e 8, ossia l'NBA potrebbe uscirne e chiederne una revisione se certi parametri tecnici non fossero più rispettati (come successe nel 1998). Inoltre l'associazione giocatori chiede una revisione annuale riguardo alle voci delle entrate dell'NBA da mettere nel conto globale del BRI, per evitare quello che è successo con NBA league Pass nell'ultimo biennio. Ci sarebbe anche una "curiosa" variante inerente ai raptors, ossia i player che giocano ai Raptors firmano in dollari USA ma poi pagano le tasse al Governo Canadese con una % più alta rispetto agli USA, i player vogliono che l'NBA si faccia carico di questa %, per non penalizzare troppo chi finisce a Toronto via trade, ossia per scelta non propria.
Magari sciocchi non è il termine migliore, ma abbiamo capito che il 3% di differenza è un punto che ormai conviene più ai proprietari.
Pienamente daccordo , ormai la situazione pare essere chiara , e il fatto che si incontreranno anche oggi per evitare la cancellazione di alcune partite per me significa solo che l'associazione giocatori sta cercando di trovare vantaggi su altri fronti dato che quella della BRI è chiaramente una battaglia persa in cui ci rimetterebbero molto di piu i giocatori , per me ora sta anche alla lega fare qualche piccola concessione (sempre premettendo che i giocatori accettino quel 50e50) ..... vediamo come va a finire !!!
Non so, stanotte Fisher uscendo dalla riunione ha detto : "non siamo più vicini ad un accordo rispetto a quando siamo entrati nella sala"
Alla fine credo che molto dipenderà dalla volontà dei player di scendere sotto al 53%, e di quanto peserà su questa decisione la frattura interna tra i player.
divide et impera
se è vero, i giocatori stanno con le spalle al muro. Io capisco le loro posizioni, ma una perdita così grande va ponderata.
Ma se ti rispondono a tono chiedendo: "Ma voi (owners) quanto ci perdete?"
Questo è pacifico caro Celticsman.
Ma se io associazione giocatori sono consapevole (e probabilmente Hunter, Fisher & Co. lo sono
- o firmo subito e dimostro di essermi mosso come la fiction di Renè Ferretti (un no-prize al primo che capisce la battuta
- oppure faccio capire alla controparte che è chiaro che questo è quanto ho da perdere, ma forse non è del tutto chiaro quanto ha da perdere lei (e vediamo se, così tanto in perdita poverini
Signori, questa è una partita di poker giocata con poste elevatissime (tra cui anche i nostri sentimenti) tra un miliardario ed un milionario con una puntata particolare che può fare solo l'uno ed un altra che può fare solo l'altro.
Larry Coon, IMHO, ai è espresso benissimo, ma ha espresso solo il 50% del problema.
Direi che se saltasse l'intera stagione i giocatori perderebbero i loro 2 miliardi (diciamo il 50% del BRI di un anno) di sicuro, e quanto dei 4 miliardi non verrebbe incassato dai proprietari? Molto, moltissimo, ma qualcosa rimarrebbe di certo, anche se dovrebbero pagare comunque gli stipendi di quelli che non sono giocatori (allenatori e tutto il resto del personale delle franchigie), più una serie di altri costi di struttura.
Però immagino che abbiano fatto i loro bravi conti per questa eventualità e magari, ipotizzo, i 120ML l'anno risparmiati con il 3% pagato in meno permettono di recuperare le perdite.
www.nba.com/2011/news/features/david_aldridge/10/10/encouraging-sign/index.html
Sembra che sia stato raggiunto un accordo sulla MLE, ora qui o ci stanno prendendo in giro, oppure non si capisce come trattino perchè la MLE di fronte alla suddivisione del BRI è un dettaglio quasi impercettibile, quindi se discutono di questi dettagli forse sulle questioni più importanti è stato trovato un accordo.
Diciamo che non è poi così impossibile che si arrivi a qualcosa in nottata.
Forse, in vita vostra, non avete mai assistito ad una vertenza di lavoro (questa, anche se a livelli altissimi, non è altro che una vertenza di lavoro), ma il ragionamento di Coon vorrebbe essere illuminante sulle "fredde cifre", ma non lo è neppure su quelle.
In prima istanza, se i giocatori perdessero un altro 3% non lo perderebbero per i prossimi 6-8 anni (data in cui ci si risiederà ad un tavolo per rinegoziare ancora)... ma lo perderebbero, come base, per sempre.
E' si vero che un atleta, di media, ha una carriera in NBA di 6-8-10 anni, ma è anche vero che si sta muovendo l'Associazione Giocatori non la singola sommatoria degli stessi
In seconda istanza, se i giocatori, di fatto, piegassero la testa e perdessero tutto quel che gli Owners volessero togliere loro... si andrebbe ad un pericolosissimo precedente in cui basta serrare ed il resto viene da se'
Non voglio sembrare di parte oppure altro, ma le strategie nelle vertenze, per la mia esperienz apersonale, si fanno in altro modo.
Comunque non di certo come dice Coon col pallottoliere alla mano ed i cazzi ed i tornaconti dei singoli ideologia pragmatica che si erge su tutto
www.nba.com/2011/news/10/10/labor-monday.ap/index.html
e dato che Stern ribadisce che le parti sono very far apart on virtually all issues. ... We just have a gulf that separates us, le due settimane potrebbero solo essere l'approccio alla cancellazione globale della stagione.
Ovviamente siamo in un paese diverso dal nostro e già ci dicono che queste due settimane e 100 partite perse costano solo in termini di biglietti circa 83ML di dollari (e non contiamo parcheggio, souvenir e roba da mangiare), che gli abbonati saranno rimborsati (con gli interessi!), ma i più colpiti, come già ho scritto tempo fa, sono i lavoratori dentro e fuori i palazzi che vivono di stipendi normali grazie a questi eventi e ora intravedono la disoccupazione.
A me, invece, pare solo una trattativa contrattuale, perchè si tratta sulle nuove condizioni contrattuali per il futuro e non sul mancato rispetto di un rapporto di lavoro (dipendente), le parti tirano l'acqua al proprio mulino, ognuna cercando il migliore risultato.
Intanto così i giocatori hanno perso già il corrispondente al 3% per quest'anno e mi pare che le condizioni siano perchè si prosegua.
In ogni caso, rispetto la tua esperienza di vertenze, ma ti chiedo di moderare il linguaggio, perchè immagino tu sia in grado di esprimere il tuo pensiero in modo chiaro anche senza l'uso di una terminologia che su questo sito non piace.
http://www.iamaceltic.it/archivio/ultime-news/819-lnba-cancella-le-prime-due-settimane-di-stagione-regolare.html
E' vero che le giornate perse portano perdite ad entrambe le parti, ma vi è una sproporzione assoluta :
I ricavi degli owners grossolani per ogni giornata di RS, tra diritti TV, biglietti etc ... sono circa 40.000.000 $.
Di questi il 53% o il 50% (a seconda della posizione delle parti) andrebbe ai giocatori, quindi i giocatori perdono 20.000.000 $ e basta!
Gli owners perdono 20.000.000 di ricavi netti, ai quali però vanno tolte tutte le voci di costi variabili (affitti arene, riscaldamento, sicurezza, pubblicità, etc ... ) insomma tutti i costi non fissi.
I costi fissi sono poco meno 600.000.000 $ da ripartire su tutte le partite compresi i PO, pertanto sono meno di 5.000.000 $ a partita di RS.
Il sistema perde già oggi in termini di margine operativo 183.000.000 $ e cioè 1.800.000 $ a partita.
Ergo siamo di fronte a Owner che "soffrono" per la perdita di una giornata di Regular Season circa 3.200.000 $ (100.000 $ a partita per franchigia) e giocatori che "soffrono" per la perdita di 20.000.000 $ a giornata (50.000 $ a giocatore medio per partita).
La sproporzione mi sembra evidente e la teoria Coon/Pulcini, ingiustamente non premiati con il nobel per l'economia, mi pare estremamente valida.
Poi la trattativa ha molto di umorale, non vuole creare precedenti, etc ... ed è tutto vero, ma tra qualche settimana quando i giocatori saranno un po' meno "liquidi" il nervosismo dilagherà e mantenere unito un fronte che già oggi denota segni di scarsa solidità sarà difficle, ed in quel momento è anche possibile che i proprietari affondino la lama con richieste ancora più dure.
Ed in questo non posso che risposare l'ultima frase scritta da Michele che riporto " ...Ignoro se Fisher e Hunter abbiano letto Coon e riflettuto in merito, ma ritengo che i giocatori debbano riflettere, al di là delle possibili ragioni delle due parti ... ".
Mi sbaglierò ma i giocatori se non si inventano qualcosa di brillante, rischiano di mettersi in un cul de sac.
Freddamente rispondendo a celticsman, non per simpatia (anzi!) ma per interesse, io preferirei condizioni più favorevoli agli owner, affinchè non abbiano problematiche come quelle viste ultimamente in diverse franchigie e che permettessero al sistema di svilupparsi e funzionare; però anche questa che ho detto è una stupidaggine perchè di owner capaci non se ne sono visti molti ed una buona parte delle problematiche deriva proprio dalla loro incapacità.
Per cui più che tifare per una o per l'altra parte, mi rimetterei al risultato della libera negoziazione, non tanto libera perchè condizionata dal fatto che da oggi in poi c'è un certo squilibrio negli effetti, visto che mentre una parte perde 1 l'altra perde 6!
"Forse" presuppone un'ipotesi non un "credere".
Ho impostato la mia discussione su una figura retorica, niente altro. Poi ho proseguito condendo il tutto con una buona quantità di faccine per togliere dubbi sulla mia pacatezza di toni.
Comunque ne prendo atto e riformulo.
Ho usato la parola "vertenza" non a caso e contesto il fatto di ritenere semplicemente una trattativa su nuove clausole poichè il tutto è "viziato" da un lockout.
Di fatto gli owners hanno "chiuso fuori" fisicamente la controparte.
Non mi pare un comportamento da gentlemen
Ripeto ancora un concetto che, in una contrattazione, il calcolare semplicemente "mancanza di soldi x per anni y" come ha fatto Coon se nel breve periodo (leggere interessi particolari del singolo giocatore) può essere la scelta più corretta, nel lungo periodo (leggere interesse dell'Associazione giocatori) equivale ad arrotolare il giornale e fare come Tafazzi.
Del tipo: " e se fra 6-8-10 anni dal 50% di passa al 46-47%?"
IMHO Stern e compagnia son delle vecchie volpi, ma nemmeno Hunter e Fisher son nati ieri
Però, anche se poco signorili, rientra nei loro diritti disporre delle loro proprietà a contratto scaduto ed è per questo che ritengo questa solo una trattativa contrattuale.
Beh, permettimi (almeno in parte) di dissentire.
Perchè poi, ce ne è un'altra da dire: quando andranno ad esser toccati i contratti in essere (anche qui gli owner hanno proposto ai giocatori -per strapparli alla concorrenza- contratti faraonici e lunghissimi stile Carmelo o Amare') vedrai se la cosa rimarrà alla semplice trattativa
P.S. Contratti firmati "fuori dalla piattaforma contrattuale"
Come mi diceva un mio ex collega: quando si "sbaglia così grosso" i casi sono 2: dilettantismo o mala fede
Fate vobis.
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