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C'e' un solo giocatore che dall'inizio dell'anno universitario e' riuscito sempre a scalare posizioni in classifica in tutte le previsioni per il draft 2011 e risponde al nome di Jimmer Fredette. Guardia di 188 cm per 88 kg, Fredette ha appena disputato il suo anno da senior mettendo a referto cifre da capogiro: 28,2 punti, 4,2 assist e 3,4 rimbalzi ad allacciata di scarpa. Miglior realizzatore dell'intera NCAA, e' suo anche il record di punti segnati in una sola partita nella stagione 2010-2011: 52 contro New Mexico lo scorso 11 Marzo.
James Taft "Jimmer" Fredette nasce a Glen Falls, nello stato di New York, il 25 Febbraio 1989 e dopo aver frequentato e giocato a pallacanestro per la locale High School nel 2007 arriva alla Brigham Young University (BYU). La prima stagione non e' di quelle che lasciano il segno, Fredette fatica a trovare spazio ma fa intravedere ottime qualita' realizzative, anche se il tiro da oltre l'arco stenta ad entrare con regolarita'. Al secondo anno Jimmer
viene promosso in quintetto base e le cifre migliorano ma il suo impatto sulla partita non e' ancora devastante come nella stagione 2009/2010: e' in questo anno che il ragazzo si rivela agli appassionati del mondo NCAA mettendo a referto 22.1 punti di media a partita con il 44% di tiri da oltre l'arco realizzati. La sua crescita sembra esponenziale e il numero 32 di BYU e' atteso all'esame definitivo nell'anno da senior. E Fredette ripaga le attese vincendo il titolo di miglior marcatore dell'intera NCAA e sbalordendo gli addetti ai lavori con un gioco offensivo straripante e la capacita' di trovare la via del canestro in molti modi diversi.
E' proprio un talento offensivo immenso che porta Fredette ad essere considerato uno dei migliori prospetti del basket universitario statunitense. Definirlo solamente un eccezionale tiratore sarebbe quantomeno riduttivo, il ragazzo infatti, oltra ad avere un tiro preciso, stupisce per la velocita' di esecuzione con cui riesce a ricevere palla in uscita da un blocco e ad alzarsi per prendere il tiro. Si sgancia a velocita' supersonica dalla marcatura e altrettanto velocemente trova il giusto ritmo per alzarsi e trovare il fondo della retina. Anche la tecnica di rilascio gode di una rapidita' sopra la media, Fredette e' il classico giocatore che riesce a sfruttare ogni singolo centrimetro di spazio lasciatogli dalle difese avversarie per punirle a dovere. Ma nonostante questo sia un buon pregio non e' di certo l'unico aspetto interessante del gioco offensivo di Jimmer, oltre a sfruttare a dovere i passaggi dei compagni, il senior di BYU sa anche costruirsi il tiro da solo in innumerevoli modi ed e' forse questa la sua dote migliore. Sia che sfrutti un pick & roll alto o che venga lasciato in isolamento per sfruttare la sua velocita' e la capacita' di dribblare il marcatore diretto con entrambe le mani, Fredette riuscira' a costruirsi il tiro con estrema facilita'. Il suo gioco e' creativo e dotato di molte variabili: veloce, tecnico, preciso da fuori e in grado anche di mettere in ritmo i propri compagni, Fredette e' un attaccante imprevedibile che riuscirebbe a trovare una soluzione diverse per ogni singolo possesso se solo fosse sfidato a farlo.
All'inizio della sua carriera universitaria veniva visto come una guardia tiratrice dal fisico non eccelso che avrebbe faticato non poco per far venir fuori il suo talento. Con il corso degli anni ha lavorato per giocare nella posizione di playmaker anche se non e' questo il suo ruolo naturale e la mancanza di atletismo potrebbe farsi sentire a livello NBA. Tuttavia i miglioramenti sono notevoli: Fredette sa guidare la squadra con autorita' e risulta lucido e
freddo nei momenti decisivi delle partite e ogni qualvolta BYU e' stata in difficolta' ha potuto contare sul talento del suo numero 32. Tutto questo va pero' modificato a livello NBA, dove avendo compagni di squadra con altrettanto talento offensivo non potra' sempre pensare di far canestro come succede a BYU, ma dovra' essere in grado di coinvolgere il resto del team nel gioco offensivo. E' questo uno dei dubbi che si porta dietro Fredette alla vigilia della sua prima stagione da professionista: riuscira' a modificare il suo gioco per diventare un playmaker a tutti gli effetti o la guardia tiratrice che e' in lui prendera' il sopravvento?
Un altro dei limiti del ragazzo e' la mancanza di esplosivita' che paga sopratutto a livello difensivo. A BYU sembrava interessarsi veramente poco della fase difensiva e questo potrebbe essere un grosso limite in vista della chiamata in NBA (a meno che, come sembra, non finisca ai Knicks di D'Antoni). Attenzione pero', il ragazzo non sembra che non possa difendere o che non abbia i mezzi atletici per farlo (sopratutto in termini di velocita' e' molto dotato), semplicemente a BYU e' stato quasi risparmiato dal farlo e forse avrebbe bisogno solamente di uno staff tecnico adeguato per poter diventare efficace in entrambi i lati del campo. Come detto e' dotato di un ottima velocita' di base, che pero' spesso difetta nei movimenti laterali, andando in difficolta' se viene attaccato dal palleggio o se e' costretto a rincorrere l'avversario diretto dopo che e' rimasto dietro ad un blocco.
Si tratta sicuramente di un giocatore su cui vale la pensa scommettere, Fredette e' dotato di un'intelligenza cestistica fuori dalla norma che lo rende un vero e proprio crack in attacco, capace di trovare sempre la giusta soluzione e di essere imprevedibile per gli avversari. Di contro pero' ci sono degli aspetti su cui deve ancora lavorare con intensita' (difesa e capacita' di mettere in ritmo i compagni) e contera' molto la squadra e lo staff tecnico con cui si allenera' dalla prossima estate. Per avere da subito un alto rendimento a livello professionistico sarebbe l'ideale per Fredette venire scelto da una squadra come i Knicks, dove il suo talento offensivo non avrebbe difficolta' ad emergere, grazie ad un sistema che sembra fatto su misura per lui. Se invece si volesse trovare una squadra, o meglio uno staff tecnico, che lo renda "futuribile", l'augurio e' quello di trovare un allenatore che lo sproni a difendere (chi ha detto Doc Rivers?), cosi da renderlo un giocatore completo e assolutamente in grado di costruirsi un'ottima carriera in NBA.
A chi somiglia? 17esimo banner, maglia numero 50, un giocatore che a Boston e' di "casa".



Commenti
Attaccate fuori dal mondo in NCAA, in NBA secondo me faraà benissimo, non sarà mai una stella ma un solidissimo giocatore sono pronto a scommetterlo che lo può diventare. C'è chi lo ha paragonato a JJ Redick e chi a Adam Morrison (per come erano al collega), in realtà rispetto a Redick e un attaccante più completo, e con Morrison c'entra poco o nulla, immagino che questi paragoni siano stati tirati fuori da chi pensa che sia un fallimento come Morrison.
Fa canestro da ogni dove, meccanica di tiro non pulitissima ma rilascio in tempi brevissimi, alla Ray Allen (scusate se vi appare un paragone blasfemo), difensore rivedibile, ma su cui si può lavorare, non ha atletismo, ma ha fisicità e gli piace cercare il contatto in penetrazione.
Dovrà adattarsi a fare il play un po come ha fatto Stephen Curry, ma per me può farcela benissimo.
A inizio anno non era neppure nei mock, adesso è intorno alla 15, secondo me va dentro ai 10 di sicuro, ma rischia pure la top five se come sembra molti dei freshman di grido (Barnes e Irving su tutti) rimangono al college ancora un anno.
Pagherei di tasca mia per vederlo in biancoverde
Ovvio, però, che contino anche altre questioni, quindi vedremo NBA la carriera del ragazzo che strada potrà prendere.
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