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Seconda puntata del nostro viaggio alla scoperta dei giovani talenti del mondo NCAA. Facciamo tappa a Gonzaga per conoscere meglio la guardia Steven Gray, giocatore dal talento offensivo sopraffino, che in questa prime partite di basket universitario sta prendendo per mano i Bulldogs nel loro positivo inizio di stagione. Gli addetti ai lavori sembrano pero' aver gia' bocciato il ragazzo nativo di Irondale e difatti nessuno dei siti specializzati lo inserisce nelle scelte del primo giro, certo le previsioni al momento sono ancora soggette a mille variazioni ma ci sembra un errore non annotare tra i migliori prospetti futuri il numero 41 di Gonzaga.
... continua ...
L'inizio di stagione di Gray e' stato sfolgorante, coach Mark Few ha puntato su di lui come prima opzione dell'attacco dei Bulldogs e finora il senior non sta deludendo le attese. Presenza costante sopra i 20 punti a partita, Gray e' chiaramente il leader di una squadra che non sembra essere una delle favorite alla vittoria finale, ma che e' comunque in grado di dare del filo da torcere anche a team piu' blasonati. Finora ha messo in mostra un gioco offensivo completo, sfruttando in pieno il suo ottimo jumper e non disdegnando anche di provarci spesso da oltre l'arco con risultati piu' che buoni. Essendo una guardia di 6'5 Gray spesso viene marcato da guardie o playmaker ben piu' bassi di lui e con furbizia riesce a sfruttare il divario per tirare sopra il diretto avversario. Oltre ad essere un ottimo tiratore e' dotato anche di un quoziente cestistico molto superiore alla media, difficilmente Gray forza una conclusione o si prende un tiro con un compagno meglio piazzato. Anche essendo una guardia naturale tratta la palla come un playmaker e negli highlights della giornata NCAA non di rado si puo' ammirare un'azione nata da un suo passaggio spettacolare o da una sua intuizione che spiazza la difesa avversaria e consente ad un compagno di andare a canestro indisturbato. E' proprio questa la miglior qualita' della guardia dei Bulldogs: avere un bagaglio tecnico di primo livello che gli consente di sfruttare le molte soluzioni a sua disposizione diventando di difficile lettura per le difese avversarie.
Rispetto alle stagioni da Junior lo status di primo violino nel gioco di Gonzaga sembra avergli fatto acquisire una fiducia maggiore nelle sue possibilita' e non e' un caso che anche i compagni sempre piu' spesso affidano a lui il comando delle operazioni sopratutto se la squadra si trova in difficolta'. Nella vittoria del 30 Novembre scorso contro Eastern Washington la riccioluta guardia di Gonzaga ha messo a segno ben 6 tiri da 3 punti su 8 tentativi, risultando decisivo per la vittoria finale dei suoi Bulldogs anche grazie a 5 assist. Il talento offensivo non gli manca di certo e non appena le difese gli lasciano il minimo spazio ritardando una rotazione Gray e' in grado di punirle con efficacia risultando letale. A volte pero' si ostina a tentare troppo spesso la soluzione personale, questo lo porta a perdere qualche palla di troppo, anche perche' il suo gioco in isolamento e' sicuramente il punto debole del suo attacco. La mancanza di esplosivita' e di un primo passo in grado di bruciare il diretto marcatore lo pone infatti in una situazione di handicap quando decide di giocare da solo contro una difesa schierata.
Se come tiratore in uscita dai blocchi e' spesso letale e devastante, di contro il suo uno contro uno e' ancora lento e prevedibile, per niente migliorato rispetto agli anni da junior, risultando poche volte decisivo anche a livello NCAA. L'attacco dal palleggio va sicuramente migliorato e rivisto, il volerlo forzare in alcune occasioni l'ha portato ad un numero di palle perse molto alto nelle partite con un livello di difficolta' superiore (6 nella sconfitta contro Kansas). Ad onor del vero c'e' da dire che Gonzaga non e' che abbia a roster molta qualita' e Gray spesso si trova quasi costretto a dover forzare la giocata, specie quando incontra difese ben schierate che chiudono la linea di passaggio verso il centro Robert Sacre, unico altro giocatore di qualita' a disposizione di coach Few.
Giocatore dal talento offensivo di prima fascia Gray pero' soffre non poco dall'altro lato del campo. E' vero che a livello NCAA e' in grado di tenere testa alla maggior parte degli avversari, ma la poca velocita' nei movimenti laterali sembra essere al momento uno dei difetti che potrebbero pregiudicargli una buona carriera al piano superiore. Nella partita contro Kansas dello scorso 22 Novembre il numero 41 di Gonzaga e' andato in enorme difficolta' quando ha dovuto marcare il veloce playmaker avversario Jacob Pullen, impossibile per lui reggere il confronto diretto nell'uno contro uno, Gray veniva sistematicamente battuto dal palleggio e Kansas ben presto ha trovato la chiave per portare a casa la vittoria. Questo difetto viene rimarcato ogni qual volta si trova costretto a marcare un avversasio piu' atletico e dal primo passo fulmineo, se a livello NCAA le guardie veloci non mancano ma comunque quelle velocissime sono ben poche, in NBA pero' e tutta un'altra storia e Gray di potrebbe trovare in difficolta' con quasi tutti gli avversari diretti se non riuscisse a migliorare questo aspetto del suo gioco. Buona comunque la sua presenza a rimbalzo, dove risulta reattivo e in grado di dare una mano alla squadra sopratutto difensivamente; e la capacita' di rubar palla sfruttando la minima indecisione dell'avversario (viaggia a piu' di 3 steals di media a partita), frutto del suo elevato QI cestistico che spesso gli suggerisce prima dopo andra' a finire la palla e lo mette nelle condizioni di sporcare le linee di passaggio avversarie.
Dovra' lavorare parecchio sulla reattivita' e acquisire una velocita' di base molto superiore rispetto a quella attuale se vorra' riuscire a strappare un posto al sole nella Lega dei grandi. Il talento c'e' tutto e se dovessimo fare un paragone con un giocatore NBA, Gray ci ricorda moltissimo la guardia di Utah C.J. Miles (che sta ora emergendo a livello pro dopo un inizio stentato e si e' finalmente costruito un gioco difensivo decente).
Al momento il ragazzo sembra fuori dai giochi per le chiamate del primo giro ma non e' impossibile che qualche GM si innamori della sua intelligenza cestistica o della facilita' nel far canestro da oltre l'arco, concedendogli una possibilita' nella Summer League o durante il training camp del prossimo anno.
Qualora le sue difficolta' fisiche facessero si che molti GM dirottassero lo sguardo su altri giocatori e Steven Gray fosse disponibile a meta' del secondo giro, non sarebbe una scelta sbagliata dargli la possibilita' di dimostrare il suo valore scommettendo sull'enorme talento offensivo del numero 41 di Gonzaga.



Commenti
Per quel poco che seguo il college basket quest'anno ho notato una cosa insolità che il freshman più atteso ossia Harrison Barnes di UNC dato da tutti come sicura prima chiamata al prossimo draft sta deludendo su tutti i fronti. Ci sia aspettava un super attaccante (qualcuno aveva scomodato pure Durant per il paragone) e siamo solo a 11 punti di media e 6 rimbalzi, con North Carolina che in poco più di un mese è passata dall'essere una delle favorite, ad uscire dalle prime 25 del ranking.
Complice anche l'infortunio di Irving di Duke, la lotta per la primissima scelta al prossimo draft è aperta a così tanti giocatori come forse non lo è mai stata negli ultimi 30 anni.
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