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UPGRADE : IAAC vi regala il WallPaper (ovviamente creato dal nostro FabioP) che celebra il grande inizio di stagione di Glen Davis. Lo potete scaricare nella nostra sezione Download.
La scorsa stagione Glen Davis ad un certo punto, aveva espresso la volontà di non sentirsi più chiamare "Big Baby" (letteralmente Bambinone), perchè a suo dire ormai era diventato grande, e per provare a dirottare tutti su un nuovo NickName si era inventato "Uno Uno" clonando l'odea di un noto giocatore della NFL.
Nulla da fare, Glen Davis rimane per tutti Big Baby. Solo che questo ragazzo sembra cresciuto (cestisticamente) sul serio, sembra che dopo tanti lampi intervallati da lunghe pause a vuoto, sia riuscito a dare un giusto indirizzo al suo talento. Che di talento ce ne fosse, non c'erano dubbi, ma il fisico su cui era appoggiato non era dei più semplici da gestire, pochi cm, tendenza a accumulare peso, e una velocità di piedi senza uguali nei giocatori del suo tonnellaggio.
Che di talento ce ne era da vendere si era capito bene in una serata a Detroit di quasi tre anni fa, quando con 16 punti nel quarto periodo mandò al tappeto i Piston di Billups, Hamilton e Rasheed Wallce, poi però prestazioni come quella diventavano lampi nel buio, al punto che nella prima parte della sua seconda stagione di campo ne vedava poco. Poi un po per una sua crescita personale, un po per l'infortunio di Garnett a Salt Lake City, Glen fu chiamato a minutaggi importanti, ad un rendimento più costante, e già li si percepiva che aveva un qualcosa di speciale, olo ricorda bene Greg popovich che si vide sfilare di mano una gara in cui gli Spurs furono trafitti dal più improbabile dei piazzati. E quell'improbabile piazzato che poi con il tempo diventerà "la specialità della casa" sarà decisivo nella celebre gara quattro di Orlando pochi mesi dopo.
Arriva l'estate e Glen da Free Agent alza il tiro, pretende soldi e anni di contratto, Ainge "lascia fare" e alla fine lo rifirma a cifre oneste. Ma la stagione passata inizia nel peggiore dei modi, con un curioso infortunio extracestistico che lo condizionerà per metà stagione. Il rientro è graduale, ma ai Playoff Glen sale di nuovo in cattedra, con tante buone prove, e la famosa notte di finale in cui Shrek (lui) e Ciuchino (Nate Robinson) sconfissero i Lakers.... continua ...
Tre anni di alti e bassi, poi la svolta, il Glen Davis di questa stagione appare quello dei giorni migliori degli anni passati, solo che se i giorni migliori ci sono ancora le pause sono drasticamente diminuite. 11,1 punti a gara accompagnati da 5,3 rimbalzi con il 50% dal campo, cifre ragguardevoli per uno che esce dalla panchina, ma che non dicono assolutamente nulla del giocatore, PRIMO per sfondamenti subiti in NBA, un arsenale offensivo, che parte da un piazzato definibile mortifero, per andare ad un movimento sul piede perno quando si mette spalle a canestro effettuato con una rapidità di una guardia, che in pochi contengono, non disdegna neppure l'avvicinarsi al canestro, appoggiandosi al difensore e spostandolo mentre è in palleggio, una situazione che lo rende quasi unico, quando partendo in palleggio abbassa la spalla e la mette a contatto con il petto del diretto avversario e inizia a guadagnare cm come fanno i Piloni della mischia del Rugby (potremo definire Glen Davis una sorta di Castrogiovanni dell'NBA). A questo va aggiunto che come difensore ha fatto passi da gigante negli ultimi anni, ma soprattutto il suo punto di forza sta diventanto la continuità di rendimento, che è del tutto inusuale anche per sesti uomini molto più esperti di lui.
A volte hai quasi la sensazione che qualcuno dello staff dei Celtics, abbia messo Glen Davis su un lettino con a destra Leon Powe e a sinistra Ryan Gomes collegati attraverso degli elettrodi, per trasferire la capacità di Powe di coprire le linee di penetrazione, e quelle di Gomes sul tiro e sugli intangibles sul corpaccione di Big Baby, e l'esperimento pare tremendamente riuscito. Ad oggi Big Baby che era partito con diversi dubbi sul suo inquadramento nel roster dei Celtics, può essere definito, come la più piacevole delle sorprese.



Commenti
A proposito, queste sono le scelte effettuate al draft del 2007 fino alla 35...non ricordavo che ci fossero così tanti buoni giocatori anche con scelte relativamente alte, però letti tutti i nomi vogliamo fare un piccolo applauso anche a Ainge?
1 Greg Oden
2 Kevin Durant
3 Al Horford
4 Mike Conley
5 Jeff Green
6 Yi Jianlian
7 Corey Brewer
8 Brandan Wright
9 Joakim Noah
10 Spencer Hawes
11 Acie Law
12 Thaddeus Young
13 Julian Wright
14 Al Thornton
15 Rodney Stuckey
16 Nick Young
17 Sean Williams
18 Marco Belinelli
19 Javaris Crittenton
20 Jason Smith
21 Daequan Cook
22 Jared Dudley
23 Wilson Chandler
24 Rudy Fernández
25 Morris Almond
26 Aaron Brooks
27 Arron Afflalo
28 Tiago Splitter
29 Alando Tucker
30 Petteri Koponen
31 Carl Landry
32 Gabe Pruitt
33 Marcus Williams
34 Nick Fazekas
35 Glen Davis
"I LOVE YOU BAMBINONE!"
Continua cosi',sarai un idolo del Garden.
Partirei dall'elenco delle scelte opportunamente ricordato da Angelo (qualche volta ci azzecchi ancora
Poi alcuni lampi, buone partite, stupidaggini e folclore, ma la quasi certezza in questi tre anni di aver trovato un buon giocatore.
Anche all'inizio dell'autunno, comunque, ricordo qualche sua dichiarazione sulla mancanza di un ruolo preciso, forse spaventato dall'arrivo degli O'Neal; però poi magari gli hanno ricordato che giocare è più importante che parlare e noto con piacere che è anche meno esplosivo nelle celebrazioni, sintomo di una maggiore concentrazione.
Non vedo tutte le squadre, ma lo ritengo comunque un potenziale candidato a sesto uomo dell'anno, per impatto, minuti e costanza di rendimento, anche perchè èmolto equilibrato nelle scelte offensive e presente difensivamente.
Come ero molto critico all'inizio della passata stagione, sono ora un suo grosso fan, bravo lui nella crescita.
grande protagonista della nostra finora positiva stagione. Sono stato critico in passato con lui per consistenza e bambinate ma quest'anno e' un legittimo candidato a sesto uomo dell'anno.
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