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L’esperienza è un valore che merita rispetto, di conseguenza quando ho letto un articolo di Steve Aschburner, che da oltre vent’anni scrive di NBA, sull’ultima esternazione dell’ormai nostro Shaquille O’Neal mi è sembrato meritevole di una riflessione insieme a tutti voi, se vorrete.
In buona sostanza, Shaq ha rilasciato alcune dichiarazioni di vario genere a un giornale dell’aerea di New Orleans, tra le quali una in particolare è interessante: lui si dichiara molto soddisfatto di venire a Boston soprattutto per l’altruismo dei giocatori dei Celtics che giocano insieme e nessuno di loro si preoccupa del numeri dei tiri a disposizione, tutt’altra situazione rispetto ai Cavs, nei quali “giocatori che non potevano nemmeno giocare si preoccupavano dei loro tiri. Perché Mo Williams si prendeva 15 tiri e io solo quattro? James si prende 20 tiri e questo è giusto”.Ignoro in realtà se la bordata fosse rivolta solo a Williams, peraltro piuttosto negativo nella serie persa contro i Celtics in cui ha avuto 13,3 punti di media con il 41% totale e solo il 21% da tre, ma Aschburner nel suo articolo pubblicato sulla home page di NBA.com lo critica pesantemente: prima di tutto rileva che i tiri di Willams sono stati in effetti 12,4 a partita contro gli 8,7 di O’Neal e parametrandoli su 36 minuti addirittura sarebbero più quelli di Shaq e lo stesso Mo li avrebbe ridotti con l’arrivo del centro veterano prima e di Jamison poi.
... continua ...
Viene poi suggerito che la critica volesse ridurre le responsabilità di O’Neal nel fallimento dei Cavs addossandole ad altri, ma non a James; pur riconoscendo il normale candore del personaggio, ad Aschburner viene facile la critica a Shaq di non prendersela con personaggi e giocatori del suo livello di fama e valore, ma con quelli di calibro inferiore.La risposta di Williams è stata piuttosto polemica, perché ha dichiarato di voler creare la propria legacy a Cleveland e non in una serie di squadre diverse e il riferimento alle parecchie destinazioni degli ultimi anni di O’Neal (Miami, poi Phoenix, poi Cleveland, ora Boston) mi pare chiaro: a quale squadra davvero leghereste il nome di Shaq?
A prescindere da questa risposta, sono corrette le critiche a O’Neal? Non conosciamo la realtà dello spogliatoio di Cleveland, né i problemi di equilibri tattici alle spalle di James, ma ritengo strano che abbia tirato fuori il nome di Williams solo per antipatia personale, possibile che ci sia stato qualcosa di più.
Vero anche che una delusione come quella dei Cavs, migliore record e neanche la finale di conference, è da imputare in primis al suo leader indiscusso, cioè James, ma Shaq non lo critica come il secondo violino, cioè Williams, perché?
Insomma, la risposta è difficile e forse non la avremo mai a meno di ulteriori improbabili esternazioni del nostro nuovo arrivo, ma di certo una critica così dura nei confronti di una stella (o ex stella?) è infrequente su un sito come NBA.com.



Commenti
E Mo Williams inizi a sbattersi i piedini nel di dietro perchè adesso i corpaccioni di Shaq e LBJ dove nascondersi dietro non ci sono più.
L'equivoco è che Mo non è un play, ma una guardia prestata a quel ruolo con forti propensioni offensive. Le buone abitudini di Shaq vertono sul fatto che nella sua carriera ha quasi sempre avuto play di primissimo livello ovvero ottimi registi di ruolo capaci di servirlo nelle modalità ideali per farlo rendere al meglio.
Va anche detto che per Shaq adattarsi ad un ruolo secondario all'interno di un team non è stato semplice e di fatto Cleveland è stata la prima vera esperienza in questo senso, perché ai Suns gli veniva comunque riconsciuta leadership ed importanza maggiore visto che la squadra era stata stravolta, almeno nella filosofia di gioco, per consentire il suo arrivo.
Quindi in quelle dichiarazioni c'è probabilmente anche un pò di frustazione per gli anni che passano. In questo senso l'anno ai Cavs è stato una sorta di apprendistato per Shaq che a Boston è venuto con un'altra mentalità ed una più corretta consapevolezza del ruolo che dovrà ricoprire in campo e nello spogliatoio.
Ai Cavs tutto questo era molto più nebuloso in parte per colpa sua, ma in gran parte per colpa di un allenatore mediocre e di una dirigenza non sempre all'altezza delle prospettive e del potenziale della squadra.
Anch'io avevo fatto un ragionamento simile: Shaq è stato una stella per 12 (?) anni e le esperienze di Phoenix prima e di Cleveland poi hanno cercato di perpetrare questo status che, in verità, non era più attuale già nell'ultima stagione a Miami. I perchè di questa perdita reale di status (ovvero non dominava più come in passato o riusciva a farlo solo per brevi tratti della partita) è da ricercarsi principalmente nel decadimento fisico e negli infortuni che ne hanno accelerato il logorio: Shaq ha sicuramente tecnica, mani da pianista e piedi da ballerino, però ha sempre surclassato tutti prima con il fisico e quando questo non è più quello di una volta... Capisco anche che uno con l'ego di Shaq ha dovuto maturare con calma l'idea di non essere più "the main man": Miami era la squadra di Wade ed aveva già vinto un titolo, Phoenix post D'Antoni lo ha preso per fare la rivoluzione salvo accorgersi che Nash e Shaq insieme rendevano molto meno che separati, Cleveland lo ha preso come supporto a Lebron nella corsa per il titolo ma ancora si puntava troppo in alto! la realtà è che sono almeno 2 anni che Shaq non è più da quintetto ma nessuno ha osato dirglielo e lo ha forse (io credo di sì) capito solo quest'estate. Dalla panchina può essere decisivo molto più di quanto non lo è in quintetto e se lo staff riesce a gestirlo bene con i minutaggi allora gli avversari è probabile siano costretti a tenere in campo i loro quintetti per limitarlo e non andare sotto di brutto: oggettivamente chi è il centro dal pino in grado di marcarlo in single coverage ancora oggi?
Per quanto riguarda nello specifico la polemica con il giornalista che lo ha attaccato riconduco tutto al fatto che settembre è il "mese morto" per eccellenza e nessuno sa di cosa parlare (credo che dei mondiali se ne freghino negli USA) per cui se Shaq parla (quando mai è stato zitto?) diventa facile e conveniente creare un po' di rissa mediatica sulle sue affermazioni. Le stesse cose dette a fine aprile finivano nel dimenticatoio.
Williams, che a me ha sempre fatto letteralmente schifo come uomo (non dimentichiamoci i balletti che orchestrava con LBJ 2 anni fa) mentre come giocatore lo ritengo sopravvalutato, sicuramente si sentiva la seconda stella dei Cavs e forse era molto restio a servire O'Neill per un gioco meno corri e tira ma più a metà campo.
E' la mia opinione, la verità la conoscono solo loro.
Comunque uno Shaq con questi propositi di gioco di squadra non fanno altro che bene ai Celtics!
concordo con Piero sul fatto che questo e' un tipico articolo di Settembre e che Shaq deve aver capito quale puo' essere il suo ruolo attuale in una squadra che vuol vincere l'anello
... suvvia, un po' di compostezza
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