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Mah, io in una partenza da 15 vittorie e 17 sconfitte con una squadra di ... -
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la sto rivedendo con calma e ho notato una cosa che nella notte mi era ... -
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Finita di rivedere con calma poco fa. A mente fredda ho trovato eccezionale ...
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Scritto da MxT e Luca9
Amtrack, northeast regional, 11.21 a.m, direttrice NY-Boston… arrivo previsto 12.55 p.m. Alla mia sinistra scorre veloce la provincia americana del nord-est, casette in legno, paludi, barche, campi di baseball e di calcio, parcheggi, rimesse per auto, supermercati di ogni tipo, il tutto interrotto quasi per errore da stazioni ferroviere che, con un po’ di fantasia, potrei ricolorare in versione Western… alla mia destra, il mare…
NY è ormai alle spalle ma impressa nella mente. È il 25 e usciti da Penn Station la prima cosa che incontrano i miei occhi è il Madison, lo immaginavo più grande, tutto immaginavo più grande…
Il Best Western Hotel è a soli 10 minuti di cammino, sulla 38th… il cambiamento è intercettato immediatamente dai miei sensi, gli odori qui sono diversi rispetto a BeanTown, in meglio… 4 giorni negli States e la cosa che più mi ha colpito sono gli odori… tutto sembra permeato da una sola sostanza, come se fosse spalmata su ogni tipo di genere alimentare e non… a NY però è diverso, qui non sei negli stati uniti, qui non sei straniero, il melting pot – anche alimentare – tiene assieme questo agglomerato di anime e cemento… breve sosta in albergo e la città si apre davanti a noi… quasi per incanto siamo a Times Square, un arcobaleno in movimento, e il “Rosy O’Grady’s” è il primo ristorante che soddisferà i nostri stomaci provati dalla lunga astinenza… il cibo è ottimo, carburante ideale per la lunga passeggiata che ci aspetta… torniamo sulla Brodway e a ogni passo lo sguardo s’inchioda e con lui i piedi, le mani rovistano tra le tasche in cerca di questa maledetta digitale che per un’anima come la mia è più un supplizio che un supporto…
... continua ...
Gli scatti si susseguono, prima 10, poi 20, 30, e come sull’ascensore dell’Empire State Building sei arrivato a 80 e quasi non hai sentito nulla… il tempo corre veloce e con lui i piedi; il calore di una Camel è intermezzo ideale tra un BLOCCO e l'altro e d’improvviso ecco Central Park… gli occhi di max corrono alla ricerca del famoso palazzo di “GHOSTBUSTER”, la mia mente oscilla tra Woody Allen e l’eterea Nicole in un film del quale la mia mente ha perso traccia del nome… la digitale nel frattempo si scarica, e la gentile Rosana mi fa omaggio della sua per continuare il reportage; a volte ho la pessima sensazione che raccontare un viaggio sia la parte principale dello stesso… in un attimo è sera, non abbiamo fame ma voglia di bere una birra… Union Square è la nostra prossima meta, e la Subway NewYorkese il mezzo che ci porterà a destinazione… appena scese le scale si apre un mondo, quello che hai nella testa, e ricorda ai tuoi passi che potrebbero ripercorrere quelli dei GUERRIERI di Walter Hill… Union Square è viva, giovane, incasinata, mentre noi siamo stanchi… il tempo per 3 birre all’HEARTLAND BREWERY e la SUBWAY torna a farci compagnia sulla strada di casa…
È già il 26, ore 9.00 a.m. NY è come ieri, ma il tempo non è d’accordo… il freddo taglia le mani per davvero… 100 metri e un vero espresso italiano mi rincuora… il sangue torna a circolare ma tra poco si ricomincia… a destra di nuovo il MSG, lo schermo illuminato ricorda ai passanti che il 6 aprile ci saranno i Celtics (vero Edo?); catturiamo il rapido passaggio con le nostre diaboliche ‘imprigiona immagini’… la mia ha finito, non ha più memoria, quasi fosse stanca… c’intrufoliamo nel primo rivenditore di supporti elettronici… 39 dollari per una memoria da 2 GB, forse è troppo ma il tempo stringe, NY fugge e ha voglia di essere fotografata… l’ESB è tappa obbligata, la Grande Mela dal piano 86 è uno spettacolo entusiasmante, perfino Central Park è minuscolo da qui… i taxi si muovono veloci e sembrano palline gialle dentro un flipper, programmato con il solo scopo di non farle mai andare in buca… fa troppo freddo, rientriamo in 10 minuti superando indenni il percorso obbligato dell’ESB Store… con la foto invece non ce la faremo, siamo turisti, gente da spellare con ogni mezzo necessario… sono ormai le 11.00 a.m. e la Subway potrebbe essere una buona idea per andare a SOHO, ma oggi la città ci chiede di non percorrere le sue viscere… obbediamo con rispetto e non ce ne pentiremo… SOHO è bellissima, meno luccicante di Times Square, ma più trandy e meno kitch… negozi di ogni tipo si susseguono incessantemente, tanto che potremmo entrare in uno e uscire dall’altro senza soluzione di continuità… qualche via secondaria è il viatico necessario per non essere inghiottiti dal quartiere… 02.00 p.m. sbuchiamo esattamente davanti a un posticino attraente, LE PAIN QUOTIDIAN… dentro è tutto molto europeo, cibo compreso… la mia tartina di verdure e gruviera è spettacolare, mentre i vegetali che circondano il piatto sono accarezzati da del pesto divino… salutiamo questo strano ‘panificio’ e dopo pochi metri siamo in un’altra città: CHINATOWN sembra Istanbul, il rosso e il giallo dominano le strade… la mia memoria cinematografica si chiede in quale di questi vicoli KURT RUSSELL viene intrappolato da quel terribile stregone cinese che sprigiona fulmini dal corpo… un negozio di alimentari mi riporta al presente e il mio stupore non potrebbe essere più grande quando scopro che qui vendono strani molluschi marini, rigorosamente sottovuoto, a quasi 1.500 dollari per circa mezzo chilo… “le foto non sono permesse” mi ammonisce la proprietaria, esco senza batter ciglio… resisto all’idea di comprare 3 pacchi di tè al prezzo di 2 (?) e in un attimo siamo sotto il ponte di Brooklin… 3, 4, 5 rapidi scatti ma non c’è tempo, dietro l’angolo ci attende Ground Zero e il quartiere degli affari… pochi altri scatti e siamo pronti per rituffarci nella Subway dove saremo testimoni di un siparietto imbastito tra una famiglia danese e un bigliettaio catapultato per caso qui direttamente da Bombay… la metropolitana è efficiente e in pochi minuti siamo di nuovo tra la Brodway e TS… 07.30 p.m., affamati ci affidiamo a Rosana, la quale ci indica il SAPPORO, un ristorante giapponese dove mangeremo cibo tradizionale… il posto è accogliente e la cena risulterà squisita ed economica… Times Square di notte è uno spettacolo impagabile… i rumori si moltiplicano, le luci impazziscono così come le nostre digitali… riusciamo a catturare anche un Celtic Pub, con tanto di insegna al trifoglio… si è fatto tardi, torniamo al Best Western e salutiamo NY vestita a sera…















Commenti
Ricordo perfettamente il viaggio in treno dalla stazione Back Bay di Boston a Penn Station e poi i “noti” punti di interesse della città. Senz’altro un viaggio da ripetere..
Purtroppo i nostri “eroi” hanno dovuto chiudere la loro esperienza bostoniana con il brutto spettacolo offerto dai Celtics contro San Antonio e mi sembra superfluo dire che avrebbero meritato ben altro epilogo...se avranno il coraggio di raccontarci pure questo meriteranno la beatificazione istantanea!
In questa frase c'è tutto Luca, ed il perchè sia sempre un piacere "picking his brain", come dicono oltreoceano.
Grazie ancora a Max e Luca, e vi rimando ad una birra italiana, insieme. Un saluto particolare anche a Rosana che, silenziosa, è sempre pronta a condividere le passioni del Tasselli ed a rendere la sua vita "un pochino" più bella. Non cadrò nel "clichè" di dire che in fin dei conti è questo il significato ultimo di quella parola di cinque lettere.
Come si evince dai numerosi puntini sparsi qua e là, questo è l'unico pezzo che ho scritto io... gli altri 3 sono tutti di MAX, a parte una mia breve collaborazione sul n.1... io sinceramente non so se ce l'avrei fatta a scrivere 3 pezzi
un saluto a tutti... e LET'S GO CELTICS!
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