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G5 2° Round : Boston Vs Philadelphia 101-85
Stefano Papa
Straquoto Sor Pulcini voglio la tua maglia ritirata con scritto Sor ... -
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Celtic10
Alla fine tra voci di possibili scambi per portare ad una ... -
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Celtic10
Username: Celtic10 Nome e Cognome: Carmine Ruotolo Età: 18 Città di ... -
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Legend
Mah, io in una partenza da 15 vittorie e 17 sconfitte con una squadra di ... -
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FabioP
la sto rivedendo con calma e ho notato una cosa che nella notte mi era ... -
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Angelo
Invece secondo me alcune speculazioni su possibili trade avevano senso ... -
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Denis
ok, c'è una durissima gara 6, ma è durissima anche per loro, e nel caso ... -
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marco il celtico
Finita di rivedere con calma poco fa. A mente fredda ho trovato eccezionale ...
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Seconda puntata del nostro viaggio a casa delle varie contender, e feramta in Texas dai Dallas Mavericks di Mark Cuban. Ad inizio stagione non erano sicuramente tra le squadre più quotate ad est, nonostante fossero reduci da un secondo turno ad Ovest negli scorsi playoff. Sembravano ancora l’ombra di quella squadra che dopo la batosta presa al primo turno di playoff del 2007 era entrata in una sorta di limbo dove hai troppo talento per non sprofondare e dove ti manca qualcosa a livello mentale (non di talento sicuramente) per essere al top.
E nella prima parte di stagione, nonostante un record anche al di sopra delle attese, la sensazione che lasciavano i ragazzi di Coach Carlisle era ancora quella. Poi in prossimità della tradeline di febbraio, Cuban in barba alla crisi (ha affermato senza timore che notoriamente le crisi economiche nascondono al loro interno anche opportunità da cogliere), ha messo insieme una trade con Washinton, cedendo il sempre meno “allineato” Josh Howard (peraltro titolare di un corposo contratto in scadenza) a Washington portandosi a casa un talento enorme come Caron Butler, un centro forse troppo spesso sottovalutato come Brendan Haywood, e la zavorra salariale chiamata Stevenson, che era il prezzo da pagare per colmare l’importante gap di talento che mostravano le due parti della trade.
Da li in poi Dallas ha letteralmente cambiato marcia, infilando una lunga striscia di vittorie chiusa solo con una sconfitta interna con i Knicks che tutto sommato può anche starci dopo un mese costellato solo da importanti vittorie.
La Dallas attuale si presenta quindi con un quintetto che abbonda di cm (oltre che di talento) in ogni ruolo, e con una panchina magari non profondissima, ma con alcuni elementi in grado di supportare al meglio i titolari. In cabina di regia opera uno dei migliori playmaker degli ultimi tre lustri, quel Jason Kidd che dopo aver predicato basket nel nulla dei Nets ad inizio millennio, da un paio di anni è tornato in quella Dallas che lo aveva scelto nel lontano draft del 1994 alla pick numero 2. Non è più il Kidd da quasi tripla doppia di media visto in passato, ma a livello di gestione del ritmo e di impostazione del gioco rimane una delle migliori menti della lega. Accanto a lui come guardia c’è il neo arrivo Caron Butler, giocatore a mio modo di vedere perfetto per Dallas, fisico importante per il ruolo, ottimo difensore, passatore sottovalutato, uno dei grandi “dimenticati” di questa lega, assomiglia tanto ad uno di quegli acquisti che ti cambia la vita.
In ala piccola troviamo il grande colpo estivo Shawn Marion, sia chiaro siamo distanti anni luce dal Marion da 20+10 dei migliori anni dei Suns, ma Shawn molto intelligentemente si è messo al servizio della squadra e porta alla causa tante cose, come un buon apporto a rimbalzo e una discreta difesa su tutti i tipi di ali, che rende i Mavs una squadra molto versatile. E al bisogno può scalare sia in ala grande con Nowitzki da finto centro per un quintetto veloce e offensivamente devastante (spesso cavalcato da Carlisle), sia in guardia per quintetti più robusti.
Lo spot di ala grande è ovviamente ad appannaggio del franchise player Dirk Nowitzki, autore di una prima parte di stagione da MVP, e ritornato decisamente ai livelli della stagione da MVP, dopo un paio di anni un po sotto il par. accanto a lui in centro troviamo l’altro neo acquisto Brendan Haywood, che ha rilevato il quintetto il totem Erik Dampier, e la maggiore reattività e consistenza difensiva di Haywood rispetto a Dampier assomiglia tanto al segreto che ha portato alla lunga striscia di vittorie, e al’indubbio salto qualitativo del gioco difensivo di Dallas.
La panchina a parte il “quasi sesto uomo dell’anno” Jason Terry, giocatore in grado di spezzare in due ogni partita in cui entra, non offre nomi molto cool, ma è composta da gente “utile alla causa” come JJ Barea, playmaker, fisico esile, tiro mortifero e punti facili, che oltretutto fa pure bene il suo compitino come regista. Altro punto fermo della rotazione degli esterni è il sorprendente rookie Rodrigue Beaubois 25° scelta allo scorso draft, originario di Guadalupe, atleta di primissima fascia, con punti nelle mani e buone doti difensore, al punto che in alcune occasioni coach Carlisle lo ha pure premiato con il quintetto base.
Più risicata la rotazione nei lunghi, alla quale come detto partecipa attivamente Shawn Marion che spende buona parte dei suoi minuti in ala grande, dalla panchina esce il “pretoriano” Eduardo Najera, cm in difetto ma cuore in eccesso che si rende sempre molto utile alla causa con tante piccole cose che i boxscore non raccontano, e il sopraccitato Dampier ormai un po aventi negli anni, ma ancora in grado di dare una mano a rimbalzo e di dare un pò di intimidazione a centro area.
Possibilità di titolo per Dallas ? Bella domanda, al momento credo siano la più seria antagonista dei Lakers ad Ovest, ma i Lakers in questi anni spesso hanno passeggiato con loro, il talento indubbiamente non manca, se coach Carlisle riesce a far produrre al questo roster rinnovato un ulteriore passo in avanti in difesa, diventano veramente un brutto cliente per tutti quanti, anche perché a livello offensivo non hanno problemi particolari vista la quantità di frecce all’arco di Jason Kidd.



Commenti
Gli infortuni possono essere un possibile problema, considerato che già durante la stagione i titolari hanno perso parecchie partite, ma mi pare fondamentale non caricare troppo sulle spalle di Nowitski il peso dell'attacco e "proteggerlo", invece, in difesa, dove non eccelle.
In questo Haywood, Marion e Butler possono aiutare, per lasciargli quel ruolo di "go tu guy" degli ultimi minuti.
In più Butler ha mezzi fisici e tecnici per tenere kobe, per una miscela che potrebbe permettere a coach Carlisle quella corsa alle Finali che l'owner Cuban pretende.
Mi sono sbilanciato troppo? Può darsi ma trovo che abbiano tutti i mezzi per accoppiarsi bene e superare i Lakers:
Jason(e) sembra aver qualche anno in meno ed uno come il Fisher dei giorni ns se lo mangia su entrambi i lati del campo.
Butler potrebbe reggere bene con Kobe non perchè sia un ottimo difensore ma piuttosto perchè lo attaccherà ed il bistecca dovrà spremersi per tenerlo.
Marion fa scopa con Artest anche se penso quest'ultimo verrà dirottato sul tedesco.
Nowitzky anche lui avrà il suo da fare con Gasol e dovrà giocare da MVP per averne ragione ma, se lo farà, credo vincerà la sfida.
Haywood e Bynum non credo saranno dei fattori offensivi viceversa in difesa dovranno dare il loro meglio per intimidire e recuperare.
La panchina migliore è quella di Dallas, credo non ci siano dubbi anche se credo che un fattore importante per i Lakers sarà Odom quando, spesso, avvicenderà Bynum con Gasol da centro.
Oggi come oggi dò a loro il 60% di probabilità di vittoria nella sfida diretta.
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