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Rabbia, delusione, amarezza e crescente consapevolezza. Ma soprattutto il recente periodo negativo dei Celtics attira verso di sé domande sempre più pressanti a cui, prima o poi, sarà doveroso, necessario, vitale dare risposte. Sperando che sia quelle giuste.
1) Tre contender incontrate, tre sconfitte subite. Bastano gli infortuni a giustificare ciò? NO. Altrimenti Portland dovrebbe essere tra le peggiori del campionato nonostante la panchina infinita. Anche perché, a parte il sacro fuoco anti-Celtics degli Hawks, Magic e Lakers non hanno disputato partite memorabili eppure alla fine sono uscite vincitrici.
2) Il punto è: è una crisi strutturale o congetturale? Al crescere delle sconfitte il timore che sia la prima ipotesi a prevalere sulla seconda è consistente. Questa squadra è stata concepita intorno al Big Three con tutto il resto del roster definito di conseguenza. Nel terzo anno del progetto il rendimento del terzetto è pressoché dimezzato. I miglioramenti di Rondo e Perk mascherano solo in parte un problema che appunto sembra strutturale. Perché se il faro delle responsabilità si sposta sempre più sui due più giovani allora la squadra cambia fisionomia di gioco e dunque va ristrutturata. Sotterranea è iniziata la transizione dai Big Three al Duo che però certe responsabilità non è ancora in grado di prendersele (vedi i passi su possesso deciso di Rondo contro LA). Già, che si fa?
3) Fino a che punto possiamo continuare a cullarci nella speranza di ritornare quello che eravamo? Ad augurarci di essere tutti in salute e nel pieno delle forze? Quando questo è ancora realisticamente possibile? Queste sono le domande chiave intorno alle cui risposte gravitano i Celtics di oggi e quelli domani.
4) Abbiamo smarrito la nostra identità di gioco. Con il Big Three attanagliato da un logorio che pare avanzare a doppia velocità, le certezze del nostro sistema di gioco si sono progressivamente sgretolate. La difesa ruotava intorno alla dinamicità-aggressività-leadership di KG? Il ragazzo non riesce più a scollinare il 60% della propria condizione fisica, manca di mobilità laterale e di esplosività verticale. Nei momenti caldi PP era guy-to-guy tra i più affidabili della Lega? Oggi il Capitano, nonostante l’impegno, offre spesso un quarto da brivido, ma ahimé di rado è il quarto finale e quasi mai sono gli ultimi 5’ minuti. Anche per lui il calo fisico è lampante e quando le difese si fanno aggressive le sue penetrazioni diventano prevedibili e se non giunge fischio provvidenziale la palla è spesso persa oppure scaricata con pochissimi secondi da spendere per una conclusione forzata. L’alternativa-garanzia in attacco che si inseriva negli spazi creati ad hoc da PP, Rondo e KG era Ray Allen? L’ex Sonics sta vivendo un periodo “tragico” al tiro. Libero o marcato sono sempre più le partite in cui il canestro proprio non lo vede. Ironia della situazione il più anziano dei tre è pure il più integro fisicamente. Potremo ancora rivedere un Big Three almeno prossimo al pieno regime? Se la risposta fosse negativa è necessario valutare un pieno di riserva.
... continua ....
5) Che il progetto scricchioli come non mai lo dimostrano gli ultimi quarti. Arriviamo spenti. L’attacco si paralizza. Ogni canestro è conquista sudatissima. Rondo viene sfidato su piazzati che non si prende. Perk viene piacevolmente mandato in lunetta. Sheed accende e spenge nel giro di due azioni. E il Big Three (per le ragioni di cui sopra) tende a delegare. Nel complesso le energie mancano e la sensazione di essere sempre un passo in ritardo sull’avversario è netta soprattutto in difesa e a rimbalzo, spesso facile terra avversaria per secondi, terzi, quarti tiri. Serve forse un innesto di valore e almeno under 30 per rivitalizzare un ambiente che, pur volendo, sembra non aver più le risorse psico-fisiche per invertire un trend negativo sempre più figlio del tempo piuttosto che della sola sorte avversa?
6) La panchina è piena di rebus piuttosto indecifrabili. Sheed forse è l’unico in linea con quanto ci si aspettava. Incostante forse più del dovuto, ma certo in grado – ogni tanto – di fare la giocata che ti tiene in linea di sopravvivenza o ti svolta la partita. Il Big Baby 2009/2010 è in totale collisione (e qui c’è da tenersi forte date le stazze) con il Big Baby 2008/2009. Dov’è finito il tiretto dalla media? L’arma strategica che l’aveva reso preferibile a Leon Powe e ne aveva in buona parte giustificato il rinnovo è scomparsa insieme ad una condizione fisica accettabile ed ad un atteggiamento quantomeno in linea con lo spirito della squadra. Sembra quasi un corpo estraneo. Tony Allen è sempre Tony Allen. Alti che illudono e bassi che disilludono. Questo giocatore pare condannato ad un limbo eterno. Scal è quello che è e, aldilà di qualche fugace tripla, un po’ di difesa e falli, è inutile chiedergli oltre. Williams giustifica NE dopo NE le ragioni dell’oblio a cui dopo pochi anni di carriera nella Lega era stato condannato. House è in leggero calo. Ma non certo problema prioritario e come completamento ci può ancora stare. Daniels l’abbiamo assaggiato, ma non si può certo valutare un ragazzo che nel nostro sistema di gioco stava appena mettendo piede. Bisogna forse rimescolare le carte e sacrificare qualche giocatore dal contratto favorevole per innalzare la qualità del pino o dello stesso quintetto?
7) Lieve modifica, riassetto o rifondazione? Tre vie possibili con tempistiche differenti. A febbraio è più verosimile cavalcare le prime due, a giugno 2010 la terza non sarà molto percorribile visto che molte squadre lavorano da tempo per crearsi un spazio salariale molto più cospicuo del nostro. Ci vuole forse l’ennesimo colpo di genio di Ainge? O forse basta aver pazienza e credere ad oltranza in questo gruppo sperando che si tratti solo di sfortuna? Rispondere non è facile perché da un lato le partite con le contender ce le siamo quasi sempre giocate alla pari e per lunghi tratti, in alcuni casi, abbiamo dato la sensazione di poterle vincere (e un paio si sono pure vinte). D’altro canto le L alla fine surclassano le W e quindi interrogarsi sulla situazione e sull’opportunità di fare o non fare è più che lecito. Anche perché siamo così sicuri che per alcuni la questione infortuni sia solo casuale anziché un realtà con cui fare i conti da qui fino alla fine della carriera?
8) Il ritmo di sconfitte attuale è preoccupante. Aldilà del record finale, mentalmente la squadra sembra in difficoltà. L’incapacità di gestire cospicui vantaggi nel finale è sintomo non solo di mancanza di energie, ma anche di killer-istinct e di una consapevolezza della propria forza. Insomma è anche un fatto mentale e certe indecisioni clamorose nelle azioni che contano ne sono ulteriore riprova. Subiamo l’agonismo e l’esuberanza altrui, due armi con cui in passato dettavamo legge nelle difficoltà. Siamo raggiunti e superati prima sul piano mentale che in quello del punteggio. Le molte sconfitte conseguite in questo periodo hanno tolto al gruppo quella sicurezza in se stesso che talora aveva permesso di gestire situazioni di difficoltà fisica in modo più redditizio. Le partite che prima vincevamo anche solo di autorevolezza e con il giusto atteggiamento mentale, oggi le perdiamo tutte o quasi (salvo che coi Raptors). È forse questa l’involuzione peggiore, quella che in questo momento ci trascina fuori dalla rosa delle contender. È forse questo il segnale che più di ogni infortunio inquieta il tifoso e costringe a chiedersi se c’è futuro (e quale) per questo gruppo.
Il tempo delle decisioni richiede spesso risposte drastiche a domande che non avremmo mai voluto porci. La ragione entra in conflitto coi sentimenti (come la riconoscenza e l’ammirazione). In quale dei due si celi verità non è dato saperlo. Si può intuire. Si può rischiare. Come quando un GM in una sola estate rivoltò una squadra come un fazzoletto e per magia da derelitta che era la ricondusse dritta al tempio di gloria che l’attendeva da 17 lunghissimi anni. Certo le magie non sempre riescono. Il segreto (e problema) è capire quando è il momento più propizio per realizzarle.



Commenti
Perche' la variabile "come stanno veramente Garnett e soci" e' troppo forte. A inizio campionato questa squadra ha giocato molto bene. Capisco che gli anni passino ma da ottobre a gennaio mi sembra difficile pensare che questi siano scoppiati.
Ho l'impressione che a febbraio rimarremo cosi' come siamo..solo con un aggiunta o 2 per la panchina che potrebbero tornare molto utili...se non altro a livello di energia e di motivazioni. Credo che quest'estate Ainge rimescolera' piu' di un po' le carte.
2) temo che i Big Three nel suo complesso siano logori fisicamente, e quindi il passaggio di consegne con Rondo e Perkins arrivai un po prima del previsto e i pur ottimi progressi dei due non sono sufficienti per ammortizzare i cali dei Big Three. Poi magari altri ammortizzatori come Big Baby per pirlaggine o Daniels per infortunio, hanno scavato ancora un po di più in quella buca.
3) Temo realisticamente che che la speranza di arrivare asani e in palla ai playoff, sia ormai veramente remota, ma è giusto provarci, non credo serva a molto farsi prendere dalla voglia di smontare questa squadra, tanto non è che cedendo i nostri vecchietti in cambio di danno un Durant o una stella cristallina su cui ricostruire una squadra da titolo. Giusto andare a maggio a vedere cosa si possa fare, ma senza farsi illusioni inutile che poi porterebbero a brutti rospi da ingoiare.
4) Il nostro sistema è costruito intorno alla difesa di squadra, di cui KG era il fulcro, ma da qui a giustificare un crollo simile con il solo infortunio di KG ne passa. In mezzo temo ci sia anche un po di appagamento.
5) Il discorso sui quarti periodi credo nasconda dietro di se mille variabili , non credo che sia risolvibile con innesti di mercato, ad oggi questa squadra deve giocarsela così com'è, e quando non sarà più in grado di giocarsela aimhe andrà smontata.
6) La panchina nel suo complesso è difficilmente giudicabile, perchè le tante assenze hanno catapultato in quintetti spesso i migliori panchinari. Sui singoli si può dire che Big Baby non c'è più, che House onestamente sta giocando male (ache se l'impegno da parte sua è sempre lodevole e quindi apprezzabile), Sheed più o meno nelle attese, Daniels purtroppo ingiudicabile per l'infortunio, Tony tutto sommato meglio degli ultimi due anni, chi sta mancando sul serio sono Scal che non segna mai, Shelden Williams che con un Davis così avrebbe dovuto trovare più spazio se non si fosse confermato un bust, e i due rookie del 2008, ormai chiaramente non da NBA.
7) In realtà Ainge ha già messo tutto in conto e Boston nel 2012 sarà sul mercato dei FA per firmare un FA 5 stelle a meno che via trade non lo trovi prima. Adesso per poter aver voce in capitolo nell'estate 2010 bisognerebbe cedere KG per contratti in scadenza e convincere Pierce ad uscire dal contratto, ma poi in uno scenario simile non credo che verrebbe nessun FA di grido a giocare a Boston. sarà una ricostruzione graduale dove magari una volta messo in chiaro che non si sarà più da titolo i vecchietti potrebbero trasmettere il loro sapere ai giovani che arriveranno via via.
8 ) Un po il riepilogo di quanto scritto sopra, se non ci si lascia andare a facili illusioni il futuro prossimo dei Celtics ci dice che a meno di una botta di vita, i playoff difficilmente ci vedranno protagonisti fino alla fine e dei traguardi parziali francamente non credo importi nulla a nessuno.
Io sarei più per andare avanti così per questa stagione però con l'aggiunta di un paio di innesti in grado di dare un buon contributo da subito in modo da rendere più pericoloso e continuo il secondo quintetto evitando così di spremere lo starting five nel terzo quarto, dove spesso siamo costretti a rimontare salvo poi crollare nel quarto periodo per stanchezza, poi però ricostruire step by step anche a costo di sacrificare qualche pezzo importante del nostro mosaico del Banner 17.
La priorità è ricostruire cercando di rimanere ai vertici della lega.
Facile a dirsi ma in Ainge ho fiducia.
La cosa che mi fa rabbia e che le fortune dei lakers sono cominciate con uno scambio assurdo, il regalo di Gasol. Ecco che l'arrivo di un giocatore del genere (anche un po' meno) e il recupero fisico di Garnett secondo me ci potrebbe riportare di corsa fra le contendenti al titolo.
p.s. OT: che c.zzo di fischio era quello contro il capitano?
Non riesco ancora ad espormi; sarà che il pensiero di veder Ray andarsene non mi vede "sentimentalmente" pronto o sarà il fatto che l'attuale "troppo brutti per essere veri" continua a fare a pugni con l'immagine che avevamo di questa squadra appena 2 mesi fa...
Di una cosa non mi capacito: ho appena letto l'articolo indicato da Andrea, espn.go.com/blog/boston/celtics/post/_/id/4671456/cs-not-worried-about-losing-pattern e mi sorge solo una domanda: ma ci credono veramente o ci stanno prendendo per il culo?
Sam. non penso che ci stanno prendendo per il culo, loro ci credono veramente secondo me, il problema è se saranno in grado di trasformarsi nei PO e dopo questi PO sia loro si renderanno conto della realtà(per i campioni non penso che arrivi in automatico il momento di accettare il declino...) sia la dirigenza capirà in che direzione muoversi e in automatico risponderanno a tutti i quesiti di quest'articolo.
gli infortuni sono senz'altro la causa principale della scarsa tonicità fisica di KG e forse anche di PP (a me la storia dell'infezione risulta ancora poco chiara): quindi aspettiamo di recuperare una forma decente (se si riesce...).
Infortuni e condizione fisica a parte restano le pause mentali e i momenti di scarsa intensità difensiva e a rimbalzo: da quanto tempo non abbiamo più un attegiamento intimidatorio in difesa? da quanto tempo il nostro pitturato è terra di conquista? da quanto tempo non si vede una giocata di energia, per esempio nei rimbalzi d'attacco?
Il basket è un gioco di automatismi sia tecnici sia psicologici: se la squadra è abituata ad un atteggiamento aggressivo e a grande concentrazione, gioca sempre con quell'atteggiamento e quella concentrazione, automaticamente, non c'è bisogno di dire "ok ragazzi, da adesso ci impegnamo", ti viene istintivo, anzi, non sai giocare in altro modo.
Questa caratteristica, purtroppo quest'anno (ma in parte anche l'anno scorso) è mancata troppo spesso, ed è la cosa più difficile da allenare.
La speranza è che, ammesso e non concesso che si riesca a recuperare gli infortuni, i giocatori faro di questa squadra ai playoff non hanno mai lesinato impegno e cattiveria (anche se PP in passato qualche "cavolata" l'ha fatta).
Per ora è l'unica speranza a cui aggrapparci........
In totale si può dire che adesso ci teniamo quello che abbiamo e a fine anno si vede.
Però bisognerebbe identificare se cambiando qualcuno il problema si risolve; mi spiego meglio:
L'intensità di gioco non la si inetta a nessuno e se un blocco è in movimento vuol dire che si è arrivati con un secondo di ritardo(Perkins) oppure se si tira allo scadere forzando il gioco non essendo in grado di essere liberi e tranquilli significa che qualcosa individualmente o di squadra non va(Pierce). Ho fatto l'esempio di due che non dovrebbero avere problemi di fuoco agonistico per personali caratteristiche.
E non so se mettendo qualcuno al loro posto ora cambierebbe qualcosa (non voglio cambiarli ma solo fare l'esempio).
Se poi si aggiunge che abbiamo bisogno come l'acqua di un play di riserva "bravo" e di un tiratore che sopperisca al calo di Ray e House il discorso si fa serio.
Se occorre adeguare bisogna anche che che viene sia in grado di cambiare la situazione e non di clonare che sostituisce.
Allen se lo guardiamo ora lo cambierebbe anche un cieco ma con chi e a che prezzo e poi se si rimette a tirare come sa?
La panchina fa poco o non a sufficienza specialmente nelle ultime partite, ma se poi l'unico che qualcosina aveva fatto intuire (Hudson) lo si da via per 2 pere o per non dagli un contratto e si tengono 3 persone che da 10 partite non vedono campo ci si tira la zappa sui piedi.
Ho ben chiaro che sono tutte idee personali o provocazioni, ma è da queste che si possono focalizzare gli obiettivi vicini o lontani.
Per me fino a giugno si deve rimanere così o al limite aggiungendo un play spremendo tutto da tutti e poi a giugno prendere la via del rinnovamento sacrificando qualcosa per il futuro, tanto Wade e LBJ non li possiamo prendere ma se tutti li vogliono devono lasciare liberi o scambiare fior di giocatori.
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