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G5 2° Round : Boston Vs Philadelphia 101-85
Stefano Papa
Straquoto Sor Pulcini voglio la tua maglia ritirata con scritto Sor ... -
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Celtic10
Alla fine tra voci di possibili scambi per portare ad una ... -
I am a Celtic and I come From ...
Celtic10
Username: Celtic10 Nome e Cognome: Carmine Ruotolo Età: 18 Città di ... -
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Legend
Mah, io in una partenza da 15 vittorie e 17 sconfitte con una squadra di ... -
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FabioP
la sto rivedendo con calma e ho notato una cosa che nella notte mi era ... -
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Angelo
Invece secondo me alcune speculazioni su possibili trade avevano senso ... -
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Denis
ok, c'è una durissima gara 6, ma è durissima anche per loro, e nel caso ... -
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marco il celtico
Finita di rivedere con calma poco fa. A mente fredda ho trovato eccezionale ...
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Da circa un anno e (molto) più fervono in Texas i preparativi per quello che nelle intenzioni di Mr. Cuban ha tutte le intenzioni (meglio le ambizioni) di essere l’All Star Game più visto della storia. L’edizione n° 59 della “partita delle stelle” (dove il termine partita appare sempre più improprio) squilla le trombe per annunciare l’approssimarsi dell’evento (14 febbraio). Dopo il preambolo della votazione popolare dei quintetti (con esiti talora tragicomici), giunge a circa due settimane dall’evento la scelta delle riserve da parte di coaches intenti a riparare ad inspiegabili assenze, evitando, per quanto possibile torti clamorosi. Sull’urgenza di re-impostare le modalità di scelta del pubblico si è detto, ridetto, scritto e ri-scritto.
L’avvento massiccio del mondo asiatico ha di fatto sconvolto gli equilibri in termini del tutto illogici creando situazioni paradossali e deleterie come la quasi elezione di T- MAC, attualmente il più ex dei giocatori in attività. Dunque vediamo, osserviamo e valutiamo i 12 esponenti dell’Est e i 12 esponenti dell’Ovest con inevitabile coda su chi c’è ma non avrebbe dovuto esserci e chi non c’è ma aveva tutto il diritto-dovere di partecipare. Si, partecipare. Perché ormai l’ASG è un po’ come quelle feste mondane, certo vuote di contenuti, ma dove essere presenti ha peso tutt’altro che indifferente per tenere viva la fiamma della propria effimera celebrità. La prestazione in sé ha valore piuttosto relativo visto che ormai l’MVP di turno spesso è deciso a tavolino sulla base di esigenze commerciali, di immagine e quant’altro che con la dimensione strettamente sportivo vive una relazione tendente al nulla. Conta lo spettacolo. L’individualità in puro “american style” esaltata all’infinita potenza. Agonismo e Spirito di squadra per una sera sono spettatori assopiti e decisamente poco coinvolti. Ed ora, digressioni etiche e patetiche a parte, spazio agli showmen invitati all’ASG n°59 al Cowboys Stadium (Dallas):
East: Allen Iverson (11°), Dwyane Wade (6°), LeBron James (6°), Kevin Garnett (13°), Dwight Howard (4°). Riserve: Rajon Rondo, Derrick Rose, Paul Pierce, Chris Bosh, Gerald Wallace, Al Horford, Joe Johson. All. Rivers/Van Gundy/ Woodson (in base a colui che detiene il best record al 31/01)
West: Steve Nash (7°), Kobe Bryant (12°), Carmelo Anthony (3°), Tim Duncan (12°), Amare Soudemire (5°). Riserve: Deron Williams, Chris Paul, Brandon Roy, Kevin Durant, Dirk Nowitzki, Paul Gasol, Zach Randolph. All. George Karl
Dunque anche quest’anno sono tre i Celtics ad indossare la casacca dell’East con il meritatissimo esordio di Rondo (per altro giocatore spettacolare il giusto per questo tipo di esibizioni) che prende idealmente il posto del veterano Ray. Per chiudere qualche rapida considerazione sui presenti e…sugli assenti. Sul West poco da dire. Scegliere era oggettivamente difficile e personalmente, piaccia o non piaccia, ma lo Zach Randolph di quest’anno se lo strameritava e di fatto ha scippato il posto ad uno dei cestiti più sottovalutati della Lega: il centro dei Clippers Chris Kaman. Unica nota critica: tre play sono un po’ troppi, ma oggettivamente data la qualità dei soggetti la scelta suona obbligata.
Più complessa la situazione ad East dove a conti fatti almeno già 2/5 del quintetto destano perplessità. Come disse qualche settimana addietro un giocatore NBA «all’ASG si viene votati per meriti di carriera e non, come dovrebbe essere, per i meriti stagionali». I casi Iverson e KG ne sono la dimostrazione. Per ragioni diverse ad oggi nessuno dei due ha offerto uno scorcio di campionato all’altezza del proprio valore e sinceramente nello starting five (nel caso di KG) o nei 12 (nel caso Iverson) forse qualcuno avrebbe meritato maggiormente. Esclusi di lusso? Su tutti David Lee e Josh Smith, senza dimenticare il nostro Perk, Jamison, Crawford e pure il solidissimo Bogut.
Partita dei debuttanti per: Rajon Rondo, Derrick Rose, Deron Williams, Kevin Durant.
Ecco i partecipanti alle altre due gare di contorno più importanti.
Gara schiacciate: Nate Robinson, Gerald Wallace, Shannon Brown and Dunk-In winner (Eric Gordon or DeMar DeRozan).
Gara da tre: Cook (vincitore uscente) mentre gli altri saranno annunciati il 3 febbraio.
Illusi e disillusi, sognatori e scettici, romantici e cinici, fan last minute e tifosi da una vita, il 59° ASG è sbucato all’orizzonte e avanza spedito verso la meta texana sospinto da un unico e imprescindibile imperativo: spettacolo! Spettacolo a tutti i costi (e sono parecchi). Auguriamoci che a tanto clamore corrisponda pari splendore.



Commenti
Infine sul coach dell'est se stanotte si vince ad Atlanta, ci va il Doc ... conoscendolo credo ne farebbe volentieri a meno per volare ad Orlando con la famiglia.
Dopo tutto è quello che ne ha messi di più finora.
Mi piacerbbe proprio vederlo in verde...ma mi sa che rimarra solo un sogno...
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