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G5 2° Round : Boston Vs Philadelphia 101-85
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Straquoto Sor Pulcini voglio la tua maglia ritirata con scritto Sor ... -
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Celtic10
Alla fine tra voci di possibili scambi per portare ad una ... -
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Celtic10
Username: Celtic10 Nome e Cognome: Carmine Ruotolo Età: 18 Città di ... -
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Legend
Mah, io in una partenza da 15 vittorie e 17 sconfitte con una squadra di ... -
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FabioP
la sto rivedendo con calma e ho notato una cosa che nella notte mi era ... -
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Invece secondo me alcune speculazioni su possibili trade avevano senso ... -
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Denis
ok, c'è una durissima gara 6, ma è durissima anche per loro, e nel caso ... -
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marco il celtico
Finita di rivedere con calma poco fa. A mente fredda ho trovato eccezionale ...
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Era la notte della sfida tra le prime due dell'Ovest, i soprendenti Dallas Mavericks recavano visita ai brutti Lakers visti nell'ultima settimana dove avevano rimediato due brutte sconfitte in casa con i Cavs a Natale e a Phoenix e due striminzite vittorie contro i Kings, entrambe maturate per autentici suicidi da parte di Sacramento.
C'era quindi giustamente tanta attesa per capire se finalmente i Lakers potevano avere anche un minimo ostacolo da qui al 5 di giugno, oppre no. E' finita tanti (ma tanti davvero) a pochi, con la difesa dei Mavs che concede ai Lakers privi di Artest il 63,4 % dal campo e il 58,3 % da tre punti.
E' pur sempre una gara di gennaio, ma io sinceramente faccio fatica ad immaginarmi che questi Mavs possano essere anche un minimo ostacolo per i Lakers in ottica playoff, con un Kidd che appare veramente al capolinea (stanotte Farmar se lo è bevuto a più riprese e Farmar non è certo in cime alle liste di gradimento di coach Jackson), e una squadra che difende pochino.
Al di la della gara di stanotte, la domanda da porsi è cosa resta dell'Ovest (Lakers esclusi ovviamente) a questo punto. Portland pur orgogliosa, giovane e talentuosa in ottica playoff è già fuori gioco per gli infortuni a lungo termine di Oden e Przybilla, senza dei quali secondo me avrebbe potuto lottare quasi ad armi pari con i Lakers, Denver complice l'infortunio di Billups è letteralmente andata a picco (stanotte battuta a domicilio da una non certo irresistibile Philadelphia), San Antonio per ora è un autentico laboratorio sperimentale (stanotte pure Duncan in panchina) sta crescendo, ma per ora non sembra avere la freschezza per potersela giocare con i Lakers.
Chi forse poteva farcela sono i Rockets, che pur privi di Yao Ming stanno giocando una stagione incredibile, e potrebbero pure rinforzarsi con la cessione dei 23 milioni di dollari del contratto di McGrady (si parla di uno scambio con Wahsington con Caron Butler coinvolto insieme ad altro), ma difficilmente potranno essere da corsa fino a fine maggio.
In rampa di lancio ci sono due realtà che insieme a Portland potrebbero fare la voce grossa nei prossimi anni, i Thunder del fenomenissimo Kevin Durant, squadra pensata bene in ogni incastro, completa e ben allenata, e i frizzanti Kings del "piccolo LeBron" Tyreke Evans che sono un ammasso di talento non indifferente, e che allenati divinamente dal Celtics mancato (inteso come coach) Paul Westphal, stanno lottando ogni sera come leoni, ma anche queste due squadre in ottica post season non possono avere molto credito, vista la bassa età media.
Di sicuro la convinzione di molti che la Western Conference è migliore della Eastern, non ha più ragione di essere.



Commenti
Anche i Cavs cadono in casa per mano della non proprio dominante Charlotte per altro ancora priva di Chendler. Nonostante tutto, gran finale di Felton che tiene a bada la rimonta dei Cavs guidata da Lebron, ma soprattutto dalla triple di Delonte e Mo. Lebron+Mo costiutiscono in pratica più del 50% dell'attacco Cavs. Un dato su cui dovranno meditare. O'Neil rimane più che mai corpo estraneo all'attacco Cavs.
Noi abbiamo i nostri bei problemoni, certo è che pure le altre non scherzano. Oggettivamente rimaniamo la prima antagonista dei gialloviola, sempre che la salute ci sorregga. E al momento la cosa non pare così sicura.
Comunque sarebbe ora che l'NBA differenziasse meno il numero d'incontri tra le diverse division e conference (comodo per noi e i Cavs attualmente, meno per quelli della Southwest dove la peggiore è New Orleans con .484) per una maggiore equità.
Ma è ancora presto, ovvio che gli infortuni pesino, perchè anche Denver gioca senza Billups E Carmelo e si trova in una situazione simile alla nostra (loro 6 L nelle ultime 10), in più il calendario presenta ancora anomalie come le sole 11 trasferte dei lakers in 33 partite e 13 degli Spurs in 32, mentre Houston ne ha giocate 20 su 34 totali.
Però è evidente che, finora, un vero pretendente alla finale di conference ancora non c'è e Fil Gecson sorride.
a est Cleveland 11-3 Atlanta 10-3 Orlando 8-3 Boston 8-4
a ovest quelli là 10-1 Spurs 10-3 Dallas 9-3 Denver e Phoenix 10-4 Houston 4-4 e Portland 6-8
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