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Recap
Brutta sconfitta per i Celtics, che cedono ai Phoenix Suns in una partita controllata dall'inizio alla fine dai ragazzi di coach Gentry. Migliore in campo per Boston un ottimo Avery Bradley, che nonostante gli evidenti limiti in attacco termina la partita in doppia cifra (10 punti a cui aggiunge 4 rimbalzi e 3 recuperi) e tiene bene il campo contro un "mostro sacro" come Steve Nash. Le 18 palle perse collezionate e l'evidente sterilità offensiva dei biancoverdi hanno dato la possibilità ai Suns di controllare agevolmente l'incontro, grazie anche alla superba prestazione di Marcin Gortat (24 punti e 12 rimbalzi).
Rondo è costretto ad alzare bandiera bianca a causa del dolore al polso destro, lo sostituisce in quintetto Avery Bradley. Nei Suns confermati nello starting five Ronnie Price e il rookie Markieff Morris, con Dudley e Frye pronti a dare una mano dalla panchina. Il primo canestro della partita è firmato da Garnett, ma i Suns grazie ad Hill e Nash si portano sul 2 a 6. Palesi le difficoltà in attacco dei biancoverdi, mentre Phoenix in questo primo quarto trova in Gortat uno spietato terminale offensivo (8-16). Timeout obbligatorio per Rivers, ma
al ritorno sul parquet ci sono subito due palle perse consecutive e un rimbalzo offensivo concesso per i Celtics. E' Paul Pierce a tenere finora in partita Boston, giocando spesso in isolatione e attaccando il canestro con frequenza. Una stoppata di Stiemsma su Price infiamma il Garden, ma Gortat continua a maramaldeggiare sotto le plance (10-20). Un bel piazzato di Bradley seguito da una tripla di Allen fanno si che il primo parziale non sia troppo duro con i Celtics: 15 a 20.
Il secondo quarto si apre con il classico jumper a segno di Bass, coach Gentry fa riposare Gortat ma Robin Lopez lo sostituisce egregiamente. I soli dell'Arizona possono contare su un'ottima second unit guidata da Shannon Brown e allungano nuovamente sino al +9 (23-32). Ennesimo timeout di Rivers nel tentativo di dare una scossa ai suoi, le difficoltà in attacco sono però palesi e il coach fa tornare in campo Pierce e Bradley (25-35). Botta e risposta da oltre l'arco per Price e Allen, i biancoverdi si tengono in scia affidandosi alle giocate di Pierce e Garnett ma non riescono a produrre uno strappo che li riporti a ridosso dei Suns (34-41). Una tripla di Price e un canestro di contropiede di Hill, dopo l'ennesima palla persa biancoverde, regalano ai Suns il massimo vantaggio (35-46) proprio in concomitanza con la sirena che sancisce la fine del primo tempo.
Partenza di terzo quarto da museo degli orrori per i Celtics: subito 2 palle perse in attacco, fortunatamente però i Suns non sono da meno e il punteggio non cambia. Pierce e Garnett suonano la carica e Boston rientra prepotentemente in partita (47-48), grazie anche alla scarsa lucidità in attacco di Nash e compagni. JO sembra aver finalmente preso le misure a Gortat e i Suns non riescono a trovare un'alternativa valida che dia vigore al loro gioco offensivo. Il sorpasso biancoverde è firmato da una bella giocata di Moore e una tripla di Pietrus (53-50). Coach Rivers ora se la gioca con un quintetto "piccolo" che prevede Bass (poi Garnett) da centro e Pierce in ala grande. Boston però chiude la terza frazione non trovando più la via del canestro (errori incredibili di Moore e Garnett sottocanestro) e Phoenix ne approfitta per tornare avanti di ben 5 punti (55-60) grazie alle giocate di Dudley e Nash.
Il quarto finale si apre con un bella giocata di Telfair seguita da una sanguinosa palla persa da Moore. Un canestro nel traffico di Shannon Brown riporta Phoenix sul +9 (55-64) e per i Celtics è tutto da rifare. I biancoverdi producono "turnover" a ripetizione in attacco, il gioco offensivo si basa solamente sulle penetrazioni di Pierce e il capitano sembra aver finito la benzina. Bradley e Bass provano a riaprire il match ma una tripla di Frye ricaccia indietro Boston (59-67). I Celtics si spingono sul -6 (63-69) a 3'21" dal termine, ma un long two a segno di Nash seguito da un fallo in attacco di O'Neal fanno definitivamente svanire le possibilità di una rimonta. La tripla di Dudley, che porta Phoenix sul +10 (66-76) con appena 1'39" da giocare, sancisce la vittoria dei Suns. Il punteggio finale è 71 a 79 per i soli dell'Arizona.
PREVIEW
Dopo la facile vittoria contro i Toronto Raptors i biancoverdi affrontano al Garden i Phoenix Suns (5-9) di Steve Nash e Grant Hill. Preoccupano in casa Celtics le condizioni del polso destro di Rajon Rondo, il playmaker ha subito un brutto colpo da Kleiza nell'ultima partita e il suo impiego rimane in forte dubbio. Piove sul bagnato in quanto il regista di riserva Kenyon Dooling ha ancora problemi al ginocchio e non dovrebbe essere della partita. Quasi certe anche le assenze di Chris Wilcox e Sasha Pavlovic, per una infermeria che registra nuovamente il tutto esaurito.
Tutto ruota intorno a Rajon Rondo. Questa frase sembrerà forse un pò forzata, ma per quanto visto finora è il numero 9 biancoverde il vero ago della bilancia per i Celtics. Una sua eventuale assenza ovviamente sarebbe difficile da digerire per coach Rivers, che dovrà a quel punto alternare i giovani Avery Bradley ed E'Twaun Moore su Steve Nash. Compito ingrato per i due ragazzi, che dovranno fronteggiare colui che forse è stato il miglior playmaker dell'era post Stockton. Nash si trova in un ottimo stato di forma ed arriva al Garden dopo una prestazione eccellente (26 punti, 11 assist e 5 rimbalzi) nella partita vinta dai Suns a New York. Viste le condizioni non ottimali di Garnett e Pierce, anche se entrambi appaiono in lenta ma costante ripresa, gli strappi di Rondo sono fondamentali per il gioco offensivo di Boston, che altrimenti potrebbe diventare ben presto statico e prevedibile.
Se da una parte i Celtics sperano di recuperare il loro playmaker titolare, dall'altra lo spauracchio maggiore in casa Suns arriva dall'asse Nash-Gortat. I due infatti risultano essere i giocatori offensivamente più pericolosi di Phoenix e servirà limitare i passaggi in area del playmaker canadese, con i quali Nash spesso è in grado di accendere la mano educata del centro polacco. Se la presenza di Rondo potrebbe servire a limitare e sfiancare Nash, sarà ben più complicato trovare una soluzione per arginare Marcin Gortat. L'ex Magic quest'anno è presenza fissa in doppia cifra sia per i punti segnati che per le carambole afferrate ( 6 doppie doppie consecutive al momento) e la sua ingombrante stazza sotto i tabelloni potrebbe rivelarsi indigesta per i biancoverdi.
Nella vittoria del Madison Square Garden coach Alvin Gentry ha fatto partire per la prima volta in quintetto il rookie Markieff Morris al posto dell'esperto Channing Frye. La matricola però è rimasta sul parquet solamente per 6 minuti a causa di un malessere e ora la sua presenza per questa partita è in dubbio. Nel caso Morris non dovrebbe farcela Frye riprenderà il suo posto nello starting five. L'altra novità è stata l'inserimento nella formazione di partenza di Ronnie Price nel ruolo di guardia con Grant Hill dirottato in ala piccola, a finire in panchina Jared Dudley.
Il pino dei Suns, oltre ai sopracitati Dudley e Frye (nel caso Morris sia della partita), può contare sull'apporto dell'energica ala Hakeem Warrick, sulla guardia Shannon Brown, sul recuperato Michael Redd e sul centro "fratello d'arte" Robin Lopez. Ai margini delle rotazioni invece Josh Childress, che dopo il rientro dall'esperienza europea non ha più mostrato quanto di buono aveva fatto vedere agli Hawks, e il nostro ex Bassy Telfair. Panchina lunga e ben assemblata quella a disposizione di coach Gentry, a cui piace spesso far ruotare quintetti diversi variando le soluzioni offensive.
Negli ultimi anni probabilmente avremmo fatto un sol boccone di questi Suns, oggi come oggi invece dovremmo fare molta attenzione al loro atletismo e alla loro second unit. Fondamentale il recupero di Rajon Rondo per tentare di portare a casa una preziosa vittoria in ottica qualificazione ai playoff.
Phoenix Suns (5-9) at Boston Celtics (5-8)
Friday, January 20
7:30 PM ET
Regular Season Game #14, Home Game #9
TV: CSN-NE,FSA, NBA-LP 755/756
Radio: WEEI, KTAR
TD Garden
BOSTON CELTICS
Probable Starting Lineup
PG: Rajon Rondo
SG: Ray Allen
SF: Paul Pierce
PF: Kevin Garnett
C: Jermaine O'Neal
Brandon Bass
Mickael Pietrus
Avery Bradley
Greg Stiemsma
E'twaun Moore
JaJuan Johnson
Marquis Daniels
Sasha Pavlovic
Injured
Keyon Dooling (knee) day to day
Chris Wilcox (calf) day to day
Jermaine O'Neal (wrist) probable
Rajon Rondo (wrist) doubtful per Doc and probable per Rondo.
PHOENIX SUNS
Probable Starting Lineup
PG: Steve Nash
SG: Ronnie Price
SF: Grant Hill
PF: Marcus Morris
C: Marcin Gortat
Channing Frye
Jared Dudley
Shannon Brown
Hakim Warrick
Sebastian Telfair
Robin Lopez
Josh Childress
Michael Redd
Injuries
none




Commenti
sembra stia tirando fuori il meglio da Bradley, probabilmente un ragazzo timido che aveva bisogno di essere protetto facendolo allenare molto e giocare poco prima di buttarlo nell'arena
non so a voi ma a me è piaciuto e se continua a lavorare può costruirsi un solido ruolo per il futuro da cambio delle guardie
JJJ mi sembra stia seguendo lo stesso percorso formativo e, nonostante la tentazione di buttarlo dentro per non assistere allo scempio della memoria dei grandi vecchi, credo che lo vedremo cmq poco
moore ha spavalderia da vendere, sembra che psicologicamente tenga più botta, ieri sera ha fatto 3-vaccate-3 in fila da processo, ma non mi stupirei di rivederlo cmq in campo e riprovarci con la stessa sfrontatezza
a qs tre ragazzi è parzialmente legato il ns futuro, assieme all'imprescindibile Rondo, all'ottimo Bass e a Pietrus che, con le ginocchia a posto, è un bel cambio
rifirmare Ray, assolutamente
è l'unico che ha ancora gambe e voglia e sta pagando in termini di visibilità la circolazione lenta della palla e la mancanza di spazio, quello spazio che una volta gli ricavano KG e PP richiamando i raddoppi
The Stiemer come terzo lungo e "faccia da Garden" va benissimo
sul resto siamo nelle mani di Danny
Capisco l'Homer Merendi ma francamente mi guardo volentieri i miei Celtics pure in queste condizioni. Negli ultimi anni ci hanno dato molto e mi risulta difficile sparargli addosso.
Ainge resettera di sicuro quando ne avra' l'opportunita', ma mettersi a farsi una rivoluzione tanto per farla in stile panico sarebbe assurdo.
Mai come ora serve calma e sangue freddo.
Anche San Antonio ha avuto ( e forse ha) il suo cimitero degli elefanti da anni, ma questa situazione davvero medicore non l'ha mai vissuta, almeno hanno salvato negli anni la loro faccia.
E no, non ci sto con questo atteggiamento.
Appunto dicevo di questo Gortat......... Va be'.......
O forse sei solo un ottimo commentatore di NBA che si ricorda di essere anche tifoso dei Celtics...
Citazione piero:
Ricordo con passione il tempo del "mettete i fiori nei vostri canestri"... e sono d'accordissimo su tutte le "issues" che proponi meno che su quella dei giocatori demotivati. Se sei un Hall of Famer, non smetti di trovarle le motivazioni, anche nelle cose più banali.
Se sei Pierce, dici "oggi affronto Deng che mi ha fatto fare una figura da cioccolataio, l'ultima volta. Adesso lo concio io... Bird - non per tornare sempre lì - ha giocato TUTTE le partite come se fosser l'ultima, l'ultimo atto di McHale prima di ritirarsi è stato protestare con veemenza per una mancata chiamata di goaltending che dava la sconfitta a Boston. Fino all'ultimo respiro, fino all'ultima goccia di sudore, perchè la gente che ti viene a vedere ed ha piantato pali o tirato su muri di mattoni per tutto il giorno lo merita, quando spende 50 dollari per vederti.
Quindi accetto vecchiaia, lentezza, morbo di Alzheimer, ma NON mancanza di motivazioni. Se mancano le motivazioni, meglio che vadanop altrove a ritrovarle e permettano a Ainge di ricostruire... lo so che non è molto "pacifista", però è sicuramente "aziendalista".
STANDING OVATION. Io non sono arrabbiato per le sconfitte, sono arrabbiato per i sorrisini, per i mancati aiuti, perché vedo una squadra che non lotta ma si adagia su se stessa, manca la voglia oltre alla condizione fisica. Sono arrabbiato perché per la prima volta questo gruppo non sta giocando da Celtics. I playoff del 2010 più che la stagione del 17esimo banner mi hanno reso orgoglioso di questa squadra, di un gruppo che tirava fuori le "palle" contro ogni difficoltà, oggi questo gruppo, questi ragazzi affamati di basket non li vedo più. E' questo che mi fa arrabbiare.
92 minuti d'applausi!!!
Da
Purtroppo come gestione delle motivazioni inutile negarlo sono avanti un bel po, ma qui dipende anche dalla volontà delle star.
tutto vero sugli spurs... però dal 2008 a oggi quanti turni di PO hanno passato? hanno una gestione tecnica e societaria collaudata da anni, al draft pescano sempre benissimo, però le loro star hanno vinto quando erano giovani... da quando Duncan e Ginobili hanno accusato il peso dell'età hanno sempre fatto benissimo in RS per poi crollare, anche a sorpresa nei PO... detto ciò, tanto di cappello alla società... anche perché l'argentino e il francobelga sono stati pescati molto in alto al draft... da lì hanno costruito la dinastia...
Emblematica a riguardo la scena di Pietrus, che Leo ha prontamente citato, dimenticato a bordo campo.
Dai reagite ragazzi!
Come fanno a mancare le motivazioni a dei professionisti? Non riesco a capire.
Vengano pure le sconfitte, ma voglio una squadra che in campo dia tutto. Fino in fondo.
E domani sera mi tocca pure sentire Bagatta che gode come un riccio ad insultarci! Non c'è mai fine al peggio
http://www.youtube.com/watch?v=fMCTw3G8wAs&feature=player_embedded
non so dove andrà... io ho un debole per pierce e spero si riprenda e continui a giocare ai C's... ricordo un paio d'anni fa, avemmo una discussione... io sotenevo che pierce fosse quasi alla frutta, e tu sostenevi il contrario... beh, avesti ragione tu perché si riprese e fece dei grandissimi PO... ricordo che ebbe un periodo di quasi 2 mesi, seguente a un infortunio alla caviglia, nel quale sembrava quello di adesso... potrebbe anche risuccedere la stessa cosa, anche se ci sono un paio d'anni in più sul groppone... cmq l'aver saltato tutto il TC può aver influito negativamente... Rivers già prima che il campionato cominciasse, diceva che la squadra era in pessime condizioni di forma x cominciare il campionato... io Pierce e KG li fermerei x un paio di settimane per rimetterli a posto fisicamente... il numero 5 ormai va al ferro con una morbidezza tale da farlo sembrare Erick Dampier :lol:...
Se si avvera una di queste mi faccio frate!
Proprio non lo vuoi fare, il frate... però tra le quattro cose quella di Pierce è la meno improbabile. Subito dopo viene il sexy shop, e quindi le tasse... la quarta è senza speranza.
Sarebbe veramente avvilente.
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