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Recap
Doveva essere una partita difficile nelle previsioni, e così è stato, i Celtics, senza Paul Pierce e con automatismi offensivi e soprattutto difensivi ancora in fase di rodaggio viste le numerose facce nuove nel nostro roster, hanno affrontato e perso contro i Miami Heat in stato di grazia, capaci di percentuali al tiro stratosferiche fino a metà del terzo quarto. Il risultato finale dà solo una piccola indicazione del divario che c’è in questo momento tra le due squadre in termini di organizzazione ed atleticità, il solito orgoglio dei Celtics ed un’ottima zona messa in campo nel secondo tempo hanno evitato un passivo che poteva essere assai più pesante, ed ha tenuto la partita in dubbio fino alla fine (meno 3 a un minuto dal termine), dimostrando che se recuperiamo gli effettivi e manteniamo la salute possiamo fare del male a chiunque.
I Celtics si presentano ancora senza Paul Pierce e Mickael Pietrus gli Heat senza Eddy Curry e Mike Miller; inizio serata da incubo in difesa e condizionata dai falli, necessari per colmare le lacune nell’organizzazione difensiva, che hanno colpito i marcatori di James ed i lunghi costringendo di nuovo i Celtics ad utilizzare più del previsto i big, con la complicazione anche di un infortunio alla spalla patito da Chris Wilcox che l’ha costretto negli spogliatoi dopo il primo tempo e soli 9 minuti giocati. Partita persa sicuramente grazie alle percentuali altissime di Miami, ma anche per le difficoltà a rimbalzo, che più che per mancanza di centimetri, sono dovute ad una minore intensità e concentrazione.
Tra Celtics note liete da Rajon Rondo, in doppia doppia che ha dimostrato lo stato di forma e la capacità di leggere la partita, da Ray Allen sia in attacco (28 punti 6 su 8 da tre) sia quando è stato costretto in marcatura su Lebron James, e da Keyon Dooling, il resto del gruppo deve ancora crescere molto, con Wilcox sotto osservazione per l’infortunio alla spalla che l’ha costretto all’uscita nel secondo quarto.
Tra gli Heat nota di merito per Chris Bosh che ha dimostrato di non avere più timore reverenziale per Kevin Garnett ed è stato autore di un’ottima prova sui due lati del campo, ma soprattutto per il rookie Norris Cole (20 punti di cui 6 negli ultimi 2 minuti) che continua a dimostrare di poter dire la sua nell’NBA e diventare presto il play titolare per Miami.
Primo Quarto (MIA–BOS 30-27)
Primo quarto che vede avanti con facilità gli Heat che sfruttano percentuali al tiro da fuori al 90% nei primi 6 minuti ed errori assortiti dei Celtics, che cercano principalmente il tiro da fuori con poco successo, salvo una tripla di Pavlovic; Gli Heat arrivano al 21-11, da questo momento i Celtics iniziano a cercare l’anello grazie principalmente a Rondo ed intensificano la difesa con l’ingresso di Bass per O’Neal già con 2 falli, ed i Celtics recuperano chiudendo il quarto sotto di tre ma con già ben 4 giocatori con 2 falli .
Secondo Quarto (MIA-BOS 39-27)
Di nuovo una partenza difficile di quarto con il rookie di Miami Norris Cole sugli scudi ed un parziale di 21-9 nei primi 6 minuti con errori assortiti di Pavlovic e Rondo, che ha comunque il merito di cercare sempre l’anello, i Celtics confusionari e con problemi di falli, si tengono su grazie a quattro triple di Allen, ma Miami ha il controllo della situazione e controbatte con una difesa aggressiva e le triple di James Jones (3 su 3), a fine quarto parte lo show di James e Wade che puniscono una difesa di Boston con scarsa attenzione ed intensità, falcidiata dai falli, che permette ben 69 punti nel primo tempo e 39 nel quarto.
Terzo Quarto (MIA–BOS 22-29)
Partenza favorevole ai Celtics, con gli Heat entrati un po’ deconcentrati e capaci di 5 palle perse in 2 minuti ma i Celtics sono capaci solo di un parziale di 4-0. C’è persino una tripla di Rondo ma per gli Heat arrivare a canestro è troppo facile il punteggio cresce allo stesso ritmo del primo tempo e le percentuali al tiro già altissime continuano ad aumentare, ma negli ultimi quattro minuti del quarto, cala l’intensità e la precisione di Miami capace di 2 soli punti grazie anche alla zona di Boston, che riesce in una mini-rimonta che porta a chiudere il quarto a meno 8.
Quarto Quarto (MIA-BOS 24-24)
Con un 5-0 nel primo minuto del quarto Miami ristabilisce una distanza di sicurezza, l’intensità difensiva cresce su entrambi i fronti e con i denti i Celtics cercano di tenere il punteggio sotto i 10 punti di margine con la palla che gira solamente tra big-3 (orfani di Pierce); un dubbio sfondamento chiamato da Bavetta a Bass in contropiede su Cole (in evidente movimento) che segna sul cambio di fronte, frena la rimonta Celtics e li riporta a meno 10 a 3 minuti dalla fine; sembra finita definitivamente ma l’orgoglio Celtic esce fuori ancora una volta e grazie soprattutto a Dooling i Celtics arrivano a meno 3 (105-108) a 2 minuti dal termine. Il rookie Cole però tiene avanti gli Heat con sei punti ed i Celtics entrano di nuovo in confusione con il risultato che si fissa sul 115-107 finale
PREVIEW
Seconda partita di questa stagione accorciata e subito i Celtics tornano sul parquet in cui hanno chiuso la scorsa stagione, eliminati in gara 5 dai Miami Heats, in semifinale di Conference. Miami è la grande favorita per questa stagione, le sue stelle affrontano la seconda stagione insieme con il giusto carico di rabbia per la cocente delusione nelle Finals dello scorso anno, perse da favoriti contro i Dallas Mavericks ; proprio i Mavericks sono stati il primo avversario stagionale degli Heat e da subito si è vista una voglia ed un’intensità diversa da quella mostrata nella prima fase di Regular Season lo scorso anno con gli Heat che nei primi tre quarti hanno schiantato i campioni in carica infliggendogli un meno 35 prima di un a fase finale in cui gli Heat probabilmente pensavano già a noi; I Celtics reduci dalla controversa partita contro New York il giorno di Natale, cercheranno a Miami di comprendere quale può essere l’effettivo valore e la collocazione nella Eastern Conference , contro i favoriti assoluti per il titolo finale.
I lavori sono ancora in corso più per Boston che per Miami; quest’ultima ha cambiato poco rispetto allo scorso anno, aggiungendo Shane Battier e Eddy Curry, peraltro entrambi alle prese con infortuni, oltre ai rookie Mickell Gladness, Terrel Harris e Norris Cole, quest’ultimo è un play su cui Eric Spoelstra, recentemente riconfermato con un prolungamento del contratto, punta molto ed a cui ha già regalato 23 minuti nella prima partita di Dallas non male per la ventottesima scelta all’ultimo draft. Shane Battier è entrato in campo domenica, ma solo per quattro minuti e la sua presenza contro di noi è ancora in serio dubbio; quindi i Miami che incontreremo non sono molto diversi da quelli dello scorso anno, con l’aggiunta a tempo pieno di Udonis Haslem autore in 32 minuti contro Dallas di ben 14 rimbalzi e 9 punti.Discorso profondamente diverso per Boston che continuerà a cercare di amalgamare una panchina quasi totalmente nuova a cui non dovrebbe aggiungersi l’ultimo arrivo, e cioè Mickael Pietrus, un last minute quanto mai necessario visto che a New York, per l’assenza di Paul Pierce, siamo stati costretti a schierare in quintetto uno spaesato Sasha Pavlovic, che ha dato il solo contributo di 4 falli con una partita assolutamente evanescente sia in attacco (zero tiri) che in difesa su Carmelo Anthony; a Miami in questo caso il cliente è ancora più impegnativo, ed è quel LeBron James, che dopo i teatrini mediatici della scorsa estate, è rimasto molto più in ombra e sembra presentarsi con una convinzione ed un’umiltà maggiore a questo torneo, oltre ad un gioco che dovrebbe avvicinarlo molto a canestro, per cui l’assenza certa di Pietrus e quella probabile di Pierce, non fanno ben sperare per il confronto diretto con il prescelto.
Ancora incerto il ritorno di Paul Pierce in campo, c’è il rischio che Ray Allen e Kevin Garnett (regolarmente in campo dopo le voci su una sua sospensione per il diverbio con Walker al termine della gara con i Knicks), siano costretti agli straordinari come a New York (entrambi 37 minuti in campo) cosa estremamente grave in considerazione che saremo a New Orleans in back to back la sera successiva ed uno degli obiettivi stagionali dovrebbe essere quello di preservare i nostri campioni in vista della post-season, ma purtroppo la panchina deve ancora crescere, e se ci aspettiamo conferme da Brandon Bass e dal recuperato Marquis Daniels, fondamentale sarà qualche segno di integrazione anche “mentale” da parte di Keyon Dooling e soprattutto Chris Wilcox.
Partita quindi estremamente impegnativa per i Celtics, e dal pronostico apparentemente scontato, con assenze importanti ed il back to back imminente, ma nelle difficoltà i Celtics hanno spesso dato il meglio e se Rajon Rondo conferma la vena di Domenica, potrebbe esserci qualche spazio per le nostre speranze, per cui Let’s Go Celtics!!!
Boston Celtics (0‐1) at Miami Heat (1‐0)
Regular Season Game #2 – Road Game #2
Tuesday, December 27, 2011
8:00 pm ET
TV: TNT
Radio: WEEI (850AM)
American Airlines Arena
Probable Starting Matchups
Point Guard
vs
Rajon Rondo vs Mario Chalmers
Shooting Guard
vs
Ray Allen vs Dwyane Wade
Small Forward
vs
Sasha Pavlovic vs LeBron James
Power Forward
vs
Kevin Garnett vs Chris Bosh
Center
vs
Jermaine O'Neal vs Joel Anthony
Boston Celtics
Reserves
Avery Bradley
Marquis Daniels
Chris Wilcox
Brandon Bass
Keyon Dooling
E'twaun Moore
Greg Stiemsma
JaJuan Johnson
Injuries
Paul Pierce (heel) day to day
Mickael Pietrus (knee) day to day
Miami Heat
Reserves
Norris Cole
Udonis Haslem
Juwan Howard
Shane Battier
James Jones
Terrel Harris
Dexter Pittman
Mickell Gladness
Injuries
Eddy Curry (hip) out
Mike Miller (hernia) out
Shane Battier (quad) day to day
"Grazie a FLCeltsFan (Follow on Twitter @FLCeltsFan) per i dati sulla partita"



Commenti
Diciamo che la chiarezza non è il mio forte ... quando scrivevo avevo in mente gli esempi che citi.
Magic senza Kareem? Thomas senza Lainbeer / Rodman (non ricordo bene i nomi)? Stockton senza Malone? Cousy senza Russel? Questo intendevo dicendo che da solo RR9 non può essere un franchise player (come non lo sarebbero potuti essere nessuno dei play citati senza opportuna "collaborazione"), ma lo ritengo assolutamente in grado (e spero per il futuro) di formare un asse play - centro (o qualche altro ruolo) su cui fondare la nuova squadra. Anzi, ribadisco che per il modo in cui giochiamo l'asse è coach - play - xxx: in generale vale per tutti, ma se guardiamo alla nostra storia degli ultimi anni il fattore coach è ancora più determinante.
PS: d'accordo sul fatto che il 23 ha creato un po' di "confusione" ...
è stato bellissimo vedere spolestra...NON DOBBIAMO MOLLARE..LORO SONO I BOSTON CELTICS!
il problema a mio giudizio è se con un play come franchise player vinci i titoli oppure no: diciamo che negli ultimi 30 anni è abbastanza difficile che si verifichi: ricordo solo Thomas e Billups (Parker non era il franchise player e Magic era a parte).
Pertanto mi terrei Rondo+stipendio che è un affarone e mi cercherei il franchise player in un altro ruolo più nelle vicinze del canestro (facile a dirsi meno a farsi, ovviamente).
Ecco, le parole di Steve, che ho riportato (specie la parte in neretto), sono più o meno esattamente ciò che intendevo con i miei interventi precedenti. Per favore, chi si è indignato/arrabbiato/offe so/depresso/suicidato (no, quelli non fanno più in tempo...
Miami chiari favoriti a Est, soprattutto se riusciranno a incamerare un Kaman o un lungo a gennaio-febbraio.
Non ci resta che aspettare una stagione su
E un giocatore fantastico e personalmente proverei a mettergli uno come Love vicino, resto tranquillo sapendo che Danny sa fare il suo lavoro
Love puo rinnovare con Minesota fino aGennaio, se non dovesse farlo diventerebbe restricted FA a fine stagione, cio significa che loro possono pareggiare qualunque offerta gli venga fatta , un po come successo con M. Gasol quest'anno che si è beccato quasi il massimo salariale
Ora come ora mi preoccupa la condizione di KG in vistosa difficoltà, macchinoso davanti e quasi imbarazzante dietro surclassato da Bosh (ed è tutto dire)...speriamo si riprenda presto...altrimenti sotto canestro sarà dura per noi
Per carità, non è il vangelo, però ........
E' una visione condivisibile, io continuo a pensare che conoscendone pregi e difetti, è difficile trovare di meglio di Rondo, detto ciò nelle logiche del mercato e delle regole salariali, non è detto che se grazie al sacrificio di Rondo si arriva ad un lungo importante al quale non arriveresti in alcun altro modo e poi ti accontenti di un play un po' meno bravo di Rondo, magari il saldo netto per la squadra è positivo; quindi teniamocelo stretto ... a meno che non ci sia una proposta a cui non puoi dire di no.
Certo un Rondo che continua così si rivaluta e da questo punto di vista potrebbe tornarci particolarmente utile; poi se riusciamo a prendere una guardia ed un lungo della tipologia ad esempio di Gordon e Love tra i free agent, il sacrificio di Rondo non servirebbe a nulla e forse il play migliore in circolazione accanto a gente del genere (più Pierce) è proprio Rondo.
Ieri sera abbiamo tenuto testa con coraggio a Miami nonostante non ci fossero ali piccole da quintetto (fuori PP e Pietrus) Jo inguardabile e Wilcox mezzo infortunato..ad un certo punto del 3 quarto stavamo scivolando a quasi -20...
Rimettiamoci fisicamente e possiamo diventare la vera mina vagante ad est
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