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Recap
Sconfitta pesante per i Boston Celtics che vedono sfumare le possibilita' di arrivare secondi nella loro Conference. Onore ai Miami Heat che per una sera mettono da parte gli egoismi delle loro stelle e asfaltano i biancoverdi con una partita al limite della perfezione. Tra i Celtics prove sufficienti per Paul Pierce (24 punti e 7 rimbalzi) e Kevin Garnett (21 punti con 9/15 dal campo), mentre Rajon Rondo non riesce ad incidere sulla partita e la panchina biancoverde non combina nulla di buono. Discorso a parte meritano Jermaine O'Neal e Ray Allen: il primo sembra ancora un corpo estraneo alla squadra, mentre il secondo e' evidentemente in una condizione fisica insufficiente che penalizza di molto il suo gioco. Per Miami palma del migliore in campo che va a Lebron James (27 punti, 7 assist, 5 rimbalzi e 4 rubate), ma e' tutta la squadra a destare una buona impressione, compresa la panchina che trova in Joel Anthony e Mario Chalmers dei comprimari di lusso.
Nel primo quarto i Boston Celtics illudono con una partenza a razzo che li vede subito scappare via (11-2). Pierce e Allen puniscono la difesa degli Heat dalla lunga distanza e un Garnett ispirato trova costantemente la via del canestro. Wade e James tentano di scuotere i compagni, ma un tripla di
Garnett tiene i Celtics saldamente avanti (22-15). Spazio ai panchinari e sul finire di quarto Miami si rifa' sotto grazie a 4 punti consecutivi di Joel Anthony, che sfrutta i passaggi in area dei compagni, e ad bel canestro di Wade (22-21). Un solo punto di vantaggio per i biancoverdi che con la coppia Krstic-Davis sotto i tabelloni non riescono a chiudere l'area a dovere e lasciano spazio alle penetrazioni di Wade e James.
Il secondo quarto inizia con il sorpasso degli Heat (22-24) grazie ai primi punti di Chris Bosh. Green si fa 2 viaggi consecutivi in lunetta che portano in dote 4 punti, Garnett e' il punto di riferimento in attacco per i Celtics che riescono a restare a contatto nonostante le triple di Chalmers e Mille (28-32). Garnett in questo momento e' l'unico biancoverde che riesce a far canestro e da solo cerca di tenere a galla i Celtics (32-39). Gli Heat trovano spesso lo spazio necessario per partire in contropiede e in una di queste azioni Jermaine O'Neal ferma intenzionalmente Lebron James, brutta reazione del prescelto che tira il pallone addosso a JO, ne nasce una mischia che vede Wade e Pierce spintonarsi ripetutamente. La decisione degli arbitri e' quella di punire O'Neal con un flagrant e chiamare fallo tecnico per James, Pierce e Wade. Si riprende dopo quasi 5 minuti di stop e sono sempre gli Heat a condurre le danze, un'altra tripla di Chalmers porta il vantaggio di Miami in doppia cifra (37-47), prima che un libero di Allen e un appoggio di Rondo rendano il calice meno amaro per i Celtics: 40 a 47 e la speranze e' che al ritorno dalla pausa lunga i biancoverdi riescano a reagire.
Terzo quarto che pero' delude le attese dei tifosi di Boston. Ilgauskas parte forte infilando due piazzati, Bibby punisce da oltre l'arco la difesa biancoverde e Miami e' sopra di ben 14 punti (44-58). L'attacco dei Celtics non funziona e come Garnett abbassa le sue percentuali e' crisi nera, Boston si affida alla difesa e una tripla di Pierce seguita da un piazzato di Rondo danno qualche speranza (55-64). E' solo un illusione pero', i Celtics continuano a balbettare in attacco mentre Bosh, Wade e James sono inspirati e convinti, una schiacciata di Joel Anthony che raccoglie indisturbato sotto canestro un invito di Wade consente a Miami di chiudere avanti di 15 punti (59-74) quando rimane solamente un quarto da giocare.
Notte fonda per i Celtics, anche se l'ultimo periodo si apre con un per canestro di Nenad Krstic. 5 punti di James Jones e 4 del prescelto firmano un parziale di 9 a 0 che fa volare Miami sul +22 (61-83). Ci si aspetta il garbage time ma i Celtics hanno una reazione d'orgoglio che li riporta sotto fino al -10 (75-85) grazie alle giocate di Paul Pierce e Ray Allen. Mike Bibby trova pero' una tripla dall'angolo che chiude definitivamente i giochi e Boston concede il fianco alla vendetta degli Heat (6 punti consecutivi di James). Un appoggio di Magloire dona a Miami il massimo vantaggio e timbra il risultato finale: 77-100 per gli Heat.
Difficile fare un'analisi di questa partita in quanto Miami ha surclassato in tutto e per tutto Boston. I biancoverdi perdono nettamente la sfida a rimbalzo (26 a 42) concedendone addirittura 15 offensivi ai lunghi di Miami, perdono il confronto tra le panchine (12 a 32 i punti segnati dai giocatori usciti dal pino) e lasciano sul parquet ben 14 palle perse. Segnali preoccupanti in vista dei playoff che partono sabato prossimo.
PREVIEW
Viaggio in Florida per i Boston Celtics che vanno ad affrontare i Miami Heat di Lebron James e Dwyane Wade. Probabilmente la partita piu' importante dell'intera regular season per i biancoverdi, decisiva per la corsa al secondo posto dell'Eastern Conference, che determinera' chi tra le due squadre avra' il fattore campo a favore in un'eventuale semifinale. Sicuro il ritorno in campo di Jermaine O'Neal, tenuto a riposo precauzionale contro i Wizards, mentre sara' ancora assente Shaquille O'Neal e anche la presenza in campo di Von Wafer e' in forte dubbio. In casa Miami ancora assente il lungodegente Udonis Haslem, mentre il resto del roster dovrebbe essere tutto a disposizione di coach Spoelstra.
Chi vince al 99% arriva secondo e potra' giocare con il fattore campo a proprio favore la semifinale di Conference. Ci si aspetta quindi una vera e propria battaglia, una prova generale in vista dei playoff che scatteranno tra 7 giorni. I confronti diretti tra le due squadre vedono finora i Celtics avanti per 3 a 0, ma i biancoverdi devono lasciare questo dato negli spogliatoi ed entrare nell'American Airlines Arena consapevoli di come questa partita abbia un peso specifico importante sul bilancio della propria stagione regolare.
Miami Heat significa principalmente Lebron James, Dwyane Wade e Chris Bosh, i "Big Three" dell'estate 2010. Ma se qualcuno pensava che il cammino della squadra di South Beach fosse tutto in discesa e senza ostacoli si sbagliava di grosso. I "tres amigos" sono sicuramente giocatori di livello assoluto e ognuno di loro e' in grado di cambiare da solo le sorti di qualsiasi partita grazie al proprio talento. L'attacco degli Heat si basa esclusivamente sul gioco in isolamento di James e Wade, che porta o ad un'azione personale con penetrazione a canestro o ad uno scarico per uno dei tanti temibili tiratori presenti nel roster (Bibby, Miller, Chalmers, Jones, House...). A Bosh viene chiesto di prendersi il resto dei giochi in attacco, dove piu' della sua capacita' di gioco in post deve sfruttare il suo tiro dalla media o un taglio a canestro rapido. Ma spesso e' proprio Chris Bosh a fare la differenza piu' degli altri due: se l'ex Toronto riesce a garantire una buona copertura difensiva sotto canestro senza forzare troppo in attacco allora Miami diventa a tratti inarrestabile e
concreta in difesa. James e Wade non li scopriamo di certo oggi: giocatori spesso immarcabili e in grado di segnare canestri a ripetizione, non sono riusciti finora pero' a formare una coppia solida e decisiva. Spesso l'uno vive nell'ombra dell'altro, dividendosi i possessi o i momenti "caldi" della partita. Fermarli e' impossibile, ma limitarli costringendoli a forzare in isolamento sara' una delle chiavi tattiche della partita. Compito sicuramente duro per la difesa biancoverde, ma gia' portato a termine per tre volte con risultati positivi.
Se in difesa servira' la giusta concentrazione per poter arginare il talento di Miami, in attacco i Celtics dovranno contare sulla velocita' e il talento di Rajon Rondo. Gli Heat gli contrappongono il veterano Mike Bibby, giocatore sicuramente da non sottovalutare ma che non ha di certo il passo per tenere RR9. Quale Rondo scendera' in campo? Sarebbe molto gradita la versione Supersayan: quella in grado di attaccare il canestro con continuita', d'incantare con passaggi veloci e precisi che mettono in ritmo i propri compagni e dotata di una concretezza fuori dal comune in difesa, dove servira' spezzare il ritmo di Miami.
Il quintetto base degli Heat e' completato dal lituano Zydrunas Ilgauskas, centro d'esperienza che ha dalla sua un preciso piazzato dalla media, ma non si distingue di certo per essere un fattore in difesa. I Celtics recuperano invece Jermaine O'Neal, ex di giornata che l'anno scorso vestiva la casacca di Miami, fondamentale per la sua presenza in area e per arginare le penetrazioni di James e compagnia.
Un'altra domanda importante riguarda i due allenatori: che rotazioni saranno quelle scelte da Spoelstra e Rivers? Vedremo ancora molti cambi in puro stile regular season oppure i due coach, vista anche l'importanza della partita, ci regaleranno una sfida in versione "playoff" centellinando la rotazione? Probabilmente la verita' sta nel mezzo e molto dipendera' da come partiranno le due squadre. Se l'incontro gia' dalle prime battute avra' ritmi serrati e' molto probabile che l'apporto delle due panchine sara' un po' limitato sia negli uomini che nei minuti a disposizione. Negli Heat sicuramente ci sara' spazio per Mario Chalmers, primo cambio di Bibby nel ruolo di playmaker, e per Mike Miller, giocatore versatile in grado di far male con il suo tiro preciso. Sotto i tabelloni invece molti minuti in uscita dal "pino" per Joel Anthony: lo staff tecnico punta molto sulle doti difensive del centro canadese e il vecchio Ilga non puo' garantire piu' di 20 minuti sul parquet. Completano la panchina di Miami i tiratori James Jones e Eddie House e gli esperti lunghi Erick Dampier e Juwan Howard. Dovrebbero invece rimanere in borghese il veterano Jamaal Maglorie e il rookie Dexter Pittman.
Ci si gioca il secondo posto di Conference e serviranno sicuramente i Celtics migliori per portare a casa la vittoria. Sara' importante ritrovare fluidita' in attacco, giocare "together" come chiede spesso Rivers ai suoi, avere intensita' in difesa facendo si che sia James che Wade non possano puntare il canestro con facilita' e non abbattersi nei momenti di difficolta', che sicuramente ci saranno in una partita impegnativa come questa. "It's only regular season" ci direbbero nel New England, ma questa partita conta davvero e non e' possibilie risparmiarsi, i playoff sono ormai alle porte e arrivarci con un bel 4 a 0 rifilato a Miami sarebbe un ottimo biglietto da visita.
Boston Celtics (55-24) at Miami Heat (55-24)
Sunday, April 10
3:30 PM ET, ore 21:30 italiane
Diretta Sportitalia
Regular Season Game #80, Road Game #40
American Airlines America
BOSTON CELTICS
Quintetto Base
PG Rajon Rondo
SG Ray Allen
SF Paul Pierce
PF Kevin Garnett
C Jermaine O'Neal
Panchina
Jeff Green
Glen Davis
Nenad Krstic
Troy Murphy
Delonte West
Sasha Pavlovic
Carlos Arroyo
Avery Bradley
Infortunati/Assenti
Shaquille O'Neal (calf/old age) out
Von Wafer (calf) doubtful
MIAMI HEAT
Quintetto Base
PG Mike Bibby
SG Dwyane Wade
SF Lebron James
PF Chris Bosh
C Zydrunas Ilgauskas
Panchina
Mike Miller
James Jones
Joel Anthony
Erick Dampier
Mario Chalmers
Juwan Howard
Eddie House
Jamaal Magloire
Dexter Pittman
Infortunati/Assenti
Udonis Haslem (foot) out



Commenti
Rimani un grande lo stesso...
Anthony Hopkins alias Annibal "the cannibal" Lecter in "Hannibal" del 2001 (come Black Hawk Down) di Ridley Scott (che è il mio regista preferito).
Per inciso "L'albatross" è uno dei suoi film migliori che però è rimasto nel dimenticatoio collettivo ed è invece ricordato per Alien, Blade Runner, Thelma & Louise, Black rain, Soldato Jane, Il gladiatore, Le crociate...
Ha già... nel 1985 ha diretto anche un film dal titolo "Legend" (una mezza boiata fantasy con anche Tom Cruise)
tutto questo si può ricondurre esclusivamente alla trade di KP? se così fosse, come sono entrati in questo mood, i ragazzi devono avere la capacità di uscirne... le situazioni non sono monolitiche
Ma non devo per forza credere in quello che mi dice, quando vedo che gli altri corrono e noi no.
Da un po' tu hai espresso la convinzione che i Celtics si impegnassero solo con le forti: evidentemente per Garnett e compagni Chicago e Miami non sono forti abbastanza da meritare il loro impegno.
Io invece continuo a pensare che il cuore del problema sia la condizione atletica: ora, se sia solo un calo di forma o se invece i Celtics siano rimasti senza benzina è qualcosa che solo i playoffs potranno dirci. Che poi quando le cose vanno male ci "spegniamo", beh, è possibile, ma credo che se sapessimo di poter reagire atleticamente lo faremmo. Purtroppo non ce n'è, e speriamo di riguadagnare forma o energie per le partite che conteranno.
Rimangono comunque dei fatti che nella valutazione di questa stagione non andrebbero dimenticati:
- Alla fine del campionato, Shaquille avrà saltato 43 partite, Jermaine 57, West 57, Daniels 33.
- I Celtics hanno comunque già vinto 7 partite più dei Celtics di Russell, campioni nel 1969.
Nonostante gli infortuni, se anche dovessimo fermarci a 55 vittorie sarà comunque il terzo miglior bilancio degli ultimi 20 anni.
Questo per dare a tutto quanto stiamo provando una dimensione più “terra terra”, e per ricordarci che comunque vada Boston si merita un applauso.
è una frase di Hannibal Lecter
Rimani un grande lo stesso...
Grazie per l'attestato di stima
Cal
Basta zio..mi sento già abbastanza umiliato
Cal
Il discorso di SEMIH ERDEN che era un buon difensore di RS ti avallo tutta la vita in quanto abbiamo sbagliato sia MURPHY, sia pavolovic sia arroyo, non prendendo manco il vecchio cuor di LEONE, POWE che dava morale, spogliatoio e grinta. Sulla trade Perk ci sono colpe pure di Perk stesso. Cmq non diamoci per persi, aspettiamo e vediamo come reagiranno.
forse anche il fatto che PERK era un bloccante che conosce a meraviglia i giochi di Garnett e di RAY che in assenza di SHAQ e PERK soffre molto in attacco, di conseguenza le assistenze di RONDO sono calate come la sua efficacia. In assenza di PERK e SHAQ non c'è un valido difensore di supporto se non JO che ha limiti offensivi. PERK pare aver cambiato mentalità difensiva degli OKC. Cmq con SHAQ e senza PERK eravamo imbattibili. vedremo
Citazione calabrone66:
ed io dovrò fare un corso di cronologia... sono arrivato "solo" 150°...
Si tratta di recuperare un po di condizione atletica, non credo sia un discorso di trade o non trade..
Sul fatto che l'anno scorso possa essere stato il canto del cigno per questi Celtics sono portato a pensarlo, ma secondo me abbiamo possibilità di vincere anche quest'anno...
Domanda: Quanti giorni ci sono tra l'ultima partita di regular season e i playoff?
sarei perfettamente d'accordo con te e con la fredda lettura dei numeri se le sconfitte non si fossero raccapricciantemente accavallate a ridosso dei PO, generando un timor panico quantificabile in 400 post in 24 ore...
certo avrei pagato x poter essere la famosa mosca nello spogliatoio ieri dopo l'imbarcata...
Anch'io vedo come te gli altri correre più di noi, ma se non ci fosse anche una componente mentale perchè quelle dichiarazioni? Per smuovere l'ambiente? Da che cosa, se è solo un fatto fisico. Secondo me il discorso completo è del tipo:"Vogliono ma non possono, però si nascondono un po' troppo dietro questo "non posso""... Che è un po' come dire ci sta perdere, magari siamo stanchi ma anche da stanchi 20 punti di scarto contro due contender sono troppi per la squadra che siamo... Io mi spiego così le dichiarazioni di Ainge e Rivers.
giuro Fabio che non voleva assolutamente entrare nella vecchia polemica siamo stanchi o strafottenti
Condivido l'opinione che sia impossibile trarre conclusioni sulla qualità della famigerata trade e sulla nostra impossibilità di giudicare il migliorato/peggiorato rapporto tra i giocatori nello spogliatoio.
Quello che però è innegabile è che questo gruppo ha perso nettamente due partite contro i possibili prossimi avversari nei PO, partite che avevano il duplice significato di classifica e di segnale agli altri a pochi giorni dalla fine della RS.
Ora, mentre non posso pensare che abbiano sottovalutato i due appuntamenti o che non fossero interessati a impegnarsi, è invece possibile pensare che le condizioni fisiche non siano al meglio e solo un anno fa abbiamo avuto la dimostrazione che l'interruttore possa accendersi quando necessario.
Questo dovrebbe farci concludere per un sentimento di ottimismo, ma, al contrario mi sento molto deluso e preoccupato per un approccio davvero soft di fronte ad avversari che ci hanno quasi irriso.
Possono essere due coincidenze, ma l'uomo fondamentale del nostro attacco, Rondo, ha profondamente deluso in entrambe le occasioni e se contro i Bulls c'era la parziale scusante dell'avversario futuro MVP, contro Miami giocava contro Bibby e Chalmers.
Premesso che non credo a ipotesi psicologiche di alcun genere, ritengo che tutto debba passare per un suo rapido recupero fisico e tecnico: lui è molto del nostro attacco come Garnett è molto della nostra difesa e non possiamo prescindere da loro due.
Riuscirà Rivers a recuperarlo? La nostra stagione gira su questo aspetto ancora più che sul ritorno di Shaq.
Sono molto preoccupato ....
1) I conti si fanno alla fine, quindi l'argomento trade giusta o sbagliata, direi di riprenderlo a finali concluse ( ricordiamoci anche della prima scelta)
2) Attenzione a dare per morti i Celtic, ricordiamoci anche i PO del 2009, 4-3 con i Bulls, 3-4 con i Magic poi finalisti.
3) I big three sanno che probabilmente questa è l'ultima occasione e vincere un secondo titolo credo faccia una grande differenza.
4) Non per consolarsi con loro, ma credete che adesso loro hanno minor possibilità di vittoria finale ? Me lo auguro, ma non credo sia così.
5) Le mie sono soltanto opinioni, per le certezze mi sto' attrezzando.
Forza Celtic e solo Celtic.
Dohan, la verità è stata detta già molte volte, il fatto è che Perkins non sarebbe stato al 100% fino al prossimo anno, e Daneiels si era appena infortunato.
Ainge, ha avuto quindi il dubbio: "tengo Perkins al 70% rischiando di bruciare Pierce o prendo un centro inferiore a Perkins e prendo un gran ricambio a Pierce? "
ed ecco che ha scelto la seconda mossa.
condivisibile o meno, io penso che un cambio a Pierce ci voleva, e l'uynico che avrebbe avuto un po'di mercato era Perkins, anche perchè era gia stato provato lo scambio Robinson-Battier, senza risultato però.
ora, col senno del poi siamo tutti dei maghi, io compreso, che avrei tenuto comunque Perkins, ma Ainge ha sempre avuto ragione, quindi solo il tempo ci può dire chi ha ragione
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