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Recap
Importante vittoria per i Celtics che Sbancano san Antonio con discreta autorità e un ottimo secondo tempo. San Antonio d'incanto recupera tutti i suoi Big Three, Duncan e Parker sono nello starting five, mentre Ginobili parte dalla panchina. I Celtics ritrovano Jermaine O'Neal dopo una lunga assenza, ma si ferma Krstic per una distorsione alla caviglia la cui entità è ancora da valutare. Dopo un primo quarto giocato al grido "astenersi difensori", le difese salgono di tono e si assiste ad un secondo tempo in clima da playoff. Per una volta l'attacco dei Celtics fa la differenza, con 58 punti segnati nella seconda parte di gara, frutto di un'ottima prova dei Big Four e della solita martellante presenza in uscita dalla panchina di Glen Davis.
Recap a cura di Edo
Come d'incanto alla palla a due si presentano Parker, Ginobili e Duncan, chiaro come questa partita abbia poco a che fare con la regoular season.
Si parte forte con un gran ritmo e le difese faticano a trovare i giusti adeguamenti, Parker appare ispirato e detta i ritmi per i suoi. Jefferson trova la prima tripla della serata ma Pierce con uno splendido reverse lay up impatta la gara sul 4 pari. Di cattivo auspicio il secondo fallo di Garnett quando il cronometro segne 2 minuti e mezzo di partita.
Si fatica parecchio nel putturato dove tra le incursioni di Parker ed i rimbalzi offensivi Boston rischia di sbandare. Duncan e McDyess trovano il canestro con facilita'; qui arriviamo alla nota lieta due jumper di Rondo ed una ritrovata padronanza di gioco consentono ai Celtics di far male in attacco. Jefferson ha il "cannone" ancora caldo per la tripla quando uno straordinariio Pierce gli risponde nonostante avesse Ginobili addosso per il 15 a 13 Spurs. Bisogna dare merito agli speroni, gran circolazione di palla e tiri sempre a basso quoziente di difficolta', noi invece fatichiamo a trovare soluzioni semplici ma stasera la mettono un po' tutti a partire da Davis che piazza il jumper del 15 pari.
Al primo time out a meta' periodo la partita resta equilibrata e sempre su ritmi alti.
Al rientro Parker continua ad abusare del pitturato celtico con penetrazioni a volte con troppo spazio concesso; il ritorno in campo di J.O. viene baciato da un'ottima conclusione dalla media. Gli Spurs hanno comunque tiratori temibili e Hill ci punisce ancora dalla lunga; appare chiaro come il tentativo di difendere il pitturato regali spazio alle conclusioni sul perimetro. West e Ciccio portano punti dalla panchina ma Parker metta a segno il suo quattordicesimo, fissando il punteggio sul 29 a 23 Spurs.
Pierce e' in serata e si vede recupera un rimbalzo segna, subisce fallo e completa il gioco da tre punti che tiene Boston in scia; Bonner aggiorna il parziale di punti da secondi tentivi sul 9/2 per i texani.
Nel finale di quarto una magia di Rondo in penetrazione ed un paio di liberi di Pierce firmano il parziale del periodo sul 33 a 31 San Antonio.
Gran primo quarto da parte di due squadre che concepiscono il basket come gioco di squadra, difese un po' morbide hanno concesso qualcosa di troppo ai rispettivi attacchi, che sono comunque di grande qualita'.
Seconda frazione che si apre con West, Green, Davis, Ray e Pavlovic per i Celtics, che restano all'asciutto per ben tre minuti e mezzo sino al canestro di Jeff Green che frena la fuga degli Spurs lanciata dalla tripla di Ginobili in apertura.
Rondo inizia a salire di colpi e diventa tremendamente aggressivo attaccando il pitturato per punti o gli scarichi. Garnett piazza un long jumper per il 42 a 39 Spurs, che faticano a scrollarsi di dosso gli avversari. Fantastica penetrazione di Rondo che segna e si becca il tecnico per proteste, invocando anche il fallo subito.
Krstic esce dal campo con la caviglia destra infortunata ed imbocca la strada degli spogliatoio.
Boston resta sul pezzo e due liberi di Pierce ci consentono il 47 pari; Parker e Garnett definiscono il punteggio alla fine del primo tempo sul 49 a 49.
Periodo opposto al primo, difese che salgono di colpi e percentuali che calano; i Celtics restano sul 49% mentre San Antonio e' scesa al 40%. Pierce fa segnare 13 punti, 8 rimbalzi e 4 assist, 14 invece i punti per Parker.
Terzo periodo che si apre con la tripla di Jefferson ed una penetrazione di Parker; un 5 a 0 che porta alla mente i recenti black out finali di Boston. Ma stasera e' un'altra storia ed un super Pierce piazza il jumper con pochi spiccioli sul cronometro dei 24. Rondo prende il comando delle operazioni ed arriva un parziale di 8 a 0 che ci porta avanti sul 59 a 56. Da segnalare ancora le difficolta' di Ray che non mette tiri solitamente alla sua portata. Davis gioca una partita di incredibile intensita' sui due lati del campo.
Gli Spurs fermano subito l'emorragia e rispondono con un 9 a 0 chiuso con la tripla di Bonner; texani di nuovo avanti sul 65 a 61.
Direi che qui gira la gara, i Celtics con un Rondo strastosferico chiudono bene in difesa e giocano in transizione, Jeff Green viene armato due volte da RR9, che inizia a mettere jumper a ripetizione sfruttando gli ottimi blocchi dei compagni. Per la cronaca si rivede in campo anche Wafer. L'indimenticato McHale ai microfoni sentenzia:"Rondo show right now"!!!
Sono 10 i punti di vantaggio di Boston, quando Green si beve Bonner ed appoggia al tabellone. Ginobili ed un libero di Duncan fissano la fine del quarto sul 77 a 70.
Clinic difensivo di gran livello da parte dei Celtics, ottimi i movimeti in rotazione ed eccellente la parte di Davis anche in questo.
Comunqe Rondo e' stato lo show man del parziale, alternando assist, penetrazioni e jumper che lo hanno reso di fatto immarcabile. Ottimo anche il capitano ed un KG con problemi di falli. Sempre in ombra Ray che sbaglia i "suoi" tiri.
Periodo finale con atmosfera da play off, San Antonio ora e' piu' nelle mani di Giniboli mentre i Celtics salutano il jumper di Allen che finalmente bacia la retina. La panchina dei texani e' di qualita' e ne esce Neal che mette 8 otto punti in rapida successione, ma stasera Boston in attacco e' sontuosa. Con tre secondi da giocare Ray mette la tripla che consegna il + 11 ai suoi.
Popovich e' deciso a sfruttare la marcatura di Davis su Duncan, che inizia a produrre sia in post che dal gomito.
Si capisce comunque che la versione celtica di stasera non consente agli avversarsi di avvicinarsi. Pierce penetra, sbaglia e ne mette 2 con il seguente tap in. Immagine di cattiveria ed intensita' del Capitano che rappresenta lo spot degli odierni Celtics. In un finale dove Ginobili carica a testa bassa, si resta concentrati in difesa e chirurgici in attacco, due jumper di Garnett sempre allo scadere di tempo suggellano una prestazione di rara efficacia.
Finisce 107 a 97 per Boston, dopo una splendida partita giocata contro un grande avversario che voleva vincerla a tutti i costi.
Rondo mette a referto 22 punti, 14 assist, 5 rimbalzi e soprattutto ZERO perse; dato che ha dell'incredibile vista l'intensita' con cui ha giocato. Pierce flirta con la tripla doppia terminando con 21p., 11r. e 7 assistenze. Garnett con 20p. e 9r. con 9 su 12 dal campo compresi i 2 jumper nel finale che hanno spento le velleita' degli Spurs. Menzione d'onore per Davis 16 punti ed 8 carambole condiscono una prova di grande intensita' sui due lati del campo, mostrando un IQ cestico in deciso progresso e dando ragione a Ainge che scelse lui al post del Leone.
Unica nota negativa l'infortunio a Krstic.
PREVIEW
Fino a qualche settimana fa, questa sarebbe stata la partita tra le autoritarie leader di conference che avrebbe fatto sognare gli addetti per qualità di gioco e organizzazioni difensive a confronto, finale NBA per palati fini un pò meno difficile da pronosticare rispetto alle aspettative, poi è arrivata l'ascesa di Los Angeles(sponda giallloviola ovviamente), lo scambio Perkins, il calo dei biancoverdi, gli infortuni alternati dei giocatori chiave di San Antonio e insomma gran parte del fascino della gara è scemato.
A tutto questo va aggiunto il momento decisamente no degli uomini di Rivers e il fatto gli Spurs in quanto a infermieria piena abbiano ben pensato di effettuare il sorpasso sui Celtics dato che probabilmente stasera mancherà completamente o almeno certamente per 2/3 la spina dorsale della squadra di Popovich con Duncan, Ginobili e Parker quasi sicuramente contemporaneamente out, La partita da consigliare, una delle più attese dell'anno diventa una gara senza grandi pretese se non portarsi a casa una vittoria, merce rara e preziosa di questi tempi.Proprio dalla lista infortunati arriva una bella sorpesa per Boston che ritroverà, a 3 mesi dall'ultima gara, un Jermaine O'Neal a detta di tutti pienamente recuperato, se non per un tono atletico e aerobico da perfezionare, upgrade difensivo tremendo se davvero fosse disponibile alla causa, stanco di sentire la testa rimbombare di termini tecnici dal punto di vista infermieristico, pronto a calcar di nuovo il parquet e rimettersi in sintonia con i compagni, Rivers ammette l'ovvietà che non sia da attendere come salvatore della patria, ma di questi tempi un gran bel sorriso regalato al nostro team del cuore.
Buone nuove, in fondo, anche da parte di Shaquille O'Neal per il quale la data del previsto rientro sembra essere sempre più convintamente il 5 Aprile, saltato il tour di trasferte per un lavoro differenziato a Waltham, quasi sicuramente sarà risparmiato per il matinèe domenicale con i Pistons, ma poi dovrebbe essere abile e arruolato, certo anche per lui, com'è purtroppo nello stile Celtics le notizie sono sempre frammentate e altalenanti ma questa sembra davvero la volta buona.
I Celtics comunque devono concentrarsi sul ritrovare gambe, chimica e ritmo, da questo punto ingenerosissime le statistiche di Ray Allen (da sempre vero indice della qualità della circolazione di palla biancoverde) 10-su-53 (18.7%) dal campo nelle ultime 5, 7-su-25 (28%) da 3. Si riflette anche sull'esecuzione, soprattutto nei quarti decisivi, quella che da sempre fa la differenza in questo sport, anche lì le percentuali sono molto sotto gli standard abituali, ma anche quelle dei liberi ad esempio, per sottolineare come il problema sia a tutto tondo da tanti punti di vista, tante palle perse, il solo capitano e forse Davis "sul pezzo" quando il ritmo partita salga, un Rondo incapace di dominare come nella prima parte di stagione.
Sante parole da leader di Garnett, stuzzicato sul fatto l'assenza dei giocatori cardine avversari abbia spesso coinciso con sconfitte inattese dei Celtics: "Noi ci siamo messi in questa pessima posizione, nulla da dire, noi stessi dobbiamo prendere e tirarcene fuori", ovviamente gli va dietro Rivers che dice sia inutile chiedere che i ragazzi si focalizzino verso la luce d'uscita e non si abbattano pensando al tunnel in cui siano, ma tanto il Doc si fida sappiano benissimo da soli cosa fare. Conclamato che non si possa chiedere ai titolari di tenere in questo periodo un ritmo degno dei playoffs è dalla panchina che si attendono risposte importanti magari già a partire da questa trasferta, Green su tutti, seppur positivo deve dimostrare una crescita nell'inserimento negli schemi e nella dedizione difensiva che dia man mano sempre più senso alla trade di Febbraio, Delonte West il cui minutaggio sarà elevato perchè Rondo non potrà dare un contributo eccessivo a causa dello stesso problema alla mano destra che l'ha tenuto fuori a Minnesota. Arroyo e Pavlovic dovranno farsi valere in una partita che per forza di cose sarà fortemente tattica. Ovviamente le assenze importanti in casa Spurs tolgono pepe alla gara ma la panchina grigionera è stata la vera protagonista della sorprendente stagione degli Spurs, permettendo minutaggi contenuti anche ai non più giovanissimi big, dal talento e versalità offensiva di Neal (per non perder la sua carica dalla panca in quintetto parte il solido ma non eccelso rookie Anderson), alla mano calda di Bonner, non certo un'eccezione la sua grande prova nella "gara d'andata", l'adrenalina e il testosterone di Blair, l'efficacia nello spot numero 1 di un Hill che trova il canestro con facilità, la solidità esperta e comprovata di McDyess e del suo jumper fastidioso. Non si potrà parlare di panchina, probabilmente, per un Thiago Splitter che ha dimostrato di non subire il salto oltre oceano e in contumacia Duncan ha saputo farsi valere, almeno statisticamente, da centro titolare, certo che l'altezza non s'inventa e gli avversari hanno ringraziato, però se si vuole cercare la chiave offensiva Spurs della serata certamente non si potrà andare a cercare lontano dal talento superlativo di un Richard Jefferson tornato protagonista se non quanto il suo talento richieda almeno allontanandolo dalla figura timida di contorno dell'ultima stagione.
Buona gara a tutti e speriamo che vittoria sia.
Boston Celtics (51-22) at San Antonio Spurs (57-17)
Giovedì, 31 Marzo
8:00 PM ET, 2:00 AM (ora italiana)
Regular Season Game #74, Road Game #37
TV: TNT, TSN2
Radio: WEEI, WOAI
AT&T Center
BOSTON CELTICS
PG: Rajon Rondo 10.4 PPG 11.3 APG 2.3 SPG
SG: Ray Allen 17.0 PPG 2.7 APG .452 3P%
SF: Paul Pierce 18.7 PPG 5.1 RPG 3.3 APG
PF: Kevin Garnett 14.7 PPG 9.0 RPG 0.8 BPG
C: Nenad Krstic 8.2 PPG 4.8 RPG 0.3 BPG
Boston Bench Mob
Glen Davis
Jeff Green
Delonte West
Sasha Pavlovic
Carlos Arroyo
Avery Bradley
Jermaine O'Neal (forse)
Injured
Shaquille O'Neal (Achilles) out
Von Wafer (calf) in dubbio
Jermaine O'Neal (ginocchio) probabile
Troy Murphy (caviglia) in dubbio
SAN ANTONIO SPURS
PG: George Hill 11.5 PPG 2.5 APG 0.9 SPG
SG: James Anderson 3.7 PPG 0.8 APG .447 3P%
SF: Richard Jefferson 11.1 PPG 3.9 RPG 1.3 APG
PF: Tiago Splitter 4.6 PPG 3.3 RPG 0.3 BPG
C: Antonio McDyess 5.2 PPG 5.3 RPG 0.5 BPG
Riserve
Matt Bonner
Gary Neal
Chris Quinn
DeJuan Blair
Steve Novak
Daniel Green
Da'Sean Butler
Infortunati
Antonio McDyess (schiena) probabile
Tony Parker (ginocchio) in dubbio
Tim Duncan (caviglia) out
Manu Ginobili (adduttori) out



Commenti
Siena batte l'Olimpiakos e conquista le final four di Barcellona.Nelle quali mancheranno proprio i padroni di casa, eliminati dalla grande difesa del Panathinaikos.Comlimenti ai mensanini.Questa è un'ottima notizia per tutto il movimento cestistico italiano.In bocca al lupo ai toscani.
Qualcuno in questo sito, starà, giustamente, sacendo salti di gioia
Cal
Volevano fare le prove dei playoff? Li abbiamo accontentati.
Hanno risparmiato i loro Big nelle ultime partite proprio per preparare al meglio questa partita? Noi non aspettavano altro.
"Tony vuoi correre? Io sono piu' veloce. Hai cambiato idea? Mi lasci lo spazio per il jumper? Sono la tua condanna." RR9
Questa e' la nostra versione playoff con uno Shaquille O'Neal da aggiungere. Dammi solo la salute.
Nel primo quarto soprattutto e in generale nel primo tempo eravamo sempre lì, anche quando pensavo che avremmo preso il parziale definitivo ed è stato proprio resistendo che abbiamo messo il primo mattone.
Poi un terzo quarto di grande intensità e i soli 37 concessi nei quarti mediani hanno dimostrato quando ci siamo ancora difensivamente.
Complimenti a Rivers che ha giostrato i suoi al meglio, con un Green da 4 che ha fatto una piccola differenza importante (il plus minus migliore è il suo), ha cavalcato un Rondo superiore a Parker e incredibilmente preciso al tiro (e ZERO perse!), ha avuto ottime risposte da un JO quasi sorprendente e il tutto con Garnett a quota due falli dopo tre minuti.
Un segnale a tutti (soprattutto ai più pessimisti tra noi) che ci siamo ancora, che gli Spurs sono avversari più stimolanti dei Bobcats e che, quindi, con loro si gioca seriamente.
Possiamo ancora crescere perchè, evitando qualche offensivo concesso di troppo e con un Allen che tornerà a metterla come gli è normale, non siamo ancora i Celtics di inzio anno, ma possiamo tornare a esserli!
1) perché vinciamo con le squadre più forti e perdiamo con le più deboli?
2) ma i nostri lunghi debbono rompersi per contratto?
GO CELTICS GO! TOGETHER!
LET'S GO CELTICS!!!
"Fly like a butterfly and pick like a bee!"
Dici niente: Shaq! Metti lui al posto di Krstic e col fischio che gli lasciavamo 15 punti su secondo tiro nel primo tempo!
Au contraire mon ami... Dico tanto
Pierce, KG, Rondo e Davis sono già in forma. Allen ancora no, al di là del tiro che non entra come dovrebbe è "più pesante" rispetto all'inizio della stagione ma in 15 gg può arrivare al top fisico a cui ci ha abituati.
JO è lì dove dovrebbe essere al momento giusto. la sua presenza in area si sente e l'ho anche visto saltare! In attacco devi marcarlo e mettergliene uno buono addosso altrimenti ti tira in testa.
Green mi impressiona per la facilità con cui fa tutto. Mentre Davis anche quando si allaccia le scarpe sembra che sposti una montagna, il nostro numero 8 non esprime emozioni. Mi sono piaciuti i giochi a due con West. Si vede lontano un miglio che ha stoffa da vendere e tecnicamente è preparatissimo, può diventare un all star, sta a lui darsi da fare.
Non tutte le partite KG e Rondo troveranno con continuità impressionante il canestro col jumper però mi è piaciuta molto la circolazione della palla e la qualità dei tiri presi.
Se soprattutto nel primo quarto si fosse trovato un rimedio ai loro secondi tiri per effetto dei rimbalzi d'attacco avremmo stravinto.
Citazione:Sentivo il commento originale e dicevano che ha perso circa 15 libbre (ha lavorato con Grover, il preparatore di Jordan
Citazione:Sono quasi convinto che molta parte della qualità di circolazione dipenda dall'aggressività offensiva di Rondo e in modo proporzionale: se lui insiste con mille palleggi perimetrali i difensori lo ignorano e possono raddoppiare sugli altri esterni.
In questo senso Shaq è la possibile ciliegiona sulla torta, in quanto sconsiglia le uscite in aiuto sui blocchi del suo difensore o ogni altro tipo di cambio difensivo.
Gran bella prestazione con pochi nei: i troppi offensivi concessi nella prima parte di gara, la leggerezza con la quale Rondo si lasciava battere in penetrazione da Parker (sempre all’inizio) ed un Ray Allen ancora lontano dai suoi standard (ma ringraziamolo per quella tripla decisiva...)
Per il resto solo buone notizie, infortunio di Krstic a parte; Rondo quel jumper se lo deve prendere SEMPRE, soprattutto quando viene “battezzato” in quel modo “irrispettoso”...fagliela vedere Rajon! Meglio tirare ed eventualmente sbagliare e lottare a rimbalzo che indugiare in palleggio e “intasare” l’attacco. Se lo capisce e si prende quei tiri con convinzione possiamo cominciare a parlare di autentico “fattore”.
Capitano concreto, KG chirurgico e letale, Big Baby come quasi sempre guerriero decisivo; a Green manca un po’ di convinzione ma di classe e potenziale ne ha da vendere, sicuramente bisogna insistere su di lui.
Purtroppo i recenti “suicidi” ci lasciano con una classifica deficitaria; l’importante sarebbe trovare una certa continuità e poter inserire al meglio Jermaine e poi Shaq. Murphy, se ci sei batti un colpo...
Temo la trasferta ad Atlanta ed i possibili “ups and downs” a cui la nostra squadra ci ha abituato ultimamente.
15 libbre sono quasi 7 kg cioè all'incirca 50.000 Kcal che corrispondono a più di 10kg. di pasta al sugo
Citazione Michele Pulcini:
Anche il doppio blocco KG+Davis sulla linea di tiro libero per il jumper frontale del numero 9 non è male
Hai centrato il punto quando parli di Shaq e del fatto che il suo difensore non può lasciarlo perchè, nonostante i 38 anni, se prende posizione non lo sposti e l'unico modo per non fargli prendere posizione è tenergli addosso un corpo che, ancora oggi, non tutti i lunghi della lega si possono permettere. Se il suo difensore esce in aiuto Rondo in qualche modo gli fa arrivare la palla e lui può appoggiare (qualche anno fa tirava giù palla, canestro, tabellone e ferramenta varia)
Che Ginobili non abbia la classe di Bryant è tutto da vedere. Di Kobe non ha le impressionanti doti atletiche uniche al mondo, ma come fondamentali Manu non è inferiore al philadelphiano. E soprattutto gioca sempre a basket, e non solo quando lo dicono gli anelli di Saturno.
La voglia non mancava stanotte, vero? (Michele)
In effetti, a chi era convinto del discorso “voglia” farei riascoltare l’intervista a Rondo di fine gara nella quale parla di “ritrovare la condizione atletica”.
Tornando seri, grande vittoria propiziata, è vero, dalle condizioni non ottime soprattutto di Ginobili, ma ottenuta anche di testa, la partita intelligente che invocavo. (Michele)
Perché, noi siamo in salute? Secondo me la riprova della reale crescita l’avremo stanotte. Se riusciamo a mettere due W in fila ed in back to back significa che stiamo tornando in forma, in caso contrario dovremo pazientare ancora.
Complimenti a Rivers che ha giostrato i suoi al meglio, con un Green da 4 che ha fatto una piccola differenza importante (il plus minus migliore è il suo) (Michele)
Ottimo Rivers anche nelle ultime settimane se non mi è piaciuto molto quando faceva “tafazzi” coi media. Green in un paio di occasioni ha scritto “sono il futuro”, come in quel contropiede in cui è scattato velocissimo ed ha scartato il cioccolatino di Rondo sotto canestro. Questo potrebbe veramente essere il dopo-Pierce.
Un segnale a tutti (soprattutto ai più pessimisti tra noi) che ci siamo ancora. (Michele)
Non voglio fare pistolotti, ma solo invitare tutti a “vivere meglio” il loro tifo per i Celtics e la loro esperienza su IAAC. Il sito è di tutti e siamo tutti a casa nostra, ma se a volte i poveri redattori devono ricordare ai lettori di “tirare la catena” dopo aver usato il bagno, abbiate pazienza. Pure a loro non piace fare i maestrini petulanti.
…ma i nostri lunghi debbono rompersi per contratto? (Pierpaolo65)
La voto come battuta del giorno! Pollicione verde…
"Fly like a butterfly and pick like a bee!" (Piero)
Posso correggere il tuo “pick” in “sting”?
Ho appena aggiunto un pollicione verde anche io.La battuta mi sembra davvero molto simpatica,
e in un certo senso fotografa bene la realtà
ps.aggiungo io, se esiste, questo contratto, che scadenza ha?..o almeno è contemplata la possibilità di recedere per giusta causa?(la sfiga)
Cal
Concordo. Speriamo che ci stimoli anche Atlanta...
ps. Bentornato Jermaine, adesso aspettiamo te, Big Fella...
"Celtics General Manager Danny Ainge said that whether Shaquille O'Neal returns for the regular season or waits until the playoffs is uncertain.
Ainge watched O'Neal go through a private workout at the Celtics practice facility on Wednesday. O'Neal is trying to recover from a sore right Achilles tendon.
"It could be a week or two weeks," said Ainge. "I watched him work out, and he’s starting to do things on the court. We’re just still not sure of when he’s going to come back."
Ad un certo punto l'inquilino del piano di sotto mi ha "tuzzoliato" il pavimento con una scopa o qualcosa del genere...Mi sa che non aveva tutti i torti!
Dopo una partita così che vuoi dire? G O D U R I A.
A me piacerebbe che questa fosse la finale,2 squadre che si somigliano molto e che giocano a Basket oltre ogni individualità.
Per una volta non mi va di parlare dei singoli perchè se dicessi che RR è l'MVP farei un immenso torto a Ciccio Mio e al Capitano per esempio. JO sembra ringiovanito,salta addirittura!
Peccato per Krstic che ieri mi sembrava attivo e coinvolto ( come scrisse giustamente qualcuno: se girano i Big gira ance NEnad; se ti aspetti che faccia lui la differenza allora sei fuori).
In ogni caso bella partita,mi sono proprio divertito.Speriamo che sia l'inizio della ripresa di quella condizione che ci era mancata nelle ultime 2-3 settimane. Il BtB di Atlanta chiarirà meglio questo apetto.
Chiedo numi su Murphy: avete notizie?
Veramente fino a qualche tempo fa le imbarcate non le prendevamo nemmeno con le piccole. Rondo, intervistato a fine partita, ha parlato di "recupero della condizione fisica"...
Secondo me i motivi di preoccupazione ci sono tutti ...
Per andare fino in fondo Shaq è conditio sine qua non!
Quello che mi impressione e' vedere Ciccio Davis, stanotte ha preso un rimbalzo in attacco in mezzo a tre texani e poi ha segnato. Attacca il canestro con movimenti a volte da guardia, e poi in difesa e' sempre dove deve essere. Purtroppo gli mancano i cm ed allora se ti trovi un Duncan davanti a volte perdi. Ma resta sempre concentrato nel finale ha ruotato splendidamente su una penetrazioni di Ginobili provocando la perse dell'argentino.
Ripeto grande Ainge ad averci visto lungo, perche' quello di quest'anno e' un sesto uomo di lusso.
Non so se lo rischieranno nelle ultime 3/4 partite di regular season oppure se il rodaggio comincerà a farlo al primo turno di playoff, visto che non dovrebbe essere un turno proibitivo, la cosa importante è che quando Shaq tornerà dovrà essere perfettamente in piena forma perchè sarà lui che sposterà il peso della bilancia verso il 18° banner, su questo non ci piove.
Quindi tranquilli e fiducia in Doc e nello staff perchè sanno quello che fanno.
Boja faus, t'è rasun! (Translation: "boia falso, hai ragione")
Chissa come mi è uscita... Forse la commozione nel veder citato uno dei campioni assoluti dello sport. Per inciso: se mettessero ai voti il film "sportivo" più brutto di sempre "Alì" credo vincerebbe. E non sarebbe colpa del "principe di Bel Air".
fabio, io non vofglio fare la “guerra” della ragione... rimango dell'opinione che l'aspetto mentale in questa squadra sia la cosa fondamentale... forse Rondo parlava della sua condizione fisica... x contro posto ciò che ha detto KG:
“You don’t come in here and play, they’ll blow your (butt) out, period, point blank,” Kevin Garnett said. “They did it to the Heat, and they’ve been doing it all year. We take that personal. They’re the best team in the league, man, and they can treat you like you’re the worst team in the league.
“It just tells us that when we prepare and put our minds to it as a unit, we’re pretty hard to beat.”
Citazione:Pierce ha dichiarato: “Siamo sicuri di poter fare come l’anno scorso, ma allo stesso tempo non avevamo sette giocatori nuovi. Avevamo atleti che erano qui tutto l’anno e non c’era stata nessuna trade”.
In effetti Robinson e Finley non erano nuovi…
Luca, questo per dimostrarti che ogni giocatore può dire la "sua" verità ed essere convinto delle parole che dice. Quando in un finale punto a punto vedo Garnett, Pierce ed Allen sbagliare a ripetizione faccio fatica a credere che “non vogliano vincere”: succede persino all’All Star Game che i minuti finali diventino caldissimi e che nessuno voglia perdere!
Come dici tu, non è una battaglia di opinioni, tra me e chi invece crede che le sconfitte siano solo qualcosa di “mentale”. Però a mio avviso ammettere che i Celtics “la davano su” significa non considerare le personalità di quei tre – e ci aggiungerei Rondo.
Il discorso stanchezza fisica/mentale, invece, sarebbe molto più logico. Come Bird che “voleva ma non poteva” quando la sua schiena era martoriata dal dolore, così i nostri provano a correre e non ci riescono, provano a fare canestro e non ci riescono.
Alla fine il risultato è lo stesso: partite perse. Ma se fosse un problema di approccio alle gare i nostri campioni sarebbero meno campioni, e l’allenatore che non riesce a motivarli sarebbe un po’ meno bravo. Possibile, ma a mio modesto giudizio meno logico di un calo di energia nervosa e fisica. Nessuna "guerra", solo opinioni diverse.
Io avevo deciso di non postar più sull'argomento perchè mi sembrava diventato interpretato in modo troppo "forte" per il valore che io gli attribuisco... :)
ma ribadisco che non affrontare con lo giusto spirito l'incontro e darla su siano 2 cose ben diverse...
se giochi con una squadra di medio bassa classifica, senza i suoi 2 migliori giocatori, non devi arrivarci punto a punto nel finale, soprattutto se hai avuto varie possibilità di uccidere la gara... o ancora con certe squadre di medio bassa un conto è "controllare" e risparmiarsi per il finale un conto è andare sotto di brutto nel tentativo di farlo...
insomma non affrontare con lo giusto spirito e attitudine le partite o fasi lunghe di esse, vuol dire proprio che se tiri troppo la corda poi il calo fisico o la mancanza della giusta alchimia con i nuovi arrivi, che è evidente ci siano stati, vengano pagati in modo esponenzialmente più grave.
Tirando le somme, quindi, io resto del parere nella brutta serie di sconfitte comandi molto più il primo fattore da cui in stagione regolare dipendiamo ancora troppo, per cui poi i secondi finiscano per farci così male.
Poi come scrissi al termine del mio primo post in merito il mondo è bello perchè è vario.
abbracci.
movi
Luca e Movi, io baso le mie opinioni non solo sull’esperienza personale (di basso livello, per carità), sulla conoscenza diretta dei Celtics e sulla conoscenza delle storie personali dei Big Three, sul passato e sulla storia. Posso sbagliarmi, ma quando guardo apro ogni “cassetto” della mia esperienza/conoscenza, la risposta che mi arriva è sempre la stessa.
Definiamo una volta per tutte il problema, per come lo vedo io:
- se diciamo “non si impegnano” implichiamo una mancanza di volontà da parte dei giocatori, un errato approccio alla partita frutto di scarso impegno.
- se diciamo “sono stanchi” invece lasciamo spazio al “vorrebbero ma non possono”, al “ci provano ma non ci riescono”. Che la stanchezza sia fisica (le gambe sono imballate e non reagiscono ai “comandi”) o mentale (arrivi sempre in ritardo sulle palle vaganti, i tiri sono sempre appena corti o appena lunghi), in entrambi i casi i giocatori pensano di essere pronti ma poi alla riprova dei fatti non lo sono.
Quando leggo “che schifo, non si impegnano” vedo che non si lascia uno spiraglio all’altra possibilità – a mio avviso più plausibile – che la stanchezza abbia giocato un ruolo primario nei risultati delle ultime settimane.
E qual'è "lo spirito giusto", Movi, quando non ce la fai e gli altri corrono il doppio? Anche se la squadra è di bassa classifica, magari tu SEI CONVINTO di avere lo spirito giusto, ed invece la freschezza mentale degli altri ti sorprende.
I Celtics del 1969 nelle ultime 23 partite in stagione andarono 12-11, ma cercavano di vincerle tutte e rimanevano malissimo quando le perdevano. Le “davano su”? No, ma come è possibile che non vincessero in regular season quando poi andarono a prendersi il titolo a Los Angeles, lasciando appesi i palloncini?
Allora Bill Russell aveva... fatemi fare due calcoli…35 anni. Adesso Kevin Garnett ne farà 35 a maggio!
Ma anche la testa non è quella da PO perchè lo spirito di Rasheed vaga ancora nello spogliatoio, perchè l'anno scorso avrà insegnato qualcosa e perchè dopo 700/800 partite di RS una gara contro Charlotte per forza di fornisce meno stimoli di una a San Antonio.
Ieri abbiamo visto una partita giocata con grande attenzione e intelligenza e le ZERO perse di Rondo e le sole 11 di squadra sono forse la dimostrazione di questo (da dire, però, che se tira 20 volte ha meno proobabilità di perdere la palla).
Più che di voglia parlerei di attenzione, insomma, anche se sono molto convinto che l'aspetto atletico ci sia e fondamentale.
Anche in questo caso il Rondo delle ultime due partite (22 punti e 11 assist di media) non è quello terribile di metà marzo (2 punti e 3 assist contro i Bucks oppure 1/10 contro i Nets) e mi rifiuto di pensare che sia solo una questione di voglia o di nostalgia di Perkins
Ma per piacere... Manco fosse la Vanessa Williams dei tempi andati... Quando leggo ste cose mi vien proprio da rotolarmi dal ridere. Perk è andato via per i $ mica perchè gli facevano passare lo straccio nello spogliatoio dopo che erano usciti tutti! Rondo stesso al momento del rinnovo ha dovuto passare sotto le forche caudine del mormone dal braccio corto.
Citazione Michele Pulcini:
Per quella che è la mia esperienza: il periodo di "scarico" è il più difficile da sopportare per un atleta in quanto frustrante. Specie se parliamo di professionisti ad altissimo livello (è questo il caso) il "non essere in grado di dare il meglio" viene visto come "non essere capace". Ci si avvita in una spirale di "se riesco a fare questo allora sono tornato io" ed altrettanti "non sono riuscito a fare quello allora non ne sono capace... lo sarò ancora?" e tutto questo anche nella stessa partita/prestazione sportiva.
La testa e le gambe (intese come corpo in generale) sono connesse a 2 vie e se le gambe sono "pesanti" anche la testa lo diventa. Per contro quando il fisico è OK anche la testa gira bene, si è più concentrati e si riesce ad esserlo più a lungo.
Provate a correre una maratona (magari in montagna) e le risposte alla diatriba "testa o gambe?" vi si prensenteranno in uno con la Vergine, il di lei Consorte, il di lui Padre e tutti gli amici del rosario
secondo me questo non è vero... abbiamo perso varie partite anche nei momenti migliori della nostra stagione con squadre di basso cabotaggio e soprattutto con buone squadre alle quali mancava la stella... ho letto 1.000 volte su questo sito frasi di questo tipo: oggi manca tizio vinciamo facile etc etc... e invece erano proprio le partite che perdevamo... abbiamo perso coi Cavs la gara n.2 della stagione... abbiamo perso coi raptors, 2 volte con Dallas (proprio perché non li riteniamo avversari al nostro livello)... abbiamo perso in casa con Houston quando giocavamo bene... coi Thunder senza durant... abbiamo perso coi Pistons e anche con Washington, sempre in momenti positivi... e anche coi bobcats, 2 volte... però se vado a vedere fino a 3 settimane fa, se guardiamo le nostre statistiche, eravamo 3-0 con miami, 2-1 coi bulls ma la sconfitta senza KG... siamo 2-0 con gli spurs... 1-1 coi lakers... indipendentemente dal momento, le squadre che i nostri giudicavano al loro livello le abbiamo sempre piallate... io credo che il buon inizio con i nuovi, associato al calo di Miami – che era finita dietro 5 partite – ci abbia inconsciamente rilassato... il calendario era favorevole e abbimo un po' mollato mentalmente... è vero che ci sono anche i problemi fisici, e di ambientamento... però avevamo preso una china nella quale iniziavamo le partite alla camomilla e andavamo spesso sotto... da lì dei piccoli calvari sportivi... ci stanno tutti i fattori, però il risveglio guarda caso proprio contro gli spurs al completo (meno male dico io)... circolazione di palla, 29 assist... insomma, i vecchi C's
80-2
...umile, ma accogliente... (cit)
È ovvio che anche la mia analisi non va presa alla lettera... è chiaro che perdere partite, anche con le “piccole” è fisiologico... io però noto una “tendenza” in questa squadra... ed è quella che cercavo di descrivere con questi post... se vai sotto di 20 nel primo tempo in 3 gare consecutive, tra le quli 2 le recuperi... poi perdi coi bobcats (di oggi) quando sei sopra di 13 nell'ultimo quarto non credo si possa parlare di calo fisico... ci sta anche quello, e forse è una somma di vari fattori... però, ripeto, questa squadra a me lascia queste impressioni, e non da oggi... tra l'altro alcuni gg fa ho anche scritto che non sono particolarmente preoccupato perché so che ai PO vedremo degli altri C's...
Jermaine si e' mosso molto bene. Big Baby partita clamorosa, cosi' come quelle di Pierce e soprattutto Garnett. Krstic stava giocando molto bene soprattutto in difesa e si va a far male. La fortuna non e' decisamente dalla nostra.
Ennesima conferma del DNA di questa squadra che mi sembra un po' soffrire di difetti di concentrazione e un po' di supponenza. Fondamentale arrivare sani ai playoff.
... e al passaggio dei nostri eroi ci sarebbe stata una pioggerellina di petali di rosa ...
Condizione fisica, mentale e la stessa voglia non si possono tenere per 82 partite in 5 mesi e mezzo, e poi arrivare freschi e motivati ai playoff, se vogliamo dei "leoni" tutto l'anno forse è meglio cambiare sport, la RS dell'NBA è una maratona alla fine della quale devi fare ancora i 3000 siepi ripartendo praticamente alla pari e non vince chi arriva primo nella maratona ... Diciamo che nei periodi di forma abbiamo dimostrato di non essere secondi a nessuno e contro le contenders, grazie alla determinazione, abbiamo dimostrato di potercela giocare sia in casa che in trasferta ed anche in situazioni critiche (soprattuto la terza contro Miami e la prima contro San Antonio); diciamo anche che partite come quella di stanotte dimostrano che se recuperiamo un po' della condizione fisica per i playoff, grinta, determinazione ed esperienza non ci mancano e potremo dire la nostra.
Oltre alla condizione fisica, la gestione degli ultimi 5 minuti è quello su cui dobbiamo migliorare per i playoff, stanotte abbiamo avuto segnali incoraggianti su tutti e due questi aspetti.
Stanotte vedremo in che stato fisico siamo, un back to back è complicato sempre, ho visto il quarto quarto di dallas stanotte ed il calo fisico è stato evidente eppure non è una squadra in crisi come dipingiamo la nostra; se riusciamo a tenere anche stanotte possiamo dire che siamo in crescita e a -15 giorni dai PO questo aumenterebbe la nostra FIDUCIA.
Grazie, Piero riassumi il mio pensiero in termini maratonistici...
Luca, padronissimo di pensarla come vuoi, per carità. Io invece credo che il discorso "se avessimo voluto" sia figlio di una mentalità sportiva "italiana" che agli americani non compete. Quella, per intenderci, che porta i calciatori ad impegnarsi solo "quando contano i tre punti", come se chi paga il biglietto per un'amichevole non meritasse il massimo rispetto.
Continuiamo pure a pensare che volendo ne avremmo vinte 82, ma ci stiamo raccontando delle fiabe. Un allenatore di football una volta disse "we are as good as our record", "siamo quello che dice il nostro bilancio vinte-perse", perchè alla fine è l'unica cosa che conta.
E' romantico e bohemienne pensare che i nostri, quasi schizzinosi, non si impegnino contro Bobcats, Cavaliers e Nets (ma la spiegazione sulle sconfitte con Dallas non sta in piedi, Luca). Purtroppo è un pensiero che ha poco a che fare con il "pride" di chi frequenta gli All Star Game come fossero il salotto di casa propria: quelli sono fatti di altra pasta, e se ci si affidasse un po' di più la cultura sportiva americana invece di rimanere coi piedi piantati in quella italiana, lo si capirebbe con maggior facilità.
la frase che citi l'ha ripetuta spesso anche rivers... e continuo a pensare che tu non abbia capito ciò che voglio dire io... io ho parlato di tendenze, non di “se avessi voluto”... è vero, siamo quello che siamo, e prima ho scritto anche “non certo da ora”... altre volte ho scritto che la coperta è corta... a me pare che ciò che hanno sostenuto Andrea e Movi sia condivisibile...
cito le parole di andrea:
Ennesima conferma del DNA di questa squadra che mi sembra un po' soffrire di difetti di concentrazione e un po' di supponenza. Fondamentale arrivare sani ai playoff.
non mi pronuncerò più sull'argomento... spero di riuscire a mantenere la parola
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