-
G5 2° Round : Boston Vs Philadelphia 101-85
The Truth 34
Non è l'originale di ieri ma rende uguale l'idea :lol ... -
G5 2° Round : Boston Vs Philadelphia 101-85
lorenzo s
leggete il commento più votato ahaha -
Oklahoma City in finale di conference contro San Antonio
roberto
san antonio 2 thunder 4 -
G5 2° Round : Boston Vs Philadelphia 101-85
The Truth 34
Domanda: in una finale di conference chi Potrebbe essere meglio per ... -
Oklahoma City in finale di conference contro San Antonio
Gabriele X ICS
Vista la partita secondo me con 3 partite in 4 giorni i lacustri non ... -
Oklahoma City in finale di conference contro San Antonio
movi
poco prima però aveva spintonato durant, indi magari hanno fatto un ... -
Oklahoma City in finale di conference contro San Antonio
pagliardo
poco prima però aveva spintonato durant, indi magari hanno fatto un ... -
Oklahoma City in finale di conference contro San Antonio
Michele Pulcini
In effetti avrebbero meritato di proseguire la corsa .... :-* una finale ...
Recap
I Boston Celtics espugnano Minneapolis con il punteggio di 85-82, dopo aver dominato i primi 20 minuti di partita, arrivando ad un vantaggio di 25 punti, per poi farsi rimontare vincendo con un finale in volata, ma non riuscendo a far sparire i nuvoloni neri che si sono addensati dopo le ultime controverse prestazioni. Decisivo nel finale Paul Pierce che si carica sulle spalla la squadra scrivendo 23 punti e 7 rimbalzi, nonostante un deficitario 6 su 16 dal campo. Discreta prova di Kevin Garnett autore di una doppia doppia con 13 punti e 13 rimbalzi, mentre, dopo un ottimo inizio,Allen e Krstic hanno giocato un secondo tempo sottotono.

I Celtics iniziano in maniera convincente con un paio di jumper dello stesso West, con 5 punti del galvanizzato Krstic e con il capitano che segna da sotto il 15-5, con il solo Beasley che prova a rispondere per i T-Wolves. Delonte West si trova benissimo con Garnett che, oltre a dominare sotto le plance (5 rimbalzi in 5 minuti), finalizza un paio di contropiedi spettacolari che fanno sussultare i suoi ex tifosi. Un tripla di Ridnour conclude un sanguinoso parziale di 15-0 Boston, ma è Jeff Green con 4 punti consecutivi e Ray Allen con una tripla a dare il massimo vantaggio esterno sul 28-8. Doc Rivers svuota la panchina, ma Minnesota non riesce ad avvicinarsi più di tanto, chiudendo sotto 32-13 i primi 12 minuti, con Allen a dare lezioni di basket.
Big Baby riapre le danze con il solito piazzato dalla media, seguito da una schiacciata di Green e da due liberi di Kristc, e i Celtics volano subito sul più 25, prima del primo canestro della partita di Darko Milicic. Entra anche Pavlovic e Boston sembra mollare un po' la presa, concendendo qualche canestro facile a Flynn e Tolliver, nonostante i ragazzi di Rambis omettano spesso di difendere. Boston sembra non voler infierire nelle prateria lasciate dai padroni di casa e allora prima Webster e poi ancora Tolliver iniziano pure a metterla dalla lunga distanza.
Pierce e Garnett perdono un po' di ritmo in attacco e il punteggio di fine terzo quarto lascia ancora qualche spiraglio ai T-Wolves, quando ormai la partita sembrava indirizzata verso un lungo garbage time. 47-34 il parziale con Tolliver che ha fatto splendidamente le veci di Randoplh, limitato dai falli, chiudendo con 8 punti e 10 rimbalzi, mentre dall'altra parte sono risultati parecchio imprecisi Pierce e Davis autori di un 4 su 15 in due.
Che qualcosa sia cambiato lo si evince dall'inizio del terzo quarto, nel quale i T-Wolves rientrano fino al meno 8, con un gioco da 3 punti di Milicic, prima di una segnale di risveglio dalla coppia Pierce-Krstic. Boston non sembra più così incisiva come ad inizio partita, Garnett ed Allen non mettono i tiri che prima infilavano ad occhi chiusi ed i padroni di casa cominciano a crederci. Uno spettacolare Aley oop firmato dalla coppia Ridnour-Johnson riporta Minnesota sul 48-55, facendo rivivere ai tifosi bianco verdi i fantasmi delle ultime esibizioni .
Una tripla di Wesley Johnson accorcia ancora il gap sul 57-52, dopo un paio di sanguinosi rimbalzi offensivi concessi, ed un semigancio di Milicic (un vero fattore nel terzo quarto con 9 punti) costringe Rivers al time out con gli avversari arrivati a meno 3 e con la partita completamente riaperta e l'inerzia totalmente cambiata.
Beasley risponde alle tripla di Green, ma sono un jumper ed un libero del solito Luke Ridnour a dare la prima parità della partita. Arroyo segna i due liberi del 64-62, ma la faccia di Rivers sembra quella del finale della partita con Charlotte.
Beasley piazza 3 jumper consecutivi in faccia a Pierce ad inizio ultimo quarto e i Celtics, nonostante il punteggio sia sul 68-68, sembrano sulle ginocchia.
Il Capitano sbaglia un lay up ed un comodo tiro dai 4 metri e Milicic da il primo vantaggio della serata ai suoi. La partita si fa confusa e obiettivamente brutta e si susseguono gli errori da ambo le parti. Boston torna mettere il naso avanti con una tripla del redivivo Pierce ed un libero di Garnett, ma la sensazione ormai è quella che il match si deciderà sul filo di lana.
Tolliver fa il "Cunnigham" stoppando Garnett e realizzando dall'altra parte la tripla del nuovo vantaggio interno. Il Capitano non ci sta e si carica la squadra sulle spalle con 5 punti di fila costringendo Rambis al time out sul 77-73 a 2.53 dalla fine.
Randolph mette 2 liberi, Garnett segna dall'angolo, ma il filo conduttore del secondo tempo restano i troppi rimbalzi offensivi concessi dagli uomini di Rivers . Garnett continua a rispondere a Beasley e la giocata della partita è un rimbalzo in attacco di Delonte West su tiro sbagliato di KG a 19 secondi dalla fine che consente a Pierce di segnare dalla lunetta l'83-78. Beasley sbaglia la rimessa successiva rendendo vane le speranze dei suoi di completare la più grande rimonta della storia della franchigia. 85-82 il finale, con i Celtics che confermano di essere ancora lontani dalla forma psico-fisica necessaria per battagliare per la vetta dell' Est.
PREVIEW.
Nel momento probabilmente più difficile e controverso della stagione, i Boston Celtics affrontano in trasferta i Minnesota Timberwolves, squadra reduce da 7 sconfitte consecutive e con il miglior rimbalzista della lega, Kevin Love, ancora ai box e in forte dubbio anche per la gara di stanotte. Rivers non potrà disporre dei due O'Neal, di Wafer, quasi sicuramente di Troy Murphy ed è in forse anche Delonte West che, a detta del coach, ogni tanto sente ancora dolore alla caviglia e andrebbe preservato. Inutile dire che sarebbe una di quelle partite da vincere a tutti costi in chiave "primo/secondo posto ad Est", ma i nostri sembrano precipitati in uno di quei classici periodi di "blackout" improvvisi che spesso hanno caratterizzato le nostre stagioni ed hanno alimentato discussioni più o meno utili e soprattutto messo a dura prova il sistema nervoso dei tifosi.
Se da parte nostra ci si continua ad interrogare in modo frenetico se fosse stato più utile Harangody o Murphy, piuttosto che un Erden o Krstic, nel Minnesota si vive l'ennesima stagione interlocutoria del Post Garnett. Cedendo Big Al Jefferson, l'intento era quello di far esplodere la stella di Kevin Love (limitato a 28 minuti di media la scorsa stagione) e questo obiettivo è stato pienamente centrato.
L'ex UCLA è diventato uomo da 20 punti e 15 rimbalzi e verrà ricordato anche per la faticosa rincorsa al record di doppie-doppie consecutive di Hayes, fermandosi a quota 53 nella sconfitta dei T-Wolves contro i Golden State Warriors del 13 marzo. L'altra scommessa è stata l'ingaggio di Michael Beasley, letteralmente lasciato sulla strada da Miami per far spazio ai Big Three. Beasley è andato oltre la sua media punti in carriera viaggiando a quasi 19 di media, ma ha mostrato i difetti e i pregi che gli erano già riconosciuti. Giocatore di ottimo talento in uno contro uno e capace di segnare in faccia a chiunque e in diverse maniere, è troppo spesso incostante ed accentratore, non proprio l'uomo squadra che Rambis sognava di aver pescato. Se parliamo di scommesse, a Detroit fischiano ancora le orecchie sentendo il nome di Darko Milicic, 2nd inopinata scelta assoluta dei Pistons nel 2003. Il serbo parte come centro titolare e, nonostante ogni tanto si degni di dimostrare la classe cristallina che molti gli attribuivano, vive una stagione mediocre, in linea con le previsioni dei suoi detrattori.
Wesley Johnson si è conquistato lo spot di guardia titolare ma, nonostante le attese, le sue prestazioni risultano ancora piuttosto altalenanti. La quarta scelta assoluta di quest'anno viaggia a 9 punti di media, tirando però con un deficitario 40% dal campo, nonostante abbia tutte le qualità del tiratore mortifero. Completa il quintetto l'esperto e ordinato Luke Ridnour che ha spodestato nelle gerarchie l'infortunato cronico Jonny Flynn, uno dei talenti ancora inespressi della truppa di Rambis.
Anche la ricca panchina rispecchia precisamente il momento dei T-Wolves, squadra con parecchio talento, ma incostante ed assemblato un po' a casaccio.
Martell Webster doveva essere uno dei leader di questa squadra, ma è incappato in un infortunio ad inizio stagione e non è mai riuscito ad integrarsi nella nuova squadra.
Nikola Pekovic era atteso con curiosità alla prova "Oltreoceano" dopo aver dimostrato di essere un centro di tecnica sopraffina in Eurolega. Anche per lui il giudizio è ancora in sospeso, ma certamente ci si attendeva di più e probabilmente non è stato messo in condizione di rendere al massimo. Lo stesso Ellington era atteso ad un piccolo salto di qualità, ma il suo ruolo nella lega sembra ormai essere quello dello specialista del tiro da fuori, mentre Tolliver non ha confermato il buon finale di stagione dello scorso anno nella banda di Nelson e Hayward sembra ancora troppo acerbo per il piano superiore. Discorso a parte va fatto per Anthony Randolph, incredibilmente inutilizzato da D'Antoni ed impacchettato senza rimpianti in direzione Minneapolis. Il 21enne nato in Germania resta un prospetto di livello assoluto e rimangono misteriose le ragioni per cui nel sistema "Dantoniano" sia rimasto fuori dalla rotazioni. Basta sottolineare che nelle due partite dove è stato chiamato a sostituire Love, il ragazzo ha risposto con 27,5 punti e 13 rimbalzi di media 23 su 36 al tiro e 9/9 ai liberi. Non male per uno che in questa stagione non era stato ritenuto degno di calcare i parquet Nba.
Impossibile inquadrare questo match, soprattutto per il momento che stanno vivendo le due formazioni. I T-Wolves stanno cercando delle risposte per fare chiarezza sui giocatori su cui puntare per affiancare Love, mentre i Celtics sono destinati a far riempire i forum con elucubrazioni cervellotiche per capire i motivi di questi cali inaspettati. Ma se non ci fosse un reale motivo per tutto ciò (e gli attacchi ad Ainge fossero semplicemente il classico esercizio del tifoso disorientato) e fosse semplicemente un qualcosa scritto nel DNA di questa squadra? Ai Play Off l'ardua sentenza.
Boston Celtics (50-21) at Minnesota Timberwolves
Sunday, March 27
7:00 PM ET
Regular Season Game #72, Road Game @35
Target Center
BOSTON CELTICS
Quintetto Base
PG Rajon Rondo
SG Ray Allen
SF Paul Pierce
PF Kevin Garnett
C Nenad Krstic
Panchina
Glen Davis
Carlos Arroyo
Jeff Green
Avery Bradley
Sasha Pavlovic
Delonte West
Infortunati/Assenti
Jermaine O'Neal (knee) doubtful
Shaquille O'Neal (achilles) out
Von Wafer (calf) day to day
Troy Murphy (ankle) day to day
Delonte West (ankle) probable
MINNESOTA TIMBERWOLVES
Quintetto Base
PG Luke Ridnour
SG Wesley Johnson
SF Michael Beasley
PF Anthony Randolph
C Darko Milicic
Panchina
Nikola Pekovic
Johnny Flynn
Martell Webster
Wayne Ellington
Sebastian Telfair
Lazar Hayward
Anthony Tolliver
Infortunati/Assenti
Kevin Love (groin) questionable
Eddy Curry (hamstring) out



Commenti
Notte a tutti !!!
Periodo nerissimo, andiamo avanti e cerchiamo di arrivare sani ai playoff e recuperare gli infortunati, il resto ormai conta poco.
O.t.: ho visto Miami-Houston,i tre sono stati devastanti contro dei Rockets a cui entrava praticamente tutto (Scola super). Questi ai play off ci arrivano con il motore a pieno regime e se quei tre girano così io tendo ancora a ritenerli squadra da battere, forse anche più dei Bulls...
La fiammata iniziale non poteva durare e non è durata, quindi i 38 punti del secondo tempo ci riportano nel grigiore offensivo nel quale non facciamo contropiede, ma soprattutto non segnamo da sotto (solo 28 punti stanotte) rendendo il nostro attacco prevedibile e poco pericoloso.
Però meglio una brutta vittoria rispetto a una bella sconfitta
Unica consolazione Milicic: nonostante una partita senz'altro sufficiente, il suo errore mentale alla fine ci ha dato un grosso aiuto a vincerla e ha confermato che Darko è sempre lui.
Da ciò che ho visto dalle immagini della partita, stamattina, mi accorgo che la musica è più o meno la stessa.Stavolta, con variazione sul tema.Non contenti di aver accumulato 25 punti di vantaggio, abbiamo cercato di dilapidarli..ed eravamo quasi riusciti nell'impresa
Citazione Michele Pulcini:
Affermazione un pò Catalaniana del Dr.Pulcini
Non ci resta che attendere...e sperare.
Cal
Brutta W, onestamente non vedo grandi progressi a livello di gioco, in attacco soprattutto siamo inguardabili, e siamo stati salvati solo da un super PP nel quarto periodo, peraltro inesistente fino ad allora.
Insomma, momento brutto davvero in attacco, molto migliore in difesa dove, nonostante gli scambi sul mercato, gli infortuni e la chimica da ricreare, il rendimento è senz'altro sufficiente.
Non è che dietro questa enfasi difensiva c'è una precisa richiesta dello staff?
Ormai è tempo che non si tira più con il 50% e l'attacco latita invece di fiorire... questa metamorfosi non potrebbe avere una genesi diversa dal caso?
Noto un'analogia con il nostro periodo e quello degli Spurs(che se si impegnano ancora un po' riusciranno nell'impresa di perdere il primo posto a ovest...). Entrambe le squadre hanno avuto una flessione dopo l'ASG, entrambe hanno guidato le rispettive conference dall'inizio della Regular Season,entrambe hanno una età media nei giocatori più rappresentativi molto alta.
Dobbiamo solo ringraziare questi giocatori per quello che ci hanno dato in questi ultimi 4 anni, sono un po' vecchietti per reggere una regular season di 82 partite.
C'è però una differenza con gli attuali Spurs: a loro manca Duncan (mica pizza e fichi
Immagino però che il lavoro sia stato soprattutto in questo senso e per ridare al nuovo gruppo quella identità che aveva prima considerato che sono soprattutto due i nuovi importanti per le rotazioni in attesa del ritorno degli infortunati.
Mi piacerebbe pensare che "se il buongiorno si vede dal mattino ... " si possano nutrire speranze difensive.
E l'attacco? Potrà il ritorno del "messia" Shaq ridarci la squadra con il migliore attacco (come percentuali) della lega?
E' vero ,la "crisi" degli Spurs è meno preoccupante rispetto ala nostra proprio grazie al vantaggio accumulato.
Si Gian..come diceva un calciatore, in una storica sigla d'apertura di "Mai dire gol", sono perfettamente d'accordo a metà
Ripeto..io non so cosa stia succedendo.Nè ho la competenza adatta a dare una benchè minima risposta.Ma sono preoccupato..e anche parecchio.Spero, vivamente, di essere smentito.Non c'è cosa che potrebbe rendermi più felice di sbagliarmi..
Cal
Citazione celticsman:
Riccardo, mi meraviglio di te..questo sport si chima pallacanestro...mica pallarimbalzo
E dire che lo ha recentemente ricordato, anche un giocatore, che in questa lega, stà lasciando un'impronta indelebile
Cal
Per quanto riguarda la diatriba se è un problema fisico o mentale, ho paura che si risolverà solo con i playoff, chiaro che se nel primo quarto facciamo quello che vogliamo e poi caliamo viene da pensare che è un problema fisico, poi pensi alle partite a New York e a New Orleans, e allora pensi sia un probema mentale; probabilmente è un po' tutte due le cose ed a marzo è una cosa che si è già vista negli anni precedenti e non solo a Boston.
Il lato più critico della situazione è la sensazione di scarsissima pericolosità in attacco, con difficoltà ad arrivare a tiri sicuri e nelle ultime partite si ripetono momenti di black-out in cui per 5 minuti non segniamo e la palla gira lentissimamente, e magari in campo ci sono tutti i big-4.
L'analisi dell'efficienza offensiva e difensiva post trade presenta un rendimento pressochè uguale in difesa mentre in attacco si è passati da 105.2 a 100.3 e nelle ultime 5 partite (esclusa Minnesota) a 98 (il 105.2 vuol dire punti realizzati ogni 100 possessi); la percentuale al tiro pre-trade era 52.2% da 2 e 37.4% da tre post-trade 47.9% da due e 33.0% da tre con ulteriore calo nelle ultime 5 partite. La cosa ancor più grave è che dopo la trade abbiamo incontrato solo squadre di medio-bassa classifica. Questi sono dati abbastanza sconfortanti, conditi dalle problematiche a rimbalzo.
Colpa dei nuovi? non penso piuttosto "colpa" della fluidità da ritrovare quando cambi così tanto. E con il rientro degli O'Neal (se ci sarà ...) immagino sia necessario un ulteriore periodo di rodaggio.
E' difficile ipotizzare come si possa recuperare la forma, la lucidità e provare gli schemi quando da qui ai playoff mancano 20 giorni e dobbiamo giocare ancora 10 partite ed arruolare un po' di infortunati, ma questi recuperi in passato li abbiamo già realizzati e il carattere e le caratteristiche dei nostri big-4 garantiscono che si farà tutto ciò che è possibile. Il primo turno dei playoff (philadelfia o NY) non dovrebbe essere proibitivo e quindi dobbiamo arrivare a puntino ai primi di maggio e li inizieranno le battaglie vere (se usciamo prima vuol proprio dire che non siamo più noi).
A maggio il canestro si restringe per tutti, e noi in difesa continuiamo ad esserci, ed è un primo punto fermo importante, poi la maggiore esperienza potrebbe fare il resto. Certo dobbiamo migliorare nel punto debole congenito che abbiamo e che avevamo anche lo scorso anno :
La gestione offensiva degli ultimi 5 minuti.
Se poi arriviamo a dover fare un viaggio a Ovest, sul piano dell'esperienza saremo pari purtroppo e sul piano fisico vedremo, ma manca troppo tempo e speriamo sia un problema da affrontare ...
Sarà interessante vedere come affrontiamo le trasferte a San Antonio a Chicago e a Miami, perchè contro le contenders abbiamo sempre dimostrato di esserci; vorremo dare un segnale (soprattutto a noi stessi) o vorremo "risparmiarci" per arrivare sani e meno spremuti ai PO?
In ogni caso non è che le varie CHI, MIA o LAL per vincere in questo periodo non abbiano faticato, hanno messo in campo tutto (o quasi) ed i minutaggi dei quintetti titolari sono stati alti. Solo San Antonio, tra infortuni e garbage time, ha tenuto un ritmo più rilassato ed un minor impiego dei big, giocandosi parte del vantaggio.
è uno degli aspetti parzialmente deteriori di tutto lo sport moderno, l'iperfisicità e la diffusione della tattica limitano il talento puro che da solo non basta più
la crisi è fisica e mentale insieme, perché una crisi è una crisi, e nel momento sbagliato hai il passo in meno e fai pure la scelta sbagliata
il problema vero è uno solo: in questo mondo iperprofessionistico ed iperprogrammatorio, codesta crisi era programmata o non lo era?
nel primo caso siamo dei signori, nel secondo siamo nel guano...
Ad un certo punto , preso dalla tristezza di spettacoli dell'orrore come la partita contro Houston, ho cominciato ad avere delle serie preoccupazioni ...... ma guardando nel complesso le partite di questo periodo ( ho saltato solo quella con i Calabroni) mi sono convinto con il passare dei giorni che il nostro è soprattutto un problema fisico , e non escluderei che un periodo del genere fosse programmato . Corriamo poco , si fanno pochi movimenti senza palla ed è normale che l'attacco non giri , in difesa facciamo il nostro di squadra e senza esagerare , e poi ce poco da fare , quando sei in flessione fisica se non hai 20 anni anche mentalmente paghi un po il tutto !!!
Per me è un periodo programmato anche se non è andato tutto come previsto , ed ecco che il Doc si arrabbia forse perch epensava di vincerne qualcuna in piu anche in questo periodo , o si aspettava un apporto maggiore da qualche giocatore tipo Krstic o Green ( che comunque il suo lo fa) ..... per la serie non tutte le ciambelle escono con il buco !!!
Io la penso cosi , perche poi l'alternativa è che tutto ad un tratto i Big3 hanno finito la loro carriera da campioni e aspettano la pensione ...... dai non scherziamo , questa è gene che si vuole vendicare dello scorso anno , gente che vuole un altro anello anche a costo stracciare i contratti a fine stagione !!!
Come si dice dalle mie parti ADDA PASSA A NUTTATA e quando sara passata vedremo i veri CELTICS ..... in fondo la notte non dura per sempre
IT'S ALL ABOUT 18 !!!
PS: l'importante è che ad uscire col buco sia la ciambella dei PO !!!
...almeno si spera, perchè se così non sarà e cominceremo i playoffs in queste condizioni immonde allora altro che guano, si rischia di uscire anche con Knicks, Pacers o Bucks...
Ormai credo che i nostri ragazzi sappiano benissimo come gestirsi,e visto l'eta' avanzata del gruppo storico si sia fatta una preparazione mirata per farci arrivare all'appuntamento con i PO al massimo della condizione.
L'unico mio dubbio,ed e' bello grosso,riguarda la nostra situazione sotto canestro.
Io sono veramente preoccupato,la data di rientro di Shaq slitta oramai da diverse settimane,e di JO non possiamo avere alcuna certezza dopo l'intervento.
Ergo e' un bel rebus,perche' cosi' come siamo non andiamo da nessuna parte.
Emblematico ieri vedere Milicic,notoriamente grande pippone galattico,diventare per la non-difesa di Nenad un incrocio tra Pat Ewing e Bill Russell
Sono convinto che i ragazzi saranno al massimo per il momento che conta,ma sui due O'Neal ho davvero tanti dubbi...
RSS feed dei commenti di questo post.