-
G5 2° Round : Boston Vs Philadelphia 101-85
The Truth 34
Non è l'originale di ieri ma rende uguale l'idea :lol ... -
G5 2° Round : Boston Vs Philadelphia 101-85
lorenzo s
leggete il commento più votato ahaha -
Oklahoma City in finale di conference contro San Antonio
roberto
san antonio 2 thunder 4 -
G5 2° Round : Boston Vs Philadelphia 101-85
The Truth 34
Domanda: in una finale di conference chi Potrebbe essere meglio per ... -
Oklahoma City in finale di conference contro San Antonio
Gabriele X ICS
Vista la partita secondo me con 3 partite in 4 giorni i lacustri non ... -
Oklahoma City in finale di conference contro San Antonio
movi
poco prima però aveva spintonato durant, indi magari hanno fatto un ... -
Oklahoma City in finale di conference contro San Antonio
pagliardo
poco prima però aveva spintonato durant, indi magari hanno fatto un ... -
Oklahoma City in finale di conference contro San Antonio
Michele Pulcini
In effetti avrebbero meritato di proseguire la corsa .... :-* una finale ...
Recap
Brutta battuta d'arresto per i Boston Celtics (50-20) che si vedono sconfitti in casa da dei Memphis Grizzlies (40-32) mai domi, che hanno giocato con la giusta intensita' dal primo all'ultimo minuto. E' la rivincita degli ex Leon Powe e Tony Allen: il primo MVP del match con 13 punti "pesanti" in uscita dalla panchina e il secondo che fornisce il solito notevole contributo difensivo a cui aggiunge 8 punti e 7 rimbalzi. Per i Celtics bene Paul Pierce (22 punti e 6 rimbalzi) e Glen Davis (12 punti e 5 rimbalzi). Note negative, oltre al risultato, un Troy Murphy che sembra essere lontano parente del giocatore ammirato ai Pacers (tenuto in campo meno di 4 minuti in cui colleziona 2 perse) e un Nenad Krstic che inizia a far venire qualche pensiero pericoloso ai tifosi biancoverdi (2/6 dal campo, 4 perse, 5 falli e pochissima attenzione in difesa).

Primo quarto che si apre all'insegna dell'equilibrio, Randolph e' il punto di riferimento in attacco di Memphis mentre Rondo sembra tornato ai suoi ritmi (9-7). I Celtics improvvisamente non riescono piu' a trovare la via del canestro e, grazie anche a qualche palla persa di troppo dei biancoverdi, i Grizzlies ne approfittano per portarsi avanti trovando in Darrell Arthur un esecutore spietato (15-18). Palla a Pierce per l'ultima azione ma OJ Mayo gliela porta vizia con furbizia e infila il jumper sulla sirena: 15 a 20.
La seconda frazione si apre con una tripla di Jeff Green ma e' Leon Powe a prendere in mano la partita, l'ex Celtics e' scatenato e mette 9 punti in un amen che portano Memphis sul +10 (prima 21-31 poi 26-36). Doveroso timeout del Doc e ribaltone Celtics che si apre con un piazzato di Delonte West e si chiude con un 4 liberi infilati da Garnett: nel mezzo suontuosa regia di Rondo e due triple di Ray Allen, Boston va addirittura avanti di 5
(45-40). I Celtics si concedono un intervallo anticipato e Memphis ne approfitta grazie ad Arthur e Randolph cosi da poter chiudere il primo tempo a contatto: 45-44.
Si torna dal riposo lungo con la speranza che i Celtics forzino l'allungo decisivo ma sono di nuovo i Grizzlies a scappar via grazie ad una tripla di Conley e ad un Oj Mayo preciso in attacco (49-54). Pierce si iscrive alla partita e con l'aiuto di Glen Davis riporta nuovamente davanti i Celtics (59-58) a meta' del terzo quarto. Due liberi di Conley ribaltano nuovamente il risultato ma prima R.Allen e po Pierce bruciano la retina da oltre l'arco, i Grizzlies provano a rispondere con Mayo e Conley ma un gioco da 3 punti (canestro + fallo) di Pierce e un bel piazzato di West danno a Boston il massimo vantaggio (70-63). Ancora una volta il quarto finisce prima per i Celtics e Darrell Arthur ne approfitta per ricucire lo strappo: 70 a 67.
Inizio di quarto finale che vede Sam Young ergersi a protagonista, 5 punti di fila per il sophomore dei Grizzlies, che consentono alla sua squadra di tornare avanti (73-74). Green e Davis provano a rispondere, ma prima Leon Powe infila due canestri consecutivi dal coefficiente di difficolta' molto elevato, poi Tony Allen ruba palla a Rondo e conclude il contropiede con una schiacciata: parziale di 8 a 0 per la squadra del Tennessee e Celtics sotto di 7 punti (77-84) quando mancano 4'27" alla fine. La reazione biancoverde non tarda ad arrivare e ci si affida come sempre al Capitano, gioco da tre punti e a seguire tripla che trova il fondo della retina, biancoverdi a contatto (85-86) e ci sono ancora 2'55" da giocare. L'attacco biancoverde pero' improvvisamente si inceppa, Davis si fa stoppare da M.Gasol, Ray sbaglia la tripla con spazio e poi con Garnett combinano un brutto pasticcio perdendo palla, ne approfitta Marc Gasol trovando il canestro indisturbato. Davis risponde infilando il piazzato ma i Celtics sono ancora sotto (87-88) e alla sirena mancano appena 57". Ottima difesa biancoverde con Randolph costretto a forzare una conclusione che trova solo il ferro, si ha il tempo necessario per organizzare un buon attacco ma Rondo affretta la penetrazione sprecando un'ottima occasione, fallo su Conley che e' chirurgico dalla lunetta e ricaccia indietro i Celtics: 87-90 e 13" al termine. Il punteggio rimarra' invariato fino alla fine in quanto prima Glen Davis e poi Paul Pierce troveranno solo il ferro da oltre l'arco, nel mezzo Marc Gasol fa 0/2 ai liberi dando ancora a Boston l'illusione di poter agganciare l'overtime.
Sconfitta che complica ulteriormente la corsa al primo posto e fa riavvicinnare anche i Miami Heat vittoriosi a Detroit. Rotazioni corte al momento per i Celtics, in quanto Murphy non sembra essere in condizione e le assenze dei due O'Neal cominciano a farsi sentire, sopratutto dal momento in cui Krstic e' un periodo no abbastanza preoccupante. Appuntamento a venerdi per tentare il riscatto, avversario di turno i Charlotte Bobcats stanotte asfaltati in casa da Indiana (88 a 111).
PREVIEW
I Boston Celtics (50-19) ritornano al TD Garden per affrontare i Memphis Grizzlies (39-32) degli ex biancoverdi Tony Allen e Leon Powe. Partita da prendere con le molle, Memphis e' squadra vera, ben formata e che sta continuando la rincorsa ai playoff nonostante il suo giocatore piu' rappresentativo, Rudy Gay, sia out da piu' di un mese ormai per un problema alla spalla. Come detto e' un impegno da non prendere sottogamba, i Celtics potrebbero pagare a caro prezzo i blackout nei primi due quarti che nelle ultime partite hanno caratterizzato le prestazioni della squadra. In casa biancoverde ancora assenti i due O'Neal, mentre potrebbe essere della partita Von Wafer, anche se lo staff tecnico sembrerebbe intenzionato a non forzare i tempi.
Sfide piena di argomenti interessanti quella che va di scena al Garden, entrambe le squadre sono in lotta per una posizione al sole: Boston per il primato dell'Eastern Conference, Memphis per strappare l'ultimo posto utile per poter giocare i playoff ad Ovest. I Grizzlies sono in serie positiva e arrivano al Garden dopo aver battuto nettamente sia i Pacers che i Jazz (entrambe le partite sono state giocate al FedEx Forum di Memphis). Squadra compatta i Grizzlies, che ripete a memoria uno spartito che conosce benissimo; coach Hollins ha saputo non far pesare troppo in termini di risultati l'infortunio del franchise-player Rudy Gay, grazie anche all'immediata integrazione nel sistema dei nuovi acquisti Shane Battier e Leon
Powe. Due gli ex Celtics presenti nel roster, gli amati Tony Allen e Leon Powe, che sicuramente riceveranno un'accoglienza particolare dal pubblico biancoverdi, perche' i tifosi bostoniani non dimenticano chi ha giocato con il cuore per questa maglia.
La cabina di regia e' affidata a Michael Conley; quattro anni fa, quando i Grizzlies lo scelsero al draft del 2007 con la pick numero 4, molti arricciarono il naso convinti che Memphis avesse fatto il passo piu' lungo della gamba, visto che in quella lotteria nel ruolo di playmaker erano ancora liberi Acie Law e Rodney Stuckey, molto piu' quotati dell'attuale numero 11 dei Grizzlies. Ma il tempo ha dato ragione alla dirigenza di Memphis, l'ex Ohio State con il passare delle stagioni e' migliorato costantemente diventando un ottimo creatore di gioco (quasi 7 assist di media a partita quest'anno) e uno dei punti di riferimento di Coach Hollins. La sfida con Rondo dovrebbe essere una delle chiavi del match, Conley risulta essere ancora un po' acerbo in difesa (anche se viaggia a 2 rubate di media ad allacciata di scarpa) e potrebbe soffrire piu' del dovuto le accellerazioni di Rondo, ma al tempo stesso va tenuto un occhio di riguardo sul suo tiro da oltre l'arco: l'essere oltre 38% in stagione che rende Conley un temibile avversario per la difesa biancoverde.
Se c'e' un giocatore che dall'inizio dell'anno ha scalato posizioni su posizioni fino a diventare imprescindibile per la sua squadra quello e' Tony Allen. Come tutti sappiamo l'estate scorsa Tony aveva deciso di lasciare i Celtics per aver maggior spazio sul parquet e una squadra che lo lanciasse definitivamente. Ma gli inizi a Memphis non sono stati rose e fiori, Allen era ai margini delle rotazioni e spesso collezionava DNP (ben 4 nel primo mese di season) o apparizioni lampo (difficilmente scollinava i 15 minuti di utilizzo), persino il rookie Xavier Henry gli era davanti nelle considerazioni dello staff tecnico. L'infortunio di Henry prima e l'instabilita' caratteriale di OJ Mayo poi gli hanno concesso un'occasione e Tony non se l'e' fatta sfuggire. A Marzo per lui ci sono gia' 6 partite in doppia cifra (con 3 sopra i 20 punti), oltre al solito ottimo contributo difensivo che lo rendono un giocatore dal rendimento affidabile. Di sicuro interesse la sfida tra i due Allen, con il nostro Ray che dovra' essere armato a dovere per non subire troppo la pressione di uno dei migliori "stopper" della Lega.
Il 15 Febbraio scorso i Grizzlies raccolsero una facile vittoria sconfiggendo in casa i Philadelphia 76ers, ma dopo 13 minuti furono costretti a rinunciare al loro giocatore migliore, quel Rudy Gay croce e delizia dei tifosi di Memphis. Il problema alla spalla sembrava risolvibile con un mese di riposo, ma e' proprio notizia delle ultime ore quella che vede Gay costretto a ricorrere ad un intervento chirurgico che lo fara' rimanere ai box per il resto della stagione. Al suo posto e' stato promosso in quintetto Tony Allen, ma Sam Young e' scalato nella a lui piu congeniale posizione di ala piccola. Giocatore atletico in grado di attaccare il ferro con potenza e dare una mano a rimbalzo nonostante sia sotto i due metri di altezza (per la precisione
198 cm), Young e' anche un buon difensore capace di tenere a bada anche avversari piu' dotati di lui sul piano fisico. Discreto giocatore ma che dovrebbe comunque soffrire il confronto diretto sia con Paul Pierce che con Jeff Green se i due saranno da subito aggressivi e ispirati in attacco.
Il vero confronto che promette scintille e' pero quello sotto canestro che vedra' protagonisti Zach Randolph e Kevin Garnett. Il numero 50 dei Grizzlies e' un giocatore completo che viaggia a medie spaventose: piu di 20 punti a partita a cui aggiunge quasi 13 rimbalzi. Ala che puo' fa soffrire piu' del dovuto il nostro KG, Randolph e' in grado di trovare il canestro anche dalla distanza e probabilmente costringera' spesso il numero 5 biancoverde ad uscire fuori dal pitturato, lasciando i soli Krstic o Davis a presidiare l'area. Serve il Garnett migliore per limitare il raggio d'azione di Randolph e costringerlo ad attaccare dal gomito dove puo' risultare prevedibile e sicuramente meno pericoloso. Se "The Big Ticket" ripetera' la prestazione difensiva fornita a New York non dovrebbero esserci problemi, in caso contrario la strada per i Celtics potrebbe diventare pericolosamente in salita.
Quando nel 2008 il team del Tennessee "regalo" ai Lakers il talento di Pau Gasol ottenne in cambio i diritti sul fratello piu' piccolo Marc. In quel momento Marc Gasol giocava ancora nella madre patria Spagna in quel di Girona e in pochi credevano ad un suo futuro brillante nella Nba, nonostante i suoi 215 cm fossero un bel biglietto da visita. Oggi Marc Gasol e' il centro titolare dei Memphis Grizzlies e sembra avere ancora moltissimi margini di miglioramento, nonostante a volte si accontenti troppo del suo piazzato dai 5 metri o venga presto limitato dai falli. Attaccarlo sin dall'inizio e' una delle prerogative dei Celtics, in quanto, come spesso accade ai giocatori di nascita europea, il piccolo Gasol e' portato spesso a spendere ben presto i suoi falli e tenerlo per un po' fermo in panchina non sarebbe assolutamente un'idea malvagia.
La panchina dei Grizzlies risulta lunga e ben fornita. Primo fra tutti l'ultimo arrivato Shane Battier, giocatore universale in grado di dare un ottimo contributo in difesa, di sfruttare le sue doti di ottimo passatore in attacco e se necessario anche di prendersi responsabilita' importanti al tiro. L'ex Duke e' un vero e proprio uomo squadra, uno di quei giocatori che tutti gli allenatori vorrebbero avere nella propria squadra, capace di scegliere sempre la soluzione migliore e di risultare spesso decisivo in entrambi i lati del campo. L'imprevedibilita' in uscita dal pino e' data dal talento discontinuo e un po' guascone di OJ Mayo, tornato in squadra a meta' Febbraio dopo essere rimasto fermo per 10 partite a causa di una positivita' al controllo antidoping. Mayo e' giocatore dal talento cristallino, in grado di far canestro da ogni dove e di spaccare in due una partita se nella serata giusta; in questa stagione pero' soffre spesso di passaggi a vuoto clamorosi che lo portano ad estraniarsi dal gioco fino a diventare quasi un peso per la sua squadra. Da tenere in considerazione anche il giovanissimo Darrell Arthur (nato nel 1988), ala abbonata alla doppia cifra di punti segnati e in grado di sfruttare con profitto gli spazi lasciati dalle difese avversarie quando raddoppiano su Randolph o Gasol. In cerca di rilancio il vecchio cuore biancoverde Leon Powe, dopo aver avuto un'altra stagione costellata da problemi alle ginocchia, il "Leone" ha scelto Memphis per rilanciarsi e piano piano sta guadagnando il suo spazio. Completano la panchina dei Grizzlies i due rookie Greivis Vasquez e Ishmael Smith (arrivato dai Rockets insieme a Battier) e il centro iraniano Hamed Haddadi. Rimarranno in borghese invece Xavier Henry e Jason Williams, che si aggiungono a Rudy Gay nella lista degli indisponibili.
I Grizzlies sono assolutamente avversario da non sottovalutare, ancora in corsa per un posto nei playoff e in grado di fare un brutto scherzo ai Celtics se presi sottogamba. I Celtics sono ancora la capolista ad Est e hanno l'obbligo di non mollare la presa.
Memphis Grizzlies (39-32) at Boston Celtics (50-19)
Wednesday, March 23
7:30 PM ET
Regular Season Game #70, Home Game #36
TD GARDEN
BOSTON CELTICS
Quintetto Base
PG Rajon Rondo
SG Ray Allen
SF Paul Pierce
PF Kevin Garnett
C Nenad Krstic
Panchina
Jeff Green
Avery Bradley
Delonte West
Glen Davis
Sasha Pavlovic
Carlos Arroyo
Troy Murphy
Infortunati/Assenti
Jermaine O'Neal (knee) put
Shaquille O'Neal (achilles) day to day
Von Wafer (calf) out
Troy Murphy (nose) questionable
MEMPHIS GRIZZLIES
Quintetto Base
PG Michael Conley
SG Tony Allen
SF Sam Young
PF Zach Randolph
C Marc Gasol
Panchina
Shane Battier
Darrell Arthur
Greivis Vasquez
Leon Powe
Ishmael Smith
OJ Mayo
Hamed Haddadi
Infortunati/Assenti
Rudy Gay (shoulder) out
Xavier Henry (knee) out
Jason Williams (back) questionable



Commenti
Tornando al basket, nessuna squadra ha la vittoria "annidata" nei geni, ma la costruisce tramite l'allenamento e la dedizione. Garnett, come Pierce, come Allen, è un esempio di duro lavoro e di leadership. Se tu - come il sottoscritto - avessi avuto la fortuna di vedere i Tre allenarsi non verresti nemmeno sfiorato dal dubbio che non diano il 110% - sia mentalmente che atleticamente - per vincere.
Ma i giocatori, che per 60 partite hanno giocato una stagione straordinaria visti i numerosi infortuni... cosa ne pensano che ai Playoffs non avranno il fattore campo, molto probabilmente, contro Bulls e Lakers che ci sono avanti dopo essere stati tutto l'anno indietro (e avando un calendario più semplice)? Cosa pensa il nostro gruppo? Questo mi interessa!
Contando che credo lotteremo con gli Heat per la seconda piazza... i nostri vari R9, KG o PP sono contenti di una eventuale finale di nuovo con i Lakers che potrebbero avere il fattore campo? Già i Bulls sono una squadra abbastanza dura, sono tranquilli nel dargli in regalo la prima piazza (abbiamo buttato 3W di vantaggio)? Questo non capisco... e chi mi lascia perplesso.
Se i nostri sono convinti che il fattore campo non conta, allora lo dicessero, così ci mettiamo il cuore in pace, e aspettiamo fiduciosi la post-season!
Certo io fossi un giocatore un'altra finale con i Lakers, senza fattore campo, farei di tutto per evitarla. Ma sono io, forse loro, ed è un bene, sono straconvinti dei propri mezzi.
PS - secondo me siamo molto più forti nel post trade. Robinson (giocatore che ho sempre apprezzato) quest'anno non era più lo stesso, Erden era sempre mezzo rotto (seppur bravo), Perkins avrà giocato 10 partite in tutto. Siamo molto più lunghi, poliedrici e tatticamente forti. La verità è che quasi tutte le partite perse sono riconducibili a problemi del nostro quartetto rondo, kg, pp, ray. Quindi non mi focalizzerei troppo sui fallimenti di ainge, o nel rimpianto a questo punto nonsense degli assenti...
La mia impressione è che diano importa nza relativa al primo posto, sapendo che è più importante arrivare in salute ai PO e il ritardo nel rientro di Shaq è collegato a questo.
Ovvio che la bella in casa sia importante, ma sanno anche che possono vincere ovunque e, sinceramente, i Cavs di un anno fa sembravano più forti degli attuali Bulls.
Inoltre, rispetto all'anno scorso, c'è la questione dei nuovi arrivi e del loro inserimento: è vero che sono passate ormai una quindicina di partite, ma bocciare già tutto come un fallimento mi pare prematuro.
Citazione:Condivido e mi piacerebbe leggere qualche opinione in merito ai nostri attuali e chiarissimi problemi offensivi: nelle ultime dieci partite solo una volte abbiamo superato i 100 punti (perdendo) e ben sette volte siamo andati sotto i 90; abbiamo segnato una media di soli 9 punti a partita in contropiede, meno di 36 nel pitturato e tirato con il 45% circa.
Mi sembrano dati brutti, magari la stanchezza, magari Rondo, magari una concentrazione da migliorare, magari i nuovi arrivi, non saprei, cosa ne pensate?
Fabio, per poter parlare di "approccio alla partita" penso che anche i miei 25 ANNI di calcio giocato possano bastare, non stavo parlando di questioni tecniche o tattiche del gioco del basket per le quali (allora si ti do ragione) 25 ANNI di pallacanestro potrebbero servire.....
Saluti, Fabio
http://www.weei.com/sports/boston/this-just-in/2188676/tony-allen-im-celtic
"Carissimo"... hai visto la mia foto/avatar?
Sappi che c'è anche un motto: "The snake doesn't bite but I do"!
Per cui quando mi danno del vecchio mi comporto come Kit Carson (non sto qui a riprendere il discorso su Tex e fumetti in genere).
Però quanto hai ragione...
ragazzi non scherziamo, nessuno è qui per farsi mettere in bocca la pallina rossa e farsi fare le chiappe a strisce col gatto a 9 code!
L'altra sera ti ho visto in TV (su Sky)
Citazione james not jemas:
La rotazione ai PO sarà al massimo a 10 e i "miei" 9 li ho scritti mettendoci anche il decimo (Krstic se JO non arriva). Arroyo nella lista potrebbe essere il n. 11 e Murphy il n. 12.
Wafer ha già pronta la seggiola in tribuna.
Francamente spero proprio di non vedere in campo nè Arroyo nè Murphy perchè vorrebbe dire che qualcuno si è infortunato.
Non facciamoci prendere dal panico.
Abbiamo alcuni problemi più o meno evidenti, ma abbiamo uno scheletro di squadra, uno spirito ed un carattere inarrivabile.
Mancano 20 giorni agli appuntamenti che contano, ed è come se ricominciasse tutto, partiamo magari in griglia un po' più indietro, ma siamo sempre noi.
E' giusto che critichiamo, ci arrabbiamo, ci preoccupiamo e la viviamo un po' da tifosi per 10 giorni negativi, ma insultare chi ha giocato fino ad oggi 70 partite in meno di 5 mesi con impegno, voglia, sacrificio ed il più delle volte vincendo ed oggi si sia un po' meno performanti con 5 su 15 giocatori arrivati da 3 settimane e con i 4 che tirano leggermente il fiato (o forse i nervi) pensando che tra 3 settimane ricomincia tutto, mi sembra indecoroso e non degno del nostro stile.
Anch'io quando perdiamo mi arrabbio (o meglio sono deluso), e poi penso tizio poteva fare questo caio poteva fare quest'altro, ma l'orgoglio provato per come i nostri si sono comportati nei playoff dell'anno scorso o nei primi 4 mesi e mezzo di questa stagione, mi fanno sempre provare un grande RISPETTO e FIDUCIA; poi tra qualche mese tiriamo le somme, ma l'insulto è fuori dalla mia filosofia per chi sta lavorando ed i nostri tutto si può dire ma come lavoratori non sono secondi a nessuno!
Morale : CRITICA SI INSULTI NO!!!!!!
"M'importa sega!"
(citazione da "Amici miei" di Mario Monicelli, l'arch. Melandri interpretato da Gastone Moschin)
Io do questa lettura
me lo dicono in molti
Marzo sta finendo e per la domenica delle palme è tutto pronto...
A parte gli scherzi è difficile trovare una sola soluzione, secondo me ci sono una serie di concause che tu hai già enunciato.
In fondo però penso che i giocatori - anzi diciamo i 4 moschettieri - si siano convinti di poter ripetere la corsa dell'anno scorso e lo sono ancora di più perchè hanno visto che la squadra è più forte grazie all'innesto di Shaq ed a un ritrovato KG. Non so quanto contino sui nuovi arrivati - eccezion forse fatta per Green e West che devono sostituire Pierce, Allen e Rondo - perchè si tratta di una squadra di veterani che viene da 3 anni di PO ad altissimo livello e dunque contano molto su loro stessi più che sui nuovi.
A me personalmente scoccia il fatto che questa regular season è stata di ottimo livello e solo ultimamente, do la colpa agli infortuni e relativa stanchezza di chi ha dovuto fare gli straordinari, non ci sta premiando con il migliore record ad Est e secondo della Lega.
Spero che Shaq rientrerà entro un paio di gare e a quel punto potremo anche recuperare sui Bulls altrimenti con un Krstic (e un Murphy) così giochiamo troppo penalizzati.
Appearing on Boston sports radio WEEI (850 AM) on Thursday morning, Rivers revealed that Jermaine O'Neal is scheduled to rejoin his Boston teammates in Indianapolis on Monday. "Jermaine will join us in Indiana, I can give you that," said Rivers. "That doesn't mean he's going to play, but he will join us in Indiana. [Celtics president of basketball operations] Danny [Ainge] went down to look at him and I guess he looks great. That's a good thing."
From ESPN via P.May, etc.
Ciapa lì
Non immagino meanche la motivazione e la determinazione che possono portare:
1) JO - atleta che ha saltato quasi tutta la RS e che è, probabilmente, all'ultima chiamata per l'anello
2) Shaq - beh... lo sappiamo tutti
Mi piacerebbe credere che gliel’abbiamo regalata volontariamente, purtroppo non credo sia così. Se io o te corriamo i 100 metri contro Bolt, non è che se ci da 30 metri è perché glieli abbiamo regalati ma perché è più veloce di noi. Ed al momento le altre squadre sono più fresche dei Celtics.
Fabio, per poter parlare di "approccio alla partita" penso che anche i miei 25 ANNI di calcio giocato possano bastare, non stavo parlando di questioni tecniche o tattiche del gioco del basket per le quali (allora si ti do ragione) 25 ANNI di pallacanestro potrebbero servire..... (Fabio72)
Purtroppo non credo sia una questione di “approccio alla partita”, come pensi tu. Altrimenti vorrebbe dire che “Doc” Rivers di basket ne capisce meno di te, visto che è un mese che i Celtics giocano in questo modo. Al di là delle questioni tecniche e tattiche, la differenza tra un giocatore “normale” ed un campione è che il campione vede qualsiasi sconfitta come una messa in discussione del suo ruolo di leader, come una “minaccia alla sua vita”. L’avversario non è uno che vuole solo vincere una partita, ma togliergli i soldi, la casa, la moglie… chiedi a Samuele ed Angelo che rapporto avesse Bob Cousy con la sconfitta, chiedi loro cosa ne pensasse Bill Russell.
Pat Riley una volta ha detto “c’è la vittoria, e c’è la disperazione”: non ha detto “c’è la vittoria è c’è la sconfitta”, perché come disse Red Auerbach, “mostrami uno che sa perdere, ed io vedrò un perdente”.
Se i Celtics stanno perdendo è perché hanno un problema, probabilmente c’è una componente atletica e ce n’è una di amalgama. Senza la trade avremmo solo il problema atletico, ma rischieremmo che peggiorasse nei playoffs visto che non ci sarebbe un cambio per Pierce. Può piacerci o meno la decisione di Ainge (a me la trade ha fatto male perché Perkins mi è sempre piaciuto), ma è innegabile che ha preso la decisione giusta, anche se essa non dovesse pagare. Se avessimo avuto Daniels in rientro dall’infortunio e Shaq fuori per la stagione credo che il gm avrebbe fatto scelte sicuramente diverse…
...nessuno è qui per "sancire il fallimento di Ainge" siamo solo qui a tremare per le eventuali conseguenze dello stesso, qualora si verificasse!!! (Zio Trifoglio)
Zio buono, se qualcuno vuole sancire il fallimento di Ainge lo può fare, basta che mi dimostri che Danny ha fallito. Quali erano le alternative al suo piano? Sarebbe stato più comodo lasciare le cose come stavano, ma Ainge non ha mai fatto così ed è per questo che è uno dei migliori GM della lega: pensa fuori dagli schemi, prova sentieri nuovi confidando nella propria conoscenza del Gioco. Potrà sbagliare? Certo. Ma se dovessi affidare la ricostruzione a qualcuno, la affiderei a lui.
...solo una volta abbiamo superato i 100 punti (perdendo) e ben sette volte siamo andati sotto i 90; abbiamo segnato una media di soli 9 punti a partita in contropiede, meno di 36 nel pitturato e tirato con il 45% circa. (Michele)
Incolpare solo il povero Rondo sarebbe semplicistico, anche perché a volte arriva in attacco, si guarda intorno ed è solo. Stessa cosa in difesa, siamo meno reattivi. Una delle armi migliori dei Celtics negli ultimi quattro anni è stata la transizione, tant’è vero che Phil Jackson nelle Finali scorse spesso cercava di aggredire Allen e Rondo per spegnere le fonti primarie. La mia opinione è che stiamo andando più piano dando il tempo alle avversarie di “settarsi” in difesa, e su azione manovrata le percentuali calano sistematicamente. La rimonta con i Knicks è arrivata quando loro – in back to back – hanno cominciato a stancarsi, e purtroppo credo che Ainge avesse ben chiaro il problema quando decise le trade. Finchè non recupereremo una freschezza atletica sufficiente, continueremo a vedere partite come quella di stanotte...
Più Celtic di così...
Parole sacrosante.
La trade non è la causa del nostro calo; anzi, la trade ha evitato un calo ancora più grande.
Perchè se avessimo affrontato queste partite con la panchina (o meglio, la non-panchina, visto che erano quasi tutti infortunati) che avevamo prima, non so con quale record ci saremmo ritrovati oggi.
Ainge si è trovato senza giocatori in una fase cruciale della stagione, e ne è uscito fuori comprando uno dei giovani più interessanti della lega.
Per quanto mi riguarda, a prescindere da come finirà questa stagione, lui ha vinto ancora una volta...
Fabio, nulla da dire, ma se Bolt ti da solo 30 mt è perchè hai la bici!
Citazione Legend:
In ogni caso al momento non è possibile fare nulla in quanto si potrebbe iniziare a parlarne coi fatti solo dopo che non si è vinto il titolo. Anche lì però casca il somaro perchè bisognerebbe avere la certezza che con Perk lo si sarebbe vinto. A mio modo di vedere la scelta di Ainge è OK se arriviamo in finale, viceversa ha sbagliato. Se vinciamo tutti in ginocchio sui ceci in venerazione del busto del mormone
Citazione Legend:
Anche a me sembra che sia così. Se i Celtics riescono a correre non li fermi perchè in difesa ti fanno morire, viceversa se riesci a frenarli o se si frenano da soli (come sta succedendo) allora l'attacco non riesce ad esprimersi al meglio.
Let's Go Celtics
Scusate l'assenza...volo in moto...un bel pò di roba andata a P.....!!!
Capisco bene tutti gli acciaccati che abbiamo!!!
Come sempre fiducioso e innamorato di questi colori...programmo rieducazione al top per rimettermi prima della Finals...
L'anno scorso con malleolo pereoneale rotto in inverno sono arrivati/o al top meno una....
....quest'anno con meno tempo a disposizione e più parti toccate...merito il Top!!!
It's All About 18
partendo dal presupposto che potresti avere ragione, che questo è il problema primario, che si trascina dietro altri piccoli problemi... la domanda è: la riprendiamo quella freschezza? Ci stiamo controllando per arrivare freschi ai PO? oppure rischiamo al contrario dell'anno scorso, che questo calo è arrivato troppo a ridosso dei PO? che ne pensi...
Abbiamo chiuso l'ultimo mese della stagione passata con 9W e 8L e la RS attuale si chiude tra 21 giorni, quindi direi che siamo nei tempi.
Almeno lo spero
Tony sarai pure un "Celtic", ma guarda che a Memphis ci sei andato per soldi e non è che i Celtics ti hanno scambiato o scaricato. Ricordo che Memphis ti ha offerto tre anni di contratto e Ainge solo due e hai scelto per quell'anno di differenza di "non essere un Celtic".
Questo pur dicendo che è legittimo scegliere per soldi come hai fatto tu, e come credo sia sempre più evidente ha fatto pure Perkins, però per quanto abbiate dato alla maglia biancoverde, resta il fatto che quando siete arrivati al punto di scegliere tra la "maglia verde" e i "Verdoni" avete scelto i secondi, quindi evitiamo di sciacquarci troppo a lungo la bocca con queste cose.
Poi la colpa è di noi tifosi che diciamo troppo spesso "nato Celtic", "Celtics dentro" o Celtics a vita", sono professionisti, giocano per soldi e le scelte sono conseguenziali, e nessun li mette in croce per aver firmato con altri, però la maglia rimane e i giocatori passano. Che ci piaccia o meno i tempi in cui gente come Cousy, Heinsohn, Russell, Havlicek etc etc, si facevano tutta la carriera in verde sono finiti. Mi auguro solo di non vedere Pierce (magari Rondo ma ha solo 24 anni) con altre maglie, almeno quello, così potremo ridire certe frasi con ragione.
Il fatto che il Doc già parli di una rotazione corta in vista dei playoff, però mi fa mettere in discussione un attimo la trade con i Cavs, ad oggi non so se liberare due posti per Pavlovic e uno tra Arroyo e Murphy, rimettendoci Harangody e Erden sia stato un bene. Forse Ainge aveva in mente altro tra i tagliati, però questo dubbio mi rimane viste anche le buone prove di Luke a Cleveland, perchè credo che Pavlovic e Arrayo saranno nei 12 dei PO, ma rischiano di non toccare campo, e Murphy di questo passo se i due O'Neal stessero decentemente, rischia pure di stare fuori dai 12 dei PO.
Al di la di tutto questo, io credo che questa squadra sia sempre di più Rondo-dipendente, e quando Rajon tornerà al top, forse molti problemi spariranno o quasi. Non mi preoccupa più di tanto una serie contro i Bulls senza il fattore campo, credo che alla lunga pagherranno il gap di esperienza, e altri difettucci strutturali, i Bulls hanno un solo uomo per i finali ossia Rose, i Celtics lo sanno e immagino in quei frangenti Rose avrà addosso mezza difesa biancoverde e tutta la pressione del mondo, ergo potrebbe non essere facilissimo giocare i possessi decisivi per lui.
La mia preoccupazione primaria è il record nei confronti di LA e in seconda battuta di Miami. Almeno sopra queste bisogna starci, Miami deve vincere tre gare più di noi da qui alla fine, ne hanno due di svantaggio e pure i confronti diretti a sfavore comunque vada l'ultima partita con loro, ergo secondo me se vinciamo quella Miami la teniamo sotto. Tenere sotto i Lakers invece sarà dura quindi da pora in poi vanno eliminate sconfitte sciocche.
1) Il centro. Che fine hanno fatto i 2 O'Neil ? Abbiamo capito tutti, spero, che con Kristic centro titolare non si va da nessuna parte e se i 2 non recuperano, caro Danny, puoi già salire sulla croce ed inchiodarti da solo, perchè anche lo scambio di Perk perderebbe gran parte del suo significato.
2) Gli errori del mercato estivo
a) La mancanza di una guardia/ala di backup difensiva.
Danny, perchè non hai rifirmato Tony Allen ? .......perchè avevo già il marchese potrebbe rispodermi...........ma poi Daniels lo hai ceduto ( potrei ribattere io ! )............ e sapevi che durante la sua carriera è sempre stato incline agli infortuni, per cui " doversene liberare " non è stata, poi, questa gran sorpresa !
b) In tempi non sospetti scrissi:
Che senso ha firmare per tutta la MLE un giocatore che è sempre stato soggetto ad infortuni ( Jermaine ) per sostituire un giocatore infortunato ( Perk ) ? C'era tutta questa fretta di ingaggiarlo, senza prima sottoporlo a rigorosissimi tests medici ( visti i suoi precedenti problemi fisici ) ? .........perchè è chiaro che se Jermaine è ( ancora ) andato incontro ad infortuni , la valutazione delle sue condizioni fisiche è stata approssimativa e/o il suo ingaggio un azzardo!
Ed infatti, poi questa scelta di mercato l'abbiamo pagata quando i Mavs hanno potuto " permettersi " di ingaggiare C. Brewer perchè avevano più soldi di noi da spendere !
3) Le acquisizioni di gennaio. Che senso hanno le firme di Arroyo, Pavlovic e dello stesso Murphy ( viste le sue pessime condizioni di forma ) ? Non sarebbe stato meglio tenersi Harangody o firmare lo stesso Powe ? Certo, non sarebbero stati risolutivi......ma, almeno, un qualche contributo positivo lo avrebbero sicuramente dato, che è sempre meglio del nulla che hanno portato, fino a qui, alla causa gli ultimi 3 arrivati.
4) I limiti fisici della squadra. Soffriamo terribilmente a rimbalzo. Se rientrasse Jermaine in condizioni decenti di salute e di forma o se Murphy fosse quello di Indiana il problema sarebbe, in parte, risolto.......ma segnali, in questo senso, fino ad ora, non ce ne sono. Non possiamo giocare col Baby titolare nelle partite cruciali dei play off, perchè Lakers, Bulls e compagnia bella ci mangiano la pappa in testa ( a rimbalzo ) !
5) I limiti di gioco ( offensivo ). Se non segnamo in transizione o con un tiro veloce, poi, si fa dura. Il capitano non è più un giovincello e non riesce più, da solo, a disporre degli avversari di un certo livello che troveremo nei play off ( scordiamocelo, purtroppo, il Pierce del 2007 che rivaleggia con Lebron nei play off ! ). Lo stesso Ray, se la palla non circola velocemente , incontra difficoltà a liberarsi per il tiro. Non possiamo sempre affidarci all'imprevedibilità di Rondo, perchè quando attraversa un periodo di appannamento ( come ora ) il Ns. gioco diventa asfittico.
Gli schemi, caro Doc, dove sono ?
Tutto vero, e quoto, per me c'è anche l'altra categoria, tipo KG che arrivano oltre i 30 anni anche per i verdoni, ma in quei pochi anni dando l'anima ed essendo fuoriclasse, danno un'impronta alla squadra decisiva e caratterizzante.
Ricordiamoci come eravamo senza KG 2 anni fa o comunque che caratteristiche avremmo senza la sua carica.
Poi a basket da soli non si vince, ed al giorno d'oggi oltre agli uomini squadra ed agli uomini franchigia ci vogliono anche onesti mercenari, tipo lo stesso Allen (Tony) che quando ha indossato la maglia verde non mi sembra si sia risparmiato; poi quest'estate da buon mercenario (e magari con la speranza di giocare di più) ha scelto il contratto più sicuro salutandoci ed oggi (a parole) si dichiara un celtic (!?!).
Queste mie parole non contano nulla,ma nelle ultime partite di RS sia a san antonio che chicago faremo belle prestazioni,occorre mandare messaggi e sono certo lo faremo.La squadra c'è altrimenti non avremmo visto quelle 2 rimonte incredibili a NO e NY e allora non ce la prendiamo per qualche sconfitta,anche se ampiamente evitabile,inoltre il primo posto non è ancora compromesso come il raggiungimento di un miglior record di quelli la,e anche se sono obiettivi difficili,anche se non li raggiungeremo ricordo,se ce ne fosse bisogno,che il titolo si vince a MAGGIO e GIUGNO,non in RS.
scusatemi ragazzi ma se posso permettermi vorrei dirvi di stare calmi,recuperare anche noi le energie e le coronarie ampiamente compromesse e 'prepararci' ai playoff
spero che non ve la prendiate per queste parole,e vorrei chiudere dicendo:FORZA CELTICS!!!
Mah!! non mi convinci collegare la firma di un free agent a luglio con quella possibile a marzo, mi sembra un po' forzato; Danny non ha rifirmato Tony Allen perchè vuole essere scarico nell'estate 2012 quando scadono i contrattoni di KG e RAY, (ed ha fatto tanto bene, Tony non è Mosè); Perkins o non Perkins, il ritorno di almeno un O'Neal (meglio Shaq) era ed è fondamentale, ed il giorno dopo la trade, sia Doc che Ainge hanno dichiarato che tutto ha senso e tutto funziona se torna Shaq. Capitolo Pierce, se ha perso qualcosa in atletismo, ma non mi sembra poi più di tanto, ha acquistato tantissimo in personalità, esperienza e consapevolezza; in queste ultime 2 o 3 settimane posso essere d'accordo che la palla non gira bene ed è dovuto al calo di RR9, il povero Rajon ha il difetto che quando non gira lui il risultato è eclatante, quando vinciamo le gare con il capitano che tira 0 su 10 (tipo con Miami) o Ray ne mette 3 su 14, non abbiamo lo stesso accanimento.
Per Rondo è un periodaccio, è calato di forma e deve far girare una squadra rivoluzionata, c'è ancora un mese per assettare la macchina (considerando anche il primo turno) io continuo ad essere fiducioso.
Quando affronteremo i playoff, con la nostra stessa consapevolezza ed esperienza ci sono solo 2 squadre a Ovest, e tanta scioltezza che hanno alcuni nostri avversari oggi potrebbe non essere più la stessa, quando le partite conteranno veramente, la palla peserà il doppio ed il diametro del canestro si sarà dimezzato.
Poi non dimenticherei il nostro score di quest'anno contro le contenders, se abbiamo perso posizioni è stato perdendo con le "piccole" (Cleveland, Toronto, Detroit, ...) più degli altri; infine il rendimento nel mese di marzo non ha mai rappresentato molto nell'NBA.
Poi resto dell'idea che quando siamo settati da "guerra" abbiamo pochi rivali, e francamente un Garnett in queste condizioni lo scorso anno ce lo scordavamo.
Su Perk, al meassimo lo tenevi quest'anno e poi andava via per 0, senza contare che le sue condizioni fisiche e di tenuta futura sono sempre in bilico dopo un'infortunio come il suo.
Capitolo Shaq per me torna e sara' pronto per i PO; abbiamo visto come si e' ambientato bene a Boston e come le motivazioni per lui contino piu' di 20 partite di RS. Quando contera' sara' ancora determinante.
Capitolo J.O. e' stata una scommessa, probabilmente persa, ma ad inizio estate sfido a dire chi non era contento della ns front line. Tutti noi dicevano 15/20 minuti Shaq, 10 min J.O ed il resto Perk e Baby. Sulla carta cno KG era per valori e profondita' una frontline illegale, e tutti ci temevano per questo.
Capitolo "sfiga" non e' razionale ma conta. A noi capita di continuo, abbiamo giocato anche con 7 giocatori affidabili ed abbiamo vinto, e Perk era fuori. Abbiamo vinto senza Rondo, senza Garnett, ed abbiamo perso partite quasi al completo.
Sinceramente tutte queste critiche a campionato ancora a finire iniziano a somigliare ad uno sciame di zanzare in estate!!!!!!!!!!!!
Ne sanno qualcosa anche all'Alamo perchè stavano concludendo la miglior RS di sempre salvo che a Duncan gli si giri la caviglia e tornerà per i PO dopo 1 mese di fermo ai box...
Ma perchè ai Lakers gira sempre tutto bene?
http://espn.go.com/nba/hollinger/playoffodds
I modelli statistici di Basketball Reference e di ESPN, ci danno secondi di conference davanti di 1 partita a Miami e dietro di una o pari con LAL.
Concordano entrambi che faremo 8 W e 4 L da qui alla fine, probabilità di vincere la conference dal 16% al 20%, probabilità di vincere l'anello dall'8% al 10%.
FACCIAMOGLIELA VEDERE !!!!!
Ma non siamo secondi ad est?
Comunque, anche con Shaq soffriamo a rimbalzo perchè anche per lui il peso dell'età, considerata anche la sua mole, si fa sentire.
Shaq solo non basta contro Bulls, Lakers ecc. Deve rientrare anche J.O. oppure Murphy deve salire di livello. Non si può giocare con Shaq nei finali di partita semplicemente perchè gli avversari lo manderebbero costantemente in lunetta, dove è terribile. E' lo stesso che succede quando si gioca contro D12.......solo che lui, ultimamente, è migliorato.
Quanto agli infortuni non si tratta di sfortuna, ma di rischi che la dirigenza ha scelto di correre tenendo una squadra " vecchia ". Quando i giocatori sono più anziani il rischio di infortuni è più elevato ed i recuperi sono più lenti
Allora Rondo e' vecchio? penso di no eppure ha perso una decina di partita; Ciccio mi pare giovincello idem Wafer, e quando c'era pure Erden, quindi fatti un po' il conto. Senza parlare di West che sara' problematico ma l'infortunio che ha avuto ha piu' a che fare il suo carma personale che ad un'effettiva fragilita'. Daniels ha subito uno di quei infortuni che fanno "letteratura", e ricordiamoci che proprio il suo stop puo' aver pesato nella valutazione di fare la trade di Perk.
Capitilo Murphy se non ricordo male il giorno che sembrava andasse a Miami qui molti cantavano il de profundis...............
Cerchiamo di guardare le cose cercando di tenere a mente tutti fatti accaduti e tutte le variabili.
Poi di general mangar cosi' superiori ad Ainge non e' che ne vedo. Guardiamo un po' cosa e' successo a Cleveland dove c'era un "mostro" come il prescelto. Zero tituli ed il fenomeno che se va.
Fosse cosi' semplice.................
Insomma, una trentina di righe di commento per una chiusura che c'entra poco con l'analisi delle scelte di Ainge?
Intanto, per quanto ognuno abbia opinioni degne, l'esperienza dell'anno scorso avrebbe dovuto insegnarci a giudicare solo alla fine della stagione; eppoi chi può garantirci che scelte estive diverse e un atteggiamento più conservatore del roster avrebbe potuto garantirci un migliore risultato dopo 70 partite e a fine stagione?
Infine, perchè non è stato rifirmato Tony? Perchè lui stesso ha dichiarato di preferire una diversa opportunità altrove, stanco di giocare nell'ombra dei più famosi compagni.
- la trade: secondo me siamo ancora nel pieno della fase "ristrutturazione in corso", diciamoci la verita' abbiamo momenti esaltanti e altri pessimi, titolari dominanti e all'improvviso inconcludenti, panchina che incide e la partita seguente non riesce a mettere tre canestri in un quarto, e cosi' via; forse dobbiamo solo pazientare ancora un po'.
- Murphy: non sono mai stato un supertifoso di Troy, ma prima di sentenziare vorrei vederlo in una forma fisica almeno accettabile; casomai la domanda e': come mai si presenta in tali condizioni?...
- Jermaine: se uno col suo fisico riesce a tornare in forma presentabile per i PO saro' ultrafelice ma ad essere sincero purtroppo resto davvero scettico.
- per tornare al top ci serve il miglior Rondo
Puntuale come il sole a primavera, con l'arrivo delle sconfitte si rifà vivo il nostro Giacomo, con il suo mix di qualunquismo e luoghi comuni. Mix peraltro incompleto perchè non fa riferimento al fatto che non difendiamo più perchè Thibodeau se ne è andato e altra roba simile Giacomo noi restiamo fiduciosi in attesa di leggere un tuo post dopo 2-3 vittorie in fila (e le occasioni non sono mancate di recente), ma si sa cavalcare le proprie opinioni passate è molto più divertente, che sfoggiare un minimo di obbiettività quando le cose non vanno come si è sbandierato per anni.
Citazione:Ma perchè predentere schemi da un coach che ti ha portato due volte in finale negli ultimi tre anni, è ovvio che fanno tutto da soli i giocatori, e che lui si limita alle conferenze stampa.
Citazione:In effetti la serie di playoff del 2007 di Pierce contro LeBron, è indimenticabile. Irripetibile. Da consegnare agli annali.
- Domani torna Wafer
- Problema alla caviglia per Murphy, in dubbio per Domani
- Lunedì contro Indiana torna JO
Altro : Lawrence Frank potrebbe allenare nell'NCAA a Tennesse la prossima stagione. Il fatto che Frank parli con altre squadre, potrebbe essere un concreto segnale che il Doc rinnova con i Celtics.
Mi sono perso. Nel 2007 se non sbaglio noi non siamo neanche arrivati ai playoff, forse si parla del 2008.
Intanto Leo siete sull 1-1 ...
Ma come non ti ricordi la serie del 2007 ? Quella che cita Giacomo ? dai era indimenticabile, grazie a Pierce buttammo fuori gli strafavoriti Cavs e giocammo la finale con gli Spurs !
O forse Giacomo era troppo preso dal criticare tutto e tutti, che si è pure scordato che nel 2007 i playoff non li facemmo, e che in quell'estate il peggior GM dell'NBA formò la squadra attuale.
Forse cominciamo a vedere un po' di luce in fondo al tunnel.
Ma di Shaq ancora nessuna data di ritorno?
Ora comincio a preoccuparmi davvero,e tanto...
ai play off sappiamo come i celtics possano cambiare marcia e sappiamo quanto possono dare. bulls heat ecc devono ancora dimostrare tutto.
preoccupazione zero
"I didn't know I'd have the opportunity to coach internationally again until Jerry Colangelo asked me," Krzyzewski said. "I love that. It's made me a better a coach and it's made me love the NBA even more but I'm good with where I'm at. I'm too old to do anything else."
Arash Markazi is a columnist and reporter for ESPNLosAngeles.com.
Mah.........essendo tifoso Duke ed avendolo seguito per vent'anni, mi sarebbe piaciuto vederlo al timone dei verdi.
Quel concetto di together, tanto caro a noi, e' l'emblema di quello che ha fatto a Duke, dove ogni singolo giocatore ha la sua importanza, e dove le esigenze dei molti sono piu importanti di quelli dei pochi..........o di uno(tanto oggi siamo nelle citazioni filmografe)
Grande Siena!
.... ma veramente???? e come è finita la finale con gli spurs? la squadra era più o meno la stessa di oggi, avevamo un Allen, un Green ... se non ricordo male abbiamo vinto in gara 7 con l'ennesima tripla di RAY ALLAN? giusto?
Così come era prevedibile il calo verticale dopo la trade.
Abbiamo rivoluzionato il roster (obbligati dalle circostanze): è ovvia la fase di assestamento.
Appena lessi della trade, pensai che saremmo arrivati terzi. Sono ancora di questa opinione.
I PO però sono un'altra cosa. La finale è ampiamente alla nostra portata e secondo me non ci ritroveremo i lakers.
Vagavo senza meta alla ricerca delle parole giuste da far mie fino a pochi minuti fa... quando, all'ennesima visione su youtube di quella meraviglia che è "The Association - Boston Celtics", lui, proprio lui, Kevin Garnett mi ha rivelato il mio Graal... parole peraltro perfette per il nostro attuale momento.
E' con commozione che termino per la prima volta un commento con il mio nuovo mantra...
"Stay tuned!"
Firmato: KG
tenderei a concordare totalmente.
PS - qualcuno ha letto le dichiarazioni di Ainge? Secondo me ha fatto bene a dire ciò:
Danny Ainge was on WEEI this afternoon talking about Boston’s recent struggles. He made the point that in the Celtics’ loss to Memphis last night, the Grizzlies, in a hunt for their playoff lives, were playing like it was a playoff game. “I don’t think we are [lately],” said Ainge. “I think a lot of it is effort.”
Ainge also suggested his team wasn’t as attentive as it should be to the pursuit of the number one seed, their minds wandering perhaps, to the coming playoffs.
“I sense that when you watch us play, [the players] don’t understand the urgency of the games we’re playing right now,” said Ainge, specifying turnovers and offensive execution as prime culprits for recent struggles.
Colgo l'occasione in riferimento a questo post di Leonardo per farvi una domanda che mi ronza nella testa da diverse settimane:
Considerato che il futuro di Doc ai Celtics è incerto e vedendo gli splendidi risultati di Thibodeau ai Bulls al primo anno da Head coach, non vi girano un pò le scatole che Thibo poteva essere il dopo Doc? A me sì anche perchè ho sempre sperato che ciò accadesse.
Intendo dire che Thibs sta facendo un ottimo lavoro a Chicago con quel tipo di gruppo, giovane e motivato; non è così scontato che avrebbe potuto ottenere lo stesso a Boston con un gruppo di veterani che magari non lo avrebbero visto come la novità che cambia in meglio rispetto al passato.
Insomma, lui aveva un ruolo a Boston che forse non si sarebbe adattato con quello di capo allenatore.
Ciò detto, però, credo che lui volesse adesso la sua possibilità da capo allenatore e cosa avrebbe dovuto fare Ainge, rinunciare a Rivers quest'anno per dare la possibilità a Thibodeau?
Aggiungo alla notizia di Leonardo su Frank che il nostro assistente è interessato ai Vols in quanto ha già lavorato lì da giovane.
Finisco con l'aggiornamento su Shaq: pare abbia ricevuto un'iniezione di cortisone al piede e che il piede stesso sia stato poi messo in uno stivaletto (o stivalone) per tenerlo fermo ed evitare che torni il versamento al tendine. Obiettivo della manovra è rispettare la data di rientro presunta del 1 aprile.
Beh cosa volevi fare mandare via il Doc dopo che aveva perso una gara sette di finale, dicendogli, quando te ne devi andare perchè non ci possiamo permettere di perdere il tuo miglior assistente ?
Anche a me sarebbe piaciuto da pazzi che Thibodeau rimanesse a lungo a Boston in attesa che il Doc decidesse di smettere, ma ovviamente entrambi fanno le loro scelte da professionisti e la scelta di Ainge mi pareva obbligata.
Il fatto che Frank "parli con altre squadre" secondo me è un segnale importante che il Doc (in barba a quanto ripetono Buffa e Tranquillo ad ogni telecronaca, ossia che va a Miami o va a Orlando dopo un anno sabbatico) è intenzionato a rinnovare con i Celtics, altrimenti credo che Frank sarebbe già stato blindato in biancoverde per la successione a Rivers.
Notevole davvero. Quando si dice "avere le palle". Una dimostrazione di forza interiore davvero rara nello sport moderno alla luce del massacro di gara-1. Adesso completare il lavoro varrebbe il capolavoro.
Restando in OT: consiglio a tutti un cortometraggio di circa 4' in cui di tutto accade: un rookie bianco che vola a stoppare uno dei migliori play del mondo lanciato in contropiede, buzzerbeats di pura follia, un giocatore portato fuori sulla carozzina, carneadi che si scoprono protagonisti e molto molto altro. Di cosa si tratta? New Orleans - Jazz: http://www.nba.com/games/20110324/NOHUTA/gameinfo.html. A tutti buona visione.
Parto dal presupposto di riuscire ad intenerirlo prima della partenza raccontandogli di Bob Marley e della mia visita in Jamaica…
Lì però casca il somaro perchè bisognerebbe avere la certezza che con Perk lo si sarebbe vinto. A mio modo di vedere la scelta di Ainge è OK se arriviamo in finale, viceversa ha sbagliato. Se vinciamo tutti in ginocchio sui ceci in venerazione del busto del mormone (Piero)
Qui non sono d’accordo. Ovvero, tu stesso ammetti che – in caso di “non vittoria - non si potrebbe affermare a priori che con Perk si sarebbe vinto, e tutti sappiamo che alla partenza del “progetto Big Three” la “finestra” era di due/tre anni. Siamo al quarto ed i Celtics sono ancora una “contender”: Ainge ha fatto arrivare i due O’Neal, ha “accalappiato” Murphy e Green: per me sta comunque facendo il suo lavoro.
Forse Rivers in questa stagione avrebbe dovuto sfruttare di più le seconde linee, ma gli infortuni lo hanno costretto a “spremere” i vecchietti… e comunque siamo sicuri che il tifoso di turno avrebbe detto “tranquilli, 15 vinte e 10 perse, ma stiamo facendo riposare i Tre”?
Insomma, anche guardando alla storia dei Celtics (annate 1968, 1969, 1992) e considerando gli infortuni, a me sembra che questi Celtics con la lingua a penzoloni meritino il nostro plauso e la nostra riconoscenza anche adesso che stanno perdendo. E non il “non si impegnano con la testa”.
Aggiungerei tuttavia una ulteriore considerazione: se Ainge avesse tenuto Perkins e non si fosse vinto, non credo che qualcuno gli avrebbe rimproverato nulla.
Ciò significa che Ainge potrà essere giustificato “solo” se si vince. Non è una posizione comoda anche perché in passato l’assenza di Perk era stata individuata, dallo stesso Ainge, come una delle principali cause della sconfitta in finale.
Caro Leo, non Ti sembra che ci manchi una guardia/ala difensiva per contrastare i vari Wade, Kobe, ecc. ?
Sei proprio così "tranquillo" sul recupero dei 2 O'Neil ?
Io credo che non siano interrogativi di poco conto per una squadra che punta al titolo.
Pierpaolo, per me è invece vero il contrario. Se Ainge fosse stato col “sedere al caldo”, come fai notare, nessuno gli avrebbe rimproverato nulla. Però avremmo avuto meno “chance” di vincere il titolo, non credi? Ed allora non sarebbe assurdo criticare un GM che ha fatto delle scelte “migliorative” che però non hanno funzionato?
Io invece credo che Ainge avrebbe dovuto essere criticato se non si fosse mosso nonostante sapesse che Daniels non sarebbe rientrato.
Non è una posizione comoda anche perché in passato l’assenza di Perk era stata individuata, dallo stesso Ainge, come una delle principali cause della sconfitta in finale. (Pierpaolo)
Ciò che dici è vero. E’ vero peraltro che la media rimbalzi a partita di Garnett nei playoffs era stata di oltre 8 a partita, e nelle Finali era scesa a 5 e rotti. E’ vero anche che pretendere che i Tre ultratrentenni dopo le 82 di stagione regolare ne giochino altre 24 ed arrivino alla fine freschi come rose è un’utopia, ed è vero che senza Daniels i minuti di Pierce sarebbero cresciuti invece di calare.
Sai come son fatto e conosci la mia deformazione: l'esempio che ho portato è figlia di quest'ultima ed è un tentativo di "numeralizzare" la stagione. L'errore in ogni caso riguarderebbe esclusivamente la trade.
Riguardo il plauso a me son già bastati i mesi di novembre e dicembre per dir grazie a questi campioni. Ripeto: il miglior basket dei Celtics che ho mai visto. Perchè dico dei Celtics? Ragazzi, si può essere Celtics fin che si vuole e verdi nel midollo come nelle tasche però non venitemi a dire che lo "showtime" non era un bel vedere...
Danny Ainge was on WEEI this afternoon talking about Boston’s recent struggles. He made the point that in the Celtics’ loss to Memphis last night, the Grizzlies, in a hunt for their playoff lives, were playing like it was a playoff game. “I don’t think we are [lately],” said Ainge. “I think a lot of it is effort.” Ainge also suggested his team wasn’t as attentive as it should be to the pursuit of the number one seed, their minds wandering perhaps, to the coming playoffs. “I sense that when you watch us play, [the players] don’t understand the urgency of the games we’re playing right now,” said Ainge, specifying turnovers and offensive execution as prime culprits for recent struggles.
pone l'accento su questo aspetto. "[the players] don’t understand the urgency of the games we’re playing right now] è una frase magari detta per dare una scossa ma che un fondo di verità potrebbe pure averla, al di là delle altre motivazioni da noi individuate quali chimica di squadra (mi convince poco) e forma fisica (mi convince molto di più).
Peraltro, anche in relazione a questo aspetto mentale, felicissimo di avere il DOC in panca, felicissimo e fiducioso... rossinianamente potrei dire "Fortunatissimo per verità, larallalà..."
Stay tuned
Ho visto situazioni forzate in transizione con Ray, Pierce o Rondo andare a giocare 1 vs 4, lentezza in attacco in uscita dai blocchi o nell'iniziare il pick 'n roll, nonchè cattive scelte nei tiri allo scadere dei quarti e nel finale di partita (anch'essi figli di cattiva esecuzione).
Citazione Rondo9:
non so se faccia parte o meno del nostro DNA, ma a mio parere l'unico giocatore importante in post basso prima dell'arrivo degli O'Neal è stato il KG del 2008 ed eventualmente Pierce in certi situazione di miss match.
Attualmente qualche isolamento in post lo può utilizzare anche Green, ma nel complesso abbiamo una squadra con giocatori che rendono di più nel gioco fronte a canestro.
Questo secondo me è un limite del nostro attacco perchè il gioco spalle a canestro è fondamentale soprattutto nei play off; quindi il ritorno degli O'Neal diventa ancora più importante perchè ci fornirebbe una dimensione in più nel nostro gioco.
D'accordo con la prima parte della frase. Allostesso tempo, al di là di toni talvolta eccessivi e deprecabili, credo sia legittimo avere dubbi forse proprio sull'aspetto mentale. Lo stesso Ainge nelle dichiarazioni riportate prima da celticsman
Danny Ainge was on WEEI this afternoon talking about Boston’s recent struggles. He made the point that in the Celtics’ loss to Memphis last night, the Grizzlies, in a hunt for their playoff lives, were playing like it was a playoff game. “I don’t think we are [lately],” said Ainge. “I think a lot of it is effort.” Ainge also suggested his team wasn’t as attentive as it should be to the pursuit of the number one seed, their minds wandering perhaps, to the coming playoffs. “I sense that when you watch us play, [the players] don’t understand the urgency of the games we’re playing right now,” said Ainge, specifying turnovers and offensive execution as prime culprits for recent struggles.
pone l'accento su questo aspetto. "[the players] don’t understand the urgency of the games we’re playing right now] è una frase magari detta per dare una scossa ma che un fondo di verità potrebbe pure averla, al di là delle altre motivazioni da noi individuate quali chimica di squadra (mi convince poco) e forma fisica (mi convince molto di più).
Peraltro, anche in relazione a questo aspetto mentale, felicissimo di avere il DOC in panca, felicissimo e fiducioso... rossinianamente potrei dire "Fortunatissimo per verità, larallalà..."
Stay tuned
è proprio questo che volevo dire... i fastbreak che abbiamo buttato via nel secondo tempo, sono mancanze a livello mentale... e un pochino sono in disaccordo con Fabio: questa squadra è un po' schizzofrenica
Allora quando parlavo di "approccio sbagliato alle partite" proprio torto non avevo.....
Cioè, se a novembre vincevamo e adesso no è perché a novembre capivamo l’importanza della prima posizione ed ora ce ne siamo dimenticati. A me sembra la classica frase detta per scuotere l’ambiente quando in realtà le cause sono altre. Anche perché il “plus/minus” della gara con Memphis vede i “Big Three” e Rondo in positivo, mentre TUTTI gli altri sono in negativo: ed allora come faccio a credere che sia solo una questione di testa? Le teste del quintetto base meno Krstic sono settate correttamente, quelle degli altri no?
E contro New York le teste - guarda caso - si sono svegliate proprio mentre Amar'é e Melo si stancavano verso la fine di una partita in "back to back"?
Ed Ainge indirettamente accusa Rivers di non saper motivare i Celtics, in questo modo...
Magari fosse così facile.
beh, il mondo è bello perchè vario...
Io penso che siamo un "emotional team" che vive di motivazione e voglia più degli altri e che la condizione fisica c'entri ma molto molto molto poco nelle ultime sconfitte...
vedremo stasera e a Chicago.
Non è così facile perchè non dipende solo da noi, ma secondo me dipende anche tanto da noi, come disse il buon MaxTax, negli ultimi anni quando abbiamo giocato Bene con la B maiuscola riuscendo ad aggredire la gara dal primo possesso non credo mai abbiamo perso.
Un abbraccio.
fra'
il problema è che noi C's fan siamo talmente, ma talmente emotional che vorremmo avere una squadra tanto, ma tanto rational
Anche perchè quando una squadra "non c'è con la testa" è per motivazioni d'altro genere: difficoltà con l'allenatore, problemi di "chimica", infortuni, stanchezza...
Movi, la spiegazione di MaxTax potrebbe essere interessante se non ci ricordassimo lo schiacciasassi del campionato 2007-2008. I Celtics hanno delle componenti "emozionali" (o "energy players" per usare le parole di Rivers), ma si limitano a due elementi (ne abbiamo appena perso uno).
Se non aggrediamo la partita come in passato forse è perchè non siamo in grado di farlo per 82 partite, e potrebbe essere non una questione di volontà ma di anni/stanchezza. Però appunto sono opinioni, a me risulta difficile pensare che nobili guerrieri come Garnett o come Allen accettino di perdere 5 partite delle ultime nove solo perchè "questa vegulav sìson ovmai è una noia, guavda" (da pronunciare con tono alla Totò ne "L'imperatore di Capri").
non so fabio... probabilmente è un misto delle 2 cose... io credo che con un po' di attenzione in più alcune gare le avremmo potute potute portare a casa... scelte come il jumper di Rondo a pochi secondi dalla fine non hanno senso... soprattutto se quel tiro rinuci a prenderlo x la maggior parte della stagione (quando invece avresti dovuto allenarti un po' prima), e poi te lo prendi quando le partite conticchiano un po' di più... anche qui però la coperta è corta, come sulla stanchezza e sulle energie mentali... probabilmente a qualcosa devi pur “rinunciare”...
(o è colpa di Ainge anche il grave infortunio di Daniels)?
Ma soprattutto, anzichè criticare a prescindere, che cosa avrebbe dovuto fare Ainge dati i mille infortuni a roster e la difficile riconferma di Perkins?
E poi, santo cielo, da anni qui si cerca di discorrere con un minimo di competenza e siamo ancora al qualunquistico livello di "Gli schemi, Doc, dove sono"? Ma cosa vuol dire? Che i giocatori vanno in campo senza sapere cos'è un pick'n roll? Un isolamento?
L'unica consolazione è che i tuoi commenti al solito diminuiranno drasticamente dopo un paio di vittorie, salvo ricomparire come la neve d'inverno quando si ricominciasse a perdere.
PS: Allen se ne è andato anche e soprattutto per sua volontà, per avere più minuti di quanti ne avrebbe avuti ai Celtics, e questa è una cosa assolutamente nota, quindi depenniamolo dalle (presunte) colpe di Ainge.
Lo ha fatto Angelo: io, dico la verità, ho il terrore di scatenare una "catena di San Giacomo"...
Citazione Rondo9:
Ciò che non riesco a condividere è l'idea che una squadra composta da quattro All Star possa andare in campo "scazzata", "con la testa altrove". Se sei un All Star non è che hai trovato la maglietta nell'uovo di Pasqua, ma l'hai ricevuta perchè sei diverso dalla media, perchè non accetti la sconfitta. Quante volte hai visto un Bird o un McHale "scazzato", nei mille DVD degli anni Ottanta? Poi potrà pure essere che non hai le energie mentali per ribaltare una serata storta, e che i problemi fisici ti "rallentano", ma non riesco davvero a credere - nonostante me lo dicano Fabio72, Hondo ed Ainge, che Garnett - quello che si mette a quattro zampe prima di una difesa importante e sbatte la testa nel supporto del canestro - Pierce - quello che ha risolto decine di gare con tiri all'ultimo secondo - ed Allen - quello che passa ore ed ore a tirare a canestro sempre nello stesso modo - vadano in campo con sufficienza.
Per quanto so di loro e per quanto ho visto di persona ed in TV, accettare una cosa del genere vorrebbe dire che TRE personalità sono cambiate di colpo, ed è un po' difficile da credere. Anche perchè - lo ripeto - le parole di Ainge implicherebbero delle colpe al coaching staff, che diventerebbe incapace di motivare i vecchierelli.
Poi se io la penso così e qualcuno la pensa in modo diverso a me va benissimo, non è che uno debba per forza avere ragione e l'altro torto. IAAC è bello perchè ci si può confrontare educatamente, ed alla fine ognuno può cambiare idea o rimanere della propria.
però non puoi citare solo una parte del mio intervento
Citazione Angelo:Vedi Giacomo il problema di fondo è che fino a quando ti ricordi dei Celtics solo quando perdono, sei poco credibile già di suo, se poi fai un minestrone di tutti i potenziali problemi, pretendendo che un GM te li risolvano tutti insieme, altrimenti un GM è un fallito, allora di credibilità ce ne è ancora meno.
Torniamo ai "potenziali problemi", è vero ci sono ma anche le altre contender li hanno a alcune non stanno neppure a provare a risolverli, San Antonio gioca con in mezzo un Big Baby con meno salute e senza tiro dalla media, ha una panchina che per quanto reddittizia ai PO è tutta da esplorare, i Lakers giocano con una voragine difensiva in play che risponde al nome di Fisher e con una rotazione di lunghi a tre che mal sopporterebbe un leggero acciacco di uno dei tre (figuriamoci un infortunio che impedisce ad uno dei tre di giocare), Miami è in preda ad mille problemi tattici e farebbe salti mortali per avere in mezzo quel Krstic che da noi è diventato nell'ultima settimana il bersaglio di mille critiche.
Ainge si è trovato di fronte ad una scelta, o trovava un cambio solido per Pierce Allen e KG (è Green potenzialmente può cambiarli tutti) rinunciando alla solidità difensiva di Perkins, o lasciava quei tre senza cambio e si teneva Perkins. Non era chiaramente possibile risolverli entrambi. E chiaro che trovare un cammbio della qualità di Green e tenersi Perkins non era fattibile, io non so se abbia fatto bene o no, all'inizio per me era una scelta folle, poi però è saltato fuori che Perkins in estate sarebbe andato via comunque, quindi è una scelta forte da valutare nel tempo. Si dirà se ha fatto bene o a fatto male, però criticarlo adesso perchè non ha risolto il problema del backup di PP e non si è tenuto allo stesso tempo Perkins, è da prevenuti, ed è una teoria senza senso.
Su altre cose potre anche concordare, io sin da subito dissi che spendere l'intera MLE per JO era una follia, però se lo critichiamo per questa scelta, Ainge va osannato per aver portato a Boston Shaq al minimo salariale, perchè prendi te i centri con il salario si Shaq e vedi te quanti ne trovi tra quelli fuori dal contratto da rookie con il suo rendimento e i suoi numeri.
Quindi fare un minestrone come hai fatto te mescolare, e dire "è tutta colpa di Ainge" a me sembra solo l'ennesimo tentativo da parte di uno come te che storicamente critica da anni Ainge e Rivers, per venirci a dire "avevo ragione io quando .....". Ripeto sempre stato aperto al dibattito con tutti, ma se ti presenti solo a spalare merda dopo le sconfitte e di te si perdono le tracce per mesi quando le cose vanno bene, ai miei occhi di credibilità ne hai pochissima.
Ma se noti ho risposto genericamente a tutto il tuo intervento, non solo al discorso su Rondo.
Citazione Leonardo Ancilli:
Mi ha sempre fatto sorridere chi critica per il gusto di criticare, quasi a proiettare una frustrazione personale ed a convincersi che, una volta che si "prende in castagna" un errore di Ainge o Rivers, questo automaticamente significhi che siamo più bravi di loro...
Ragazzi, quella è gente che di basket ne capisce molto ma molto di più di tutti noi messi insieme. Faranno qualche errore sotto pressione, ma di fronte hanno gente brava come loro che cerca di batterli.
io concordo... resta il fatto però che nelle ultime uscite l'atteggiamento è spesso stato quello che ci ha fatto andare sotto di 15/20 punti x poi provare a rientrare... un minimo di segnale in questa dinamica c'è... io resto convinto che ai PO vedremo altri C's, esattamente come lo scorso anno... mi spiace perdere il primo posto a est (che comunque non è ancora compromesso), ma soprattutto finire con un record peggiore dei Lakers...
Date queste premesse mi pare che noi si sottovaluti il valore di Jeff Green come difensore. Di più, viste le sue caratteristiche è almeno altrettanto adattabile quanto Daniels, per esempio, con la differenza che la sua pericolosità offensiva non è nemmeno paragonabile a quella dello sfortunato Marquis. La butto li, ma su LeBron i suoi minuti di livello se li farà.
Ainge è , o no, colui che ha costruito la squadra che ci ha permesso di tornare ai vertici dopo anni di buio?Rivers è o no, il Coach che ci ha permesso di disputare , in tre anni, due finali?Che probabilmente sarebbero state tre, senza l'ormai arcinoto infortunio al n.5?
Ripeto..sono il primo ad incazzarmi quando si perde.Perdere non piace a nessuno.E soprattutto ad un tifoso.Capisco le reazioni a caldo.Sono dettate dalla delusione, per l'eventuale risultato negativo.Ma , attribuire le responsabilità delle sconfitte, sempre e comunque a chi dirige , in campo e fuori la squadra, mi sembra un pò riduttivo.E anche abbastanza sgradevole.
Cal
RSS feed dei commenti di questo post.