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In effetti avrebbero meritato di proseguire la corsa .... :-* una finale ...
Recap
I Boston Celtics (49-19) tornano alla vittoria espugnando con merito la New Orleans Arena. Gara subito in salita per i biancoverdi dopo un primo quarto da incubo (14-28). Decisivo l'apporto positivo di una straordinaria second unit, che prima tiene in partita i Celtics e poi con Delonte West e Glen Davis si rende protagonista dello strappo decisivo nel terzo quarto. E' proprio Big Baby a meritare la palma di migliore in campo: 20 punti e 8 rimbalzi per il numero 11 di Boston con un pesantissimio 2/2 ai liberi nel concitato finale di partita. Ottima anche la prestazione di Ray Allen che infila 12 dei suoi 20 punti (anche 4 rimbalzi e 3 rubate) nel terzo quarto. Agli Hornets non basta il season high di Marco Belinelli (23 punti con 8/13 dal campo e 5/7 da tre) ne' la prova "monstre" di David West (32 punti e 8 rimbalzi). Chris Paul sforna 15 assist ma il suo tabellino chiama anche un 0/9 dal campo, segnale evidente di come la difesa biancoverde sia riuscito comunque a limitarlo.

I quintetti sono quelli annunciati alla vigilia e per i Celtics si capisce sin da subito che non sara' una passeggiata: Belinelli trova il canestro da ogni dove e, nonostante un Garnett ispirato in attacco, New Orleans va subito avanti con decisione (8-14). Rondo infila dalla media ma David West risulta immarcabile per Krstic, ancora un allungo per gli Hornets e il loro vantaggio arriva in doppia cifra (10-20). L'attacco dei Celtics non gira a dovere e in difesa gli aiuti arrivano con evidente ritardo, Belinelli mette a segno altre due triple sul finire del primo quarto e un appoggio di Okafor porta New Orleans sul +14 (14-28). Al momento Allen e Pierce non pervenuti.
Ad inizio secondo quarto c'e' spazio per le due panchine, Willie Green ci regala un paio di airball e grazie a Jeff Green e Glen Davis i biancoverdi riescono a ridurre lo svantaggio (27-34). Una tripla di Ariza ferma la rimonta dei Celtics, David West e Belinelli continuano a trovare il canestro con regolarita' e gli Hornets si riportano nuovamente sul +14 (35-49). I Celtics sembrano vicini al mollarla come fatto a Houston, ma un bel canestro di Jeff Green e un piazzato di Rondo sulla sirena riaprono i giochi: Hornets avanti di 11 (40-51) e sembra esserci spazio per una rimonta biancoverde.
Il terzo quarto si apre l'ennesimo break di New Orleans, David West e un'altra tripla di Belinelli danno ai Calabroni il massimo vantaggio: +15 (41-56). Arriva immediata pero' la risposta dei Celtics, Ray Allen si iscrive alla partita con due triple e un Glen Davis in versione "gladiatore del foro" sembra svegliare i compagni dal torpore: svantaggio dimezzato (51-58). Un piccolo infortunio di Rondo riporta in campo Delonte West e i biancoverdi, grazie sopratutto ai cambi di ritmo del numero 13, si portano in vantaggio. Allen e Davis sono i protagonisti in attacco, ma tutta la squadra gioca meglio e
difende con convinzione, il quarto finisce con il sorpasso dei Celtics (67-64) e i ragazzi di Coach Monty Williams non riusciranno piu' a rimettere la testa avanti.
Ultimi 12 minuti che vedono i Celtics partire subito forte grazie ad un gioco da 3 punti di Delonte West, l'altro West (David) pero' non sembra gradire e infila da solo un miniparziale di 5 a 0; Pierce e Belinelli sono chirurgici ai liberi e ma una tripla senza ritmo di Ariza riporta il risultato in parita' (74-74) quando mancano 7'30" alla doccia. I Celtics si affidano a Glen Davis e il bambinone non tradisce i compagni infilando due canestri consecutivi, David West e' l'unico attaccante degli Hornets in grado di rispondere, partita in bilico, Celtics in leggero vantaggio (78-75) quando Rajon Rondo rientra sul parquet. RR9 sembra rinfrancato, ancora lontano parente rispetto al Supersayan ammirato ad inizio anno, ma perlomeno aumenta il ritmo in attacco e tiene Paul in difesa. Pierce trova un tripla pesantissima dopo 7 tentativi dal campo senza successo, David West regge sulle sue spalle l'attacco di New Orleans anche se risulta impreciso dalla linea della carita' (2 liberi sbagliati nel quarto). I Celtics pero' concedono qualche rimbalzo offensivo di troppo e ne approfitta per due volte Emeka Okafor (anche lui sbaglia un libero pero') riportando i suoi a contatto: 82-81 e 3'50" da giocare. Big Baby mette un solo libero, ma nell'azione successiva si ammira un'ottima difesa biancoverde, gli Hornets vedono scadere il cronometro dei 24 senza riuscire a tirare. Momento confuso della partita, Garnett trova solo il ferro, Paul sbaglia la penetrazione e con palla vagante viene fischiata una contesa tra Okafor e Garnett. La vince Okafor ma Ray Allen come una velocissima gazza ladra d'altri tempi strappa la palla dallle mani di Belinelli, ribaltamento di fronte con Ray che pero' trova solo il ferro, si lotta a rimbalzo e un Pierce grintoso confonde gli arbitri che assegnano la rimessa ai Celtics (l'ultimo tocco era palesemente del capitano biancoverde). Garnett non perdona e regala ai Celtics due possessi di vantaggio (85-81) quando ci sono sul cronometro ancora 57" da giocare. David West fa ancora la voce grossa in attacco e nell'azione successiva Davis trova solo il ferro, come successo contro Golden State il rimbalzo offensivo viente catturato da Ray Allen e Pierce si vede costretto a chiamare timeout visto che gli arbitri non ne' vogliono sapere di fischiare fallo su di lui. Dalla rimessa la palla va a Glen Davis e gli Hornets ricorrono al fallo: Big Baby e' glaciale e i Celtics mantengono due possessi di vantaggio (87-83) a 15 secondi dalla fine. Timeout Hornets e al rientro in campo Okafor corregge in tap-in una forzatura di David West, dalla rimessa pero' Garnett riesce a trovare subito Ray Allen, palla in cassaforte e il fallo sistematico di New Orleans assume i contorni dell'ultimo disperato tentativo. 2/2 di Allen e Celtics in paradiso: 89-85 il risultato finale.
Segnali di ripresa che fanno ben sperare per il proseguio della stagione anche se alcuni giocatori appaiono al momento lontani dalla forma migliore (Pierce e Rondo su tutti). Partita che si poteva lasciare sul -15 ma i Celtics hanno tirato fuori il carattere rispondendo sul campo. La corsa al primo posto e' ancora aperta e i biancoverdi sono iscritti alla contesa.
PREVIEW
Ennesimo back to back per i Boston Celtics (48-19) che dopo aver perso malamente contro i Rockets volano fino a New Orleans per sfidare gli Hornets (40-30) di Chris Paul. Partita dall'alto coefficiente di difficolta' per i Celtics, gli Hornets dopo un buon inizio sono ora al settimo posto ad Ovest e devono difendere la qualicazione ai playoff dal recupero dei Jazz e dei Rockets. I ragazzi di coach Monty Williams vengono da tre giorni di assoluto riposo e questo rendera' ancor piu' arduo il compito dei biancoverdi. Sicuri assenti in casa Boston i lungodegenti Shaquille O'Neal e Jermaine O'Neal oltre a Von Wafer che sara' out per una fastidiosa contrattura al polpaccio.
Sfida aperta e dal risultato incerto quella che vede opposti i biancoverdi alla franchigia sotto controllo finanziario della stessa Nba dopo che i Calabroni erano andati vicino al fallimento. Protagonisti di molti movimenti prima della Deadline gli Hornets hanno rinunciato al talento della guardia Marcus Thornton per poter portare a New Orleans quel Carl Landry autentica eterna promessa della Lega finora mai sbocciata. Landry e' arrivato nel regno di Chris Paul per diventare il primo cambio della coppia di lunghi titolare Emeka Okafor e David West. Proprio sul gioco frontale di quest'ultimo si basano gran parte delle fortune di New Orleans. West e' giocatore in grado di trovare il canestro con facilita' e di mettere in difficolta' qualsiasi difesa
avversaria. Nella prima sfida infatti, approfittando dell'assenza di Kevin Garnett, lui e Okafor misero a referto 37 punti in due, facendo girare le sorti della partita verso i Calabroni della Big Easy.
Un'altra delle statistiche "pesanti", che diede la possibilita' a Paul e compagni di portare a casa la vittoria 3 mesi fa, fu iscritta alla voce rimbalzi offensivi: Emeka Okafor ne tiro' giu' ben 6 e consenti' agli Hornets seconde opportunita' di far canestro che alla resa dei conti furono indigeste per i biancoverdi. Va detto che dei 4 lunghi dei Celtics che giocarono nel giorno di Capodanno contro New Orleans il solo Glen Davis scendera' nuovamente sul parquet: Shaq e JO (gioco per ben 33 minuti, probabilmente il suo record stagionale) sono infatti infortunati mentre Harangody e' stato spedito a cercar fortuna in altri lidi. Stavolta tocchera' a Krstic, Murphy e sopratutto Garnett contrastare la potenza fisica di Okafor e mettere in difficolta' gli Hornets sotto canestro non concedendogli appoggi facili o troppa liberta' a rimbalzo.
Il faro e la guida di questa squadra e' ovviamente Chris Paul. L'ex Wake Forrest e' uno dei migliori playmaker al mondo e la sfida con Rajon Rondo si preannuncia senza esclusioni di colpi. Servirebbe il miglior RR9 per contrastare la velocita' e il talento di CP3, ma le ultime uscite di Rondo di certo non confortano i tifosi biancoverdi. Nella prima sfida tra Celtics e Hornets Chris Paul sfrutto' proprio l'assenza per infortunio di Rondo per far un sol boccone del malcapitato Robinson e imprimere il proprio marchio sulla partita con 20 punti e 11 assist. Che Rondo sara'? A Boston servirebbe come il pane la versione di inizio anno, sia per portare a casa la partita ma sopratutto in vista dei playoff per poter rincorrere il banner numero 18.
Si e' riappropriato del posto in quintetto Marco Belinelli, anche se nell'ultima partita (vittoria in casa contro Phoenix) ha giocato solamente 9 minuti, dopo che per un breve periodo coach Williams gli preferiva Willie Green. Della guardia italiana si conosco ormai pregi e difetti: giocatore dotato della mano necessarie a punire le difese avversarie se gli viene lasciato troppo spazio, il "Beli" e' in grado di accendersi e mettere canestri importanti nei momenti "caldi" delle partite (qualcuno ricorda la tripla senza ritmo da distanza siderale infilata al Garden a Capodanno nell'ultimo quarto?); tuttavia pero' risulta essere spesso apatico e spaesato se la partita non gli si presenta subito nel verso giusto. In difesa Belinelli ha dimostrato piu' volte di soffrire le guardie che corrono dietro ai blocchi come Ray Allen, lasciandogli spesso lo spazio necessario per tentare il tiro a canestro dalla distanza.
Completa il quintetto degli Hornets l'ala Trevor Ariza, giocatore che finora sta un po' deludendo le attese dopo il campionato vinto con i Lakers due anni orsono. Poco preciso nelle conclusioni a canestro (38% dal campo in stagione), Ariza non e' riuscito finora a dare un contributo continuo alla cause degli Hornets anche se gode della massima fiducia da parte dello staff tecnico. Ad inizio anno si pensava che il suo arrivo a New Orleans potesse far fare agli Hornets un netto salto di qualita', ma nonostante un avvio incoraggiante cosi non e' stato e gli Hornets sono nuovamente sprofondati in piena lotta per la qualificazione ai playoff. L'ex Ucla rimane comunque un ottimo difensore e la sfida con Pierce e Green si preannuncia molto interessante; i due biancoverdi hanno sicuramente il talento necessario per vincere il confronto con Ariza e questa potrebbe essere una delle chiavi di volta dell'incontro.
La panchina di Hornets e' sicuramente dotata di buon talento e in grado di formare una second unit di tutto rispetto. Oltre hai gia' citati Willie Green e Carl Landry, giocatori fondamentali nello scacchiere Hornets, sullo stesso livello dei titolari e a volte anche oltre; troviamo in primis il playmaker Jarrett Jack, che spesso riesce a dare un contributo "pesante" pur partendo dalla panchina. Altro giocatore interessante il rookie Quincy Pondexter, gia' buon difensore al college (Washington) che sembra essere molto migliorato nell'ultimo periodo a New Orleans. Completano la panchina il centro Aaron Gray, l'ala Jason Smith e David Andersen. Dovrebbero invece rimanere in borghese il centro Didier Mbenga, l'altro rookie Jerel McNeal e la nostra vecchia conoscenza Marcus Banks, che dopo essere arrivato dai Raptors (insieme a Jack e Andersen) non ha mai messo piede sul parquet.
Buona squadra gli Hornets ma vittoria sicuramente alla portata dei Boston Celtics, chiamati a rispondere sul campo dopo la brutta prestazione di Houston e a giocarsi fino all'ultimo il primo posto ad Est, fondamentale per evitare Miami fino alla finale di Conference e avere il fattore campo a proprio favore. Serve una prestazione forte per scacciare via le nubi che iniziano ad addensarsi nella Beantown.
Boston Celtics (48-19) at New Orleans Hornets (40-30)
Saturday, March 19
8:00 PM ET
Regular Season Game #68, Road Game #33
New Orleans Arena
BOSTON CELTICS
Quintetto Base
PG Rajon Rondo
SG Ray Allen
SF Paul Pierce
PF Kevin Garnett
C Nenad Krstic
Panchina
Delonte West
Sasha Pavlovic
Glen Davis
Troy Murphy
Avery Bradley
Jeff Green
Carlos Arroyo
Infortunati/Assenti
Shaquille O'Neal (achilles/knee) out
Jermaine O'Neal (knee) out
Von Wafer (calf) out
NEW ORLEANS HORNETS
Quintetto Base
PG Chris Paul
SG Marco Belinelli
SF Trevor Ariza
PF David West
C Emeka Okafor
Panchina
Jarrett Jack
Willie Green
Quincy Pondexter
Aaron Gray
David Andersen
Carl Landry
Jason Smith
Didier Mbenga
Marcus Banks
Jerel McNeal
Infortunati/Assenti
None



Commenti
NY battibilissima domani,con i Celtics tosti si intende
Ha ragione il Merendi...un pò di contegno
Cal
Ho visto la partita e senti questa (pescata tra le tante del Bagattone):
Bucks sopra di 6 (95-89) e bomba di Anthony per il -3 e Guido cosa dice?:
Tripla di Carmelo per il -1!!..........no per il -2!!...............Knicks sotto di 3!!
Poi ovviamente stasera diventano il Dream Team...
L'unico segnale che posso darti, non avendo visto le partite in questione, è che in queste ultime due ha tirato 23 liberi complessivi, direi non male.
E' proprio così!
Salvo che a Miami difendono mentre a NY no.
Ad onor del vero, è dall'inizio dell'anno che il Gallo gioca come una grande ala piccola qual è e non solo come un tiratore dietro alla linea da tre; ricordo numerose partite in doppia cifra per liberi tentati ancora in maglia Knicks, quindi almeno in questo D'Antoni non c'entra...tra l'altro li segna col 90% che non guasta
Ah, beh, questa ho avuto la fortuna di godermela in diretta anch'io. Evento epocale quasi fossi stato presente all' "I have a dream" del reverendo King al Lincoln Memorial.
... pallottoliere, questo sconosciuto.
Citazione giancleto83:
Perchè, qualcuno dubita che non sarà così? Inizieranno a infilare triple in transizione, sugli scarichi, dal gabbiotto del custode e da casa di Spike Lee ... per una sera saranno il popolo eletto, scateneranno le 7 piaghe e Stout separerà il Mar Rosso.
Ma facessero anche la partita dell'anno: noi dobbiamo vincere.
Cal
Già credo di immaginare il Gatorade dei giocatori trasformarsi in sangue e sciami di cavallette che invadono il Madison Square Garden
Cal
Voglio dire che Lebron e Wade , per quanto solisti di natura , sanno portare alla grande la palle a differenza di Melo e Stat , inoltre singolarmente i due di Miami difendono e come , mentre i 2 della banda D'Antoni si disinteressano completamente di questo fondamentale aspetto del gioco !!!
Il classico esempio dello studente che copia una versione di Greco da un compagno che ne sa meno di lui
E stasera che si trasformino o meno , se giochiamo da Celtics questi su 7 non ce ne vincono mezza !!!
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