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allora siamo daccordo... basta poco che ce vo'... :-) Credo che non ...
Recap
Sconfitta senza appello, con Rockets sempre in vantaggio e sostanzialmente in controllo, con un Brooks tornato dall'infortunio e ispiratissimo e una prova al tiro ben oltre il 50% complice una difesa Celtics che non riesce ad essere degna della sua fama, ai 24 di Brooks risponde un ottimo Allen da 19 punti e un ispiratissimo Marquis Daniels il cui contributo va ben oltre, i suoi 19. Squadra pigra e che ha rinunciato troppo presto ad attaccare il ferro e a sfruttare le difficoltà avversarie sotto lo stesso.

RECAP
PRIMO QUARTO
A sorpresa manca Martin ma al suo posto fa il suo ritorno Aaron Brooks.
Dopo un paio di jumper fuori misura è quello di Lowry ad aprire le danze a cui subito risponde un deciso Shaq spalle a canestro. Scola non riesce a battere Davis spalle a canestro, i Celtics paiono poter allungare con la prima bomba di Pierce, ma un 7-0 Rockets in un amen rimette le cose in equilibrio.
Una rubata di Rondo con assist per Ray Allen in 2 contro zero regala il 13-11 e il primo time out ospite. Notizia della serata il percorso netto dopo 4 conclusioni di Shaquille dalla lunetta, i Celtics non allungano per un paio di bombe fuori ritmo di Lowry e Brooks e perchè G.Davis continua a non trovare il canestro dai 4 metri e mezzo.

Cambio di O'Neal e Robinson per Allen sul 16-15 che diventa 19-15 Rockets con il terzo rimbalzo offensivo Rockets e bomba di Courtney Lee, Davis passa il suo gumper con spazio, l'azione s'incarta, palla persa e Rivers vuole parlarci su.5 liberi consecutivi riportano sotto i biancoverdi, che però non hanno l'intensità per tenere la vitalità avversaria, sotto 27-20 è solo una magia a fil di sirena di Rondo con un arcobaleno in corsa "impossibile" a dare il -5 ai Celtics.
SECONDO QUARTO
Big Baby molto meglio attaccando il ferro in avvicinamento, ma Houston prende ritmo con i Jump shot, i Celtics sono sotto 33-24, con praticamente ogni Rockets capace di prendersi un tiro con spazio (colpevolmente concessogli). Difensivamente i Celtics non hanno acceso la spina, ma almeno offensivamente cominciano ad attaccare con costanza i tabelloni per evidenziare il poco peso degli avversari, 5 punti consecutivi del marchese e la partita torna in equilibrio 33-31 Rockets, Adelman chiama timeout. Dall'interruzione si riparte con una rubata in tuffo di Davis con schiacciata di Wafer, ma ovviamente la parità dura un attimo, per fortuna a jordan Hill risponde la bomba di Robinson e una stoppata imperiosa di O'Neal J, la partita sale di colpi, Ray Allen entra e colpisce da 3.
Budinger segna 2 bombe consecutive e come contro i Bulls con i titolari in campo gli avversari possono lasciare spazi infiniti non solo a Rondo ma anche a un Davis in crisi al tiro, mentre difensivamente stravince il duello con Scola toccandogli ogni pallone, R.Allen distribuisce assist al bacio e si va al nuovo timeout in vantaggio 45-43.
Ancora Budinger da oltre l'arco, poi un assist delizioso di Shaq per il 2+1(solo potenziale purtroppo) di Davis, ma Rivers ha visto qualcosa che non va, probabilmente nell'azione difensiva precedente e blocca di nuovo il cronometro per discuterci su.
Dopo una serie di liberi BigBaby a fil di sirena dei 24 mette finalmente a segno un colpo dalla media, il tempo finisce con i Rockets avanti 50-49.
le percentuali concesse sono impietose, 50% al tiro 60 oltre l'arco, servono altri Celtics nella ripresa per portarla a casa.
TERZO QUARTO
Sembra sia il capitano a volere dire la sua su entrambe le metacampo ma sono i lunghi a dimostrare una certa aggressività offensiva, niente da fare ennesimo allungo bloccato prima di iniziare e con fluidità Houston torna in vantaggio, sarà una gara lunga, d'altronde gli uomini in rosso sono 7-2 nelle ultime visite al garden
Sono 6 i punti consecutivi di Jordan Hill, sempre a seguito di rapide circolazioni di palla, ma sono sempre 3 i canestri consecutivi di Ray Ray. I Celtics in difesa sono rapidi di mano così come offensivamente propensi alla palla persa. Ancora una forzatura, una palla regalata agli avversari e un tiro da oltre l'arco del rientrante Brooks, è sempre Ray Allen a tenere Boston in linea di galleggiamento, mentre l'ennesima bomba fuori ritmo di Brooks a segno cerca di affogarli!
Rondo per Shaq si spera sia il segnale di carica dei Celtics, entra il positivissimo Daniels del primo tempo e subito va a segno dalla lunetta, ma i biancoverdi sperano occasioni a ripetizione e Rivers chiama timeout coi suoi sotto 75-70. I Celtics raggiunto il bonus continuano a collezionare falli lontano dalla palla, i Rockets restano in relativo controllo, anche perchè Rondo decide di accontentarsi del jumper e Harangody lo segue a ruota, Boston deve attaccare il ferro con continuità, ogni volta che l'ha fatto ha pagato sempre ottimi dividendi.
19 punti da seconda chance a 11 per i Rockets, vecchio difetto di squadra che tiene i razzi avanti 80-74 dopo 3 frazioni di gioco.
QUARTO QUARTO
Tap in di Jeffries, 2 liberi di Lee e i Celtics sono sotto in doppia cifra, con Ray Allen che esce dolorante alla spalla sostituito da Wafer, Jermaine va a prendersi 2 punti a centro area, ma è Lee a farci male adesso, i Celtics non trovano stop difensivi continuativi, dura rientrare in gara così.
Fallo sull'O'Neal minore che non trova di meglio che farsi chiamare tecnico, di nuovo sotto di 10 (86-76). Il Marchese porta a scuola Budinger, ma è nella nostra metacampo che i Rockets stanno dominando con un ispiratissimo Brooks. 5 punti per Daniels con 6/7 dal campo, ma è divenuto imbarazzante come Houston vada sistematicamente a segno, ormai gasata anche dall'aver preso ritmo, con la percentuale dal campo arrivata a toccare il 55%.
98-88 6 al termine, dopo il timeout è l'ultima occasione per rientrare in gara, si comincia nel migliore dei modi con il jumper "ritrovato" di Davis, mano sulla palla di Rondo e palla a 2 con Jordan Hill, niente da fare, Pierce è sfortunato, Brooks mortifero in transizione da oltre l'arco, +11 Rockets a meno di 5 minuti e gara che sembra in ghiaccio per i nostri avversari
Che dire, bentornato ad Aaron Brooks che con 22 punti e 5/8 da 3 (l'ultima in faccia a un Daniels a braccia protese).
Nulla da fare anche l'ultimo disperato tentativo si scontra con un cambio rimessa chiamato dai grigi dopo un istant replay che regala altri 24 secondi ai Rockets.
106-102 dopo 2 bombe di Allen e Pierce, meno di 30 secondi al termine, almeno l'orgoglio c'è.
Rondo forza un'infrazione di 8 secondi, almeno così sembrava ma ancora una volta il replay cambia la decisione a favore dei Rockets (Brooks avrebbe chiamato l'interruzione del tempo un attimo prima degli 8 secondi). 18 secondi e Houston in difficoltà a rimettere la palla in campo, ennesimo timeout consecutivo.
Inutile, poco da dire, i Celtics sono a corto di energie, non riescono a presentare una difesa almeno paragonabile a quella di cui sono capaci e non hanno la forza, anche solo mentale per correre dietro a squadre run & gun come questi Rockets,che, trovato ritmo, sono sembrati divenire infermabili.
quinta vittoria consecutiva per Houston al Garden, ottava nelle ultime 10.
PREVIEW
In assenza Garnett, inutile negare, l'occhio di bue segua quasi fisso il numero 11 in biancoverde ed è evidente si chieda al nostro Big Baby un pronto riscatto dato che una delle chiavi di volta della gara contro i Bulls sia stata proprio la possibilità della difesa avversaria di lasciare il jump shot a Glen Davis, che purtroppo è incappato in una serata storta che ben presto è diventata un calvario sia dal punto di vista fisico che psicologico (abusato da Boozer in entrambi gli aspetti).
Proprio dalla prova della nostra attuale ala grande titolare parte una riflessione da parte del Doc, che imputa alla squadra che dovrebbe saper riconoscere i momenti di difficoltà, per altro rari in questa stagione, e sapersi affidare alle sue armi più affidabili, che il fatto il tabellino reciti sempre un nome diverso alla voce maggior numero di tiri in partita è una nota positiva, che non sia quasi mai associato al nome di Ray Allen o Paul Pierce può invece diventare un segno di masochismo.
Altra prova d'orgoglio è eichiesta a un Rondo che stavolta è uscito abbastanza malconcio dal confronto con Rose, dalla sua degli avversari diretti non proprio irresistibili Lowry e Ish Smith sui quali Rajon dovrebbe dominare fisicamente, e da quello strapotere generare un attacco prepotente e difficile da limitare. In questo momento relativamente difficile per i Celtics, con le squadre della Florida che incalzano e la situazione infortuni che, si spera ancora per poco, limita l'enorme potenziale della squadra, fa bene riassaporare l'aria del Garden che si spera sia un fattore decisivo perchè si possa respirare un pò in questo uno 2 casalingo contro Rockets e Kings perchè se il calendario non concede riposo, almeno si speri lo permetta una rotazione più ampia, con un Harangody che, spinto dall'adorante pubblico amico, possa tornare a stupire positivamente. Venendo ai nostri avversari, sarebbero squadra fatta da giocatori solidi, ai quali però manca il campione assoluto di riferimento, difatti quella avversaria è una squadra che resta pensata attorno al centro dominante che Ming avrebbe dovuto essere, che invece in sua assenza diventa squadra ostica se decide di giocare di squadra, anche se sotto la guida di Rick Adelman sia diventata una squadra molto più a trazione anteriore e abbia perso quell'ostica caparbietà difensiva che poteva esaltarne l'unità e le capacità di uomini squadra di tanti suoi elementi.
Oggi al contrario delle ultime stagione i Rockets sono quinti per punti realizzati e venticinquesimi per punti concessi agli avversari, se si riesce a non farli entrare mentalmente in partita la vittoria potrebbe essere agevole, anche perchè meglio non stuzzicare il talento stordente di un ala grande per eccellenza come l'argentino Scola, che viaggia poco sotto il 20 e 10 di media, nè far riscaldare la mano di un Kevin Martin che certo gioverebbe siano altri ad aprirgli spazi e possibilità offensive ma che comunque è capace di metterne 23 per allacciate di scarpe, nè risulta consigliabile che 2 giocatori duri come Battier e Budinger sentano salire l'intensità di una gara equilibrata, perchè il loro contributo statisticamente molto simile sa andare ben oltre le nude cifre.

Se come pare sarà ancora assente il fromboliere Brooks, capace di strisce offensive davvero difficili da contenere, il reparto dietro diventa molto più gestibile con play dall'approccio più classico come l'accoppiata Lowry - Smith, che certo prediligerebbero correre ma per farlo avrebbero necessità rimbalzi e difesa carburino le loro giocate, si spera questo non avvenga forti di un reparto lunghi che pur senza Garnett dovrebbe mettere in seria difficoltà un Brad Miller sempre più vicino alla pensione, un sottodimensionato Hayes (che peraltro pare molto difficile sia della contesa) e un Jordan Hill che di certo non è giocatore così muscolare. Completano il reparto un giovane e acerbo Patrick Patterson e un Jared Jeffries ormai in piena involuzione incapace di far valere quelle sue capacità difensive in una compagine che come si è detto tende ad allargare facilmente le maglie difensive.
Insomma la partita pare tutt'altro che complicatissima, e nonostante un calendario saturo d'incontri che sta complicando non poco le cose ai nostri ragazzi, un atteggiamento volenteroso e deciso, come si è atteso sia di fronte al pubblico amico e reduci da una delle peggiori prestazioni stagionali dovrebbe garantire una serata di relativa tranquillità.
Forza Celtics! Buona visione a tutti e inboccalupo ai ragazzi in biancoverde.
Boston Celtics (28-8) Vs Houston Rockets (16-21)
Lunedì, 10 Gennaio
7:30 PM ET, 1:30 ora italiana
Regular Season Game #37, Home Game #19
TV: NBA-TV, CSN-NE, FSH, NBAC
Radio: WEEI, KILT
TD Garden
BOSTON CELTICS
Probabile Quintetto
Rajon Rondo
Ray Allen
Paul Pierce
Kevin Garnett
Shaquille O'Neal
Panchina
Glen Davis
Nate Robinson
Marquis Daniels
Avery Bradley
Jermaine O'Neal
Luke Harangody
Von Wafer
Semih Erden
Infortuni
Kendrick Perkins (ginocchio) out
Delonte West (polso) out
Kevin Garnett (polpaccio) day to day
HOUSTON ROCKETS
Probabile Quintetto
Kyle Lowry
Kevin Martin
Shane Battier
Louis Scola
Jordan Hill
Panchina
Chase Budinger
Brad Miller
Ishmael Smith
Courtney Lee
Patrick Patterson
Jared Jeffries
Terrence Williams
Infortuni
Aaron Brooks (caviglia) in dubbio
Chuck Hayes (caviglia) out
Yao Ming (caviglia) out



Commenti
concordo ed è quello che anch'io cercavo di dire con meno efficacia.
la differenza tra 1° e 2° posto per me è minima perché hai cmq un quarto facile e una semifinale con chicago o orlando (ancora non è chiaro chi convenga tra l'altro) con il vantaggio del fattore casalingo.
una volta arrivato alla finale di conference per me contro miami il fattore casa conta poco o nulla.
per me la chiave è non arrivarci già sfiancati da un quarto difficile contro new york o atlanta e da una semifinale con il fattore campo avverso.
cmq sono d'accordo, niente panico, vediamo come vanno le prossime partite. numeri alla mano non mi sembra una stagione da miglior record ma neanche una stagione come quella scorsa.
tanto per dirne una, l'anno scorso dopo la sconfitta alla 25esima che mise fine al periodo migliore della RS abbiamo dovuto attendere la 61esima per una striscia di 4W. quest'anno abbiamo fatto 4W già alla 35esima.
La mia era una evidente provocatio tesa a sobillare gli allarmisti, i panicisti, gli scambisti e gli irredentisti, ma il fuoco di fila degli organicisti ne ha subitamente disperse le scomposte fila...
Ormai dovremmo sapere che gennaio mal si sposa con l'ardore dei nostri veterani, vieppiù lassi per l'assenza del più ardoroso fra essi.
Attendiamo le fioriture per adire a nuova gloria.
Dì, "Marinetti alla vaccinara" toglimi una curiosità: nel tuo italiano ostico ed agnostico cosa intendi per "organicisti"? Perchè nel mio vocabolario ha un significato che poco si attaglia sia con il mio carattere, che con la mia filosofia di tifo sui Celtics...
Piuttosto, non sarà che "organicisti" significhi "adoratori dell'organo"? In tale ipotesi, mi dissocio.
"Onni soit qui mal y pense", ma sono zio pure io ed i nipotini non mi hanno mai messo nel sacco...
Amici, permettetemi di venirvi incontro fruendo della mia conoscenza: trattasi di baggianate profuse in rima con metrica scadente e valor poetico limitato.
Un noto critico contemporaneo - Zalone Checco - userebbe parole pittoresche ed appropriate e con nonevole capacità di sintesi esprimerebbe un inequivocabile giudizio di 6 lettere.
Io vi aggiungo quanto soleva dirmi il mio prof. di lettere: forma=contenuto; un'espressione sara' tanto piu' efficace, quanto piu' saranno bilanciati i suoi 2 elementi cardine. Della serie scrivi solo quel vuoi dire in modo che ti si possa capire, ulteriori ed inutili orpelli oltre a non abbellire per niente mutano il contenuto.
Oh raga mi sembra di tornare a scuola..........
Cervello di Homer: “che diavolo significa? Meglio dire qualcosa altrimenti penseranno che sei stupido.”
Homer: “Chi la fa l’aspetti!”
Cervello di Homer: “Che fortuna!”
Vero quanto dici Luca, ma considera che siamo una squadra cui mancano spesso le marce intermedie, nel senso che per vincere si deve giocare bene o addirittura tirare col 61%(SAS per es.). Se poi ti capita il periodo di appannamento e non riesci piu' piazzare quei 10 minuti spacca partita, ecco che cambiare atteggiamento mentale per vincerle anche di "ramazza" diventa difficile. Basta guardare al caso attuale: ovvero il tempo scade palla Ciccio dalla media e lunga; ora metti pure che ora ne mette meno del solito, ma prima era un'opzione esplorato in certi frangenti o sta diventa roba da play book fissa. Del resto anche con SAS, abbiamo rischiato di dilapidere 9 punti con 56" da giocare, si e' vinto di poco col famoso 61%.
Per me e' il cosidetto difetto di fabbrica di questa squadra, se e' in condizione te le vince magari nell'ultimo quarto, se no ha difficolta' a cambiare registro. Salvo poi essere di fronte a certi appuntamenti ed esplondere con tutto il suo potenziale.
Il fondamento c'è eccome però un conto è pensare cosa sarebbe meglio per la lega un altro è che la lega "spinga" verso una direzione o l'altra attraverso gli arbitri. Ecco io questo sono convinto non sia mai capitato altrimenti - a prescindere dal fatto che non guarderei le partite e non mi interesserei di NBA - cosa direbbero le squadre escluse dall'elite della favorite?
vero il contrario cioè che nel corso degli anni sono state introdotte tutta una serie di norme tese a ridurre il peso della potenza finanziaria di una squadra (salary cap) e messe tutta una serie di eccezioni tese a favorire l'armonia e la crescita per linee interne attraverso le scelte (divieto di cessione, ecc.).
Da questo punto di vista Stern & C. sono stati a dir poco eccezionali in quanto hanno sposato una regola fondamentale dello sport-show che, ad esempio, non è stata ancora assimilata in Europa per il calcio: per massimizzare i guadagni bisogna che ogni partita sia uno show e questo può avvenire solo se c'è un equilibrio di forze.
Di strada c'è n'è ancora molta da fare però ad ogni contratto la strada battuta è quella e ciò rende possibile che San Antonio sia la miglior squadra del millenio davanti a Lakers, Bulls e NY ovvero le espressioni delle 3 più grandi ed importanti città americane.
A mio modesto avviso bisognerebbe ridurre da 2 a 4 il numero delle squadre e magari portare il numero dei giocatori a roster fino a 18 così da permettere uno sviluppo dei giovani. Penso non sarebbe neanche male fare un pre-game con ad esempio i giocatori a roster che non scenderanno in campo (ad esempio 8 su 18), magari facendo 2 partite 3vs3 con una riserva ed utilizzando 1 solo canestro.
Certo che quando qualche anno fa diedero buon un canestro della W a Lebron con Washington col 5° tempo ci sarebbe da sospettare però "I want to believe" che l'arbitro abbia commesso un errore e non che sia stato fatto apposta.
Per esempio, com'è che tutti i free agent di alto livello vanno a finire sempre in quelle quattro/cinque franchigie? Perchè è più facile che uno scambio "sballato" favorisca Lakers e Knicks piuttosto che Jazz e Timberwolves?
Semplice, perchè - a parità di salario - i giocatori hanno più voglia di finire a Miami piuttosto che a Charlotte, a Phoenix piuttosto che a Toronto. Quindi, tramite i loro agenti, "spingeranno" per andare a giocare nelle città più godibili e le loro società li scambieranno anche per meno del loro valore pur di non fargli finire il contratto rimanendo con un pugno di mosche come è accaduto ai Raptors con Bosh ed ai Cavs con James.
Morale: il sistema del salary cap è ottimo, ma favorisce sempre quelli che hanno più soldi, o più appeal degli altri, e tra Miami e Chicago LeBron sceglierà sempre il sole della Florida e non il vento dell'Illinois.
troppo timido
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