-
G5 2° Round : Boston Vs Philadelphia 101-85
The Truth 34
Domanda: in una finale di conference chi Potrebbe essere meglio per ... -
Oklahoma City in finale di conference contro San Antonio
Gabriele X ICS
Vista la partita secondo me con 3 partite in 4 giorni i lacustri non ... -
Oklahoma City in finale di conference contro San Antonio
movi
poco prima però aveva spintonato durant, indi magari hanno fatto un ... -
Oklahoma City in finale di conference contro San Antonio
pagliardo
poco prima però aveva spintonato durant, indi magari hanno fatto un ... -
Oklahoma City in finale di conference contro San Antonio
Michele Pulcini
In effetti avrebbero meritato di proseguire la corsa .... :-* una finale ... -
G5 2° Round : Boston Vs Philadelphia 101-85
movi
Beh, non mi sembra siano possibili scambi a playoffs in corso o a ... -
G5 2° Round : Boston Vs Philadelphia 101-85
pagliardo
ray allen non si discute (e non si tocca) ed è giusto aspettarlo per ... -
G5 2° Round : Boston Vs Philadelphia 101-85
movi
allora siamo daccordo... basta poco che ce vo'... :-) Credo che non ...
Recap
Agevole vittoria per i Boston Celtics (28-7) contro dei mediocri Toronto Raptors (12-24), gara controllata dai biancoverdi dall'inizio alla fine nonostante un brutto terzo quarto che aveva lasciato qualche speranza di rientrare ai canadesi. Mvp del match un Luke Harangody chirurgico in attacco e presente a rimbalzo (17 punti, 11 rimbalzi e 2 stoppate) che consente ai Celtics di non soffrire sotto i tabelloni e ripaga con minuti di qualita' la fiducia di Coach Rivers. Ottime prestazioni anche da parte di Paul Pierce (20 punti, 5 rimbalzi e 4 assist) e di uno Shaquille O'Neal tornato finalmente protagonista (12 punti 6 rimbalzi e 2 assist). Ai Raptors non basta mandare in doppia cifra tutto il quintetto base + Barbosa e pagano a caro prezzo un gioco difensivo a tratti irritante e privo di agonismo.

I quintetti sono quelli annunciati e i Celtics partono subito con le marce alte grazie ad un Paul Pierce ispirato e alle ormai "solite" triple di Ray Allen (16-8). Kleiza e un DeRozan immarcabile riescono a tenere in partita Toronto mentre Bargnani latita, in casa Celtics e' ora Glen Davis a trovare il canestro con continuita' e i biancoverdi rimangono avanti (20-17). Entra in campo Luke Harangody che piazza un finale di quarto devastante mettendo a referto ben 8 punti e aiutato da un inspirato Marquis Daniels, che si iscrive nel match sfornando 4 assist in poco piu' di 2 minuti sul
parquet, fanno sii Celtics chiudano il primo quarto con ben 12 punti di vantaggio (34-22), soffocando con una difesa attenta il gioco offensivo dei Raptors.
Il secondo quarto si apre con un canestro di Bargnani ma gli risponde subito Luke Harangody che piazza la sua prima tripla (e per quanto visto stasera probabilmente ce ne saranno delle altre) della carriera (37-24). I Raptors trovano in Ed Davis un protagonista inatteso in attacco ma Nate Robinson, che al contrario di Sansone dopo aver tagliato i capelli sembra aver recuperato energia e fiducia, stasera ha la luna nel verso giusto; "The Gadget" sigla 8 punti in un amen e Boston allunga fino al +19 (53-34). Sono ancora DeRozan e Kleiza i migliori per Toronto ma il canestro per i canadesi sembra sempre piu' piccolo e, nonostante qualche persa di troppo, i Celtics vanno sul +22 (65-43) grazie al "Maestro Shamrock" che fa un sol boccone della sua matrioska Joey Dorsey (citazione Andrea Del Vanga) e ad un Paul Pierce esecutore spietato del gioco offensivo biancoverde. Due liberi di Joey Dorsey e un bel canestro di Ray Allen fissano il risultato del primo tempo sul 67 a 45 per i Celtics.
Al rientro della pausa lunga Boston sembra scendere di concentrazione ma, nonostante Linas Kleiza e Amir Johnson puniscano un paio di difese disattente, grazie ad una schiacciata di Shaq i biancovedi volano sul +23 (76-53). La partita sembra ormai incanalata su un binario sicuro e i Celtics si concedono il lusso di tirare i remi in barca, Toronto ovviamente sfrutta l'occasione e grazie alla buon regia di Calderon e sopratutto a due bombe consecutive di Barbosa di riporta sotto (84-71). Allen e Pierce danno la scossa e il rookie Harangody piazza la miglior azione della partita: prima stoppa Ed Davis poi nel ribaltamento di fronte cattura un ottimo rimbalzo offensivo dopo un errore di Nate Robinson e conclude appoggiando facilmente al tabellone 2 punti preziosi che consentono a Boston di avere nuovamente un margine di vantaggio rassicurante (91-73). Il terzo quarto si chiude con i Celtics avanti di 17 (94-77) dopo che prima Calderon e poi Ed Davis riescono a trovare punti facili, mentre Pierce sbaglia un tiro libero e Daniels prende solamente il ferro sulla sirena.
Ultima frazione che vede Rondo infilare la sua unica tripla del match dopo che anche Kleiza aveva trovato la via del canestro da oltre l'arco, i Celtics gettano molte palle in attacco e i Raptors ne approfittano per rimontare fino al -12 (98-86) grazie ad un Bargnani finalmente in partita. L'attacco biancoverde sembra di colpo incepparsi ma Toronto non riesce ad avvicinarsi ulteriormente, i Celtics si aggrappano alla loro difesa e costringono i Raptors a due palle perse consecutive (a dirla tutta piu' colpe dei canadesi che meriti biancoverdi). Parita riaperta? Tutt'altro. Coach Rivers chiama timeout in quanto il digiuno in attacco inizia a farsi preoccupante. Boston torna in campo trasformata, parziale di 13 a 1 firmato da Harangody e Rondo e vittoria in ghiaccio (111-87) grazie anche ad un pessimo Bargnani che forza le conclusioni tornando a litigare con il canestro. Mancano poco piu' di 4 minuti alla sirena conclusiva e puo' iniziare il garbage time: spazio a Wafer, Erden e Bradley con i titolari in panchina ad osservare divertiti. Il tempo di ammirare 5 punti consecutivi di Wafer e un DeRozan che tenta di rendere la pillola meno amara per Toronto e siamo alla fine del match: 122 a 102 per i Celtics.
Una buona sgambata in vista del confronto di domani sera contro i Chicago Bulls (sconfitti oggi a Philadelphia) che si dovrebbero rivelare avversario ben piu' impegnativo.

PREVIEW
Quarto confronto stagionale tra i Boston Celtics (27-7) e i Toronto Raptors (12-23) di Andrea Bargnani. Si gioca al Garden, di fronte un avversario che nelle precedenti occasioni e' riuscito a mettere in difficolta' i biancoverdi, grazie sopratutto ad una supremazia schiacciante nei rimbalzi (49 a 37 nell'ultima sfida). I Celtics dovranno evitare i loro pericolosi cali di tensione se vorranno aggiungere un altra W al loro gia' ricco bottino. Ormai sono pienamente recuperati sia Rajon Rondo che Jermaine O'Neal, mentre rimangono ancora fermi ai box Delonte West, Kendrick Perkins e Kevin Garnett che pero' e' gia' tornato a lavorare in palestra.
Raptors che nell'ultima partita hanno superato agevolmente i derelitti Cavaliers in quel di Cleveland; fondamentale per la compagine allenata da Jay Triano il recupero di Andrea Bargnani (25 punti) e l'ottima regia di Jose Calderon (17 assist); attraverso questi due giocatori passano infatti le fortune di Toronto. Bargnani si e' guadagnato i galloni di primo violino della squadra canadese, il talento romano potrebbe avere vita facile vista l'assenza di
Garnett e sara' necessario non concedere troppo spazio al suo gioco frontale ne' dargli la possibilita' di tirare da oltre l'arco senza la pressione del suo diretto marcatore. Di contro invece il "Mago" non ha ancora risolto i noti problemi a rimbalzo e, senza il Reggie Evans versione "Rodman 2010" di inizio stagione, soffre piu' del dovuto in difesa. L'uscita in aiuto risulta spesso in ritardo e Bargnani a volte rimane imbrigliato nei cambi difensivi. Con lui in campo i Raptors sono comunque un altra squadra rispetto a quella battuta agevolmente domenica scorsa, piu' pericolosa in attacco dove potranno contare su molte piu' soluzioni (Dorsey a parte tap in o layup non fornisce ulteriori aggiunte), ma sicuramente meno presente a rimbalzo.Accanto alla prima scelta del draft 2006 prendera' posto sotto i tabelloni l'atletico Amir Johnson. Dopo un buon inizio in uscita dalla panchina l'ala ex Pistons e' stata promossa in quintetto a causa dell'infortunio subito da Reggie Evans, da qui in poi pero' Johnson sta deludendo le attese alternando buone prestazioni ad altre al di sotto della sufficienza. Nei 3 precedenti contro i Celtics e' sempre finito in doppia cifra nei punti, piazzando due "double double" e risultando decisivo (17 punti e 11 rimbalzi) nell'unica vittoria dei canadesi.
Promozione in quintetto causata da un infortunio (la schiena di Sonny Weems) anche per il lituano Linas Kleiza, ala dotata di un ottimo tiro dalla distanza e capace di piazzare parziali importanti se gli viene concesso lo spazio necessario ad esaltare le sue qualita'. Di contro pero' Kleiza ha dimostrato di non avere il passo per tenere a freno Paul Pierce (ma quando e' in serata chi ce l'ha?) e i Celtics dovranno sfruttare a loro favore la differenza di potenziale tra le due ali piccole.
Nella finora deludente stagione dei Raptors sta comunque emergendo il sophomore DeMar DeRozan, progressi notevoli rispetto alla scorsa stagione per l'ex USC, sicuramente uno dei giocatori su cui la dirigenza canadese punta per uscire dall'anonimato. Proprio nell'ultima partita contro i Celtics il numero 10 di Toronto ha piazzato una delle sue migliori prestazioni della stagione, mettendo a referto ben 27 punti grazie ad una velocita' di entrata molto superiore alla media e che si e' rilevata indigesta per la difesa biancoverde.
In cabina di regia ovviamente lo spagnolo Jose Calderon, che pero' non riesce a trovare continuita' di rendimento a causa di un fastidioso problema ad
un piede che lo costringe spesso a rimanere in borghese. Il duello con il Rondo visto contro gli Spurs e' sicuramente improbo ma Calderon e' comunque un buon playmaker che sa gestire la squadra e mettere in ritmo i compagni trovando anche la via del canestro con continuita'.
Panchina dei Raptors decimata dalle assenze, dovrebbero essere out, oltre hai gia' citati Sonny Weems e Reggie Evans, anche l'ala Peja Stojakovic e il playmaker Jerryd Bayless; mentre il rookie Solomon Alabi (fortunatamente non scelto da Boston in estate) e' stato rispedito in NBDL agli Erie Bayhawks e l'ala Ronald Dupree e' stata appena tagliata. Rimangono abili e arruolati solamente 4 giocatori, tra i quali spicca la guardia brasiliana Leandro Barbosa, tiratore talentuoso che e' risultato spesso inspirato contro i Celtics e che dovra' giocare minuti importanti anche come cambio di Calderon nel caso Bayless non riuscisse a recuperare. Completano la panchina l'altro rookie Ed Davis, ala grande uscita da North Carolina su cui lavorare per il futuro ma forse ancora un po' acerbo per un ruolo da protagonista in NBA; Joey Dorsey, tornato ai margini delle rotazioni con il rientro di Bargnani; e Julian Wright reduce dalla sua miglior prestazione della stagione contro i Cavs (15 punti, 9 rimbalzi e 5 assist) ma che finora aveva trovato ben poco spazio sul parquet.
La strada sembra spianata verso una facile vittoria, si gioca in casa contro una squadra falcidiata dagli infortuni e senza il talento necessario per mettere in difficolta' i Celtics. Ma le partite si vincono sul campo, quindi concentrazione massima e voglia di portare avanti una nuova striscia vincente. Da evitare i cali di tensione e da lasciare assolutamente negli spogliatoi la presunzione di averla gia' vinta prima della palla a due. Serve mettere a referto un'altra vittoria con umilta' e determinazione.
Toronto Raptors (12-23) at Boston Celtics (27-7)
Friday, January 7
7:30 PM ET
Regular Season Game #35, Home Game #18
TD Garden
BOSTON CELTICS
Quintetto Base
PG Rajon Rondo 10.7 PPG, 4.6 RPG, 14.0 APG, .528 FG%
SG Ray Allen 17.5 PPG, 3.5 RPG, 3.3 APG, .501 FG%
SF Paul Pierce 19.0 PPG, 5.3 RPG, 3.6 APG, .508 FG%
PF Glen Davis 12.6 PPG, 5.6 RPG, 1.3 APG, .471 FG%
C Shaquille O'Neal 10.0 PPG, 5.2 RPG. 0.6 APG, .669 FG%
Panchina
Marquis Daniels
Nate Robinson
Von Wafer
Semih Erden
Luke Harangody
Avery Bradley
Jermaine O'Neal
Infortunati/Assenti
Delonte West (wrist) out
Kevin Garnett (calf) out
Kendrick Perkins (knee) out
TORONTO RAPTORS
Quintetto Base
PG Jose Calderon 10.2 PPG, 2.6 RPG, 7.8 APG, .470 FG%
SG DeMar DeRozan 14.2 PPG, 3.4 RPG, 1.7 APG, .464 FG%
SF Linas Kleiza 11.5 PPG, 4.7 RPG, 1.1 APG, .443 FG%
PF Amir Johnson 9.0 PPG, 6.0 RPG, 1.1 APG, .559 FG%
C Andrea Bargnani 21.4 PPG, 5.7 RPG, 1.7 APG, .467 FG%
Panchina
Leandro Barbosa
Ed Davis
Julian Wright
Joey Dorsey
Jerryd Bayless
Sonny Weems
Infortunati/Assenti
Reggie Evans (foot) out
Peja Stojakovic (knee) out
Sonny Weems (back spasms) questionable
Jerryd Bayless (ankle) questionable



Commenti
Rispetto a due anni siamo tutt'altra musica anche senza KG. Vero che nella Lega c'è stato un generale indebolimento di molte franchige a favore di una maggior concentrazione di talento in altre (con annessa crescita del gap tra le diverse fasce), tuttavia la solidità mentale e profondità del roster attuale è impareggiabile.
Pensate a Luke e, a stretto giro di pensiero, non sfuggite ai concetti di compatto, lavoratore, serio, votato alla causa, umile, volitivo e orgoglioso. Insomma, un Celtic nato e strafatto. Ok una partita, per di più contro di decrepiti Raptors (che causa assenza paiono ancor più fatiscenti), poco dice, ma molto aggiunge a quanto visto finora. Il ragazzo c'è, il parquet NBA gli appartiene e finalmente dopo tre anni di progetti dal draft fallimentari si torna a colpire nel segno. E se il materiale è buono il DOC lo fa sbocciare. Eccome lo fa sbocciare! Insomma il tipo tosto che ci serviva per la RS.
In una partita in cui il quintetto dipinge basket con riserva, in cui il Capitano ne mette 20 fischiettando "Dada-umpa", si materializza il ritorno di Nate ai livelli pre-crisetta. Ciliegina sulla torta di una partita finalmente senza complicazioni.
I dream another green step in the history of the League
Stella della partita, ovviamente , Luke Harangody.Che sembra scolpito nella pietra "Celtica".Corre, lotta , sbuffa, difende e , tanto per gradire, dimostra di avere anche buoni numeri in attacco.Conclude con una bella doppia doppia, che può rappresentare il viatico per la sua definitiva consacrazione.E' chiaramente da sgrezzare, ma con la sua applicazione e il lavoro sopraffino del Doc, questo ragazzo potrà diventare pedina molto importante per i C's del futuro.Ricordiamoci solo cosa si diceva di Perk, quandò arrivò in prima squadra.
La scelta di questo ragazzo , rischia di diventare l'ennesima magata di Danny...speriamo bene.
Un'ultima considerazione sui Raptors.Ok, avevano qualche assenza, ma la sensazione di debolezza che dà questa squadra è disarmante.
Ieri sera la difesa di Toronto è stata devastata , e la cosa non ha richiesto nemmeno troppo impegno da perte dei nostri.
La loro solidità difensiva è pari alla consistenza della crema catalana, della quale ho fatto incetta(aihmè) in questi giorni di vacanza
Cal
E cambieranno la loro denomonazione..da Raptors ad Alligators
Cal
Ma su qst Luke una idea importante uno effettivamente se la pone..speriamo!:)
Mi preoccupa più Bradley, che forse ha bisogno di ricostruirsi a livello emotivo, infortuni a parte... Spero che Rivers possa e voglia lavorarci su, perché le potenzialità il rookie le ha...
Infine, per quanto riguarda Shaq, aldilà degli aspetti istrionici del suo essere un personaggio (retaggio dello star system stile fine anni 90) è uomo intelligente e di rara determinazione. Vuole vincere e ho letto che si sta allenando duramente, con una intensità per certi versi inedita.
In più, a Boston si è integrato; insomma, ero scettico quando è arrivato, ma ora sono convinto che se nei PO sarà tirato a lucido, saranno altri a doversi preoccupare.
Ed in questo caso, ancora una volta chapeau davanti ad Ainge e a Rivers (per il quale continuo a sperare in un coach of the year, prima o poi)
Una menzione particolare per LUUUUKKKKKKKKK Harangody che ancora una volta non mi smentisce.
Mio idolo personale!!!
vero....ci sono 3 anni di differenza trai due e un intero training camp saltato..c'era il timore che per Bradley sarebbe stato un anno interlocutorio e per ora e' stato cosi'. In attacco e' troppo insicuro.
Comunque Ed Davis non e' per nulla male e credo che sara' un ottimo pro.
Rivers ha detto che rientra lunedì contro Houston :
www.boston.com/sports/basketball/celtics/extras/celtics_blog/2011/01/rivers_garnett_4.html
Prima partita in cui abbiamo dominato a rimbalzo contro i Raptors e subito salta all'occhio la prestazione del numero 55 che viene utilizzato tre volte tanto rispetto a JO e sposta completamente gli equilibri del match in nostro favore..gara che è stata in nostro controllo sin dall'inizio, il resto è accademia...buona prestazione anche di Pierce (20 punti)...stanotte ci saranno i Bulls e ne vedremo delle belle
Forza Celtics!!!
E poi Harango fa' una partita da doppia-doppia...
Ora matiamo i Tori,go Celtics!
concordo anch'io, Bradley deve lavorare tosto e in prospettiva e' un talento. Ha solo 1 anno di NCAA alle spalle e quindi deve ancora crescere molto e acquisire esperienza, al contrario di Harangody che ha fatto gia' un paio di anni da primo violino a Notre Dame e non e' poco.
Su Ed Davis: per me se mette un po' di muscoli penso possa diventare molto buono.
Chiudo su Bargnani visto che non mi sembra l'ha detto nessuno: sinceramente se non mette un po' di cattiveria non arrivera' mai al top della Lega... e ieri non c'era nemmeno Garnett a marcarlo.
E' quello che ho sempre contestato ad Andrea e purtroppo può diventare un problema enorme se non lo farà.
Certo che giocare in una squadra giovanissima dove nessuno difende mai una volta che sia una e dove hai uno staff che, almeno visti i risultati e come giocano i Raptors, se ne frega di lavorare duro su questo concetto fondamentale non aiuta il Mago che al contrario se giocasse a fianco di giocatori come Garnett oppure come Bryant state sicuri che quell'atteggiamento soft lo abbandonerebbe molto presto.
Ho visto la partita sul canale spagnolo e Damiel, telecronista, prendeva per i fondelli Andrea (come Italiano mi ha dato molto fastidio) ogni volta che sotto canestro c'era una lotta rimarcando ironicamente il fatto che Bargnani se ne sta alla larga dai contatti duri.
Purtroppo questo è vero proprio per la mancanza di cattiveria agonistica del Mago però anche gli spagnoli dimenticano che il loro beniamino fino al 2008 si cacava nelle mutande quando affrontava i pariruolo, specialmente quelli tosti, ed è cambiato caratterialmente da quando ha assaggiato l'ambiente dei Lakers e sopratutto da quando si allena con Bryant che sicuramente non gli avrà concesso mai uno sconto.
Fino ad oggi la stagione di Bargnani è sicuramente positiva però per meritarsi il ruolo di uomo franchigia se non sarà in questa stagione ma dalla prossima dovrà ripresentarsi molto più determinato di oggi.
Io ho fiducia nei suoi progressi e ci arriverà.
concordo. il punto è: come gli facciamo riacquisire fiducia? Il ragazzo deve migliorare di testa. E poi se fossi in lui lavorerei molto sul tiro, perchè difensivamente ha già dimostrato in piccole dosi, di avere talento fuori dal comune.
Sono queste le qualità per giocare in NBA nei Celtics, poi le buone giornate al tiro prima o poi capitano a tutti, ma i requisiti per giocare in NBA sono altri.
Secondo me è già un problema enorme.
Citazione Alberto:
Alberto lo hanno messo a fare il franchise player, dandogli un contratto da oltre 10M$, e non facendo nulla per trattenere Bosh, non servirebbero Bryant o KG accanto per difendere alla morte, anzi dovrebbe fare lui il KG o il Bryant della situazione dando esempio ai compagni giovani.
Citazione Alberto:
Sono due giocatori comunque diversi Gasol in attacco non ha mai avuto il tiro da tre punti, ma è sempre stato più completo di Bargnani, e pur non essendo un mostro di cattiveria in post basso ci andava spesso, a rimbalzo non c'è paragone tra i due. Non sottovaluteri inoltre il fatto che comunque Gasol in un Ovest più forte di quello attuale portò i Grizzlies ai PO.
Poi che Gasol abbia cambiato passo a LA è indubbio, però le critiche dei telecronisti spagnoli sono quelle che tutti gli Italiani muovono ad Andrea da anni e il tempo passa senza vedere grandi progressi a livello mentale.
Citazione Alberto:
E cosa aspetta ? la cosa secondo me irritante è che a livello di talento cestistico siamo a livelli altissimi, vedere che non lo sfrutta per difetti che tutti gli sbattono in faccia da tre anni, è roba alla Telfair per capirsi, il che non è una gran cosa. Ho parlato con gente vicina al coach della Nazionale e mi hanno detto che ha perso un mese per farlo scendere dal piedistallo quando la Nazionale aveva problemi ben più grandi con cui perdere tempo, e che ad un certo punto lo stesso Meneghin sia intervenuto con toni marcati per riportarlo sulla terra. E in un contesto come quello della nazionale, lui si che dovrebbe essere quello che KG è per i Celtics.
A me ogni gara che passa, mi sembra che invece di andare avanti vanda indietro, stanotte appena sembrava che fosse in campo, non "incideva la pellicola" come si dice in gergo.
Citazione celticsman:
Molto francemente io sono sempre stato uno di quelli che ritiene che mandare uno in lega di sviluppo non sia una gran cosa, meglio allenarsi con i vary KG, Ray Allen etc, però Bradley ha giocato al college un solo anno (a differenza dei 4 di Harangody), è il problema principale mi pare sia un problema di "sicurezza nei suoi mezzi", non un problema di talento o di applicazione dello stesso, stanotte ha sbagliato un appoggio in sottomano non prendendo neppure il ferro, quello è un problema di concentrazione, un problema mentale derivante da mancata sicurezza, fino a che questo ragazzo non entra in campo con la testa sgombra da pensieri, è inutile buttarlo dentro a rimediare figuracce e aumentare il suo tasso di "panico".
Per una volta credo sia più utile andare a fare ventelli a raffica in NBDL che tenerlo in panchina con quello sguardo spaurito.
Citazione Legend:
Assolutamente d'accordo, qui un po tutti abbiamo notato la difesa che c'è, ma questo al college aveva un piazzato molto sicuro, e non credo che abbia disimparato a tirare in pochi mesi. Casomai va costruito mentalmente come play, però ha 19 anni, un solo anno di college alle spalle e pochi minuti veri alle spalle, ha solo bisogno che il tempo passi, non si può pretendere di prendere un ex freshman e che sia "NBA Ready" come uo che si è fatto quattro anni da giocatore di punta in un college da top25 del ranking NCAA. Io credo che Bradley sia buono, però va lavorato con calma in allenamento senza esporlo a battute in gara, tanto a roster completo abbiamo tempo e modo per fare questo, è una scommessa ad alto rischio, si sapeva a giugno e non dobbiamo dimenticarcelo adesso.
Citazione JiM:
Harangody ha me da una sensazione di "sicurezza". Un mio amico che in passato allenava, diceva sempre ai suoi ragazzi, "quello bravo si vede se non perde la testa quando è sudato fradicio", ecco Harangody mi da quella sensazione, di un giocatore che fa le cose che è in grado di farle senza strafare, senza perdere palle inutili o tentare tiri che non ci stanno, ma dando il 110% di quello che può dare in ogni possesso che gioca. E poi ha fatto dei progressi enormi, io ho visto qualche filmato del college e mi ricordo uno fermo sui piedi, piantato in terra, ora le velocità di piedi mi sembra clamorosamente migliorata, e ogni gara che passa mi sembra che stia diventando un bloccante sempre migliore (e nei Celtics la cosa aiuta), e a rimbalzo il senso della posizione è di quelli buoni davvero. Sono convinto che questo ragazzo farà parlare molto di se in futuro. Mi ricorda molto la prima stagione di Ryan Gomes ai Celtics.
@ Albero : hai visto che Rivers il coraggio con i rookie ce l'ha
Che prima o poi Luke tirasse fuori una doppia doppia (in 26'!) non era neanche quotato perchè è un buon giocatore e lo ha dimostrato al college prima che ai Celtics. Anche il "periodo" è quello giusto perchè dopo il camp si è fatto 2 mesi di "apprendistato" in panca e per un giocatore maturo come lui si tratta solo di "mettere insieme le cose" in una partita. Già, una partita, ora bisogna trovare la continuità di rendimento, caratteristica che, ad esempio, uno come Davis, gli ci sono voluti 2 anni per trovarla; io credo che Luke ci arriverà prima e che con un po' di fortuna si possa ritagliare una carriera NBA come quella del ns ex Gomes.
Barganni: butto la spugna. Non per altro ma ormai sono 4 anni che diciamo (tutto il mondo) che gli manca la cattiveria e quella non la compri al supermercato o in allenamento. Il mio esempio in questi casi è sempre quello: Leon Powe! Il suo carattere sui cm ed il tiro di Andrea ed avremmo l'erede di Nowitski ovvero un potenziale MVP della lega. Gasol aveva - ed ha ancora - la fama di essere soft ma a differenza di Andrea i rimbalzi li ha sempre presi ed è migliorato molto da quando era a Memphis, sicuramente grazie allo staff dei Lakers ed al fatto che giocare per il titolo fa crescere un giocatore che ha le potenzialità di farlo.
www.youtube.com/watch?v=3lqmpKjus3U&feature=player_embedded#!
Lo stesso Rivers in conferenza stampa lo ha definito "phenomenal" !
Su Bargsy invece vedo ancora una volta dei giudizi -secondo me- un po' troppo severi.
A. I primi due anni di NBA si parlava più o meno di bust, accostandolo a fallimenti eccellenti del passato. Era stata messa in dubbio la sua scelta al #1, ma se si pensa alle prime posizioni (Aldrige, Morrison e Thomas), non è che ci fossero dei fenomeni.
B. Invece il nostro ha dimostrato di poterci stare in NBA e di starci parecchio comodo.
C. Statistiche in miglioramento costante e ancora non è arrivato al top, quest'anno (grazie anche all'assenza di Bosh) è addirittura esploso come PPG (ne fa sette in più di media, segna di più di gente come ad es. Granger. Anche come RPG ne prende circa uno in più a partita. Ovviamente il tutto va "normalizzato" da circa 5min in più a partita.
D. Sulla cattiveria agonistica sono con voi tutta la vita, ma attenzione che non è un upgrade necessario per farlo diventare un buon/ottimo giocatore, ma sarebbe l'upgrade -imprescindibile- per far diventare un'all-star quello che è GIÀ un ottimo giocatore.
Rileggiti il mio post ormai famoso
Minuti per tutti, riposi per i titolari, vantaggio subito di sicurezza e ogni volta che i Raptors ci hanno provato sono stati ricacciati indietro.
Insomma, quanto avremmo potuto volere è stato concesso.
Su Bargnani mi pare quasi ripetitivo commentare: per ora lui è questo, in più era reduce da un infortunio e non è facile rientrare contro una squadra contro i Celtics che difende davvero.
Ha molte doti, qualche difetto che forse non lo farà diventare una vera superstar, ma non sarà il primo nè l'ultimo di questa lega a non sfruttare del tutto il talento regalato da madre natura.
Per il resto se indoviniamo anche le seconde scelte, non c'è nè veramente per nessuno e la transizione post 2012 non ci fa più paura.
Trovo irritante il comportamento di un giocatore, per il quale, in questi anni, sono state trovate tutte le scusanti possibili ed immaginabili.Talento?Cert o..Potenzialità? Sicuramente.Ma alla fine? cosa ha raccolto fino ad ora?A volte mi dà l'impressione, ma è un fatto del tutto personale, che si senta già arrivato.In nazionale ha avuto spesso comportamenti da Larry Bird, senza peraltro valerne un'unghia.Quello che io osservo è che, dopo 4 anni,l'esplosione che tutti si attendevano non c'è stata.I difetti che aveva, se li porta ancora tutti dietro.Molle in difesa, appena trova qualcuno un pò più duro da marcare.Alterna cose molto belle a prestazioni inutili.Paragoni con Wunder Dirk..mah..eviterei.Il tedescone di Dallas ha una grinta che il romano non potrebbe mai possedere,nemmeno comprandone a chili a Porta Portese.
Gli abbiamo dato tante giustificazioni.All'inizi o era un rookie e aveva bisogno di ambientamento.Poi per altri due anni,si è detto la sua presunta stella veniva oscurata dall'egoismo di Bosh.Adesso che Bosh è andato via, i suoi attesissimi progressi dove sono?Credo che uno col suo talento, dovrebbe mettere nel paniere, una doppia doppia , almeno ogni due partite.E invece, dopo 4 anni, continuiamo a parlare sempre, immancabilmente delle stesse cose.Per me resterà sempre un buon giocatore, dalle potenzialità inespresse.Poi come dice Michele, non è sicuramente il primo e non sarà l'ultimo.Ma questa per il basket italiano, non è certo una consolazione.A mio parere, se gli infortuni gli daranno tregua, credo che la vera stella , possa diventare Gallinari.Che, per carattere e personalità, sembra giocare nella NBA, da molto più tempo dell'Andrea nazionale.Lo dico con rammarico..mi dispiace..ma per me..tempo scaduto.
Cal
In questa stagione è salito a 21,2 punti dai 17,2 della passata, con le stesse percentuali, pur prendendo tre tiri in più a partita e, soprattutto, quasi raddoppiando i liberi tentati, segnale di pericolosità offensiva non solo perimetrale.
E' vero, non supera i 6 rimbalzi a partita e sono pochi, soprattutto in difesa, ma questo non può essere l'unico dato per bollare un giocatore come deludente.
Non sarà Nowitsky, non sarà Gasol (comunque due super in assoluto), ma non mi pare nemmeno uno che rubi lo stipendio, potrebbe fare di più, concordo, ma non vale per la maggioranza dei giocatori NBA?
Condivido, è ciò che vado ripetendo da tempo.
Su Bargnani mi sembra che visto che ha strappato un contratto da 50 milioni di $ che lo ha fatto diventare l'uomo franchigia dei Raptors dovrebbe avere numeri e leadership di Garnett? oppure di Bryant o LeBron? Oppure di Nowitzky che ha più anni ed esperienza di lui? Come ho scritto tempo fa, nella NBA i fuoriclasse si contano nelle dita di due mani e poi vengono tanti ottimi giocatori tra i quali colloco Andrea.
Vi consiglio di leggervi i roster delle altre 29 franchigie NBA e analizzare i propri giocatori franchigia e lo stipendio che prendono, poi confrontate il tutto con l'apporto di Andrea e tirate due somme.
Per quanto riguarda la Nazionale, credo a ciò che ha affermato la fonte di Leonardo però bisognerebbe conoscere anche la vertià di Bargnani e alla fine potremmo capire meglio come stanno le cose.
Bargnani viene da un mondo (la NBA) lontano anni luce da quello Italiano dove se il livello del nostro basket è quello attuale (veramente mediocre) un motivo ci sarà o no? E forse la colpa è di tutto il movimento o no? Quindi se hanno dovuto impiegare un mese per farlo scendere dal piedistallo è probabile anche che non hanno voluto ascoltare quello che lui aveva da dire in merito e la cosa non mi stupisce affatto.
e' che siamo Italiani e ci piacerebbe avere un giocatore dominante in NBA. forse chiediamo troppo ad Andrea, comunque condivido che Bargnani e' un ottimo giocatore a cui manca ancora qualcosa per diventare eccellente. Sulla diatriba Nazionale non conoscendo bene i fatti, preferisco non esprimermi ma Bargnani alla Nazionale serve eccome, io spero che possa trovare la giusta via di mezzo.
Non ho mai pensato che rubi lo stipendio.E non mi permetterei mai di scriverlo.Non credo abbia puntato una pistola alla tempia del presidente dei Raptors, per ottenere ciò che guadagna.
Ma posso permettermi di dubitare che non valga i 50 milioni tondi tondi che intasca in 5 anni?
Poi se li prende , buon per lui, ci mancherebbe.E'un giocatore professionista, mica una ONLUS.
Cal
Intanto quest'estate in nazionale ha dominato e anche lì ha lasciato intravedere che può fare sfracelli e non dimentichiamoci che se si esclude Belinelli il resto della squadra era davvero fuffa!
Adesso ho capito da dove nascono i problemi del basket italiano ! Che cretino a non averlo fatto prima. E che cretini i suoi compagni a non capire che dovevano leccargli subito il posteriore perchè lui gioca nell'NBA e loro no, anzichè pretendere il dovuto rispetto, perchè poi a basket si gioca in 5 (anzi in 12) ! In effetti il basket è questo, non è uno sport di squadra come sostengono quei fessi che tifano per quella squadra del New England, è una estremizzazione del singolo come ci insegna l'ex numero 24 dei Lakers. Insomma staff tecnico e compagni invece che provare a creare una sorta di Ubuntu (parola di origine sarda suppongo), dovevano ascoltare lui, anzichè portare in dote ognuno la propria esperienza, solo perchè gioca nell'NBA. Comunque nell'NBA ci giocano pure Belinelli e Gallinari che dei piedistalli non sanno di che farsene.
Citazione Alberto:
A dirla tutta a iniziato a dominare quando la squadra era praticamente giù fuori dalla qualificazione, nelle prime partite, mi riferisco soprattutto alla sconfitta in Lettonia e a quella in casa contro Israele contro giocatori dieci volte inferiori a lui mi pareva tutt'altro che dominante (al di la delle cifre), ma d'altronde se quei "barboni" che gli giocano accanto non lo stavano a sentire, non era certo colpa sua.
Ciò detto, Andrea non ha il fisico per essere un centro NB, non è mai stato un grande difensore, è un'ala piccola nel corpo di un centro. Nowitzki nel corso degli anni ha messo su chili di muscoli eppure rimane anche lui al centro di critiche di chi vorrebbe che fosse un Howard quando non potrà mai, perchè la sua forza è quella del "finesse player", di quello che vicino ha bisogno di un "cagnaccio da rimbalzo". Garnett è forse l'unico che è riuscito negli ultimi dieci anni ad abbinare una difesa di prima categoria, un tiro da fuori che spacca e la capacità di andare a rimbalzo da "cagnaccio", quindi pretendere che Bargnani sia il nuovo Garnett è utopico.
Se parliamo della Nazionale italiana, invece, devo dire che mi ha deluso un bel po', il nostro Andrea. Abbiamo rimediato scoppole da squadre che non hanno nemmeno un giocatore NBA, ed il leader doveva essere lui assieme a Belinelli. Ho paura che per avere un leader dovremo aspettare Gallinari in azzurro. Oh, in quanto al fatto che il resto sia "fuffa", ricordo che l'Italia agli Europei ha vinto un oro nel 1999, un argento nel 1997 ed un bronzo nel 2003 ed una medaglia d'argento alle Olimpiadi del 2004 solo con la "fuffa", cioè senza giocatori NBA. A dimostrazione che, ancora una volta la squadra conta più dei singoli.
Su questo Alberto permettimi di dissentire. Questa Estate in Nazionale non ha fatto il dominatore, altrimenti non avremmo avuto bisogno dei ripescaggi (leggasi torneo allargato a piu' squadre) per qualificarci. E il fatto che pensi che i compagni non siano grandi giocatori non giustificherebbe in alcun modo un comportamento spocchioso (se e' vero che e' successo, io questo non lo so), altrimenti neanche mi immagino cosa potevano combinare Pierce e Walker negli anni bui (e noi avremmo dovuto giustificarli allora). Cmq secondo me il resto della Nazionale non e' cosi "fuffa", sono ottimi professionisti, certo non campioni affermati ma cmq gente che per la maglia azzurra ci ha rimesso le ginocchia (Giachetti x esempio) e si e' sempre presa le sue responsabilita' (Mancinelli, Mordente, Poeta, Gigli...) e vanno rispettati.
Secondo me il "vero" problema di Bargnani, è che al momento è indubbiamente uno dei lunghi tecnicamente più completi dell'NBA, ha cm e si è irrobustito molto nella parte superiore del corpo, quindi non manca ne dal lato tecnico, ne da quello fisico (pur avendo chiaro che non sarà mai un centro che fisicamente domina le partite, il problema è che Bargnani ad oggi sfrutta il suo potenziale solo in parte, per problemi di approccio, che tutti gli sbattono in faccia da tre anni, senza che lui in questi tre anni dal punto di vista dell'approccio abbia fatto passi in avanti. Il discorso dei pochi rimbalzi è lo specchio di questa cosa, per andare a prendere i rimbalzi bisogna prima di tutto buttarsi su ogni pallone (salvo avere diversi compiti sul tagliafuori, ma non mi pare il suo caso), e non aver timore delle gomitate e delle spinte. Kevin Love è quasi 10 cm più basso di lui e salta meno di lui, ma ne prende più del doppio.
Ora se Bargnani avesse dei limiti tecnici che non lo fanno andare più di un certo livello, ci sarebbe poco da fare, siccome ai suoi limiti massimi Bargnani ci arriva raramente, mi pare lecito "chierdersi" come mai a volte da l'impressione di non dare tutto !
Sul discorso "fuffa" nazionale, non mi pare che dal quarto in poi salvo la Spagna la Lituania e la Grecia le altre siano messe meglio di noi adesso, io credo che gli ultimi tre allenatori (Messina Tanjevic e Recalcati) in relazione alla qualità degli atleti abbiano raggiunto risultati notevoli, Messina vinse un Argento dove l'oro era fuori portata, Tanjevic vinse l'oro nel 99, con una squadra difficilissima da tenere insieme, Recalcati all'Europeo in Svezia fece un miracolo (era L'europeo dove Lamma sembrava Steve Nash) e arrivò a 5 minuti dall'oro Olimpico con dei comprimari portati a livelli celestiali (non so se Rombaldoni vi ricorda qualcosa). Spesso nel basket Fiba soprattutto a livello di nazionali la solidità di un gruppo basato su professionisti seri fa più la differenza del talento ammassato, come la Francia attuale con tanti giocatori in NBA che in Nazionale fanno un buco dietro l'altro. Ecco perchè secondo me Bargnani dal piedistallo doveva scendere a prescindere sia perchè lo voelva lui, sia perchè gli toglievano il piedistallo.
Fuffa non perchè non valgono niente, che sia chiaro altrimenti mi conviene parlare di basket con i miei figli che hanno 3 e 6 anni invece di scrivere su IAAC, semplicemente perchè non sono all'altezza di questi livelli.
Il Mago ha dominato nel senso che nessuno ha potuto niente contro di lui ma per vincere bisogna essere in 5 e ha supportarlo c'era il solo Beli che poi non ha fatto un buon torneo.
Quando ci sarà anche Gallinari, se avrà voglia anche lui di scendere dal piedistallo che sia chiaro visto che in agosto ci poteva essere e non è voluto venire, avremmo 3/5 + il Mancio che ci garantiranno ottimi risultati e molto probabilmente anche delle vittorie importanti.
Nel 1997-1999-2003-2004 il basket Italiano (specie 1997-1999) era un'altra cosa, oggi è in piena crisi, basta vedere chi vince e come lo fa da 4 anni a questa parte.
Brava Siena però il resto è veramente FUFFA!
Chi vorrebbe dire "chi vince e come lo fa da 4 anni a questa parte" ?
Spero non si vadano a cercare motivi extra parquet (arbitri, dirigenti etc etc), e se ti riferisci al numero di stranieri ti ricordo che la "tua" Virtus vinceva con Ginobili, Andersen, Jaric, Rigadeau, Griffin, Danilovic etc etc, stranieri come McCalleb, McIntyre, Sato, Stonerook Eze etc etc. Poi che sia uno schifo vedere squadre piene di stranieri con Italiani relegati a ruoli marginali è un altro discorso, ma se le regole sono queste è normale che i dirigenti di 10 anni fa e quelli di oggi ci facciano dentro quello che meglio credono, tanto più se un italiano buono pretende il doppio di uno straniero di pari valore.
Io credo che tolti spagnoli e greci dal 4° giocatore in poi non ci sono tante differenze con le altre Nazionali.
e infatti per esempio il "supporting cast" della Francia vede protagonisti Mickael Gelabale e sopratutto Ali Traore che quest'anno gioca (ma parte in panchina) a Roma nella Lottomatica e ti assicuro che in confronto i nostri lunghi sono molto ma molto meglio. La differenza la fa come giochi di squadra, la Turchia arriva in finale al mondiale grazie ad un Turkoglu che si sbatte in difesa e gioca per i compagni, la Spagna dove invece abbiamo Re Rubio e le Regine Fernandez e Navarro esce molto prima perche' tutti questi campioni pensano piu' al loro tabellino invece di mettersi a giocare insieme.
Mi riferisco al fatto che ormai ci sono solo stranieri e i club tesserano solo questi oppure quelli col doppio passaporto e dello sviluppo degli italiani NIENTE di NIENTE.
L'unico giocatore italiano significativo di Siena è Carraretto poi il nulla anche come numero di tesserati mentre la Virtus che hai citato presentava Crippa, Ravaglia, Abbio, Morandotti o Binelli nella squadra del 97/98 oppure Crippa, Abbio, Ravaglia, Panichi, Binelli, Frosini in quella del 98/99 oppure Bonora, Abbio, Binelli, Frosini (volendo anche Sconochini che a quel punto era Italiano a tutti gli effetti ma non lo considero) in quella del 99/00 oppure Abbio, Bonora, Ambrassa, Frosini in quella del 00/01 oppure Abbio, Bonora, Frosini, Carera Brkic (e pure Belinelli ma non lo considero perchè giovanissimo) in quella del 01/02.
In tutte qeuste squadre c'erano anche altri Italiani che non ho citato perchè avevano un ruolo marginale (giovani a roster) mentre ho citato quelli che erano importanti per la squadra.
La Virtus aveva molti giocatori Italiani in squadra (importanti e anche di esperienza) e la Nazionale aveva l'imbarazzo della scelta (Fucka? Basile? ecc....).
Insomma mi pare chiaro il concetto e non ti devo insegnare niente che sei molto più competente di me.
E' ovvio che Siena oggi non punterà su Italiani che a parità di valore ti chiedono il doppio di uno straniero (Mancinelli ne è l'esempio più classico, pretese da 1 M$ per poi non fare la differenza), così come non ci puntava Milano e solo in parte Roma (prendendo gli scarti di Milano e Siena), ad oggi se vuoi far tornare i conti in bilancio e essere competitivo, di italiani ad alto livello te ne puoi permettere il minimo indispensabile per coprire i posti a roster.
Però ridurre il discorso a Siena e alle altre grandi che non li fanno giocare è riduttivo, la verità è che a livello giovani dagli 85 in poi in Italia di potenziali feneomeni ce ne erano come mai forse ce ne sono stati, molti di questi si sono dispersi per atteggiamenti personali come minimo molto dicutibili, perchè le squadre under 18 degli 86 e 87 a livello europeo erano al top, e non ne abbiamo tirato fuori un ragno dal buco, perchè questi si sono montati la testa e in allenamento vanno sistematicamente sotto a delle mezze tacche provenienti dal resto del mondo. e c'è anche da dire che questa globalizzazione per gli italiani aprirebbe tante porte all'esterno, ma i nostri signorini raramente schiodano il culo dal belpaese per andare a giocare all'estero, e allora la colpa è ancora di una generazione di presunti talenti secondo me un po troppo viziati, che dopo aver visto il loro nome nei secondi giri dei mock draft, è entrata in modalità tutto dovuto per i due - tre anni cruciali della loro carriera, salvo svegliarsi bruscamente quando poi il treno buono era passato, non solo per gli USA, ma anche per l'europa.
GIGLI, POETA, MANCINELLI, CROSARIOL, VITALI, DATOME... ma anche MONTI, HACKETT e ARADORI se non invertono la rotta fanno questa fine...
Per il resto parlo di alcuni passati da Siena e visti di persona. Vitali arrivò da Bologna quando la Virtus fallì, lui e e Belinelli erano i migliori, e veramente si vedeva che Vitali a 18 anni (play di due metri) sembrava giocasse un'altro Sport. Recalcati lo portò spesso in prima squadra a farsi le ossa, poi però il suo Babbo gli comprò il cartellino (pagandolo una valanga di soldi) e lo portò via. Recalcati al tempo disse che aveva solo bisogno di allenarsi con calma ad un certo livello e che andando a fare e disfare in una squadra di bassa classifica sarebbe stata la sua rovina Da li in poi ha fatto come i gamberi invece di andare avanti è andato indietro, passato per Milano senza lasciare ricordi, vivacchia a Roma.
Datome arriva a Siena appena sedicenne dopo aver vinto di forza quasi da solo la B2 con una squadra sarda, e vi assicuro che Datome a 16 anni era una cosa fuori del mondo, segnava da ogni dove in allenamento con la prima squadra, saltava come un pazzo, stoppava, rimbalzi. Con lui Pianigiani vince tutto per due anni a livello giovanile (Datome '87, giocava in squadra con gli '86), poi nel 2006 si arriva al dunque, Pianigiani viene messo a fare il capo allenatore a Siena e Datome è il fulcro del nuovo progetto, tant'è che Sato viene preso per fargli il cambio. Li però Datome inizia il suo flop, invece di allenarsi duramente, entra in modalità "tutto dovuto", inizia a lamentare mali di ogni tipo, mal di gola, infezioni, un problema alla spalla che non si risolve mai, Pianigiani lo fa partire in quintetto ma si allena poco e male, e ovviamente dopo due mesi Sato gli scollina davanti di forza. Allora si decide di mandarlo in prestito a Scafati dove in teoria avrebbe avuto la squadra per se, ma anche li due anni di nulla. E così siamo arrivati a 20 anni suonati, passate le sbornie da mock draft e gli scout che vengono a vederlo si sveglia come un indesiderato, va in prestito a Roma (lo è tutt'ora) a svernare in panca in attesa di una esplosione che non arriva.
Lechatler, '86 con i suoi parietà sembrava lo Shaq dei bei tempi in NBDL, però il fisico si è appesantito, non ha mai fatto messo progresso che sia mezzo in attacco, e alla fine i limiti tecnici hanno preso il sopravvento.
Degli altri non passati da Siena, Crosariol avrebbe fisico e mani da NBA, ma se quando hai 18 anni Gherardini che con i giovani era un fenomeno, inizia a darti in prestito a destra e a manca, è un brutto segno. Talento gettato nello sciacquone se ce ne è uno. Poeta di tutti è il più recuperabile, ha grossi limiti in difesa ma almeno sa giocare, quest'anno a Bologna si giudica male perchè è sempre mezzo rotto. Gigli di Reggio forse non era da NBA, ma rispetto a quello attuale era un giocatore il triplo più atletico, poi ha messo su muscoli (secondo me troppi) ed è diventato un lungo più classico. Non un fenomeno ma un onesto lavoratore.
La mia sensazione è che ci siamo "fumati" una generazione di giocatori potenzialmente buoni o ottimi, principalmente per colpe loro, e non per colpa delle squadre che non li fanno giocare.
RSS feed dei commenti di questo post.