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Recap
Incredibile vittoria dei Boston Celtics che, nonostante le assenze ed i problemi di falli dei pochi lunghi rimasti, espugna il Wachovia Center dopo il più classico dei finali thrilling. Rondo pesca la giocata vincente con un assist a Kevin Garnett che firma il 102-101 finale lasciando con l'amaro in bocca i Sixers, autori della miglior prestazione stagionale. Fantastica la prova di Rajon Rondo che griffa 19 punti, 14 assist, 5 rimbalzi e 3 recuperi, ma anche quelle di Ray Allen con 23 punti e le "giocate chiave" e del solito monumentale Glen Davis autore di 16 punti e 7 rimbalzi in 26 minuti

La prima sorpresa della serata è l'assenza in quintetto dell'acciaccato Shaquille O'Neal, sostituito da Semih Erden nel ruolo di centro e il turco si presenta subito con una schiacciata su assist di Ray Allen. I Sixers non si fanno impressionare e volano subito 7-2, dimostrando buona intensità e propensione offensiva con Holiday che cerca di approfittare di qualche libertà di troppo concessagli.
Erden commette subito il secondo fallo lasciando spazio a Big Baby ed i Celtics si tengono a galla grazie ai 12 punti in due della ditta Rondo/KG, ma non riescono ad incidere difensivamente concedendo troppi secondi tiri ai padroni di casa. Il quarto rimbalzo in attacco trasformato in una poderosa schiacciata da Iguodala, costringe Doc Rivers a chiamare il primo time out della serata sul 23-19 per Philadelphia, con i Celtics che sembrano soffrire la rotazione dei lunghi ridotta all'osso.
Big Baby comincia ad incidere con tre canestri di fila, regalando il primo vantaggio ospite sul 27-25, ma la difesa continua a regalare troppi lay up e tiri ad alta percentuale. Phiadelphia banchetta in area con Thaddeus Young e Hawes chiudendo avanti 32-29 ,nonostante il 61% al tiro degli ospiti, grazie soprattutto ai 6 rimbalzi in attacco catturati.
Rivers prova a sopperire alla carenza di lunghi con un quintetto con Daniels da numero 4 (definirlo basso è un eufemismo), ma trova subito il terzo fallo di Glen Davis e la situazione si fa quantomeno difficile. I Sixers ci doppiano a rimbalzo (16-8), ma Wafer e Robison trovano due triple che ci tengono a contatto. Garnett risponde alla tripla di Lou Williams e nonostante lo strapotere dei locali nel pitturato i Celtics non sembrano voler mollare. Un paio di liberi di Ray Allen ci riportano sul 43-43, prima di una terribile "uno-due" dalla lunga di Williams che ci riporta sotto di 6 punti. Philadelphia però non ha fatto i conti con Nate Robinson che piazza 2 bombe in 30 secondi ed un jumper dalla media di Rondo ci riporta addirittura avanti 53-51 a due minuti dalla fine, in una partita veramente difficile da interpretare. I Celtics chiudono avanti all'intervallo 56-55, tirando quasi con il 60% dal campo, con 5/7 da 3 e aggiungendo anche 15 assist, ma concedendo ben 10 rimbalzi in attacco.
La cosa peggiore che poteva accadere in avvio di terzo quarto era sicuramente il terzo fallo di Garnett, cosa che puntualmente accade dopo 20 secondi di gioco, "colpa" soprattutto di un rimbalzo mancato da Erden. Il turco si rifà appoggiando a canestro l'ottavo assist della partita di Rondo, ma la presenza sotto i tabelloni non è certamente quella di Shaq. Holiday ci punisce in penetrazione e due triple consecutive dell'infuocato Meeks ci fanno sprofondare sotto 72-66, con il capitano che non pare nella sua migliore serata. 7 punti consecutivi di Lou Williams portano i Sixers al massimo vantaggio sul 80-72 con l'inerzia tutta per i padroni di casa e con i Celtics che sembrano alle corde, anche per un immaginifico quarto fallo pescato a Davis che complica ulteriormente le cose. Ma Boston non è mai morta. Rondo segna in penetrazione, Erden mette dentro due liberi, Big Baby segna in traffico ed un incredibile tripla di tabella di Rajon Rondo chiude un parziale di 9-0 che permette ai Celtics di finire avanti il terzo quarto 81-80.
Rivers ripropone il quintetto basso con Garnett ancora seduto in panchina e Young continua a creare parecchi problemi sotto i tabelloni, ma Big Baby e Rondo rispondono colpo su colpo. Pierce continua a non vedere il canestro e un lay up di Young riporta avanti Philadelphia 88-87 con 5 minuti da giocare e con le difese che sembrano aver preso le misure sui rispettivi attacchi. Ray Allen risponde ad Iguodala e il decimo punto di Paul Pierce riporta i verdi avanti di 1. Un incredibile tripla di Jodie Meeks riporta in vantaggio i locali che allungano subito dopo con un jumper di Elton Brand, ma il solito Ray Allen piazza 5 punti di fila (2 liberi e la solita tripla assassina) per il 98-97 ad 1 minuto e 4 secondi dalla fine. Iguodala realizza un insensato tiro da 4 metri al quale risponde Glen Davis a 27 secondi dalla fine. Ancora il solito AI9 segna in penetrazione dopo un sanguinoso rimbalzo offensivo concesso ad Elton Brand. Rimangono 6,5 secondi da giocare e lo schema sarebbe disegnato per Ray. Rondo trova tutte le linee di passaggio chiuse ma riesce ad inventare un incredibile lob per Garnett che appoggia il più facile dei canestri. 102-101 e vittoria dei Celtics "alla Celtics", contro tutto e tutti!
PREVIEW.
Quinto back to back stagionale per i Boston Celtics che, dopo la brillante affermazione contro Denver, volano a Philadelphia per affrontare gli enigmatici Sixers, squadra reduce da 5 vittorie casalinghe consecutive e quindi avversario da prendere con le molle. Nonostante le assenze pesanti (West, Jermaine O'Neal, Perkins) e qualche acciacco (vedi Rondo e Shaq), i nostri stanno cavalcando una serie di 8 vittorie filate dando l'impressione di aver inserito il pilota automatico e di aver trovato un equilibrio tale da consentire a tutti gli attori di recitare il "copione" nel migliore dei modi. Diretta Sky Sport 2 ore 02:00
Gli avversari di stasera sono i Sixers, la classica squadra nel "limbo" della Nba, dotata di materiale giovane e di ottimo talento, ma non abbastanza per avere ambizioni nell'immediato futuro.
Reduce da una pessima stagione da 27 vittorie sotto la guida di Eddie Jordan, coach che non ha saputo plasmare il talento a disposizione creando un gruppo senza un'identità precisa, la proprietà ha deciso di cambiare rotta ingaggiando un allenatore di provata esperienza. Doug Collins non è certamente l'ultimo arrivato e nelle intenzioni di Rod Thorn avrebbe dovuto dare un impronta difensiva alla squadra, visto che l'anno scorso Philadelphia è stata una dei Team con più punti subiti dell'intera Nba. Qualcosa da questo punto di vista si comincia ad intravvedere, anche se è ancora troppo poco per risvegliare il pubblico del Wachovia Center, da troppo tempo in attesa di una squadra da titolo.
In estate è stato scaricato il pesante contratto del centro intimidatore Samuel Dalembert, in cambio del giovane Spencer Hawes (centro titolare), sul quale Collins potrà lavorare, e di Andres Nocioni, mestierante che sembra abbia iniziato l'inevitabile parabola discendente. Uno dei problemi più evidenti della franchigia sono i 90 milioni del "contrattone " fatto firmare ad Elton Brand che di fatto porta Philadelphia in regime di Luxury Tax e ne limita molto eventuali movimenti di mercato. L'ex centro dei Clippers è ancora l'unica vera presenza fisica sotto i tabelloni, ma è ben lontano dall'essere quel lungo dominante ammirato gli anni passati. Il resto del roster è ricco di esplosività e di freschezza fisica a cominciare dal leader assoluto Andrè Iguodala, che rappresenta la pietra angolare della franchigia. Attaccante di valore assoluto e difensore accattivante se stimolato nella maniere giusta, AI 9 non ha iniziato nella maniera migliore la stagione, causa qualche acciacco e forse qualche "Rumors" di mercato di troppo. Le chiavi della squadra sono quest'anno nelle mani di Jrue Holiay, secondo anno che sa fare bene un po' tutto (ottimo tiratore da 3, discreto rimbalzista ed assistman ed eccellente "ruba palloni"), che però avrà il gravoso compito di far finalmente sparire il fantasma di Andrè Miller, ancora presente nella città dell'amore fraterno. La sorpresa dell'ultima settimana si chiama Jodie Meeks, il quale si è guadagnato a suo di triple lo spot di guardia titolare (nelle due gare in quintetto ha piazzato 11/19 da 3).
Dalla panchina, oltre a Nocioni, escono Lou Williams e Thaddeus Young, entrambi capaci di fornire parecchi punti "istantanei", lo specialista Jason Kapono, e l'iper-energetico Mareese Speights, ultimamente relegato in fondo alla rotazione. La vera delusione per ora è il celebrato rookie Evan Turner, uno di quelli che molti ritenevano già pronti per sfondare al piano di sopra. Il 21enne di Ohio State viaggia a 7,2 punti di media ed ha perso il posto in quintetto a scapito del già citato Meeks, dimostrandosi non ancora adatto alla pallacanestro richiesta da Doug Collins.
Difficile pensare che i Celtics delle ultime esibizioni possano trovare grossi ostacoli, ma in questa stagione spesso i back to back sono risultati indigesti. Sotto i tabelloni il gap di valori pare netto e i vari Shaq, Garnett e Glen Davis saranno chiamati a fare la differenza. Attenzione a Lou Williams e Young dalla panchina, se in serata possono cambiare le sorti di una gara.
Quella di Philadelphia sarà la prima di tre trasferte consecutive che diranno molto sul cammino futuro di questa squadra. Con un Kevin Garnett "in formato 2007" sarebbe davvero un peccato (infortuni permettendo) non puntare al miglior record della Lega.
Boston Celtics (17-4) at Philadelphia 76ers (7-14)
Thursday, December 9
8:00 PM ET
Game #22, Road Game #11
TV: TNT, CSNNE, TSN2
Radio: WEEI, WIP
Wachovia Center
Boston Celtics
Probable Starters
PG: Rajon Rondo
SG: Ray Allen
SF: Paul Pierce
PF: Kevin Garnett
C: Shaquille O'Neal
Coach: Doc Rivers
Boston Bench Mob
Marquis Daniels
Glen Davis
Luke Harangody
Nate Robinson
Von Wafer
Semih Erden
Avery Bradley
Injured
Kendrick Perkins (knee) out
Jermaine O'Neal (knee) out
Delonte West (wrist) out
Rajon Rondo (hamstring, plantar fasciitis) probable
Nate Robinson (foot) probable
Shaquille O'Neal (knee) probable
Philadelphia Sixers
Probable Starters
PG: Jrue Holiday
SF: Jodie Meeks
SF: Andre Iguodala
PF: Elton Brand
C: Spencer Hawes
Sixers Bench
Thaddeus Young
Andres Nocioni
Lou Williams
Marreese Speights
Tony Battie
Jason Kapono
Craig Brackins
Darius Songaila
Injuries
None




Commenti
a) All'atto del sorteggio una serie infinita di "processi, appelli, contrappelli e cappellate" (Cit. Mai dire gol) per capire perchè quella squadra è stata favorita e quell'altra no; si tirerebbero in ballo mafia, camorra 'ndrangheta e servizi segreti deviati; nelle città delle squadre "penalizzate" da 4 partite da giocare contro al Milan mentre "gli altri ne giocano 4 contro il Lecce" ci sarebbero saccheggi e polizia in assetto antisommossa per un mese.
b) Quando si avvicina la fine della Regular Season ogni sconfitta di una squadra già fuori dai giochi contro un'avversaria diretta per i playoffs sarebbe vissuta come un'ingiustizia divina da punire con guerra batteriologica e striscioni di odio per anni e anni e il "tanking" in generale sarebbe considerato grave quanto la pedofilia e l'omicidio volontario.
E gli americani? Se ne sbattono allegramente, le regole sono quelle e loro le accettano...e francamente credo che da quel punto di vista ci stiano davanti per svariate lunghezze
è da parecchio tempo che vi leggo e finalmente mi sono iscritto a questo bellissimo sito
manco a dirlo sono un tifosissimo Celtics dai tempi del duo Walker-Pierce
per quanto riguarda il match della scorsa notte direi vittoria importantissima date le assenze ed il fatto che eravamo in back to back
magnifica l'intesa sull'asse Rondo-KG con quest'ultimo tornato sui livelli pre-infortunio e ottimo come sempre Big Baby dalla panca
ora sotto coi Bobcats.
Di solito tolgono due gare con squadre che hanno fatto i Playoff, e due con squadre andate in lotteria.
Di solito tolgono due gare con squadre che hanno fatto i Playoff, e due con squadre andate in lotteria, se possibile togliendone due per ognuna delle altre division.
Citazione Pigio:
Benvenuto Pigio, un'altro che ha sofferto le pene dell'inferno durante l'era Pitino ! Dovrebbero darci a tutti una medaglia.
Sei Toscano per caso ?
su ieri sera dopo averla rivista dico la mia:
- eravamo (siamo) un po' stanchini ma e' anche normale viste le rotazioni limitate,
fortunatamente dopo i bobcats abbiamo qualche giorno di pausa
- erden: troppi falli e troppo presto vero, pero' sinceramente il ragazzo ci puo' stare e anche in difesa sta trovando una sua dimensione
- ray allen: non ci sono piu' aggettivi.
- RR9: sarebbe il caso di farlo riposare se non fossimo ridotti veramente all'osso.
- marquis: in attacco scompare un po' troppo spesso, in 16 minuti sul parquet non puoi non prenderti nemmeno un tiro. io da giocatore dilettante se vedo che non ho giochi per me uno lo forzo giusto per far capire ai miei che ci sono anch'io, lui niente. In difesa benissimo ma ci serve anche in attacco visto come stiamo messi a rotazioni.
Sono colpito dal mancato utilizzo di Speights e Nocioni, sinceramente credo che avrebbero potuto provare ad approfittare delle assenze dei nostri lunghi e dei falli di Erden.
Nel febbraio 2008 Ray Allen venne "imbeccato" da Paul Pierce per la "tripla" che spezzò il cuore dei tifosi di Philadelphia e regalò a Boston la dodicesima vittoria consecutiva... oggi sono Rondo e Garnett a confezionare il sorpasso all'ultimo secondo... non è che ce l'abbiamo un po' coi Sixers?
Vero, Daniels tira poco ma per me non è un problema finchè i Celtics segnano col 56%. Piuttosto, presterei attenzione agli 8 tiri in quasi quaranta minuti del Capitano: lui è un realizzatore, Marquis è qui per altri scopi (anche se qualche punticino in più non guasterebbe di sicuro).
Ancora non basta per definirla una grande W?
no sono marchigiano
Cosa debba fare Rondo per essere considerato in corso per l'MVP francamente mi risulta difficile immaginarlo. Dico 19p e 14a, e sempre scelte opportune; poi che la difesa di Philly abbia toppato magari posso essere d'accordo ma la palla per KG era chirurgica e tempo per pensare ridotto a al minimo. Se lo avesso fatto Kobe per Gasol sarebbero partiti gli osanna di turno.
Ripeto anche in queste condizioni si continua a giocare a basket e non e' facile farlo quando ti mancano tre centri su 4.
Non saprei, magari possiamo sentire cosa ne pensano in materia John Havlicek, Bill Russell e Larry Bird
PAUL PIERCE
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