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Recap
I Celtics (17-4) non conoscono ostacoli e fanno un sol boccone dei malcapitati Nuggets arrivati al Garden privi di Carmelo Anthony e Chris Andersen: 105 a 89 il risultato finale. Boston in pieno controllo del match sin dalle fasi iniziali, mai sotto nel punteggio, nonostante un secondo quarto insufficiente. MVP della partita un Ray Allen inarrestabile che mette a referto 28 punti, 4 assist e 5 rimbalzi. Ottime prestazioni anche per un Glen Davis (16 punti, 6 rimbalzi e 3 sfondamenti subiti) sempre piu' decisivo in uscita dalla panchina, un Paul Pierce (17 punti e 4 assist) che da vero capitano si carica sulle spalle la squadra nei momenti di difficolta' e un Kevin Garnett (17 punti e 9 rimbalzi) dominatore assoluto del pitturato. Anche Rajon Rondo ha fatto la sua parte (4 punti e i "soliti" 13 assist), ma sembra risentire dei guai fisici che lo stanno tormentando nell'ultimo periodo.

Prima della palla a due arriva la notizia che Carmelo Anthony non sara' della partita in quanto tenuto a riposo precauzionale per un dolore al ginocchio; lo sostituisce in quintetto il rookie Gary Forbes. I Nuggets sembrano storditi dall'assenza del loro giocatore migliore e i Celtics partono forte mettendo subito in chiaro le loro intenzioni. Kevin Garnett si mangia l'ex Celtics Shelden Williams in ogni occasione e un Ray Allen chirurgico consentono il primo allungo biancoverde (16-4). Coach Karl e' costretto a chiamare timeout visto che in attacco Denver ha enormi difficolta' a trovare il canestro e la difesa dei Celtics sembra essere invalicabile. Al rientro JR Smith tenta di scuotere i suoi ma i Celtics del primo quarto sono pressoche'
inarrestabili e grazie ad una tripla di Ray Allen e ad un bel canestro di Paul Pierce si portano sul +19 (30-11). JR Smith trova collaborazione in Harrington e Lawson e nonostante i Celtics continuino a giocare bene in attacco i Nuggets riescono a limitare i danni: 35 a 21 il risultato al termine del primo quarto.
Il secondo periodo si apre con un canestro di Erden e si ha la sensazione che anche la second unit biancoverde possa riuscire a controllare il gioco senza problemi. Purtroppo non e' cosi, il sophomore Ty Lawson diventa immarcabile e Denver grazie ad un piazzato di Harrington rientra fino al -7 (42-35). Pierce prende per mano la squadra in attacco ma e' la difesa dei Celtics a non funzionare come si deve, Afflalo (due volte) e Billups la puniscono da oltre l'arco e i Nuggets sono tornati in partita (51-50). A questo punto si teme il peggio ma i Celtics si svegliano dal torpore e Ray Allen infila 6 punti in chiusura di quarto che consentono ai biancoverdi di andare al riposo lungo comunque avanti di 7 lunghezze: 59-52.
Ad inizio del terzo quarto i Celtics tentano nuovamente di scappare grazie a Shaq e Pierce ma una tripla di Harrington e un Lawson stellare tengono Denver in partita (67-63). I Celtics giocano nuovamente un'ottima pallacanestro difensiva, ma stavolta e' l'attacco a non funzionare a dovere: qualche palla persa di troppo e delle giocate forzate non consentono ai biancoverdi di mettere in cassaforte il risultato. Garnett decide che e' ora di alzare il livello del gioco e infila 5 punti consecutivi, gli risponde Forbes ma un piazzato Davis e una bella giocata di Semih Erden portano i Celtics sul + 12 (79-67). La difesa biancoverde risulta ancora impenetrabile, Glen Davis mette a segno un solo tiro libero ma JR Smith punisce i biancoverdi sulla sirena con un preciso long two a bersaglio nonostante una buona difesa di Marquis Daniels. Si va all'ultimo quarto con il risultato che vede avanti Boston 80 a 69.
Ed e' proprio all'inizio del quarto periodo che i Celtics mettono al sicuro la vittoria grazie ad un'intensita' difensiva che non ha rivali nella Lega. I Nuggets non trovano la via del canestro per ben 4 minuti, un sempre piu' positivo Davis, coadiuvato da Pierce e Allen, mette a referto i punti necessari a far scappar via Boston (90-73). Afflalo e Billups tentano di tenere Denver ancora in partita ma Nate Robinson mette a segno tutti i 6 punti della sua gara in meno di due minuti e i Celtics si ritrovano sul +20 (98-78): partita archiviata e spazio al garbage time. Entrano Harangody (che si segnala per un bel piazzato che trova il fondo della retina) e Bradley, c'e' il tempo per ammirare un brutto gesto di Nene che tenta di colpire Davis con una testata dopodiche' i Celtics possono festeggiare la loro ottava vittoria consecutiva: 105-89.
Partita giocata in modo sopraffino dai Celtics, va detto che i Nuggets hanno sicuramente risentito dell'assenza del loro giocatore migliore Carmelo Anthony, ma i biancoverdi hanno dato l'impressione di controllare il gioco in ogni momento del match. E la sensazione e' che non sia finita qui.
PREVIEW
Dopo l'ultimo facile successo contro i Nets i biancoverdi di Boston (16-4) tentano di continuare la serie positiva (7 vittorie consecutive) contro i Denver Nuggets (13-7) dell'All Star Carmelo Anthony. Partita dall'elevato coefficienza di difficolta', i Nuggets hanno appena interrotto la loro striscia positiva perdendo a Charlotte in un match giocato punto a punto (98 a 100), dopo che nell'ultimo periodo avevano infilato ben 7 vittorie consecutive balzando ai vertici della Western Conference. Squadra che dopo un inizio balbettante, dovuto ai molti infortuni registrati sopratutto sotto canestro (out contemporaneamente Hilario Nene, Chris Andersen, Al Harrington e Kenyon Martin oltre al playmaker Chauncey Billups), ha saputo rialzarsi e sembra destinata a diventare una delle protagoniste dell'intera Lega. In casa Celtics ancora out Kendrick Perkins, Delonte West e Jermaine O'Neal; mentre saranno da valutare le condizioni di Rajon Rondo, tenuto precauzionalmente a riposo contro i Nets, ma che dovrebbe essere della partita.
Nuggets che come detto affidano gran parte della loro fortuna al gioiello uscito da Syracuse, ala piccola capace di trovare il canestro da ogni posizione, uno dei giocatori piu' completi dell'intero panorama NBA e oggetto del desiderio di moltissime franchigie vista la sua poca voglia di rimanere a Denver nel futuro prossimo. Melo sta giocando una season leggermente al di sotto delle aspettative, probabilmente le voci che si rincorrono su un suo possibile trasferimento lo stanno distraendo dall'impegno sul campo e, specialmente nelle ultime partite, il suo rendimento e' stato abbastanza
altalenante (solo 14 e 13 punti nelle vittorie casalinghe contro Milwaukee e Memphis). Se in giornata di grazia Anthony diventa difficilissimo da marcare essendo uno di quei giocatori capace di far punti anche con il difensore addosso, tentare di raddoppiarlo potrebbe essere una buona soluzione ma si rischia di lasciare poi molto spazio ai vari tiratori da 3 punti che Denver puo' annoverare nel suo roster (JR Smith e Al Harrington su tutti). Pierce e Daniels sono chiamati agli straordinari in difesa, in quanto limitare il numero 15 dei Nuggets sara' decisivo per portare a casa la vittoria.
Nel ruolo di guardia partira' in quintetto accanto ad Anthony l'ex UCLA Arron Afflalo, giocatore dotato di un buon tiro da oltre l'arco (43% in stagione) nonche' difensore di ottimo livello che dara' sicuramente del filo da torcere a Ray Allen. Afflalo quest'anno finalmente sta confermando tutte le qualita' che aveva mostrato al college, affidabile e concreto, spesso e' stato proprio lui a togliere le castagne dal fuoco nei momenti decisivi delle partita (come nella vittoria contro Memphis). In difesa e' un marcatore attento e questa volta Ray Allen trovera' maggiore difficolta' a trovare spazio per il tiro in uscita dai blocchi, il numero 6 dei Nuggets difficilmente si lascia sfuggire il diretto avversario. Si potrebbe puntare a giocare spesso in uno contro uno con lui pero', Afflalo infatti non ha l'esplosivita' necessaria per reggere il primo passo ancora fulmineo di Allen ne' quello al fulmicotone di Nate Robinson. Potrebbe risultare una buona idea tentare di accoppiare spesso "Nate The Great" con Afflalo, chiedendo all'ex Knicks di puntare l'avversario con convinzione puntando il canestro senza indugi.
A guidare i Nuggets in cabina di regia troviamo l'esperto Chauncey Billups, autentico faro della squadra in grado di distribuire il gioco con autorita' e prendersi le sue responsabilita' in attacco ogni qualvolta la squadra lo necessiti. Billups pero' soffre sempre i confronti diretti con il numero 9 dei Celtics, Rondo infatti ha un passo diverso rispetto al playmaker dei Nuggets e difficilmente Billups riesce a contenerlo. Una delle chiavi della partita sara' proprio lo sfiancare Billups in difesa cosi d'averlo meno lucido in attacco, per fare questo pero' servirebbe un Rondo nelle migliori condizioni fisiche ma, vista la fascite plantare che ne sta condizionando l'impiego nelle ultime partite, questo e' un dubbio che ci porteremo dietro fino a match inoltrato.
Sotto in tabelloni partono dall'inizio Nene Hilario e una nostra vecchia conoscenza, il sig.r Candace Parker, al secolo Shelden Williams. Nene, dopo aver saltato alcune partite per infortunio e', rientrato in squadra nel migliore dei modi risultando decisivo nelle vittorie dei Nuggets (fantastica la prova contro i Grizzlies con a referto 26 punti, 11 rimbalzi e 6 assist). Il centro brasiliano si sta dimostrando affidabile e concreto, spesso i compagni decidono
di servirlo con continuita' all'interno dell'area avversaria e Nene sta ripagando la fiducia con un 62% dal campo che lo proietta ai primi posti nella classifica della Lega. Di contro Williams pur partendo in quintetto difficilmente resta sul parquet piu' di 15 minuti, dove porte in dote qualche rimbalzo e pochi punti, ma si e' comunque meritato la fiducia dello staff tecnico di Denver (che lo tiene in quintetto anche ora che Andersen e Harrington sono recuperati) grazie ad una costante applicazione difensiva, cosa che a Boston gli e' stata riscontrata ben di rado.
Se il quintetto dei Nuggets appare affidabile e di primo livello sicuramente non di meno e' la panchina. Second unit che puo' contare infatti sull'apporto di Ty Lawson, playmaker campione universitario con North Carolina due anni fa e a cui ben preso il ruolo di rincalzo di Billups iniziera' ad andare stretto. Lawson garantisce punti e assist in uscita dal pino nei minuti in cui il campione del mondo Billups riposa in panchina, ma e' stato anche in grado di guidare la squadra con ottimi risultati quando il titolare era fermo ai box a causa di un infortunio. Parte dalla panchina anche JR Smith, guardia dotata di un ottimo tiro da 3 punti e in grado uscendo dalla panchina di fornire quella dose di imprevedibilita' che manca ai Nuggets in quintetto. Smith alterna ottime prestazioni ad altre piu' opache, classico giocatore lunatico e molto discontinuo (qualcuno sta facendo il paragone con Nate Robinson per caso?) ma in grado di mettere a referto molti punti se trova la giornata giusta, anzi spesso il quarto giusto.
Come lunghi di risera ci sono lo stravagante Chris Andersen, tornato da poco tempo in squadra (con un luccicante nuovo tatuaggio sul collo che riporta la scritta "BIRD FREE") dopo il grave infortunio al ginocchio, e l'ex Kincks Al Harrington. Andersen ,oltre a farsi notare per la sua stravaganza, e' anche un difensore sopraffino, forse il miglior giocatore "verticale" di tutta la NBA, in grado di catturare rimbalzi importanti e piazzare piu di 2 stoppate di media a partita in appena 18 minuti di utilizzo. Harrington come sempre invece si affida al suo tiro preciso, capace di allargare le difese avversarie e punire senza pieta' una rotazione difensiva in ritardo. i Celtics dovranno fare attenzione a non lasciargli troppo spazio, Harrington infatti sa piazzare parziali importanti anche in pochi minuti sul parquet (ne sa qualcosa Dallas a cui ha infilato ben 10 punti in appena 4 minuti).
Completano la panchina l'ala Renaldo Balkman, il rookie Gary Forbes e il centro Melvin Ely, mentre l'esperto playmaker Anthony Carter non dovrebbe trovar posto nei 12. Ancora infortunato Kenyon Martin, il cui rientro in campo e' previsto per la seconda meta' del mese di Febbraio.
Partita aperta ad ogni pronostico, Denver e' una squadra dotata di molte soluzioni in attacco e con ricambi affidabili in uscita dalla panchina. Serviranno probabilmente i Celtics versione "playoff 2010" per ottenere una preziosa vittoria che darebbe continuita' ai risultati positivi dei biancoverdi.
"Vincere aiuta a vincere" e i Boston Celtics devono dimostrare di non essere appagati e rendere il Garden un fortino invalicabile per qualsiasi avversario.
Denver Nuggets (13-7) at Boston Celtics (16-4)
Wednesday, December 8
7:00 PM ET
Game #21, Home Game #11
TD GARDEN
BOSTON CELTICS
Quintetto Base
PG Rajon Rondo 11.4 PPG, 4.6 RPG, 14.1 APG, .516 FG%
SG Ray Allen 15.8 PPG, 3.2 RPG, 3.1 APG, 472 FG%
SF Paul Pierce 19.0 PPG, 4.6 RPG, 2.8 APG, .517 FG&
PF Kevin Garnett 15.6 PPG, 9.8 RPG, 2.4 APG, .527 FG%
C Shaquille O'Neal 11.3 PPG, 6.5 RPG, 0.9 APG, .684 FG%
Panchina
Nate Robinson
Marquis Daniels
Glen Davis
Semih Erden
Von Wafer
Luke Harangody
Avery Bradley
Infortunati/Assenti
Kendrick Perkins (knee) out
Jermaine O'Neal (knee) out
Delonte West (wrist) out
Rajon Rondo (planta fasciitis, hamstring) probable
Shaquille O'Neal (knee) probable
Nate Robinson (foot) probable
DENVER NUGGETS
Quintetto Base
PG Chauncey Billups 14.6 PPG, 2.1 RPG, 5.1 APG, .365 FG%
SG Arron Afflalo 12.9 PPG, 4.1 RPG, 2.5 APG, .520 FG%
SF Carmelo Anthony 22.8 PPG, 8.0 RPG, 3.4 APG, .432 FG%
PF Shelden Williams 5.8 PPG, 6.4 RPG, 0.5 APG, .478 FG%
C Hilario Nene 14.6 PPG, 7.1 RPG, 2.3 APG, .624 FG%
Panchina
Al Harrington
JR Smith
Gary Forbes
Chris Andersen
Ty Lawson
Melvin Ely
Renaldo Balkman
Anthony Carter
Infortunati/Assenti
Kenyon Martin (knee) out
Chris Andersen (back) probable



Commenti
Non se avete notato l'assist iniziale per la tripla di Allen, o quello per la schiacciata di KG; molto diversi entrambi ma difficilissimi, amche il secondo in quanto riceve palla nemmeno la mette giu' e con timing perfetto serve Garnett. Beh a me sembrano cose stratosferiche, poi il fatto che segni poco mi frega il giusto.
Comunque concordo miglior pallacanestro dell'era PGA, fliudita' a tratti imbarazzante per gli avversari e quando si accendo il pulsante dietro calano sbarre di acciaio. Abbiamo una varieta' di opzioni offensive e di possibili giochi che rendono difficile i compiti per le difesa avversarie.
Alla fine aspettiamo un po' sto benedetto periodo post natalizio per tirare le somme su una questa prima meta' di stagione.
Citazione:www.realgm.com/src_wiretap_archives/70479/20101208/karl_celtics_are_best_team_ive_seen_on_film_this_season/#ixzz17cstH7fe
Felice che abbia faticato poco e che la W sia comunque arrivata senza eccessivi patemi, perchè pochi giorni fa in una situazione simile (OKC senza Durant), si perse.
Anche questi sono progressi
Mancava Anthony però la W la dovevamo conquistare lo stesso e ci siamo riusciti alla stessa maniera di quest'anno ossia sapendo quando è il momento di cambiare ritmo per l'accelerata finale dopo aver giocato come il gatto con il topo: primo quarto mostruoso, riavvicinamento Denver e poi botta finale sull'acceleratore per la W!
La squadra ha ben saldo nella mente che con il vantaggio del campo sempre a favore il 18° banner è più abbordabile.
Certo, l'anno scorso a quest'ora stavamo gongolando tutti allo stesso modo, e dopo Natale accumulammo un pauperrimo 27-27; spero vivamente che quest'anno le cose vadano in modo diverso e mi sembra che anche la squadra sia più convinta sotto quest'aspetto, sapendo che "corse" come quelle dei passati playoffs, con il fattore campo praticamente sempre contro, non sono facilmente ripetibili.
Vedremo, comunque al momento i Celtics sono veramente godibili e sembrano giocare un altro tipo di pallacanestro rispetto al resto delle squadre. Sarò banale, ma circolazione di palla, gioco nel pitturato e questa mentalità da "extra-pass" a volte mi fanno ritornare con la mente agli anni '80...
Come avevo predetto,di solito queste partite non le perdiamo...
Davis monumentale,Ray immenso.
Avanti cosi'!
Io invece smetterei il giochino del tributare grandi onori agli assistenti. E non perché non li meritino, ma perché alla fine si innesca un meccanismo perverso per il quale Rivers non è un granchè, e la sua fortuna è avere a fianco Thibodeau. Poi Thibodeau va a Chicago e la sua difesa non è la stessa di Boston, ed il merito è di Frank? Ed allora perché quando i Celtics perdevano nel 2006 la colpa non era della difesa di Brown, ma di Rivers? E perché gli assistenti di Jackson o Popovich non racolgono mai gli stessi consensi di quelli dei Celtics? Perché Rivers è un allenatore così così e loro invece sono dei mostri? Tante domande, ma un'unica risposta: "Doc" viene costantemente sottovalutato dagli addetti ai lavori.
West non lo reputo adeguato cambio di Rondo….Non necessariamente sostituire significa replicare ed in quei 10' Nate è in grado di fare grandi cose o, viceversa, non fare nulla. Se Nate non è in giornata c'è poco da fare, si va sotto e la second unit deve gestire l'attacco attraverso West come tiratore, Daniels in penetrazione e Davis dituttounpò; qui se ci fosse JO sano spaccherebbe il mondo (sperem). (Piero)
Scusa, Piero, ma qui non sono d’accordo. Come “costruttore di gioco” West è nettamente superiore al “piccoletto” che invece è un “concentrato di punti”. “Redz” ti permette di sfruttare “Kryptonate” nel ruolo di guardia (che gli è più congeniale) mentre in difesa puo’ marcare il “2” lasciando il playmaker a Robinson (con ovvi benefici di altezza), e questa duttilità teoricamente potrebbe risparmiare qualche minuto alla fascite plantare di Rajon come alla non più verde carta d’identità di “He Got Game”. E poi il concetto di “adeguato” è relativo: E’ chiaro che di Rondo (come di Chris Paul e Deron Williams) ce n’è uno solo, e non puoi pretendere dal sostituto le stesse performance che ti da il titolare. Del resto succedeva anche nei Celtics di quarantacinque anni fa: il titolare era un playmaker di stampo offensivo, la riserva uno di stampo difensivo…ed entrambi sono comunque finiti nella Hall of Fame…
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