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Recap
Ancora una vittoria per i Celtics, maturata non senza poche sofferenze dopo un overtime giocato al massimo dai biancoverdi. Sugli scudi l'ottima prestazione di Paul Pierce (28 punti e 4 assist), l'ennesima doppia doppia di Rajon Rondo (11 punti, 17 assist ma anche 5 rimbalzi) e un Nate Robinson chirurgico in uscita dalla panchina (15 punti in 12 minuti sul parquet). Grizzlies che sono riusciti a strappare l'overtime grazie al buon contributo fornito in uscita dalla panchina dal rookie Greivis Vasquez e dall'ex Celtics Tony Allen (11 punti, 4 rimbalzi, 3 assist e 3 palle rubate). Da inserire tra le note positive il consolidato recupero di Shaquille O'Neal che sembra ora aver messo alle spalle i guai fisici: 18 punti e 6 rimbalzi per "The Big Shamrock".

Il primo quarto inizia con un festival di canestri a cui partecipano tutti i giocatori presenti sul parquet, partita in equilibrio e difese allegre che concedono spazio e punti facili (13-13). I Celtics fanno capire subito di non essere per niente appagati dalla vittoria a Miami e grazie ad uno O'Neal inspirato, che si fa trovare sempre ben piazzato nel cuore dell'area, e ad un gioco da 3 punti di Glen Davis tentano la prima fuga (20-15). Memphis non ci sta, prima da la scossa Rudy Gay, poi Randolph infila 6 punti consecutivi che consentono ai suoi di tornare avanti (22-25). Due liberi di Pierce e una tripla di Robinson sulla sirena fissano il risultato del primo parziale sul 27 pari.
Scendono in campo le second unit e quella di Boston sembra essere molto inspirata stasera grazie ad un Nate Robinson che in questa settimana deve avere tutti i pianeti allineati nel verso giusto. Cinque punti consecutivi ad inizio secondo quarto per "Nate The Great" e Celtics avanti di sette (36-29) ed in pieno controllo. Entra in partita O.J Mayo ma Rondo e Robinson gli rispondono colpo su colpo e il parziale non cambia (44-37). RR9 dirige l'orchestra senza sbavature coinvolgendo in attacco tutto il quintetto biancoverde (con l'unica eccezione di Ray Ray in questo inizio di partita) e i Celtics toccano il massimo vantaggio: +11 (54-43) dopo due potenti schiacciate di Shaq e un canestro di KG chirurgico dalla media distanza. Mancano 2 minuti al riposo lungo ma Boston sembra rientrare prima negli spogliatoi: Randolph, Tony Allen e Conley piazzano un 6 a 0 che consente ai Grizzlies di chiudere il primo tempo sul -5 (54-49).
Il terzo quarto si apre all'insegna dell'equilibrio, Pierce si scatena in attacco ma dall'altra parte gli rispondono con decisione O.J Mayo e Zach Randolph e il vantaggio dei Celtics rimane pressoche' invariato (68-62). Il gioco d'attacco inizia a farsi piu complicato per i biancoverdi e dopo un bel canestro di Tony Allen Rondo rimane con la palla in mano a 8 metri dal canestro quando manca un solo secondo alla fine dell'azione, RR9 tenta di tirare e il rookie di Memphis Greivis Vasquez commette una ingenuita' colossale andando a contrastare il tiro in modo falloso. Tre tiri liberi per Rondo che pero' non approfitta della situazione e ne mette a segno solamente uno. Vasquez sembra rinfrancato dagli errori di Rondo e nell'azione successiva infila una tripla pesantissima alla quale si vanno ad aggiungere due liberi di Marc Gasol che consentono ai Grizzlies di tornare in parita' (73-73). Boston non segna piu' ma una buona difesa di Marquis Daniels sul Rudy Gay fa terminare il parziale in parita'.
Quarto finale che rimane in equilibrio fino alla sirena conclusiva. I Celtics tentano un mini break grazie ad un'altra tripla di Robinson (80-76) ma Tony Allen e Marc Gasol riportano subito dentro Memphis (82-82). Ray Allen mette la prima tripla della sua partita ma Rudy Gay prende per mano i Grizzlies che riescono a tornare avanti (85-86) quando mancano 6'40" al termine. Scricchiolii sinistri nella difesa di Boston, Gay trova ancora il canestro con facilita' ma i Celtics si aggrappano a Pierce e Allen che con due belle triple riportano avanti i biancoverdi: 95 a 92 quando mancano 3'47". Ancora due punti di Tony Allen a cui risponde un attacco veloce dei Celtics con ottima circolazione di palla e canestro finale di Glen Davis (97-94). Garnett sbaglia due volte dalla media distanza, nel mezzo Tony Allen mette a segno un tiro libero: siamo sul +2 Celtics (97-95) quando manca 1'20". Memphis si complica la vita in attacco, Marc Gasol perde palla ingenuamente e Ray Ray li punisce dalla media distanza: 99 a 95 e 55 secondi alla fine. Qui si scatena Rudy Gay che aiutato dal ferro mette 4 punti di fila portando Memphis sul 99 pari quando sul cronometro mancano 7 secondi. Timeout Boston, probabilmente si giochera' in isolamento per Paul Pierce e sulla panchina dei Grizzlies Tony Allen cerca di spiegare a Rudy Gay come difendere su "The Truth". Gay deve aver capito alla perfezione ogni suggerimento avuto dall'ex Celtics e Pierce rimane con la palla in mano mentre suona la sirena: OVERTIME.
Ogni singolo tifoso dei Celtics avra' pensato che dopo 4 trasferte consecutive molto impegnative probabilmente questo Overtime vedra i biancoverdi in enorme difficolta' fisica. Niente di piu' sbagliato. Si parte con un bel canestro di Glen Davis e una tripla di Ray Ray (104-99). Marce alte anche in difesa dove Boston sembra aver finalmente alzato l'asticella di difficolta' per gli attacchi dei Grizzlies. Gay sbaglia dalla media distanza, ma Marc Gasol stoppa Rondo, Conley riparte in contropiede e Paul Pierce lo cintura scaraventandolo al tappeto: intimidazione pura e chiaro segnale che non sara' cosi facile per Memphis portare a casa la vittoria. Gay sbaglia ancora grazie ad un Pierce che non gli concede nemmeno un centimetro, Rondo infila un bel canestro ma gli risponde subito Marc Gasol: 106 a 101 a 1'50" dalla sirena. Kevin Garnett decide che e' arrivato il momento di chiudere la partita: prima mette un canestro dall'angolo, poi ruba palla in difesa ma Pierce fa fallo in attacco, nell'azione successiva contrasta Randolph con decisione sotto canestro, prende il rimbalzo e il numero 50 di Memphis, probabilmente frustrato dall'errore commesso, pensa bene di sbatterlo in terra neanche fossimo alla serata del Wrestling. Fallo antisportivo e KG e' spietato dalla lunetta: Celtics avanti 110-101 a meno di un minuto dalla fine. I Grizzlies non si rassegnano ad averla persa e inizia la giostra della lunetta che vede Allen e Pierce perfetti esecutori, a nulla valgono la tripla di Conley e un bel canestro di Rudy Gay, i Celtics la portano a casa soffrendo ma con merito: 116-110 il punteggio finale.

PREVIEW
Ultima di quattro trasferte consecutive per i Boston Celtics, avversari i Memphis Grizzlies di Rudy Gay e OJ Mayo. Celtics che arrivano inebriati dalla bella vittoria di squadra in quel di Miami, mentre i Grizzlies (4-5 il record) sono reduci da una brutta sconfitta interna maturata contro i Dallas Mavericks. Boston non dovra' commettere l'errore di sottovalutare l'avversario (Cleveland docet), i Grizzlies infatti hanno stentato in questo inizio di stagione per colpa dei guai fisici di Zach Randoph e Marc Gasol, che hanno lasciato la squadra scoperta sotto i tabelloni, ma sono un gruppo collaudato che, sopratutto in casa, puo' dare del filo da torcere anche a team piu' accreditati.
Destano preoccupazione in casa biancoverde le condizioni fisiche dei due O'Neal, Jermaine e' costretto nuovamente a dare forfait, mentre Shaq dovrebbe essere abile e arruolato e partire in quintetto al fianco di Kevin Garnett. Anche se il gigante uscito da Lousiana State sembra ancora lontano dalla miglior forma fisica, i Celtics, almeno sotto i tabelloni, sono costretti a fare di necessita' virtu' schierando dal primo minuto Diesel nella speranza che la situazione non precipiti. Ultima da spettatore per Delonte West che dalla prossima iniziera' la sua seconda vita in maglia biancoverde.
Partita ampiamente alla portata dei Celtics, i Grizzlies hanno mostrato finora grandi lacune difensive che, se i biancoverdi saranno concentrati e decisi a portarsi a casa la vittoria, potranno essere sfruttate da Rondo e compagniNel quintetto base di Memphis in cabina di regia parte il playmaker Mike Conley. Dopo un paio di partite scoppiettanti l'ex Ohio State ha visto ridimensionare le sue cifre e il suo contributo alla causa dei Grizzlies. Anche se ha incrementato il numero di assist sfornati rispetto alla scorsa stagione, rimangono evidenti le lacune di Conley nel guidare la squadra nei momenti decisivi delle partite e nel coinvolgere tutti i compagni nel gioco offensivo di Memphis. Il numero 11 dei Grizzlies e' comunque un giocatore capace di fornire un buon contributo di punti se in giornata di grazia e non gli va lasciato spazio per penetrare e attaccare il ferro, movimento che riesce ad effettuare con una discreta velocita' di base ma che Rondo e' chiamato a limitare senza incappare in troppi giochi fallosi (anche se Conley dalla lunetta non e' proprio un cecchino).
Accanto a Conley troviamo schierato nel ruolo di guardia O.J. Mayo, giocatore dal talento offensivo straordinario, capace di mettere molti punti sia dalla distanza che penetrando l'area con potenza. Mayo pero' tutto quello che da' nella metacampo' offensiva se lo rimangia in quella difensiva dove, non di rado, si fa scappare il diretto avversario e non ci stupiremo di vedere spesso Ray Allen uscire dai blocchi con il numero 36 di Memphis che lo rincorre a 5 metri di distanza. Certo chiedere a Ray Ray di ripetere la prestazione fornita contro gli Heat ci sembra eccessivo ma sfruttare la pigrizia difensiva di Mayo sara' una delle priorita' dei biancoverdi se vorranno uscire dal FedEx Forum con un risultato favorevole. Attenzione pero' a provocare il talento del ragazzo, capace di accendersi in un attimo Mayo spesso guida i suoi nei parziali decisivi per le vittorie dei Grizzlies. Andra' limitato in attacco con una difesa tosta, che non gli permetta di prendersi quel metro di vantaggio che risulterebbe fatale, e attaccato con decisione in difesa sfruttando le sue amnesie o facendogli rincorrere continuamente Allen dietro ai blocchi.
Completa il reparto degli esterni la Superstar Rudy Gay, vera e propria anima dei Grizzlies, giocatore completo a cui la piazza poco ambiziosa di Memphis comincia ad andar stretta. Folgorante il suo inizio di stagione, determinante in attacco (25.6 punti di media) dove e' migliorato nel tiro da 3 e risulta finora chirurgico dalla lunetta, presente in difesa, aiuta la squadra a rimbalzo e se la carica sulle spalle nei momenti di difficolta' prendendosi la responsabilita' della giocata decisiva. La sfida che vedra' di fronte Gay e Pierce sara' sicuramente decisiva per il risultato finale del match e chissa' se "The Truth" riuscira' anche questa volta a limitare il suo diretto avversario oppure soffrira' l'atletismo e la potenza dell'ala uscita da Connecticut.
Da verificare in che condizioni si presentera' alla palla due il power forward titolare Zach Randolph. Finora il suo rendimento e' stato condizionato da qualche malanno fisico di troppo che non gli ha permesso di rendere al meglio e lo ha fatto rimanere a guardare per 4 partite. Giocatore decisivo per le sorti di Memphis, vista anche la carenza di rincalzi di qualita' in panchina, Randolph e' il vero ago della bilancia dei Grizzlies; le vittorie della squadra
passano quasi sempre da una buona prestazione sia in attacco che a rimbalzo dell'ex Knicks. Un altro compito difficile per Kevin Garnett che dopo aver maltrattato Chris Bosh a Miami e' chiamato nuovamente a fare gli straordinari per far si che i Celtics non soffrano troppo sotto ai tabelloni.
Il piu' piccolo dei fratelli Gasol, Marc giochera' come centro. Anche lui finora condizionato da un'infortunio alla caviglia non sembra essere ancora al 100% ma e' sicuramente un avversario temibile che, visti anche i problemi fisici di Jermaine e Shaq, andra' preso con le molle. Sara' decisivo non concedergli troppi rimbalzi in attacco (unico neo dei Celtics nella bella vittoria di Miami) e non dargli modo di ricevere troppo spesso la palla in post basso dove potrebbe creare non pochi grattacapi alla difesa biancoverde. Spesso limitato dai falli, potrebbe essere una buona idea tentare di attaccarlo con continuita' per far si che ben presto Memphis si ritrovi con una rotazione ridotta sotto i tabelloni.
Se il quintetto base e' rimasto lo stesso dello scorso anno i Grizzlies invece presentato interessanti novita' in uscita dalla panchina. Innanzitutto l'ex Celtics Tony Allen, autentico specialista difensivo che finora pero' non sembra aver trovato a Memphis lo spazio che si augurava quando in estate ha deciso di lasciare Boston. Un Allen che sicuramente muore dalla voglia di dimostrare tutto il suo valore contro la sua ex squadra, ma che probabilmente trovera' il parquet solamente per pochi minuti, in quanto scavalcato anche dal rookie Xavier Henry nelle gerarchie di Coach Lionel Hollins. E' proprio il ragazzo uscito da Kansas classe 1991 una delle belle sorprese dei Grizzlies di questa prima parte di stagione. Henry sta prendendo sempre piu' confidenza con il gioco dei Grizzlies e man mano che passano le partite sembra essere sempre di piu' in grado di fornire punti pesanti alla sua squadra partendo dalla panchina. Altra bella sorpresa l'ala Darrell Arthur, con il ritorno in quintetto di Randolph parte ora dalla panchina, ma in questo inizio di stagione (10.7 punti e 5.3 rimbalzi di media) sta riscattando le opache prestazioni dello scorso anno dove troppo spesso e' stato limitato da fastidiosi guai fisici.
Completano la panchina dei Grizzlies l'acerbo centro Hasheem Thabeet (che detiene il fastidioso record di essere stata la scelta piu' alta di sempre, pick 2 draft 2009, a venire spedita in NBDL), il playmaker di riserva Acie Law, l'altro rookie il venezuelano Greivis Vasquez (anche lui frenato finora da un'infortunio) e l'ala Sam Young. Non dovrebbero invece trovare posto in panchina il centro iraniano Hamed Haddadi e l'ala Demarre Carroll, sophomore uscito da Missouri che finora non ha avuto molto spazio.
Boston Celtics (7-2) at Memphis Grizzlies (4-5)
Saturday, November 13 - 8:00 PM ET
Game #10 Road Game#6
FedEx Forum, Memphis, TN
Boston Celtics
Quintetto Base
PG Rajon Rondo 10.8 PPG, 5.2 RPG, 14.9 APG, .462 FG%
SG Ray Allen 19.2 PPG, 3.6 RPG, 2.1 APG, .481 FG%
SF Paul Pierce 20.2 PPG, 5.7 RPG, 2.7 APG, .485 FG%
PF Kevin Garnett 15.1 PPG, 10.6 RPG, 1.9 APG, .492 FG%
C Shaquille O'Neal 7.8 PPG, 5.8 RPG, 0.8 APG, .545 FG%
Panchina
Luke Harangody
Semih Erden
Marquis Daniels
Nate Robinson
Glen Davis
Von Wafer
Jermaine O'Neal
Infortunati/Assenti
Jermaine O'Neal (knee) out
Avery Bradley (ankle) day to day
Kendrick Perkins (knee surgery) out
Delonte West (suspended 10 game)
Memphis Grizzlies
Quintetto Base
PG Mike Conley 14.9 PPG, 4.7 RPG, 7.7 APG, .427 FG%
SG O.J. Mayo 16.2 PPG, 3.4 RPG. 2.6 APG, .411 FG%
SF Rudy Gay 25.6 PPG, 7.2 RPG, 2.7 APG, .511 FG%
PF Zach Randolph 14.4 PPG, 11.2 RPG, 2.2 APG, .484 FG%
C Marc Gasol 11.8 PPG. 8.0 RPG, 2.4 APG, .603 FG %
Panchina
Hasheem Thabeet
Sam Young
Greivis Vasquez
Darrell Arthur
Acie Law
Tony Allen
Xavier Henry
Hamed Haddadi
DeMarre Carroll
Infortunati/Assenti
None



Commenti
Non vorrei che si prendesse sotto gamba l'impegno,questa W vale come quella precedente.
Dipende da noi,dal nostro approccio.
Non credo alla stanchezza,lo ha detto anche il Doc.
Le nostre sconfitte sono frutto di black-out mentali,speriamo di essere carichi e concentrati altrimenti rischiamo un brutto scivolone.
Partita da vincere,senza se e senza ma.
Rivedo con grande piacere Tony Allen,anche se lo avrei visto meglio ancora con noi.
Che cazzata ha fatto ad andarsene...
Non siamo in BtB come a Dallas, dove giocammo bene, nè credo la affronteremo come facemmo con la seconda a Cleveland guardacaso anche quella in BtB.
Insomma sono molto fiducioso e se Ray Allen non ne metterà 35 magari ci sarà Pierce che ne farà 30 oppure un Rondo da tripla doppia ma il risultato dovrà essere lo stesso: W!
Stanotte dobbiamo assolutamente approfittarne e allungare
PS: Come me lo spiegate un Kevin Love da 31+31?? Pazzesco
Veramente un giocatore pazzesco ...
Signori, ecco a voi la più bella coppia del mondo del basket.
30 anni assieme, regalandoci innumerevoli emozioni. Grazie Mike e Tommy!
www.nba.com/video/channels/nba_tv/2010/11/07/20101107_heisohn_gorman_feat.nba/
Due leggende.
Grande Shamrock a pubblicare il link
Standing Ovation ....... il "got it" di Mike e lo "Yesss" di Tom ormai sono parte della leggenda biancoverde !
Ho imparato a sentirli nella cupa stagione dei record negativi di L e quando ho avuto il piacere e l'onore di conoscere personalmente a Roma Mike Gorman (e di questo sarò per sempre grato a Fabio) e di cenare con lui e signora, mi pareva di conoscere da sempre quella voce.
Avrò ormai scritto una decina di volte su questo sito di come, accompagnandoli al'albergo dopo cena, un gruppo di ragazzi "made in USA" ci incontrò e uno di loro si inginocchiò davanti a Gorman esclamando Gorman is God.
Fabio, ma il link del tuo articolo per il suo compleanno quale è?
Ricordiamo bene tutti della non buona prova a Cleveland dopo aver battuto gli Heat e vorrei evitare il bis, anche se 'sti Grizzlies sono complicati da gestire perchè segnano tanto (oltre 104 a partita) pur non tirando bene (solo .458), ma con il ritorno di Randolph e del Gasol simpatico sono di nuovo temibili sotto i tabelloni e sono anche la migliore squadra della lega per palle recuperate con oltre 11 (e solo un'altra è sopra le 10).
Insomma serve parecchia attenzione pur senza abbassare troppo i ritmi perchè Memphis finora è 0/5 quando gli avversari superano i 100 punti; quintetto temibile, ma giovane, giocatori atletici, ma non grandi difensori individuali, insomma un rebus che con la testa giusta si risolve, ma i nostri alla quarta consecutiva in trasferta, hanno quella testa?
Let's go Celtics!
I love Waltha...quanti ricordi...mitici...video da brividi...grazie di tutto
Partita difficile contro una squadra zeppa di talento, male amalgamata che sulla singola partita puo' fare male a tutti. Sono solidi sotto e Gay e Mayo se in giornata possono essere molto pericolosi. Il rilassamento post Miami puo' esserci e puo' anche essere fisiologico.
ah...dalla prossima c'e' anche Delonte
Grande emozione nel ritrovare Tony, un celtico dentro. Spero che un giorno torni a vestire il biancoverde
Scusate, è una mia impressione o abbiamo un B3 in configurazione I anno?
Garnett è aumentato esponenzialmente rispetto all'anno scorso, il Capitano è tirato a lucido: essenziale e mortifero e ... Ray Alien, beh deve essere una questione genetica: sua mamma sembra una ragazzina e lui un adolescente.
Come un altro prima di lui e di cui prenderà a breve il posto, tale Reggie, ha quella faccia un po' così che hanno i grandi tiratori e i grandi professionisti.
Se questi sono i prodromi ci divertiremo.
Buona notte !!!
Shaq & Nate mi sono piaciuti davvero tanto oggi.
Rondo mi sembra altri 17 assist...
Ray decisivo quando conta.
Delonte... dovrebbe (speriamo) debuttare mercoledì contro i Wizards!
Tre vittorie su quattro trasferte, niente male.
Qualcuno sa dirmi chi è quel giovanotto con la canotta numero 36? Promette davvero bene...
Vittoria importante con Ray che piazza i canestri decisivi e con Nate e Shaq protagonisti.
Avanti così.
Sguardi e atteggiamenti del corpo sono tutta un'altra cosa rispetto alla passata RS e il Big Three non mi è parso mai così giovane.
Liberi a parte, gestione sontuoso di Rondo dell'OT, dove tutti i nostri esprimono un basket a tratti sopraffino.
Certo, se poi Shaq è questo e dalla panca Nate-Big Baby hanno, con spledida constanza, tale impatto...c'è da divertirsi.
Loro sono squadra di notevole talento che però non sempre viene sfruttato a dovere. Tony, da ex con qualche sassolino, ha fatto ottima performance. Uno così nel nostro roster sarebbe stato il tasello che chiude il cerchio...tant'è capisco pure la sua voglia di mettersi in gioco altrove, anche se questi Grizzles non mi sembrano esattamente il contesto ideale in cui guadagnare ampio minutaggio sul parquet.
E aggiungo: 32 dico 32 assist (17 del solito Supesayan). Diciamo che il concetto "giocare di squadra" ci appartiene.
I dream another green step in the history of the League
Citazione The Truth 34:
Suvvia, direi che alle fine si sono svegliati entrambi.
Ho visto un pò di highlights e un paio di giocate di Rondo (un alley hoop per Shaq da urlo) e del Capitano mi hanno messo letteralmente di buon umore.
Faccio lo schizzinoso: con un pò di fortuna in più (e un Dirk meno ispirato) eravamo 9-1 con 3 BtB.
Vabbè,mi accontento di questo "discreto" (per dei vecchietti incerottati che passano il tempo a mettere il Kukident sulle protesi dentarie...) 8-2.
Intanto i fenomeni con l'anello "honoris causa" hanno vinto 100-109 contro la corazzata Raptors,senza esserseli mai scrollati di dosso nel corso della partita.
Il rientro di West sarà importante, così come il ritorno, speriamo di JO, perchè gli starters sono stati chiamati ancora una volta a minutaggi importanti nonostante il buon rendimento della panchina anche aldilà dei numeri.
Comunque grande soddisfazione per questo 3/1 di inizio stagione e ora il meritato riposo per tre giorni!
A me Memphis è sembrata una squdara niente male, Con Randolph e Gay su tutti.E non so quanti saranno in grado di passeggiare ,in casa di questi Grizzlies.
Per quanto riguarda i nostri, Rondo è ormai indefinibile.Anche stanotte, giocate da superman, accelerazioni incontenibili per qualunque essere umano e , tanto per cambiare 17 assist.Ottimo capitano,canestri di Ray come sempre decisivi.Ma su tutti metto Big Shaq, assolutamente incontenibile per la difesa di Memphis.E un Nate che ne piazza 15, con un complessivo 6/8 dal campo.Che la dice lunga sull'utilità di questo giocatore.
Adesso , riposo.Dolce e meritato.
Cal
17 assist di suo sono già una cosa enorme (in classifica Rondo è primo a 14,9, il secondo Jason Kidd ne prende 4,4 di meno che è un abisso), la cosa che stipisce di più è che alcuni di questi riesce a tirarli fuori da situazioni in cui il 99,9 % dei suoi colleghi perderebbe palla, il tutto con giocate straordinarie, come quel traversone da fondo Campo verso Pierce a 10 metri sul perimetro, dove teoricamente non c'erano linee di passaggio aperte.
Altra gara in cui c'è poco da dire, i Grizzlies per quanto siano disfunzionali hanno una somma di talento enorme, e si è visto. Sui nostri oltre all'MVP Rondo (non scherzo), mi soffermerei su un Garnett che ha giocato un Overtime di una intensità clamorosa. Ribadisco, se KG ai playoff è questo, ci divertiamo !
Bene anche Shaq, ma Nate ha davvero del clamoroso, non so se è l'influnza di Rondo, ma io un Nate a questi livelli di concretezza non me lo sarei mai aspettato, non nascondo che quando arrivò da NY ero molto scettico, invece Rivers è riuscito a "domare i suoi istinti peggiori" e tirare fuori il meglio di lui. Mi ricorda per certi versi Vinnie "microwave" Johnson dei Pistons di Chuck Daly.
Adesso si riposa tre giorni, e poi si ritrova Delonte, mentre per JO purtroppo le news non sono promettenti.
Rivers secondo me non dovrebbe concorrere per il Coach of the Year,ma per il Nobel per la Pace.
I Big 3 (quelli veri degli anni 00)+ Rondo,Sheed,Shaq,Nate,in ateesa della "riabilitazione di Delonte: mica roba da Zen!
Nemmeno io scherzo e sottoscrivo ogni parola.Questo ragazzo sta tenendo una media assist da fantascienza e ha acquisito una capacità di condurre la squadra,incredibile.Sopra ttutto nei momenti in cui la sfera dovrebbe pesare tra le mani, come un pallone medico.Per me , ad oggi, indiscutibilmente il play più forte della lega.Vale Deron e CP3.E se penso, alle perplessità che destava,in me compreso,fino ad un paio di anni fà, resto esterrefatto dal salto di qualità, compiuto da questo ragazzo.Salto triplo.Se Rajon continua così, e non viene inserito almeno nela lista dei "papabili", per l'asssegnazione dell'MVP, vuol dire che qualcosa, nei criteri di scelta dovrebbe essere rivista.SPAZIALE!!!!
Cal
E' IL MIGLIOR PLAYMAKER DEL MONDO.
e' poco importa se vengono piu' sponsorizzati i vari Derrick Rose, Deron Williams, Chris Paul... Un conto e' metterne dentro 30, un altro e' fare il playmaker (sopratutto di questa squadra).
Ci sai spiegare meglio? Hai notizie su Jo?
Da subito si era visto che la difesa l'avevamo lasciata per qualche sporadico momento della gara, cosa che in questo inizio di stagione accade spesso e a me va benissimo così, con Rondo a divertirsi a smazzare assist per Shaq e KG in attesa che Ray Allen si risvegliasse dal sonno proprio nel momento che contava.
17 assist smazzati e guardando la gara non te ne accorgi neppure!!!
Quest'anno i Celtics hanno una forza mentale davvero mostruosa e sanno, più degli anni passati, come impostare le gare e quando decidere di accelerare portando quasi sempre la W.
Noi stanchi per il tour, abbiamo avuto grandi prestazioni dal capitano, Shaq e Robinson, oltre al solito Rondo (che pero' ogni tanto va sopra le righe).
Continuiamo a non chiudere le partita ma continuiamo anche a vincere e questa e' un'ottima notizia. Il ritorno di West e si spera di Jermaine ci saranno molto utili. Con uno stoppatore in piu' Gay non si sarebbe preso quel tiro che ci ha portati al supplementare.
Grande concentrazione nei momenti topici,l'anno scorso l'avremmo sicuramente persa.
Contento per la prova di Shaq e Nate.
E la prossima abbiamo anche Delonte.
Avanti cosi' ragazzi!
stiamo giocando proprio bene, non uccidiamo le partite e anche ieri abbiamo giocato troppo a gatto col topo e poi rischi pure che il topolino scappi, ma all'ot li abbiamo proprio massacrati.
P.S:voglio rudy gay ai celtics
Comunque devo dire che abbiamo una circolazione di palla che anche l'anno del titolo non avevamo,Kg e di nuovo lui e Davis penso sia il migliore nella lega a subire sfondamenti.
Non c'è che dire è proprio bello veder giocare i Celtics!!!
Of topic
Ho messo su You Tube uno slide show di foto che ho fatto io delle partite NY-Milano e Barcellona-Lakers,se avete 9 minuti liberi e volete vederle vi posto il link.
www.youtube.com/watch?v=BooJ22eOOd0
I Grizzlies sono una squadra che mi piace molto e che dirà la sua ad Ovest.
Io spero che i problemi al ginocchio di J. O'Neal non lo disturbino per tutta la stagione, sarebbe un vero peccato.
Da
forza Celtics!!!
E anche quando si prende personalmente la conclusione a volte sbaglia, per eccesso di confidenza o altro, insomma i margini di crescita ancora ci sono e poi ci sarebbe anche il dettaglio dei tiri liberi, anche ieri un imbarazzante 1/5 (12/26 in stagione) e l'obbligo nei finali di affidargli solo e unicamente le rimesse.
A proposito di liberi e di come si possa migliorare a ogni età: sapete chi è finora il migliore come percentuale? Non Allen, sarebbe facile rispondere così, invece è Paolino nostro con 48/51 pari a un fantascientifico .941, buono per il terzo posto nella speciale graduatoria, in cui tra i primi venti abbiamo anche Allen e .... Davis con il .905: per uno che il carriera tirava con il .803 direi un bel progresso che non può essere casuale, ma frutto di un serio lavoro.
E già che ci siamo, sia Pierce che Allen tirano meglio rispetto alle percentuali in carriera, rispettivamente .503 totale e .441 da tre per Pierce e .479 e .459 per Allen e in questo direi che sia utile la presenza di Garnett, Shaq e Davis che hanno pericolosità interna, impedendo alle difese di restare troppo attaccate ai due.
Non credo, però, che West leverà solo i minuti a Robinson, immagino un suo impiego anche da 2, dando respiro a un Allen che gioca 39,7 minuti a partita, perchè Wafer è davvero fuori dalla rotazione; insomma, i 12,5 minuti finora giocati da Robinson potrebbero restare gli stessi e West prendere la sua quindicina di minuti levandoli ad Allen e Rondo (che ha giocato 41,1 di media).
Se poi valutiamo che da tre abbiamo la quarta percentuale della lega a .410, un West da .373 in carriera credo possa aiutare .....
Il ritorno di West da mercoledì è fondamentale, sia per Rondo che per il Capitano, perchè possiamo farli fiatare di più (e speriamo che Delonte abbia tutta la voglia e la rabbia di questo mondo da scaricare in campo). Sapevamo che con Jermaine e Shaq si sarebbe sofferto a termini di infortuni e partite saltate, è chiaro che Davis dovrà fare del lavoro in più, e saranno 2 mesi e mezzo lunghi, prima del ritorno di Perk, ma personalmente confido anche in un apporto di Erden.
Per un atleta di questo livello quando stai fermo per cosi tanto tempo ti ci vuole un bel po' prima di tornare quello di prima...maggior ragione se pesi 100kg!
Quindi io spero di sbagliarmi ma prima della prossima stagione anche se Perk dovesse giocare sarà il suo gemello lento e poco esplosivo!!
diciamo che ognuno vuole prendersi il quarto per emergere,siccome Allen si è preso il quarto e per far rendere anche decisivo KG si è deciso di andare all'Overtime
Abbiamo bisogno che la squadra si renda conto che un vantaggio non è mai definitivo fino alla fine, e se ci è andata bene nei tempi supplementari, il prezzo è stato sanguinoso: 15 minuti giocati in più finora.
Parlando di facezie, ecco alcuni titoli dal sito ESPN:
"Perchè gli Heat sono davanti ai Lakers nel ranking"
"Chi è il miglior play, Williams o Paul?"
Ovviamente, come al solito, i Celtics partono di rincorsa anche dopo due vittorie sugli Heat, mentre Rajon Rondo guida la classifica degli assist a 15.1 per gara davanti a Williams (10.1) e Paul (10.3)...
come dicevo ci sono giocatori piu' sponsorizzati di Rondo, ma poco importa noi RR9 ce lo teniamo ben stretto.. alla fine siamo sempre snobbati e maltrattati ma va bene cosi...
LA STORIA INSEGNA NOI SIAMO LA SQUADRA
prima o poi lo capiranno...
il ns. n.9 è senz'altro il MIP (Most Improved Playmaker) dell'anno e senz'altro uno dei migliori della lega assieme a nomi quali Paul, Nash, Williams, Rose e Westbrook.
Rispetto a questi ha una velocità di pensiero e esecuzione superiore, in questo è paragonabile a Paul, da qui la capacità di sfornare assist in quantità industriale. I tanto criticati Buffa e Tranquillo lo sottolineano a ogni telecronaca e lo adorano per questa sua caratteristica. A livello di leadership e per come fa girare la squadra è paragonabile a Williams e Nash. Per atletismo non ha niente da invidiare a Westbrook e Rose.
Insomma è letteralmente strepitoso, due osservazioni:
a) il tiro dalla media: per me non è un limite tecnico (potrebbe addirittura essere un discreto tiratore dall'arco), ma un problema di convinzione. Purtroppo però al momento quasi tutti hanno imparato a battezzarlo e questo è un problema.
b) la media assist: certo è strepitosa, ma quanto è drogata dall'avere un B3 in grande spolvero (Rayray e il Capitano sugli scarichi, il Capitano e KG dalla media, KG nel pitturato ...)?
Ripeto, strepitoso, ma con ancora margine e con qualche diffettuccio ancora da limare prima di poter essere definito il migliore. Vero è che siamo tremendamente vicini.
Premetto che la mia non era una diatriba da "Rondo è il migliore di tutti", ma volevo far notare come su ESPN ci si domandasse se Paul fosse migliore di Williams, quando c'è un altro play che sta viaggiando a 5 assist in più a partita. Poi forse quei due saranno giocatori più completi visto che sono in grado di tirare meglio, ma se la questione è "il miglior PLAYMAKER" cioè "costruttore di gioco", credo che Rondo meriterebbe quanto meno una "nomination".
Non so se le sue cifre siano "drogate" dai compagni, a me sembra che Rajon - più di Paul e Williams, abbia la capacità di leggere "i tempi" del passaggio, sia esso un alley-oop a Garnett o un assist in uscita dai blocchi per Ray Allen. Che sia più facile giocare con Allen piuttosto che con Ibaka siamo d'accordo, ma allora perchè lo stesso non si diceva per Stockton-to-Malone, o per Nash con Stoudemire?
In quanto al "tanto criticati Buffa e Tranquillo", credo che in realtà qui l'unico criticato sia stato il secondo. E se dovessi spiegare il perchè lo critico, come "prova a carico per l'accusa" porterei la mia collezione di DVD nella quale potremmo andare a pescare partite dei primi anni dell'era Ainge in cui Flavio massacrava sistematicamente il lavoro del GM oltre a trattare Rivers come uno che "brava persona, per carità, ma il basket è altra cosa".
Anche nell'anno del titolo si "svegliò" solo ad aprile ASSIEME a Peterson e Bagatta: eppure lui i Celtics li aveva visti a Roma SEI mesi prima... ed io da un professionista mi aspetto che veda le cose prima degli umili redattori di un sito tematico, non dopo.
Adesso tratta meglio i Celtics? Accidenti, dopo tre campionati ed una partenza da 8-2 (seppur con qualche patema) si è fatto furbo? Non è mai troppo tardi...
Federico Buffa? Non toccatemelo, oggi l'ho visto in TV nel programma in diretta sul campionato di calcio, ed è illuminante pure lì.
Quindi se questo è il livello dell'expertise cestistico "who cares"?
Mettessero pure Peppe Poeta davanti a Rajon, noi ci godiamo il ns. numero 9 e le chicchiere (anche le mie) rimangono scolpite nel vento.
Comunque non vorrei essere frainteso, io il 9 lo adoro e non lo cambierei con nessuno della lega. Proprio perchè lo adoro però mi aspetto ancora di più, ovvero vorrei che diventasse uno da maglia ritirata (e siamo sulla strada buona ...).
Qui sono con te tutta la vita, credo che la passione - quella vera - sia un fatto di cultura e si costruisca nel tempo (IAAC insegna). Giocoforza ci sono delle piazze che vibrano e altre amorfe. C'è chi è cresciuto con Larry Legend e i cui genitori hanno visto Bill Russel e c'è chi è stato educato da uno show televisivo e da "it will be my pleasure to bring my talents...".
E questo, secondo me, fa tutta la dfferenza del mondo.
Potresti avere ragione se non fosse vero - come diceva il poeta inglese John Donne - che "nessun uomo è un'isola". La nostra esperienza - in questo caso di tifosi Celtics - esiste perchè esistono non solo i Celtics, ma anche le altre 29 squadre, i loro tifosi, ed i giornalisti in grado di condizionarne l'opinione.
Ecco quindi che grazie ad un branco di idioti - passami il termine, non offendo mai nessuno ma questa volta ci vuole - l'immaginario collettivo spinto da alcuni giornalisti si è convinto che i Celtics fossero razzisti, ed ecco che la cosa ha influito in passato sui risultati della mia squadra...che non firmava un free agent che fosse uno. Lo stesso Garnett prima di accettare il trasferimento a Boston telefonò a Billups chiedendo "Chauncey, ma lì ti piantavano croci infiammate nel giardino"?
E la signorina Jemele Hill, due anni fa, paragonò noi tifosi Celtics a dei nazisti...lei viene da Detroit e lavora ad L.A., non c'è che dire, l'hanno intortata bene.
Insomma, quando Peterson dice che "Rondo non è un play" oltre a dire una bestialità assoluta, convince mille, duemila tifosi italiani del falso, perchè "se l'ha detto Peterson"...
Ecco perchè il tuo "who cares" è giusto, ma nasconde in sè il pericolo, un domani, di vedere la storia NBA scritta da John Hollinger con i Celtics ridotti al ruolo di comprimari.
Se è vero che un giornalista angeleno qualche anno fa ha detto che Dave Cowens era un "giocatore sporco", se è vero che due giornalisti newyorchesi hanno detto che Auerbach era razzista, chissà cosa leggeremo in futuro sui Celtics odierni. Ma finchè mi divertirò a scrivere su queste pagine, personalmente - per poco che valgano le mie chiacchiere al vento - non gliela farò passar liscia.
"Criticare la critica" è certamente nelle tue corde e lo fai benissimo, dico solo che spesso i vari espertoni danno un contributo alla discussione pari a chessò, un Biscardi o un Mosca (almeno quello dell'ultimo periodo) nel calcio. Quindi pari a zero, anzi hanno una funzione dis-educativa.
Per questi io non spreco neanche il mio tempo e se li leggo è perchè mi piace flirtrare con il trash, un po' come quando da piccolo andavo dal parrucchiere per leggere "il tromba", "Lando" e altri pornazzi.
La mia cultura però si è formata (almeno spero) su altri testi
Prendiamo tre esempi: Doc Rivers ha fatto un lavoro incredibile plasmando una squadra in un'estate vincendo un titolo e sfiorandone altri 2(l'anno dell'infortunio di KG ce lo metto di diritto); eppure prima il merito era Thibo o del fatto che allenava i Big Three. Mi domando chi ha deciso di puntare su Rondo ed insieme ad Ainge di rifirmarlo a cifre che a molti parvero esagerate? Il fatto che resti una persona "normale" mai sopra le righe risulta poco mediatico.
Niente di lui non si legge mai niente che assomigli ad un elogio.
Veniamo a Rondo gli sto vedendo fare cose realmente a livello disumano, come diceva Fabio viaggia ad una velocita' di pensiero 3 piste superiori per esempio a Deron, ma soprattutto dirige la squadra con maturarita' da veterano e veterano non e'. Eppure anche qui niente o quasi nel senso che ogni tanto "sono" obbligati a parlarne quando le sue prestazioni trascimano e non si puo' fare a meno di parlarne.
Terzo i Celtics come squadra. Stiamo giocando per lunghi tratti delle gare una pallacanestro "totale" nel senso che si arriva a canestro spesso con il coinvolgimento di 4/5 di quintetto ed a volte con tutti. La palla viaggia che e' una meraviglia, si vedono ribaltamenti e pochi isolamenti, giocatori che lavorano in funzione della squadra e non delle stats individuali; penso che se ci fosse una classifica degli extra pass saremmo primi. Eppure anche qui niente, o meglio se parla solo per il trash talking di KG o delle "twitterate" di Pierce. Ora non conosco bene il mondo a stelle a strisce, ma non vorrei che dipendesse dal passato aristocratico di Boston poco adatta forse all'immagine dell'americano medio.
Detto questo continuo a sentire le tele cronache ed a leggermi gli articoli in rete, senza che le mie verita' personali ne escano intaccate. Essere "maledetti" non mi disturba affatto, il concetto che la sostanza prevalga sulla forma e' uno dei dogmi della mia vita, quindi mi sono abituato ad essere spesso in situazioni di "nicchia" rispetto all'opinione generale.
Vero, Alberto; diciamo che ormai anche i commentatori di canal + si sono arresi di fronte all'evidenza...
Poi, per carità, in generale Loncar continua ad avere un po' di puzzetta sotto al naso, e si sente legittimato a fare e disfare secondo la direzione in cui soffia il vento (esempio: se i Celtics giocano bene e vincono allora sono "esperti e navigati", se perdono una partita all'improvviso diventano "vecchi, rotti e stanchi") senza approfondire troppo le cose, mentre Daimiel è quello che "sotto sotto" gode per i lakers e Gasol, ma al tempo stesso è troppo intelligente e troppo buon conoscitore di basket per snobbare i Celtics come vogliono fare tanti altri.
A me non disturba essere maledetti se ce lo meritiamo: il comportamento di Pitino con Auerbach, la “gestione risparmiosa” di Paul Gaston, l’errore della cessione di Joe Johnson o del draft di jerome Moiso sono parte della storia dei Celtics ed è giusto che vadano nella colonna “uscite” come il draft di Bird, Pierce, McHale, Russell e cento altri finiscono nella colonna “entrate”. Quello che mi infastidisce è la distorsione della realtà, la bugia subdola.
Esempio: quando Charley Rosen – ex assistente allenatore di Phil Jackson agli Albany Patroons ed autore di qualche libro sui Lakers del suo amico – scrive che Dave Cowens era un giocatore sporco, semina nell’immaginario collettivo l’idea che il centro dei Celtics fosse una mezza carogna. Dave non era un angioletto, ma non giocava MAI per rovinare la carriera ad un avversario. Nel contesto del basket di quegli anni non aveva nemmeno interesse a fare il bastardo con gente 10 centimetri più alta di lui: e va ricordato che nel 197X venne votato MVP dell’NBA quando il voto veniva ancora espresso dai giocatori. Crediamo davvero che i giocatori NBA avrebbero votato per un giocatore “sporco”? Ovviamente Rosen non metteva nemmeno un Laker nella classifica dei giocatori “sporchi”, nonostante di esempi ce ne fossero parecchi: da Jim Krebs a Kermit Washington, l’uomo che con un pugno quasi uccise Rudy Tomjanovich (e poi venne “scaricato” dai Lakers e salvato da Auerbach).
Quando si dice che i Celtics degli anni Ottanta erano razzisti perché erano bianchi, si dimentica che in quelle squadre “bianche” c’erano un mucchio di All Star: Bird, McHale, Ainge, Walton, Wedman. E che l’allenatore, k.C. Jones, era nero. Ma la storia che “passa” poi è quella “Celtics=razzisti”, e la signorina Jemele Hill non si rende nemmeno conto che se gli atleti NBA hanno certi diritti al giorno d’oggi il merito – tra gli altri – è anche di due “bianchi Celtics” (Cousy ed Heinsohn) che negli anni Sessanta per primi diedero vita al sindacato a tutela dei diritti dei giocatori NBA.
Come ho già scritto a Randa, se i Celtics fanno ca**ate, da tifosi ce le prendiamo in carico: Garnett che “perculeggia” Calderòn non mi piace ed è un brutto messaggio, eppure ora appartiene alla storia del Trifoglio. Ma quando altri ci dipingono come “maledetti” per poi indebolirci agli occhi di chi non sa – leggi i giocatori che non verranno nella “razzista” Boston – allora è giusto combattere la cosa, seppur nel nostro piccolo. Per quanto flebile sia la voce di IAAC, poi non si potrà dire che nessuno aveva protestato.
Il discorso “percezione dei Celtics” poi meriterebbe un capitolo a parte, un capitolo che prenda in considerazione sia la storia dei biancoverdi che il modo in cui sono stati visti sia in America che in Italia. Magari lo faremo in altra sede, se è argomento interessante, a me preme solo rimarcare che, per quanto l’idea generale sia Lakers=Showtime, Celtics=Gioco Duro A Metà Campo, negli ultimi tre anni la squadra che più si avvicina al concetto di basket come sport di squadra sia in attacco che in difesa sono proprio i nostri Celtics, dove invece le altre protagoniste – Lakers, Cavaliers e Heat in primis – erano (Cavs ed Heat) e sono (L.A.) squadre strutturate per soddisfare i bisogni di grandezza di un giocatore, ed eventualmente per vincere.
Per me sarebbe interessantissimo affrontare questo argomento visto che sono fuori dal mondo stelle a strisce, e mi risulta difficile comprendere, quale logica(ammesso che sia) ha portato a quelle distorsioni che dici tu Fabio.
Per il resto sono d'accordo con te nel fastidio che si prova a leggere notizie mistificate in modo sistematico, ma quando dicevo che mi ci sono abituato intendevo dire che mi ci sono "fatto il callo" anche in ambito extra celtics.
Diventa difficile oggi riuscire a formarsi un'opinione proprio per la difficolta' di capire se i mezzi di informazioni distorgono o meno i fatti; mettici pure il numero di persone che fanno lo sforzo di porsi delle domande o accettano passivamente quanto preparato per loro.
La gente tende a seguire la massa perche' in fondo e' piu' comodo e ti liberare di molte fatiche e responsabilita', lo spirito critico e' sempre esercizio piuttosto complicato e difficile da mantenere nel tempo.
Aggiungici anche che se parliamo di etica in generale ancora ancora si riesce, sforzandosi non poco, a ragionare con la propria testa, viceversa parlando di basket devi anche conoscere il gioco nel suo insieme e la cosa si complica ancor di più.
Citazione Legend:
Questo è assolutamente vero ed innegabile così come lo è il fatto che ad una lega in crisi finanziaria faccia più comodo il singolo giocatore che porta la propria squadra alla vittoria piuttosto che una squadra coesa ed equilibrata, capace di costruire un gioco collettivo... Chi è il campione qui? La chimica? Lo spirito di sacrificio? Il pride? Ubuntu? Tutto bello ma non fa marketing e non vende magliette!
La stessa affermazione di Buffa:"i Celtics sono Rondo più tre giocatori forti" è, pur vera, figlia della necessità di ricondurre ad uno solo il merito della vittoria o lo scettro de "il più forte".
Quando arrivò KG ai Celtics arrivava il miglior rimbalzista e difensore di tutta l'NBA: per la difesa non cambiò nulla ma il numero dei rimbalzi (ed anche dei punti) scese drasticamente mentre si incrementò più che proporzionalmente il numero di W della squadra.
Non sono certo che alla fine della stagione uno come Bosh sia così contento di vedere scendere le sue statistiche e non punterei il mio dolaro neanche su Wade e Lebron che, di fatto, appartengono di diritto alla nuova schiera dei giocatori NBA "statistics oriented" (il cui genitore è stato a mio parere Allen Iverson e poi gente come T-Mac e Carter)
Paul Pierce non ha mai voluto essere la prima donna dei Celtics anche quando si perdeva ma ha sempre voluto almeno un altro AllStar al suo fianco, poi però le sue responsabilità specie quando la palla scotta se le è sempre prese e ci prova anche gusto nel farlo.
Direi bravo Rivers nel gestire questi campioni anche grazie alla loro intelligenza ma superbravo Danny Ainge che ha messo insieme 3 talenti di questo calibro bravi a stare insieme in campo con un unico obiettivo che è la vittoria.
Poi a nessuno a vietato avere delle simpatie, anzi credo sia naturale, però il professionista serio deve saperle nascondere o contenere bene, e non farle diventare un fattore condizionante per le sue analisi, voglio dire lo stesso Buffa di sicuro non è un amante dei Celtics (ha vissuto a LA quando Magic Johnson conduceva lo Show time, tifosissimo di UCLA, fatico molto a vederlo come uno innamorato del trifoglio), ma non per questo ha mai fatto critiche pesanti e spesso senza uno straccio di base come un Tranquillo, e guarda caso uno dei due con i Celtics ci si è rotto i denti, uno dei due ci ha rafforzato il suo status. Uno ci si è rotto i denti.
Prendiamo ad esempio Rondo, speciale di apertura della stagione 2006-07, parlando di rookie Buffa dopo aver parlato di Brandon Roy e LaMarcus Aldridge come terzo nome segnala “.... e attenzione a Rajon Rondo dei Celtics, perchè farà parlare di se" (a dire il vero come possibile steal al secondo giro ci mise pure Leon Powe). Un anno dopo a Roma, nelle interviste precedenti alla gara con i Raptors, Tranquillo molto sarcasticamente disse che secondo lui “I Celtics avrebbero rischiato di girare in .... Rondo”, e non più tardi di un anno fa di questi tempi sempre nello speciale di apertura su Sky della stagione 09-10, dopo che Buffa aveva messo i Celtics come suo personali favoriti, uno stizzito Tranquillo chiamato a ribattere sui Celtics, diceva un secco “No, e il motivo si chiama Rajon Rondo”.
Ora tutti sul carro guidato dal nocchiero Rajon Pierre Rondo. Ecco due esempi di come la coerenza e il proprio tifo possono convivere tranquillamente e come non possono farlo.
Le opinioni si sbagliano tutti, quello che frega sono i processi a priori, nella stagione 2006-07 i Celtics furono crocifissi in tutto e per tutto, ora però ad anni di distanza si pu tranquillamente dire che in quella stagione furono poste basi concrete per il ciclo attuale (Perkins, Rondo), furono cresciuti giocatori che oggi giocano titolari in altre squadre (Gomes, Jefferson), e comunque si rigira la frittata quella stagione sarebbe stata l’anno zero di un ciclo molto importante, quello attuale, oppure uno con tutti quei giovani e Durant in mezzo se le palline ci avessero sorriso alla lotteria 2007, e immagino che una squadra con tutti quei giovani con Durant in mezzo oggi farebbe parlare di se il triplo di Oklahoma City o Portland in ottica futura.
Però, Piero, il basket negli anni Ottanta vendeva benissimo anche con Larry e Magic, quindi il problema non è il “mancato riconoscimento” del campione, ma un modo deteriore di intendere il basket che è nato dopo l’avvento di Michael Jordan. Non voglio atteggiarmi a baluardo del Vero Basket, ma c’è un modo di “salvare il gioco” anche senza diventare ostaggio di LeBron James, Dwyane Wade e Kobe Bryant. La “nostra” è un’impresa titanica? Benissimo, ma se dobbiamo parlare di basket e siamo tifosi dei Celtics, non possiamo accettare un Gioco diverso.
Credo che la percezione dei Celtics in Italia sia in parte figlia degli anni '80 e della contrapposizione Magic-Bird (ricordate gli spot della Converse?) ma che nello stesso tempo, travalichi il discorso cestistico: gli USA nel famoso "immaginario collettivo" sono L.A. con Hollywood, le spiagge, le ville di Beverly Hills, le ragazze in costume, ecc. e New York coi grattacieli, Broadway, il business, ecc. Il resto dell'America è già perdente rispetto a questi stereotipi, figurarsi una città irlandese come Boston. (Steve 7)
A me sta bene che Converse e NBA abbiano cavalcato il discorso “Campagnolo contro Hotshot” nella sfida Bird/Magic, in fin dei conti ha salvato la lega dal tracollo finanziario. Meno bene mi sta il fatto che sorgano “nuovi bardi” come Rosen o Lazenby a riscrivere la storia NBA con Phil Jackson come protagonista indiscusso e Cowens come “giocatore sporco”, Bird come amante dello spinello, Pierce come “simulatore di infortuni”.
Poi c’è anche un altro fattore ossia “l’ignoranza cestistica” e qui il problema è più serio, i famosi “santoni” di ESPN hanno una percentuale di pronostici azzeccati sulle serie di PO degli ultmi 3-4 anni, pari alla percentuale di Shaq ai liberi, e qui la colpa è solo loro, se riescono a vedere favorita una squadra che non lo è (non parlo solo di Celtics ma in generale) non possono che prendersela con sè stessi se ci perdono credibilità, invece che dare la colpa ai Celtics che hanno sovvertito il pronostico. (Leonardo)
Ho incontrato Broussard di ESPN a Roma, ci ho scambiato due parole fuori dalla palestra, e mentre io, Michele e Gorman andavamo a seguire l’ultima parte del solito allenamento, lui si infilava assieme ad altri giornalisti nel bar più vicino. Poi scrisse un pezzo sui Celtics in allenamento...
La competenza non la compri al supermercato, ma ciò che mi stupisce è che anno dopo anno dopo anno i Celtics vengano sistematicamente “maltrattati “ sia in sede di pronostico che durante la stagione.
...però il professionista serio deve saperle nascondere o contenere bene, e non farle diventare un fattore condizionante per le sue analisi (Leonardo)
Qui casca l’asino: se il “contenimento delle proprie simpatie” proviamo a farlo noi di IAAC (spesso riuscendoci) che non siamo professionisti, perché non aspettarsi lo stesso da Hollinger, Rosen, Plaschke, Tranquillo e Bagatta? Se i Lakers “tirano” perché Kobe ha “figli” in giro per il mondo mi sta bene che tu dedichi spazio soprattutto a loro, ma non accetto che tu mi racconti palle clamorose a riguardo. Se scrivi sul L.A. Times capisco che tu debba “arruffianarti” i tifosi che comprano il giornale, ma se scrivi su ESPN puoi dare più spazio a Kobe, ma non “mentire sistematicamente” su chi Laker non è.
...come un Tranquillo, e guarda caso uno dei due con i Celtics ci si è rotto i denti, uno dei due ci ha rafforzato il suo status. Uno ci si è rotto i denti. (Leonardo)
Trovo allucinante che un professionista “odi” i Celtics – o qualunque altra squadra – perché gli ha fatto fare una figuraccia. Il primo dovere di chi scrive per un pubblico è quello di cercare di essere obiettivo, poi ci può riuscire o meno, ma l’etica della scrittura è una specie di Giuramento di Ippocrate, e “piegare” la penna per scopi personali è come lasciar morire un paziente senza provare a salvarlo.
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