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Recap
Agevole affermazione dei Boston Celtics che sbancano il Palace di Auburn Hills con il punteggio di 109-86. Partita mai in discussione per i ragazzi di Rivers, trascinati dai "soliti" 17 assist di Rajon Rondo e dalle ottime prestazioni di Kevin Garnett autore di 22 punti con 9/12 al tiro e di Paul Pierce che scrive 21 punti, 5 rimbalzi e 3 assist. Da segnalare anche le buone prove di un Jermaine O'Neal in ripresa e del rookie Erden.
RECAP
Si parte come previsto con Jermaine O'Neal al posto dell'acciaccato Shaq e Ben Gordon subito in quintetto per l'assente Hamilton. Il piano iniziale dei Pistons è quello di sfruttare in attacco l'accoppiamento Daye/Garnett, con il giovane Austin ad attaccare Kg ad ogni possesso. Ma se da un lato Daye realizza i primi 3 punti della squadra, dall'altro i lunghi Celtics banchettano nelle praterie concesse dai Pistons nel pitturato. 10 punti di Kevin Garnett (4 sono quelli di JO) e un parziale di 16-5 per i Celtics convincono Kuester ad inserire Villanueva nel tentativo di interrompere l'emorragia e di trovare qualche soluzione in più in attacco. Un paio di iniziative di Stuckey e 5 punti di fila di Charlie V riavvicinano Detroit sul 15-20, ma i Celtics sembrano poter affondare a piacimento nella tenera difesa dei padroni di casa. Pierce abusa della patetica resistenza di T-Mac e porta i Celtics sul 31-20 con una tripla d'autore, mentre anche Erden si iscrive a referto con due stoppate appena entrato. Come spesso succede però, i Celtics non capitalizzano la loro superiorità e subiscono un 6-0 nel finale di quarto, grazie a Villanueva (9 punti in un amen) ma soprattutto ad un'intenistà diventata approssimativa.
Ad inizio secondo quarto Daniels e soprattutto Glen Davis suonano la carica ed una schiacciata di Erden in contropiede costringe al time out Kuester sul 39-28, con i Celtics che riprendono in mano la partita con un quintetto da Summer League (Robinson, Wafer, Daniels, Davis, Erden), a dimostrazione che basterebbe davvero poco per chiudere subito i conti. Erden continua la sua ottima serata, ma i verdi non sfruttano in pieno tutti i miss-match che concede la difesa dei Pistons e i padroni si ritrovano a meno 5 sul 40-45, nonostante il ritorno dei titolari biancoverdi in campo. Detroit continua lo sciopero difensivo (in alcuni frangenti non si capisce se sia una uomo o una zona) ed ai Celtics bastano un paio di triple di Ray e Rondo nell'ultimo minuto per tornare agevolmente avanti e chiudere il primo tempo sul 57-44. Ottimi KG (12 punti in 13 minuti), Pierce (9 e 3 rimbalzi in scioltezza) e il solito Rondo che sfiora la doppia-doppia all'intervallo (9 punti, 9 assist, 3 rimbalzi e 2 recuperi).
Si riprende a ritmo di Pre Season con Pierce infallibile da oltre l'arco, con KG che mette dentro dall'angolo e con Rondo che smazza il decimo assist per la bimane dell'O'Neal superstite. 64-48 con Kuester che chiama un altro Time Out per disperazione. I Pistons non danno segnali di reazione e ben presto il vantaggio si dilata fino ai 20 punti di margine, grazie anche ad un paio di jumper del positivo Jermaine e l'impressione che il Garbage Time sia già iniziato si fa concreta. Nonostante i tentativi dell'ottimo Villanueva, l'ultimo ad arrendersi dei suoi, si va all'ultimo riposo con i Celtics agevolmente avanti 88-68, con Rondo arrivato a 15 assist e i Big Three che si spartiscono 55 punti in 3. Emblematica l'ultima tripla del capitano nel terzo quarto: uscita dal blocco, piedi a posto, pensierino della sera e la bomba più facile della sua carriera.
Nell'ultimo quarto Rivers ripropone il quintetto che ben aveva figurato ad inizio del secondo, ma Daniels sembra non aver voglia di contribuire alla causa ed un paio di canestri del redivivo Gordon, dopo altrettante forzature di Marquis, riportano i Pistons sul 76-90.
Doc, non contento del linguaggio del corpo del'intera Second Unit, rimette immediatamente in campo i titolari, con la sola eccezione di Glen Davis ed immediatamente la squadra ricomincia a girare a dovere. Kevin Garnett tocca quota 22 ed una tripla del rigenerato Daniels riporta i Celtic al massimo vantaggio della serata sul 103-82. Il resto è pura accademia. Harangody fa in tempo a realizzare i primi 4 punti i maglia Celtics ed una lay up di Daniels, su pregevole assist di Erden, fissa il finale sul 109-86.
In questi casi è difficile stabilire se siano più i meriti dei Celtics o i demeriti dei Pistons, questa sera davvero inguardabili, ma ai ragazzi si chiedeva una prestazione autoritaria e convincente e la squadra non ha certamente deluso le attese. Buona impressione ha destato il turco Erden che ha retto egregiamente il campo nei suoi 15 minuti di utilizzo. Probabilmente è troppo presto, ma l'impressione è che Doc Rivers possa contare su un uomo in più nella rotazione dei lunghi, un' ottima polizza assicurativa visti i numerosi acciacchi dei due O'Neal.
PREVIEW
Quarta esibizione stagionale per i Celtics che affrontano al Palace di Auburn Hills i Detroit Pistons, squadra ancora a quota zero vittorie e capace di dilapidare 20 punti di margine nel terzo quarto dell'ultima sconfitta in casa dei Bulls. Siamo solamente ad inizio stagione ma sono in molti ad aspettarsi una prova convincente della truppa di Rivers, soprattutto per cancellare le ultime due uscite poco brillanti, anche se la situazione infortuni non lascia propriamente tranquilli.
I due centri di ruolo attualmente attivi nel roster sono alle prese con altrettanti acciacchi e, se da una parte Jermaine O'Neal si dichara fiducioso sul suo rientro, Shaq "Beyonce" , nonostante la strepitosa esibizione mascherata di Halloween, sembra ancora risentire dei postumi dell'infortunio subito dopo il tamponamento con Stoudamire. L'impressione è che il primo potrebbe partire in quintetto ad affiancare KG sotto le plance, mentre il secondo viaggerà con la squadra ma è ancora in dubbio. Una decisione in merito verrà presa solamente poco prima della palla a due.
L'avversario è di quelli imprevedibili e le prime tre partite stagionali non hanno fatto altro che riflettere tutte le contraddizioni di una squadra senza una precisa identità. Due sconfitte sanguinose con i Nets e con i Bulls, dopo aver condotto largamente per tutta la partita e un' ultimo possesso difensivo contro i Thunders che avrebbe fatto impallidire anche Don Nelson o Mike D'Antoni, regalando di fatto un comodo lay up a Jeff Green e la vittoria ad Oklahoma City.
Gli ex "Bad Boys" sembrano un vero e proprio cantiere aperto: poche certezze (Stuckey e in un certo senso Wallace), giocatori con la valigia in mano (Prince ed Hamilton), qualche giovanotto in attesa di esplosione (Maxiell, Daye, Summers e il rookie Monroe), giocatori capaci di tutto e del contrario di tutto (Gordon e Villanueva) ed infine un giocatore come McGrady che ha deciso tristemente di chiudere la sua carriera lasciando un immagine di sé quantomeno patetica. Difficile per coach Kuester ricavare qualcosa di positivo da questa miscela ben poco esplosiva. L'impressione è che il "pulsante" della ricostruzione totale stia per essere premuto e che il roster sia sul punto di essere nuovamente rivoluzionato.
Nonostante la precarietà della situazione, i Pistons possiedono il talento per mettere in difficoltà chiunque. Rodney Stuckey, con la sua potenza fisica, è spesso stato un cliente ostico per il neo "player of the week" Rajon Rondo e giocatori come Charlie Villanueva e Ben Gordon sono capaci di prestazioni balistiche tali di stravolgere l'andamento di una partita, soprattutto se la versione dei Celtics che scenderà in campo nella Motown sarà quella con le "marce basse".
Infatti è impossibile ipotizzare se i Celtics saranno quelli a "pieno regime" ammirati con gli Heat o quelli sottotono delle ultime due uscite. Un eventuale assenza di Shaq e le condizioni fisiche precarie di JO renderebbero problematica la rotazione dei lunghi, costringendo Rivers a reinventare Pierce o Daniels per qualche minuto da 4, oppure a dare qualche minuto ai rookie Erden e Harangody. La panchina dovrà dunque fornire un contributo sostanzioso, con Robinson e Daniels a fare da guastatori e soprattutto con Glen Davis che ha sempre fornito prestazioni memorabili contro i Pistons.
In sostanza le sorti del match sono nelle nostre mani. Assolutamente vietato dilapidare margini in doppia cifra esclusivamente per un calo di tensione, come è successo con Cleveland e New York. Trascinarsi Detroit punto a punto nell'ultimo quarto sarebbe alquanto pericoloso, perché giocatori di striscia come Gordon e Villanueva riescono a trasformarsi quando la palla scotta. Portare a casa la vittoria significherebbe molto a livello emotivo. "Vincere aiuta a vincere" diceva qualcuno, anche se i nostri ci hanno ormai abituato a stravolgere tutti i "dogmi" di questo sport.
Boston Celtics (2-1) at Detroit Pistons (0-3)
Tuesday, November 2
7:30 PM ET
Game #4, Road Game #2
TV: CSNNE, FSD, LP 754/755
Radio: WEEI, WDFN
Palace of Auburn Hills
Boston Celtics
PG: Rajon Rondo 10.7 PPG, 16.7 APG, 2 SPGSG: Ray Allen 14.7 PPG, 2.3 APG, .333 3P%
SF: Paul Pierce 19 PPG, 8.3 RPG, 3.3 APG
PF: Kevin Garnett 14.3 PPG, 11.7 RPG, .3 BPG
C: Shaquille O'Neal 8.7 PPG, 5.3 RPG, .3 BPG
Boston Bench
Marquis Daniels
Glen Davis
Semih Erden
Luke Harangody
Nate Robinson
Von Wafer
Delonte West (suspended)
Injured
Kendrick Perkins (knee) out
Jermaine O'Neal (knee) questionable
Avery Bradley (ankle) day to day
Shaquille O'Neal (knee) questionable
Detroit Pistons
PG: Rodney Stuckey 19 PPG, 8 APG, 0 SPGSG: Rip Hamilton 13.5 PPG, 1.5 APG, .600 3P%
SF: Tayshaun Prince 13 PPG, 3.5 RPG, 2 APG
PF: Austin Daye 5 PPG, 3.5 RPG, .5 APG
C: Ben Wallace 4 PPG, 9 RPG, 1.5 BPG
Pistons Bench
Charlie Villanueva
Tracy McGrady
Jason Maxiel
Ben Gordon
DaJuan Summers
Greg Monroe
Injuries
Will Bynum (hamstring) questionable
Jonas Jerebko (Achilles) out
Terrico White (foot) out
Chris Wilcox (hamstring) questionable



Commenti
Ma infatti non gli ha dato del "malato di cancro" gli ha detto che è un cancro per la sua squadra, il che mi pare sia una cosa diversa.
Poi ripeto "facciano loro", in quei 28 metri volano parole che spesso neppure le telecamente e i microfoni a bordo campo riescono a captare, di sicuro quello che trovo infantile mettersi a postarle su Twitter, poteva rinfacciargli il tutto alla prossima sfida diretta, mi sembrava più naturale.
X Movi:
non vedo di cosa dovresti scusarti se in definitiva hai espresso e difeso un tuo pensiero. Personalmente non credo tu abbia esagerato nè lo ha fatto Cravino.
Il c.d. "Trash Talking" è una di quelle cose di cui si potrebbe fare a meno nel basket, indipendentemente da chi lo faccia. Certo che questo costume inizia ad essere piuttosto ingombrante in un terzo millenio dove la comunicazione è facile, immediata e globale.
Leo fa giustamente riferimento a Bird: per quanto conosco del personaggio un'uscita del genere me la sarei anche aspettata solo che, nel 1989 o giù di lì, nessuno lo sarebbe mai venuto a sapere!
Sapete tutti quanto mi piace il giocatore e, soprattutto, l'uomo Leon Powe; ricordo che una volta ebbe uno scontro piuttosto rude ed un trash talking "marcato" con un avversario (non ricordo chi) in diretta nazionale e, al termine del primo tempo, lo intervistarono visto che era stato il migliore dei Celtics; non poteva mancare la domanda su cosa fosse successo anzi, più precisamente, su cosa si fossero detti lui e l'avversario ed ecco la sua risposta: "We had a friendly conversation" senza sorriso e senza una mimica facciale diversa dalla risposta precedente che verteva sulla sua prestazione. Questo è un uomo! Senza se.
A titolo personale Garnett era il mio giocatore preferito insieme a Ray Allen (per diversi motivi è ovvio) anche prima che venissero ai Celtics, devo però ammettere che certi suoi atteggiamenti non mi sono mai piaciuti in quanto eccessivi: se sei il migliore (e lo sei ovvero lo sei stato per un certo periodo) non hai bisogno di sottolinearlo in questo modo ed anzi dovresti sforzarti di modificare questo tipo di approccio.
Si, ho gia' detto che "giustificare" e' stata una scelta infelice, meglio "relativizzare".
Citazione Legend:
Su questo niente giochini retorici, per favore. Nessuno ha detto ne' pensato una cosa del genere.
Citazione Legend:
Altro artificio retorico. Su questa strada non ti seguo.
Questa e' la versione di KG, per me barcollante... ma non lo sapremo mai.
Citazione Leonardo Ancilli:
Su questo non ci piove.
Ma se Villanueva non avesse twitterato la conseguenza sarebbe stata che noi non sapremmo nulla, ma la frase sarebbe rimasta.
http://www.boston.com/sports/basketball/celtics/articles/2010/11/04/nothing_is_sacred_and_little_is_secret/
Talkin 'bout "artifici retorici"... come del resto il sottile gioco tra "giustificare" e "relativizzare". La verità è che continui ("se Villanueva non avesse twitterato...la frase rimarrebbe") a dare credito a Villanueva più di quanto tu ne dia a Garnett, l'errore è lì.
Per dimostrare la dirittura della tua impermeabile fibra morale, accusi il Celtic anche se alla base non ci sono fatti ma solo impressioni ("la versione per me è barcollante").
Io e Movy invece riteniamo di essere in grado di fornire un'opinione più obiettiva possibile a prescindere dal colore di maglia dei "contendenti".
Adesso però abbiamo "stroppiato", scusami ma - per citarti - sulla tua strada buonista non ti seguirò più.
Come mai la versione di KG è barcollante e quella di Villanueva è credibile ?
Quale delle due frasi sarebbe rimasta quella che ci racconta Villanueva o quella che ci racconta Garnett ?
Come vedi stiamo discutendo del nulla, la verità la sanno solo loro due (e ripeto cavoli loro), e noi stiamo dando giudizi a destra e a manca, senza neppure avere nulla di certo in mano per farlo.
Riguardo a KG lo conoscono tutti, ha una pessima reputazione (in campo), quando è in trance agonistica non capisce più nulla ed è capace di qualsiasi cosa.
Però insomma, il basket è un gioco di nervi in grado di sprigionare emozioni pure,spontanee,innate,VER E, positive o negative che siano,allora cosa vogliamo fare? Vogliamo renderlo una recita prestabilita dove tutti sono politically correct e le emozioni sono controllate a piacimento da chi dirige la baracca? Perchè per quanto riguarda gli arbitraggi lo stanno già facendo.
Mi ricollego poi a quanto detto da Fabio, riguardo malattie come cancro, leucemia e tumore.Purtroppo, posso parlare per esperienza diretta, avendo perso mio padre qualche mese fa, proprio a causa di un tumore.E vi assicuro che, quando hai vissuto sulla tua pelle un'esperienza simile,le battute, seppur di cattivo gusto, ti scivolano addosso come acqua saponata.
Movy e Cravino..tendetevi la mano.E cercate di stabilire, amichevolmente, chi fra voi due, abbia mangiato più pesante, o abbia alzato un po di più il gomito
P.s. Leo..se a me dessero 7 milioni di dollari all'anno,accetterei di farmi dire di tutto..e lo farei scrivere anche sul contratto
Cal
Per come sono fatto io però non concepisco la Twitterata.
Cos'è? Dire alla maestrina globale "Gavino mi ha fatto la bua?" ... non è decisamente cosa.
Insomma il fatto è che Villanueva dice una cosa e KG un'altra e il collante è la parola cancro.
Però chiaramente possiamo tranquillamente ammettere che il significato è differente tra la frase che riporta Villanueva e quella che ho appena citato di Garnett.
Personalmente la parola cancro mi fa sempre paura e ho il timore soltanto a pronunciarla, ricordo che l'avrò messa in qualche mio discorso sopratutto legato alla politica attuale nel nostro paese e nonostante mi facesse rabbrividire nel pronunciarla il contesto in cui l'avevo inserita ci stava benissimo.
Non voglio giustificare Garnett però, visto che ci troviamo di fronte al classico "la tua parola contro la mia" non me la sento di dare ragione ad uno e torto all'altro.
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