Login
Ultimi Commenti
-
Shavlik
giancleto83
Finalmente sono riuscito a ritagliarmi 20 minuti per ascoltare la storia ... -
Le Finali di Conference Day by Day
giancleto83
Pero non mischiamo il cioccolato con la ..... Rondo ok, Rose ok, ma ... -
Le Finali di Conference Day by Day
Michele Pulcini
Pero non mischiamo il cioccolato con la ..... Rondo ok, Rose ok, ma ... -
Le Finali di Conference Day by Day
Zio Trifoglio
92 minuti di applausi ;-) -
Le Finali di Conference Day by Day
Randa
Questo è il vero punto, al "fuoriclasse dannoso" io non ho mai creduto ... -
Cleveland vince la Draft Lottery 2013
Michele Pulcini
Esigo anche un dentalscan per evidenziare le carie! :P -
Cleveland vince la Draft Lottery 2013
Angelo
Eh no eh? Per favore, quest'anno uno di dimensioni NORMALI per il suo ... -
Le Finali di Conference Day by Day
Michele Pulcini
Non ho visto la partita, ma l'utilità di Granger non credo sarebbe stata ...
Recap
I Celtics, nuovamente opposti ai Knicks, portano a casa la sesta vittoria su sette uscite in questa preseason 2010/2011. Partita non bella, con ampio spazio per le seconde linee (come da copione): sugli scudi un quasi infallibile Garnett, 20 punti con 9/11 dal campo, Pierce (16) e Glen Davis (15).
Hartford, Connecticut, è la sede della partita. Biancoverdi in campo con i titolari: Shaq, Garnett, Pierce, Allen e Rondo; risponde D'Antoni con Mozgov, Gallinari, Chandler, Douglas, Felton. In casa Rivers restano a riposo Delonte West e Jermaine O' Neal, l'uno alle prese con problemi alla schiena, l'altro alla mano, mentre a Daniels viene consentito un "turno di riposo". Sull' altra sponda non c'è Bill Walker (caviglia) e soprattutto Stoudemire, risparmiato dal coach e certamente in campo domani a Washington.
L'inizio è in pieno stile "run and gun", con Boston che si adegua al ritmo sincopato degli "ospiti". KG mostra subito che la condizione fisica è più che buona infilando una schiacciata innescata da Rondo e un comodo layup, per finire con il classico jumper dai 6 metri: tutto il repertorio offensivo insomma, e in un amen sono già 7 i punti messi a referto dal numero 5. Dall'altra parte Felton, Gallinari e Mozgov arrivano alla conclusione abbastanza facilmente e dopo 4 minuti il punteggio vede i Knicks comandare per 15-11. La forbice si allarga fino al 28-20 quando entrano le seconde linee Erden, Davis e Robinson e proprio "Nate the Great" ferma l'emorragia mettendo a segno la tripla estemporanea. Il quarto si conclude sul 29-30, con Garnett protagonista assoluto (11 punti).
Alla ripresa delle ostilità "vede" il campo anche Lasme, in ballottaggio con Wafer per l'ultimo posto in squadra: Stephane, forse "disturbato" dalla crescita del diretto avversario, tenta di strafare e perde subito due palloni in maniera puerile, iniziando male una prestazione più ombre che luci (saranno 5 in tutto le sue perse in un quarto inguardabile). Non che Von faccia molto meglio, intendiamoci: per molti minuti sarà una presenza impalpabile, salvo dare buoni segnali nel finale di partita.
In questa fase mostra qualche buon segnale Erden, nulla di clamoroso, intendiamoci, ma un paio di buone difese lasciano intravvedere le possibilità di farne quantomeno un rincalzo su cui fare affidamento. Il "Gallo" (20 punti per lui con 6/11 dal campo) è decisamente in palla, ma le riserve tengono botta e nonostante gli undici turnovers in 12 minuti (una specie di record) impattano il parziale sul 15-15 per un risultato di 44-45 all'intervallo lungo.
Si riparte ancora una volta con i titolari, in un sistema di rotazioni che porterà i rincalzi a giocarsela nel finale: le cose sembrano mettersi per il peggio allorquando Gallinari, con 5 punti consecutivi porta i suoi sul più 10 (61-51), massimo vantaggio per i Knicks. Da rimarcare come Ray Allen, dopo un tecnico trasformato nel primo periodo, si iscriva alla voce punti solo a metà di questo terzo quarto, timbrando il 53-61 con un layup innescato da Rondo. Anche Rajon, a dire il vero, non cerca quasi mai la conclusione, ma contrariamente al numero 20 fornisce un apporto fantascientifico in termini di ritmo ed energia: 9 assist e 8 rimbalzi, alcuni dei quali da urlo. Proprio nel momento di maggiore difficoltà ci pensa la premiata ditta Pierce-Garnett a riportare i Celtics in linea di galleggiamento: in tre minuti il capitano ne mette 8 che, uniti ai 4 di KG trascinano i biancoverdi al sorpasso (69-68). La sirena suona dopo un tentato coast to coast di Pierce stoppato da Mozgov: si rimane sul 76-72 in attesa dell'ultimo giro di valzer. Rivers fa uscire tutti i titolari e alla rimessa in gioco la TV compie una lenta carrellata a spiare il "pino" bostoniano: Pierce, Garnett, Rondo, Allen (tutti in T-shirt) e Shaq (l'unico ancora in "tenuta da lavoro")...non male come panchina...
Il quarto periodo non offre granchè, i Knicks impegnati in ua singolare combinazione di corsa podistica e "ciapa no", cui i Celtics si adeguano, evitando la parte riguardante il podismo: da un lato si sparacchia a percentuali sotto al 30%, dall'altra si arriva a canestro con somma difficoltà, aggiungendoci pure un paio di infrazioni dei 24 secondi. Nei primi 6 minuti i canestri dal campo sono solo 4, due per parte, ma le riserve dei Knicks sbagliano veramente l'inverosimile e una piccola accelerazione del trio Wafer-Lasme-Robinson basta a scavare il solco decisivo fino al 97-84 finale. A proposito del ballottaggio per l'ultimo slot disponibile, quest'oggi sul "personalissimo cartellino" di Tommasiana memoria mi sentirei di dare il punto a Wafer: nonostante non faccia nulla di clamoroso conferma di avere buon tiro (due triple nel finale messe a segno) e probabilmente un esterno con buone capacità balistiche è un interessante argomento di discussione per Rivers. Lasme, d'altro canto, dopo un inizio terrificante combina pure qualcosa di buono mettendo in vetrina la consueta energia e trovandosi pronto ad andare a canestro in un paio di circostanze: nel complesso, forse per la voglia di mettersi in mostra appare un po' troppo impreciso ed arruffone. Per Mario West, viceversa, i giochi sembrano irrimediabilmente finiti: solo 8 minuti in campo, contro i 20 abbondanti degli altri 2, conditi da una serie infinita di 0 in tutte le statistiche.

Hartford, Connecticut, è la sede della partita. Biancoverdi in campo con i titolari: Shaq, Garnett, Pierce, Allen e Rondo; risponde D'Antoni con Mozgov, Gallinari, Chandler, Douglas, Felton. In casa Rivers restano a riposo Delonte West e Jermaine O' Neal, l'uno alle prese con problemi alla schiena, l'altro alla mano, mentre a Daniels viene consentito un "turno di riposo". Sull' altra sponda non c'è Bill Walker (caviglia) e soprattutto Stoudemire, risparmiato dal coach e certamente in campo domani a Washington.
L'inizio è in pieno stile "run and gun", con Boston che si adegua al ritmo sincopato degli "ospiti". KG mostra subito che la condizione fisica è più che buona infilando una schiacciata innescata da Rondo e un comodo layup, per finire con il classico jumper dai 6 metri: tutto il repertorio offensivo insomma, e in un amen sono già 7 i punti messi a referto dal numero 5. Dall'altra parte Felton, Gallinari e Mozgov arrivano alla conclusione abbastanza facilmente e dopo 4 minuti il punteggio vede i Knicks comandare per 15-11. La forbice si allarga fino al 28-20 quando entrano le seconde linee Erden, Davis e Robinson e proprio "Nate the Great" ferma l'emorragia mettendo a segno la tripla estemporanea. Il quarto si conclude sul 29-30, con Garnett protagonista assoluto (11 punti).Alla ripresa delle ostilità "vede" il campo anche Lasme, in ballottaggio con Wafer per l'ultimo posto in squadra: Stephane, forse "disturbato" dalla crescita del diretto avversario, tenta di strafare e perde subito due palloni in maniera puerile, iniziando male una prestazione più ombre che luci (saranno 5 in tutto le sue perse in un quarto inguardabile). Non che Von faccia molto meglio, intendiamoci: per molti minuti sarà una presenza impalpabile, salvo dare buoni segnali nel finale di partita.
In questa fase mostra qualche buon segnale Erden, nulla di clamoroso, intendiamoci, ma un paio di buone difese lasciano intravvedere le possibilità di farne quantomeno un rincalzo su cui fare affidamento. Il "Gallo" (20 punti per lui con 6/11 dal campo) è decisamente in palla, ma le riserve tengono botta e nonostante gli undici turnovers in 12 minuti (una specie di record) impattano il parziale sul 15-15 per un risultato di 44-45 all'intervallo lungo.
Si riparte ancora una volta con i titolari, in un sistema di rotazioni che porterà i rincalzi a giocarsela nel finale: le cose sembrano mettersi per il peggio allorquando Gallinari, con 5 punti consecutivi porta i suoi sul più 10 (61-51), massimo vantaggio per i Knicks. Da rimarcare come Ray Allen, dopo un tecnico trasformato nel primo periodo, si iscriva alla voce punti solo a metà di questo terzo quarto, timbrando il 53-61 con un layup innescato da Rondo. Anche Rajon, a dire il vero, non cerca quasi mai la conclusione, ma contrariamente al numero 20 fornisce un apporto fantascientifico in termini di ritmo ed energia: 9 assist e 8 rimbalzi, alcuni dei quali da urlo. Proprio nel momento di maggiore difficoltà ci pensa la premiata ditta Pierce-Garnett a riportare i Celtics in linea di galleggiamento: in tre minuti il capitano ne mette 8 che, uniti ai 4 di KG trascinano i biancoverdi al sorpasso (69-68). La sirena suona dopo un tentato coast to coast di Pierce stoppato da Mozgov: si rimane sul 76-72 in attesa dell'ultimo giro di valzer. Rivers fa uscire tutti i titolari e alla rimessa in gioco la TV compie una lenta carrellata a spiare il "pino" bostoniano: Pierce, Garnett, Rondo, Allen (tutti in T-shirt) e Shaq (l'unico ancora in "tenuta da lavoro")...non male come panchina...
Il quarto periodo non offre granchè, i Knicks impegnati in ua singolare combinazione di corsa podistica e "ciapa no", cui i Celtics si adeguano, evitando la parte riguardante il podismo: da un lato si sparacchia a percentuali sotto al 30%, dall'altra si arriva a canestro con somma difficoltà, aggiungendoci pure un paio di infrazioni dei 24 secondi. Nei primi 6 minuti i canestri dal campo sono solo 4, due per parte, ma le riserve dei Knicks sbagliano veramente l'inverosimile e una piccola accelerazione del trio Wafer-Lasme-Robinson basta a scavare il solco decisivo fino al 97-84 finale. A proposito del ballottaggio per l'ultimo slot disponibile, quest'oggi sul "personalissimo cartellino" di Tommasiana memoria mi sentirei di dare il punto a Wafer: nonostante non faccia nulla di clamoroso conferma di avere buon tiro (due triple nel finale messe a segno) e probabilmente un esterno con buone capacità balistiche è un interessante argomento di discussione per Rivers. Lasme, d'altro canto, dopo un inizio terrificante combina pure qualcosa di buono mettendo in vetrina la consueta energia e trovandosi pronto ad andare a canestro in un paio di circostanze: nel complesso, forse per la voglia di mettersi in mostra appare un po' troppo impreciso ed arruffone. Per Mario West, viceversa, i giochi sembrano irrimediabilmente finiti: solo 8 minuti in campo, contro i 20 abbondanti degli altri 2, conditi da una serie infinita di 0 in tutte le statistiche.




Commenti
Da quello che leggo, in una serata ancora condizionata da piccoli problemi fisici (anche Daniels pare avesse qualcosa alla spalla come pure Robinson comunque in campo) abbiamo avuto la migliore prova finora di Garnett, tonico e ottimo difensivamente e l'accoppiata con Shaq è stata molto produttiva in attacco perchè i due, conoscendolo davvero questo giochino, si sono cercati e trovati a dovere con esiti disastrosi per la difesa dei Knicks privi anche di Amarè.
Poi vorrei segnalare Rondo, di nuovo in versione "non guardo neppure il canestro" dopo i 15 liberi di ieri, che in 26 minuti ammassa 8 rimbalzi e 9 assist.
Infine, a parte il quasi scontato ottimo apporto di Davis e Robinson, la lotta per l'ultimo posto a roster: Wafer è 5/5 nelle triple tra ieri e oggi, mentre Lasme vede meno il canestro, perde 5 palloni e contribuisce altrimenti.
Mi sembrano due ruoli e due giocatori davvero diversi e quasi da tenere entrambi: scelta molto complessa e sarebbe da valutare l'apporto difensivo di Wafer, anche perchè la schiena di West e le dieci partite iniziali di squalifica daranno da pensare.
Aldilà della vittoria direi che essere 6-1, sempre prendendo con le molle la preseason, con la nostra unica sconfitta ottenuta giocando con le riserve è già un biglietto da visita per la stagione.
Quest'anno andranno evitate le sfarfallate al Garden che tanto condizionarono in negativo la passata stagione perchè alla fine abbiamo visto che giocare le serie contro i Magic e i Cavs e sopratutto i Lakers con il fattore campo a sfavore non ti permettono di rilassarti nemmeno per 1 minuto.
Mi sembra che in questo inizio i ragazzi hanno già in mente cosa devono fare per vincere ogni partita.
Premessa dovuta: togliere a questi Knicks Stoud equivale a privarli di mezza squadra! Per di più abbiamo giocato con quintetto a minutaggio crescente. Ne consegue che lo strapotere a rimbalzo 46 a 27 e nel pitturato era pressoché obbligato.
Resta il fatto che, pur giocando in scioltezza contro la tutt'altro che arcigna difesa newyorkese, anche stasera ci siamo superati con 24 perse. Decisamente oltre il lecito consentito (e Lasme ha contribuito più di tutti con 5, come ravvisato da Michele).
Ma è pur sempre una vittoria, anche se in pre-season, che porta con sé note liete che stanno diventato amene certezze.
Nate continua a giocare con lo stupore e a varcare con la solita insolenza il limite dell'impossibile. Pure i compagni ogni tanto restano basiti. E' una minaccia corta con il gusto innato per l'esplosione.
Rondo può covare lecite ambizioni per il titolo di assist-man della Lega. Circodato com'è da talenti offensivi e vista l'ulteriore crescita avuta nella visione di gioco (la creatività non è mai mancata) le sue quotazioni in tal senso crescono considerevolmente. Al momento si sta dedicando soprattutto al ruolo di servitore, tuttavia la sua proverbiale aggressività nell'attaccare il ferro è bene prezioso che va mantenuto ed evoluto. Anche se la presenza di Nate, in questo senso, ci garantisce profondità e incisività perimetrale al tempo stesso.
Contro i mezzi-lunghi di NY, KG fa il dominatore senza impegno eccessivo. 5/5 nel primo quarto, 20 punti in 19'. E non serve altro.
La panca, nonostante le assenze, risponde presente. Big Baby continua a creare le premesse per la stagione della consacrazione.
La qualità del nostro pino ci può offrire possibilità di gestione delle stelle attualmente sconosciute a tutti gli altri team NBA. Questo si che è da brividi.
Vincere aiuta a vincere e stanotte ho visto ancora una squadra unita decisa a portarla a casa.
Considerazioni personali:
- Rondo: la giocata Rondo/Garnett di inizio partita con assist dietro la schiena e quella con Erden a fine terzo quarto valgono da sole le ore in piedi nella notte. Servono punti? Faccio punti. Serve far girare la squadra e dare una mano a rimbalzo? Ci penso io.
- Erden: teniamocelo stretto, non perde il confronto ne con Turiaf ne con Mozgov e lui da noi e' il terzo centro per poi diventare il quarto.
- Robinson: la stoppata a Randolph e l'ultimo quarto dimostrano che il ragazzo c'e' anche di testa.
- Davis: forza un pochino ma 15 punti e 7 rimbalzi sono tanta roba. Con lui in campo Celtics +20.
- Pierce: mi sa che al capitano sti newyorchesi non stanno troppo simpatici.
- Wafer/Lasme: il biscottino prende un vantaggio consistente e ormai siamo vicini all'arrivo.
- Knicks: poverini ogni volta gli diamo la convinzione che la porteranno a casa e poi li maltrattiamo. Senza Stoudemire non arriverebbero a 20 W.
Altra buona vittoria, ora chiudiamo con i Nets e poi finalmente si inizierà a fare sul serio
Domanda, ma ad ovest, a parte loro, c'è una rivale credibile per il titolo ?? Mi sembra proprio di no
Per il titolo no, ma per insidiarli, io credo che i Thunder ci siano.. anche se non sono assolutamente da titolo, tra Lakers e Thunder c'è comunque un bel gap
15
Ma il calendario della preseason è fatto anche quello della lega? Ed è un caso che affrontiamo solo avversari di Division oppure anche in passato era così? Non mi sarebbe dispiaciuto almeno un incontro di livello, così per curiosità
Chiaramente visto il livello medio degli avversari e la difficoltà che avremo anche quest'anno a dominare l'Atlantic, il valore di queste gare va proprio sotto zero...
Addirittura ho letto che la sua aspirazione sarebbe di contenere i trasferimenti entro un'ora al massimo, treno, auto o aereo che sia .....
E come dargli torto? Non c'è niente in palio e la vincitrice è la squadra che ha saputo mettere maggiormente a frutto gli allenamenti che precedono le gare amichevoli. Del resto la filosofia del camp dei Celtics è: si lavora duro in allenamento! Ed è logico che le gare di pre season vengano cercate "morbide" non tanto nell'avversario (se Miami era nell'Atlantic avremmo incontrato anche loro) quanto nella logistica che stà intorno all'evento. Una roba come quella dell'anno scorso in Texas ti toglie tempo per gli allenamenti e "stressa" i giocatori che stupidi non sono e capiscono come la levataccia e la transumanza per il palazzetto sono stati un di più di cui si poteva fare a meno (posso solo immaginare con che faccia Sheed è sceso dall'autobus).
RSS feed dei commenti di questo post.