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Recap
Bruttissima sconfitta dei Boston Celtics al Madison Square Garden dove, dopo una partita combattuta punto a punto, cadono sotto i “career high” per punti di Gallinari (31) e rimbalzi per Earl Barron (18, di cui ben 8 offensivi). Da salvare le prestazioni di Ray Allen e Glen Davis in un contesto generale di svogliatezza e passività.

Primo quarto
Celtics in campo con il quintetto d’ordinanza mentre tra i padroni di casa la novità è rappresentata da Earl Barron; Al Harrington e Tracy McGrady non sono della partita e con Bill Walker, Gallinari e David Lee parte Duhon come play maker titolare.
L’inizio è alquanto freddo per entrambe le squadre che accumulano un orrendo 1 su 10 dal campo, con l’unico canestro realizzato da Garnett su assist di Rondo; il duo si ripete subito dopo per il 4-0 ospite ma entra presto in scena l’ex Bill Walker che con due liberi ed una tripla pregevole ribalta il risultato.
KG sembra l’unico capace di vedere il canestro in quest’inizio di partita piuttosto abulico ma al suo ottavo punto fanno da contraltare le prime giocate di Barron che prima in penetrazione e poi su “piazzato” mettono i Kincks avanti.
Al primo tentativo di strappo dei padroni di casa si uniscono Gallinari e David Lee, Ray Allen mette la tripla per ridurre lo svantaggio a tre punti ma ancora Barron fa capire che sarà la sua serata dei sogni (7 punti e 4 rimbalzi in meno di 6 minuti), altro jumper e time out di Rivers sul 16 a 11 per New York.
Pierce in traffico si iscrive a referto, Duhon penetra indisturbato, Rondo fa altrettanto guadagnandosi pure il tiro addizionale dalla lunetta, ancora Lee e la tripla del Gallo in rapida successione fanno alzare il punteggio fino al 23-15.
Rondo sta esagerando coi passaggi fantasiosi ed il movimento senza palla dei nostri è pressochè inesistente; dopo il secondo time-out Ray infila la tripla del meno 5 e poi Pierce accorcia ulteriormente dalla lunetta ma le sensazioni sono già pessime, infatti subito dopo Giddens in penetrazione e Toney Douglas “at the buzzer” fanno chiudere la prima frazione sul 27 a 21 per i padroni di casa.
Secondo quarto
Si ricomincia da dove ci si era lasciati, anzi un po’ peggio visto che la tripla di Douglas trova solo la retina; per nostra fortuna Glen Davis è ispirato e combattivo (almeno lui) ed in un minuto si costruisce 5 punticini vitali; quando poi Giddens commette infrazione di passi e Rasheed Wallace la mette da oltre l’arco lo svantaggio viene ridotto ad un solo punto.
Ma Barron rientra “in the groove” con il suo jumper letale (peraltro quasi sempre indisturbato), Glen Davis ci mantiene in scia dalla lunetta, Sergio Rodriguez esordisce con una bomba e Finley con un piazzato: il tutto ora avviene velocemente e la sensazione è che con 5 minuti ordinati in difesa e buone scelte in attacco i Celtics potrebbero scavare un solco, nonostante siano ancora sotto per 35 a 33, stante la pochezza apparente dei Knicks.
Ebbene, niente di più sbagliato: l’andirivieni di canestri continua imperterrito con Barron sempre indemoniato ed un Ray Allen chirurgico da ogni posizione; sua è la tripla del sorpasso bostoniano sul 47 a 46.
Gli ultimi due minuti proseguono con lo stesso stile ed i canestri “incrociati” di Sergio, Perkins (2+1 per lui), Gallinari, Pierce e Lee mantengono una parità che viene spezzata nel punteggio solo dal libero di Douglas con il quale si chiude il primo tempo con il boxscore che riporta 53-52 per i padroni di casa.
Difese approssimative, ritmi chiaramente da fine stagione regolare e poca voglia di “sbattersi” veramente sono le prime cose che saltano agli occhi e pazienza per i Knicks che non hanno più nulla da dire se non provare a portarsi a casa il sempre ambito scalpo celtico...ma Boston non la capisce più nessuno e nonostante l’abbondante 50% dal campo, un Ray Allen molto preciso ed un KG vivo soprattutto all’inizio di gara, il resto è abbastanza sotto il par con un Rondo confusionario ed un Pierce a marce molto ridotte e “fiacco” (le sue conclusioni finiscono sempre corte sul primo ferro). Dalla panca degno di nota solo il contributo di Big Baby.
Per New York sensazionale Barron che va al riposo con 13 punti ed 8 rimbalzi ma positivi anche Sergio Rodriguez e Toney Douglas in uscita dal “pino”.
Terzo quarto
Si spera che la partita all’improvviso possa cambiare e che con pochi minuti di voglia e convinzione i Celtics possano incanalare l’incontro sui giusti binari, ma ancora una volta ci dobbiamo ricredere: Perkins lotta ferocemente sotto canestro e si guadagna punticini importanti, ora appare anche Pierce in penetrazione e poi dalla lunetta; Ray Allen rifila una clamorosa stoppata a Toney Douglas, poi ruba palla e penetra...peccato che in mezzo a tutte queste giocate dei nostri si sia insinuato un Gallinari letteralmente infuocato che comincia ad infilare canestri da ogni dove, oltretutto, stranamente a dirsi, limitando molto le conclusioni dalla lunga distanza. Dopo una pregevole penetrazione di Pierce conclusa con schiacciata il punteggio dice 65 pari.
Un nervosissimo D’Antoni riceve (finalmente) il primo tecnico della stagione e, come spesso accade, i Celtics invece di approffittare della tensione che sembra regnare nella panchina dei padroni di casa, smette di giocare accumulando 3 palle perse. Chi non smette invece di correre e mettere canestri di pregevole fattura (ed alcuni impossibili) è il “Gallo nazionale” che continua su ritmi incandescenti.
L’unico a tenerci in scia ora è Perkins ma Gallinari e Lee ci puniscono a più riprese. Quando Finley infila la tripla del 82-76 respiriamo ma Barron subito dopo “accalappia” l’ennesimo rimbalzo offensivo tra le belle statuine celtiche e permette a Giddens di mettere a segno il +6 poi esteso ad 8 dal sempre presente Douglas sul filo della sirena.
86-78 il vantaggio dei Knicks che in questa frazione mettono a referto 33 punti frutto soprattutto del demonio-Gallinari (19 per lui!) e delle “carambole” offensive (6 solo di Barron contro i 5 totali dei Celtics).
Quarto quarto
Apriti cielo! Con un 10-0 di parziale Boston sembra voler prendere in mano il match con tutta la panchina praticamente a referto: Sheed, Big Baby, Finley e Tony Allen. 88-86 Boston in un amen anche se Douglas in penetrazione pareggia quasi subito.
Speriamo di poter vedere un ultimo quarto un po’ controcorrente rispetto al trend stagionale dei nostri ma purtroppo la speranza dura poco e l’equilibrio torna a regnare sovrano.
Ora è il momento di Rodriguez per i padroni di casa, per lui 6 punti consecutivi pareggiati poi da un paio di canestri di Rasheed Wallace (finalmente in post) e Rondo in penetrazione.
Ancora lo spagnolo Sergio in evidenza ma sulla tripla sbagliata l’eroe è ancora Barron all’ottavo rimbalzo offensivo (!!)...cercasi disperatamente professor di “tagliafuori” basico in casa Celtics.
Sul 96 a 94 in nostro favore Sheed decide di tornare ai soliti standard: fallo in attacco e tecnico per proteste; Rondo, Walker, Garnett e Duhon si scambiano canestri in un susseguirsi incessante che fornisce il preludio al finale di partita tiratissimo. Garnett schiaccia la rabbia nella retina dei Knicks per il vantaggio bostoniano a 2’ 40” dalla fine ma Gallinari è letale dalla lunetta per il 100 pari.
Perkins viene stoppato da Duhon (!), Barron per una volta sbaglia da sotto e ancora Duhon commette fallo su Pierce che nel momento più importante fa solo 1 su 2 dalla “linea della carità”. Walker sbaglia la tripla ma David Lee cattura il quindicesimo rimbalzo offensivo di squadra, la palla arriva a Gallinari che lancia un missile contro il tabellone che poi si infila a canestro...è proprio la sua serata...
Gli arbitri durante il time out rivedono il tiro del Gallo e dopo aver concesso inizialmente la tripla correggono tempestivamente il punteggio: 102 a 101 per i Knicks con 36 secondi sul cronometro.
Al rientro sul parquet Pierce colleziona l’ennesima bruttura di questo periodo quando commette un “turnover” sanguinoso cercando un improbabile assist a Garnett sotto canestro; dall’altra parte David Lee si costruisce con tenacia un appoggio al tabellone con la mano destra per il 104-101. Mancano 7.3 secondi e tutto ciò che riusciamo a produrre dopo il time out del Doc è un tiro di Rasheed praticamente a tempo scaduto dopo che Rondo non riesce a trovare Ray Allen per la tripla della disperazione.
Sconfitta amara, soprattutto per il “nostro” Edo presente al Garden, che meritava senza dubbio una prestazione più decente da parte dei Celtics.
New York anche quest’anno si prende il piccolo trofeo consolatorio di batterci almeno una volta e stasera festeggerà un Gallinari ed un Barron assolutamente in serata di grazia.
Ovviamente non approfittiamo neppure della sconfitta degli Hawks a Charlotte...
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PREVIEW
Ultima visita stagionale al Madison Square Garden di New York per i Boston Celtics, nello sforzo finale di provare a trovare risposte ai numerosi dubbi creati in una regular season di difficile interpretazione.
Non sono bastate 76 partite per farci capire con che tipo di approccio la squadra di Doc Rivers si presenterà all’appuntamento con la post-season e, parliamoci chiaro, non sarà certo questo incontro con i pazzi Knicks di Mike D’Antoni a fornirci precise indicazioni in merito.
I Celtics del passato trimestre hanno scatenato una ridda di interpretazioni, opinioni, teorie e punti di vista che probabilmente troveranno un filo logico od una sentenza finale solo dopo l’ultima partita dei playoffs 2010: pericolosissimi alti e bassi, un “accendere e spegnere” manco troppo a piacimento (viste le troppe sconfitte accumulate contro le cosiddette “contenders”) ed una sensazione generale di apatia e svogliatezza hanno colpito all’improvviso una squadra di veterani d’alta qualità che dopo il brillante inizio stagionale condito da 23 vittorie su 28 incontri aveva fatto sognare i suoi tifosi e spinto ad elogi di ogni tipo agli addetti ai lavori.

Se prendiamo come spartiacque la famosa partita natalizia contro gli Orlando Magic risulta infatti evidente, dati alla mano, come dovremmo parlare di due squadre diverse: tanto belli, efficaci, cinici ed esperti i Celtics pre-natalizi, quanto confusi, scriteriati e spesso arrendevoli quelli visti in quasi tutto il 2010 (rare eccezioni a parte), con l’aggiunta di pericolosi “messaggi subliminali” su possibili screzi all’interno dello spogliatoio.
Diciamo che a New York si va quasi più per obbligo di calendario che per un ultimo tentativo di assalto a quel famoso terzo posto ad Est che non sembra neppure più così “tassativo” conquistare per aumentare le nostre speranze primaverili. Risulta chiaro, infatti, che in questo momento sia Cleveland che Orlando sembrano di un altro livello rispetto ai bostoniani, e poco cambierebbe sapere quali delle due potremmo affrontare nell’eventuale secondo turno di post-season...
Purtroppo la seppur importante vittoria domenicale su Lebron e compagnia, per il modo in cui è maturata, non ha fatto altro che confermare i mille dubbi sulla tenuta e sulla stabilità di una squadra che al fattore “seniority” continua ad associare prestazioni indirettamente proporzionali, condite da parziali e contro-parziali che collocano i Celtics molto in alto in una speciale classifica che conta il numero di partite perse dopo essere stati in vantaggio di almeno 10 punti: 13, è quel numero nel nostro caso, e nessuno sinceramente si vanta di essere accostato a compagini del calibro di Golden State...con tutto il rispetto per il record-man di vittorie nella lega, Don Nelson.
Assistere alla partita del Madison Square Garden diventa un obbligo “redazionale” per il sottoscritto con la speranza addizionale di riuscire magari a scorgere il collega Edoardo Degli Esposti negli spalti della mitica “venue” cittadina (Divertiti Edo!), ma bisogna pur sempre rispettare gli impegni presi, per cui occhio a questi Knicks che comunque proveranno a portarsi a casa il sempre ambito “scalpo” dei Boston Celtics, tanto più che quest’anno, a differenza della passata stagione, non ci sono ancora riusciti.
Parlare di “match-ups” e di chiavi tattiche della partita in questo momento non avrebbe proprio senso; Boston sarà forse pure in versione “sparagnina” per il back to back che la vedrà impegnata a Toronto dopo sole 24 ore e New York sta ormai contando i giorni che la separa dalla tanto attesa off-season che quest’anno per la franchigia fa veramente rima con “Free Agents”.
Lo sforzo maggiore della proprietà di questi tempi sembra essere orientato a capire quale sia il “supporting cast” più adeguato da affiancare all’ipotetico arrivo di un Lebron James, di un Joe Johnson o di un Dwayne Wade e tutto ciò che ultimamente accade sul parquet sembra creare ancora più confusione di quella che già avranno in testa i dirigenti della squadra della Grande Mela.
Certo, Mike D’Antoni sembra metterci del suo, con scelte a volte quantomeno discutibili se non semplicemente incomprensibili, soprattutto nel ruolo di play maker titolare nel quale si sono succeduti fino ad ora in modo frenetico ed irrazionale i vari Chris Duhon, Sergio Rodriguez ed ultimamente il rookie Toney Douglas
Nel marasma generale del “run&gun d’antoniano”, condito da una difesa stile “prego, si accomodi”, è emersa la figura di David Lee, che ha potuto fare grosse scorpacciate di punti e rimbalzi in un contesto molto favorevole al suo tipo di gioco; oltre al biondo centro, direi che sono molto pochi gli aspetti positivi per i Knicks quest’anno, escludendo le solite “fiammate” dell’incostante Al Harrington (spesso ispirato proprio contro i Celtics) e la sensazione che il compatriota Danilo Gallinari meriti un contesto più “serio” per dimostrare gli “attributi” e le doti tecniche che gli sono da più parti riconosciuti, anche se l’italiano deve onestamente ringraziare “zio Mike” per i molti minuti che ha sempre avuto a disposizione e che spesso ha comunque ripagato con buone prestazioni.

In tutto ciò sarà interessante capire quale sarà il destino degli ex celtici House, Walker e Giddens che probabilmente avranno ancora un sussulto emotivo al tip-off della partita odierna.
Per i Celtics l’aspetto forse più interessante in vista di questa partita è stato fornito dalle dichiarazioni di coach Doc Rivers in merito alle rotazioni recenti, nelle quali hanno trovato uno spazio ridottissimo, se non nullo, elementi come Nate Robinson e Marquis Daniels, originariamente “concepiti” come i pezzi pregiati della cosiddetta “second unit” (dopo Rasheed Wallace) ed ora quasi relegati al ruolo di “scalda-panchine”.
Nel caso in cui fosse vero che l’assetto previsto dal coach per gli imminenti playoffs non tiene conto di due elementi del genere, sarebbe interessante capire cos’abbia potuto scatenare questa improvvisa perdita di credito e di fiducia e se altri fattori (comportamentali? Di chimica di squadra?) abbiano avuto il sopravvento su mere valutazioni tecnico-tattiche.
Tutti da verificare anche i postumi dell’ennesimo episodio di “indisciplina” partorito da Rasheed Wallace due giorni orsono e che sembra aver fatto perdere la pazienza al sempre altrimenti pacato Doc Rivers...un brutto episodio che il Signor Wallace dovrebbe provare a farsi perdonare con l’unica cosa che gli si chiede e per cui è pagato: giocare a basket.
Boston Celtics (48-28) at NY Knicks (27-49)
Tuesday, April 6 - 7:30 PM ET
Game #77, Road Game #38
TV: MSG, CSN-NE, NBA LP 757, 758
Madison Square Garden
Boston Celtics
Quintetto base
PG Rajon Rondo
SG Ray Allen
SF Paul Pierce
PF Kevin Garnett
C Kendrick Perkins
Riserve
Rasheed Wallace
Marquis Daniels
Nate Robinson
Shelden Williams
Brian Scalabrine
Glen Davis
Tony Allen
Michael Finley
Infortunati
Nessuno
D League
Marcus Landry
New York Knicks
Quintetto base
PG Chris Duhon
SG Bill Walker
SF Al Harrington
PF Danilo Gallinari
C David Lee
Riserve
Eddie House
Sergio Rodriguez
Toney Douglas
Earl Barron
JR Giddens
Infortunati
Eddy Curry (calf) out
Jonathan Bender (finger) out
Wilson Chandler (groin) out
Tracy McGrady (knee) questionable



Commenti
espn.go.com/blog/bostonceltics/post/_/id/4673201/practice-report-more-rotation-talk
Si continua a parlare delle rotazioni in vista dei playoff, susseguentemente al DNP-CD di Nate e Marquis di ieri.
Io credo che in parte Rivers voglia provare a mettere un po di competizione tra i vari panchinari per vedere se riesce ad ottenere una risposta più solida soprattutto in termini di intensità. Però l'idea di Tony stopper difensivo sui play ci può stare davvero in certe occasioni, anche se come rovescio contringe Pierce a portare palla se gli avversari portano pressione sul palleggiatore.
Restano da capire le intenzioni di Rasheed, che ormai mi sembra in un universo parallelo. Sensazione mia il Doc inizia ad essere saturo di certi atteggiamenti di Rasheed raramente correlati ad un rendimento all'altezza, in quell'articolo sopracitato il Doc sembra averla chiusa li, ma a me un po puzza.
Riguardo alla gara con i Knicks oltre alla vittoria mi auguro rotazioni ampie, e Big Three a lungo sul pino.
Ovvio che dopo la battaglia contro i Cavs i minuti dovranno tornare quelli standard della RS, mentre il personale commento sulle scelte di Rivers è che, prima di tutto, lui è il coach che vede tutti i giorni i giocatori e che da tempo spronava Daniels ad alzare il rendimento, quindi desumo che il contributo attuale di Tony sia superiore, ma lungi da me credere che la scelta sia definitiva, come pure per Nate.
In ogni caso, sappiamo bene che le rotazioni nei PO sono accorciate massimo a nove, che i titolari giocano di più e che, però, ci può stare in certe occasioni un uso tattico, per esempio, di un Finley in certi momenti.
Citazione:Quando leggo questi commenti mi domando sempre se siano ipotesi del tutto personali, visto che nulla si è mai letto in merito e che il rapporto tra allenatore e GN pare solido, oppure se ci siano fonti non citate che mi sfuggono.
Vince Duke, ma spiace per Butler ed il loro giovanissimo coach perché per come sono arrivati alle finals, per come hanno giocato e per il senso di unità che hanno dimostrato meritavano tantissimo il titolo.
Trattasi di finale davvero piacevole ed avvincente con le tre individualità designate dai Blues che alla fine hanno prevalso.
L'aspetto interessante è che quasi nessuno di quelli visti in campo è previsto al primo giro del prossimo draft che si preannucia zeppo di fenomeni e presunti tali.
Eppure qualche talento in campo mi è parso scorgerlo:
Hayward (Butler): avrà pure sbagliato il tiro finale, ma nel secondo tempo è salito di colpi alla grande tenendo in piedi l'attacco dei suoi in momenti cruciali. Ottima tecnica di tiro, fisico da consolidare, buoni fondamentali, faccia d'angelo e un QI elevato. Un ragazzotto bianco su cui secondo me si può investire. Un 2/3 che può svilupparsi anche come 4. Progetto intrigante.
Mack (Butler): play accentratore. QI medio-basso, buona visione di gioco e tiro più che discreto. Diciamo che così ce ne sono tanti in giro. Però il ragazzo di qualità ne ha.
Howard (Butler): un idolo! Un lungo vent'enne che per mobilità, capacità di salto, incerottature varie sembra un 38enne a fine carriera. Non bello a vedersi, ma efficace, molto più tecnico di quanto appare ed un QI sopra la norma. Ma ahimé con quel fisico dove vuoi andare.
Singler (Duke): il più pronto! Tiro a rilascio fulmineo. Guardia tiratrice bianca con un più che discreto atletismo in dote. In difesa sa fare il suo. Ricorda un pò Bundiger, anche se meno esplosivo e più cecchino.
Scheyer (Duke): un bianco da combattimento. Più guardia che play. Fisico non granché. Sa fare abbastanza bene tante cose. Ma per il piano di sopra non basta, anche se la base tecnica di partenza è assai apprezzabile.
Smith (Duke): abbastanza pompato per ragioni di parentela. Play, buon penetratore, buon finalizzatore, buon difensore. Ma, intendiamoci, nel ruolo c'è davvero di meglio in giro. Chiamata al quanto improbabile.
Zoubek (Duke): pivottone bianco, alto, grosso (ma non grasso, anzi muscoloso), con pochissima mobilità, pochi movimenti in attacco e nemmeno stoppatore o rimbalzista da menzione. Il buon Howard se le bevuto a ripetizione quanto contava. Fisicamente ricorda i Lopez. Ma le somiglianze finiscono lì. Utile nella NCAA, al momento del tutto ineleggibile al draft ed è un Senior.
Scusate l'excursus, ma mi sembrava interessante.
Hayward credo una chiamata a fine primo giro la possa strappare. Singler andrà più in su ma in ottica NBA mi convince pochino.
Comunque questo torneo in modo sinistro ha ridimensionato quasi tutti i prospetti migliori, tra eliminazioni precoci e brutte prove di qualche singolo.
Io però, se c'è qualche "lugnagnone" appetibile alla 23/25 (Horton, Alabi, Whiteside) sceglierei lì. Anche se, per una volta, sarebbe bello "draftare" non in base alla "muscolarità" (Powe, Davis, Giddens) ma alla tecnica...
Anche a me Singler in NBA convince poco. Da sotto a livello college si faceva stoppare tre/quattro volte a partita, e - come Hayward - lo vedo troppo leggero. IQ cestistico sopraffino, ma non so se basti.
Scusate l'off topic ma era necessario..per quanto riguarda la gara contro i Knicks,nulla da dire..bisogna vincere assolutamente...forza Celtics!!!
Riguardo alla questione Sheed-Doc per la baruffa a seguito del tecnico non chimato a LeBron, di sicuro non difendo Wallace, anche se già in stagione lui aveva denunciato il fatto che al prescelto fossero permessi insulti, richiami e proteste oltre il lecito nei confronti della terna arbitrale. Sappiamo delle gerarchie NBA, ma sul fatto che James non sia neanche in questo paragonabile a MJ, mi pare ovvio. Altro stile, altro temperamento, altra classe....
Condivido in toto Legend. Quest'anno di prospetti potenzialmente buoni/eccellenti ce ne sono parecchi, per cui intorno alla 23/25 si può ancora pescare bene. Quindi, massima attenzione e cura nei provini: può scapparci il furto.
Concordo pure sul fatto che per una volta mi piacerbbe si provasse a puntare sulla tecnica. Hayward è leggero, ma nella NBA i muscoli si mettono su in un paio di stagioni. Tecnicamente non si discute e soprattutto ha carattare, voglia di sbattersi e mi sembra tipo serio. Quindi, ci sono anche le qualità umane da Celtics, aspetto non da poco secondo me. Infine ha QI notevole. Stanotte mi ha impressionato quando ha preso una botta colossale in contropiede (un fallaccio che meritava ben altre sensazioni), si è rialzato dolorante e, rientrato dopo la pausa, ha piazzato 2/2 ai liberi senza batter ciglio. Come ruolo che dite? un 2/3 che con un pò di muscoli può giostrare per alcuni minuti da 4? Cosa sarà poco oltre i 2m?
Citazione:Veramente Big Baby è 2.05?
Sulla partita di stasera, c'è sempre da stare attenti con questi Knicks, soprattutto al Gallo e a Lee. Son curioso di vedere le rotazioni dopo le dichiarazioni del post Cavs.
Da
Ma in ogni caso i Cavs prima o poi li dovremmo comunque incontrare, quindi cambia ben poco.
sports.yahoo.com/nba/blog/ball_dont_lie/post/Is-Dwight-Howard-better-than-Bill-Russell-Matt-?urn=nba,232414
Titoli alla mano per ora sta 11 a 0, ma che importa !
Chi gli ricorda che Russell vinse sempre i confronti diretti con Bob Pettit, Willis Reed, Dolph Schayes, Walt Bellamy, Clyde Lovellette, Jerry Lucas, Nate Thurmond (l'uomo della prima quadrupla doppia), Wes Unseld? Tutta gente nella Hall of Fame...
Ed allora, avanti, già che ci siamo Jameer Nelson è migliore di Bob Cousy, Rashard Lewis è migliore di Larry Bird, Vince Carter è migliore di Sam Jones.
Come? I Magic menzionati hanno vinto "ZERO TITULI", i Celtics menzionati ne hanno vinti DICIANNOVE?
Ma che importa, nell'NBA dell'ignoranza?
Per stasera: W facile (sappiate che mi sto toccando ...)
Di cazzate nella mia vita ne ho sentite e lette tante ma proprio tante però credo che questa le batte tutte.
Solo Chamberlain...come se in 15 anni abbiano giocato solo 2 centri buoni in tutta l' NBA...beata ignoranza...
"Wilt Chamberlain would eat Howard alive", come un altro lettore sottolinea nella medesima discussione.
Perché se la difesa fosse rimbalzi+stoppate di fenomeni difensivi di gran lunga superiori ad Howard l'NBA ne ha avuti a sbaffo. Peccato che la difesa si esprime anche su altri aspetti tattici e tecnici su cui il ragazzone esibisce pochezza ed ingenuità a tratti imbarazzanti.
Per non parlare di un particolare per il quale Howard sarà sempre poco più di un calzino rispetto a Bill: CARISMA. Qui il confronto si rivela improponibile all'origine.
La Leggenda è molto di più di un supposto eroe per un giorno/qualche partita/qualche stagione.
Se verifichiamo questi due parametri non c'è dubbio su chi sia superiore, il resto conta meno, o no?
Bill Russel però ... diciamo che è come paragonare Maria Callas a Lady Gaga.
Segnalo che recentemente su un post della Gazza c'era chi definiva Howard il "Bill Russel del 21esimo secolo".
Quindi il virus è partito qui da noi.
A me non dispiace, come onestamente a fine primo giro ci potrebbe stare pure la chimata da Singler, Hayward mi sembra un ragazzo sveglio, che è pure un difensore sottovalutato, quindi sicuramente Ainge uno sguardo ce lo da.
Io psero che la prossima estate arrivino almeno un paio di rimbalzisti feroci o via mercato o via draft, però sarà un draft con tanti buoni giocatori per cui credo una buona chiamata si potrà fare anche dalla 22 in giù dove chiameranno i Celtics. A me intriga molto anche il venezuelano di Maryland, come vice Rondo non mi dispiacerebbe.
Aggiungerei..che importa, nell'NBA che permette a Bagatta di prendere in mano un microfono?..Appunto...la Nba dell'ignoranza.
Cal
mmmmmm..vediamo..provo a contarli....mi sembra che siano..zeru tituli
Cal
Nettamente superiore...il paragone non regge
Cal
Citazione:Citazione:per rispondere a Michele Pulcini rimetto la mia frase originale, dove è più evidente il tono dubitativo e la natura del tutto personale e soggettiva dell'affermazione circa il futuro di Rivers a Boston. In effetti l'idea derivava da un precedente mio post scritto nei commenti della partita con Cleveland e sarebbe questo: stando alle affermazioni di Rivers circa le rotazioni che farà nei playoffs dovremmo concludere che la gestione dei contratti di questi due anni è stata un fallimento completo, dal momento che ci ritroviamo con gli stessi giocatori di due anni, anzi senza Posey, House, Cassel e Brown. Questo potrebbe, dico potrebbe, rappresentarem un elemento di rottura tra GM e Coach: il primo potrebbe pensare che Rivers non è stato in grado di inserire e sfruttare i nuovi arrivati e Rivers potrebbe accusare Ainge di non aver scelto bene e di aver sbagliato a muoversi sul mercato. Poi sicuramente, come credo sostenga Michele, i due avranno deciso tutto insieme e le mie ipotesi non hanno alcun fondamento. Volevo soltanto dire che se nei playoffs non recuperiamo la nostra forma migliore e non facciamo un figurone non mi stupirei più di tanto nel vedere Rivers partire da Boston.
Ma sapete che vi dico? Meglio così. Non essendo una squadra da titolo, e avendo secondo me grandi problemi di tenuta mentale... se proprio dobbiamo fare i PO è meglio farli in modo che non si può dare scusanti. Quindi la 5° è il miglior primo turno possibile.
E se proprio dobbiamo arrivare al secondo turno... MEGLIO I CAVS CHE I MAGIC. Perchè noi i Magic nonostante ci danno batoste da 2 anni, li "crediamo" meno forti di noi. Mentre con i Cavs l'odio è profondo, e sicuro li affronteremmo al 200%.
Quindi prendiamoci questo 4°posto. A 'sto punto... VOGLIO I CAVS.
Complimenti al Gallo che ha gigateggiato contro i nostri elefanti. Ormai basta un pò di vitalità, agonismo e qualche dote per fare il figurone contro di noi. Prendete Barron, fino ad oggi, chi era costui? Non c'è che dire, specializzati nel rivelare il meglio dagli avversari.
Sei poi volessimo commentare la gestione del minuto finale...ma non vogliamo vero? Ditemi che non vogliamo, vi prego!
Celtics follow them pride
Ma certo che Sheed è così, lo è sempre stato, altrimenti avrebbe vinto molti più titoli ai Pistons e probabilmente anche ai Blazers. Credo proprio che per quanto mi riguarda non sia l'annata giusta per fare una cappata a Boston. Rischierei di vedere una tristezza di partita, quindi in questo capisco la tua sconsolatezza.
Va bene che apprezzo molto gli europei e i FIBA in generale, ma Gortat mi sembra ancora lontano dai livelli di "The Chief". Fisicamente non c'é corsa in favore di Robert, solo tecnicamente se la può giocare il buon Marcin (blocchi enciclopedici, rolla come pochi, mano educata).
Da
Un ringraziamento anche a Samuele che ha avuto il coraggio e la straordinaria capacità di redarre un recap coi fiocchi, avesse potuto cambiare almeno il risultato finale, giuro, l'avrei raggiunto a piedi o anche strisciando in qualsiasi parte d'Italia si trovi!
E' ovvio che la sconfitta di stanotte è dovuta all'ormai cronica allergia al Garden...TD o Madison che sia... fa lo stesso!
Per il resto, sotto ragazzi che stasera dobbiamo festeggiare pure i Raptors!
Non vorremmo certo lasciarli con 0 vittorie x quest'anno!
In bocca al lupo a tutti, ci aspettano ancora i playoff e anche se ci impegniamo bene bene oramai il quarto posto non ce lo toglie nessuno.
Partire dal quinto sarebbe stato meraviglioso!
Condivido il commento di FabioP e solidarizzo con Edo e Samuele.
Che annata...
Ma la vera solidarietà va ad Edo, che dopo aver dovuto redigere un recap di Boston-Memphis (impresa ben più complicata) è andato fino a New York con tutta l'illusione del mondo e francamente meritava ben altro "payback"...
FabioP: per raggiungermi dovresti spingerti ben oltre il suolo italico, fino a Madrid, España
Da
La mia era pura ironia, e faceva seguito al confronto - per me impietoso per il pur bravo Dwight - Howard/Russell. Ai tempi belli Parish era il terzo centro dell'NBA dopo Jabbar e Moses Malone, mentre Gortat, per quanto bravino, non entra nemmeno nei primi venti dell'NBA di oggi. Tra "The Chief" e Marcin a mio avviso non c'è paragone in termini di velocità sia sui 28 metri che di esecuzione, il tiro in sospensione di Parish era immarcabile, e poi insomma una carriera di 21 anni a 14.5 di media e 9.1 rimbalzi (e solo perchè negli ultimi tre anni giocò pochino) contro una di tre anni da 3.6 punti e 4.3 rimbalzi... insomma, tre piste di differenza, dai...
Meglio così, per i play off mi preparo anche sul nuoto di fondo!
Cmq che bella Madrid e la Spagna(tutta)! Ora ho ancora più voglia di venirti a trovare nonostante le sconfitte!!!
...E che tristezza dover ammettere che...
Citazione Legend:
dopo la sconfitta di Ny per Legend è arrivata anche questa drammatica tegola... un mercoledì sempre più nero!
Capisco che c'è anche chi non ha mai avuto il piacere di vedere giocare Parish & C...e forse Leonardo aveva davvero ragione quando ha scritto che in questo sito molti ci vengono più che altro per l'attualità e non per il piacere di sfogliare la storia dei Celtics... (io personalmente mi sono ritenuto offeso da qs parole!) ma addirittura dover ammettere il senso del tutto ironico di certe affermazioni deve fare davvero male!
Come ho sempre detto, la vittoria finale la costruisci in regular season, e se cominci a giocare "molle" alla fine diventi "molle".
Forse non è un discorso di voglia, siamo effettivamente invecchiati. Forse Pierce è definitivamente tramontato, e lo vedremo ai "suoi" livelli solo a Pasqua e Natale. Forse l'infortunio di Garnett era ai legamenti, ed ormai il meglio l'abbiamo visto. Forse.
In tutta franchezza , non sarebbe stato meglio per te, andare av edere uno spettacolo a Broadway..che so, magari un Musical
Beh almeno goditi la vacanza.
Della partita che dire..purtroppo un deja vu...preferirei stendere un pietosissimo velo.Anche perchè, francamente, mi risulta sempre più arduo trovare parole nuove,per questi spettacoli che di nuovo hanno ben poco.Salvo Ray, Big Baby... e poco altro.
Capitano desaparecido..su Rasheed ho poco altro da aggiungere.E quel poco non è molto edificante.E siccome è appena passata la santa Pasqua, non voglio sporcarmi la bocca...Dico solo che di un soggetto del genere, in questo marasma, potevamo farne sinceramente a meno.
Ennesima puttanata(si può dire?) con annesso fallo tecnico..mah..si sa lui è fatto così..poverino.
Non approfittiamo nemmeno stavolta del gentile omaggio fattoci dai Bobcats.Ma , sinceramente, terzi o quarti, non vedo poi cosa possa cambiare.Conentissimo per la prestazione del Gallo.Che sta dimostrando che in questa lega può starci..eccome se può.
Cal
Grande Fabio.Come al solito con due parole hai descritto perfettamente lo stato d'animo di noi poveri tifosi.E tutti questi "forse", ci danno lo specchio di un'amara realtà.Per questo commento , che condivido dalla prima all'ultima sillaba, ti becchi un bel pollicione verde
Cal
P.s. vorrei sapre da te, quando potrò spingermi oltre l'italico suolo..e venire a fare una scampagnata dalle parti del Santiago Bernabeu?
Un abbraccio brò..
Cal
Sui nostri che dire, molli svogliati, annoiati, neppure un minimo di reazione davanti ad una sconfitta che ogni minuto che passava si capiva che sarebbe arrivata.
Ma d'altronde si sa la regoular season è solo noia, poi ai playoff ci faranno vedere loro di cosa sono capaci ...... (ma mi permetto di dubitarne seriamente).
Una piccola chiosa, nei giorni scorsi ho letto di critiche a Rivers o a Ainge per il fallimento del mercato degli ultimi anni. Io punto il dito solo sui giocatori, sono loro che vanno in campo e che giocano scazzati annoiati e che non reagiscono più di fronte alle figure più barbine, voglio dire a livello di talento abbiamo uno dei primi tre quintetti e una delle prime 5 panchine, poi se questi vanno in campo fregandosene, che colpa dobbiamo dare a Ainge o a Rivers che da ottobre lanciano SOS che l'ubuntu è sparito, che l'intensità non c'è neppure in allenamento e via discorrendo ?
Siamo onesti i responsabili di questo scempio sono i giocatori, lasciamo perdere l'italico esercizio di scusarli sempre andando a puntare il dito su coach e dirigenti.
Coraggio ragazzi, ne mancano solo 5 poi almeno spariranno gli alibi, le scuse, le facce annoiate, e rimarrà soltanto una squadra di tanti campioni giunti a fine carriera tutti insieme: dai playoff ricomincerò a tifare seriamente, ben conscio che ci vorrebbe un miracolo anche solo per uscire a testa alta, ma bisogna ammettere che questi mesi stanno semplificando e di molto il lavoro estivo di Ainge...
Sul fatto che i responsabili di questo rendimento siano i giocatori, concordo in pieno con Leonardo e non ne ho il minimo dubbio: aspettiamo ancora un po' con i processi, ho paura che da maggio in poi avremo molto tempo per esercizi di questo tipo...
Alla tripla di Gallinari ho spento, ben sapendo come sarebbe finita la partita.
Molli,molli,molli da far schifo.
Difesa assolutamente inesistente.
Siamo a fine regular season,un rilassameto ci sta,ma l'impressione è che questi non abbiano poi molto da dare anche in post season.
Per vincere occorre giocare costantemente mettendo tanta intensità e cuore.
Caratteristiche che questa squadra ha perso,purtroppo.
giuro, non so proprio che dire... oggi almeno la panchina ha fatto il suo... oltretutto tiriamo anche i liberi con % pessime e a rimbalzo andiamo sotto di brutto contro i Knicks... aspettiamo i PO e vediamo di divertirci un po'... è vero che domenica abbiamo battuto i Cavs, ma la difesa? quanti punti gli abbiamo concesso? 113!
Abbiamo trascorso un'intera stagione, cercando di trovare delle giustificazioni, ad un comportamento e ad un atteggiamento che di Celtico hanno ben poco.Ci siamo aggrappati di volta in volta ai malanni fisici,al fatto che i giocatori si stessero risparmiando in stile Spurs.Salvo poi accorgerci che quelle che ci si stava presentando daventi ahli occhi era una vera e propria Pistonzzazione.E che per calarci meglio nella parte, di qella banda di "scazzati" abbiamo portato a Boston , il massimo esponente.
Adesso, visto che non si sa più quale motivazione trovare, si spara su Doc e Ainge.
Intendiamoci quando si vince e quando si perde, i meriti e i demeriti sono di tutti.Ma se proprio fossi chiamato a salvare il sederino di qualcuno, scelgo Doc e Danny tutta la vita.E butterei giù dalla torre questo branco di mammole viziate che, dopo ogni sconfitta, non trovano di meglio che presentarsi in conferenza stampa, per ribadire che il gruoppo è unito, che nei PO vedremo un'altra squdra, che il CP esite e non è morto..devo continuare?Per favore meglio di no.
E poi, in campo, come avete già detto, giustamente, chi ci va?
O devo pensare che professionisti pagati fior di quattrini, che nella loro vita hanno vinto un solo titolo, si ritengano già appagati? Perchè se questa è la realtà, che Danny cominci con una bella ripulita.Io, personalmente, sono e sarò sempre con lui.
Cal
Cal indignato.
Son d'accordo con Cal su tutta la linea.
Criticare Ainge e Doc sarebbe ingiusto da parte di chiunque. Ognuno ha le sue idee sull'aspetto tecnico della squadra (ieri scambiavo opinioni con Fabio circa un PG per la panca) ma ciò non toglie che il lavoro fatto dal nostro GM e dal nostro coach hanno dato degli ottimi risultati.
Da
Ah ecco; infatti mi sembrava d'aver colto una sottile ironia...Più o meno ci sarei arrivato anche da solo, ma sono un po'pignolo e forse anche poco sveglio.
Non c'è niente altro da aggiungere se non che solo adesso ho capito che a Rivers e alla squadra del terzo posto non gliene può fregare di meno e a questo punto mi auguro che ai playoff tutti dico tutti sputino sangue sul parquet e anche se non vinceremo il titolo almeno voglio avere la consapevolezza che ognuno ha fatto il proprio dovere altrimenti a fine stagione il conto dovrà essere salato.
i big three oramai sembrano i trettrè
gli altri non sono assolutamente all'altezza della situazione
Personalmente, io non intendevo crticare né DOC né Ainge, semplicemente ho constatato che, alla luce delle dichiarazioni che tu hai riportato, gli innesti di quest'anno, per ragioni differenti, ad oggi sono stati dei fallimenti. Ovvio che la colpa è in primis dei giocatori. Per mantenerci competitivi ad inizio stagione e poi recuperare competitività a stagione in corso, è stato necessario fare qualche azzardo/scommessa dati i limiti imposti dal salary cap. Purtroppo a fine RS nessuna di queste scommesse sembra essere stata vincente o almeno in linea con le attese. Ribadisco, trattasi di constatazione e non di giudizio.
Davide, qui il problema non è "aggiungi un altra guardia", qui il problema sono i Big Three. Garnett non fa più paura in difesa, Pierce è uno zombie, ad Allen passano la palla una partita sì ed una no... con Blake cambierebbe poco, avremmo solo l'ennesimo veterano che va ad ingrossare la panchina.
Ainge ha SEMPRE fatto arrivare quanto di meglio c'era in giro tra free agent/buyout: Posey, House, P.J. Brown, Cassell, Marbury, Moore, Finley, Robinson sono tutta gente che in altre squadre ha sempre contribuito. Se poi Moore o Ronison non capiscono le rotazioni della difesa di Thibodeau, la colpa è di Ainge? Forse Rivers potrebbe spiegarsi meglio? Oppure sono gli atleti ad essere "zucconi"?
In ogni caso Ainge, sia a livello di scambi che a livello di scelte come GM è sicuramente quanto di meglio ci dia capitato da quindici anni a questa parte. Ed al livello dei migliori.
Non mi aspettavo che un gruppo del genere disonorasse la maglia che porta con questi approcci alle partite semplicemente irritanti
Citazione:Son d'accordo :-). La mia, come avevo già scritto, era una curiosità di vedere i Big Three giocare con un regista diverso da Rondo ed era nata dopo la partita con Cleveland dove, nell'ultimo quarto, il gioco a metà campo era completamente fermo.
Sull'operato di Ainge ho già scritto nei commenti sopra.
Da
rende più l'idea della idiozia Howard-Russell
Sulla partita di stanotte...poco da dire: abbiamo completamente mollato in attesa dei play off.
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