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Recap
Durissima lezione subito in casa da parte degli Spurs di un Ginobili straordinario; in pratica e' mancato tutto dalla panchina che ha aperto la voragine al quintetto titolare che si e' sciolto come neve al sole di primavera. Sconfitta che fa riflettere dopo le ultime prove convincenti.

Squadre in campo con i quintetti annunciati, nei Celtics Robinson presente malgrado il colpo ricevuto con i Kings.
Boston da l'idea di partire forte alla palla due rubata di Pierce fermato con il fallo, primi due del capitano con i liberi; nel giro di trenta secondi Jefferson spende due falli e viene rilevato da Bogans.
Celtics a tratti spettacolari, movimento di palla e transizione, con Pierce che attira la difesa trovando spesso lo scarico; KG ne mette due con il jumper dalla distanza. San Antonio rimane in contatto grazie a due triple di Hill e Bogans.
Duncan silente in attacco si fa sentire in difesa con rimbalzi e stoppate di cui una su Ray in entrata; Rondo a tratti si accende ma perde due palloni per troppa sufficienza.
Dopo una partenza piuttosto precisa le squadre faticano a trovare la retina, un paio di penetrazioni di Rajon ci portano sul 17 a 12 a meta' quarto; gli Spurs sembrano comunque sempre in partita e trovano punti pesanti da Bogans e Hill che impatta nuovamente sul 17 a 17.
In difesa si fatica anche se teniamo a rimbalzo, Pierce e Rondo attaccano il pitturato di San Antonio facando parecchio male; allo scadere del tempo magata di Ginobili che libera Blair mandato in lunetta da Davis con tre secondi alla fine; finale di tempo con il Celtics avanti 23 a 19.
Parziale a tratti spumeggiante, Rondo alterna meraviglie a qualche passaggio a vuoto; ottimi Garnett e Pierce con 8 punti a testa e 3 assit per il capitano. In casa San Antonio punti pesanti da Bogans 6, Hill 5 e Ginobili 4. Duncan chiude a zero ma mette a referto 5 rimbalzi 2 assist e 2 stoppate.
Secondo quarto che si apre come al solito con la panchina di Boston in campo; Robison, Williams, Finley, Davis e Tony Allen. San Antonio lascia in campo Ginobili e ripresenta Jefferson dopo un primo quarto in panchina a causa dei 2 falli iniziali.
L'inerzia della partita cambia e l'argentino mette la sua griffe su tutte le giocate dei texani; e' lui a fare il play non rinunciando alle proverbiali volate al ferro che spaccano la difesa celtica.
A parte qualche spunto di Williams l'attacco in pratica si ferma, Ginobili e Jefferson abusano a piacimento del nostro pitturato ed il primo vantaggio Spurs ne e' la logica conseguenza. Se aggiungiamo la serataccia dalla lunga(0 su 4) il gioco e' fatto.
Nat e Sheed continuano a provarci da oltre l'arco con risultati deludenti, San Antonio trova rimbalzi che Manu tramuta in veloci transizioni che non permettono alla nostra difesa di schierarsi. Rivers capisce che non e' aria e spedice in campo Ray Allen dopo appena tre minuti di gioco.
La musica tende a non cambiare sull'ennesima pentrazione di Ginobili e conseguente gioco da tre il punteggio recita Spurs 38 Celtics 30; il parziale del quarto e' di 19 a 7. Doc chiama time out ed alla ripresa ritroviamo il quintetto titolare in campo.
Boston fatica a ritrovare fluidità offensiva, Rondo calibra male l'assist per Garnett mettendo a referto la terza persa della sua serata; un bel movimento di KG sotto le plance rompe il digiuno del nostro attacco.
Sul finire di tempo si riaccendono i Celtics, la maglie difensive si restringono provocando recuperi e rimbalzi, ritrovando cosi' la fonte della nostra offense: la transizione.
Pierce e Ray portano a casa falli e sono precisi ai liberi, un contro parziale di 7 a 0 ci porta sul meno tre 40 a 37, costringendo Popovich al time out. Al rientro Duncan comincia a produrre anche in attacco due piazzati per lui con ampio spazio concesso.
I Celtics con Ray ed una magia in entrata di Rondo riescono ad arrivare alla pausa sotto di uno sul 44 a 43 Spurs.
Prova insufficiente della panchina, surclassata ad inizio parziale da Ginobili e Jefferson; il rientro dei titolari riesce a fatica a ricucire lo strappo, ma l'impressione che gli Spurs siano superiori stasera e' netta.
Il terzo quarto si rivela un incubo, prendiamo un parziale di 9 a 0 in un minuto e mezzo, la tripla di Rondo alla scadere dei 24 verra' giustamente derubricata nel quarto finale.
San Antonio rispolvera quella difesa che l'ha resa celebre e viaggia sui ritmi di un Ginobili ispiratissimo; Wallace spende 2 falli in dieci secondi e con 4 totali va in panchina.
Una rubata di Rondo porta Pierce al facile appoggio per il meno 5 sul 56 a 51; qui in pratica finiamo di giocare, in attacco l'unica opzione offensiva e' Pierce e San Antonio si adegua triplicando il capitano. A meta' quarto sull'ennesima entrata di Pierce fallo di Ginobili che provaca la rovinosa caduta del capitano. Attimi di paura e time out di Rivers.
Il pericolo dell'ennesimo infortunio viene scongiurato alla ripresa con Pierce regolarmente in campo per i liberi.
I Celtics tentano di restare in contatto ma gli Spurs stanno giocando da grande squadra ed appaiono in controllo; continua l'incubo da oltre l'arco e si sa quanto conti nell'economia del nostro gioco.
Il finale di tempo ha dell'increbile: tripla di Hill dall'angolo col solito spazio, Pierce sbaglia e Ginobili con tre secondi sul cronometro trova l'incrediblie buzzer che fissa il punteggio sul 77 a 60.
Disastroso parziale di 33 a 17 subito quasi senza reazione, abbiamo concesso rimbalzi offensivi ed il numero delle perse e' aumentato in modo comsistente. Rondo chiude con 6 punti 4 assist e 4 perse. Ginobili ha impartito la sua lezione e viaggia a 23 punti.
Il quarto finale inizia ancora peggio se possibile, non c'e' un'accenno di reazione o un tentativo di provare a rientrare; per ben tre volte consecutive San Antonio cattura il rimbalzo offensivo in mezzo a maglie bianche ferme in contemplazione. Giustamente il pubblico del Garden rumoreggia e Rivers chiama il time out della disperazione.
Evidentemente la versione dei Celtics post natalizia e' improvvisamente ricomparsa, assenza totale di intensità difensiva, e punteggio che arriva sul 21 con quattro da giocare.
Avvilente l'entrata in campo della panchina di Boston con annessa ammisione di sconfitta; si assiste cosi' ad uno straziante garbage time con il punteggio finale di 94 a 73 San Antonio.
Mi astengo da giudizi approfonditi a caldo, certo l'aver fornito una prova del genere in casa alla vigilia della post season fa riaffiorare i vecchi dubbi su questa squadra. Per carità gli Spurs hanno giocato una signora partita e perdere ci poteva stare, ma il modo di certo non e' accettabile. Si e' rivista una certa supponenza e mancanza di aggressività che avevano contraddistinto il periodo tra gennaio e febbraio.
Boh speriamo sia solo un'episodio.............speriamolo!!!
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Preview
Celtics chiamati ad affrontare un'altro test importante sulla via dei playoff ospitando gli Spurs reduci dalla sorprendente vittoria sui Cavs di Lebron.
In casa San Antonio manchera' il play titolare Tony Parker ancora alle prese con l'infortunio alla mano patito nel match con Memphis di inizio marzo. Record speculare a quello di Boston nelle ultime 10 con 7 W e 3 L, anche se quella con i Cavs e' stata l'unica vittoria del mese con una contender. In precedenza erano arrivate le sconfitte con i Lakers, Orlando, Atlanta e Cleveland nel primo dei due match.Annata tribolata per i texani alle prese con infortuni eccellenti patiti da Ginobili e Parker, anche se ad onor del vero la squadra al completo non hai mai dato l'impressione di poter ambire realmente al titolo. E' evidente come lo splendido ciclo dell'era Duncan sia giunto al suo inesorabile crepuscolo.
Sulla sponda celtica le ultime prestazioni mostrano segnali confortanti di ripresa alla vigilia della post season; la squadra sembra aver ritrovato compatezza, aggressività difensiva, fuidità offensiva e la crescita di singoli eccellenti come KG e Pierce. Rondo sta attraversando un momento fenomenale segno di una crescita di personalità notevole; unico neo il duello perso con Deron Williams nella sfida con i Jazz, piu' per motivi psicologicoiche tecnici.
Entrando nella partita l'assenza di Tony Parker non puo' passare inosservata, play tra i migliori della lega nel ruolo e componente del trio meraviglia con Duncan e Ginobili che ha fatto le fortune di coac Popovich; il sostituto e' il classe 1986 George Hill, proveniente dalla sconosciuta ai piu' Indiana University-Purdue University, scelto al primo giro del draft del 2008 dagli Spurs. Giocatore rapido, tira con il 39% dalla lunga ed il 47 dal campo, sicuramente piu' point guard rispetto a Rondo, da tenere d'occhio ne ha messi 21 nella sconfitta con i Lakers e 27 nella W con i Thunders. A livello di match up il Rondo attuale e' di un'altra categoria, fresco recordam di franchigia per palle recuperate in una singola stagione(battuto Rick Fox), nonche' reduce dal suo season high con 18 assistenze che lo porta a 19 lunghezze dal battere il record di Cousy in fatto di assist stagionali per i Celtics.
Il duello piu' intrigante e ricco di fascino non puo' essere altro che nello spot di ala grande dove si scontrano due leggende della lega: Tim Duncan e Kevin Garnett. Il numeri del caraibico parlano da soli: 4 titoli NBA, due volti MVP stagionale, 3 volte MVP delle finals e 11 partecipazioni all'All Stars Game. Greg Popovich lo sta tenendo a 31.6 minuti di media, dove viaggia con la doppia doppia punti 18.2 e rimbalzi 10.2. KG dal canto suo sta offrendo prove molto convincenti, piu' presente a rimbalzo, lo rivede stoppare e sgomitare sotto le plance, insomma e' la dove deve essere per fare la differenza. Il suo minutaggio e' di 29.8 di media con 14.3 punti e 7.5 rimbalzi ad allacciata di scarpe; la media dal campo e' ottima 53.1%, insomma un crescendo di condizione che fan sperare per i play off.
Nello spot di centro quasi sicuramente manchera' ancora Perkins a causa della tendinite al ginocchio, giustamente Doc dichiara di volerlo preservare in vista del finale di stagione. A sostutuirlo sara' Rasheed Wallace, le cui prestazioni continuano a non convincere sia che parte in quintetto sia in uscita dal pino. La delusione nasce dalle potenzialità che avrebbe il "ragazzo" ma che si perdono nei meandri di una psiche incomprensibile. Stasera si trovera' di fronte un'altra veterano Antonio McDyess classe 1974, stagione in tono minore la sua con appena 20 minuti di media a partita che producono 5.9 punti e 5.8 rimbalzi a serata; giocatore solido senza particolari lampi ma dotato di un buon tiro dalla media, un Sheed appena sufficiente dovrebbe bastare alla bisogna.
Nomi eccellenti si affrontano nel ruolo di shooting guard: Ray Allen ed Emanuel David Ginóbili Maccari meglio noto come Manu. L'argentino classe 1977, vanta un palmares corporso e composto: 3 titoli NBA, oro olimpico ad Atene 2004, nonche' il campionato di casa nostra nel 2001 con la virtus Bologna. Giocatore quasi universale, tiratore mortifero, abile nell'attaccare il ferro in penetrazione, all'occorenza fa anche il play nonche' spesso terminale offensivo prescelto per i tiri che contano. L'eta', gli infortuni ed logorio hanno fatto i danni del caso ma rimane uno che te ne mette 30 a serata come successo nell'ultima con i Cavs. Ray se lo dovra' curare amorevolmente, ma sull'altro lato del campo l'Allen di questo scorso di stagione e' su livelli decisamente alti, e come Pierce e Garnett in deciso crescendo.
Il finale di regular season ci sta regalando un Paul Pierce nuovamente arma letale dell'attacco celtico; elemento fondamentale anche perche' unico vero attacante di vocazione del nostro quintetto, lo rivediamo attaccare il ferro con decisione e mettere i suoi famosi fade away con piu' frequenza. Evidentemente le parole del Doc avuto l'esito sperato, quando in pratica gli ha "ordinato" di fare quello che fa meglio ovvero attaccare di piu' e passare di meno. Stasera si trova opposto a Richard Jefferson, classe 1980 ex Bucks dopo una lunga militantanza ai Nets; nel precedente dello scorso dicembre visse una serata disastrosa chiudendo con soli 6 punti frutto di un 3 su 13 dal campo. Elemento comunque pericoloso se in vena, la stagione con gli Spurs non e' stata per ora esaltante viaggia alla media di 12.1 punti a partita ben 5 al di sotto delle cifre in carriera.
Il discorso panchine vede quella degli Spurs con le rotazioni limitate in pratica a tre elementi, di cui spicca DeJuan Blair. Centro/ala grande classe 1989 da Pittsburgh, nominato nel First team All-American per la stagione 2008/2009 a livello di college; giocatore di talento, abile difensore, dotato di buone mani e velocità di piedi che ne fanno un brutto cliente sotto le plance. Scelto al numero 37 del draft 2009, deve la bassa posizione a problemi alle ginocchia che potrebbero minarne la carriera futura, a parte questo resta un prospetto eccellente e gli Spurs ci puntano forte. Nella gara di dicembre ci mise in croce 18 punti 11 rimbalzi con 9 su 11 dal campo. Gli altri due elementi dal pino su cui Popovich fa maggiore affidamento sono l'altro centro Matt Bonner e la guardia da Kentucky Keith Bogans.
Sul nostro versante parecchi minuti per Big Baby, che cretinate a parte, stava offrendo un buon contributo sotto le plance; Nate dovrebbe essere della partita nonostante il colpo subito contro i Kings, infine curiosità per l'ex Finley alla prima contro i "suoi" Spurs.
Partita da non sottovalutare, San Antonio manca del suo faro ma ha dimostrato di poter battere la corazzata di Cleveland; le chiavi per me saranno il ritmo, se Rondo imposta la sua gara non vedo come possano contenerlo, ed il duello sotto le plance non limitato a Duncan Garnett ma con un occhio a Blair giocatore di talento e di impatto.
San Antonio Spurs (43-28) at Boston Celtics (47-25)
Sunday, March 28 - 8:00 PM ET
Game #73, Home Game #36
TV: ESPN, CSN-NE, KMYS
Radio: WOAI, WEEI
TD Garden
Boston Celtics
Quintetto base
PG Rajon Rondo
SG Ray Allen
SF Paul Pierce
PF Kevin Garnett
C Rasheed Wallace
Riserve
Marquis Daniels
Shelden Williams
Michael Finley
Tony Allen
Brian Scalabrine
Glen Davis
Infortunati
Nate Robinson (ankle) day to day
Kendrick Perkins (knee) day to day
D-League
Marcus Landry
San Antonio Spurs
Quintetto base
PG George Hill
SG Manu Ginobili
SF Richard Jefferson
PF Tim Duncan
C Antonio McDyess
Riserve
Matt Bonner
DeJuan Blair
Malik Hairston
Ian Mahinmi
Roger Mason
Keith Bogans
Garrett Temple
Curtis Jerrells
Infortunati
Tony Parker (finger) out



Commenti
L'assenza di Perkins ha per noi un peso simile a quello di Parker per loro, nonostante il diverso valore dei giocatori, quindi è auspicabile e, a mio parere, prevedibile una buona partita di Wallace contro il suo ex compagno McDyess e il giovane Blair.
Ginobili è in un buon periodo e Ray farà molta fatica, ma dalla nostra difesa passerà la strada della vittoria contro un avversario che quest'anno ha comunque problemi in trasferta (17/17) anche se ha un record di 7/3 nelle ultime dieci con le L contro lakers, Orlando e Atlanta e W contro Cavs e Thunder, mi pare una situazione simile alla nostra, con un nucleo anziano e legato alla salute dei suoi big che non riesce più a vincere le partite contro avversarie forti con continuità, speriamo continuino così.
Let's go Celtics!
Dico questo perchè la loro panchina, Blair a parte, è davvero poca cosa e a noi nonostante l'assenza di Perkins e quella probabile di Robinson dovremmo avere la meglio con il secondo quintetto.
Possiamo batterli però occhio a Manu Ginobili che è davvero tornato quello che era sempre stato fino a un paio di anni fa.
Secondo me la portiamo a casa senza troppi patemi.
Hill sta sostituendo bene Parker ma senza il signor Longoria loro sono un'altra cosa.
Partita difficile, l'assenza di Perk ci complica un po le cose: Gran duello tra due undersize come Blair e Davis.
Test importante per noi, diamoci dentro.
Blair mi ricorda un poco Powe, basso, forte fisicamente, problemi alle ginocchia, gran rimbalzista, scelta bassissima e rendimento superiore alle attese, di Davis mi pare sia superiore anche come intelligenza.
Quanto vorrei vedere lo Sheed di una volta...
Da
Oddio, per questa partita torna l'Ammiraglio?
Scherzi a parte speriamo che Nate stia meglio, e che se non gioca "l'orso gravido" almeno "l'ippopotamo ballerino" ed il "bradipo dormiente" riescano a darci qualcosa sotto canestro.
Siamo in una buona fase, siamo a casa da qualche giorno, dobbiamo dare continuità, mancano 10 partite di regular e fare dei playoff degni del nome che portiamo è un dovere!!! Sempre massima stima per gli Spurs, signora franchigia dell'NBA.
Let's go Celtics!!!!!
Me ne vado a dormire,non volgio nemmeno sapere il risultato finale.Il 4/4 in pratica è stato tutto garbage time.
Non credo possa essere considerato "episodio" questa battuta d'arresto in funzione del fatto che non passa settimana senza che un "episodio" come questo venga fuori.
Questa era una sfida tra due squadre zeppe di campioni che nel corso della stagione hanno dovuto gestire gli infortuni delle loro stelle e la differenza si è vista: loro sono "affamati" mentre noi ci eravamo appena alzati da un banchetto di nozze...
Perdere ci può stare ma in questo modo - surclassati - non mi sta bene: mancano 9 partite e questo è un chiaro step back.
Considerato che a loro mancava anche Parker non riesco a trovare nulla di buono in questa partita a parte Williams. McDyess e Duncan hanno giocato 45' in 2! Distrutti a rimbalzo. Ginobili è un campione se ce n'è uno però che una squadra come la nostra non riesca ad arginarlo mi sembra irragionevole.
La strada si fa più stretta e ripida.
Noi boh, secondo me Perkins li sotto conta molto di più di quanto non possa sembrare anche in certe sue gare sotto il par, con questo non ci voglio giustificare una brutta sconfitta come questa (a loro mancava pure Parker) però la presenza e la paura che incute Perk ai penetratori soprattutto, è un valore da cui credo non si possa prescindere facilmente.
Per il resto, come spesso ci succede siamo inspiegabili, ora la panchina come profondità c'è, però stanotte non sono arrivati grossi graffi da loro, fermo restando che a rimbalzo ne abbiamo buscate di santa ragione e che al tiro da tre abbiamo fatto schifo.
È mancato un po’ tutto stavolta ed ammettiamolo, per lunghi tratti la nostra memoria di tifosi scettici è tornata ai periodi tristi e bui di poche settimane fa.
Gli Spurs hanno disputato una signora partita, ma non è questo il punto: il modo pressochè indisturbato con il quale hanno banchettato nella seconda metà dell’incontro riapre dubbi sacrosanti sulla capacità della nostra squadra di trovare continuità ed alzare il livello con i playoffs ora dietro l’angolo.
Il pur positivo Shelden Williams e le fiammate di Pierce in un contesto di pressapochismo e svogliatezza (ancora??) non possono proprio bastare in questo momento.
Se si tratta di un passo falso, è stato proprio uno di quelli brutti brutti ed aldilà della sconfitta ciò che sinceramente mi rende triste è pensare che i nostri “inviati speciali” a Boston abbiano dovuto chiudere la loro meravigliosa avventura in questo modo...
E poi un applauso al nostro Edo che molto professionalmente e stoicamente ci racconta un altro piccolo “incubo”. Io sinceramente ad inizio ultimo quarto ho gettato la spugna...
Partita inguardabile sotto tutti i punti di vista.Squadra abulica, poco reattiva.A San Antonio abbiamo permesso di tutto.Ci hanno letteralmente violentati.Hanno banchettato nella nostra area, in un modo addirittura imbarazzante.Ennesimo differenziale rimbalzi da paura.Gli abbiamo concesso 14 rimbalzi offensivi,e nemmeno la parziale resurrezione di Shelden e un capitano che ha remato finchè ha potuto, hanno evitato la disfatta.E' vero .Ginobili ci ha masasacrato sui due lati del campo, ma la mancanza di reattività con la quale abbiamo giocato, è sconcertante.I nostri sembravano spettatori non paganti.
L'assenza di Perkins può essere una piccola attenuante, ma da sola non riesce a giustificare lo sfacelo e l'ennesima sconfitta al Garden, che sembra ormai diventato terra di pascolo per tutte le mandrie avversarie.
La sconfitta è ancora più preoccupante perchè subita contro una delle contender, che da più parti erano indicate, come una bella signora decadente.
Un 'ultima considerazione, vorei farla su Sheed.Avevo promesso a me stesso di non parlarne fino alla fine della stagione.Ma gurdandolo ciondolare per il campo, non riesco a tacere.Continua ad essere un corpo estraneo, e se è possibile, stiamo vedendo una brutta copia del Wallace già inguardabile dell'ultimo anno a Detroit.
Ora, io non so più veramente cosa aggiungere.Ogni parola potrebbe essere superflua.Ma la discontinuità che questa squadra riesce ad esprimere, da quando la stagione ha avuto inizio è destabilizzante.
Ha ragione Sham..da tifoso crerchi di resitere. Ma all'inizio dell'ultimo quarto mi sentivo come un pugile che, sotto una gragnuola di colpi, si ritira prima di evitare il peggio..ma siamo sicuri che questo sia davvero il peggi?..me lo sono chiesto spesso quest'anno..e giuro, rinuncio a darmi delle risposte.
Un Cal di nuovo affranto.
Ho un carissimo amico, super tifoso degli Spurs.All'inzio della stagione, commentando insieme le operazioni di mercato,si diceva discretamente contento dell'acquisizione di McDyess.Ma poi riflettendo meglio concludeva la nostra chiacchierata con questa frase: "E' vero McDyess è buono, ma voi avete preso Wallace, che è tutta un'altra cosa"...ora a distanza di quasi 7 mesi, mi chiedo se parlasse seriamente o se mi stesse prendendo per i fondelli.Più passa il tempo, più la seconda ipotesi prende corpo.
Altra piccolissima considerazione.Mancando Parker, mi sarei atteso qualcosina di più da Rondo.Ma onestamente, una partita ogni tanto puoi anche sbagliarla e, gettare la croce addosso a colui, che per quasi tutto l'anno ha letteralmente tenuto in piedi la pericolante baracca, mi sembrerebbe inutile, ingiusto e anche disonesto.E siccome non sono così, mi ridesto dal torpore e lo ringrazio per tutto ciò che ha fatto fino ad ora..che è davvero tanto.Ma tanto...
Cal
Segue L'NBA da poco, allora... ;)
Citazione calabrone66:
Scusa, Cal, ma chi è Rasheed, la vittima della tua nuova crociata? No, perchè sul fatto che stia giocando male siamo d'accordo, ma stanotte è stato uno dei meno peggio, tra i Celtics. Ginobili ne fa 28 e "He Got Game" tira 2 su 9, ed il problema è Rasheed?
Niente in contrario alle critiche quando sono giuste e motivate, ma in questo caso a me sembra che ogni occasione sia buona per sparare su Wallace. Anche quando ha il "plus/minus" migliore di tutti i Celtics.
Mi risulta incomprensibile poi l'inizio di terzo, qui la condizioni non c'entro un fico; loro hanno giocato con un'intensità da PO, senza mancare di preservare Duncan, noi invece abbiamo subito passivamente. Manu e' un fuoriclasse indiscusso, ma non gli abbiamo messo la minima pressione.
Questa squadra resta un 'incognita mentale di prima grandezza!!!
Questo era il commento di un mio vecchio allenatore quando avevamo giocato male una partita. Penso che sia il commento giusto per ieri sera.
A me piacerebbe rivedere il vecchio Sheed ma, per motivi a me ignoti, non è possibile, ma ieri sera non mi è dispiaciuto.
Il fatto sconcertante è vedere come ce le hanno suonate, ovvero giocando molto bene pur senza uno dei loro migliori giocatori.
Ieri un mio amico dei Lakers m'ha chiesto se ero preoccupato. Per tutta risposta, a sensazione, io non mi sentivo preoccupato ma triste...
Da
E non vorrei che mi prendessi come il tuo "avversario dialettico": anzi, trovo i tuoi temi intelligenti e stimolanti. In questo caso però in tutta sincerità faccio fatica a vedere la differenza tra giocatori di area FIBA e giocatori americani.
Faccio un esempio concreto: nel draft del 2006 vennero scelti i FIBA Bargnani, Sefolosha e Pecherov. Si può dire che facciano la differenza più di Brandon Roy, Tyrus Thomas, Rudy Gay, LaMarcus Aldridge e Shannon Brown (per citarne alcuni)?
Nel 2007 Yi Jianlian, Belinelli, Marc Gasol e Fernandez: fanno la differenza più di Durant, Horford, Noah, Thornton e Carl Landry?
Nel 2008 Gallinari, Ajiinca e Batum: fanno la differenza più di Rose, Mayo, Westbrook, Love, Lopez?
Morale: non vedo la distinzione sul "fare la differenza" a seconda dall'area di provenienza. Il talento è talento e non importa se venga da Roma, Santo Domingo o Flint, Michigan. Anche perchè tra un tedesco nato a Wurzburg ed un argentino nato a Bahìa Blanca e cresciuto cestisticamente a Reggio Calabria e Bologna ci sono le stesse differenze che passano tra un californiano di Inglewood che va a Kansas ed un liceale del South Carolina che cresce a Chicago.
Non so dirti da quanto tempo il mio amico faccia il tifo per gli Spurs.Diciamo che segue la Nba da una dozzina d'anni...c'è da dire che lui è sempre stato un grande supporter di Ginobili fin dai tempi della sua militanza Virtussina
Per quanto riguarda Sheed, la mia è una critica più legata all'intera stagione che a quello che è successo stanotte,dove effettivamente è stato uno dei meno peggio.
Ti assicuro inoltre che non ho nessuna crociata in corso...su di lui ho espresso delle perplessità, e non credo di essere l'unico.Mi da fastidio, soprattutto, il fatto che un giocatore di quelle capacità, si lasci trascinare nell'abulia e nello scazzo più completo.Ma, ripeto, non ho nessuna crociata , nè tantomeno battaglia personale da condurre nei suoi confronti.Anzi se, nei PO, risultasse sempre il migliore dei nostri, sarei l'uomo più felice del mondo.
E poi mi ci vedi tu nei panni di un novello Urbano II?
Un abbraccio
Cal
Citazione calabrone66:
Queste sono le difese d'ufficio per cui non scrivo più e seguo i Celtics in separata sede. Faziosità e acredine sui giudizi altrui portano a stravedere.
Comunque un cordiale ma definitivo saluto a tutti gli altri appassionati del Trifoglio!!!
Credo che tutti possano leggere i brani dei miei post precedenti da te citati e farsi un'idea se in essi ci sia qualcosa di acre e fazioso o se ci siano difese d'ufficio.
Purtroppo questa volta caschi male perchè forse non sai che Cal è uno di quelli a me più vicini anche nella vita di ogni giorno, quindi rimando al mittente il tuo giudizio su una paventata acredine.
Sull'altro giudizio, quello di "difesa d'ufficio e faziosità", ti faccio notare che su "Sheed" ho scritto "sul fatto che stia giocando male siamo d'accordo, ma stanotte è stato uno dei meno peggio". quindi non c'era nessuna difesa, solo una constatazione con un invito ad un amico a giudicare non "per partito preso".
A me sembra che il tuo post voglia "forzare la mano" e mettermi in una luce diversa da quella reale...cosa che del resto da una lettura non faziosa dei miei post è abbastanza evidente...
Se vorrai commentare su IAAC sarai sempre bene accetto, ma dovrai essere aperto al dialogo ed anche alla contestazione. Come lo sono io con questo post.
Se invece ti consideri superiore agli altri in uno scambio dialettico e non tornerai, pazienza, ci sono in giro molti siti sui Celtics nei quali potrai esprimere le tue idee.
Ho letto e riletto questi post e faccio fatica a trovare faziosità ed acredine: sarebbe bello se prima di staccare la spina volessi spiegare meglio il motivo della tua scelta. La dialettica e' alla base della convivenza e della democrazia, mi sembra che qui ognuno possa essere libero di essere in disaccordoe mi pare un segno di gran civiltà. Se poi semplicemente ti danno fastidio le opinioni differenti dalla tua e provi fastidio nel leggerle e pensi di non darti la pena di contro argomentarle allora pace.
Ripeto il dialogo in un mondo sempre piu' integralista e' l'unica arma in possesso di noi poveri mortali di sopravvivere all'etica del muro contro muro.
Io posso parlare per me e l'intervento di Fabio nei miei confronti lo trovo normalissimo.L'espression e di un'opinione diversa dalla propria non deve far paura,o determinare una chiusura a riccio sulle proprie posizioni.La trovo invece un modo molto interessante per crescere.
Essendo poi, legato personalmente a Fabio da un grande rapporto di amicizia, il pensiero che potesse scrivere certe cose solo per il gusto di bacchettarmi non mi ha mai sfiorato.
Ce ne siamo dette di peggiori, soprattutto in campo sportivo.Ma sempre con sincerità e con il sorriso sulle labbra.No... la parola acredine, soprattutto riferita a Fabio, prorio no.Non posso lasciartela passare.
E accetta un consiglio.Continua a scrivere e ad esprimere le tue opinioni.Nè abbiamo bisogno tutti.Perchè, anche le tue idee, ci aiuteranno a crescere.
Un saluto
Cal
Difese d'ufficio ? Ma se Fabio è il primo a dire che Sheed ha reso meno del previsto in questa stagione. Cioè lo vorresti accusare di essere fazioso su un argomento che ha esposto con il massimo della chiarezza chissà quante volte ? Dai siamo seri ..... qui da noi sarai sempre ben accetto come tutti.
Sono il primo a essere su un pianeta molto lontano dal caro Cal, ma capisco il suo scoramento pur non condividendolo.
Ovvio che perdere ai rimbalzi 48/37 non mi piaccia, ma in assenza di Perkins (l'inutile orso gravido di qualcuno) se Davis e Williams in 30 minuti mi prendono 4 rimbalzi in due, è difficile che i conti tornino mentre dillà Blair ne prende 11 in 21 minuti (alla faccia dei chi vuole ignorare le scelte di giocatori americani per quelli di area FIBA).
Se poi tiriamo 1/14 da tre(solo merito della difesa di SA?) e se Rondo gioca una partita sotto la sua media, non mi pare che la colpa possa essere solo di Wallace nonostante un solo tiro da due punti in 24 minuti.
Step back? Non saprei, lo vedremo molto presto e speriamo che la spalla del capitano sia a posto.
Da
Certo è che la scuola americana è sempre la n.1 e dall'esempio che faceva Fabio nel suo post lo si denota molto bene.
C'è ancora del gap da colmare tra il vecchio continente e l'America, ma penso che vedere un LeBron James dall'Europa avverrà a breve.
Da
Citazione Legend:
Ma al di là di Manu e della loro collaudatissima difesa i nostri hanno fatto di tutto per sbagliare in ogni momento.
Tutti sotto tono meno che Rasheed Wallace che almeno ha difeso bene e si è fatto sentire sotto i tabelloni.
Purtroppo il nostro problema è che contro squadre che difendono bene e riescono a chiudere l'area non riusciamo a giocare la nostra pallacanestro che è fatta di transizione e movimento della palla e quindi il nostro gioco diventa fin troppo prevedibile perchè la palla ristagna nelle mani o di Pierce o di Rondo che non trova l'uomo libero.
Comunque pesantissima l'assenza di Perkins.
La mia preoccupazione in vista dei playoff è che quando abbiamo serate come questa non abbiamo mai la forza di reagire per rientrare e molliamo la partita.
Eppoi i nostri lakers che perdono a NO nonostante i quattro titolari di riferimento vengano fatti giocare oltre 40 minuti e il dominio a rimbalzo: ora mi domando, con una squadra che tira poco sopra il 41% (cioè in serata negativa) e con cinque partite di vantaggio in classifica, perchè l'osannato Fil spreme i suoi titolari?
Discorso molto acuto, Gabriele, però sinceramente se ai Celtics arrivasse Cousins (impossibile) lo andrei a prendere in macchina a Mobile, Alabama.
Però concedimi questo: nel momento in cui cerchiamo di interpretare una realtà per mezzo di linee guida ("i lunghi europei lavorano di più sui fondamentali", "i neri saltano di più", "i bianchi sono lenti") rischiamo di farci limitare nel giudizio e di non scegliere un giocatore solo perchè è un lungo americano, o è bianco, o ha la carie.
Larry Bird era stato definito "troppo, lento, non salta", ma è evidente che il giudizio era un tantino sbagliato.
Le "pattern" tue e di Paolo sono un metodo di interpretazione intelligente, ma poi secondo me non bisogna perdere di vista il "particolare", il Cousins (lungo tecnico anche se con un solo anno di esperienza NCAA), il Budinger (bianco che salta) eccetera.
Muah!
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