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Recap
Convincente successo dei Celtics sui Nuggets per la quinta vittoria nelle ultime 6 partite e raggiungimento dei playoff. Paul Pierce e Kevin Garnett sugli scudi, con un positivo e pronto Tony Allen dalla panchina.

Altra partita molto convincente dei Celtics, stavolta anche in casa e contro una squadra che naviga nelle alte sfere della Western Conference.
Molte le note postive in casa Celtics: Rondo che va in tripla doppia con 11 punti, 11 rimbalzi, e 15 assist e 4 recuperi battendo nettamente quel Billups, avversario che in precedenza aveva sofferto in piu' occcasioni; Paul Pierce ancora convincente anche se condizionato da problemi di falli per la marcatura su Carmelo Anthony con 27 punti e 7 rimbalzi e un'altra grande prova in attacco. Il capitano sembra tutt'altro giocatore in questi ultimi 10 giorni e il gioco dei Celtics ne ha subito risentito in positivo. Infine Kevin Garnett, autore di una doppia doppia "vintage" per lui, con 20 punti e 10 rimbalzi conditi anche da 5 assist, è apparso in buona forma fisica (anche se alcuni errori sottocanestro dopo dei rimbalzi offensivi sono state "dolorose" da vedere).
Da rimarcare la prova anche di Tony Allen, uscito dalla rotazione del secondo quintetto con l'arrivo di Finley, e impiegato da Rivers con ottimi risultati soprattutto nel secondo quarto per i problemi di falli di Pierce e Marquis Daniels, e autore di 13 punti, di un'ottima difesa e di una prova "energetica": insomma...un Tony al suo meglio, nonostante i mugugni che erano passati, velatamente, a mezzo stampa per la sua uscita dalla rotazione.
Rivers ci ha tenuto a rimarcare, e mi sembra una gran cosa, come tutti i cosiddetti "comprimari" dei Celtics, anche Williams e Scalabrine stiano dando il 100% in allenamento, spingendo gli altri a giocare sempre al massimo segno che dopo la salute anche la mentalita' sta tornando quella giusta (e finalmente aggiungerei io...).
Buona anche la reazione celtica alla fine del terzo quarto, quando si e' passati da un vantaggio di ben 21 punti ai soli 7 con l'arresto e tiro allo scadere di JR Smith ma un grande Rondo a inizio quarta frazione con 2 assit, un recupero e un canestro ha riportato il vantaggio saldamente in doppia cifra. La squadra stanotte era solida e non c'è mai stata la sensazione che la partita potesse sfuggire. Da rimarcare l'ottima prova offenviva di squadra in attacco con 44 canestri dal campo, arrivati con ben 30 assist.
L'assenza di Martin (giocatore che storicamente è sempre stato un brutto cliente per i nostri) è stata sicuramente deleteria per i Nuggets, visti i ben 58 punti realizzati nel pitturato dai Celtics. I 17 rimbalzi offensivi (con Rondo che ne prende la bellezza di 6 sotto il canestro avversario) e 23 punti su secondi tentativi sono numeri che testimoniano la brillantezza dei Celtics.
Denver non è una squadra da trasferta e lo si sapeva, tant'e' che è arrivata per loro la terza sconfitta consecutiva nel loro viaggio a Est ma i segnali positivi per i nostri restano, soprattutto pensando alla sicurezza e alla forza dimostrati nelle ultime 4 partite casalinghe, tutte vinte e con margini ampi.
Intanto sono stati raggiunti automaticamente i playoff. Atlanta non molla e la loro vittoria con Orlando ci lascia ancora appaiati alla squadra della Georgia per la lotta per il terzo posto. Il calendario ci lascia la possibilità di giocare altre 5 partite in casa, con il vantaggio tra l'altro di non avere nessun back to back e quindi anche il vantaggio di potersi allenare bene e con attenzione. Le premesse sembrano finalmente buone per poter far bene da qui alla fine della regular season e oltre.
Preview
Boston torna a casa dopo il mini-viaggio ad Ovest e affronta i Nuggets, a loro volta in viaggio ad Est per una partita tra sicure protagoniste della post-season.
I Celtics tornano tra le mura amiche per la prima di una serie di sei partite da giocare a Boston. La prima è contro i Nuggets, nel mezzo di una lunga trasferta a Est che li ha già visti vincitori a Washington e New Orleans e perdenti sul campo della squadra piu' in forma del momento, quei Milwaukee Bucks fatali di recente anche ai Celtics e stanotte al Madison Square Garden, battutti da una grande prova del Gallinari nazionale.
Denver nonostante la perdita a tempo indeterminato di Kenyon Martin, resta in corsa per il secondo posto a Ovest, corsa che sta diventando un autentico rush finale, tra gli stessi Nuggets, i Maverick, i Jazz e i Suns distanziati da 2 sole partite.
Nonostante l'annata difficile per coach George Karl per i noti problemi di salute (anche a Boston il coach sarà il vice allenatore Adrian Dantley), i Nuggets stanno giocando un grande basket, fatto di contropiede, ritmi alti, tiro da tre punti, azioni che esaltano le individualità di Billups e Carmelo Anthony: entrambi sono a quella che statisticamente è la loro miglior stagione e mentre se per il ventiseienne Carmelo questa non è certo una sorpresa, di sicuro lo è per il trentaquattrenne Chauncey, protagonista di 12 stagioni in giro per la NBA ma che in Colorado continua a dimostrarsi uno dei migliori giocatori della lega.

La squadra è completata dall'ottimo Afflalo, buon difensore e tiratore, dal francese Petro, poco piu' che una comparsa in quintetto al posto di Martin, e dal brasiliano Nene', giocatore solido anche se altalenante, capace di serate di grazia alternate ad altre abuliche.
Gli altri punti di forza della squadra restano i due panchinari di lusso JR Smith e "Birdman" Andersen,. non a caso fatti sempre e comunque partire dalla panchina per dare il cambio di ritmo alla squadra. Smith, "streak shooter" se ce n'e' uno nella lega, resta un giocatore capace di decidere le partite da solo. A 25 anni pare finalmente anche aver trovato un po' di continuità, tant'e' che la media punti se e' assestata in questi ultimi 2 anni sui 15 a sera, cifra di tutto rispetto per un panchinaro.
Andersen è uno dei giocatori piu' decisivi dalla panchina dell'intera NBA: stoppatore sopraffino (si piazza da quando è nella NBA stabilmente al primo o al secondo posto nella graduatoria "stoppate in 48 minuti), uomo capace della giocata decisiva che non va sul box score, ottimo rimbalzista, idolo delle folle in Colorado.
Nell'Ovest molto meno scontato di inizio campionato (i Lakers non si divertiranno al primo turno contro Portland e Roy, Durant è già tra i primi 3 della lega, Dallas puo' dire la sua fino alla fine) Denver, nonostante l'infortunio di un uomo decisivo come Martin, puo' essere protagonista della post season.
I Celtics sembrano un malato sulla via della guarigione, almeno da questo marzo che per ora ha prodotto 9 vittorie e 4 sconfitte. Aveva, si spera, ragione, coach Rivers quando vedeva segni di miglioramento e si dichiarava fiducioso per una squadra che si allenava da qualche settimana regolarmente. Le aggiunte di Robinson e Finley sono state per ora positive e hanno dato pericolosità al secondo quintetto, dove Davis sta giocando da alcune settimane con grande intensità.
Piu' che la volata finale con Atlanta per il terzo posto, quello che conta è ritrovare soprattutto Pierce e Garnett e i segnali sono positivi. A Salt Lake City è soprattutto mancato Rondo che ha sentito troppo la sfida con Deron Williams, risultando nervoso e stranamente impreciso. Ora, contro il suo "vecchio" rivale Billups, protagonista delle battaglie con Detroit di due stagioni orsono, è chiamato ad essere piu' "focalizzato" sulla partita e meno coinvolto emotivamente dalla sfida personale.
La stanchezza del back to back per i Nuggets e del lungo viaggio a est per Denver dovrebbe farsi sentire per una vittoria che confermerebbe i progressi visti in queste ultime settimane, contro una squadra che ci ha sonoramente battuto (al di là del punteggio finale) a febbraio in Colorado.



Commenti
Partita che, secondo me, era già difficile e adesso lo diventa molto di più.
Va affrontata sin dalla palla a due con la massima concentrazione e come un banco di prova molto importante in vista dei playoff.
Denver è una seria contender e quest'anno contro questo tipo di avversari vantiamo soltanto 4 vittorie (Magic, Cavs, Lakers e Mavs) e perdere nuovamente sarebbe un pessimo segnale per noi anche perchè veniamo da una serie di gare giocate come sappiamo e dove la nostra difesa, fatto eccezione per il secondo tempo di Salt Lake City, è tornata quella di un tempo.
Duello stellare tra Pierce e Melo ma banco di prova importantissimo per Rondo che si trova di fronte un avversario supertosto quale è Billups e dopo quello, perso, contro Williams è necessario che il nostro Rajon regga almeno il confronto.
FORZA CELTICS.
Denver è un'ottima squadra, ma in trasferta sono 17/18 e le due recenti L a NY e Milwaukee lo testimoniano: fuori casa segnano 104 a partita e in casa 111, fuori vanno sotto a rimbalzo di 0,5 mentre in casa il differenziale è positivo, gli assist scendono da oltre 24 a poco più di 18 e il rapporto assist/perse scende da 1,72 a 1,25: voglio dire che pare quasi un'altra squadra, sarà per l'altitudine in cui si gioca a Denver o per caratteristiche dei giocatori (Smith passa dal .423 al tiro al .394 e Carmelo dal .480 al .448), ma il loro rendimento esterno è meno brillante.
A questo punto la concentrazione sotto i tabelloni vista nel primo tempo a Salt Lake City e una difesa attenta a non alzare troppo il ritmo potrebbe bastare contro un avversario in BtB i cui titolari hanno giocato oltre 35 minuti (Carmelo 42).
Let's go Celtics!
Melo fa parte di quella ristrettissima cerchia di giocatori - gli altri sono Lebron, Wade, Durant, Paul e Kobe- che "spostano" veramente. Non troppo tempo fa in questa short list c'erano anche KG, Kidd e Nash ma gli anni passano, c'è il ricambio ed il prossimo ad uscire sarà proprio Kobe.
Dicevo della striscia casalinga: avversari da PO per cui bisogna dare il meglio per proseguire nell'avvicinamento a tappe forzate e per dare un chiaro segnale alle altre contender. A questo proposito mi aspetto un bel record anzi, mi sbilancio, mi aspetto proprio l'inviolabilità del Garden! Anche se poi sarebbe accettabile un 4-2 (bisogna vedere come è maturato) un 6-0 non ammetterebbe repliche e tutti dovrebbero prender nota del fatto che si dovrà fare i conti coi Celtics per arrivare al titolo.
E' la prima di sette gare consecutive casalinghe, dove per forza di cose dobbiamo incamerare W a raffica per metterci dietro Atlanta.
Tra l'altro in un paio di ruoli (soprattutto in ala grande) non mi sembrano poi questo squadrone.
Chiave della partita: se la palla gira bene in attacco, vinciamo senza problemi.
fischiano fallo a senso unico.
Dalla panca un grandissimo Tony e bene anche Finley(ottimo innesto) e Nate.Daniels annientato dai falli commessi (o supposti tali).
Poi i parziali all'interno della partita ci sono. Ma davvero complimenti ai ragazzi. Una W pesante, soprattutto per il valore dell'avversario.
poi è rientrato e ha anche giocato bene. sarà ghiaccio di precauzione. lo fanno in molti nella Nba.
Garnett 33 minuti, 20 tiri e 10 rimbalzi.
Rondo Tripla Doppia
Pierce simply THE TRUTH....
Ci stiamo per caso avvicinando ai Play Off?
Note positive: non li abbiamo fatti arrivare a 100 punti (
Note negative: troppi falli commessi (34) dovuti anche ad un arbitraggio a dir poco fiscale e privilegiato nei loro confronti,un tiro da oltre l'arco che ha fatto troppa fatica ad entrare (Ray 1/5;Pierce 0/3) e Sheed che ormai è diventato davvero l'ombra di se stesso...
Ora godiamoci la vittoria, anche se Atlanta ha vinto, e poi pensiamo ai Kings che ci faranno visita Venerdì..forza Celtics!!!
PP e Rondo MOSTRUOSI,ma bene tutti(KG 20-10).Su uno però mi soffermo volentieri: Tony Allen.Grande,grandissima partita soprattutto perchè ha difeso come sa e come deve.In attacco viene tutto do conseguenza (infatti si è visto).Avesse un minimo di continuità e mettesse un tiretto non dico alla Ray,ma almeno alla Big Baby...
Atlanta ha battuto Orlando,è vero:ma chi lo dice che la corsa non la possiamo fare proprio sui Magic per il 2° posto?
p.s.: sotto i tabelloni li abbiamo sculacciati per benecon un bel 36-45 a ns favoree ben 17 rimbalzi in attacco.
Con tutti i limiti di Denver fuori casa e la stanchezza del BtB, mi pare che il segnale sia chiaro per tutti.
Plauso per Rondo e Tony e conferma che i ragazzi si sono impegnati al meglio per rendere contenti i tre ospiti italiani.
http://espn.go.com/blog/boston/celtics/post/_/id/4672833/tie-goes-to-the-cs
SEMPRE E COMUNQUE FORZA CELTICS!!!
Ma non l'avevo già chiarito io?
Su su...mi sembrate i vecchini sul balcone dei Muppets...mi sara' sfuggito..non fate i permalosi
Se io e Michele siamo Waldorf e Statler, tu chi sei, quel Fozzie Bear che fa le battute scarse venendo "massacrato" da loro? ;)
beh...come ruolo non mi dispiace...Fozzie mi piaceva (anche se non quanto i fantastici vecchini ciarlieri)....mi son sempre rivisto, anche per capigliatura, in Animal...il batterista fuori di testa
(chiedo scusa a tutti per l'off topic muppettistico...)
Rinnovo di contratto immediato.
Ci credo molto in questa striscia casalinga per dare un chiaro segnale a tutte le altre.
Anch'io avevo letto le dichiarazioni di Allen ma le ritenevo un po' d'ordinanza ed invece "mi ha smentito" (mi sto Petersoniando).
Ombra non v'è che tutti devono dare il proprio contributo (al massimo) per avere una possibilità di arrivare in fondo ed adesso non c'è più tempo per nascondersi.
Manca solo più Scal ma se dovesse entrare anche lui credo, inevitabilmente, che ci sarebbero dei problemi perchè sarebbe una vera e propria pezza piuttosto che un mirato inserimento all'interno della rotazione.
Vero, però il merito è anche di Tony che, spesso sbeffeggiato anche quando eravamo "di là" è la classica dimostrazione che in una squadra servono anche i comprimari.
Sul rapporto Rivers-Finley ha ovviamente influito la lunghissima conoscenza reciproca derivante dal fatto che "Doc" era una star a Proviso East High di Chicago "qualche anno" prima che la frequentasse Michael. E si sa che in quei casi si crea un rapporto speciale. Però è indubbio che le doti umane di Rivers siano un agente catalizzatore, e che in questo caso sono un "plus". I dicorsi sulla "noia" di qualche giocatore ovviamente sono invece un "minus".
Giù la maschera!
I motivi per cui, anno dopo anno, i veterani vogliono venire a Boston ovvero restarci (Posey, Cassel, ecc.) sono sostanzialmente 3, tutti ben amalgamati:
1) Ottima dirigenza che mantiene fede agli impegni pre-contrattuali;
2) Garaznia di un buon rapporto con l'allenatore, fondato sull'empatia verso i giocatori e la condivisione dei risultati;
3) Squadra vincente.
L'ordine è voluto e non random in quanto ci sono molte altre squadre vincenti ma poche con un allenatore "player" ed una dirigenza disponibile non solo sul fronte denaro.
Se pensiamo a quanti ne sono arrivati ed al fatto che nessuno è rimasto deluso dalla sua esperienza - magari brevissima, tipo Marbury o il "serpentiere" - ecco che ci si costruisce una credibilità che è ben spendibile nella lega e rappresenta un "intangible" che pesa più dei dollari.
Certo che, raggiunta la meta, ognuna delle parti deve pesare le proprie opzioni in termini di eventuale rinnovo ed allora Posey va a NO, Cassel rimane a girare l'asciugamano e qualcun altro si ritira, rimane però il fatto che i giocatori sono contenti di venire a Boston e se Finley chiede di essere rilasciato da una squadra vincente per venire ai Celtics ci può stare il rapporto privilegiato con Rivers ma non vale la stessa regola per Robinson che aveva messo Boston nella sua wish list perchè, evidentemente, tutti ne avevano parlato bene.
Un'ultima considerazione per dire come, secondo me, questo tipo di gestione ha radici lontane: vi ricordate il come back di 'Toine? Non è forse stato trattato come il figliol prodigo? Sta poi al giocatore dare il proprio contributo e mantenere le promesse.
Bello vedere l'inserimento di Finley che, personalmente, m'è sempre piaciuto.
Da
prima di 6 in fila in casa vinta, adesso arriva in teoria la più semplice coi Kings...dobbiamo arrivare terzi, per cercare di evitare Cleveland in un eventuale secondo turno e provare a cercare di vendicare la serie persa con Orlando l'anno passato.
Uh, quello che gioca peggio di Poeta anche stanotte tripla doppia e 15 assist eh???
Il mio primo pensiero va agli "ambrasciatori di IAAC" presenti a Boston: non oso immaginare quanto abbiano goduto e mi piace pensare a Luca che "tocca con mano" i progressi del suo amatissimo Pierce
La mia seconda osservazione è tutta per Tony Allen, sul quale con me notoriamente si sfonda un portone spalancato; Tony viene spessissimo bistrattato per i suoi "ups and downs" e per il fatto di non essere riuscito a costruirsi quel "famoso" tiro dalla media che tutti gli vorrebbero vedere. Son tutte cose vere, però io continuo a provare un affetto speciale per questo ragazzo che tra le altre cose è sempre stato martoriato da infortuni di ogni tipo. Non sarà certo un genio a livello intellettuale nè tantomeno un fuoriclasse del basket però cerca di rendersi sempre utile alla squadra e se quello di stanotte è il modo in cui si propone dopo una serie abbastanza lunga di DNPCD io sarò sempre pronto a fare un tifo sfegatato per lui.
speriamo di avere tutti al meglio per quando conta.
L'unica nota come dire....stonata, è il solito Sheed,che offensivamente sonnecchia,mentre in difesa commette troppi falli.
Rondo super OK, splendido capitano, e spelliamoci le mani nell'applaudire Tony, che nel secondo quarto ha fatto cose assurde.
Sta uscendo pian piano un panchina profondissima da dove ogni volta almeno un paio incidono sul serio. Se poi Rasheed volesse dare una mano ....
Bene così.
Queste le dichiarazioni di Saunders in merito :
Citazione:In neretto non un nome a caso ...
Ma poi Blatche dico io nell'NBA esisti da un mese, e vai a fare cose che neppure i Big fanno ?
non mi sembra uno specialista e a noi quelli servirebbero.un posey era un superdifensore che aveva un buon tiro da fuori e da tre, perfetto per noi, un powe era un rimbalzista eccezionale, tanto cuore e tanto coraggio sotto i tabelloni, rimbalzi offensivi(e anche lui era perfetto e sarebbe perfetto per noi, visto che sotto canestro spesso si soffre)
venendo al presente, un finley, è arrivato in silenzio, entra in campo e ti piazza sistematicamente i suoi canestri, molto utile, robinson, un pazzo che però nella sua anarchia ha nelle mani parecchi punti se gira e come tale va utilizzato, se si accende lo tieni in campo, se fa danni lo togli subito.
marquis daniels che mi rappresenta?da fuori non la caccia, in penetrazione manco, sempre tabellini deprimenti, non mi sembra un posey in difesa, sa fare benino un po' tutto, ma non sa fare bene nulla.
a me non piace manco tony allen, ha doti fisiche clamorose, ma è troppo approssimativo, pessimo controllo del pallone, tante palle perse, mediocre tiro da fuori, ma tra i due al momento punterei più su di lui, almeno ruba qualche pallone(oltre a perderne parecchi) almeno ha penetrazione, scombina un po' i piani, daniels che fa?il suo compitino e nulla più.
comunque bella vittoria e moderato ottimismo.let's go celtics.
L'unico che, finora, mi ha deluso in parte è stato Wallace, lo speravo più produttivo in attacco e la sua percentuale al tiro è scadente; dalla sua parte, però, permette una rotazione che tiene Garnett in campo meno di 30 minuti e Wallace ha mostrato momenti difensivi che possono farci sperare per i PO.
Gli altri hanno dato quanto nelle mie attese, ma su Daniels mi pare ancora prematuro dare giudizi, considerato che ha perso 29 partite e che, quindi, ha necessità di riprendere i meccanismi di squadra: ricordiamoci che prima giocava in attacco da cambio per Rondo, adesso il cambio è Robinson e lui gioca da cambio di Pierce.
Giudicarlo dalle cifre mi pare sbagliato proprio per quegli aspetti che non vanno sul tabellino e, in ogni caso, i 6 punti in 20 minuti sono in linea con il rendimento delle altre riserve.
Però, alla fine, non sarà la nostra panchina a farci vincere un altro titolo, tutto inizia e finisce dai tre big e il loro rendimento quello decisivo.
D'accordo con Michele. Credo che di Daniels vada aapprezzata la dedizione alla squadra di un giocatore al quale e' stato chiesto di fare il portatore di palla, cosa che non aveva di certo finora fatto in carriera. 29 gare perse per infortunio sono tante. Mi aspetto un contributo maggiore in attacco ma i minutaggi e le scelte offensive lo coinvolgono in maniera minore rispetto al suo potenziale.
Davis sta giocando veramente molto bene in queste ultime settimane, Ronbinson e Finley mi sembrano piu' che positivi. Wallace è quello che sta deludendo di piu' ma non si puo' certo parlare di acquisto sbagliato.
Non vedo molte panchine migliori di quella dei Celtics (io parlo di panchine "vere" e non le situazione di Jr Smith, Crawford e Terry tenuti in panchina ma in realta' titolari in tutto e per tutto).
Credo che solo Orlando, i Cavs e i Mavs abbiano una profondità come la nostra. Chiaro che salendo di colpi Garnett e Pierce andranno anche gli altri di pari passo.
Detto questo, l’unico della panchina che mi sta deludendo è Rasheed. Lui è il “titolare in panchina”, quello che doveva fare il “Kevin McHale”, il trascinatore, il “Bad Boy”. Invece da tre non la mette, in difesa non sempre si sbatte e sinceramente non capisco perché in sede di commento TV a lui venga concesso di più solo in funzione del suo smisurato talento.
Sul discorso “Allen incostante forse non soltanto per colpa sua”: non esiste un solo coach sulla faccia della terra che, in presenza di un apporto costante ed incisivo di un “panchinaro”, non gli aumenti il minutaggio. Tony non gioca perché è stato infortunato e perché quando gioca bene una gara e si guadagna qualche minuto, poi gioca male in seguito ed esce dalla rotazione. Poi il rientro di "Quisy" e l'acclimatamento di Finley non l'hanno aiutato. Certo, Tony si troverebbe meglio in quintetto (come Daniels) ma il problema è che entrambi non sono dotati di talento sufficiente per fare i titolari in una squadra da titolo, e davanti hanno tali Ray Allen e Paul Pierce: regalare 25/30 minuti a loro per fargli trovare “costanza” significherebbe automaticamente costringere Pierce e “He Got Game” a 15’ di utilizzo, e non credo che questa sia un'opzione praticabile, se si vuole puntare a qualcosa.
Daniels “tabellino deprimente”? Magari dovremmo imparare a giudicare un atleta non solo per i punti che segna: sta tirando col 49,5%, e tra i giocatori della panchina è quello con il miglior “plus/minus” per minuto giocato.
Il che non significa che stia giocando benissimo, ma sono fattori sufficienti a far sorgere il dubbio che magari si stia sacrificando per gli altri e che, nell’ombra, dopo l’infortunio il suo mattoncino lo stia mettendo.
In materia di tiro speriamo di no: "Cooz" in carriera ha un 37.5% che non è proprio da Accademia del Jump Shot. Ma, scherzi a parte, quella era un'epoca in cui le squadre in media tiravano col 40%, e le guardie col 35. E Bob aveva una tecnica di tiro - seppure legata in massima parte al cosiddetto "piazzato" piedi per terra - tra le migliori.
L'ideale sarebbe che Rajon studiasse l'arte del passaggio da Cousy e quella del tiro da Bill Sharman.
E' vero che in molte recenti partite ha realizzato pochi punti ma ha anche tirato pochissimo e comunque secondo me in campo ci sa stare benissimo , volendo potrebbe prendersi più penetrazioni ma magari non gli viene richiesto. Comunque io credo che in occasione dei P.O. vedremo meno la situazione con titolari tutti dentro o tutti fuori ma metteremo in campo come negli scorsi anni uno o due titolari perche altrimenti si rischia di soffrire un po come contro Memphis
Si può anche dira che le perdite di giddens,walker e house sono state ampiamente bilanciate,se non migliorate,dall'arrivo di robinson e finley.
Due parole su sheed:riportando un comento di un mio amico tifoso lakers,"quello(sheed)è pagato per giocatore i playoff". spero non si sbagli ma x me ci ha preso
Daniels non è un fenomeno,non è un grande realizzatore, la sua più grande dote è la duttilità,ne trovi veramente poche di riserve in grado di giocare decentemente su più ruoli. Puo' perfino farti dei minuti da PG.
Tony incostante,ma utilissimo.
Robinson gioca da solo? gli si chiede proprio quello,deve portare imprevedibilità e linfa a una squadra che spesso si rilassa. Offensivamente sta facendo bene.
Finley benissimo,mi piace perchè sa procurarsi i tiri anche da solo.
Davis bene sotto canestro,crea sempre fastidio ai lunghi avversari.
cosa ci manca? secondo me un lungo con buone doti atletiche e di rimbalzista.
Shelden pare sia ormai giocatore da Garbage, mentre Wallace, mamma mia che schifo.....
non incide nè in attacco nè in difesa. chiunque lo affronta sa che male che vada va in lunetta.
Noi discreti, ma dobbiamo crescere ancora molto per giocare alla pari con Cleveland e Orlando.
Su Rasheed....come dice l'Avvocato Buffa lui comincia a giocare da Maggio in po....quindi lasciamolo riposare nel suo dorato letargo.
http://www.iamaceltic.it/archivio/blog/291-celtics-dal-vivo-parte-1-zaini-birre-e-pepite.html
Concordo.Del resto se può restare in squadra un "cancer" come Wallace, perchè non dovrebbe essere confermato uno comne Tony, che al massimo potrebbe essere un "morbillo"?E tra l'altro, con le sue dichiazioni, ha dimostrato di sapere cosa sia lo spirito di squadra..vero Sheed?
Cal
Grande Legend e TA
Fa piacere sentire queste dichiarazioni di Tony Allen e fa molto più piacere che giochi come ha fatto contro Denver però a queste parole preferirei che Tony avesse detto, e non da ora,: OK questa estate lavorerò duro sul mio tiro da fuori che è davvero scadente e diventyerò un altro giocatore molto più completo.
Un Tony Allen così sia a parole che con i fatti sarebbe da rifirmare.
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