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Recap
I Boston Celtics spazzano via i Detroit Pistons, dimostrando carattere e reagendo immediatamente alla dolorosa sconfitta di ieri. 7 uomini in doppia cifra e record stagionale con 34 assists per una squadra che ha riproposto una difesa feroce e la voglia di chiudere subito la partita.

I Celtics vogliono subito aggredire la partita e dopo un paio di jumper di Bynum ed Hamilton, sale in cattedra il capitano. Pierce porta a scuola il Rookie Jonas Jerebko e piazza 9 punti consecutivi per il primo vantaggio significativo per Boston. 2 rubate di Rajon Rondo (3 nel solo primo quarto per il leader Nba della specialità) con Alley Up allegato per KG costringe al primo Time Out coach John Kuester sul 18-7. Maxiell combatte sotto i tabelloni, ma l'impressione è quella che dentro quell' area si possa tranquillamente banchettare. Quando i Pistons perdono Prince per una terribile ginocchiata sulla schiena ad opera dello stesso Mad-Max, si può già intuire che per loro non è serata. Una schiacciata di Sheed su assist di Daniels e 4 punti di fila di Big Baby chiudono un impressionante primo quarto sul 31-15, con nessuna palla persa e una difesa finalmente tornata asfissiante.
La girandola dei cambi non muta l'andamento dellla partita. Glen Davis non ha avversari sotto le plance, Marquis si sbatte in difesa e 8 punti filati di Finley dilatano il vantaggio fino al 48-29. La notizia è che la prima palla persa dei Celtics (e anche l'unica del primo tempo) arriva con 5 minuti da giocare sul cronometro per un banale sfondamento di Pierce. Detroit trova qualcosa da Gordon e dal sorprendente Summers, ma la difesa dei ragazzi di Rivers è quella delle serate migliori. 2 triple di Ray ed un canestro nel cuore dell'area di Kevin Garnett, fissano il punteggio al riposo sul 64-35.
Impressionante la statistica dei punti realizzati sulle palle perse degli avversari: 17-0 per Boston. La dimostrazione dell' intensità, della voglia e della concentrazione che la squadra ha messo sul parquet.
Il terzo quarto inizia con Ray Allen sugli scudi e con uno spettacolare contropiede finalizzato da Perkins, ma l'intensità inevitabilmente sarà destinata a calare. Un altro jumper di He Got Game, dopo che tutti gli effettivi in campo hanno toccato il pallone, da inizio idealmente al Garbage Time. Siamo sul 80-49 quando Kuester è costretto nuovamente a chiamare Time Out per fermare l'ennesima emorragia. Detroit ha un sussulto che la riporta sul 89-70 a fine periodo, con Jerebko che finalmente fa intravvedere il suo talento.
Ci pensa Michael Finley a chiudere le irrisorie speranze dei Pistons con 7 punti d'autore che siglano il 102-72. Il match termina 119-93, non prima di aver ammirato una schiacciate del Re dello "Slam Dunk Contest" Nate Robinson sulla palla lanciata sul tabellone da Tony Allen.
Seconda vittoria consecutiva convincente tra le mure amiche, che alimenta qualche illusione, ma allo stesso tempo anche qualche interrogativo sul motivo di tutti questi alti e bassi che hanno caratterizzato la stagione. Il prossimo appuntamento ci rivedrà al Garden contro i Knicks, altra partita che potrebbe donare qualche sorriso ad un gruppo che ha tremendamente biosgno di ritrovare convinzioni e certezze smarrite.
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PREVIEW
Dopo la malinconica dimostrazione di impotenza nella terza sfida stagionale con i lanciatissimi Cavs, i Boston Celtics completano il back-to-back ospitando al Garden i Detroit Pistons, squadra che attualmente è lo specchio degli equivoci tattici e difetti strutturali creati ad arte da una gestione estiva cervellotica di Joe Dumars e soci. Talvolta si dice che è meglio tornare in campo il prima possibile dopo una sconfitta dolorosa, ma in questo caso sarà difficile togliere dalla mente dei nostri questo rovescio devastante, soprattutto dal punto di vista emotivo.
Rispetto alla partita del 2 Marzo al Palace, mancheranno quasi sicuramente Ben Wallace, ormai prossimo al rientro dopo il leggero trauma distorsivo al ginocchio procuratosi proprio in quel match, e soprattutto Rodney Stuckey, giocatore che per caratteristiche fisiche ha creato spesso grossi problemi a Rajon Rondo. Il prodotto di Eastern Washington ha addirittura perso i sensi durante un time out nella partita contro Cleveland, facendo temere il peggio. Visto il precedente del 2008, nel quale aveva già saltato un paio di partite per vertigini e sensazione di stordimento nel corso di una gara di Regular Season, è stato sottoposto ad un' accurata serie di analisi e sembrerebbe poter tornare già in campo nel corso della settimana.I Celtics si presenteranno con il roster al completo, ma è difficile ipotizzare con quale spirito possano scendere in campo dopo la notte dell' Ohio.
In questo momento di difficoltà e di scarse certezze è estremamente più facile dare un' occhiata ai problemi in casa altrui. Questa versione dei Pistons è nata dalla sciagurata cessione del leader Chauncey Billups, che ha creato una reazione di disastri a catena, portando la dirigenza di Detroit a trovarsi in estate con il gruppo storico smantellato ed un gruzzolo consistente da investire sul mercato. E' stato già fatto notare in questa sede come il denaro sia stato letteralmente buttato dal "finestrone" della villa estiva di Dumars. Gli strapagati Ben Gordon e Charlie Villanueva attualmente raccolgono un esiguo minutaggio da panchinari e soprattutto non rispondono all' identikit dei giocatori che avrebbero potuto far svoltare una franchigia in ricostruzione. A questo gruppo manca un play di ruolo, un centro solido, un lungo con movimenti spalle a canestro, ma soprattutto un trascinatore.
In assenza di Stuckey, Will Bynum prenderà il suo posto in quintetto. Il play nato a Chicago, dopo un paio di discrete stagioni in Eurolega a Tel Aviv, è tornato negli States ritagliandosi un onesto ruolo di cambio, approfittando delle "disgrazie" di Iverson e della pochezza del roster attuale. Un giocatore che se entra in ritmo può diventare mortifero con il suo jumper e la sua velocità di esecuzione al tiro, ma che è pure capace di sfornare una partita da 20 assists come contro Washington. Per la sua scarsa rapidità e fisicità però, può essere una preda ideale per Rondo e pure per Nate Robinson.
La guardia Rip Hamilton si muoverà con la solita sapienza tra i blocchi per crearsi il suo jumper, mentre un Tayshaun Prince in crescita dopo una stagione travagliata, si prenderà cura del Capitano.
Lo spot di ala forte sarà occupato da Jonas Jerebko, il Rookie che rappresenta l'unica nota lieta di una stagione da dimenticare. L'ex Biella è un giocatore eclettico che fornisce difesa, energia e che possiede anche una buona mano dalla distanza.
Lo starting five sarà completato dal centro sottodimensionato Jason Maxiell, atleta di tecnica non eccelsa, ma di grande cuore ed agonismo, doti che in un contesto del genere risultano spesso annacquate.
Dalla panchina escono i già citati Gordon e Villanueva, oltre alla prima scelta più scadente della storia che risponde al nome di Kwame Brown e ai Rookie Summers e Austin Daye. Soprattutto quest' ultimo rappresenta un grosso enigma: ottimo atleta dalla tecnica sopraffina, non è ancora risucito a ritagliarsi un minutaggio consistente in una squadra senza ambizioni di classifica.
Anche per questi Celtics in versione "barcollo ma forse sto per mollare", non dovrebbe rappresentare un test particolarmente probante, nonostante tutte le insidie che la seconda partita in due giorni può riservare.
Le accelerazioni di Rondo e le stoccate di Nate potrebbero risultare fatali per Bynum, mentre per i lunghi non dovrebbe essere una serata troppo problematica. Potrebbe essere il match di Big Baby, che con i Pistons ha dimostrato sempre di trovarsi a suo agio, e soprattutto un test per accelerare il processo di inserimento di Finley e Robinson. Attenzione però a non portare Detroit al "rush finale". In questi casi l'incubo peggiore sarebbe quello di rivedere Ben Gordon con il "vestito" indossato negli ultimi Play Off e il Villanueva che ci ha annichilito dalla lunga distanza in una sciagurata sconfitta al Palace di questa stagione.
Un altro passo falso sarebbe una mezza tragedia per un ambiente già provato, ed una vittoria convincente potrebbe essere un segnale che questo gruppo non ha mollato e che emotivamente ci crede ancora, anche se difficilmente potrà cancellare il ricordo di una sconfitta pesante come quella di ieri sera.
Detroit Pistons (23-42) at Boston Celtics (41-24)
Monday, March 13 - 8:00 PM ET
Game #66, Home Game #32
TV: ESPN, CSN-NE, RTV
TD Garden
Quintetto Base
PG: Rajon Rondo
SG: Ray Allen
SF: Paul Pierce
PF: Kevin Garnett
C: Kendrick Perkins
Tony Allen
Glen Davis
Marquis Daniels
Brian Scalabrine
Rasheed Wallace
Shelden Williams
Nate Robinson
Michael Finley
Injuries:
None
D League
Marcus Landry
Quintetto Base
PG: Rodney Stuckey
SG: Richard Hamilton
SF: Tayshaun Prince
PF: Jonas Jerebko
C: Jason Maxiell
Austin Daye
Chucky Atkins
Charlie Villanueva
DaJuan Summers
Will Bynum
Ben Gordon
Kwame Brown
Injuries
Ben Wallace (knee) questionable
Chris Wilcox (back) questionable
Rodney Stuckey (illness) questionable



Commenti
Premessa e avviso a tutti: la stagione non è finita ieri, avremo i PO da giocare e non ho intenzione e/o voglia di scrivere sulle future mosse di mercato che Ainge potrà fare in un futuro oggi ancora lontano.
Le modifiche attese nel nuovo CBA (e speriamo non arrivino scioperi in sede di rinnovo) potrebbero anche cambiare qualche scenario, quindi ipotizzare nomi e strategie mi pare alquanto prematuro.
Ciò detto, arrivano i deludentissimi Pistons e, come ogni recente partita casalinga contro squadre mediocri, la figuraccia è dietro l'angolo e questa volta non ci sono tante possibili novità motivazionali, solo giocare per arrivare al terzo posto e migliorare fisicamente e come rendimento di squadra.
I margini ci sono, perchè non tutte le altre sono i Cavs e non tutte hanno un LBJ: la chiave, tanto per cambiare, il controllo dei tabelloni e un rendimento almeno sufficiente di PGA.
In merito concordo con Rivers sulla necessità di privilegiare il lavoro in allenamento rispetto alle gare, anche a costo di perderne qualcuna in più (tanto ....), quindi se dobbiamo dare una gara di riposo a qualcuno, lo facesse.
Let's go Celtics!
Forse non è così per cui speriamo soltanto di non farci del male da soli e se dobbiamo vincere o perdere sia solo per l'avversario e non per i nostri problemi, cerchiamo di mascherarli perchè nasconderli a certi livelli è improbabile.
Visti i precedenti non mi stupirei di vedere una bella partita poichè l'avversario non sta meglio di noi e anche loro deveono ancora riassettare qualcosa nel roster.
E' giunta l'ora che il nostro sesto uomo,spesso abulico,inizi a meritarsi il lungo cotratto che ha firmato quest'estate.
Capisco che non sia in grado di fronteggiare gente forte,ma almeno contro i suoi ex Pistons,mi aspetto che tiri fuori le palle e faccia la differenza.
Sulla partita non vorrei si verficasse un fallout dopo la deflagrazione di Cleveland; trovarsi di fronte una squadra con tutti i problemi descritti da Malik, potrebbe generare il solito stiamo tranquilli che o poi la vinciamo.
La mancanza di Stuckey e' un vantaggio, fisicamente Rondo lo ha sempre sofferto, ma come al solito bisognera' attendere la verifica dell'encefalo della squadra.
Sulla carta come al solito non ci dovrebbe essere partita, ma l'impressione che la crisi stagionale stia arrivando allo zenit e' palpabile.
Qui bisogna tirare fuori le riserve di ottimismo e continuare a sperare in quello che allo stato attuale appare un miracolo.
Se ce la faremo tutto potrà accadere perchè questo gruppo sarà malconcio, sarà avanti con l'età ma sono pronto a scommettere che darà del filo da torcere sia ai Magic che eventualmente a Cleveland.
Per la gara evito ogni azzardo di pronostico.
Vero è che nel 2007 così come la scorsa stagione si sono dimostrati una scatola vuota, tuttavia quest'anno mi sembrano diversi e temo che "il prescelto" si stia definitivamente rivelando ...
... e ora facciamo diventare un fenomeno anche Charlie Villanueva
aspè... Jamison non gli allaccia nemmeno le scarpe a Pippen
comunque un buon primo quarto dei celtics, e soprattutto di PP, nonostante i pistons siano poca cosa, dobbiamo cogliere gli aspetti positivi.
Detroit èveramente poca cosa,ma è il nostro atteggiamento a fare la differenza.Bene tutti,inclusi Big Baby (per la gioia di Malik:a proposito,complmenti per la preview)e ,cosa quasi miracolosa,andiamo piuttosto bene a rimbalzo.In pratica ci aspettano 2/4 di garbage e la cosa mi fa un pò paura.
Pippen sta a Jamison come Cousy sta a Telfair.
concordo.
P.S: sigillo a questa buona prestazione la schiacciata di robinson su assist contro la tabella di tony allen.
bene così.
ora si gufano i lakers come sempre e come contro chiunque.
let's go celtics!CREDIAMOCI!
Grande Malik con recap "a rotta di collo" sfornato bello di caldo di prima mattina. Visto il buon esito, meglio di una brioche con cappuccino.
Celtics follow themselves
Vedo però che scandalizza di più l'accostamento AJ/SP rispetto a LBJ/MJ, cosa che fino a qualche tempo fa avrebbe sfiorato la blasfemia :-D
Scusatemi ma proprio non sò + cosa aggiungere a tutti i commenti e le disanime fatte negli ultimi mesi e di conseguenza aspetto i PO sperando almeno di arrivare terzi sulla griglia di partenza.
SEMPRE E COMUNQUE FORZA CELTICS!!!
E' questa l'arma che andrebbe usata contro squadre come i Cavs però probabilmente quando giochi contro i Pistons la mente è libera e con poca pressione mentre contro i Cavs o i Magic no e finisci per pensare troppo.
Credo di poter tranquillamente affermare che il nostro problema è soltanto di testa, al di là dell'età dei singoli.
Da notare che Tony Allen è ormai scomparso, giustamente, dalla rotazione di Rivers che gli preferisce un concretissimo Michael Finley.
Dispiace per Tony però se l'è cercata perchè se nella sua carriera avesse avuto voglia di costruirsi uno straccio di tiro sicuramente oggi non marcirebbe in fondo al pino in attesa di minuti garbage.
Mi domando e vi domando se sia possibile che in una giornata, giocando in BtB, ci sia una trsformazione come quella che abbiamo potuto vedere in queste due partite e la diversa qualità degli avversari è una relativa spiegazione.
Pur ammettendo che ci sia un calo fisico di Garnett, che ormai non schiaccia più, e che Pierce contro James possa sembrare una tartaruga zoppa, l'intensità era troppo superiore e resto ogni volta di più convinto che il problema sia soprattutto di testa.
Contro Detroit hanno voluto dimostrare forse soprattutto a loro stessi che non sono i Celtics spenti della sera precedente, ma quando Garnett dichiara "A totally different team today, came in with a lot more energy, a lot more aggressive, five guys who were aggressive", io vorrei chiedergli il motivo per il quale non lo sono sempre o quasi.
Certo, mettere i tiri che a Cleveland non sono entrati aiuta, certo una panchina produttiva aiuta, certo Rivers ha dichiarato che per circa trenta minuti l'impegno contro i Cavs è stato molto buono, ma non mi basta, ora non ci sono più infortuni, non ci sono più giocatori obbligati a giocare fuori ruolo, è ora di dare continuità a questo tipo di difesa.
Però, come mi piacciono le maglie per San Patrizio, portassero fortuna?
Perchè con detroit e Indiana si, e con New Jersey e Washington no ?
Perchè si va a Cleveland mosci e tristi e si gioca un primo quarto e mezzo con Detroit con intensità da gara 7 ?
E' vero si bella gara dominata dall'inizio alla fine, ma sono quelle cose che ti lasciano più amaro in bocca per quanto visto fino ad oggi, che un po di dolce per la bella W di stanotte.
Comunque guardiamo avanti e speriamo almeno di sorpassare Atlanta !
Non è forse la domanda che ci facevamo prima di G7 con Atlanta ai PO 2 anni fa?
Credo la risposta sia racchiusa nella "mente collettiva" della squadra.
Di diverso dai primi 2 turni di PO di 2 anni fa ci sono gli infortuni e l'età che avanza del PGA ma il problema è sostanzialmente mentale e di approcio, anzi di tenuta emotiva: non si può dire che non ci sia impegno o che non si provi neanche a vincere le partite il fatto è che non si riesce a reggere il carico per tutto il tempo necessario. Credo anche che gli infortuni abbiano minato alla base quella sicurezza nei propri mezzi fisici/atletici che, in ogni caso, è fondamentale per la prestazione (se sai di non essere più in grado di fare tutto quello che facevi prima ti senti inferiore al tuo top e ti senti più giustificato a tirare i remi in barca).
Se i Celtics fossero un atleta di mezzofondo prolungato bisognerebbe "scaricare" l'impegno fisico (allenamento e gare) e far seguire l'atleta da uno psicologo.
Nel basket la ricetta potrebbe essere la stessa - con ovvi adeguamenti - anche se bisognerebbe giocarsi alla pagliuzza più corta l'incarico di fare da psicologo a Sheed
“When Paul’s aggressive like he is, there’s not a forward in the world that can play him,” Garnett said. “He’s hard to guard when he’s aggressive like that. He sets the tone for our offense, but for our defense also.”
Pierce scored 12 points in the first quarter as the C’s opened up a 31-15 lead. Though foul trouble and the lopsided score limited Pierce to just eight minutes in the second half, his hot start set the tone.
“We obviously are really working to try to re-establish him,” coach Doc Rivers said. “And like I said before the game, it’s coming around. It’s still not there, but that was great to see. He looked explosive, so those are the signs I keep seeing that I think he’s getting closer and our team’s getting closer.”
io x troppo tempo l'ho visto sotto i suoi standard e per questo ho dubitato e dubito ancora che possa tornare a fare la differenza come un tempo... una cosa però mi fa spinge a un pochino di ottimismo... l'altro giorno con Movy si parlava di Ginobili e di come sia tornato a grandi livelli dopo un periodo molto lungo di bassi... questo ci ha fatto pensare che anche Paolino potrebbe ripercorrere lo stesso andamento... la gara coi pistons non l'ho vista, la vedrò oggi pomeriggio in tranquillità
La speranza di sorpassare Atlanta c'è e resta realizzabile.Per quanto riguarda la risposta alla tua domanda Leo, credo che una possibilità sia questa.E cioè che , contro squadre come Indiana e Detroit, se giochiamo concentrati e cattivi, possiamo poertarla a casa anche dilagando.Ma appena il livello dell'avversario raggiunge quote molto più alte, come appunto contro i Cavs, vengono fuori tutti i nostri limiti.
Ora io non vorrei apparire dissacratore o disfattista.Premetto che sono contentissimo per la W e per come è arrivata.Ma la domanda che mi sorge spontanea è questa:Ma l'avete vista Detroit? Questa è una squadra che di glorioso ha conservato solo il nome.Per di più, dopo qualche minuto, a risultato già abbondantemente compromesso, perde anche Prince.Ditemi, aldilà della convincente prestazione dei Nostri, con quali armi avrebbero potuto espugnare il Garden.A me personalmente.è sembrata davvero una squadra molto mediocre.Certo anche i Nets, erano allo sbando eppure..Prendiamoci questa vittoria, ma non esaltiamoci più di tanto.Troppe volte nel corso di questa stagione siamo stati costretti a tornare frettolosamente coi piedi per terra.
Del resto basta guardare i tabellini..7 Celtics in doppia cifra..e se avesse indossato la divisa da gioco Rivers, qualche punticino lo avrebbe messo a referto anche lui
Alla prossima..staremo a vedere.
P.s. Complimenti a Malik anche da aprte mia ..molto bello e puntuale il suo Recap
Cal
E perchè dopo oltre 30 partite di indecifrabili “ups and downs” improvvisamente ri-assistiamo a quel movimento senza palla ed alla circolazione della stessa in pieno “stile 2008” (a questo proposito valga quel canestro di Ray Allen dopo 5 passaggi in 3 secondi attentamente segnalato nell’ottimo recap di Malik)?
Forse non lo sapremo mai, e questa è la sensazione più brutta di questa stagione: la totale mancanza di riferimenti “razionali” per cercare di spiegare l’andamento delle cose da Natale a questa parte.
Sui singoli: il Capitano appare in crescita e continua a “buttarsi dentro”, stavolta con risultati soddisfacenti (vedi i numerosi viaggi in lunetta); certo, stanotte non c’era nessun Lebron ad arrivare da dietro minacciosamente per la stoppata...ma almeno qualche cenno di miglioramento sul primo passo il nostro Paolino lo sta facendo intravedere. Glen Davis conferma che ci vorrebbero 82 partite all’anno contro i Pistons e Michael Finley ci dimostra quanto bisogno avevamo di qualcuno che la metta da fuori con continuità, oltretutto costruendosi il tiro da solo spesso e volentieri. Dispiace che a pagarne le conseguenze sia un Tony Allen che tutto sommato, per impegno e dedizione, secondo me era stato uno dei più meritevoli durante gli ultimi mesi contraddittori della squadra. Rondo in versione “controllo totale” ed allo stesso tempo disinteressato al boxscore personale; fa girare la squadra e lascia il protagonismo agli altri; KG direi “stabile” anche se 8 rimbalzi in 22 minuti, di cui tre offensivi, lascerebbero trasparire un minimo di ottimismo. Ray Allen, alla fine, mi sembra il più regolare del PGA.
Non mi voglio più illudere ma sarebbe bello vedere un po’ di continuità nelle prossime 16 partite prima della post-season.
Magari...
E i perchè di cui sopra sono stampati a lettere cubitali in questa stagione indecifrabile.
Della continuità auspicabile in questo ultimo mese ho un po' perso le speranze, ma se almeno queste ultime 16 partite servissero a recuperare il capitano potremmo affrontare i PO con maggiore dignità e sicurezza.
No No... con me sfondi una porta aperta. Lebron in questa Lega è ingiocabile... ma Jordan è un'altra cosa signori non scherziamo. E' uno che da pischello è venuto a farne 60 a casa di LARRY BIRD!
Non scherziamo ne deve mangiare di pane Lebron per raggiungere quel 23.
Certo, noi siamo un pò abbacchiati... perchè con la SIGNORA squadra che abbiamo, con i grandi campioni che abbiamo... volevamo (vogliamo) puntare ad un nuovo anello.
Però vedendo ieri sera i Pistons, per un pò mi sono sentito sollevato. I grandi Pistons dell'ultimo decennio presi a pallonate, e divenuti oramai una squadra mediocre.
Mi è dispiaciuto molto vederli in questo stato. Forse alle volte bisognerebbe rispettare di più Ainge e Rivers per il grandioso lavoro che stanno svolgendo.
Let's Go Celtics SEMPRE.
"Certainly there are nights when Garnett looks like he might be all done as an NBA superstar. He drags his leg around the court, struggles to score, fails to rebound, and makes guys like Anderson Varejao look like Karl Malone.
This is not necessarily KG’s fault. He’s got more miles on him than my 1995 Volvo and isn’t the same player since he injured his knee in the middle of last season. He’s still the master of gesture and noise, but the game just isn’t the same.
Never forget that Garnett is the man who changed everything. The Celtics went from the lottery to the championship in a single season because of Kevin Garnett."
Non posso non condividere però, casovuole, anch'io avevo un Volvo del '98 con 240.000 km e per evitare di rischiare di rimanere a piedi sono stato costretto a cambiarla pochi mesi fa.
Anch'io non mi rassegno e spero che i ns Celtics vincano un altro titolo quest'anno ma se all'inizio della stagione vedevo la strada per il tiolo perlomeno piatta se non in discesa, ora è in salita e gli avversari più forti di quanto fossero in precedenza (Cavs).
Voglio dire, se il Milan perde 5 a 0 con l'Inter, non è che battendo 2 a 0 l'Akragas dimostra la sua vera forza.
Andrei cauto anche con i discorsi sulla circolazione di palla: indubbiamente stiamo giocando meglio di un mese fa, ma una cosa è giocare contro la difesa di Detroit (che avevano perso 8 delle ultime 10 partite), un'altra contro i Cavs che ne hanno vinte 8 su 9.
Bravi a chiuderla subito, ma quello che ho visto stanotte non cancella quello che ho visto domenica, nè lenisce la rabbia per una stagione presa a pesci in faccia.
Piero, anch'io sono un estimatore di Shaughnessy e di May, a patto che scrivano di storia Celtics e non di presente. Shaughnessy per esempio tre anni fa aveva dato Ray Allen per finito, paragonandolo al Dominique Wilkins venuto a chiudere la sua carriera a Boston nel 1994: seppur in leggero calando "He Got Game" continua invece a fare il suo.
Sì, in quell'articolo Shaughnessy centrava parecchi punti, è innegabile. Io però andrei cauto nel dare per morti questi vecchi guerrieri. Intendiamoci, questi Celtics mi piacciono poco, ma allo stesso tempo ho visto troppi canestri per non sapere che l'orgoglio è una molla sportiva tra le più clamorose, e che quando il gioco si fa duro quelli che hanno esperienza trovano il modo di far "girare" le cose a loro favore. Vedremo, i playoffs saranno il momento in cui si "parrà la nostra nobilitate", nel frattempo giudizi pessimistici o ottimistici lasciano il tempo che trovano.
Ecco.Questo è esattamente quello che volevo dire.Detroit mi è sembrata francamente una squadra imbarazzante.Del resto il loro record parla chiaro.Se su 67 partite , ne vinci 23 c'è poco da esaltarsi.
Grande Fabio.La citazione dell'Akragas di Agrigento è da Oscar
La cultura non è acqua
Cal
Ricordo anch'io quell'articolo: ha sicuramente sbagliato però solo chi si schiera o esprime dei giudizi può cadere in errore. Cosa diversa è sostenere una tesi anche quando è palesemente errata solo per non voler ammettere di essere in torto.
Condordo con te circa l'orgoglio ma prima di quello ci vogliono, nell'ordine, la testa e le gambe: i Celtics hanno la testa - leggi esperienza, attitudine mentale e fame di vittoria - mancano un po' di gambe e l'orgoglio, che spesso fa la differenza, non credo riesca a compensare quanto basta per vincere il titolo nel modo in cui lo si è fatto 2 anni fa.
Ciò però non vuol necessariamente dire che non si possa vincere perchè si è nettamente inferiori: basta che ci sia la "complicità" degli avversari perchè vuoi la testa, vuoi l'orgoglio difettino e vadano sotto. Da atleta non mi permetterei mai di augurare al mio avversario che gli vengano meno le "gambe" (leggi infortunio)
tocchi un punto veramente nevralgico: ma questa squadra ha ancora orgoglio? francamente quest'anno non ho visto molte vittorie d'orgoglio e in compenso ci sono state molte sconfitte evitabili con un pizzico di pride in più. Si stanno per caso convincendo che anche l'orgoglio si possa tenere da parte e usare solo al bisogno? Io credo che pride, aggressività, durezza mentale o le hai e quindi le usi, o non le hai. Fino ad ora noi abbiamo dimostrato che, almeno quest'anno, queste qualità non le abbiamo; dispiace vedere i Celtics perdere, ma questo fa parte dello sport, dispiace ancora di più vederli perdere con l'apatia e l'arrendevolezza che quest'anno si portano sulla faccia.
Anch'io mi auguro che nei play off il verso cambi, ma le premesse non mi lasciano ottimista.
. . . . . . . . . . .
Come dite, non siamo ad inizio del millennio?!?! Oh ma che peccato...
Scherzi a parte, la risposta a tutti i giustissimi "perchè" di cui sopra secondo me è molto più facile di quello che sembri: appena si alza un po' l'asticella non riusciamo più ad essere competitivi, con l'aggravante che qualche volta per noia ci complichiamo anche le partite sulla carta elementari.
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