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Recap
Brutta partita tra Cavs e Celtics, con i padroni di casa che vincono agevolmente contro dei Celtics che dimostrano ancora una volta di essere molto lontani da una squadra da titolo, mettendo in campo pochissima energia e cattiveria. Cleveland dal canto suo non fa molto di più, e se non fosse per una serata disatrosa dei Cavs dalla lunetta il divario assumerebbe proporzioni ancora più imbarazzanti per i Celtics, incappati peraltro nell'ennesia serata disastrosa in merito a rimbalzi offensivi concessi.

Si parte con i quintetti annunciati, con Antwan Jamison al suo posto in ala grande per i Cavs. LeBron inizia la partita da "cameriere" con il tovagliolo bianco sull'avanbraccio, dispensando tre assist in un amen per i suoi lunghi Hickson e Jamison, con i Cavs che andando sul 9-4 costringono Rivers ad un timeout molto in anticipo sui tempi previsti, per provare a dare qualche indicazione in più su come coprire le linne di passaggio, per provare a togliere i rifornimenti ai due lungi.
Le istruzioni del Doc sembrano avere effetto, i Celtics nonostante un Pierce irriconoscibile, riprendono i Cavs nel punteggio grazie ad un Garnett che senza avvicinarsi troppo dal canestro martella la retina con continuità. Un Jumper di un Perkins abbastanza confuso fino a quel momento porta il risultato sul 16 pari, il Doc inizia le rotazioni e per i Celtics inizia l'abulimia offensiva, per due minuti non segna nessuna delle due squadre, due liberi di Ray Allen danno il +2 per i Celtics, ma entra in scena LeBron e i Cavs piazzano un eloquente 8-0 di parziale che manda al primo mini intervallo le squadre sul 24-18, con i Celtics che non segnano dal campo negli ultimi quattro minuti.

Nel secondo quarto va in scena "l'Anderson Varejao Show", contro una versione dei Celtics più moscia che mai, l'energia del brasiliano diventa letale, rimbalzi offensivi, falli presi, persino un jumper dai 5 metri, non certo il punto di forza del brasiliano. L'attacco dei Celtics fatica a trovare fluidità nella circolazione di palla con tutti i giocatori tranne Rondo che una volta ricevuta la palla si prendo un paio di secondi per pensare, con la difesa dei Cavs che rigrazia sentitamente per il gesto, e ci si salva solo per qualche viaggio in lunetta non previsto come il gentile omaggio di Jamison che a 1 decimo dalla fine del secondo quarto va addosso ad un Pierce lanciato in contropiede che aveva perso di vista il cronometro, regalandogli tre liberi, che porteranno le squadre negli spogliatoio sul 54-48. Un mezzo affare per i Celtics che vedono Pierce e Ray Allen insieme con 3/14 dal campo, graziati dai Cavs autori di un disastroso 9-18 dalla lunetta.
Ad inizio terzo quarto forse c'è lunico momento degno di nota dei Celtics, Rondo e Garnett tengono i Celtics a contatto e due bombe di Ray Allen e Pierce impattano la gara sul 68 pari. Quello che succede da li in poi è vietato ai deboli di stomaco in casa Celtics, Garnett e Rondo spediscono direttamente sul fondo due "cross in profondità", i Cavs producono l'unica accelerata degna di tale nome in questa partita (peraltro con James in panhina per buona parte di essa) e a metà del quarto periodo toccano il +17 con i Celtics assolutamente estranei alla gara sia a livello mentale che a livello fisico. A quel punto i Cavs tolgono il piede dal gas, c'è spazio per qualche tardiva giocata di Pierce e Ray Allen, e per un James che sistema le sue cifre nel finale, dove si completa una serata disastrosa sotto le plance, con 17 offensivi concessi, e un Garnett che si fa stoppare a ripetizione da mezza difesa dei Cavs.
Finisce con 11 punti di distacco, divario che non evidenzia neppure un po la differenza tra le due squadre in campo, con i Celtics letteralmente piantati in terra e incapaci di produrre accelerazioni di ritmo, e molto farraginosi nella circolazione della palla davanti alla difesa schierata, anche se va detto che i Cavs non hanno mai dato la sensazione di giocare al massimo.
Per i Celtics difficile trovare qualche nota lieta, Rondo è l'unico che ci ha provato, un Perkins non al meglio sotto le plance ha fatto il possibile come testimonia il +9 di plus minus, Ray Allen e Paul Pierce hanno sistemato i numeri nel finale, ma entrambi sono stati autori di una prova incolore fino a che la partita era aperta, Garnett è letteralmente sparito dopo il primo quarto e le due stoppate consecutive rimediate nel finale da Jamison e Varejao ci lasciano in eredità un giocatore che atleticamente è ormai l'ombra di se stesso.
La panchina non ha portato nulla alla causa tranne un Big Baby che a livello di energia ci ha provato (ma all'energia ci aggiunge un tasso di confusione incredibile), Rasheed si prende il premio di peggiore in campo a mani basse e il pure onesto Finley visto in attacco non convince tanto come scelta, forse in una gara come questa serviva più un po di agonismo di un Tony Allen che ormai con l'arrivo dell'ex Spurs, si ritrova ad un soffio dal DNP periodico.
La sensazione che lascia questa gara è di impotenza, al di la di tutte le parole spese sulla "noia" sui "problemi di spogliatoio", sul "risparmiarsi in vista dei playoff" (che sembrano sempre di più dei diversivi), la verità è che i Celtics attuali sono la trentesima squadra per energia e atletismo nella lega, come ben dimostra l'imbarazzante situazione a rimbalzo e a livello di stoppate, e difficilmente una squadra che è così logora fisicamente può pensare di cambiare del tutto marcia nei playoff.
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PREVIEW
I Celtics reduci dalla vittoria contro Indiana, rendono visita alla squadra con il miglior record della lega, i Cleveland Cavaliers, in quella che almeno nei pronostici di inizio stagione sembrava dover essere la sfida decisiva per l'est. Per Cleveland assente Shaquille O'Neal (oltre che a Zidrunas Ilgausgas ancora nei 30 giorni di stop dopo la cessione) Sebastian Telfair e in forse Antwan Jamison, tutti a disposizione di coach Rivers i Celtics.
Terza scontro stagionale tra le due protagoniste della memorabile serie di semifinale di confernce del 2008. Come noto in entrambe le precedenti occasioni ha vinto la squadra ospite, i Celtics hanno sbancato Cleveland 95 - 89 nell'opening night del 27 ottobre, e i Cavs hanno reso il favore con una netta vittoria per 108 - 88 lo scorso 25 febbraio.I Cavs che si presentano a questa sfida hanno qualche assenza importante sotto le plance, sono infatti assenti i due centri che giocheranno ai playoff, Shaq infatti è fermo per i'infortunio alla mano procuratosi nello scontro tra ex LSU con Glen Davis nella partita del 25 febbraio, mentre Zidrunas Ilgausgas è nel limbo dei 30 giorni di attesa dopo la trade che lo ha visto andare (virtualmente) a Washington, e il successivo taglio.
A queste due pesanti assenze si potrebbe aggiungere quella del neo acquisto Antwan Jamison che ha un problema al ginocchio ed ha saltato la gara dell'altro ieri contro i Sixers, dove coach Brown è stato costretto ad inventarsi una frontline con Leon Powe e JJ Hickson titolari, Varejao dalla panchina, e LeBron James costretto di fatto a giocare quasi mezz'ora come secondo lungo.

In cabina di regia opera Mo Williams play con punti facili nelle mani, grazie all'indubbia capacità di costruirsi un tiro in un metro, ottimo sui pick n'roll, ma spesso un po in difesa contro le gambe veloci del nostro Rondo, un matchup da cavalcare da subito per Rivers.
Accanto a lui in guardia gioca uno dei giocatori pià silenziosi e sottovalutati della lega, Anthony Parker (cognato del nostro Shelden Williams), difensore tosto, tiro da tre affidabile, il classico giocatore che ti da sempre la sensazione di essere l'uomo giusto al momento giusto, per il nostro Ray Allen non si profila una serata semplicissima.
In ala piccola il miglior giocatore di questo sport al momento, LeBron James viaggia tranquillo verso il suo secondo titolo di MVP, senza neppure dare la sensazione di strafare, un fisico fuori da ogni logica, visto che questo è una sorta di Karl Malone, con l'atletismo di Jordan e la visione di gioco di Magic Johnson. Sarà un test assolutamente affidabile per capire le reali condizioni del capitano, che alterna prove opache a qualche lampo di classe, ma non solo vedremo anche se l'ottimo Daniels visto in difesa in questo periodo potrà metterci una pezza. Duello chiave non solo per stanotte ma anche per testare le residue speranze di titolo per i Celtics, perchè è ovvio che per sperare di arrivare in fondo, dobbiamo appenderci alla cintura lo scalpo di King James.
In ala grande il neo arrivo Antwan Jamison, giocatore che sembra perfetto per allargare l'area dei Cavs con il suo mortifero tiro da tre, il tutto dando ancora più forza a rimbalzo ad una squadra che già era una delle migliori della lega da questo punto di vista. Per ora non ha neppure demeritato più di tanto in difesa (sicuramente non il suo punto di forza), dando dimostrazione che a volte il contesto in cui si gioca, cambia molto il rendimento e riesce a coprire con la forza del gruppo alcune lacune dei singoli. Si profila un bello scontro con Kevin Garnett che notoriamente soffre molto i lunghi veloci che vanno a cercare fortuna lontano dal canestro. Servirà il "Garnett delle feste".
In entro complici le assenze dei due centri veri, ci sarà il sorprendente JJ Hickson, giocatore molto mobile che fa dell'atletismo il suo punto di forza. Con Kendrick Perkins sarà battaglia vera, e sarà forse la marcatura da cui i Celtics devono ottenere un piccolo vantaggio soprattutto come intimidazione e rimbalzi, anche se la velocità e la mobilità di Hickson potrebbero essere un problema. Al di la del quintetto di Brown comunque è lecito aspettarsi una mezz'ora abbondante di Varejao come centro.
Di grande qualità anche la panchina dei Cavs anche se ovviamente gli infortuni ne riducono la profondità, il nostro ex Delonte West insieme a Daniel Gibson copriranno i ruoli di play e guardia, a dire il vero contro Philadelphia Gibson si è beccato un bel DNP-CD e Delonte ha fatto il cambio ad entrambi. Jamario Moon sarà il cambio di James, ma potrebbe anche essere impiegato in qualche quintetto veloce come arma difensiva in finta ala grande in virtù del suo atletismo e della sua verticalità. Anderson Varejao e il grande cuore di Leon Powe i cambi per i lunghi, anche se l'autonomia del nostro ex non è tantissima visto che nelle sei partite in cui è stato impiegato dopo il rientro dal lungo infortunio, non ha mai gocato aoltre i 18 minuti.
I Celtics invece sono reduci dalla facile vittoria contro i Pacers che ha fatto riapparire quache timido sorriso sulle bocche dei tifosi, e da in proficuo allenamento a Waltham (il primo dal 1 marzo a questa parte), in cui finalmente anche Michael Finley ha potuto "assaggiare" il parquet di casa.
Queste le dichiarazioni del Doc a fine allenamento :
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A livello di marcature la sfida di oggi potrebbe proporre alcune varianti inedite, infatti complici le assenze di alcuni lunghi dei Cavs, è probabile che LeBron James venga usato per buona parte della gara come secondo lungo, e quindi a Rivers è stato chiesto se i Celtics abbasseranno il loro quintetto, oppure se continueranno a giocare con il quintetto con due lunghi veri, e Rivers ha detto che come principio vorrebbe rimanere con quintetti con due lunghi, possibile quindi uno scontro diretto tra Garnett e LeBron Jamers, che si potrebbe rivelare un po problematico per il nostro numero 5, vista la scarsa mobilità laterale che mette in mostra di questi tempi.
Si profila una gara con pronostico abbastanza chiuso, i Cavs pur privi dei due centri con cui affronteranno i playoff (Shaq e Ilgauskas) sembrano squadra molto più in palla dei Celtics abulici visti di recente, ma come si suol dire il pallone è tondo e quindi sperare in una vittoria non costa nulla, anche perchè in una gara come questa la scusante della "noia" non dovrebbe essere messa in conto.
Boston Celtics (41-23) at Cleveland Cavaliers (51-15)
Domenica 14 marzo 2010 - 3:30 PM ET
TV: ABC - SportItalia
Radio: ESPNR, WTAM, WEEI
Quicken Loans Arena
Boston Celtics
Quintetto Base
PG Rajon Rondo
SG Ray Allen
SF Paul Pierce
PF Kevin Garnett
C Kendrick Perkins
Riserve
Rasheed Wallace
Marquis Daniels
Glen Davis
Nate Robinson
Shelden Williams
Michael Finley
Brian Scalabrine
Tony Allen
D League
Marcus Landry
Infortunati
Nessuno
Cleveland Cavaliers
Quintetto base
PG Mo Williams
SG Anthony Parker
SF LeBron James
PF Antawn Jamison
C JJ Hickson
Riserve
Daniel Gibson
Daniel Green
Darnell Jackson
Jamario Moon
Jawad Williams
Delonte West
Leon Powe
Infortunati
Antawn Jamison (knee) Day to Day
Shaquille O'Neal (thumb) out
Sebastian Telfair (groin) out



Commenti
Resto dell'idea che è un signor centro, che in difesa non fa divertire nessuno e che con Rondo sarà un cardine della rifondazione, non sarà molto cool, ma se per caso i Celtics lo mettessero sul mercato state tranquilli che il Blackberry di Ainge diventerebbe bollente come un ferro da stiro.
Senza lanciarsi in mirabolanti analisi,mi limiterei a dire che Perk E' la difesa dei Celtics da quando Garnett,prima,e Pierce ,poi,si sono infortunati.Poco da aggiungere.Il calo fisico è evidente,ma non credo proprio che l'origine dei problemi dei celtics sia Perkins (sui commenti di Bagatta e il "FU Coach" non commenterò mai più
Mi spiace vedere che non lo si può toccare, nemmeno per scherzo, e nessuno che dice niente per aver inserito nello scherzo 2 dei tre big. Siamo alle difese per lesa maestà!
E perchè non far notare che ha la miglior percentuale di realizzazione come giustificazione assoluta?
Era riferito al fatto che viene protetto troppo dagli arbitri appunto per questo intoccabili...
Non so chi sia stato il tuo insegnante di biologia/zoologia/veterin aria, ma io non ho mai visto un "orso gravido" in vita mia.
E la butto sul ridere, perchè è evidente che per permettersi di definire così - anche per scherzo - un giocatore NBA, come minimo si dovrebbe essere nella Hall of Fame. E sarebbe comunque cosa di cattivo gusto.
Lo hai scritto, era uno scherzo: mi ritengo una persona di spirito, ma non mi ha fatto ridere. Forse perchè sono io stesso un "orso gravido" ma più sfigato di Perkins, visto che sono arrivato al massimo in serie C.
3 precisazioni:
1 - 4 anni di veterinaria a qualcosa mi sono serviti, i movimenti impacciati vengono definiti "cavallo bolso" pewr gli equini; "orso gravido" per i mammiferi; "anatra ferita" per i volatili.
2 - Io non ho mai giocato in serie così alte come te ma a 6 anni mi dicevano che palleggiarsi tra i piedi e non alzare la palla sopra il livello delle spalle per un "pivot" (sai allora si chiamavano così) sono le prime cose da non fare, non importa se poi fai o non fai canestro o difendi male, i fondamentali prima o poi ti aiutano così come usare i propri mezzi per coprire i difetti.
3 - Le difese a prescindere per tifo non le ho mai sopportate ed è per questo che se qualcuno non apprezza Rondo (che a me piace) non gli dirò mai niente, ha le sue idee e se le giustifica sono io a difenderlo contro i detrattori, perchè la libertà c'è ancora anche se QUALCUNO che ci governa non la pensa così (ma qui chiudo con la politica, è solo uno sfogo per aumentare l'importanza di questo sito).
Fine e alla prossima discussione.
P.S. il bello che si difende Perkins e non una parola sull'ipotesi di dare via i vecchietti.
Però la tua mi pare una critica che si limita ai difetti, che pure esistono, senza apprezzare i pregi di un giocatore che da inguardabile è diventato il centro titolare di una squadra campione NBA e tanti altri pari ruolo, magari meno impacciati, possono solo sognarsi un traguardo simile.
In merito al "dare via i vecchietti", ribadisco che non mi piace giocare con le figurine: cosa significa parlare di questa ipotesi, sono in tre situazioni contrattuali molto diverse l'uno dagli altri, tra poco più di un anno il CBA potrebbe cambiare, non sappiamo se Pierce esercita la sua opzione contrattuale, ma di cosa dobbiamo parlare?
Ma parlando di Perkins, trovo che giudicare un atleta solo per come si muove in campo, per l’elevazione che ha e per la mancanza di velocità sia una leggerezza, perché seguendo questi parametri si arriverebbe alla conclusione che pure “Larry Bird era un orso gravido”. Forse, proprio perché sei
veterinario dovresti avere una maggior sensibilità nei confronti di ogni tipo di animale, compreso l’Homo Sapiens Sapiens.
Detto questo, non esiste nessuna lesa maestà. Esiste solo il rispetto per un professionista serio che è ai vertici della sua professione, e che viene spesso maltrattato dai media. E la mia è una critica a Dan Peterson che quando sparla di Perkins sembra dimenticare il proprio passato: vorrei solo ricordargli che nel 1982 la squadra di Milano da lui allenata vinse il titolo con Dino Meneghin
a mettere insieme 10 punti ed 8 rimbalzi col 50% al tiro, mentre Vittorio Gallinari segnava 1.3 punti, ghermiva 3.3 rimbalzi e tirava col 23.8%. Eppure nessuno si sogna di discutere il ruolo importante che i due ebbero in quella ed in altre vittorie dell’Olimpia. E stiamo parlando del campionato italiano, non dell’NBA!
Parliamo di fatti: nella classifica del “plus-minus” Perkins è quarto tra i Celtics, davanti a Paul Pierce e dietro a Ray, Garnett e Rondo. Ma, se vediamo oltre, nella statistica del “plus-minus”/minuti giocati Perkins balza al secondo posto dietro a Garnett. Ciò significa che in relazione ai minuti
giocati, SOLO Garnett ha un effetto più benefico di Perkins per la squadra.
Forse in una partita il “plus/minus” può essere condizionato dal fattore fortuna: magari eri in campo nel momento in cui Allen ha messo tre “bombe”, e sei uscito prima che ne mettesse tre LeBron. Ma su 65 partite, su 1,818 minuti giocati, secondo il teorema di Bernoulli la statistica è decisamente attendibile, e mi sembra di una chiarezza abbacinante.
P.S. Non vedo nessuna difesa di Perkins “a prescindere”, come dici tu: mentre tu parli solo del portare la palla in basso (critica condivisibile) e di palleggiare in mezzo alle gambe (non condivisibile, perché ad un centro insegnano proprio a proteggere il palleggio col corpo), io, Michele e Leonardo ribattiamo con dati statistici incontrovertibili che dimostrano l’importanza di questo giocatore nel sistema Celtics. Se c’è una cosa “a prescindere”, qui, è la tua critica.
P.P.S. Non ho commentato la tua idea di dare via i vecchietti perché non la considero nemmeno. Primo, il mercato adesso è chiuso, e quindi sarebbe il caso di concentrarsi sulla stagione in corso: di tempo ce ne sarà dopo i playoffs, per analizzare e capire. Secondo, il contratto di Ray Allen è in scadenza, il CBA sta esalando gli ultimi respiri, e per un Pierce (19.8 milioni di stipendio) come questo o per un Garnett (16.4 milioni di salario) come questo cosa ci darebbero, in cambio? Ben che ci vada ci chiederebbero due prime scelte per accollarsi i contratti.
Se però leggevate i post precedenti avreste visto che era una risposta spiritosa a Kg5 sugli intoccabili da me interpretata come possibilità di scambio (impossibile) con Lebron e successivamente chiarita dallo stesso.
La passione ottenebra l'intelletto.
Non buttarti giù, sono convinto che se continui a confrontarti con noi vedrai che alla fine la passione vivrà parallelamente all'intelletto, e quando formerai i tuoi giudizi il tifo non li condizionerà.
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