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Recap
Positiva prestazione dei Celtics che, pur senza strafare espugnano il Wachovia Center di Philadelphia. Per aver ragione dei Sixers è stata sufficiente una carezza all'acceleratore nel secondo tempo. Ottime prestazioni di Garnett e Rondo (protagonista di un terzo quarto dominante), ben coadiuvati da Glen Davis in uscita dalla panchina. Ancora abulico Capitan Pierce.

Nessuna sorpresa all'ingresso delle formazioni con i quintetti annunciati che prendono posizione nelle rispettive metà campo. C'è Brand, recuperato dalla tendinite, con Young conseguentemente seduto sul "pino"; per i biancoverdi inattivo Tony Allen a seguito di un lieve infortunio patito Mercoledi contro i Bobcats.
Pronti, via e Boston si ritrova a subire una gragnuola di colpi: Iguodala, Brand, Williams, ancora Iguodala e dopo nemmeno 3 minuti si è già sotto per 9-3. Poco male, Garnett è evidentemente in modalità "cecchino" e in un amen riporta i suoi in linea di galleggiamento con 6 punti consecutivi. In questo inizio l'intensità per entrambe le squadre non è proprio da finale NBA, con spazi che si aprono abbastanza generosamente di fronte alla formazione che attacca. Accanto a Garnett è Ray Allen a fare le pentole e i coperchi: dei primi 18 messi a segno dagli ospiti ben 16 sono sfornati dalla coppia di cui sopra; dall'altra parte benissimo Brand che non sembra risentire dell'infortunio appena superato e imita KG con 6 punti in successione che portano Phila al massimo vantaggio (25-18). I Sixers provano a prendere il largo ma Sheed con un libero e Davis con pregevole semigancio accorciano fino al 25-21, poi Ray, dopo una stoppata subita dal solito Brand di divincola come un anguilla per andare a segnare in precario equilibrio il 25-23.
Ci sarebbe ancora il tempo di pareggiare ma Wallace perde ingenuamente palla e la sirena suona con i Celtics sotto di 2.
Primo quarto interlocutorio con Boston già titolare di 6 preoccupanti palle perse.
Si apre il secondo periodo e i biancoverdi sembrano subito in palla: due triple del neoentrato Robinson e di Wallace portano il parziale aperto sul 10-0 e ci deve pensare Lou Williams dai 7.25 a fermare l'emorragia: 29-28 e la sensazione che il perimetro dei padroni di casa possa diventare terra di conquista. In questa fase la second unit tiene bene con un concentrato Daniels a fare da contrappunto al frizzante Nate. C'è anche modo e tempo di applaudire Scalabrine che a 9 minuti spaccati dalla sirena si unisce all'improvvisata sagra del tiro da tre (35-32). I Sixers non sembrano gran cosa e con un po' di lucidità in più (maledette palle perse, alla fine del secondo periodo saranno 12) non sarebbe proibitivo piazzare il break anticipato. Ma tant'è, si procede punto a punto con attacchi non fluidissimi da parte di ambedue gli schieramenti: Sheed procede a corrente alternata ma trova il modo di farsi apprezzare per due belle giocate difensive, poi entra Pierce per Scal a 7.40 dalla sirena.
Ora il quintetto in campo è Wallace, Davis, Pierce, Daniels, Robinson e in difesa si tiene bene, ancor meglio che con i titolari. Big Baby, in particolare, è assai attivo e dopo una fase di gioco infarcita di errori mette il canestro del 39-34. Immediatamente Rivers rimette dentro Perkins, Rondo e Garnett, seguiti a breve distanza da Ray Allen, ma l'attacco arranca.
Un tecnico chiamato a Speights consente al numero 20 di segnare il dodicesimo punto personale(42-38).
I Sixers giocano male ma i Celtics non ne approfittano: il Capitano in particolare continua a sparare a vuoto con un tragico 1/5 e 2 soli punti messi a referto quando mancano 3 minuti all' intervallo.
Si continua a soffrire e non si trova una contromisura a Brand che veleggia a 7/9 dal campo ma per fortuna ci pensa il solito Allen a smuovere il tabellino con la penetrazione che vale 46-43. Rondo non ci prende proprio e tra triple sbagliate, schiacciate sbilenche e palle perse chiude un primo tampo offensivamente poverissimo, ma avrà modo di farsi perdonare ampiamente alla ripresa delle ostilità. Pierce, Rondo e Perkins sommano a metà gara 5 punti (1/10 complessivo). il 52% di squadra è in gran parte merito di Ray (6/9), ben coadiuvato da Garnett (4/5).
Dall'altra parte notevoli solo i 14 di Brand anche a causa ei problemi di falli che tengono Iguodala fuori per buona parte del secondo periodo.
I Celtics sinora tirano meglio dal campo (52% contro 49%), da 3 (50% contro 20%), prendono più rimbalzi (22-14) e mettono a segno 8 liberi contro i 2 degli avversari ma sono solo sopra di 3 in virtu delle ben 12 palle perse tra Rondo, Wallace, Garnett e Allen che ne assommano 2 a testa.
Si riparte e Perk sul 46-44 sbaglia un comodo appoggio buttandolo sul ferro. Finalmente ammiriamo una bella azione corale che parte dall'asse Rondo-Perkins il quale pesca KG in area, mirabile esempio di fluida circolazione di palla, merce rara stasera e non solo in casa Rivers. 5 punti incontestati di Williams, una tripla e un piazzato portano i Sixers avanti di due per un parziale aperto di 9-2 ma ancora Garnett in transizione dopo un' imperiosa stoppata di Perkins impatta il risultato (50-50). Rondo, impalpabile sino a 8 minuti dalla sirena del terzo periodo si accende improvvisamente e inizia a disegnare traiettorie che sembrano uscire da un quadro di Picasso: cambi di direzione improbabili, penetrazioni fulminee. Pronti? -8.16: jump shot, canestro. -6.34: penetrazione esplosiva: canestro. -6.04: replay dell'azione precedente: canestro. -5.23: altro jump shot, altro canestro. Aggiungeteci quattro tiri liberi, un paio di assist (uno di 20 metri spettacoloso per Garnett) e fanno 12 punti in 5 minuti e mezzo, con a corollario il massimo vantaggio dall'inizio della partita (+6, 69-63).
Nonostante lo show del numero 9 biancoverde i Sixers tengono botta decorosamente grazie a Williams (che salirà costantemente di colpi sosotituendo Brand come primo terminale offensivo, chiudendo a 22 con 9/15 dal campo), Holiday e Dalembert. L'ultima azione è ancora tutta del play da Louisville: isolamento, saluto a Green e via a concludere con la mano sinistra: 14 sui 28 di squadra nel quarto, davvero non male.
Si và per la volata finale ancora nel segno di Rondo, ben coadiuvato da Davis che macina buona giocate: un bel canestro, un ribazlo offensivo, una pregevole difesa su Brand: Rajon gli fà da contrappunto smazzando un bell'assist per Wallace e rubando palla a Brand con conseguente fallo di Holiday in recupero: nulla di trascendentale ma basta per irretire i Sixers costringendoli a un inizio di quarto tutto in salita con 3 minuti senza un canestro e un distacco che si dilata in doppia cifra (78-67). Sembra tutto facile ma dopo il timeout di frustrazione chiamato da Jordan è Young, lasciato solissimo, a mettere la tripla del -8. Nate porta a spasso la palla e chiude con un jumper dal sapore poetico dai 6 metri, ma subito Brand e Green riportano i padroni di casa a -6. Rientra Pierce per Daniels ma ora è Davis il punto di riferimento offensivo e chiude con una bella schiacciata l' 84-76. Philadelphia capisce che l'unico modo per provare a vincere la partita e spezzare la serie negativa che dura da 4 gare è provare ad essere più aggressivi e i Celtics soffrono un po', anche perchè "The Truth" sembra fuori fase perdendo una brutta palla e rischiando di bissare il guaio. Siamo 90-83 a 2.30 dalla fine quando Rondo sbaglia la schiacciata cadendo pesantemente a terra e consentendo la transizione a Iguodala, fermato poi fallosamente da Allen. 90-85 dopo i liberi e arriva subito un' altra palla persa. La giocata decisiva arriva da Perkins in forma di stoppone provvdenziale e salvifico a Williams (il quarto della serata) impedendo il possibile 90-87 a 1.50 dalla sirena. Arriva il momento dei tiri liberi e i Celtics fanno 6/6 nell'ultimo minuto evitando ogni ulteriore pericolo.
Vittoria dunque portata a casa con sforzo relativo, anche se la sensazione è che con un minimo di intensità in più la si sarebbe potuta risolvere prima, evitando ogni rischio: minutaggi ridotti per i "vecchietti" biancoverdi, e anche questa è una buona notizia. Parlando di singoli è peculiare come vari giocatori si siano "passati il testimone" prendendo per mano la squadra in tempi diversi: nelle prime fasi Ray Allen è stato pressochè perfetto con 14 punti messi a segno prima dell'intervallo lungo, poi Rondo è letteralmente esploso nel terzo periodo con il buon apporto di Glen Davis, concreto e concentrato. Garnett (e questa è una buona notizia) sembra aver scalato un'altro piccolo gradino verso la miglior condizione (22 punti, 8 rimbalzi e anche un paio di "show" a 9 metri dal canestro "quasi" come ai tempi belli). Bene in generale la panchina, anche se Wallace a tratti è parso assai svogliato. Unica nota dolente la prestazione medicore del capitano, due passi indietro rispetto alla bella prova di Mercoledi: 1/9 al tiro, 7 punti, 5 rimbalzi e, daccordo, un paio di giocate difensive di pregio, troppo poco comunque per l' MVP delle Finals 2008.
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PREVIEW
Altra partita alla ricerca dell'identità perduta per i Celtics che, nella notte italiana di Venerdi andranno a far visita ai derelitti Sixers. In altri momenti avremmo definito come "ordinaria amministrazione" questa gara, una W sicura da mettere in cascina in attesa dei playoffs. Già, in altri momenti: dopo aver visto la serie impressionante di "partitacce" collezionate dalla truppa di Rivers ogni scongiuro è lecito, anche dopo una gara finalmente convincente come quella di Mercoledi contro i Bobcats.
Phila, squadra ormai senza più obbiettivi ragionevoli per l'anno in corso si presenterà ancora senza Iverson. Come forse i lettori sapranno il giocatore è assente dai parquet dal 20 Febbraio; anzi, il 2 Marzo è arrivata la notizia per bocca di Ed Stefanski (Presidente e GM dei Sixers) che la sua stagione può considerarsi terminata. Ovviamente, trattandosi di un trentaquattrenne la possibilità che il ritiro possa diventare definitivo sono tutt'altro che peregrine.
Purtroppo il motivo del forfait non è dovuto ad infortuni di sorta, eventualità tutto sommato preventivata nella vita di uno sportivo, bensì di una non meglio precisata "grave malattia" della figlia Messiah, di 4 anni. Comprensibilmente Allen ha deciso di stare vicino alla piccola non potendo conciliare i doveri del padre con quelli del professionista. Auguri di cuore.
L’ "affaire" Iverson, intrapreso come operazione tecnico-commerciale utile anche per riportare al Wachovia center il latitante popolo di Philadelphia non è che un episodio di una stagione fin qui fallimentare che affonda le radici, se vogliamo, nella mancata conferma di Andre Miller, il metronomo della formazione che l'anno scorso fu in grado di qualificarsi agevolmente per la postseason, passando per il rendimento altalenante di Brand. L' ex Clippers, risolti i problemi fisici che lo avevano tenuto fermo ai box per quasi tutta la stagione precedente avrebbe in teoria dovuto essere il migliore "acquisto" della squadra; purtroppo, e i ripetuti tentativi di sbolognarlo al miglior offerente ne sono buona testimonianza, i risultati non sono stati quelli attesi. Aggiungiamoci la mancata esplosione di un pur sicuro talento come Thaddeus Young e la presenza di un Iguodala sempre positivo ma senza il piglio del leader, mescoliamo bene e ciò che otterremo è un non trascendentale record di 22 vinte e 38 perse che situa la truppa di coach Jordan al decimo posto nella Eastern Conference, a distanza di sicurezza dall'ultimo spot utile in chiave playoffs. In più, nelle ultime 9 uscite sono arrivate 7 sconfitte, a onor del vero in parte figlie di un calendario complicato che ha riservato loro una gimkana terribile tra Suns, Lakers, Magic e Hawks in stretta successione che non si prestava certo a previsioni ottimistiche.
Non che l'immediato futuro appaia più roseo: per la stagione 2010/2011 il cap è eufemisticamente problematico, con gli ingombrantissimi 16 milioni di Brand e i 12 abbondanti di Iguodala e Dalembert (per tacere dei 6.5 di Kapono) ad appesantire un libro paga che avrebbe bisogno di una buona dieta.
Per la gara di domani non si attendono particolari sorprese e lo starting five dei padroni di casa dovrebbe ricalcare quello sceso in campo sinora nell' era post Iverson, ovvero Dalembert, Brand (o Young), Iguodala, Williams e Holiday. Unica incognita, appunto, le condizioni di Elton Brand, il quale soffre di una fastidiosa tendinite che lo ha tenuto fuori nelle ultime due partite contro Magic e Hawks. Non dovesse farcela, in posizione di PF verrà schierato Thaddeus Young, ultimamente utilizzato come sesto uomo sempre con minutaggi estremamente ampi.
Samuel Dalembert sta attraversando un ottimo momento di forma e potrebbe essere un brutto cliente per il Perkins altalenante dell'ultimo periodo, per di più al rientro dopo l'influenza che lo ha costretto al forfait nella gara che ha visto i Celtics opposti ai Bobcats. Non è mai stato un attaccante particolarmente temibile ma nelle ultime tre uscite ha piazzato una media di 15 punti abbondanti, ivi compreso il career high uguagliato al cospetto dei Lakers il 26 febbraio scorso (24). Difensivamente può offrire un'innata abilità nella stoppata (quarto nell' NBA con 2.08 "blocks" ad allacciata di scarpe) e doti di rimbalzista, fatto questo non particolarmente beneaugurante per il Trifoglio che quest'anno ha spesso mostrato di soffrire parecchio in questo fondamentale. Ha una certa tendenza a compiere qualche fallo di troppo e soffre centri molto fisici: se Kendrick fosse in giornata potrebbe validamente far sentire il proprio "peso" sotto le plance.
Di fronte a Garnett dovrebbe giostrare Elton Brand, infortunio permettendo: ai tempi dei Clippers era un terrificante giocatore di post, potente e dal tocco morbido, ottimo stoppatore. Purtroppo un paio di gravissimi infortuni ne hanno forse irrimediabilmente compromesso mobilità e esplosività: quel che ne resta è un elemento capace di qualche isolato exploit in mezzo a una stagione che vede le sue cifre quasi dimezzate rispetto ai bei tempi. Esaustive a questo proposito le statistiche dell'ultima settimana pre infortunio: 8 punti di media con il 30% dal campo e 5 rimbalzi in quasi 30 minuti di utilizzo a partita, non proprio un crack. L'alternativa si chiama Thaddeus Young, non un gigante, non grande esperienza ma classe da vendere. Nella metà campo avversaria riesce a dare il meglio di se: efficacissimo nell'uno contro uno grazie a un primo passo da guardia, mobile ed eccellente in transizione, ha anche un tiro affidabile dalla media che non disdegna di ampliare fino alla linea dei tre punti, con risultati affatto disprezzabili (34% su 121 tentativi in stagione). In difesa spesso fatica a mantenere alta la concentrazione e il fatto di essere un 2.03 che si trova sovente a marcare le PF avversarie lo penalizza, problemi questi solo parzialmente compensati dal talento.
Andre Iguodala è il classico giocatore che potrebbe rappresentare un ideale complemento in presenza di un "trascinatore", il LeBron James della situazione diciamo: fisico di acciaio (una specie di Jo Jo White, ha "saltato" la miseria di 6 partite di regular season in 6 anni), atletico, mortale in campo aperto, ha anche ottime doti di difensore: purtroppo il ball handling non eccezionale, la mancanza di un tiro alla Ray Allen e una personalità non proprio dominante non gli consentono di essere l'uomo cui affidarsi in caso di necessità, ruolo nel quale, per mancanza di altri pretendenti, si trova tuttavia spesso costretto a recitare. Sembra ricco di promesse il previsto duello con Pierce, specie se il Capitano fosse quello dell'ultima uscita al Garden e non la pallida ed acciaccata copia delle settimane precedenti.
Le due guardie saranno Lou Williams e Jrue Holiday: il primo, al quarto anno di professionismo, si è ormai guadagnato una buona reputazione nel mondo delle poin-guard. Velocissimo (sarà divertente ammirare le schermaglie con Rondo al quale si troverà spesso accoppiato), forma con Iguodala e Young un triangolo assai temibile in transizione; tira senza paura, a volte senza pensarci troppo. Non è un difensore arcigno nè un creatore di gioco e quando la partita si svolge a ritmi controllati perde molta della sua pericolosità. Vicino a Andre Miller sarebbe un complemento ideale, a meno del trascurabile fatto che Andre Miller non c'è più.
Holiday, classe 1990, diciassettesima scelta all'ultimo draft è un bel prospetto di buone speranze: non è un talento clamoroso ma è molto intelligente, sa difendere sul perimetro (merce rara a Philadelphia quest'anno) ed ha dimostrato buone capacità balistiche (38% da tre su 91 tentativi). Recentemente ad Orlando ha anche fatto segnare il career high alla voce punti (23 con 5/6 dall'arco).
In panchina i Sixers possono contare su Willie Green, efficace backup per le due guardie titolari, su Jason Kapono che sta attraversando un periodo nero con un terribile 0/8 dalla distanza nell' ultima settimana ("flop" che gli è costato un DNP ieri contro gli Hawks) e sul solido e grintoso Marreese Speights. Poca cosa, in teoria, almeno se Daniels e Robinson dovessero mantenere gli elevati standard delle ultime uscite.
In casa Rivers tutti abili e arruolati, fatto già di per se notevole in un annata costellata da piccoli e grandi infortuni. La speranza dei tifosi è che finalmente si dia seguito ad una buona prestazione con una partita convincente. Se dovessi indicare una chiave tattica della partita scommetterei il classico dollaro sull' efficacia dal perimetro dei nostri cecchini: Philadelphia è con ampio margine la peggior squadra dell' NBA per percentuale di triple subite e Allen, Pierce, Wallace, per tacere del frizzante Robinson ammirato di recente hanno tutte le carte in regola per far saltare il banco. Poco comunque per dormire sonni tranquilli: non dimentichiamoci che l'ultima volta che i Sixers sono scesi a Boston hanno interrotto una serie di 11 successi consecutivi dei Celtics portando a casa la vittoria per 98-97. Era il 18 Dicembre del 2009 e un secondo tempo da 44-56 fu il primo campanello d'allarme prima della grandinata di terzi e quarti peridodi vietati ai minori. Sono concessi gli scongiuri.



Commenti
Se a dicembre qs sixers chiusero un filotto di 11 vittorie questa volta dovranno confermare la tendenza di un marzo "in miglioramento" dopo l'uragano New Jersey e aprire una nuova serie di vittorie in vista del finale di stagione.
Forza Celtics!
con dei Celtics concentrati non c'è partita, appunto.
Passati gli anni ha perso di fascino ma per l'onore vale ancora qualcosa.
Se la diamo per vinta non facciamo peccato ma dipende "ancora" una volta da noi e non dagli avversari!
Che bello sarebbe sapere che i Celtics sono tornati loro stessi e che dopo la buona prova con Charlotte fanno a fettine i Sixers... già, che bello...
Secondo me possiamo fare tutte le disanime tecnico-tattiche del caso ma dipende solo da noi.
Tecnicamente loro li conosciamo bene e sono in serie aperta di sconfitta da 4 e 3/7 nelle ultime 10, ma possono giocare senza nulla da perdere e il loro 12/20 in trasferta è all'altezza di squadre migliori (Raptors, Bucks per esempio) per sottovalutarli.
Tante riprove da avere stanotte: dalla salute ritrovata di Pierce all'intensità difensiva, dall'inserimento di Nate al rendimento dei lunghi a rimbalzo, direi che senza pensare troppo alla classifica (ormai abbiamo solo da guadagnare rispetto al quarto posto attuale) o al calendario, dobbiamo prendere ogni gara come un piccolo test su noi stessi e i progressi rispetto alla partita precedente.
Let's go Celtics!
per l'ultimo posto ancora disponibile a roster
io farei una telefonatina a Larry, o forse sarebbe meglio Bill????
Hai proprio ragione, tutta gente vecchia e dire che potevano prendere Durant che veniva a giocare gratis a Boston; mi sa che Ainge e' andato fuori di testa.
Partita bruttina, 12 perse fino ad ora sono veramente troppe...vediamo come va la ripresa..
ottime prestazioni di KG(diciamolo piano, ma io lo vedo bene, pimpante fisicamente e una presenza offensiva notevole) ray e un rondo che da spettacolo con le sue giocate.
Ottimo anche big baby, meno bene rispetto alle ultime prestazioni nate e disastroso al tiro il nostro capitano.ottima difesa e un'altra vittoria che porta fiducia.vittoria 96-86 per i nostri.
P.S Fakers piallati dai bobcats, cosa chiedere di più?un lucano grazie.
Molto bene KG in attacco però maluccio Pierce che fa un passo all'indietro rispetto a due giorni fa.
W in saccoccia. Avanti così.
Intanto i Fakers vanno per la seconda L di fila, con all'orizzonte le sifde in trasferta con Dallas e Phoenix...Chissà che Artest si stufi di guardare l'altro che tira ora che i conti cominciano a non tornare...
PS - per Ray e Rondo... il primo nel 1q domina totalmente. il secondo nel 3q ha fatto due tre giocate
OT. il calendario ora (giustamente) si rivolta contro i Lakers
Fri 05 @ Charlotte 4:00pm KCAL 710/1330 AM ESPN
Sun 07 @ Orlando 11:30am 710/1330 AM ESPN
Tue 09 vs Toronto 7:30pm FS West 710/1330 AM ESPN
Fri 12 @ Phoenix 6:00pm KCAL 710/1330 AM ESPN
Mon 15 @ Golden State 7:30pm KCAL 710/1330 AM ESPN
Tue 16 @ Sacramento 7:00pm KCAL 710/1330 AM ESPN
Fri 19 vs Minnesota 7:30pm FS West 710/1330 AM ESPN
Sun 21 vs Washington 6:30pm FS West 710/1330 AM ESPN
Wed 24 @ San Antonio 6:30pm KCAL 710/1330 AM ESPN
Fri 26 @ Oklahoma City 5:00pm KCAL 710/1330 AM ESPN
Sat 27 @ Houston 5:30pm KCAL 710/1330 AM ESPN
Mon 29 @ New Orleans 5:00pm KCAL 710/1330 AM ESPN
Wed 31 @ Atlanta 4:00pm KCAL 710/1330 AM ESPN
April Opponent Time Local TV Nat TV Radio
Fri 02 vs Utah 7:30pm FS West 710/1330 AM ESPN
Sun 04 vs San Antonio 12:30pm 710/1330 AM ESPN
Thu 08 @ Denver 7:30pm KCAL 710/1330 AM ESPN
Fri 09 @ Minnesota 5:00pm KCAL 710/1330 AM ESPN
Sun 11 vs Portland 12:30pm 710/1330 AM ESPN
Tue 13 vs Sacramento 7:30pm FS West 710/1330 AM ESPN
Wed 14 @ LA Clippers
calendario davvero arduo
Quanto a noi, terzinfila di segno positivo e una W in trasferta con la velocità da crociera, i minuti di PGA sotto i 35 e un contributo vicino allo zero del capitano (e l'assenza di Tony, ma quando saremo al completo con continuità?) non possono farci diventare troppo critici.
Comunque leggo dal sempre puntuale recap di Angelo che l'abbiamo vinta a rimbalzo (addirittura +11) e con l'aggressività che ci ha fatto guadagnare 27 liberi, quindi bene così perchè abbiamo visto sulla nostra pelle che non possiamo scherzare con nessuno.
Nota negativa..il Capitano, che sconfessa tutto ciò che di buono ci aveva mostrato contro i Bobcats.E gioca una partita davvero incolore.Non so se dipenda dal fatto che non sia ancora al 100%..lo spero.E poi, piccola nota critica...in una partita in cui il minutaggio dei Big è stato contenuto entro limiti accettabili, mi sembrano un tantinello troppi gli oltre 40 minuti di Rajon...
Cal
Oggi vado un off topic,perché volevo dirvi che tra circa 4 ore mi sposo
Quindi volevo dirvi di fare il tifo anche per me!!!
Ci si risente al mio ritorno e sempre forza Celtics
Augrissimi per il matrimonio Dimitri
Riguardo alla partita, prova tutto sommato convincente, direi al di la del solito Rondo ormai a livelli di elite nel ruolo (sarà un'impressione mia ma a me sembra che adesso i suoi tiri dalla media e dalla lunga entrino con più frequenza), la nota più lieta è un KG che al di la del fatturato offensivo dimostra ogni giorno di essere più pimpante, e questa è la base per ogni speranza in post season.
Si è rivisto finalmente un Perkins a buoni livelli intimidatorio.
Buone indicazioni anche dalla panchina, Big Baby anche lui dimostra di essere in crescendo di forma, Rasheed sembrava essere interessato alla partita.
Peccato per la prestazione di Pierce, ma è in evitende ritardo di condizione, solo che a me mi piacerebbe capire quali sono i suoi problemi fisici.
Il dato di squadra più confortante è sicuramente il 41 - 30 a rimbalzo, ha girato bene anche l'attacco visto che dei 35 canestri 24 sono su assist, ci sono sette stoppate (raba che un mese fa facevamo in tre partite), di cui due anche di Sheed, non sarà una serata da consegnare agli annali, ma è comunque una terza W in fila che ci fa fare un altro passo avanti a livello di ricostruzione mentale e che fa sempre classifica, nel tentativo di sopravanzare Atlanta (obbiettivio primario da qui a metà aprile) e di provare a riprendee anche Orlando.
Ne hai bisogno Dimitri...del tifo , chiaramente!!!
Goditi queste ultime ore da uomo libero
Scherzo , ovviamente.Tanti auguroni a te e alla tua signora...e buon viaggio di nozze
CAL
Augurissimi!!!!E buon viaggio di nozze!
Per quanto riguarda i celtics..bene cosi, avanti adagio. Tutto puo succedere. Un passo alla volta.
Sei ancora in tempo: ti prenoto un viaggio alle Galapagos con biglietto si sola andata, partenza dall' aeroporto di Forlimpopoli tra 20 minuti. Quando sarai là chiedi di un certo Vito (mio zio), lui pensarà a farti avere documenti falsi (che so, Fernando Gomez) e procurerà un cadavere da bruciare e a cui dovrete mettere qualche catenina che possa far risalire il corpo alla tua persona. Potrai rifarti senz'altro una vita, magari spartana ma senza rotture di maroni.
Pensero io qui ad espletare tutte le formalità e a far avere tempestive notizie alla famiglia (userò molto tatto, non temere), il tutto ad una modica cifra che concorderemo con lo zio Vito. Non lo faccio per i soldi, ma per evitare ad altri il mio stesso errore.
Buona fortuna alle galapagos!!!
Altra doppia/doppia...ma dov'è la notizia...?
La cosa più positiva che si stà vedendo nelle ultime uscite e che quando le altre squadre hanno la loro "run" rispondiamo sempre e nel 4/4 siamo presenti...
Un passettino alla volta e aggiorniamo la casella W.
SEMPRE E COMUNQUE FORZA CELTICS!!!
OT..per Stefano Papa...noi due abbiamo un appuntamento in tarda serata, per commentare un certo avvenimento...lui sa di che parlo
Cal
Procediamo a passettini in avanti e ciò è bene. Mi piace il Rondo di queste settimane, io che con lui sono sempre (e, forse, sarò) critico per il suo modo di giocare in determinate situazioni.
Vediamo ora come s'inserirà un giocatore d'esperienza come Finley nei nostri, delicati, meccanismi.
Da
Da
Ma devi promettere che chi vince ha poi un obbligo morale....
...che arrivare secondi non significa niente...! ;)
Se credi di poterlo mantenere, allora fa come Cesare: Veni Vidi Vici ;)
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Intanto aspetto i veri Celtics da fine marzo in poi...
Go Celtics Go
Speriamo che quella sconfitta sia stato veramente il punto più basso e che il roster stesso lo abbia percepito in pieno, la trasferta di martedì in casa dei caldissimi Bucks sarà una prima verifica importante.
......KG Capitano, mio Capitano.....il mio Coach....dammi Los Angeles a Giugno e alza il nostro trofeo di fronte a loro! ....Capitano mio capitano!
Benissimo, ma serviva proprio perdere coi Nets per arrivare a questo? Non si poteva evitare qualche sconfitta facendo la riunione a dicembre?
Poi, lo dico toccando legno, anche i Celtics del 1985-86 ebbero bisogno di un bagno di umiltà, il famoso incontro natalizio perso al Madison Square Garden bruciando un ampio vantaggio e perdendo in overtime. Poi però loro completarono la stagione con 82 vittorie su 100 partite, e mi sembra che per noi ormai questo risultato non sia più raggiungibile...
Non mi ricordo quale era stata la sconfitta in causa però la mia ultima speranza era proprio questa qua e lo scrissi chiaramente che l'unico che poteva raddrizzare le cose sarebbe stato KG alzando la voce in spogliatoio perchè è lui il vero simbolo di questo gruppo e soltanto lui può farci tornare al livello che ci compete.
Vittoria che allunga la striscia e che ci tiene attaccati agli Hawks e al loro terzo posto che secondo me vale oro perchè ci eviterebbe di affrontare i Cavaliers al secondo turno.
Secondo me sono meglio i Magic che LBJ per l'eventuale secondo round e poi si vedrà strada facendo.
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