-
Oklahoma City in finale di conference contro San Antonio
pagliardo
poco prima però aveva spintonato durant, indi magari hanno fatto un ... -
Oklahoma City in finale di conference contro San Antonio
Michele Pulcini
In effetti avrebbero meritato di proseguire la corsa .... :-* una finale ... -
G5 2° Round : Boston Vs Philadelphia 101-85
movi
Beh, non mi sembra siano possibili scambi a playoffs in corso o a ... -
G5 2° Round : Boston Vs Philadelphia 101-85
pagliardo
ray allen non si discute (e non si tocca) ed è giusto aspettarlo per ... -
G5 2° Round : Boston Vs Philadelphia 101-85
movi
allora siamo daccordo... basta poco che ce vo'... :-) Credo che non ... -
G5 2° Round : Boston Vs Philadelphia 101-85
Dan Layus
Beh, Fabio, qui mi trovi in disaccordo , ed è una delle poche ... -
G5 2° Round : Boston Vs Philadelphia 101-85
goceltics68
Rose, Noah, Bosh, mezzo Wade... Questa si che è programmazione! Adesso ... -
G5 2° Round : Boston Vs Philadelphia 101-85
Legend
In effetti il concetto manicheo ricostruzione/corsa ai playoffs è ...
Recap
Vittoria schiacciante dei Boston Celtics che trascinati da un Paul Pierce in versione The Truth (bentornato!) massacrano i malcapitati Bobcats sotto una pioggia torrenziale di triple. Oltre al Capitano, da segnalare un’altra prestazione contundente da parte di Nate “Small but Great” Robinson ed un Tony Allen a tratti devastante.
La Difesa che fu ritorna prepotentemente di moda nella terza frazione di gioco in cui di fatto si chiude la partita. Il prolungato garbage time serve solo a “sporcare” le statistiche ed a mostrarci un Shelden Williams in crescita.

La prima frazione si apre con una spettacolare stoppata di Garnett (per lui 4 in totale alla fine) su Gerald Wallace. Le prime battute del match sono abbastanza equilibrate con le due squadre a scambiarsi canestri veloci; quando Perkins conclude con successo una transizione perfettamente orchestrata da Rondo e KG il tabellino dice 11-6 per i padroni di casa anche se il secondo fallo personale di Ray Allen costringe Doc a mandare in campo Daniels in anticipo rispetto alla “scaletta”.
La partita si mantiene sempre sui 3-4 punti di distanza fino a quando Pierce sgancia la bomba del 22-17 i cui effetti sono subito annullati da una penetrazione di Felton ed una schiacciata rabbiosa del nuovo entrato Tyrus Thomas.
L’ingresso in campo di Tony Allen, subito positivo in difesa e, soprattutto di Nate Robinson permettono ai Celtics di costruire il primo parziale importante della serata con un 9-0 firmato essenzialmente KryptoNate, le cui triple consecutive con “buzzer beater” finale fanno alzare in piedi i “canonici” 18624 del Garden. La prima frazione si chiude sul 31-21 e sembra che per una sera ci sia da essere ottimisti.
Nel secondo quarto Robinson ricomincia da dove aveva lasciato, infilando una tripla di quelle spacca-ossa; Tony Allen su perfetto assist di Glen Davis e Rasheed Wallace con una “quasi tripla” allungano per il 38-21 dei locali. Sinceramente cominciamo a pensare che sarà un’altra passeggiata contro una squadra con la quale sembriamo accoppiarci a meraviglia quest’anno, ma ancora una volta l’illusione sarà molto breve.
Si perchè i Celtics smettono di giocare, cominciano ad accumulare palle perse a go-go e soprattutto spalancano le porte in difesa per i più facili appoggi e lay-ups degli ospiti che, sorpresi (forse manco troppo) da cotanta generosità bostoniana ovviamente ne approfittano mandando i vari Ratliff, Graham, Wallace ed Augustin ripetutamente a referto. Il parziale di 14-2 si produce in un amen ed ecco la consueta scena di un incredulo Doc Rivers a dover chiamare un time out non previsto sul punteggio di 40-35.
Ma la sosta non sortisce alcun effetto visto che Perkins si palleggia ancora sui piedi ed ancora Graham e poi Diaw sono liberi di “banchettare” nel pitturato biancoverde dopo ripetuti rimbalzi offensivi concessi dai Celtics con una generosità degna delle più solidali organizzazioni di beneficienza. Commettessimo almeno qualche fallo, dico io...ma neppure quello!
L’incazzatura del vostro cronista sta per raggiungere i livelli ultimamente consueti quando Pierce decide di bloccare l’emorragia con una tripla di pregevole fattura; il pubblico del Garden come sempre capisce il momento ed “implora” DEFENSE, Garnett in svitamento firma il 47 a 43 e poi ancora il Capitano attacca il ferro con successo come da tempo immemore non gli vedevamo fare. Il 7-0 di parziale ci dà ossigeno e soprattutto produce una scarica di adrenalina e di auto-fiducia in Paul Pierce che si esalta in un paio di giocate difensive spettacolari che danno poi avvio alla tripla con la quale Ray Allen ci riporta sul + 9.
Un altro “stoppone” di KG ed un fallo di sfondamento inesistente fischiato contro Pierce fanno passare Tommy Heinsohn dall’esaltazione alle grida di collera contro Dick Bavetta e soci, ma Tony Allen mantiene calma e vantaggio per noi, prima di lasciare spazio al più classico dei marchi brevettati da Paul Pierce versione The Truth: giocata in isolamento per lui con conclusione finale in elevazione e...”nothing but net” di quelli che aspettavamo da troooppo tempo! È lecito sorridere ora. Tutti negli spogliatoi sul punteggio di 54-45.
Questa seconda frazione ha confermato tutti i recenti alti e bassi della squadra; fondamentalmente si gioca quando si vuole, ma i momenti “off” sono talmente “off” da far crollare tutte le presunte certezze costruite nei momenti di voglia. 62% dal campo e 86% (!!!) da oltre l’arco sono dati ragguardevoli, ma se poi li confrontiamo con i soli 14 rimbalzi a favore, contro i 20 degli ospiti, ci viene da pensare che siamo alle solite. E forse pure peggio, visto che alla voce “offensive rebounds” il tabellino provvisorio è impietoso: 7-0 Charlotte.
La terza frazione per fortuna ci farà fin da subito calmare i bollenti spiriti: Garnett appoggia al vetro, Perk stoppa Wallace che poi a sua volta stoppa Rondo che poi a sua volta infila in transizione...il tutto avviene a velocità elevate, ed anche se Theone Ratliff si scopre “top scorer” dei suoi con il decimo punto a referto, saranno la difesa arcigna di Ray Allen ed i canestri di KG e Quisy a farci mantenere a distanza di sicurezza i Bobcats, + 13.
Un positivo Boris Diaw si costruisce ancora due punticini “in the paint” per il 63-52 Boston ma da qui in poi si abbatte sui Bobcats l’uragano Pierce: 2 triple sontuose intervallate da un paio di canestri di Daniels e Perkins ci portano sul + 22. Charlotte riesce ad andare a referto quasi solo dalla lunetta con un robustissimo Tyrus Thomas ma quando il Capitano con il 34 sulle spalle si costruisce il tiro “off the dribble” capiamo che stasera è quella del repertorio completo di The Truth che tra l’altro ci regala pure il più classico dei “canestracci” in pieno traffico d’ora punta! 82-61 a 12 minuti dalla sirena finale.
Come iniziare un quarto se non con un “from downtown” da parte di Nate Robinson? Al Garden ora è goduria totale e sul vantaggio di 25 punti si possono quasi subito vuotare le panchine e mandare Scal, Shelden e compagnia in cerca di scampoli di gloria; a coadiuvare il tutto non direste mai che ci sarebbe un Tony Allen veramente onnipresente, ma è così; per lui l’intensità è quasi una ragione di vita o di sopravvivenza in questa lega ma tant’è, c’è solo da alzarsi ed applaudire tale dimostrazione di volontà e sana cattiveria agonistica: difesa asfissiante, palle rubate, contropiedi al fulmicotone e schiacciate del numero 42 ci mantengono svegli su una partita già finita da un bel pezzo e, per una volta, abbiamo proprio voglia di goderci un sano e prolungatissimo “garbage time”.
Il 104-80 finale ci fa dimenticare per una notte che sicuramente avremo ancora qualche problema “mentale” da risolvere. Ma pensare di farlo almeno con un Paul Pierce, speriamo, su questi livelli da oggi in poi ci fa andare a letto un pò, dico un pò, più tranquilli. O no?
Dim lights Embed Embed this video on your site
Dim lights Embed Embed this video on your site
PREVIEW
I Boston Celtics, reduci dalla vittoriosa trasferta a Detroit, sono chiamati a mostrare qualche più deciso sintomo di miglioramento nell’impegno casalingo contro i coriacei Bobcats di coach Larry Brown. Questa partita, piaccia a no, secondo me arriva a puntino: Charlotte sbarca a Boston con un ruolino di marcia non certo esaltante nelle ultime dieci apparizioni (solo quattro vittorie) ma è certamente compagine abbastanza ostica da rappresentare un test veritiero per gli “annoiati” Celtics di questo periodo.
La vittoria al Palace di Auburn Hill non deve trarre in inganno: di miglioramenti in casa biancoverde se ne sono visti ben pochi, quantomeno a livello di approccio e di gestione della gara (per non parlare di statistiche pure quali i rimbalzi offensivi e quelli totali). Il risultato finale, infatti, sembra essere più frutto di un ottimo contributo da parte della nostra panchina nei momenti iniziali della quarta frazione, piuttosto che di una ritrovata “filosofia di gioco” o di una veemente reazione d’orgoglio dopo l’imbarazzante sgambetto subito dai Nets solo pochi giorni prima.
Se è vero che nella Motown non si sono visti quei lunghi periodi di “black out” mentale che sembrano caratterizzare l’interminabile stagione post-natalizia dei nostri, si è pur sempre assistito ad un terzo quarto di gioco ed altri scampoli di periodi all’insegna dello “scazzo” generalizzato (uso termini apparentemente molto in voga dalle parti di Causeway Street, ultimamente...) nei quali la mancanza di un minimo d’intensità, unita a discutibili scelte offensive, ha fatto spesso “dondolare” la testa di noi tifosi in segno di totale disapprovazione e quasi arrendevolezza (alzi la mano chi non ha esclamato, anche solo per pochi secondi, il più classico dei “ecco, ci risiamo...”).
Pretendere che la squadra allenata da un sempre più preoccupato Doc Rivers (questa la mia impressione dopo aver visto la faccia “esibita” dal nostro coach per quasi tutta la partita di Detroit) si possa repentinamente trasformare o, meglio detto, ri-trasformare in quella perfetta ed oliatissima macchina da guerra ammirata ad inizio stagione, sarebbe piuttosto puerile e forse addirittura irreale.
La taumaturgia è scienza non facilmente applicabile ai parquet di un gioco nel quale i risultati sono piuttosto prodotti da sforzi fisici fatti di sudore e molta molta grinta uniti ad un’attitudine e predisposizione mentale al sacrificio ed alla “battaglia”.
Visto che di Ubuntu forse non vogliamo e non possiamo più parlare, desidererei almeno poter ammirare fiammate di classe (non dimentichiamo che questa squadra è pur sempre formata su standard qualitativi con pochi eguali nella lega) e soprattutto dimostrazione ed applicazione dei più elementari concetti di Esperienza, si, quella con la E maiuscola.
Perchè ciò che più colpisce dei Celtics di questo periodo è l’apparente incapacità a portare a casa vittorie “brutte” ma pur sempre vittorie, di quelle che agli americani piace definire con la frase “sneak away a win by experience”; insomma, se tanto ci si vuole paragonare a certi Pistons o Spurs di pochi anni fa, che si dimostri almeno che quando la si VUOLE vincere, la si VINCE, non sempre, per carità, però un pò più sovente di quanto accade a Boston, quello si .
Certo, mi direte voi che la scorsa notte a Detroit si è vinto proprio così, affermazione alla quale opporrei l’importanza decisiva di un elemento di “rottura” come Nate Robinson piuttosto che una palese dimostrazione di “veterana saggezza” da parte dei nostri. Invece, troppo spesso nel recente passato i nostri veterani hanno accumulato figuracce in totale antitesi con quei concetti di esperienza e malizia che dovrebbero essere caratteristiche ben presenti in una squadra formata in buona parte da ultra-trentenni con moltissimi minuti di NBA alle spalle.
Lascio perdere, per non diventare esageratamente noioso, anche se spero possiate convenire con il sottoscritto e la redazione tutta che la preparazione di una preview-recap in queste settimane sta diventando esercizio più laborioso e sofferto del previsto, causa totale mancanza di riferimenti “tradizionali” da parte di questa squadra.
Ecco quindi i Bobcats.
Sufficientemente atletici, quadrati e “rognosi” da rappresentare un ottimo banco di prova per i Nostri, la franchigia di cui Sua Maestà Air Jordan è il nuovo proprietario unico, arriva a Boston sicuramente col coltello tra i denti. C’è di mezzo una classifica che al momento vedrebbe la truppa di coach Brown fuori dai playoffs per mezza partita nei confronti di Miami, e c’è da credere che tutti gli sforzi saranno mirati ad avviare una mini-rincorsa che nelle prossime 24 partite possa assicurare a Gerald Wallace e compagnia una piazza per la post-season. Il mio parere personale è che alla fine le “Linci” di Charlotte ce la faranno e probabilmente riusciranno pure ad evitare i Cavs al primo turno, quindi occhio perchè il confronto in scena al Garden stanotte potrebbe anche essere un antipasto di un possibile “1st round” dei playoffs per queste compagini.
Non nascondo una certa simpatia, o meglio, “rispetto”, per questa squadra, più che altro perchè rappresenta e pratica un tipo di basket, se vogliamo “antiquato”, che in un certo modo la isola o la rende quantomeno speciale all’interno della lega; difesa ed aggressività, innazitutto, di questo si tratta. Segnano poco e subiscono meno (94.3 punti concessi, migliori nella lega a pari merito con i Celtics), producono e provocano oltre 15 “turnovers” a partita, prendono pochi rimbalzi però ne concedono ancora meno.
Certo, in alcuni frangenti si notano i metodi forse pure troppo autoritari e la disciplina ferrea imposta da Larry Brown, che probabilmente finisce per “scalfire” il pur elevato tasso di talento della squadra, ma Charlotte è la classica squadra che se riesce ad ingabbiarti nel tipo di partita e gioco prediletto, può creare serissimi problemi a qualsiasi avversaria (chiedere a Cleveland per una conferma “illustre”).
I volti, vecchi o nuovi, sono piuttosto noti: dal genio e sregolatezza di Stephen Jackson, alla solidità ed atletismo di “doppia-doppia Gerald Wallace”, dai “nuovi muscoli” rappresentati da Tyrus Thomas (innesto che, se ben digerito, potrebbe decisamente alzare le quotazioni post-season dei Bobcats), alle piccole e veloci “point guards” Raymond Felton e D.J. Augustin (quest’ultimo per un pò “rumoreggiato” in direzione Boston durante i giorni caldi degli scambi di mezza stagione), senza dimenticare il sempre valido Boris Diaw ed il positivo inserimento a roster di una vecchia “comparsa celtica”, Theo Ratliff, chiamato a sostenere e spesso rimpiazzare il sempre fragile Tyson Chandler o la recente schiena malandata di Nazr Mohammed.
Per i Celtics zero scuse: i minutaggi molto contenuti di tutti i titolari a Detroit non possono far ipotizzare la benchè minima stanchezza per stasera; è sempre e solo la testa il fattore decisivo ed a questo proposito caldeggerei altri minuti importanti per Nate Robinson e compagnia varia in uscita dalla panchina; almeno le seconde linee, infatti, di voglia dovrebbero averne da vendere (positivi, a gradi diversi, mi sono parsi anche Tony Allen, Glen Davis e pure Shelden Williams a Detroit).
I Bobcats sono reduci da una sconfitta su misura in quel di Dallas e nonostante il non eccezionale ruolino di marcia recente non danno mai la sensazione di essere completamente “assenti” in campo. Ironia della storia vuole che proprio contro i Celtics abbiano finora rimediato due sonore sconfitte su altrettanti confronti diretti stagionali, di cui la seconda in casa.
Ma era il 1 Dicembre, e da allora il mondo biancoverde è cambiato....
Ah, a proposito, ci piaceva molto di più QUEL mondo.
...A buon intenditor...



Commenti
SEMPRE E COMUNQUE FORZA CELTICS!!!
Dipende, tanto per cambiare da noi, anche se loro hanno caratteristiche simili alle nostre, con veterani e predilezione per la difesa perchè sono i migliori insieme a noi per punti subiti, quindi possiamo aspettarci una gara a basso punteggio.
Come sta il capitano? Si legge di ruggine ed è normale, ma un suo apporto in miglioramento mi pare necessario contro Wallace e Jackson, anche se Daniels/Tony/Ray possono contribuire alla grande e possiamo anche sperare che la coppia Rondo (al record per doppie doppie consecutive dall'inizio degli anni '80) e Nate possa dare quella marcia in più.
Sotto canestro rientra Perkins? Servirebbe contro la loro incredibile collezione di lunghi più o meno acciaccati (Diop, Ratiff, Mohammed e Chandler) e l'ottimo Thomas visto dopo lo scmabio (13 punti, 8 rimbalzi eoltre 3 stoppate).
Ultima nota: loro sono 8/22 in trasferta, difficile provare a vincere anche in casa? Grazie e, ovviamente,
Let's go Celtics!
Forza Ragazzi
Attenzione a Jackson, che in quanto giocatore di rottura in questo momento può essere devastante nella nostra difesa "annoiata" (no comment). Fisicamente sono perfettamente in grado di farci a fettine, santo rimbalzo proteggici tu! Vediamo
Citazione: (Preview di Sam)
Credo che ai nostri un assistent-coach di nome Parolin servirebbe parecchio attualmente...
Giù il cappello
Every team has some holes. Shooting is one thing we can’t have enough of, as far as I’m concerned. You look at some of these other teams, their shooting is ridiculous...
è un sacco i tempo che ripeto che questa squadra, oltre a tutti i problemi che già conosciamo, ha anche dei problemi tecnici... quando ci ritroviamo in campo con Daniels, Rondo e Allen abbiamo 3 esterni che hanno un grosso Handicap nel tiro da fuori e x le difese più sgamate è gioco facile metterci le briglie... x questo stiamo cercando un altro tiratore... anche 1 esterno senza tiro da fuori, in certe partite costituisce un grosso problema, figuriamoci 3... i Cavs non hanno necessariamente esterni più forti, hanno però tutti esterni che la mettono, mettono mettono e non puoi battezzare nessuno nessuno nessuno...
Io personalmente credo che se la nostra condizione è quella mostrata a Detroit partiamo sicuramente sfavoriti e non c'è niente da fare , in più T.Thomas (che a noi ci servirebbe come il pane) è stata un'addizionale importante ed è una forza della natura a rimbalzo (per i minuti che gioca) e se non rientra Perk questa notte ci possono veramente mangiare in testa sotto i tabelloni. Brutta gatta da pelare questi Bobcats per tutti e soprattutto per noi in questo momento.
1) Togliere tutte le scritte fuori dal Garden che riguardano i Celtics
2) Togliere gli stendardi dal soffitto del Garden
3) Smontare il parquet incrociato e rimontarne un altro completamente differente
4) Giocare con il completo da trasferta
5) All'entrata ad ogni tifoso consegnare una maglia dei Bobcats da indossare prima e per tutto l'incontro
6) Un giorno di ferie per le Celtics Dancers
7) Il pubblico deve comportarsi come spesso è accaduto quest'anno e cioè restare in silenzio.
Con questi ingredienti state sicuri che i Celtics saranno più a loro agio.
Sto scherzando naturalmente
Il brutto e' che fino a Natale si potevano analizzare le partite discutendo sulle caratteristiche degli avversari che via via si incontravano; ora siamo aggrapati alla speranza che si giochi a basket per 48 minuti!!!
I giovani come tutti vanno a corrente alternata ma nell'ultima partita sono stati loro a vincere con Nate di supporto.
Ora tocca dare una dimostrazione diversa agli avversari che in questo caso sono sufficientemente forti da vincere da soli senza il nostro aiuto.
Speriamo di non partire col turbo e morire col cronometro che avanza.
lo dissi giorni prima che si fece la trade che TT sarebbe servito come il pane. il giocatore che ci serve, difensore, verticalista... sarebbe stato perfetto da accostare a KG.
Ma sto rivedendo udite udite la super difesa guidata da TA, Daniels e Sheed (difende forte) meno scazzato del solito visto che aprile si avvicina... speriamo continui... serve continuità!!
31- 21 per noi!
Nate ne ha sparate un'altra di bomba, secondo me dopo il time out gli danno un punto in più, per me il piede non è sulla linea.
Prova veramente tosta difensivamente del secondo quintetto con una voglia fuori dal comune andazzo... La difesa crea l'attacco!!
Sul più 17 potevamo chiuderla, ma ci siamo nuovamente regalati il solito black out.
Vediamo se arriverà qualche minuto in più a Robinson, anche stasera condottiero del quintetto che ha creato il solco
Ma tutta la squdra ha tirato con percentuali irreali.Chiudiamo con oltre il 53% dal campo e oltre il 62% dala linea dei tre punti.
Ancora molto convincente la prova del 2 quintetto, con un Marquis che dimostra di essere, quando sta bene,un cambio di grande livello.Molto bene Nate, che ad un certo punto aveva 4/4 da tre, e soprattutto si sta integrando sempre meglio in questa squadra.E, cosa non da poco, garantisce un'imprevedibilità che prima forse non avevavamo.Altra nota molto positiva, è lo scarso minutaggio dei Big, tra i quali,dopo tante partite postive, l'unico a non brillare è Ray, gravato subito di falli.Ma una serata storta, per altro contro avversari sguscianti, può capitare.Cosa c'è ancora da aggiungere?Ah dimenticavo eravamo in btb...ed è cosa da tenere sempre presente.Stasera ho visto sprazzi dei Celtics che furono...speriamo che la cosa continui.E che non sia , per l'ennesima volta, un fuoco destinato a spegnersi in poco tempo.
Go Celtics
Cal
Quel fenomeno di Bagatta, qualche settimana fa, ha sentenziato che nel caso in cui Boston incontrasse i Bobcats al primo turno playoff sarebbe certamente eliminata...Siamo 3-0 in stagione con uno scarto medio di 25 a partita. Non serve aggiungere altro! Loro in effetti non ci creano particolari problematiche. Non hanno gente che può far male ai nostri lunghi e nemmeno elementi partcolarmente veloci e rapidi da creare superiorità numerica. A ritmi bassi difficilmente possono farci male.
P.S. Qualcuno verrà a dire che Bill Walker ha piazzato un altro ventello e che ora si propono come uno dei migliori interpreti del ruolo. Lasciamolo divertire! Pensandoci bene dopo una partita così difficilmente certa gente troverà qualcosa da scrivere.
E i nostri hanno dimostrato di farne parte a ragione, i Bobcats non sono in un gran periodo, ma questa vittoria vale soprattutto per il 36% concesso e per i minutaggi da pre season dei titolari.
Adesso abbiamo altre due partite sulla carta abbordabili, provassero magari a tenere questo livello di voglia?
Ultima nota per il recap, lettura piacevolissima, Sam, sappiamo tutti quanti sia difficile scrivere così a notte fonda, certo il morale alto ti ha aiutato, però ci tenevo a rilevarlo.
Ottimo recap per Sam, lasciamo perdere Bagatta che di basket ci ha sempre capito pochino.
Hai ragione Malik..ma non prendertela per Bagatta.Ormai è un caso patologico.Semplicemente da compatire
Per quanto riguarda gli avvoltoi..è vero.Difficilmente troveranno qualcosa da dire.Ma lo sai meglio di me.Questi sono rapaci che cominciano a volteggiare solo quando sentono la puzza del cadavere...e oggi di cadaveri, francamente, non riesco a vederne.Mi dispiace per loro..ma così è
Ma non preoccuparti.Anche loro avranno altri momenti per soddisfare la propria brama di carogna
Cal
più di venti punti Walker, ma se vedi gli highlight già una decina sono schiacciate in campo aperto...
Back to normal in Boston
credo che il titolo di nba.com possa veramente racchiudere questa giornata con la speranza che la normalità regni sovrana anche nei prossimi incontri...
E'bello vedere l'entusiasmo di Nate dalla panca a dare high five ai compagni...speriamo che sia lui col suo entusiasmo di vestire questa onorata canotta a contagiare gli altri e non viceversa...
SEMPRE E COMUNQUE FORZA CELTICS!!!
Dimenticavo...ogni riferimento a Rasheed è puramente casuale...
Comunque Charlotte io ai playoff preferirei evitarla, gradirei molto di più Bulls o Raptors.
Nate sta facendo bene, forse da quel pizzico di imprevedibilità che mancava dal pino, ma secondo me l’MVP notturno è Marquis Daniels che in difesa ha fatto cose egregie, e anche Tony ha fatto bene in una serata in cui Ray ha sofferto molto la fisicità dei pariruolo.
Però inizio a credere anche io che lo scambio con NY è un mezzo disastro perché per come sta giocando Walzer, bisognava farsi dare in cambio Gallinari, che ormai a loro non serve più. Comunque Walker segna solo su schiacciata o sottomano in campo aperto, davanti alla difesa schierata fatica uno sproposito, e forse è questo il motivo per cui a Boston se ne è fatto a meno.
Tra l’altro nei miei “appunti” avevo cerchiato una menzione speciale per Marquis Daniels che poi per comprensibili motivi di “annebbiamento” notturno da stanchezza e per soggettiva e reiterata venerazione del Capitan ritrovato, non è andato “in stampa”: Quisy mi piace sempre di più, è il classico giocatore che non si dovrebbe mai giudicare dalle statistiche (anche se quella del plus/minus è piuttosto eloquente) in quanto ti fa le piccole cose che possono decidere una partita, la “rubata”, la difesa “appiccicosa”, l’aiuto quando è necessario, il rimbalzo sulla palla vagante, i due punticini in penetrazione...insomma, ci si rende conto solo analizzandolo bene in campo quanto importante possa essere e quanto probabilmente ci è mancato durante la lunghissima assenza per infortunio.
Un piccolo eroe silenzioso con un IQ cestistico fuori dal comune.
Aggiungo che ho sentito ieri il commento del fenomeno Peterson che ha detto:"Boston è candidata ad uscire al primo turno dei playoff. Se incontra una squadra come Toronto", qui è intervenuto il bagatta a dire che il momento dei raptors nn è eccezionale. Allora Peterson si è corretto dicendo che se Boston incontra Chicago al primo turno, anche con il fattore campo a favore, esce al primo turno".
Sono contento di vedere Robinson dare quella scossa dalla panchina che altri panchinari non erano in grado di dare, potrebbe essere il fattore che un pò mancava alla squadra. Sono contento per Walker a NY, ora l'impressione è che in un contesto perdente come quello di NY mm è un caso che riesca a trovare spazio, da noi lo avrebbe trovato solo in partite sopra di venti punti all'intervallo o sotto di 30 all'intervallo. Situazioni che se vogliamo nn abbiamo quasi mai avuto questo anno.
Sarei solo stato curioso di vederlo quelche minuto in campo con i ns colori.
i punti di Walker sono tutti schiacciate, raramente appoggi a tabellone, in transizione o tagliando in backdoor, ma non stento a credere che di quei punti contro Cleveland o San Antonio, al massimo ne fai 4/6... e poi a New york vanno di Cherry Pick sistematico, e non è che sia basket quello.
speriamo diventi una splendida abitudine!!!
Pierce un paio di volte è arrivato al ferro, non con la veemenza di un tempo, ma pare che con il talento che ha ancora potrebbe tornare a cavarci qualcosa di seriamente efficace.
MVP per me Marquis, un abbraccio e bacinfronte a Tony Tony il cui apporto è inutile che razionarizzare!!!
Quanto all'ironia di Fabio nei miei confronti va benissimo, ma vorrei fare qualche precisazione.
Non ho mai pensato che la Vs. redazione ( prima ICP poi IAMACELTIC ) sia una sorta di cosca mafiosa.........ma che amiate circondarVi di persone che spesso la pensano come Voi quello sì . Certo, ognuno ha il suo cervello, ma le posizioni che assumete su i vari argomenti sono spesso simili.
Per quanto riguarda lo scambio con NY, vedi Fabio, io non cerco di assere assunto da nessuno ( soprattutto perchè conosco i miei limiti ). Mi basta solo che D'Antoni ( quindi non l'ultimo arrivato ) abbia pensato, come me, che Bill sia un buon giocatore ( anzì per la verità è andato oltre perchè io sostenevo che poteva diventarlo ) schierandolo, nell'ultima partita da titolare ed essendo ripagato ancora una volta della fiducia concessagli ( e le rondini per Bill sono 2 ! ).
Tutto questo, a differenza di qualcuno ( o di molti ) che lo avevano criticato in modo sbrigativo come un brocco o giù di lì.
Detto questo, aggiungo che da tifoso, sono il primo ad augurarmi che Doc e Danny le azzecchino tutte.......anche a dispetto delle mie opinioni talvolta contrarie.
Leo potresti evitare le stesse cose che sto scrivendo rubando attimi in ufficio, mi fai fare uno sforzo inutile!
Movy se vuoi un paio di dritte per aggirare i firewall aziendali fai un fischio
La stessa la potete fare con un lettore di Feed RSS www.winpenpack.com/en/download.php?list.178.
Per il resto, Doc chiama e Nate risponde...16 punti con 5/8 per il folletto che si sta sempre di più adattando ai giochi offensivi della squadra ed è sempre più partecipe e volenteroso...staremo a vedere più avanti...sn soddisfatto anche della difesa che ha risposto molto bene soprattutto grazie al rientro di Perkins che pur se nn ha brillato è una sicurezza insieme a KG lì sotto...
non diciamo nulla che appena pensiamo positivo i nostri incappano nei soliti cali di tensione e ci fanno incazzare.
P.S: ottimi pure walker e house che trascinano i knicks alla vittoria coi derelitti pistons di sti tempi.
bene così, let's go celtics, sempre con voi.
ieri ho visto anche new york oltre ai nostri, house e walker hanno trascinato la squadra alla vittoria.
ora se per house, con tutto l'affetto per lui, penso che con nate ci abbiamo guadagnato e manco poco, ma parliamo di sto walker.non potevamo dargli tony allen(che a me non è mai piaciuto)?
nessun problema, ha fatto due falli in un amen ed è uscito subito nel primo quarto, poi visto l'ampio margine di vantaggio non ha giocato quanto solitamente gioca.
Per quanto riguarda gli esterni se Daniels prosegue su questo rendimento e Tony offre questa consistenza difensiva (un bilancio su Nate aspettiamo a farlo tra un mesetto) vedo più margine.
Però onestamente voglio vedere altre gare ben approcciate, altre W convincenti, voglio vedere nelle gare contro i Cavs e contro Denver come stiamo paragonandosi a squadre di alto livello.
Spero solo che questa W non sia illusoria come quella di Portland, ma sia un punto di partenza, però ho ancora negli occhi lo scempio contro i Nets.
Eccomi qua, sono felicissimo di essere smentito dai fatti, anche se come molti aspetto che una-due prove abbiano un po' di continuità per affermare che lo scambio è stato a nostro favore; non avendo visto la partita non posso fare grandi commenti, se non ovviamente gioire per la ritrovata intensità sui 48 minuti di partita cosa che non accadeva in casa da tempo immemore, forse è la prima nel 2010 che va così...
Vedendo gli highlights e le stats, scopro che come nella partita di Detroit i punti di Nate sono quasi tutte triple, frutto di medie vorticose in questa specialità (52% in maglia biancoverde, 8/11 nelle ultime due, contro il 35% in carriera): penso che per una buona parte questo risultato provenga dall'entusiasmo del cambio di maglia, dal nuovo ambiente, e dalle prospettive di playoff che in carriera Robinson non ha mai avuto.
Se dovesse tenere queste cifre a lungo tanto di cappello, ma dopotutto anche House aveva periodi in cui era infuocato dalla lunga, quindi non mi limiterei ad archiviare lo scambio come positivo solo per due serate così, anche se ovviamente ne sono contentissimo, ma valuterei con più calma pro e contro (difesa e playmaking su tutte).
Faccio una domanda a chi ha visto la partita: lo spazio per questi tiri se l'è procurato da solo in palleggio, o sono frutto di pick&roll o di qualche gioco particolare? Perchè questa è una differenza importante tra lui ed House, e gli ho sempre riconosciuto una capacità nel palleggio arresto e tiro di molto superiore al buon Eddie che da pressato faceva fatica a liberarsi.
Quanto a Walker, contento per lui se trova spazio e visibilità ai Knicks ma il rimpianto è pari a zero perchè non era un giocatore in grado di aiutarci nel breve periodo.
Sono daccordo (e ci mancherebbe) che ad oggi è presto per cantare vittoria su Robinson, e infatti il mio "posso altrettanto frettolosamente" era riferito al fatto che occorre comunque aspettare prima di dire "Ainge è stato un genio" (o una pippa, a seconda del lato della barricata)
Nat fa quello per il quale e' stato preso, la point guard; in questo di punti nelle mani ne ha parecchi, il problema se mai e' nella gestione della squadra; in questo Daniels si puo' alternare con lui visti i precedenti positivi.
Mah.. speriamo bene, di false ripartenze quest'anno ne abbiamo vista parecchie, ma se ero cautamente ottimista prima..............
Devo ancora vederla però sembra che il risultato non sia mai stato in discussione.
Ieri Robinson ha spaccato la partita in due dando il vantaggio decisivo e stanotte è stato importante con 16 punti dalla panchina e in totale tra Pistons e Bobcats grande precisione da oltre l'arco dei 3 punti.
E' stato preso per questo e sta dando quel qualcosa in più rispetto ad House anche nella gestione del gioco dal palleggio e in termini di punti non soltanto da 3.
Per me è sempre stato un acquisto azzeccato però è chiaro che deve ancora imparare tanto del gioco dei Celtics ma questo aspetto era da mettere in preventivo.
Credo di poter dire che finalmente può essere un acquisto di metà stagione che sarà importante anche per la prossima e non come lo sono stati i vari Marbury per un motivo e i Cassell e i Brown per altro (ritiro).
Bentornato Pierce.
Su certi argomenti le posizioni possono essere simili, ma non necessariamente. Prima della trade di Garnett sul "vecchio" ICP io e Michele ad esempio difendevamo Rivers mentre Leo, Christian e tanti altri lo criticavano. Ed in redazione c'erano pure quelli che criticavano Ainge. Le discriminanti nella scelta di eventuali nuovi redattori non sono MAI state "ma è favorevole ad Ainge/Rivers?", e mai lo saranno.
Tutto ciò che si chiede è una certa proprietà di linguaggio e soprattutto la volontà di ARGOMENTARE le proprie idee, e non di scrivere "tizio è un pessimo GM/coach" senza spiegare il perchè.
Citazione Giacomo:
Se D'Antoni la pensi davvero così lo sapremo solo quest'estate, quando il contratto di Bill scadrà ed il front office dei Knicks dovrà decidere se rinnovarlo o meno a cifre decisamente più alte. Ma scusa, chi ha mai pensato che Walker fosse un brocco? A me ad esempio è sempre piaciuto, solo che tra far giocare lui o Pierce, Daniels o Tony Allen non avrei esitato, e lo avrei lasciato in panchina.
Ma poi, anche se Walker sta giocando bene, com'è che non esulti per le performance di Robinson? Io ti contesto proprio questo: nella tua ansia di dimostrare tutto ed il contrario di tutto, stendi un velo sulle "parti" che ti piacciono meno e parli solo di Walker (House contro Cleveland aveva tirato malissimo, e quindi non lo hai menzionato). Insomma, mentre qui su IAAC hai trovato, all'occorrenza, critiche al front office sulla gestione dell'infortunio Garnett a dimostrazione che non esiste una "corrente", da te non ho mai letto un'analisi a 360°, ma solo argomentazioni parziali a supporto della tua tesi.
Ed allora, o non vedi che Robinson sta facendo bene (ed è grave) o lo vedi ma non lo scrivi (ed è peggio).
Siamo sicuri che tutta questa grande visione di D'Antoni non sia clamorosamente imposta dal fatto che Wilson Chandler non ha giocato le ultime due partite ?
Sia Duggan che Forsberg danno per sicuro l'arrivo.
Se non ho visto male non ha segnato punti nelle ultime 4 partite con gli Spurs. Di sicuro risponde a quella richiesta di tiro da fuori per la second unit che Tony Allen e Maquis Daniels non possono garantire. Non vedo comunque come possa, in questo momento, entrare nella rotazione per i playoff del Celtics
Quanti posti liberi abbiamo per firmare gli agenti tagliati?
IAAC Pronto sulla notizia: http://www.iamaceltic.it/archivio/blog/266-michael-finley-firma-con-i-celtics.html
Avanti adagio.
ce l'ha con te come tanti, diciamo che sei mediamente antipatico...
anche perchè non ti risponde mai nessuno
meglio si è aperto il campo nella seconda metà anche perchè è andato in modo credibile al ferro un paio di volte nella prima, certo può essere un caso gli siano uscite un paio di giocate d'agilità, e certamente almeno un paio di 2+1 ai bei tempi sarebbero stati suoi, ma sono moderatamente più ottimista!
cia'
infatti, noto che non mi risponde mai nessuno
sarà che quando uno dice spesso cose intelligenti, non viene molta voglia di rispondere... ahahahahahaha...
Comunque poi la gara l'ho vista, discreta diciamo... certo non i C's visti a Portland... Pierce l'ho visto benino dai... quest'anno sembra che abbia perso un po' di credito da parte degli arbitri NBA... non gli chiamano cose che prima gli fischiavano spesso
RSS feed dei commenti di questo post.