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poco prima però aveva spintonato durant, indi magari hanno fatto un ... -
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In effetti avrebbero meritato di proseguire la corsa .... :-* una finale ... -
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movi
Beh, non mi sembra siano possibili scambi a playoffs in corso o a ... -
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ray allen non si discute (e non si tocca) ed è giusto aspettarlo per ... -
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allora siamo daccordo... basta poco che ce vo'... :-) Credo che non ... -
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Beh, Fabio, qui mi trovi in disaccordo , ed è una delle poche ... -
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Rose, Noah, Bosh, mezzo Wade... Questa si che è programmazione! Adesso ... -
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Recap
Una versione dei Celtics molto convincente e distante anni luce da quella di qualche giorno fa strapazza i Blazers a domicilio, attaccandosi alla sua difesa tornata pungente che nei primi due quarti fa la differenza. Poi i Boston controlla agevolmente la gara nel secondo tempo senza cali di intensità e trovando un grande apporto dalla panchina. Top scorer un Ray Allen molto cinico che segna i canestri chiave per bloccare l'unico tentativo di rimonta credibile dei Blazers nel secondo tempo. Doppia doppia anche per Rajon Rondo, mentre Kevin Garnett dimostra qualche progresso a livello atletico, piazzando finalmente alcuni graffi difensivi soprattutto nel primo tempo.
Niente neo arrivi Robisnon e Landry, mentre c'è Tony Allen dato in forse fino a pochi minuti prima del tipoff a causa di un problema alla caviglia. Tutti abili e arruolati per Portland (tranne ovviamente i lungodegenti Oden e Przybylla), con gli incerti Roy e Batum regolarmente in campo.
Il neo Blazers Marcus Camby debutta direttamente in quintetto, per i Celtics starting five d'ordinanza alla palla a due. L'inizio non è dei migliori per i biancoverdi che in poco più di un minuto subiscono due canestri da Aldridge e uno da Camby, ma è nella parte centrale del primo quarto che l'attacco di Boston dà un primo scossone alla gara con parziale di 16 a 8 e tutto il quintetto base a segno. Quando entra, anche Rasheed Wallace si iscrive subito alla gara con un paio di buoni canestri. Rondo in questa fase impazza in cabina di regia smazzando assist alla Bob Cousy e non disprezzando qualche conclusione alla Steve Nash in penetrazione. L'ex Kentucky chiude il primo quarto con 6 punti e 7 assist, portando la squadra al primo mini intervallo sul 32 a 25.
Se nel primo quarto i Celtics avevano dominato con l'attacco, nel secondo rigirano la partita con la difesa, costringendo i Blazers ad un solo canestro nei primi otto minuti e mezzo del quarto (una schiacciata di Aldridge a 5,17 dalla fine). La panchina dopo tanti alti e bassi offre un'ottima prova di consistenza difensiva, con Marquis Daniels e un Glen Davis in crescendo di forma sugli scudi. Arriva pure la bomba di Kevin Garnett a cui segue nel possesso offensivo seguente il classico alley-oop su assist di Rondo (il nono della sua gara) che porta i Celtics sul +16, e il quarto si chiude pure un con un pregevolissimo buzzer beater di Rajon ad un decimo dalla fine. sSi va negli spogliatoi con un eloquente 56 a 38 a favore dei biancoverdi.
C'è timore per il terzo quarto, dove Boston negli ultimi tempi è sempre sinistramente naufragata, e l'essere in back to back spaventa ancora di più. Ma questa volta la squadra mantiene alta la concentrazione difensiva e fa il suo compito in attacco arrivando anche a +21 di vantaggio dopo 5 minuti. Quando Rivers inizia le rotazioni i titolari lasciano in dote alle riserve 18 punti di vantaggio, e Rasheed Wallace e Glen Davis mettono un paio di canestri importanti nel momento di maggior difficoltà offensiva portando la squadra all'ultimo mini intervallo sul 73 a 61.
Ad inizio quarto periodo nel momento in cui Portland accenna ad un disperato tentativo di rimonta scende in campo Ray Allen con la cintura nerissima di "cluncher" piazzando due bome e un canestro da due in meno di due minuti e spazzando via ogni velleità di rimonta da parte di Portland. Da li in poi è garbage time, Rivers apre le gabbie della panchina, la difesa rimane concentrata e la gara scivola via senza ulteriori sussulti, tranne che per l'attesisissima bomba di Scalabrine.
Una prova quindi molto convincente da parte della squadra, che nonostante il back to back ritrova una forma e una concentrazione smarrita probabilmente dalla partita di Natale, gestendo con tranquillità una gara impostata con intelligenza e lucidità nei primi due quarti, senza i consueti cali di concentrazione e di fisicità nel secondo tempo.
Il migliore in campo è Ray Allen senza ombra di dubbio, capace di contenere bene un acciaccato Roy in difesa e autore di un vero e proprio clinic offensivo nella prima parte del quarto periodo. Prove senza dubbio convincenti da parte di Rajon Rondo (primo quarto stellare per lui), si è rivisto nel primo tempo un Garnett sicuramente più pimpante fisicamente e forse un po più sciolto mentalmente che ha giocato anche qualche azione in verticalità, ma il fattore per certi versi più importante della gara è stata la consistenza del duo Wallace / Davis. E' chiaro che quanto speso in estate da Ainge su questi due giocatori era stato fatto proprio in ottica di gestire la situazione Garnett senza grandi cali di intensità, ma fino ad oggi vuoi per l'infortunio di Davis, vuoi per i canonici alti e bassi umorali di Rasheed, una prova così convincente dei due nella stessa gara non si era nai vista in questa stagione.
Le cifre di squadra parlano chiaro, Portland tenuta a 76 punti suo minimo stagionale, con il 33,8% dal campo, e il 16,7 da tre punti, con soli 7 assist, 18 perse. Per i celtics di contro 27 assist, "solo" 14 perse, il 53,4% dal campo e 6 stoppate di cui 3 ben auguranti di Kevin Garnett. unico neo della serata un pessimo 12-23 ai liberi, dato assolutamente insufficiente.
Il tour ad Ovest vede i Celtics quindi sul 3-0 e si concluderà domenica nella difficilissima trasferta a Denver.
PREVIEW
Continua il tour ad ovest dei Celtics dopo la vittoria alla Staples center con i Lakers. Prossimi avversari, gli indomabili Blazers che nonostante i tanti infortuni continuano a macinare W e restare in corsa per un posto ai playoff. Blazers con la novità Marcus Camby che rinforzerà il ruolo di centro lasciato sguarnito dagli infortuni di Greg Oden e Joel Przbylla.
Secondo scontro stagionale tra Portland e Boston, ma la sfida di un mese fa vinta in volata dai Celtics sembra lontana. I Blazers non mollano, vogliono i playoff come nessun'altro e poco importa se gli infrtuni offrirebbero un alibi più che valido per poter togliere il piede dall'acceleratore e pensare al futuro prossimo.
Come anticipato c'è la novità Marcus Camby sotto le plance dove sarà ossigeno vero per un ruolo dove "nonno" Howard stava veramente facendo quasi tutto da solo. Ma non ci sarà Steve Blake, finito nel Gulag dei Clippers. Blake era un giocatore perfetto per il sistema dei Blazers, al punto che in molti in questi mesi ipotizzavano la cessione di Andre Miller, perchè l'ex Maryland al di la del nome e dello status di Miller rendeva molto di più. Però in mezzo a questi due complici le tante assenze è esploso il folletto Jerryd Bayless, ragazzo dal canestro facile, non molto incline al gioco di squadra, ma su cui sicuramente coach McMillan vorrà lavorare nei prossimi anni.
Lo spot di guardia "sarebbe" ad appannaggio dell' All Star Brendon Roy, e il condizionale è d'obbligo perchè l'infortunio di Roy (problema muscolare al bicipite femorale destro) è dei più indecifrabili, si va da una settimana di stop, all'opzione di fermarlo fino a fine stagione. Molto improbabile che sia in campo stanotte contro i Celtics. Il posto in quintetto di Roy in caso di assenza finirà ad uno tra Rudy Fernandez e Nicolas Batum. In ala piccola lo spot sarà di Martell Webster autore fin qui di un'ottima stagione. Webster dopo un anno intero di stop è tornato recuprato in pieno con un atletismo smisurato e con ottimi progressi difensivi. E deve continuare a giocare forte perchè Batum teoricamente sarebbe il titolare di quello spot. Il francese è accreditato di un potenziale enorme, e difende veramente forte per la giovane età. E' reduce da un infortunio che lo ha tenuto fuori molte partire e sta recuperando forma e minuti.
Sotto le plance, in assenza della coppia Oden Przbylla, LaMarcus Aldridge giocherà accanto al neo arrivo Marcus Camby, giocatore che per specifiche tecniche è l'ideale per giocare accanto al'ex Longhorn, andando a colmare alcune lacune difensive di Aldridge. Juwan Howard probabilmente tirornerà in panchina dove insieme al rookie Jeff Pendergraph sarà chiamato a dare ossigeno ai titolari.
Boston dal canto suo continua a palesare evidenti difficoltà (soprattutto offensive) nella seconda parte della gara, e magari un giocatore come Nate Robinson bravo nel crearsi un tiro da solo può dare una piccola mano.
Boston Celtics (34-18) at Portland Trailblazers (32-24)
Venerdì 19 febbraio 10 - 10:30 PM ET
TV: CSN-NE, CSN-POR, RTV, ESPN
Radio: WEEI, KXTG
Rose Garden
Boston Celtics
Quintetto Base
PG: Rajon Rondo
SG: Ray Allen
SF: Paul Pierce
PF: Kevin Garnett
C: Kendrick Perkins
Riserve
Rasheed Wallace
Glen Davis
Shelden Williams
Brian Scalabrine
Marquis Daniels
Nate Robinson
Marcus Landry
Infortunati
Tony Allen (ankle) doubtful
Portland Trail Blazers
Quintetto base
PG: Andre Miller
SG: Brandon Roy
SF: Martell Webster
PF: LaMarcus Aldridge
C: Juwan Howard
Riserve
Rudy Fernandez
Jerryd Bayless
Jeff Pendergraph
Dante Cunningham
Nicholas Batum
Patrick Mills
Infortuni
Nicholas Batum (shoulder) out
Greg Oden (knee) out
Joel Przybilla (knee) out
Brandon Roy (hamstring) probable



Commenti
C'erano stati problemi con Adelman sin dall'anno scorso e poi se non ricordo male c'era stata una mezza ribellione dello spogliatoio a fine della scorsa stagione. Io per quanto creda che McGrady da sano come talento è uno dei primi 5 al mondo di questo giochino, tenderei a fidarmi il giusto di questa parentesi di 25 partite circa a NY, in un contesto dove ormai vincere o perdere cambia poco e che comunque ti gonfia le cifre.
La verità è che McGrady è potenzialmente uno dei primissimi al mondo, ma è anche uno che dovrebbe per status e per contratto prendersi la squadra nei momenti che scotta e invece spesso in quei momenti gioca a nascondino.
La mossia di NY la vedo semplice, ci proviamo e se va bene è un bel assett messo in vetrina per attirare FA a NY con la promessa di rifirmarlo (tra l'altro lui ha già detto che rimarrebbo velontieri e che non sarà un affare di soldi). Chiaramente se McGrady lo tieni a fare il sesto di super lusso in un contratto molto più ridotto a rispetto a quello da quale sta uscendo, e accanto a qualcuno come LeBron o Wade che tira la carretta potrebbe tornare molto utile e non solo per vendere magliette.
Vediamo, io credo che a NY numericamente farà grandi cifre, però un talento come il suo che dopo 13 anni non ha vinto una serie di PO, sinceramente "puzza".
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