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Recap
Pessima sconfitta casalinga dei Boston Celtics che dopo un primo tempo di buone speranze rovina tutto con una seconda parte di incontro giocata in modo inspiegabile. Cervello e gambe vanno ancora in “off” e per Dallas risulta fin troppo facile portarsi a casa la vittoria in back to back, trascinata da un infermabile Dirk Nowitzky e dalla regia “indisturbata” di un redivivo Jason Kidd. Per Boston gli infortuni cominciano ad essere una scusa inaccettabile, almeno fino a che non si dimostri tutt’altro approccio mentale in campo.

RECAP
Secondo previsioni e speranze al tip-off iniziale sono presenti sia Pierce che Rasheed Wallace. È proprio il Capitano ad aprire le danze, ben coadiuvato da Ray Allen la cui tripla fa scrivere subito 9-2 sul boxscore.
Dopo l’11-4 firmato da Rondo con jumper “speranzoso”, arriva il primo parzialino dei Mavs con due triple consecutive di Jason Kidd ed il più classico dei piazzati da parte di Dirk Nowitzki. Sul tabellone ora si legge 15-14 e c’è bisogno di un arresto e tiro, marchio di fabbrica “pierciano”, per fermare la rincorsa dei Mavs.
Si capisce che sarà tutt’altro che una serata semplice per i nostri quando un altro mini-parziale di 6-0 ad opera ancora di Kidd-Nowitzki-Gooden da a Dallas il primo vantaggio dell’incontro sul 20 a 17.
Rondo sembra aver fiducia nel suo jumper “ondivago” e lo prende con più frequenza e migliori risultati; dopo i suoi 2 punti si rende protagonista della più classica delle transizioni fornendo a Pierce l’assist per la schiacciata del 21-20 a favore dei padroni di casa. Dopo alcuni errori dalla lunetta (si chiuderà il quarto con un eloquente 4 su 11...) ancora un ispiratissimo Capitano regala al pubblico una piccola gemma fatta di penetrazione, “spin” e “tabellata” con fallo subito per il 25 a 20 finale.
Il parziale finale di 8-0 dei bianco-verdi manda le squadre al time-out. L’impressione generale è buona nonostante qualche rilassamento di troppo in difesa. Pierce “scrive” 11 sul boxscore e con lui il resto della squadra sembra essersi ritrovato.

La seconda frazione comincia all’insegna del duello Wallace-Gooden che si scambiano canestri e stoppate in “back-to-back”. Quando Big Baby entra proprio al posto di Rasheed i Celtics schierano un quintetto “small ball” con i due Allen, House, Scalabrine e Davis appunto; i risultati sono contraddittori: errori di Ray e Big Baby da sotto sono controbilanciati da una buona difesa che obbliga Dallas ad un paio di palle perse consecutive. Dopo l’unico canestro della notte da parte di Josh Howard arriva però il “momento-Eddie House” che con un paio di velocissimi “catch & shoot” dei suoi fissa il marcatore sul 31 a 26 per Boston.
Gooden e Big Baby scrivono 2 punticini a testa e poi sono Scal e Dirk a scambiarsi i piazzati.
Finalmente Wallace decide di attaccare Nowitzki in post-basso ricavandone un gioco da tre punti che non si materializza per l’errore dalla lunetta. Dopo una “turnover” dello stesso Sheed en un lay-up di Marion, il Doc chiama time-out sul punteggio di 39 a 34.
La concentrazione e la voglia sembrano esserci, di conseguenza i risultati in campo si vedono: tripla di Ray Allen e facile appoggio di Perkins su assist di Rondo per il + 10 bostoniano, differenza che resterà pressochè immutata fino allo scadere della seconda frazione per merito ancora di Ray e Perk che ben forniti da un concreto Rajon Rondo vanno ancora a referto. La penetrazione del Tedesco mette fine ad una prima parte di partita in cui Boston, pur senza dare alcuna impressione di dominio, gestisce piuttosto a piacimento giocando un basket semplice ma efficace, fatto di buona circolazione di palla e zero forzature com testimoniano le alte percentuali al tiro e le sole 5 palle perse. Il boxscore dice 50-41 Boston e sinceramente si spera che stanotte non ci siano sorprese spiacevoli...
Alla ripresa delle ostilità la fortuna sembra essere definitivamente tornata dalle parti di Boston quando Pierce, allo scadere del primo possesso e dopo aver praticamente perso il pallone (a causa di un ball handling comunque piuttosto approssimativo ultimamente...) scaglia una tripla con “tabellata” che si infila nella retina degli increduli Mavericks. Segnatevi questo canestro, perchè da qui in poi purtroppo la fortuna non avrà più nulla a che vedere con la prestazione dei Celtics che, letteralmente, smettono di giocare.
In 6-7 minuti di autentico orrore cestistico, la truppa di Doc Rivers ha il “merito” di far elevare Dampier ad “eroe improbabile” della serata: i suoi 9 punti praticamente consecutivi cominciano a creare crepe nell’autostima dei padroni di casa ed anche se improvvise “fiammate” di Rondo, Pierce e Perkins ci mantengono avanti, quando al festival si aggiungono i “tiri stupidi” di Shawn Marion e quelli invece maledettamente mortiferi ed altrettanto stilisticamente perfetti di Nowitzki, cominciamo a preoccuparci seriamente. Il punteggio è ora di 68-65 dopo una tripla “salvagente” di un encomiabile Pierce ma da qui in poi sarà “notte fonda” perchè il “cavaliere teutonico Dirk” non la smetterà più di bucare la retina, da sotto, da fuori, da fermo...in un amen Dallas mette a segno un parziale di 19-5 ed il riassunto del terzo quarto sembra un film di Dario Argento per Doc Rivers: il parziale dice 18-34 (ed i 34 punti incassati rappresentano il record negativo stagionale per i Celtics in un quarto) e la bruttissima sensazione che se non si fa qualcosa di decente in marcatura su Nowitzki non ci sarà speranza alcuna di sovvertire il destino che si è materializzato nel punteggio parziale di 68 a 75.

In verità ciò che più fa male è proprio la mancanza di reazione: i primi minuti della quarta frazione ci creano solo illusioni temporanee attraverso una buona penetrazione di Tony Allen, un gioco da tre punti di un volenteroso Pierce (24 punti per lui) ed un canestro del sempre solido Perkins (anche se più distratto del solito in difesa)...il pubblico del Garden, che la sa lunga circa la propria squadra, sul punteggio di 75 a 81, capisce che è il momento di “implorare” un po’ della famosa “defense” ma i ragazzi in biancoverde ignorano completamente i desideri di un pubblico che meriterebbe quasi il rimborso del biglietto e si fanno “trapanare” dai Mavs con il parziale che ammazzerà l’incontro: un 12-0 firmato dalle triple di Kidd e dell’innocuo (fino ad allora) Jason Terry e ben condite dal solito Dirk ed ancora dagli “orrori stilistici” di Marion.
Per Boston è la fine; a poco servono i tre canestri consecutivi di un volenteroso Ray Allen se proprio nel momento del bisogno Eddie House fallisce le triple della speranza sul punteggio di 82 a 93.
Gli ultimi insignificanti canestri dell’incontro servono solo a definire i contorni della sconfitta (90-99), la terza consecutiva tra le mura “amiche” del Garden e la settima stagionale (l’anno scorso furono 6 in tutta la regular season) ed a confermare a noi tifosi che questa squadra è troppo pericolosamente “psico-labile” e che manco i pur troppi infortuni possono giustificare certi momenti (anche prolungati) di passività totale ed, in alcuni casi, di “indisponenza” (vedi ancora Rasheed Wallace, che al rientro appare troppo indaffarato nel suo “trash talking” contro arbitri ed avversari piuttosto che pensare alla partita).
Ricapitolando: Nowitzki è un fenomeno ma almeno accennare a marcarlo non sarebbe male; Jason Kidd all’improvviso è tornato il padrone del campo di un lustro fa, assolutamente libero di creare gioco, assist (17!) e mettere pure 3 triple su altrettanti tentativi (!)
Gooden e Dampier a tratti son sembrati degli All Star e di Marion è addirittura meglio non parlare...il tutto in una serata negativa da parte di Jason Terry.
Così non si va da nessuna parte.
PREVIEW
“Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”. Licenza poetica banale ma semplice ed immediata per descrivere lo stato di salute attuale dei Boston Celtics, troppo spesso “predisposti” a cadere a causa di infortuni a catena e di una situazione “mentale” piuttosto precaria. Al TD Garden di Boston arrivano i Dallas Mavericks che però sembrano attraversare un periodo altrettanto interlocutorio.
Che partita ne verrà fuori?
Premessa generale: metterei già la firma adesso se mi garantissero che i Mavs giocheranno con lo stesso approccio visto ieri nel matinee che li ha tenuti impegnati a Toronto; una squadra oltremodo “compassata”, scesa in campo senza nessuna velleità competitiva, con giocatori stranamente svogliati (Nowitzki, Marion) se non addirittura “dannosi” (come nel caso di un Josh Howard letteralmente fuori contesto).
La verità è, purtroppo (in questo caso), che ogni partita fa storia a sè (e l’abbiamo capito sulla nostra pelle noi tifosi dei Celtics) e che l’ “output” di un “NBA game” è completamente imprevedibile a priori anche quando gli “inputs” sembrano fornire certezze anticipate.
Dallas arriva a Boston in back-to-back e non certo in striscia positiva, avendo vinto solo 5 delle ultime 10 partite disputate; l’attuale record di 26 vittorie e 14 sconfitte ci racconta pur sempre della seconda forza nella Western Conference e di una compagine di tutto rispetto, composta da un mix di veterani All Star e giocatori solidi ben allenati da una vecchia conoscenza del mondo celtico, coach Rick Carslile, ed altrettanto ben retribuiti dall’imprenditore-magnate Mark Cuban.
La loro partenza in regular season era stata alquanto ottimistica, con un mese di novembre molto positivo nel quale la franchigia texana aveva inanellato 11 vittorie su 15 incontri disputati, poi seguita da una serie di prestazioni altalenanti in dicembre, con vittorie importanti su Cleveland e Denver e battute d’arresto in qualche caso preoccupanti con Memphis, Atlanta e due volte con Houston, chiudendo pur sempre il mese con 9W e 5L.
Ad inizio 2010 lo “schiaffone” ricevuto dai Mavs allo Staples Center in territorio Lakers, poi non vendicato in casa una decina di giorni dopo (altra sconfitta anche se di misura questa volta), sembra aver minato la fiducia di una squadra che personalmente non riesco a decifrare ed alla quale non riesco a dare mai troppo credito dopo la “debacle” subita nel 2006 nelle finali per il titolo ad opera dei Miami Heat, seguita da quella ancora più cocente la stagione successiva da parte dei Golden State Warriors al primo turno dei playoffs, dopo che i texani avevano chiuso la stagione regolare con il miglior record della lega.

Certamente da quelle “maledette” finali con Miami son cambiate molte cose e parecchie facce (i vari Stackhouse, il “nostro” Marquis Daniels, Devin Harris, Keith Van Horn...) e si è fatta una precisa scelta di puntare tutto sul nucleo composto dal “Tedescone”, dal sesto uomo di lusso, Jason Terry, e dal “vitalizio” Josh Howard (settimo anno nella lega, tutti a Dallas). Attorno a queste tre certezze ha sempre trovato posto il discusso Erick Dampier, “centrone” trentacinquenne dallo stipendio tanto pesante quanto la sua mole di oltre 120 chilogrammi e via via differenti innesti apparantemente sempre mirati a compiere quel piccolo (o grande?) passo che sembra separare i Mavs dallo status di autentica “contender”. Ecco così gli arrivi di Jason Kidd prima, e Shawn Marion e Drew Gooden poi.
I risultati fino ad ora raggiunti continuano a parlare francamente di mezzi fallimenti e la sensazione che la famosa “finestra temporale” si faccia via via più piccola, anche in considerazione del fatto che le carte d’identità di tutti i succitati sono piuttosto spietate.
Dovesse l’attuale stagione essere ancora avara di soddisfazioni, non vedo come questa franchigia si possa salvare da una mezza rifondazione o, quantomeno, da un profondo cambiamento di roster e processo di ringiovanimento.
Detto ciò, i motivi di preoccupazione in casa Celtics non mancano di certo, anzi. Dallas, pur con tutti i limiti “mentali” che sembra portare in dote, è roster abbastanza forte, talentuoso e completo da mettere qualsiasi avversario al tappeto, in una singola partita. Inutile dire che Dirk Nowitzki, quando in “formato MVP”, è pressochè immarcabile e che un Jason Terry ispirato (lo è spesso per la verità) potrebbe rappresentare grossi grattacapi di “accoppiamento” per i Celtics attuali; senza parlare dell’apparentemente “spaesato” Josh Howard, protagonista fino ad ora di una stagione da percentuali orrende ma pur sempre pericoloso quando “in striscia” e se, soprattutto, sano fisicamente.
Jason Kidd non esercita più quel “dominio” sulla partita che l’aveva reso unico in New Jersey all’epoca che fu, ma è pur sempre il “faro” che in una serata può illuminare se stesso ma soprattutto i compagni di squadra; e Shawn Marion rimane un altro esempio di incostanza i cui picchi positivi si possono tramutare in grossi problemi per gli avversari.
Insomma, squadra dal rendimento altalenante se ce n’è una, ma dotata di talento e di conseguenza percolosissima. La panchina riceve apportazioni significative dal “play in seconda”, Jose Barea, quest’anno impiegato ben oltre i 20 minuti a partita, e Drew Gooden sotto le plance a raggranellare 8 punticini e soprattutto quelle 7 “carambole” che permettono ai Mavs di essere tra le migliori squadre della lega alla categoria rimbalzi per partita (oltre 43, rispetto ai 39 dei Celtics, anche se il “differenziale” è pressochè identico).
Il resto del “pino” texano è composto dai vari Singleton, Ross, Beaubois che in pochi minuti di utilizzo di solito non rappresentano grossi mal di testa agli avversari (la smentita è siempre dietro l’angolo), mentre l’unico infortunato attuale è Tim Thomas.

Sui Celtics eviterei di spendere troppe parole, anche perchè nelle ultime settimane più che di “elucubrazioni tecniche” ci siamo, ahimè, occupati di “injury reports”; le ultime notizie ci forniscono un timido ottimismo sulla possibilità di rivedere Rasheed Wallace in line-up ma, come a voler sempre contro-bilanciare i parametri dell’attuale “scarogna”, Paul Pierce potrebbe essere in forse a causa di un colpo al ginocchio subito in allenamento con Shelden Williams, lo stesso ginocchio già più volte ultimamente martoriato....
A parte questi dubbi, e non è poco, ed i “soliti infortuni” di Garnett e Daniels, tutti gli altri sono “abili ed arruolati” (si fa per dire).
Lascio volutamente ai lettori ulteriori analisi tecnico-tattiche pre-partita e personalmente mi limito a chiedere una sola cosa alla nostra squadra: quella di evitare, in qualsiasi modo possibile, l’onta della terza sconfitta casalinga consecutiva, “tragedia” che non accade al Garden dal finale di stagione 2006-07, quasi in epoca di “tanking”...
Dallas Mavericks (26-14) at Boston Celtics (27-11)
Monday, January 18
8:00 PM ET
Game #39, Home Game #18
TD Garden
BOSTON CELTICS
Coach: Doc Rivers
Average Age: 28.3
Average Height: 6-6
Average Weight: 226
Probable Starters
PG: Rajon Rondo 14.0 PPG 9.6 APG 2.5 SPG
SG: Ray Allen 16.2 PPG 2.8 APG .356 3P%
SF: Paul Pierce 18.4 PPG 4.9 RPG 3.7 APG
PF: Rasheed Wallace 10.2 PPG 4.5 RPG 0.9 BPG
C: Kendrick Perkins 12.4 PPG 8.2 RPG 2.1 BPG
Reserves
Tony Allen
Glen Davis
Eddie House
Brian Scalabrine
Bill Walker
JR Giddens
Shelden Williams
Injuries:
Kevin Garnett (knee) out
Marquis Daniels (thumb) out
DALLAS MAVERICKS
Coach: Rick Carlisle
Average Age: 29.7
Average Height: 6-6
Average Weight: 217
Probable Starters
PG: Jason Kidd 8.8 PPG 8.9 APG 1.7SPG
SG: Josh Howard 13.2 PPG 3.7 RPG 1.5 APG
SF: Shawn Marion 11.3 PPG 6.4 RPG 1.5 APG
PF: Dirk Nowitski 25.3 PPG 8.2 RPG 1.2 BPG
C: Erick Dampier 7.8 PPG 9.2 RPG 1.7 BPG
Reserves
Drew Gooden
Jason Terry
Juan Barea
James Singleton
Quinton Ross
Rodrique Beaubois
Eduardo Najera
Matt Carroll
Injuries
Tim Thomas (Achilles) day to day
Team Connections
Jason Kidd and Brian Scalabrine were teammates in New Jersey from 2001-04
Mavs head coach Rick Carlisle played for the Celtics from 1984-87 and was a member of the 1985-86 championship team
Marquis Daniels played for the Mavericks from 2003-06
Shawn Marion and Eddie House were teammates in Phoenix during the 2005-06 season



Commenti
La succursale del nosocomio, al secolo gli attuali Celtics, è in periodo davvero difficile e vaticinare i temi tattici della gara è esercizio di equilibrismo; posto che limitare il tedesco pare sempre difficile, credo che una chiave fondamentale per noi sia contenere Terry, che è il principale giocatore di rottura per i texani. Le nostre vicende di salute ovviamente potranno incidere pesantemente, ma ci sono giocatori (relativamente) sani tipo House, TA e Davis che a mio avviso sono chiamati a farsi sentire con forza: la loro second unit sulla carta non è inossidabile. Rimango comunque dell'opinione che senza colmare le croniche amnesie a rimbalzo e in difesa ogni compitino è difficile.
I nostri dovrebbero essere motivati il giusto da avversari e momento contingente, per dimostrare che ci tengono, abbiamo gambe un poco più riposate e il rientro di Wallace a dare solidità.
Certo, se la metà dei loro giocatori è in serata di vena, allora si soffrirà davvero, perchè il tedesco in primis non credo giochi male due gare di seguito e a ovest basta poco per tornare a "metà classifica".
Io temo anche un Kidd pungolato dal giovane rivale di ruolo e un Dampier che quest'anno ha giocato benone in più di un'occasione per la franchigia del TEXAS.
In molti hanno lodato i Mavs per i progressi difensivi e non vorrei una conferma contro di noi.
Nei prossimi dieci giorni dobbiamo andare solo a Detroit, mi auguro che questo periodo relativamente tranquillo aiuti a ritrovare forma e meccanismi di un mese fa, let's go Celtics!
Vedremo, comunque credo che la partita di stanotte sia molto importante per il morale di entrambe le squadre e noi siamo quelli che c'hanno più da perdere, purtroppo...giocando in casa...
Voglio rivedere facce cattive ed "affamate"!
Commenti sulla nostra squadra non sono possibili. Siamo al punto che ogni partita propone solo nuovi interrogativi: come sta PP? E Sheed? Ray ritroverà confidenza al tiro? Eddie e Scal saranno in giornata dall'arco? Perk si confermerà fattore chiave? Tony ci regalerà una partita in cui il saldo magie-follie risulta positivo? A che punto è il recupero psico-fisico di Big Baby? Quanto saprà trascinararci Rondo contro un Jason difensivamente al disarmo? Con che mentalità e quali energie entreremo in campo?
Detto di noi, se il basket è sport che ti aggrada il duo Dirk & Terry lo vorresti sempre nella tua squadra. Vederli spegnarmsi in un team che come sola prospettiva ha un'onesta comparsata ai PO sinceramente suggerisce solo un pò di tristezza. Poi, come scritto, nella gara singola possono tutto.
Forza ragazzi la nostra Jungla è stanca di subire impunite invasioni. Sarà durissima, ma ha un profondo bisogno di risentirsi sicura.
Celtics follow the dreams
La vedo dura: ottimismo si ma ci vorrebbe una serata buona di Sheed per fermare il tedesco e poi tutti dietro a Rondo che deve creare in attacco.
Sperem
Noi di solito quando abbiamo 3-4 giorni di riposo e la possibilità di allenarci a Waltham con calma, usciamo bene. Quindi, intensità fin da subito, con il ritorno di Sheed che potrebbe darci una grossa mano...
Andiamo Celtics!!!
Sarebbe fondamentale l'effettivo rientro di Sheed in quintetto, mentre spero onestamente che si facciano sentire i 3gg di riposo seguiti da una gara casalinga...se non bastano queste condizioni a far dare il massimo almeno a quei pochi che sono sani, davvero non saprei di cosa abbiamo bisogno per offrire una gara grintosa e giocata con la dovuta concentrazione.
Scherzi a parte classica gara da prendere con le molle, se la nostra testa è quella giusta credo si possa portare via (i Mavs visti ieri sono un misto tra il penoso e l'irritante), nelle condizioni fisiche in cui siamo adesso, se abbassiamo la guardia la L arriva sicura.
Speriamo in un Rasheed concentrato in difesa perchè il tedesco è in palla per davvero di questi tempi.
La sensazione e' che con noi nessuno abbia dei passaggi a vuoto, Toronto a parte, e se la giochino tutti alla morte.
Molto dipende per loro dalle lune germaniche, giocatore devastante quando entra in trans agonistica; concordo pure su Howard per la quale ci manca la giusta contraria se dovesse essere in giornata.
Lo spoil system dell'infermeria mi sembra l'unica cosa che veramente funzioni in casa ns., io mi domando quante botte si diano in allenamento perche' non e' la prima volta che accade; se manca il capitano speriamo che Sheed, a proposito di lune, sia quello dell'ultima versione vista.
Da
Sto vedendo su NBA TV OKC contro ATL e devo dire che farei qualsiasi scambio per portare Kevin Durant in biancoverde. Un fenomeno.
Boston sopra di 9 all'intervallo contro Dallas. Voglio solo una W.
ci sono evidenti problemi fisici.
non vedo di cos'altro si può parlare.
Appena il livello si alza... crolliamo a terra. Casa nostra è prateria di conquista.
Quanto sono triste. Tanto.
Speriamo che questo periodo passi in fretta.
Diamine quante brutte sensazioni!!!! Così tante insieme non me le trasmettevano da tempo.
La tristezza è tanta. Non si vede neanche la reazione. E' davvero un momento buio.
Stiamo vicini alla squadra, e aspettiamo. C'è poco da arrabbiarsi credo.
Forza Celtics.
è tutto il meccanismo che manca. mancano le energie fisiche (e mentali). Manca KG, manca un Pierce in forma, manca un Ray che non dovrebbe avere tutti quei mins sulle spalle. Manca un cambio sul PM (e in principio era Daniels). Manca l'atmosfera di inizio stagione.
E' un momento duro. Ne usciremo, ne sono convinto. Però vincere l'Anello è un altra cosa, e temo che per la vittoria finale la strada non sarà facile come quella per uscire da questo brutto periodo.
ps - perdere tutte queste gare in casa è davvero un brutto segnale (in vista dei PO).
Concordo con Celts: senza difesa non si va da nessuna parte. Ma la difesa richiede energie, quelle che noi non abbiamo.
Menzione d'obbligo per un grandissimo Perk, ad una delle sue migliori prove in casacca Celtics.
Concordo, è difficile arrabbiarsi. Non manca l'impegno, ma la forza fisica e mentale di trasformare le intenzioni in azioni.
Si era detto che, in anticipo sulle previsioni, è giunto il momento di Rondo. Decisamente vero se vediamo stasera. Se il ragazzo non fa la differenza, la squadra arranca e non ha nessuna possibilità di portarla a casa.
Anche perché PP gioca con encomiabile orgoglio da Capitano oltre uno stato di forma "minimo", Ray ha nelle ultime un minutaggio d'impiego da ventenne (e stasera la sua parte l'ha fatta) e dalla panca esce poco o nulla.
L'oltre il 70% al tiro di Dallas nel secondo tempo dà i brividi. Il tedescone è stellare, ma se a un maestro del jump shot lasci metri di spazio poi non puoi certo lamentarti se ti massacra.
Sembra che all'ambiente serva una scossa per rivitalizzarsi. Ma non credo che il mercato ci possa offrire di tali rianimatori.
Cerchiamo di sopravvavivere, certo è che nemmeno il più convinto degli ottimisti riuscirebbe rimanere tale in questo momento (ancor più dopo stasera). E non è un fatto di sconfitte, ma di atteggiamento e problemi di gioco espresso.
Celtics follow the dreams
Tutto vero, ma è anche vero che i nostri erano riposati e loro erano in "back to back", ed il loro 57% al tiro è un dato assurdo...Thibodeau, e allora? Purtroppo questa squadra assomiglia sempre di più ai Celtics di fine anni Ottanta: spesso infortunati, in un dorato tramonto in cui l'impegno non manca mai ma vengono meno le risorse fisiche.
Perchè il Garnett che tornerà tra poco, lo sappiamo, non sarà quello del titolo, e difficilmente potrà cambiare completamente il "trend" che sta inghiottendo i Celtics nella mediocrità di sette sconfitte casalinghe.
Fabio ha ragione..concedere il 57% dal campo, in casa, è inconcepibile.Continuiamo a perdere un mare di palloni e concediamo regolarmente più rimbalzi agli avversari.Ma, sinceramente, ciò che sconcerta di più, in questa squadra è la svogliatezza e l'atteggiamento mentale, che troppe volte tende a cambiare nel corso di una stessa partita.
E allora, per cercare di tirarci un pò su,aspettiamo il nostro Godot, al secolo KG.Anche se sappiamo che non sarà quello dell'anno del titolo.Ma tanto basta per riscaldarci gli animi e cullare qualche illusione in più.Anche se, personalmente , credo che ci voglia ben altro, per risvegliare questi Celtics dal torpore che li attanaglia.Vero Doc?
Cal
Ma Cal e Legend se vi fa venire i brividi il fatto di aver concesso il 57% dal campo complessivo, non immagino quali pensieri possa suscitarvi sapere che nel secondo tempo hanno tirato dal campo con oltre il 70%(!!!!). E garantisco che tra contropiedi e tiri in libertà la percentuale è buona parte frutto di una nostra difesa scadente più che di una loro "fase" di ispirazione realizzativa.
Nel 3°, quando si è decisa la gara, hanno tirato con l'81%... 34 punti subiti in un quarto, e giustamente quando finiamo sotto nei finali non abbiamo più la forza di reagire perché come detto 1.000 volte non basta un Click...
Inutile nascondersi dietro ad un dito, questa squadra si nutre di difesa, e questa squadra fino ad oggi di partite giocate con la difesa da Celtics ne ha giocate tre o quattro, il resto sono ibridi venuti più o meno bene.
E nel post game il Doc rimarca che nel secondo tempo abbiamo difeso da schifo :
Citazione:Nel dettaglio a me sembra che ci sono alcuni giocatori che hanno la presunzione di potersi prendere lunghe pause difensive a piacimento (esulo da questo discorso perkins e Scalabrine), in difesa a livello di impegno per prima cosa bisogna darsi da fare, Rasheed stanotte non ha visto Nowitzki neppure con il binocolo e a volte sui cambi gli andava via pure Dampier, Jason Kidd ha messo Rondo dentro ad un tramezzino e ci ha fatto colazione, Big baby sarà pure indietro di condizione ma in difesa fa poco o nulla, e a questo punto la cosa che tempo di più è che questa squadra non si scuote più davanti a nulla, il Garden ormai è terra di nessuno, se dopo due sconfitte interne, con una gara ben messa, si ha la presunzione di smettere di giocare con il rischio chiaro che le sconfitte interne passino da 2 a 3, allora non so cosa possa scuotere questa gente.
Francamente che questa squadra in tre mesi ritrovi la salute fisica, e la testa per vincere quattro serie di playoff la vedo veramente dura.
Atteggiamento sbagliato, gente che non ci mette impegno, fatica a fare le cose semplici. Ma ditemi voi dove si va. E pensate che sia solo un fatto di condizione fisca. No, non è solo quello. L'anno scorso, tolto Garnett, c'era tutt'altro atteggiamento in campo.
Così non si va da nessuna parte.
Da
Aspettiamo fine anno per tirare le somme.
Quello che mi preoccupa non è neanche tanto la stagione passata o quella presente, ma le prospettive future.
La fine degli spurs io non la voglio fare..chi vuol capire capisca..
Ero quasi convinto l'avremmo persa e purtroppo ho fatto centro.
Per contro non sono d'accordo con la tua affermazione: questa squadra di veterani che gioca insieme da tre stagioni non ha bisogno di 3 mesi per cambiare marcia, bensì di 3 settimane o forse anche meno! Altrimenti l'esperienza a cosa servirebbe?
Mi sbaglierò ma se questa partita fosse stata G3 della finale l'avremmo vinta, ma non grazie a T.Allen bensì alla difesa che i Celtics avrebbero messo in campo, in primis Sheed sul tedesco.
Troppo ottimista? Forse, ma i Mavs in serata vincono dappertutto e non è strettamente necessario che i Celtics "rotti" si spalmino sul parquet a metà gennaio per vincere partite come questa.
La differenza in questa partita è stata questa cosa: loro nel secondo tempo hanno alzato l'intensità difensiva, mentre noi l'abbiamo abbassata senza motivo valido... il DOC ha detto nel dopo gara che la squadra ha pensato che i Mavs nel secondo tempo l'avrebbero data su e da lì non ti riprendi più... ripeto, Rivers deve accorgersi di questo prima che questo accada... altrimenti la responsabilità è anche sua... così come l'abbiamo elogiato x essere un grande motivatore, oggi è giusto criticarlo... il primo anno è stato più facile gestire quel gruppo che voleva dimostrare al mondo di essere il più forte, adesso è più difficile non sedersi sugli allori... dai DOC, "entra nel cuore dei giocatori", la testa spesso è ingannevole...
Never underestimate the heart of a champion!
...And now we get 5 (or 6)!
A parte gli scherzi le affinità di questi Celtics con quelli di fine anni '80 sono molte ma non è detto che le storie finiscano tutte nello stesso modo e, soprattutto, credo concorderai con me quando sottolineo che la guida di questa squadra - KG - è molto differente da quella di Bird, il che basta per delineare una profonda differenza tra le due squadre.
Altro capitolo: KG non è quello del titolo --> Neanche i Celtics di oggi lo sono perchè Rondo è diventato un all star, Perk è salito di livello soprattutto in continuità, la panchina è almeno altrettanto valida di quella di 2 anni fa e non direi che Pierce ed Allen hanno perso dei colpi.
Guarda: aborro l'utilizzo dei pollici ma in questo caso te ne do uno "up" virtuale perchè concordo con la tua affermazione salvo per un particolare: divido nettamente RS da PO e se fossimo nei PO non potrei trovare parole migliori per richiamare al proprio dovere - ovvero alle responsabilità - il caro Rivers, ma ora siamo in RS e prima dell'ASG: non me sento di chiedere sangue e sudore in questo frangente ad una squadra che sappiamo essere minata dagli infortuni. Per cose del genere vanno bene Carlisle (vedi la coincidenza), ecc.
La capacità di Rivers, ovvero di un ottimo allenatore, è anche quella di capire e saper scegliere i momenti giusti in cui chiedere ai propri atleti di spingere a tavoletta.
Ma qui non è questione di spingere a tavoletta... con i Warriors siamo andati a +18 e abbiamo smesso di giocare... con Chicago non abbiamo neanche iniziato... con Atlanta abbiamo mollato dopo il delirio del triplo tecnico... ieri nel secondo tempo non siamo rientrati in campo... i Mavs facevano quello che volevano... eravamo reduci da 4 giorni di riposo, sopra di 9 a inizio terzo quarto... bastava spingere 10 minuti e la si chiudeva, i Mavs non avrebbero avuto la forza x reagire... la questione è questa, abbiamo voglia di andare a giocarci una possibile gara 7 a Cleveland ed eventualmente a LA in finale? Io se potessi, eviterei...
Cal
Io immagino che Rivers lo accetti anche meno di me e di te, ma sia affinchè un coach ti trasmetta certe cose ci vogliono orecchie disponibili ad ascoltare, e inizio a temere che non ce ne siano molte. Non credo che Rivers possa fare molto di più o che per assurdo un cambio di coach possa aprire certe orecchie.
Se questo atteggiamento dovesse persistere più che tirare in ballo il Doc va tirato in ballo Ainge, non tanto per quanto fatto fino ad ora ma per quello da fare in futuro, perchè se una squadra è logora fisicamente si può provare ad allungare il roster (e quindi spendere ancora) di più per vincere ancora, se una squadra non ha più voglia di vincere non c'è più molto da fare, e se Ainge verificasse questa ipotesi, sarà bene se ne ricordi da subito sia in sede di rinnovi, sia in caso di trade, e aggiungo SENZA STARE A FARE TANTI SENTIMENTALISMI, perchè i sentimentalismi si fanno per chi da tutto, per chi vivacchia c'è la porta.
Poi se come dice Piero in tre settimane si svolta cestino tutto quanto detto in questo messaggio, ma io ripeto il Garden ormai è stato conquistato da tutti, mancano Visgoti e Unni e poi è al completo, ho dei seri dubbi.
Parere personale, non conta dove te la giochi ma come te la giochi. Alla fine nei PO dell'anno scorso i Magic hanno fatto saltare il fattore campo due volte. Quindi a questo punto e visto il nostro rendimento interno il fattore campo è piuttosto relativo.
Questo campionato ha un andamento strano. Le contender hanno improvvisi ed inattesi passaggi vuoto. Tutte tranne una, LA. Sarà il calendario favorevole, sarà che spremono i titolari, sarà quel che volete, ma ad oggi ad Ovest non c'è un'avversaria credibile e ad East le tre candidate di inizio stagione (Noi, Magic e Cavs) sono alle prese con problemi vari che sembrano essere di natura strutturale (quindi non risolvibili a breve) e la conteder aggiunta Atlanta non offre conferme tra un exploit e l'altro. Se ne devo salvare una vado coi Cavs (i quali non mi convincono per nulla) per il semplice fatto che hanno Il Prescelto.
Se noi fossimo quelli vincenti contro i Magic ovvio che il discorso cambierebbe radicalmente. Ma quei Celtics sono merce rara ormai, stile avvistamento Panda. Possiamo sperare che sappiamo replicare quell'intesità difensiva nei PO per tutte le serie, ma oggettivamente finora indizi a sostegno di tale speme tale stagione non ce ne ha offerti.
La realtà dei fatti è che, in questo momento, nello scenario NBA è difficile individuare una vero rivale di LA che ha pure trovato in Shannon Brown un elemento di valore per allungare la panchina.
Concordo ma, per contro, non ho mai letto una cosa del genere.
Ho già espresso il mio disaccordo sulla tesi di Leo e non posso che ribardirlo te.
Forse la differenza tra i ns. pensieri è acuita, nel giorno della sconfitta, dal differente pronostico sulla gara.
In ogni caso non riesco proprio a entrare nell'ottica "ok panic" per questa sconfitta o per una serie di risultati deludenti.
Se ciò si verificasse a fine marzo sarei di diverso avviso ma al momento sono convinto nelle capacità dello staff e dei giocatori di girare la frittata quando sarà cotta: farlo prima non serve se non a lasciarla un po' cruda o a dover fare il lavoro 2 volte.
"Piero il cuoco"
Io non auspico di certo un cambio di coach... sarà perché ormai pratico filosofie orientali da un po', e credo che ascoltare con le orecchie non sia sufficiente... bisogna ascoltare con il cuore, bisogna sentire... tutti abbiamo dentro una forza che può essere tirata fuori, a volte anche le parole di un coach possono servire a fare questo... l'UBUNTU di 2 anni orsono non era una parola di 6 lettere era un modo di vivere il basket... auspico un ritorno a quell'umiltà, con l'arroganza non si va da nessuna parte... il fatto che Rondo e Kp siano più forti di 2 anni paradossalmente può rivelarsi un boomerang... sono ancora i BIG che devono dare l'esempio e chi non sta sulla stessa pagina è meglio che si faccia da parte... questa squadra deve ritrovare unità, e il coach serve soprattutto a questo... se Rivers non riesce più a entrare nell'anima dei giocatori, cambi atteggiamento e trovi altre soluzioni x farlo... non è detto che ciò che andava bene ieri vada bene anche oggi... le situazioni sono in continuo mutamento... mi scuso x la digressione extra-cestistica...
Parole sante anzi taumaturgiche quando hai a che fare con una squadra di veterani un po' acciaccati.
Concordo anche sul discorso Cavs: i loro difetti si palesano meno dei nostri perchè LBJ gioca a Cleveland... e stiamo parlando del miglior giocatore dell'NBA nel suo prime.
I Lakers vanno forte ma in una serie a 7 li vedo sconfitti sia da noi che dai Cavs: da noi per il maggior valore "di squadra" dai Cavs per il maggior valore del singolo (nell'incapacità losangelena di convertirsi a "team" nei momenti di difficoltà).
Non riesco proprio a non darti torto e nel, contempo, a riflettere:
1) Come dici tu questa sconfitta conferma quanto già si sapeva;
2) Se già lo sapevamo perchè pensavamo fosse diverso?
Questi Mavs sono uno squadrone pazzerello che ha il secondo record a ovest per cui perdere ci sta a prescindere dagli infortuni. Ora: se siamo a conoscenza della situazione della nostra squadra in termini di approcio alle gare e di gestione delle risorse in RS perchè, anche alla luce degli acciacchi e delle assenze, non aspettarsi una sconfitta? Forse perchè ci si era trovati nella condizione di poterla vincere? O forse perchè, al di là della ragionevolezza, ci si aspetta che questa squadra vinca ogni partita?
Io credo che una sconfitta come questa vada commentata con maggior distacco - che non è facile - ovvero non "a caldo": si potrebbe anche vedere come questo risultato è in linea con delle aspettative più reali e ponderate sulle effettive potenzialità situazionali.
Penso che le possibilità di vincere il titolo quest'anno ci sono ancora tutte.
Fondamentale è recuperare le energie e forma fisica di garnett e &.
Il punto interrogativo sono le prossime stagioni con molti quesiti da sciogliere. Si potra andare avanti in queste condizioni? Garnett che garanzie fisiche da? Pierce è nella fase calante della sua carriera?
Il tutto al di la di un possibile titolo a giugno, che non dovrà influenzare decisioni e/o opinioni.
Io, la fine degli spurs, lo ripeto non la voglio fare.
Onestamente al 2012 ci sono "solo" due anni e siamo ancora una delle squadre da titolo, quindi inutile farsi Pippe su come rifondare allora, qui bisogna pensare a vincere fino a giugno, poi una prima valutazione si farà in estate ora per quanto prove come quelle di stanotte siano irritanti, bisogna pensare al titolo e basta.
Citazione ReggieGanzoLewis:
A livello di gioco i Lakers come passaggi a vuoto ne hanno avuti più di tutti e fossi in loro non starei tranquillo perchè anche la la sindrome da pancia piena è palese, e non difendono neppure la metà di come difendevano lo scorso anno. Poi giocano in una conference dove la seconda ha il 65% di W e questo aiuta di brutto. Io penso che se a Portland non si rompono tutti i Lakers avevano già trovato chi gli faceva le scarpe.
Orlando sta peggio di noi per due motivi, il primo è perchè giocano male di suo e non per scarsa applicazione, e quindi dare una svolta tecnica ad una squadra che ha palesi problemi nella versione attuale è dura, il secondo motivo è che senza Turkoglu, è saltato l'equilibrio tattico che era la loro forza, riducendo Rashard Lewis ad un fantasma, con la palla perennemente lontano da cui dovrebbe averla sempre per le mani, rendendo così i Magic di una prevedibilità assurda.
Personalmente appartengo alla quota di tifosi che quest'anno non ha mai visto di buon occhio la nostra forma anche in periodi di strisce vincenti. Però il motivo per cui siamo tutti un po' amareggiati è semplice: aspettarsi una sconfitta ci può stare e nessuna squadra vince sempre tutte le partite, ma non per questo non si deve sottolineare in senso negativo quando funziona per metà gara e poi "sbraca" palesemente come ieri notte; è vero che siamo in forma precaria, sia per motivi fisici che tecnici, ma quando si concede così tanto e così, per così dire "ingloriosamente" rispetto alle nostre potenzialità credo sia normale e giusto sentirsi delusi.
Credo che i nostri mali in generale partano dalla strisciante incapacità di far valere il nostro marchio di fabbrica 2008, la difesa famelica applicata col raziocinio di uno stratega; chiaro che quando sei fisicamente sotto tono le cose si fanno ancora più difficili. Da questo punto di vista sono d'accordo sul non drammatizzare: la qual cosa, in senso opposto, è però sconfortante, cioè prendere atto del fatto che siamo in cattive acque (che al tifoso non fa mai piacere). Preciso che ieri non ho visto la gara, ma quelle che ho potuto vedere quest'anno in precedenza mi hanno dato l'impressione descritta prima, cioè che al momento siamo sotto il "par" (e qui un poco mi deprimo anche io, soprattutto pensando alla squadra "beluina" che nei terzi quarti schiantava i rivali invece di subire l' 81%...); comunque in settimana il catodo, pardon il cristallo liquido, ci supporta... Vediamo
http://www.boston.com/sports/basketball/celtics/extras/celtics_blog/2010/01/pierce_defense.html
http://www.iamaceltic.it/archivio/blog/209-i-dolori-del-capitano.html
La mia impressione purtroppo è chwe una squadra "in missione" come quella che ci ha portato al titolo fosse una dolcissima anomalia, una trance agonistica lunga tutta la stagione.
Con questo però non vorrei essere frainteso, non intendo dire che non si potrà vincere mai più ma che nel farlo i modi saranno sicuramente differenti, di sicuro non siamo in grado di dominare la lega per intenderci ma non per questo siamo da tagliare fuori per la lotta al titolo.
Qualcuno ha parlato di poca voglia in difesa, concordo, e aggiungo che è proprio questo uno degli effetti più evidenti di questa diversa formazione mentale Celtica.
Gli infortuni sono sicuramente un alibi, ma è anche vero che avevamo avuto problemi di intensità anche con KG in campo.
La cura per me è solo una: ritrovare la forma e gli infortunati e soprattutto ritrovare quel fuoco che ci ha portato alla vittoria nel momento in cui servirà davvero.
Mi preoccupano le sconfitte in RS ma fino ad un certo punto, si sà che i PO sonop un'altra cosa e questa squadra, spinta dallo spirito giusto, può dire moltissimo nella Post-Season.
Nel texas è bene ricordare che di titoli ne sono piovuti parecchi negli ultini 13 anni quindi se magari là vogliono cavalcare i duncan e ginobili fino alla fine è perchè quel nucleo oltre ad essersi sbucciato le ginocchia spesso e volentieri ha regalato notevoli soddisfazioni alla comunità!!!!
Noi non abbiamo avuto la fortuna in lotteria dei texani quindi con abilità manageriali siamo riusciti a costruirci uno zoccolo duro vincente di 5 anni, volendo si può provare a sondare il mercato per ray allen (il massimo sarebbe fare il solito giochetto di s.antonio di cederlo farlo tagliare e riprenderlo) ma bisogna vedere chi riesci a prendere!!!! ti danno hamilton e prince perchè a detroit soldini ce n'è pochi? ok parliamone, ma se dai ray allen per 2 o 3 mediocri allora tanto vale giocarsela con ray fino a giugno e poi vedere.
Io continuo a pensare che il campionato è ancora lungo e continuo a credere nelle capacità della società intera (quindi dal gm al 12° giocatore a roster) e non riesco ancora a schiacciare il pulsante del panico, anche se la lampadina, non si può ignorare è accesa
ray allen al momento dei big three è sicuramente il piu integro, non c'e dubbio.
E cmq pierce mi sembra che ha dichiarato cose tuttosommato condivisibili
Poi perché BB non fa più in attacco il gioco a due con Rondo dove tira dai 4/5 metri(diciamo dalla mattonella di KG) che l'anno scorso aveva fatto un gran male agli avversari?
Solo per mancanza di allenamento?
Realmente al inizio del quarto periodo abbiamo subito passivamnente Dallas senza reagire,non riuscivamo neanche a tirare...siamo proprio cotti fisicamente,più passano i giorni e più credo che il primo anno dei Big Three siamo stati "fortunati" che è andato tutto bene e nessuno si sia infortunato,ma ora forse è già arrivato il momento di comninciare a rifondare?
Magari sarò esagerato ma KG sono scettico che l'anno prossimo si presenti in un forma vicina a quella del 2008 e anche chi abbiamo preso per sostituirlo(Wallace) mi sembra giochi peggio di BB lo scorso anno....almeno questa è la mia idea.
Vediamo Danny cosa deciderà di fare,intanto vediamo di andare più lontano possibile ai PO!
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