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Recap
Orrida sconfitta per i Celtics che con un secondo tempo inguardabile riescono nella difficile impresa di perdere in casa dai Sixers privi di Williams e Iverson, a conferma del fatto che nell' NBA le partite non si vincono per diritto acquisito e che un minimo sindacale di concentrazione è dovuto anche in quelle gare che possono sembrare semplici allenamenti.

RECAP
Canonico tutto esaurito per quella che "dovrebbe" essere una passeggiata di salute: Iverson, a causa di problemi fisici assortiti resta fuori e coach Jordan, coerentemente con le recenti velleità di small ball, inserisce in quintetto Green a discapito di Brand, ancora sesto uomo (e con risultati decisivi, come vedremo): ospiti dunque in campo con Dalembert, Young, Iguodala, Green e il rookie Holiday.
Nessuna sorpresa invece per i Celtics, che schierano il canonico Perkins, Garnett, Pierce, R. Allen e Rondo.
La partenza è, come si conviene, "di studio": dopo la tripla in apertura di Ray un buon Perkins inizia da subito a far la voce grossa sotto le plance e dopo 3 minuti, sul 7-6 ha già messo in carniere 4 punti e due rimbalzi. Intorno alla metà del quarto Boston prova a piazzare lo strappo ed in effetti il piano pare riuscire: KG, Allen e Rondo costruiscono un 12-3 che porta il vantaggio in doppia cifra (22-12) a due minuti dalla sirena. Brand e poi Green cercano di porre rimedio e il parziale termina 24-17 con la rassicurante sensazione che si possa gestire la gara in agevole controllo. Molto bene sinora Perkins, assoluto padrone del pitturato e Garnett, rebus irrisolto per la difesa dei Sixers che non pare avere uomini in grado di limitarne le scorribande offensive.
Anche il secondo periodo, con le riserve in campo, si apre sotto ottimi auspici: Wallace entra carico come una molla (pure troppo, come vedremo) e in 120 secondi mette a ferro e fuoco la retina degli avvesrari con 5 punti consecutivi. Benissimo anche Tony Allen (10 all'intervallo e una rassicurante sensazione di presenza mentale) che in mezzo a qualche usuale lapsus mostra di poter dare il suo contributo alla causa, tanto più importante in assenza di Daniels. Per tutti i 12 minuti i padroni di casa si mantengono intorno alla doppia cifra di vantaggio raggiungendo anche i 15 punti dopo un bel layup proprio del numero 42 su assist di Rondo (50-35). Unica nota stonata l'espulsione di Wallace a 5.35 dall' intervallo dopo un "vivace" scambio di opinioni con Bill Kennedy. Poco male, si penserebbe, la partita è già in frigo: 40-29 con il 49% dal campo (50% da tre punti) mentre i Sixers sparacchiano con il 36% e la coppia Iguodaka-Holiday mette insieme un disgraziatissimo 1/11. I biancoverdi ci mettono anche qualche attimo di showtime quando Rajon calibra male per l'alley oop di Garnett e il numero 5 dimostra quale sia la differenza tra un buon giocatore e un campione cambiando in corsa il piano d'azione e servendo dietro la schiena Perkins per la comodissima conclusione.
La sirena ulula sancendo il 53-42 Boston, con un Perkins sontuoso (9 punti e 13 rimbalzi), facilitato anche dal quintetto "piccolo" messo in campo da Jordan. La latitanza sotto le plance di Brand fa il resto per un parziale a rimbalzo di 31-20.
Garbage time dunque? Nemmeno per sogno, anche se alla ripresa dei giochi la situazione resta confortante:
Ray Allen, dopo il 3/10 del primo tempo, mette subito il jumper e siamo 57-44, poi Green offre un preludio di quello che sarà il calvario biancoverde battendo in palleggio il nostro numero 20, subendo il fallo e segnando il libero, poi mettendo altri 2 punti per riportare i suoi sul -10 (49-59). Iguodala viene lasciato solissimo e mette la tripla, lasciando aperto un parziale di 8-0 in un minuto. già 15 perse per i Celtics e ora si gira a vuoto. Allen
proprio non riesce a tenere Green e Jordan ne approfitta concedendogli più di un isolamento: ancora una penetrazione, ancora il fruscio della retina. Ci vuole Garnett, dopo una peraltro pessima azione in attacco, a smuovere il tabellino: canestro e fallo, tre punti per il 62-54. Pierce finalmente si iscrive alla partita e segna il 64-56.
ora si fatica anche a rimbalzo consentendo 3 offensivi di seguito ai Sixers che con Brand al quarto tentativo vanno a segno per il 65-60. Davvero un brutto quarto sinora: 12 punti segnati in 8 minuti e le sicurezze svaniscono rapidamente osservando gli attacch isconclusionati e le difese contemplative dei Celtics (4 rimbalzi compessivi nei primi 10 minuti del terzo perido contro i 10 degli avversari). Non si riesce a fermare l'emorragia e punto su punto gli ospiti riguadagnano inesorabilmente terreno: ormai Brand e Speights fanno la voce grossa nel pitturato mentre Kg e Perkins gradualmente spariscono dall'incontro, assieme a un Capitano che a onor del vero non c'è mai entrato completamente, fatta salva qualche fiammata estemporanea. Nel finale Boston prova a scuotersi e, prima Garnett, poi Williams, serviti da due precisi assist di Rondo rimandano a -6 i Sixers, Questa volta ci pensa Holiday, con i primi 3 punti della sua gara, a riportare sotto Phila (73-70). Si entra sul rettilineo finale avanti di 4 (76-72) e la sensazione è quella che bisognerà sudarsela fino all'ultimo istante.
Si inizia però ancora con approccio morbido e l'ennesima seconda opportunità concessa a Speights regala agli increduli ospiti il -2 ma ancora Rondo decide che è abbastanza e prima segna sul ribaltamento, poi brucia Holiday sul primo passo, sbatte su Speights che arriva in aiuto, segna e prende fallo: 5 punti consecutivi nel momento più delicato. Purtroppo la buona volontà del numero 9 non basta e il solito Green, uccellando House, porta i Sixers sull' 80-81. Scal fa 1/2 ai libri e sul rimbalzo offensivo Perk trova 2 punti d'oro (84-80). A proposito, ora il conto dei rimbalzi nel secondo tempo è un inspiegabile 18-9 Sixers che ormai hanno in mano l'inerzia. Ne approfittano mettendo la freccia e portandosi in vantaggio a 6 minuti dall' ultima sirena con due liberi di un ormai inarrestabile Brand che, in coppia con Speights, a questo punto ha ormai il controllo delle operazioni (35 punti in due sinora). 87-86 per gli ospiti dunque. Il bigliettone e Pierce sparacchiano a salve senza un minimo di logica e l'unico a reagire è ancora il giovane play biancoverde dando il via all'ultima fiammata di orgoglio dei padroni di casa: brucia Iguodala, segna e subisce il fallo; il libero non va ma sul rimbalzo Garnett trova Allen che lascia partire la tripla: solo il fruscio della retina accompagna il 91-89. Purtroppo Pierce sbaglia in transizione la schiacciata del +4, peraltro probabilmente toccato fallosamente da Iguodala in recupero. Gli ultimi secondi sono un incubo che si materializza con un altro rimbalzo offensivo di Brand che corregge la conclusione sbagliata di Speights. L'estrema, confusa azione offensiva si spegne sul ferro: 98-97 e ospiti che, giustamente, festeggiano.
Che dire? sconfitta meritata, se non altro per l'atteggiamento mostrato nel secondo tempo. Da salvare la verve di Tony Allen e l'orgoglio di Rondo, l'unico a provarci fino alla fine. Tra gli altri male Pierce, mai nel cuore dell'incontro; Ray a sprazzi mentre Garnett e Perkins, dopo un primo tempo con il botto, si congedano gentilmente dal match lasciando Speights e Brand (non Duncan) a bivaccare allegramente in area. Per completezza di informazione segnaliamo un arbitraggio non propriamente casalingo che ha dato l'impressione di punire i padroni di casa in alcune circostanze decisive, vedi la citata transizione di Pierce fermato da Iguodala, oppure un rimbalzo difensivo nel finale conquistato ancora dal Capitano che sembrava "pulito", trasformato in due liberi cruciali segnati da Speights. Dettagli, comunque, che non cancellano una prestazione veramente "indigeribile".
PREVIEW
Nella notte italiana di Sabato, al TD Banknorth Garden andrà in scena il terzo faccia a faccia stagionale tra Celtics e Sixers. Ci sono stati momenti in cui solo questo fatto sarebbe stato sufficiente per mobilitare tutta l'opinione pubblica degli Stati Uniti (sportivamente parlando, ovvio). Attualmente poco o nulla resta dell’antico appeal, delle guerre tra Bill Russell e Wilt Chamberlain degli anni ‘60 o tra Larry Legend e Dr. J nei primi ’80. La "colpa"? Beh, non occorre certo cercarla in quel di Boston: la truppa di Rivers, per il terzo anno consecutivo veleggia nelle zone altissime della classifica. Non altrettanto si può dire dei prossimi avversari, passati da "solida speranza" a "cocente delusione in pieno marasma".
Eh si, perchè i Sixers, sulla carta, a Novembre parevano destinati perlomeno alla replica del buon piazzamento del 2009, quando si erano onorevolmente qualificati per i playoffs. Young con un anno di esperienza in più, Brand finalmente recuperato. Purtroppo, dopo un inizio interlocutorio, Eddie Jordan e i suoi sono sprofondati in una serie di rovesci tecnici e gestionali da far accapponare la pelle anche ai tifosi più coriacei. Di fatto Brand, che avrebbe dovuto garantire la dovuta solidità sotto le plance non è mai riuscito a fare la differenza; Lou Williams si è dimostrato una bella point guard ma, come sarebbe stato lecito temere, tutto il contrario di un buon organizzatore di gioco (Miller non poteva essere l'uomo giusto? Mah...); Iguodala è solido, talentuoso, capace di prestazioni da 25 punti, ma, e sia detto con tutto il rispetto, non ha il piglio del leader; Young è un prospetto con i fiocchi, potenzialmente un futuro All Star, ma deve ancora crescere; Dalembert è un onesto mestierante.I tentativi di salvare il salvabile finora sono stati assolutamente inutili: dapprima si è cercato di piazzare Brand al miglior offerente, ma il rapporto qualità/prezzo del giocatore attualmente è talmente deficitario da sconsigliare l'acquisto anche al GM più scriteriato; poi, in un'operazione in cui il lato puramente commerciale e quello tecnico si fondono fino a risultare indistinguibili, si è riportato a casa tra lacrime di riconoscenza il figliol prodigo Iverson. I risultati? Prima dell'arrivo di AI, dal 20 Novembre 0 vinte e 8 perse. Dopo, 1 vinta e 5 perse. Bene? Ancora mah...
Tra l'altro Iverson, che si era detto disponibile a "fare il necessario per aiutare il coach e i ragazzi a vincere, e poco importa se partirò dalla panchina", stante l'infortunio (provvidenziale?) di Wiliams, è stato immediatamente proiettato in quintetto base, peraltro con risultati non strabilianti: 15.6 punti e 4.2 assist a partita con il 41% dal campo.
Quali saranno i Sixers schierati sul parquet incrociato del Garden al tip-off? Cominciamo con il dire che Iverson non si è allenato per tutta la settimana a causa di un ginocchio non al 100%. In dubbio già contro i Cavs, ha comunque giocato per 34 minuti. Rimane "questionable" ma dovrebbe essere della partita.
Presumibile che dopo la vittoria su Golden State e la tutto sommato "buona" sconfitta a cospetto di Re LeBron, arrivata solo nel quarto periodo e grazie a un paio di giocate risolutive del Prescelto, Jordan riproponga Dalembert, Young, Iguodala, Iverson e Holiday con Brand sesto uomo (nelle ultime due gare partendo dal "pino" 11 punti e 7 rimbalzi con un complessivo 10/14 al tiro). Quintetto rapido, agile e difficilmente leggibile dagli avversari anche se in termini di presenza sotto le plance sembra destinato a soffrire la prestanza della coppia Perkins-Garnett. Unica novità di rilievo in mezzo a tante facce conosciute il rookie Jrue (sic!) Holiday, diciassettesima scelta all'ultimo draft, classe 1990 e tante buone qualità. Già vincitore del "Gatorade Player of The Year" come miglior giocatore di High School degli USA, ha un po' faticato a UCLA, da cui lo "scivolamento" fino alla seconda metà del primo giro. In prospettiva è un buon difensore, con braccia lunghe e ottima velocità. Il tiro non è il suo forte (e anche quest'anno lo sta confermando con percentuali abbondantemente inferiori al 40%) ma data la presenza di Iverson le sue caratteristiche possono essere una sorta di "quadratura del cerchio" per tentare di garantire una qualche solidità a un reparto esterni che concede decisamente troppo agli avversari, come dimostra il primo posto assoluto (con margine) nella percentuale di tiri da tre concessa. Ray Allen, Pierce, Wallace e House attendono speranzosi.
Difficile comunque parlare di "chiave tattica della partita" quando si incontrano due squadre agli antipodi della classifica, l'una lanciata in una serie aperta di 11 vittorie, l'altra capace di battere solo gli ancor più derelitti Golden State Warriors in un arco di tempo di tre settimane e 14 partite. La logica consiglierebbe di limitarsi a un laconico "basterebbe che i Celtics si limitassero all'ordinaria amministrazione, niente di più".
Da parte Celtics tutti abili e arruolati, fatti salvi i "lungodegenti" Glen davis e Marquis Daniels. Mentre per il secondo la convalescenza sarà ancora piuttosto lunga, Big Baby inizia a scaldare i motori per il rientro, che dovrebbe (condizionale d'obbligo) avvenire durante la prossima trasferta a occidente che inizierà il 27 Dicembre, a Los Angeles contro i Clippers. Aggiungiamo un arrivederci a presto per Lester Hudson, play assai poco utilizzato in questo inizio di stagione, spedito ai Maine Red Claws per "mettere un po' di basket nel motore" in D-League.
A proposito di "serie aperta di 11 vittorie"...in chiusura sottolineiamo a mo' di curiosità come, in caso di successo, questi Celtics potrebbero aggiornare la "top ten" delle strisce vincenti appaiando al nono posto di sempre i biancoverdi di Havlicek (31/10-28/11 1973), quelli di Bird poi vincitori dell'anello (9/12/1979-1/1 1981) e la squadra dell'anno scorso prima che il ferale infortunio di KG tarpasse le speranze di repeat (11/1-3/2 2009).
Con tutti gli scongiuri del caso, Go Celtics!
Philadelphia 76ers (6-19) at Boston Celtics (20-4)
Friday, December 18
7:30 PM ET
Game #25, Home Game #12
TV: CSNHD, CSN-P, NBA LP 754
Radio: WEEI, WIP
TD Garden
Probable Starters Boston Celtics
Rajon Rondo PPG 12.0 APG 9.5 SPG 2.5
Ray Allen PPG 15.5 APG 3.0 3P% .364
Paul Pierce PPG 18.0 RPG 4.4 APG 3.8
Kevin Garnett PPG 15.3 RPG 7.5 BPG 0.7
Kendrick Perkins PPG 12.0 RPG 7.5 BPG 1.9
Reserves
Rasheed Wallace
Eddie House
Shelden Williams
JR Giddens
Brian Scalabrine
Tony Allen
Injuries
Glen Davis (thumb) out
Marquis Daniels (wrist) out
D-League
Bill Walker
Lester Hudson
Probable Starters Philadelphia 76ers
Jrue Holiday PPG 5.9 RPG 2.7 SPG 1.0
Allen Iverson PPG 14.4 APG 4.0 3P% .500
Andre Iguodala PPG 19.7 APG 5.5 3P% .324
Thaddeus Young PPG 16.0 RPG 5.4 BPG 0.1
Samuel Dalembert PPG 6.5 RPG 8.4 BPG 2.0
Reserves
Rodney Carney
Willie Green
Royal Ivey
Jason Smith
Elton Brand
Jason Kapono
Mareese Speights
Primoz Brezec
Injuries
Lou Williams (jaw) out
Allen Iverson (knee, shoulder) questionable



Commenti
Da
Loro sono i soliti, atletismo elevato, ulteriormente accresciuto dal quintetto piccolo (Garnett falli pentire presto), poco tiro da fuori a meno di serata di grazia di un Iverson motivatissimo (non si allena? strano, vero?), Igoudala in un buon periodo realizzativo che si è sempre superato contro Pierce e il ritorno di uno Speights (nome e cognome che non mi entreranno mai in testa) che era una delle sorprese della stagione.
Ma noi abbiamo avuto tre giorni di riposo e se evitiamo di pensare solo alla partita di Natale potremmo davvero giocare tre partite di allenamento e poco poù.
Let's go Celtics!
Iverson non ci sarà a causa di un infortunio alla spalla sinistra e di una forma di artrite al ginocchio sinistro, ci informa il Philadelphia Inquirer:
http://www.philly.com/inquirer/sports/20091218_Injured_Iverson_to_miss_76ers__game_with_Celtics.html
Il probabile quintetto sarà perciò:
Green
Iguodala
Young
Brand
Dalembert
Proprio vero.
Non so voi ma io sono dispiaciuto nel vedere i Sixers così perchè è sempre bello pensarli come quelli delle sfide storiche degli anni '80: Malone, Dr. J, Cheeks, Toney, ecc.
Quest'anno la Atlantic è una vera tragedia e se da un punto di vista numerico (squadre deboli richiedono un minor impegno per portare a casa la vittoria ed in RS va comodo anche questo) è un bene, sotto il profilo del gioco non è esaltante.
Di fatto queste 3 partite dovrebbero essere degli allenamenti ovvero dei numeri per rinforzare la striscia vincente che, di per sè, serve solo agli appassionati di statistiche (cioè a quei tifosi che, conti alla mano, dicono che Bosh è molto più forte di KG
L'unico dubbio che posso nutrire è quello che gente come Iguodala e probabilmente qualche altro dia più del 100% proprio perchè manca Iverson in modo da far capire alla dirigenza Sixers che AI non andava riportato a Philadelphia e che adesso le gerarchie di spogliatoio sono cambiate e sono in mano ad Andrè Iguodala che, per inciso, non l'ha preso tanto bene questo ritorno del figliol prodigo.
Concordo nel pensare che sia una partita tericamente semplice, e quindi proprio per questo possiamo temere solo noi stessi: se anche i giocatori la pensano come il 99% dei tifosi c'è il rischio di prenderla troppo alla leggera, ma viste le ultime uscite confido in una prestazione tipo quelle avute di recente coi Bulls, +7 al primo quarto +16 all'intervallo e giù in discesa per il finale di partita.
Quanto ad Iverson, per una volta è arrivato in una squadra che già prima del suo arrivo era pietosa quindi le cifre sono comunque dalla sua (!), almeno una partita l'hanno vinta...oddio, giocando contro i Warriors che non sono proprio il massimo!
Unico "timore" è Iguodala che contro di noi sforna sempre buone prestazioni condite anche da canestri improponibili, essendo comunque un campione sarà più stimolato dal giocare contro di noi che magari contro i Bucks (e giustamente come fa notare Alberto l'assenza di AI potrebbe fornire extra-motivazioni)
Sulla carta sarebbero la tipica squadra che ci puo' creare qualche problemino, visto il grande atletismo in guardia e in ala piccola. Per me sono sempre una squadra da prendere con le molle vista la quantita' di talento presente in quintetto e anche in panchina (Mareese Speights su tutti e anche Kapono). Concordo comunque con Piero: se siamo quelli "visti" ultimamente mi sa che la chiudiamo alla svelta.
Altra cosa...ma Walker per ora viene lasciato in D-League? Teoricamente siamo in 11 per la partita di stanotte.
http://greenstreet.weei.com/sports/boston/basketball/celtics/2009/12/16/hudson-impressive-in-nbdl-debut/
Iverson è out (chissà se è un bene o un male), siamo in casa e belli riposati, propenderei per un "1" secco, ma l'NBA è un posto dove come abbassi la guardia perdi con tutti o quasi, quindi serve presenza mentale, se c'è quella gara a pronostico chiuso.
Celtics follow the dreams
La mancanza di Iverson non è necessariamente un danno per Phila, A.I. è ancora corpo estraneo e fisicamente debilitato per poter fare voce grossa.
Mediaticamente è una mossa fantastica ma credo anche che per i 76ers e sopratutto per the answer fosse l'unica possibile.
Probabilmente qualche giocatore che ha visto scendere i propri minuti dopo l'arrivo di Allen Iverson potrebbe aver voglia di rivalsa.
Voglia di rivalsa sembra volere Andrè Iguodala dalla parole di coach Dan Peterson il quale ha raccolto indiscrezioni su un "capriccio" del numero 9 della citta dell'amore che non ha gradito che l'annunciatore del Wachovia Center chiamasse l'antrata di Iverson per ultimo al posto suo. Piccoli dissidi crescono.
Spero in una partita intensa all'inizio per riuscire ad indirizzarla dalla nostra parte e una seconda parte in controllo. Utopia? Staremo a vedere.
Per cui:
SING LOUD!!! SING PROUD!!! SEMPRE FORZA BOSTON CELTICS!!!
Interessante, attendo anch'io con ansia qualche notizia.
che notizioni che vi fornisco in anteprima
Diretta stanotte alle 01.30 (speriamo di chiuderla alla svelta così per le 3.00 vado a nanna...). DVD recorder già programmato!
Consiglio a tutti la registrazione notturna in lingua inglese, non fosse altro per rispermiersi le cazzate di Bagatta nel caso la replica la commentasse lui.
Non ci siamo capiti :) ho detto che stavano dando Bulls NY, non che la stessi guardando... ahahahahahaha...
Credo che Danilo ai Celtics diventerebbe il nuovo Pierce, ma d'altronde...
a me d'antoni è sempre parso un buon allenatore(e non solo uno che gestisce la rosa e lascia fare agli assistento).sarebbe una buona domenda da porgli..."Coach perchè fa solo tirare da tre gallinari?"
Per Phila ottima la prova del numero 55...in grigio...
(mazza che secondo tempo orrido sinora)
Eh, la vita è sofferenza...
Dell'arbitraggio ho già detto ampiamente. Si può discutere all'infinito su Rasheed "Il Cattivo", ma se viene provocato in questa maniera con fischi scientifici, faccio fatica a biasimarlo.
Sconfitta che comunque mi fa girare ampiamente le scatole
Di Venerdì quest'anno siamo 3/4...pura coincidenza...ma è indubbio che sta diventando il nostro giorno nero.
Ormai è appurato: in casa diventiamo un pò superficiali e supponenti. Contro alcune avversarie la W la diamo scontata, ma come ormai si sa se non ci mettiamo intensità e concentrazione almeno a livelli discreti siamo preda per chiunque.
Su Sheed il Doc inizia ad essere un pò preoccupato, stante le dichiarazioni post-gara.
Vabbé ogni tanto una lezione inattesa serve per non rischiare di sottovalutare i propri punti deboli su cui lavorare e investire, lasciandoci abbagliare da quelli di forza.
Sarebbe interessante leggere i numeri di questo secondo tempo, perchè i 17 offensivi concessi sono stati davvero troppi e decisivi, ma anche l'atteggiamento generale offensivo era moscio e testimoniato dallo zero sul numero di tentativi ai liberi di Pierce e Ray.
Aggiungo che i pur buoni Garnett e Perkins hanno sbagliato nel finale tre/quattro canestri e la frittata era fatta.
Condivido una dichiarazione di Perkins sul fatto che la squadra in casa pensa di poter vincere solo per la presenza in campo, come se fosse sufficiente quella, ma abbiamo visto che non è così.
Poi, per carità, l'espulsione di Wallace ha peggiorato la questione, lui aveva giocato bene e sarebbe stato fondamentale per non concedere tanto in area ai Sixers, ma, per quanto colpevole e stupido in questi atteggiamenti, non è certo la sua espulsione ad aver condannato la squadra alla sconfitta, ripeto, la testa era quella sbagliata, magari un giorno di riposo in meno, per una volta, servirà a ricordarsi che si gioca sempre con tutti per tutta la partita, arbitri o non arbitri.
In conclusione
Tutto è cominciato dall'espulsione davvero stupida di Wallace che, pur avendo ragione per un fallo ridicolo fischiatogli contro, ha insistito a protestare anche 2 minuti dopo l'azione incriminata.
Purtroppo lui è così e lo sapevamo e Doc deve violentarsi per mantenere la calma con Sheed e tenerlo sui giusti binari che interessano i Celtics.
Si salvano solo KG e Perkins e Rondo che da solo ha tenuto a galla la squadra quando poteva affondare molto prima.
Vorrei chiudere e non usare come alibi con una considerazione sull'arbitraggio che è stato a dir poco vergognoso specialmente nei momenti cruciali della gara con almeno 5 chiamate contrarie ai nostri.
Non mi attacco a questi episodi però vorrei che il metro "PRO SQUADRA/CAMPIONE PIU' FORTE" venisse adottato non solo per Kobe Bryant e i Lakers (vedi ultima partita a Milwaukee) ma anche per le altre squadre di alto livello oppure, e sarebbe meglio e più naturale, che gli arbitri facessero il loro dovere senza ergersi a protagonisti.
Nessun dramma questi ribaltono tra squadre di vertice e squadre da lotteria sono sempre esistiti (noi nell'anno pr Garnett vincemmo a San Antonio che poi vinse l'anello e nell'anno prima ancora si fece lo stesso con Miami), però diciamo che questa sconfitta insieme a quella con Indiana è la più brutta della stagione.
Sui singoli, non me la sento di gettare la croce su Perk e Kg nonostante l'orrida gestione del famoso rimbalzo offensivo + tapin, anche Sheed secondo me stava giocando bene, dietro così così, Ray sparacchia per tutta la partita ma è il più lucido nei minuti finali, Rondo il suo l'ha fatto Pierce decisamente assente, Tony primo tempo da applausi secondo da chimarare la Raffai per ritrovarlo.
Dispiace perchè questi sono autogol inutili.
Nelle altre gare della notte da segnalare il comeback di Jonathan Bender ai Knicks dopo anni di stop ed ha pure giocato bene.
Al di la che sono andati a farsi la doccia dopo il primo tempo, resta da verificare questo wallace che si fa cacciare una partita si una no.
La sconfitta dopo una bella serie di w ci puo anche stare, è impensabile vincerle tutte. Ma non in questo modo e contro i derelitti di phila.
Partita che in parte ha ricordato in parte quella orribile e pietosa contro i Knicks di questa stagione, con esito diverso questa volta.
Non è la prima volta che accade quest'anno. Sembra che, ogni tanto, l'intensità cali e che non abbiamo la giusta cattiveria per finire le partite.
Dal canto loro, i Sixers si confermano squadra imprevedibile, con o senza Iverson. I giocatori ci sono (vedi Brand), non so perchè vadano così male.
Comunque, esamino di coscienza per tutti va.
Da
Pierce dopo il blog mi è sembrato un po' abulico. Meglio che si concentri sul basket, va.
Il rimbalzo di Brand ci stava quando Garnett è andato su Iguodala e Perkins sulla rotazione si è preso Speights. Difesa ineccepibile, lì l'unica era che PP tenesse botta ma non gli si può fare una colpa.
La colpa invece è l'atteggiamento tenuto nel terzo quarto. Stanchezza mentale? Forse. Ma perdere ancora in casa con una squadra poco pericolosa - nonostante tutto - fa male.
A me sembra la prima volta che Sheed si fa espellere. Non montiamo un caso dove non esiste. Con questo non difendo Wallace, ha fatto una cosa stupidissima ma non è certo routine.
Che dire, brutta sconfitta, "finalmente" abbiamo pagato caro quell'atteggiamento morbido che si insinua in noi in alcune gare, altre volte con la classe e un pizzico di fortuna abbiamo vinto, questa volta invece l'ultimo assalto non è riuscito per cui L meritata e lezione di umiltà alla squadra per affrontare i Timberwolfes nella miglior maniera possibile.
Concordo pienamente con Leo nell'analisi delle ragioni che ci hanno portato alla sconfitta. Concordo meno con il fatto di non farne un dramma: sia chiaro che un dramma non è, ma se dobbiamo lucidamente analizzare la situazione dei Celtics, io mi faccio l'idea che:
- a rimbalzo e in difesa siamo carenti, e questo è il peggio
- non siamo quasi mai stati ingrado di chiudere una partita in modo tranquillo, anche contro avversari oggettivamente abbordabili (ultimamente solo con CHI)
- l'approccio mentale a volte non è sufficiente
Valutando questi fattori di sicuro la sconfitta in sè e per sè non è un dramma, ma secondo me urge giro di vite: perchè se quanto stiamo mettendo in campo e in mostra basta contro MIL, MEM o (a stento) NYK, io non la vedo bene contro quelli di un piano più su.
Citazione MxT:
Prometto a tutti di non fare più pronostici...
Sui fischi a sue sfavore poi siamo quasi alle comiche, il primo con Delambert ad inizio azione non c'era, il terzo quel blocco in movimento c'era però insomma quanti di quei movimenti di anca vengono lasciati impuniti (anche a Garnett per dirne uno) ? Non voglio dire che lo provochino, ma subisce arbitraggi da rookie e anche Perkins non ha molto più credito perchè il fallo fischiatogli subito dopo l'espulsione di Rasheed ha quantomeno del curioso.
Poi ripeto l'abbiamo persa per altri motivi, perchè da metà secondo quarto in poi non abbiamo difeso più niente e giustamente l'abbiamo perso.
hanno spento la lampadina dell'intensità tranne qualche giocata superba di rondo e ray che ci ha tenuti a galla.
amen sotto con la prossima
Dopo la sconfitta ci mancava solo questa. Che oggettivamente pesa doppio come gravità. Vabbé spazio Tony all'ennesima e credo ultima chance in maglia biancoverde. Forza ragazzo, piglia la carta al volo e rispetta le attese che da sempre rincorri.
Detto questo, ed è la prima volta in due anni che mi esprimo in questi termini, l'arbitraggio è stato oggettivamente qualcosa di vergognoso: TUTTE le chiamate dubbie nel secondo tempo sono andate a favore dei Sixers, per non parlare di Brand a cui è stato fischiato UN passi su...su praticamente tutte le volte in cui si buttava dentro.
Detto ciò:
1) Wallace ha sbagliato
2) La violenza è sempre da condannare
3) (non mi sarebbe dispiaciuto se Sheed avesse raggiunto Kennedy per infilarlo nel canestro a calci...)
Quoto tutto, perchè ho fatto la stessa cosa anche io! Sembrava impossibile perderla, e invece via via siamo riusciti a combinarne di tutti i colori: due i motivi secondo me, presunzione e sufficienza.
Speravamo che in questa striscia di W avessimo definitivamente capito quale concentrazione fosse necessaria, e invece ci siamo ricascati: il paragone con i Pistons post-titoli comincia a diventare sempre più calzante, con l'aggiunta della prima espulsione di Wallace. Ora su Sheed è giusto non buttargli la croce addosso, però gli è venuto l'embolo quando eravamo con un vantaggio in doppia cifra e lui stava giocando bene, sembrava una partita tranquilla e francamente ho visto chiamate molto peggiori! Sappiamo che è fatto così ma questa volta faccio fatica davvero a trovarne le motivazioni...e parlare di "provocazione" degli arbitri ai suoi danni mi sembra completamente fuori luogo, non scherziamo gli arbitri sbagliano come tutti ma pensare che lof acciano per provocare una reazione in Sheed mi sembra assolutamente non plausibile
Complimenti al "mentecatto" sia per preview che recap. Non vedo "provocazioni" arbitrali, però mi piacerebbe capire perchè la stessa chiamata sui due lati del campo veniva trattata in maniera diversa.
Ho il DVD della gara, quindi è a disposizione, ma un gioco da tre punti di Brand ed un fallo su Perkins al tiro con evidente contatto? Ed il contropiede di Pierce con clavata di Iguodala, e lo stesso Iguodala nel canestro decisivo (assieme al tip-in di Brand)?
Forse è anche colpa nostra che ci rendiamo antipatici, non so, ma gli arbitri sono professionisti che dovrebbero andare al di là del "Adesso a Wallace e compagni la faccio pagare".
L'opinione di Perk, seconda dichiarazione su questo tono dall'inizio del torneo, circa la mancanza di determinazione e di cattiveria in certe partite casalinghe, mi pare molto condivisibile.
Siamo una grandissima squadra con uno staff in panchina di primo ordine (i giochi eseguiti negli ultimi due minuti all'uscita dei time out lo dimostrano), a volte però ci dimentichiamo che in questa lega in termini di determinazione e aggressività non si può abbassare la guardia contro nessuno, altrimenti si rischiano brutte figure come quella di stanotte.
a me non sembra così strano... Wallace ha sempre parlato male di Stern e del suo modo di gestire questa lega... da lì in poi x lui sono stati sempre guai... dai, a volte gli fischiano stoppate pulitissime e un sacco di altre cose che ad altri non si sognerebbero di fischiare... lui cmq ha sbagliato, il momento della gara non richiedeva quella reazione... io l'ho vista in diretta, piano piano nel secondo tempo cominciava a nascere il timore che la potessimo perdere e così è andata... la giocata decisiva? un rimbalzo offensivo di Brand x il canestro finale :( quest'anno è il nostro tallone d'achille... premettendo che abbiamo perso x eccesso di presunzione e x qualche chiamata assurdi degli uomini in nero (la tramvata in faccia di Iguo su PP in contropiede e il fallo a rimbalzo chiamato a KP su marrese solo x citarne un paio), io sto notando che ormai il leader di questa squadra sta diventando Rondo... credo che questo passaggio non verrà vissuto senza traumi... ultima annotazione: nelle ultime 10 gare, Pierce sembra invecchiato di 10 anni, non so se si stia risparmiando però non lo si vede mai attaccare il canestro con convinzione (ieri 0-0 dalla linea), e sembra faccia tutto al rallentatore... le sue finte non sembrano più letali come prima. Io sono un po' preoccupato, perché senza il VERO PP il titolo non lo si vince...
Quanto agli arbitri, e mi ricollego al discorso di Fabio, ho l'impressione che in NBA godano di un'"impunità" che non ha uguali nel nostro modo "europeo" di intendere lo sport. Da noi, pur con tutte le esagerazioni del caso, un arbitro inadeguato viene messo alla berlina senza troppe storie da pubblico e stampa. Non così oltreoceano, dove veramente si ha l'impressione che siano permesse ripicche, vendette, antipatie più o meno malcelate verso l'una o l'altra squadra...e tutto fatto con il piglio beffardo di chi può tutto perchè rappresenta "l'autorità"
Ormai è andata e il fatto che è la 4a sconfitta interna su 5 probabilmente fa girare di più le scatole dell'avere perso contro i Sixers e in quel modo.
Gli arbitri se devono fischiare a favore lo fanno per i nostri avversari e ormai, senza cadere nel vittimismo, è un dato di fatto che va avanti almeno dalla scorsa stagione fino ad oggi.
Cosa devono fare i ragazzi per evitare questo? Semplice, farla finita di prendere con troppa sufficienza queste gare e la prossima volta vedere di chiuderle prima possibile restando concentrati fino all'ultimo.
Tutti concentrati staff tecnico compreso.
Angelo io sul discorso arbitri non sono d'accordo, in NBA sono 30 anni avanti rispetto all'Europa, io da anni vedo tutte le gare di Eurolega interne della Mens Sana e vi assicuro che sotto canestro non ci sono più regole, siamo al Wrestling, il blocco in movimento ormai si da per scontato che non viene fischiato ed è così e questo già di suo basterebbe e avanzerebbe per aver sciupato questo sport, ci si picca a fischiare quel primo passo che non ti da grandi vantaggi e poi regole basilari come i tre secondi offensivi ormai non vengono più prese in considerazione.
In NBA ricordiamoci che ogni gara viene passata al vaglio di una commissione un arbitro per continuare ad arbitrare ha una percentuale di errore concessa del 3-4% (mi pare), Poi purtroppo l'NBA ogni tanto cade in questi personalismi, come quelli del folle Joey Crawford, oppure di qualche fischio paradossale di Bennet Salvadore come quello famoso di Gara 5 di finale del 2006 di Wade (fischio sbagliato che però a velocità normale secondo me dava l'impressione opposta, e non va mai dimenticati che gli arbitri la moviola non ce l'hanno). Ma per quanto eclatanti sono casi isolati, il 95 % delle gare NBA fila via senza che degli arbitri se ne accorga nessuno.
In Europa non c'è un metro definito quindi largo alle personalizzazioni (ad esempio gli arbitri dell'est europeo sono molto meno concessivi di quelli spagnoli francesi e italiani).
Per quanto stanotte io per primo ho visto qualche fischio "padellato" sono il primo a dire che la differenza tra gli arbitri americani e non, è clamorosa, e li veramente l'oceano è ancora molto largo.
Poi sugli arbitri Italiani si scende al livello più infimo, perchè secondo me gli arbitri di livello in Italia non riempono le dita di due mani, e questo a prescindere dallo scandalo degli arbitri di serie C, che qualcuno (vedi Flavio Tranquillo che dal suo blog ha già deciso di pontificare in materia avendo già in mano i nomi dei colpevoli) vuole trasformare per forza in una baskettopoli italiana, senza che ci sia una inchiesta aperta presso la corte federale e nessun tesserato di serie A indagato al momento. E qui si scende nella vera pochezza, perchè il basket italiano e gli arbitri italiani hanno bisogno di tutto meno che di uno scandalo, peggio ancora se per montare uno scandalo non c'è neppure materiale su cui basarsi, questo scandalo non serve agli arbitri che hanno già i loro problemi di qualità, non serve alla FIP, non serve al basket italiano che mi pare abbia già i suoi problemi (basta vedere che il presidente del CONI va a criticare la FIP per la scelta del coach della nazionale), serve solo a qualche giornalista per avere più visibilità ...
Anche io non sono preoccupato per Sheed che sta giocando molto bene in questo periodo e mi sembra sempre meglio inserito nei meccanismi offensivi e difensivi. Fino all'espulsione era stato il migliore in campo e aveva abusato a suo piacimento dei lunghi di Phila.
E anche Leonardo si becca il pollicione (posso esimermi?) in materia di arbitri, perchè è vero che ci sono stati errori (la mazzata finale su Pierce grida vendetta e un Wallace avrebbe abusato contro natura dell'arbitro
Ci aspettano in casa Minnesota e Indiana, in due hanno vinto 14 partite e, benchè si possa perdere con chiunque come ha fatto stanotte Atlanta contro i Bulls (quindi di nuovo tutte hanno due L più di noi), possiamo aspettarci la seconda distrazione grave in casa consecutiva?
Ovvio che stare sulla gara per almeno 40 minuti sia obbligatorio, ma se il record interno è peggiore di quello dei Kings (sono 10/3, lo avevate notato? io solo ora), fuori casa siamo impressionanti, perchè le altre contender a est ne hanno già perse 5 ognuno, segno inequivocabile che la differenza sia solo mentale e di approccio.
Mi riferivo a un problema di atteggiamento generale, di "protagonismo" e della figura di "arbitro" in senso lato. Nel calcio, per esempio, pur con tutte le esagerazioni del caso, un arbitro che si renda responsabile di errori madornali (e mi riferisco anche a espulsioni per "vendetta" o simili), viene punito severamente, magari non alla prima, magari non alla seconda, ma alla terza decisamente si. La punizione può essere che so, la perdita della qualifica di "internazionale", l'esclusione dalle partite più significative, la "retrocessione" in serie B, a seconda dei casi.
E questo perchè da noi l' "autorità" non è sacra, e lo sanno bene i poveri Carabinieri subissati da barzellette fino dall'alba dei tempi (che poi in senso generale sia più un male che un bene non ci piove) e pubblico e stampa saltano addosso al "reo" senza troppi problemi...
Negli USA il Joey Crawford che tu citi, Leo, arbitra ancora playoffs e finals, nonostante i controlli cui fai cenno. Eppure ci fa impazzire in ogni gara con atteggiamenti e fischi da "Il regolamento l'ho creato io, e comunque sono l'arbitro, quindi zitti e mosca che ho da fare" francamente inaccettabili. Questo perchè, evidentemente, chi rappresenta l'autorità in quel tipo di società sa che ha più libertà di azione e che a lui è dovuto più rispetto di quello che è dovuto a un pari grado italiano (o spagnolo, o francese)...
E qui si potebbe parlare anche dell'atteggiamento delle forze di polizia statunitensi, spesso un po' troppo "decise" e che si sono rese protagoniste in passato di episodi controversi (se "controverso" è il termine adatto per pestaggi ad automobilisti che non hanno immediadiatamente messo le mani sul volante, per dirne una
Ma qui si andrebbe davvero troppo lontano...bisognerebbe cercare di capire quanto influisca sul comportamento del poliziotto medio il fatto che ogni automobilista che ferma al 50% ha in macchina almeno una mazza da baseball se non un UZI eccetera, mi rendo conto...e si finirebbe per fare notte sul fatto che una certa durezza intimidatoria sia in linea di massima comprensibile in quel contesto passando per un'analisi sociale approfondita che non è certamente materia da trattare in questa sede.
PS: sul caso degli arbitri di serie c ho letto le intercettazioni telefoniche e c'è veramente da scompisciarsi dalle risate: "Eh, ma quelli dobbiamo aiutarli, rischiano di retrocedere, e poi ti ricordi quando siamo andati...il presidente ci ha ospitati, ci ha offerto il pesce spada...mandiamogli quell'arbitro li..."...alcune sono geniali.
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