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movi
Beh, non mi sembra siano possibili scambi a playoffs in corso o a ... -
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pagliardo
ray allen non si discute (e non si tocca) ed è giusto aspettarlo per ... -
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allora siamo daccordo... basta poco che ce vo'... :-) Credo che non ... -
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Dan Layus
Beh, Fabio, qui mi trovi in disaccordo , ed è una delle poche ... -
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Rose, Noah, Bosh, mezzo Wade... Questa si che è programmazione! Adesso ... -
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Legend
In effetti il concetto manicheo ricostruzione/corsa ai playoffs è ... -
Oklahoma City in finale di conference contro San Antonio
calabrone66
Paragonarmi il bistecca a Casey...Leo, per questa volta sei perdonato ... -
Oklahoma City in finale di conference contro San Antonio
giancleto83
:-* Dispiace davvero per LAL, mannaggia....
Recap
La striscia di vittorie dei Celtics arriva a quota 11 grazie ad una bomba di Ray Allen a 17 secondi dalla fine del quarto periodo e i Celtics passano di misura a Memphis, in una partita in cui le difesa stanno letteralmente alla finestra da entrambe le parti. I Celtics portano sei uomini in doppia cifra, Paul pierce top scorer con 19 punti.

Partita combattuta al Fed Ex Forum di Memphis, dove i Celtics raggiungono l'undicesima vittoria consecutiva (8 delle quali in trasferta), consolidando il primo posto a Est e in tutta la NBA, con due partite di vantaggio sui Lakers, e sono la prima squadra a raggiungere le 20 vittorie in stagione.
Ancora una volta prova di squadra superba dei nostri, con 6 giocatori in doppia cifra (con Pierce a 19 punti) e per la quinta partita consecutiva tutto il quintetto base è in doppia cifra. Partita incerta ed equilibrata: 18 cambi di vantaggio, 15 parità.
Il quintetto di Memphis scopre il suo lato "giusto" e porta i suoi tre realizzatori tutti a 20 e più punti (Randolph 20, Mayo 21, Gay 23) e la squadra tira con il 51% (segno che la proverbiale difesa bostoniana non ha funzionato più di tanto e non è la prima volta che questo accade contro squadre particolarmente atletiche), nonostante l'1 su 13 da tre punti. Hanno attaccato con regolarità per tutta la partita il ferro bostoniano con buoni risultati, dimostrando che, quando in giornata, sono una buona squadra, ben allenata da coach Hollins. Inizia a farsi sentire, eccome, in questa lega, anche Hasheem Thabeet che in 18 minuti prende 8 rimbalzi e allenta 4 stoppate, dopo le 5 della sera precente contro Miami. Molto rozzo ancora ma in prospettiva anche breve una presenza sotto i tabelloni di quelle che si sentono.
Boston ha risposto con il 52,5% di squadra e un ottimo 50% da 3 punti (10 su 20). Boston è entrata negli ultimi minuti di gioco con 8 punti di vantaggio, quando un lay-up di Rondo ha portato il punteggio sul 103 a 95 per Boston. Un parziale di 6 a 0 ha riportato Memphis a meno 2 con 1 minuto e 29 da giocare. Il punteggio è rimasto sul più 2 Boston anche un minuto dopo, quando Mayo ha realizzato da fuori il canestro del 107 a 105 sempre a favore dei Celtics.
Ci ha pensato una grande giocata di Ray Allen a chiudere la partita, tra l'altro dimostrando la grandezza di questa squadra e del giocatore, se ancora ce ne fosse bisogno, visto che l'azione è arrivata da un gioco "rotto" dai Grizzlies, visto che l'ultima azione era designata come un gioco a 2 tra Pierce e Garnett, con la palla che doveva, secondo lo schema, presumibilmente finire nelle mani di Garnett per un tiro da fuori. La deviazione di Gay ha fatto finire la palla nelle mani di Allen che con un arresto e tiro da tre ha chiuso la partita, con 17 secondi dalla fine, per il quinto tiro da tre punti realizzato su 6 tentativi per Ray, per 18 punti complessivi.
MVP dell'incontro Rondo, che continua a condurre la squadra con ritmi e tempi da orologio: per giunta ora il tiro da fuori in sospensione inizia ad entrare con regolarita' e anche i tiri liberi sembrano piano piano piu' non essere un problema, tant'e' che si è superato il 50% di media e nelle ultime 10 partite la percentuale è un piu' che onorevole 70% dalla linea della carità. Mensione di merito anche per Wallace che, quando si è spostato sotto su precisa indicazione di Rivers, ha disposto a piacimento di Randolph. Anche per lui seconda partita consecutiva a 15 punti e segnali di un sempre maggior inserimento nei meccanismi offensivi e difensivi per quello che deve essere la nostra arma maggiore dalla panchina per i playoff.
PREVIEW
Boston a Memphis per tentare l'undicesima vittoria di fila e per consolidare il primo posto a Est e nell'intera NBA.
David contro Golia. Cosi' si potrebbe riassumere la sfida che vedra' affrontarsi la locale squadra di Memphis e i Celtics.
A dirla tutta i Grizzlies stanno avendo una stagione discreta, con 10 partite vinte e 13 perse, ma sono ultimi nella ultracompetitiva Southwest Division e non sembrano aver trovato le chiavi per costruire delle basi solide per un buon futuro, nonostante la presenza di molto talento in squadra.
Tutto ruota sempre dietro la figura, a noi tristemente nota, di Chris Wallace, manager in questi anni capace piu' di disfare che di creare una squadra, dopo la disastrosa cessione dell'uomo-franchigia Pau Gasol in cambio di nulla e dopo una serie di mosse che hanno portato in squadra talento ma senza un'idea di roster futuribile: mi riferisco soprattutto all'acquisizione di Zach Randolph, uno dei giocatori piu' problematici e di difficili gestione dell'intera lega, di quello di Mayo, talento cristallino ma anche lui con problemi caratteriali e di gestione non irrilevanti (in primis proprio di un rapporto non proprio idilliaco con la stella della squadra, Rudy Gay).
In questa miscela eplosiva era stato inserito anche Allen Iverson, la cui esperienza e' durata lo spazio di 3 partite: troppo era AI anche per questa versione anni 2000 dei JailBlazer di una decade e piu' fa. Per completare il quadro è stato caricato sulla scialuppa anche Tinsley, reduce da un rapporto con Bird e gli Indiana Pacers che definire turbolento è riduttivo e altro giocatore che non fa proprio dello spirito di squadra il suo punto di forza.
La squadra è comunque ricca di talento, primo tra tutti con quel Rudy Gay, giocatore da 20 punti a partita già da qualche anno tra i miglioni nel suo ruolo della lega e reduce stanotte dal suo career high da 41 punti nella vittoria contro i Miami Heat e di Marc Gasol, non più solo il fratello di Pau, ma giocatore di grande solidità offensiva (60% dal campo, 14 punti a partita) e difensiva, tra i migliori centri della lega. Discreta anche se ancora non ai livelli che da lui ci si attendevano al suo arrivo nella NBA, la stagione di Conley.
La panchina è molto giovane e per ora poco produttiva, con la seconda scelta assoluta dello scorso draft, il lunghissimo Hasheem Thabeet, per ora poco più che una comparsa in questa sua prima stagione NBA e lontano dal poter contribuire alla causa. Buone cose stanno arrivando dal rookie Sam Young, guardia ala da Pittsburgh che sta trovando spazio in rotazione come cambio di Gay e Mayo.
I Grizzlies sono la classica squadra NBA costruita più sui nomi che su un concetto di squadra vincente ed organizzata. Per loro si tratterà pure di un back to back. Come spesso accade sono le partita all'apparenza più facili che possono rappresentare le maggiori insidie e per i Celtics si tratta pur sempre di una trasferta e i giovani Grizzlies hanno di recente battuto squadre di valore assoluto come Cleveland e Dallas.
Il momento di forma dei nostri è esaltante. L'unico pericolo è rappresentato da una squadra composta di giovani, con alcuni ottimi tiratori da fuori e un trio di grandi realizzatori come Randolph, Gay e Mayo. Dare loro lo slancio emotivo con un inizio molle potrebbe risultare pericoloso. Altrimenti non vedo come possa esserci partita vista la differenza di valori in campo.
Boston Celtics (19-4) at Memphis Grizzlies (10-13)
Monday, December 14
8:00 PM
Game #24, Road Game #13
Fed Ex Forum
Boston Celtics
Quintetto base
PG Rajon Rondo
SG Ray Allen
SF Paul Pierce
PF Kevin Garnett
C Kendrick Perkins
Riserve
Rasheed Wallace
Eddie House
Shelden Williams
Lester Hudson
JR Giddens
Tony Allen
Brian Scalabrine
Infortunati
Marquis Daniels (thumb) out
Big Baby Davis (thumb) out
D-League
Bill Walker
Coach: Doc Rivers
Età media: 27.8
Altezza media: 6-6
Peso medio: 224 pd
Memphis Grizzlies
Quintetto base
PF Zachb Randolph
C Marc Gasol
Riserve
Hasheem Thabeet
Jamaal Tinsley
Sam Young
DeMarre Carroll
Hamed Haddadi
Steven Hunter
Marcus Williams
Marco Jaric
Infortunati
Darrell Arthur (pectoral) out
Coach: Lionel Hollins
Età media: 24.7
Altezza media: 6-8
Peso medio: 228



Commenti
Ecco appunto. Un pensiero a chi ha realmente vissuto lottando; ed un esempio di vita per tutti. Ma di queste storie non se ne parla mai abbastanza, e finiscono per passare inosservate e finire nel dimenticatoio. Dio come odio il modo di fare "disinformazione" oggi dove parlano sempre di gente vincente, potente e piena di soldi che si lagna pure per delle ca....te! Bell'esempio di m.... per le generazioni future.
Scusate lo sfogo ma e' come se la tastiera andasse da sola............
Da
Quindi il comportamento che poi loro tengono davanti ai media potrebbe essere diverso da quello privato (non per tutti, ovvio
OT - ma che peccato la L di stanotte dei Magic, proprio quanto Carter tira meno volte di Howard, 'sti ragazzi mi perdono il derby e sono a tre sconfitte più di noi!
Sono però d'accordo con Davide che a volte un bagno d'umiltà farebbe bene a molti di loro.
Ieri sera, grazie alla società di basket del mio piccolissimo paese in provincia di Milano,ho avuto l'occasione di andare a vedere l'Armani Jeans in Eurolega; alla fine della partita tutti i ragazzini della società sono andati vicino al campo di gioco per farsi fare gli autografi e siccome ne avevo 3 sotto la mia responsabilità li ho seguiti. E chi vedo lì nei pressi? Dan Peterson...allora mi avvicino per scambiare 2 parole e gli chiedo se posso esternare una mia opinione...mi guarda in modo arrogante...quasi non si gira neanche e quando parto parlandogli in inglese appena accenno il nome Boston Celtics mi risponde : I don't speak about Boston Celtics in TV...a questo punto seccato per l'atteggiamento gli ho risposto : PLEASE, TELL BAGATTA TO CHANGE SPORT BECAUSE HE DOES UNDERSTAND NOTHING ABOUT BASKETBALL...
Ormai il "Nano Ghiacciato" è totalmente partito, ma ricordo bene un atteggiamento simile a quello che ha tenuto con te: alle finali juniores di Trieste "qualche anno fa", ad un padre che gli si era avvicinato assieme al bimbo per chiedere un autografo rispose con un gelido "ci conosciamo"? E poi girò la testa dall'altra parte.
Scherzi a parte, hai fatto bene: se sono dove sono è anche merito del pubblico che li segue (seguiva?) ed un minimo di educazione è richiesto.
Anche qui, tanta, tanta differenza con il sempre gentile e disponibile Federico Buffa...
grande Fabri. Immagino anche la scena di te che gli rispondi, seccato, in inglese...non male
Citazione Ubuntu:
beh...episodio indicativo dell'odio sportivo che una squadra vincente come i Boston Celtics si porta in America...soprattutto per quelli della generazione di Peterson che si sono visti gli 11 titoli in 13 anni non devono avere proprio una grande simpatia, anche se, da parte di telecronisti nazionali non sono atteggiamenti proprio seri. C'e' da dire che anche in America, come si e' visto dalla ESPN, simpatie e tifo sono piuttosto evidenti...
La cosa che non capisco e' come mai i Lakers, non proprio una squadra che ha vinto poco, non si porti dietro un alone cosi' negativo...
Mi preoccupa "molto" di più come gente come Tranquillo muoia dalla voglia di montare il più possibile questa "baskettopoli" italiana che per ora è limitata ad un campionato di serie C, con nessuna inchiesta aperta, nessuna intercettazione pesante, nessun tesserato di serie A coinvolto o indagato, e le due persone intercettate a commentare arbitraggi già squalificate due anni fa, quindi non il massimo delle credibilità.
Tranquillo ormai sia dal suo Blog che dai telegiornali Sky "ha già deciso" che il basket è tutto marcio, e che ha bisogno di un bel caos per fare pulito, e di quel caos non ha bisogno il basket ma ne hanno bisogno i giornalisti come lui per fare poi più vetrina possibile su TV e giornali (fermo restando che se dovesse esserci del marcio dovranno fare più pulito possibile senza guardare in faccia nessuno) e se leggete i suoi articoli capite chiaramente che la sua è una posizione "molto" di parte, quindi qui si ritorna a quando parla dei Celtics e li è chiaramente di parte, e io di questi giornalisti di parte ne ho veramente i coglioni pieni, io sono di parte e mi basto e mi avanzo.
Ricordo benissimo quell'episodio e francamente ci rimasi piuttosto male perchè pensavo che Peterson fosse un'altra persona.
Per quanto riguarda il suo essere contro i Boston Celtics anche qui ci rimango male perchè negli anni 80 lui adorava Larry Bird e i Celtics e se andate in la con la memoria a quelle partite da lui commentate lo si nota benissimo.
Oggi forse l'età oppure lo stare vicino ad un personaggio come Bagatta lo porta ad assecondare la situazione e quindi ai nostri occhi può trasparire questo suo astio nei confronti dei Celtics che magari dentro di se neppure avrebbe.
Io acquisto sempre ASB e leggo la sua rubrica e onestamente sia quando perdevamo che dall'era dei Big Three in poi le sue opinioni sui Celtics oppure sui giocatori dei Celtics sono meno pesanti di quelle che abbiamo sentito spesso in telecronaca a Sportitalia, anzi, qualche volta ha pure rivisto le sue opinioni su gente come Rondo o Doc Rivers.
Quando scrive è più riflessivo di quando parla in diretta? Oppure quando scrive non ha l'influenza di Bagatta o dell'ambiente (Sporitalia?) che lo circonda?
Su Tranquillo sposo in pieno il pensiero di Leonardo.
Ma mentre vent'anni fa era un personaggio vero, adesso è solo un settantenne che strappa gli ultimi ingaggi da telecronista (e non sarà un caso che su Sky non lavora).
Tutta la mia solidarietà a Fabrizio e la differenza tra Peterson e Gorman mi è davvero chiara ricordando la disponibilità del secondo con le persone che lo fermavano per la strada.
Per ristabilire la "verità storica", i tre da te menzionati vennero perchè li chiamai io (e con Bagatta non volli fare la foto). Peterson non mi sognai nemmeno di chiamarlo, memore di quello che avevo visto in passato. Forse è per questo che ce l'ha con noi, perchè si sentì snobbato! ;)
E' vero come dice Alberto che negli anni Ottanta adorava i Celtics, io però non capisco i discorsi del tipo "Perkins non mi è mai piaciuto ma..."
Voglio dire, se è lì vuol dire che un minimo di capacità lo ha, e se è uno che non sa giocare bene a basket cosa vuoi fargli, sparargli?
Se non ci fossero quelli "scarsi" sai che noia a vedere squadre clonate zeppe di Kevin Garnett che portano palla e poi concludono spalle a canestro...
Però questo "fastidio" che nei casi più gravi si tramuta in astio verso i Celtics non mi fa male. Lo compatisco, e poi ottiene l'effetto contrario visto che mi rende ancor più orgoglioso di appartenere ad una Leggenda che gli altri non capiscono e non apprezzano.
Da
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