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Recap
Bella, bellissima vittoria dei Celtics che prendono a calci la serie di sconfitte consecutive e la sfortuna che ancora una volta si è accanita contro i colori biancoverdi togliendo di mezzo Rajon Rondo vittima della rottura del legamento crociato del ginocchio destro (ne avrà per 9 mesi). Per 58 minuti tiratissimi il Trifoglio ha tenuto testa ai detentori del titolo senza cedere di un centimetro: molti i giocatori sugli scudi ma un plauso particolare va a un rocciosissimo Jeff Green che ha ben difeso su James, alla improvvisata coppia di guardie Bradley-Lee, imprecisa al tiro ma attentissima in "fase di contenimento" per usare la terminologia calcistica e al sottoutilizzato Leandro Barbosa, capace di segnare 7, importantissimi punti quando gli Heat stavano rischiando di scappare nel secondo periodo.
Ma cerchiamo di raccontare con ordine una serata in cui gioia e tristezza si mescolano come in pochi altri casi: al momento dell'entrata in campo delle squadre scopriamo che Rondo non sarà della partita; le prime indiscrezioni non sono particolarmente preoccupanti, si parla di un problema occorso durante l'ultima partita giocata con gli Hawks, "iperestensione", giocatore "day-to-day"...man mano che trascorrono i minuti le voci iniziano a farsi sempre più concitate: sarà sottoposto ad accertamenti, anzi, è stato subito trasferito in ospedale...non è ancora finito il primo tempo della partita e arriva la mazzata dell'ufficialità: rottura del crociato, operazione inevitabile, stop di 9 mesi. Una bella batosta, se ancora ce ne fosse stato bisogno in questa annata disgraziata. E dire che proprio in quei minuti i Celtics stavano giocando come ai vecchi tempi, come quando Rajon faceva da "innesco" per Pierce, per Allen o per Garnett...o per le triple di House o Posey...
Venendo a mancare il play titolare Rivers decide di schierare Lee insieme a Bradley, Pierce, Garnett e...Sullinger, preferito all'ormai dannoso Bass; nessuna sorpresa invece da parte di Spoelstra che insiste con l'usuale Bosh-Haslem-James-Wade-Chalmers.
L'inizio è equilibrato e i Celtics non dispiacciono, "sporcando" molte azioni d'attacco degli Heat. Dopo 5 minuti si è sull' 11-10 grazie ai canestri di Garnett, Bradley, Lee (molto attivo) e Sullinger, ma Bosh dai 5 metri, imbeccato da James, "marca" il vantaggio Miami. Poi il "prescelto" stoppa Bradley e con la difesa seguente costringe Boston a "sforare" il cronometro dei 24 secondi. Wade mette il 14-11, poi è Lee a stoppare da dietro James, ripagandolo con la sua stessa moneta; al momento del timeout di Rivers spiccano gli 8 punti di Bosh frutto di un quasi immacolato 4/5 dal campo, mentre per i padroni di casa è Garnett (5) a menare le danze.
A 4.39 dalla sirena del primo quarto entra in campo Ray Allen per Chalmers...sono molto più sonori i "boo" rispetto a qualche timidissimo applauso che pure si leva dai palchi. Pierce segna il suo primo canestro (15-16) ma Haslem a stretto giro di posta riporta a +3 Miami, che diventa +5 grazie ancora a Bosh, cortesemente lasciato indisturbato da Bass con una delle ormai usuali non-difese del numero 30. Dopo il timeout chiamato dal "Doc" Terry dà segnali di vita mettendo la tripla del 18-20 ed è poi Green con una bella entrata a impattare il punteggio. L'equilibrio sinora imperante si rompe solo nell'ultimo minuto, quando un paio di canestri degli Heat, una brutta persa di Green e un pessimo ultimo attacco sanciscono il 26-22 a favore degli ospiti ma i Celtics non sono affatto dispiaciuti, in particolare l'eccellente prestazione difensiva della coppia di guardie improvvisata Bradley-Lee, che hanno "tenuto" alla perfezione l'impatto di Wade e Chalmers; bene anche il presidio del pitturato, se è vero che sinora James è stato costretto a ricavare a fatica lo spazio per le sue scorribande.
Il secondo periodo si apre con il canestro dall'angolo di Ray Allen (ancora Bass in colpevole ritardo sulla rotazione), imitato da Cole per il massimo vantaggio Heat (30-22). Garnett, e Pierce con un libero ricuciono in parte lo svantaggio ma proprio il capitano appare ancora una volta troppo avulso dal gioco: 3 punti in quasi 11 minuti, nessun rimbalzo, due soli tiri tentati...non sono certo i numeri a cui i tifosi sono abituati. Tuttavia la squadra c'è e rimane saldamente in partita grazie soprattutto a un efficacissimo Leandrino Barbosa che con 7 punti consente ai suoi di rimanere in linea di galleggiamnto e, forse, dà nuove indicazioni rispetto alla gerarchia delle guardie, se è vero che Terry ancora una volta è risultato sinora assolutamente impalpabile; a 2 minuti dal riposo lungo il punteggio è 42-38 per gli ospiti, che diventa 43-39 dopo gli imperfetti viaggi in lunetta di Sullinger e James. L'ultimo minuto è buono per cucire anche l'ultimo strappo grazie a un "parzialino" di 6-2 firmato Lee-Bredley-Pierce. 45-45 e partita tutta da giocare.
Al rientro iniziano meglio i ragazzi di Spoelstra, che si portano avanti (51-47) con due tripe consecutive di James, ma Pierce (finalmente) risponde con la stessa moneta; in attacco si fatica ma due bellissime difese di Sullinger e Lee impediscono agli Heat di allungare, anzi, la penetrazione del Capitano con fallo subito da Bosh e successivo viaggio in lunetta vale il vantaggio, 52-51, subito rimpinguato da una transizione e layup di Bradley che, en passant, difende come un ossesso su Wade. Proprio Dwyane e LeBron, dato il momento difficile, cominciano ad accentrare maggiormente il gioco ma i Celtics tengono botta e al giro di boa del quarto una tripla di Bradley vale il 60-57. Per i successivi 3 minuti Boston non vede più il canestro e Miami, pur senza strafare anche grazie alla buona difesa dei padroni di casa, si riporta in vantaggio (61-60). Bass con i liberi, poi Garnett da centro area riportano i colori biancoverdi avanti di 3 ma un parziale di 7-0 consente agli ospiti di chiudere il periodo avanti per 68-64.
Terry "inaugura" l'ultimo parziale, poi è Green con due liberi a rispondere alla penetrazione di Allen. Lo stesso Green con la tripla e l'ottimo Barbosa firmano il nuovo vantaggio a 8 dalla conclusione (73-72) costringendo Spoelstra al timeout; al rientro Jeff Green dimostra quello che potrebbe diventare nel futuro con una schiacciata impressionante; il replay è incredibile: nel momento di massima estensione del braccio la spalla del giocatore è praticamente alla stessa altezza del ferro. I Celtics continuano a lottare sporcando palloni e linee di passaggio, costringendo gli Heat a laboriosissime circolazioni di palla, ma la palla fatica ad entrare nel canestro degli Heat. Ci si mette anche Allen, in una giornata già abbastanza infausta per le notizie su Rondo, a infilare la tripla del vantaggio Miami (78-77); Terry segna, poi Garnett sbaglia il "Turnaround" dai tre metri lasciando al solito James il nuovo sorpasso quando mancano 3 minuti alla sirena. Garnett fa 2/2 dalla lunetta, Allen subisce fallo da Terry ma non fa meglio di 1/2; dall'altra parte Pierce da centro area si alza per il jumper e non sbaglia. Manca ormai un minuto, Pierce serve Garnett che da 6 metri va con la specialità della casa: il "long two" che trova la retina e l' 85-81. E' Presto per gioire, specie se contro (sigh) hai un certo Ray Allen: 30 secondi alla conclusione, "The Truth" perde palla, Ray Allen, tripla dall'angolo, 85-84, azione nemmeno quotata alla SNAI. Alla rimessa in campo Wade manda in lunetta Terry: Jason non ha ancora tirato un libero questa sera ma non sbaglia e fa 2/2; "He Got Game" invece sbaglia la tripla ma l'ennesimo rimbalzo offensivo regalato nell'anno e una difesa non proprio assassina offrono il replay a James che invece non "toppa" e manda la tutti al supplementare.
Nel primo overtime gli Heat provano a prendere il largo e a 2 dalla sirena è il solito LeBron a mettere il 93-89 che potrebbe significare la resa del Trifoglio ma nessuno ha fatto i conti con Garnett che in 30 secondi segna due canestri consecutivi (e i punti personali sono 24) per il 93-93; Green poi ferma Ray Allen subendo uno sfondamento da difensore di primissima fascia, poi Pierce avrebbe l'occasione di portare avanti i suoi ma (e purtroppo non è una rarità) sbaglia il jumper. I succesivi tentativi degli Heat non portano frutto. Sarà un altro tempo extra a decidere il vincitore.
Anche il secondo supplementare ripercorre la falsariga di tutta la partita: Celtics che difendono come ossessi pagando qualcosa in attacco, anche perchè gli Heat, a loro volta, non difettano quanto a organizzazione difensiva: in 3 minuti arriva un solo canestro dal campo, di Bosh, che fa il paio con due liberi di Terry. mancano Cminuti e il punteggio è 95-95. E' il solito James a rompere l'equilibrio con un gioco da tre punti propiziato dal fallo di Pierce; i Celtics, con 60 scondi da giocare sono con le spalle al muro: bastano poco però a Terry per accorciare le distanze, poi è Pierce a sancire l'ultimo sorpasso con il jumper. Si aspetta l'ennesimo miracolo del "prescelto" ma quando il cronometro segna -6 secondi questi sbaglia lo step-back: Pierce prende il rimbalzo e viene subito fermato da Battier che lo manda in lunetta: il capitano fa 1/2 per il 100-98, lasciando ancora una possibilità di vittoria agli ospiti, che hanno 5 secondi per tentare il tiro. Lo prova Battier ma non c'è nulla da fare, la partita si chiude con la vittoria del Trifoglio.
PREVIEW
Ormai in rottura prolungata da sei partite, i Celtics ospitano al Garden i Miami Heat; la squadra di LeBron James (e Ray Allen), dopo un periodo non felicissimo che ha visto 6 sconfitte nelle 10 partite tra il 28 Dicembre e il 14 Gennaio, pare aver ritrovato il ritmo sconfiggendo in "striscia" Warriors, Lakers, Raptors e Pistons. Non esattamente la squadra giusta da affrontare nel momento giusto, almeno per l'Armata Brancaleone biancoverde che si è ri-materializzata proprio quando i tifosi iniziavano ad assaporare il profumo dei vecchi tempi con il filotto di sei vittorie consecutive che, ahimè, sembra sempre più lontano...
L'unica buona notizia per Rivers sembra arrivare dall'infermeria, insolitamente vuota: per il resto si continua a convivere con una stagione per certi versi incomprensibile e inquitetante come un quadro di Edvard Munch: mancanza di un lungo che possa affiancare validamente Garnett, il black out di Pierce, Rondo che va a corrente alternata, molti elementi "di contorno"(Bass e Terry in primis) sostanzialmente impalpabili, una "fame" che sembra ormai spenta con qualche sopracciglio che inizia ad alzarsi anche in direzione di chi non ti saresti mai aspettato (il Doc...). Ormai tutto fa brodo per cercare di spiegare la "Caporetto" biancoverde e intanto in classifica i pur non temibili Sixers, Pistons e Raptors cominciano a non essere più a distanza di sicurezza. Tutto un altro discorso spostando lo sguardo alla Florida dove gli Heat veleggiano con una certa tranquillità ai vertici della Conference, Wade e Bosh si amministrano senza strafare e James si diverte a illustrare la differenza che passa tra lui e i comuni mortali: 26.5 punti di media, con 8 rimbalzi e 7 assist e il 55% al tiro. Per lui, una stagione "normale". Come possa impegnarlo sui due lati del campo il nostro Pierce ultima versione, fermo sulle gambe e capace di un misero 35% nelle ultime 10 gare, fa parte dell'imponderabile. Sicuramente anche Jeff Green sarà chiamato a dare una bella mano nel contenimento del "Prescelto", un banco di prova decisamente importante.
A far compagnia a LeBron, a meno di forfait dell'ultimo minuto dovrebbero scendere in campo i "compari" Bosh e Wade più Chalmers e Haslem. Chris Bosh, centro atipico cui in altri tempi sarebbe stato facile vaticinare una serata complessa contro Garnett, viene gestito con attenzione da Spoelstra, se è vero che, dati alla mano, calca il parquet con il più basso minutaggio in carriera, se si esclude l'anno da rookie; abbastanza comunque per presenziare in molte classifiche "di rendimento", dalla percentuale di realizzazione(dodicesimo con un invidiabile 54.3%), al numero di stoppate per partita (ventesimo a 1.39) passando per la media punti (17.3, venticinquesimo). Stesso discorso può essere fatto per Dwyane Wade, il "vecchietto del trio" (31 anni, sic...), 22.1 punti di media anche qui con un'attenta gestione del minutaggio a conferma che si attendono i playoffs per mettere in campo l'artiglieria pesante. Riuscirà Bradley, uno dei pochi Celtics a non aver meritato una bocciatura su tutta la linea, a limitarlo?
Il "supporting cast" inizia da Udonis Haslem, storico "gregario" di questi Heat, ideale spalla in funzione di un'esperienza ormai decennale in NBA condita da un' ottima intelligenza cestistica; chiude il quintetto Mario Chalmers, primo tiratore della batteria che è stata selezionata per attorniare i big three.
Dalla panchina partirà naturalmente il grande ex, Ray Allen, emigrato da Boston con una scia di veleni che non sono ancora stati completamente riassorbiti. L'ex numero 20 torna a Boston per la prima volta dopo il discusso addio ai Celtics e sarà interessante osservare l'accoglienza che gli sarà dedicata dal Garden: applausi? Indifferenza? Qualche fischio?
Ray, come immaginabile (e a conferma dei timori della vigilia degli avversari) sta trovando giovamento sia nel limitato minutaggio sia grazie agli spazi che giocoforza gli avversari sono costretti a concedere per "curare" Wade e James...e il 44% con il quale sta "bombardando" le retine avversarie da oltre l'arco ne è evidente testimonianza; completano la "rosa" il ruvido ma "tosto" Joel Anthony, primo cambio dei lunghi, poi il deludente Rashard Lewis, Shane Battier e Norris Cole.
E' difficile sperare in una rinascita del Trifoglio con negli occhi i disastri degli ultimi 10 giorni, tra attacchi balbettanti, difese zoppicanti e big che non riescono a fare la differenza. Contro abbiamo i logici favoriti per la conquista del titolo. Che dire? Nessuno parte battuto in partenza...
Miami Heat (28-12) at Boston Celtics (20-23)
Sunday, January 27, 2013
1:00 PM ET
Regular Season Game #44, Home Game #23
TV: ABC, TSN
Radio: WEEI, WAXY, ESPNR
TD Garden
Probable Starting Matchups
Point Guard
Rajon Rondo vs Mario Chalmers
Shooting Guard
Avery Bradley vs Dwyane Wade
Small Forward
Paul Pierce vs LeBron James
Power Forward
Brandon Bass vs Udonis Haslem
Center
Kevin Garnett vs Chris Bosh
Boston's Reserves
Jared Sullinger
Jason Collins
Jason Terry
Jeff Green
Leandro Barbosa
Chris Wilcox
Courtney Lee
Injuries
None
D-League
Fab Melo
Miami's Reserves
Rashard Lewis
Ray Allen
Shane Battier
Norris Cole
Mike Miller
Joel Anthony
James Jones
Dexter Pittman
Chris Andersen
Jarvis Varnado
Injuries
None
Grazie a FLCeltsFan (Twitter @FLCeltsFan) per i dati sulla partita
Ma cerchiamo di raccontare con ordine una serata in cui gioia e tristezza si mescolano come in pochi altri casi: al momento dell'entrata in campo delle squadre scopriamo che Rondo non sarà della partita; le prime indiscrezioni non sono particolarmente preoccupanti, si parla di un problema occorso durante l'ultima partita giocata con gli Hawks, "iperestensione", giocatore "day-to-day"...man mano che trascorrono i minuti le voci iniziano a farsi sempre più concitate: sarà sottoposto ad accertamenti, anzi, è stato subito trasferito in ospedale...non è ancora finito il primo tempo della partita e arriva la mazzata dell'ufficialità: rottura del crociato, operazione inevitabile, stop di 9 mesi. Una bella batosta, se ancora ce ne fosse stato bisogno in questa annata disgraziata. E dire che proprio in quei minuti i Celtics stavano giocando come ai vecchi tempi, come quando Rajon faceva da "innesco" per Pierce, per Allen o per Garnett...o per le triple di House o Posey...
Venendo a mancare il play titolare Rivers decide di schierare Lee insieme a Bradley, Pierce, Garnett e...Sullinger, preferito all'ormai dannoso Bass; nessuna sorpresa invece da parte di Spoelstra che insiste con l'usuale Bosh-Haslem-James-Wade-Chalmers.
L'inizio è equilibrato e i Celtics non dispiacciono, "sporcando" molte azioni d'attacco degli Heat. Dopo 5 minuti si è sull' 11-10 grazie ai canestri di Garnett, Bradley, Lee (molto attivo) e Sullinger, ma Bosh dai 5 metri, imbeccato da James, "marca" il vantaggio Miami. Poi il "prescelto" stoppa Bradley e con la difesa seguente costringe Boston a "sforare" il cronometro dei 24 secondi. Wade mette il 14-11, poi è Lee a stoppare da dietro James, ripagandolo con la sua stessa moneta; al momento del timeout di Rivers spiccano gli 8 punti di Bosh frutto di un quasi immacolato 4/5 dal campo, mentre per i padroni di casa è Garnett (5) a menare le danze.
A 4.39 dalla sirena del primo quarto entra in campo Ray Allen per Chalmers...sono molto più sonori i "boo" rispetto a qualche timidissimo applauso che pure si leva dai palchi. Pierce segna il suo primo canestro (15-16) ma Haslem a stretto giro di posta riporta a +3 Miami, che diventa +5 grazie ancora a Bosh, cortesemente lasciato indisturbato da Bass con una delle ormai usuali non-difese del numero 30. Dopo il timeout chiamato dal "Doc" Terry dà segnali di vita mettendo la tripla del 18-20 ed è poi Green con una bella entrata a impattare il punteggio. L'equilibrio sinora imperante si rompe solo nell'ultimo minuto, quando un paio di canestri degli Heat, una brutta persa di Green e un pessimo ultimo attacco sanciscono il 26-22 a favore degli ospiti ma i Celtics non sono affatto dispiaciuti, in particolare l'eccellente prestazione difensiva della coppia di guardie improvvisata Bradley-Lee, che hanno "tenuto" alla perfezione l'impatto di Wade e Chalmers; bene anche il presidio del pitturato, se è vero che sinora James è stato costretto a ricavare a fatica lo spazio per le sue scorribande.Il secondo periodo si apre con il canestro dall'angolo di Ray Allen (ancora Bass in colpevole ritardo sulla rotazione), imitato da Cole per il massimo vantaggio Heat (30-22). Garnett, e Pierce con un libero ricuciono in parte lo svantaggio ma proprio il capitano appare ancora una volta troppo avulso dal gioco: 3 punti in quasi 11 minuti, nessun rimbalzo, due soli tiri tentati...non sono certo i numeri a cui i tifosi sono abituati. Tuttavia la squadra c'è e rimane saldamente in partita grazie soprattutto a un efficacissimo Leandrino Barbosa che con 7 punti consente ai suoi di rimanere in linea di galleggiamnto e, forse, dà nuove indicazioni rispetto alla gerarchia delle guardie, se è vero che Terry ancora una volta è risultato sinora assolutamente impalpabile; a 2 minuti dal riposo lungo il punteggio è 42-38 per gli ospiti, che diventa 43-39 dopo gli imperfetti viaggi in lunetta di Sullinger e James. L'ultimo minuto è buono per cucire anche l'ultimo strappo grazie a un "parzialino" di 6-2 firmato Lee-Bredley-Pierce. 45-45 e partita tutta da giocare.
Al rientro iniziano meglio i ragazzi di Spoelstra, che si portano avanti (51-47) con due tripe consecutive di James, ma Pierce (finalmente) risponde con la stessa moneta; in attacco si fatica ma due bellissime difese di Sullinger e Lee impediscono agli Heat di allungare, anzi, la penetrazione del Capitano con fallo subito da Bosh e successivo viaggio in lunetta vale il vantaggio, 52-51, subito rimpinguato da una transizione e layup di Bradley che, en passant, difende come un ossesso su Wade. Proprio Dwyane e LeBron, dato il momento difficile, cominciano ad accentrare maggiormente il gioco ma i Celtics tengono botta e al giro di boa del quarto una tripla di Bradley vale il 60-57. Per i successivi 3 minuti Boston non vede più il canestro e Miami, pur senza strafare anche grazie alla buona difesa dei padroni di casa, si riporta in vantaggio (61-60). Bass con i liberi, poi Garnett da centro area riportano i colori biancoverdi avanti di 3 ma un parziale di 7-0 consente agli ospiti di chiudere il periodo avanti per 68-64.
Terry "inaugura" l'ultimo parziale, poi è Green con due liberi a rispondere alla penetrazione di Allen. Lo stesso Green con la tripla e l'ottimo Barbosa firmano il nuovo vantaggio a 8 dalla conclusione (73-72) costringendo Spoelstra al timeout; al rientro Jeff Green dimostra quello che potrebbe diventare nel futuro con una schiacciata impressionante; il replay è incredibile: nel momento di massima estensione del braccio la spalla del giocatore è praticamente alla stessa altezza del ferro. I Celtics continuano a lottare sporcando palloni e linee di passaggio, costringendo gli Heat a laboriosissime circolazioni di palla, ma la palla fatica ad entrare nel canestro degli Heat. Ci si mette anche Allen, in una giornata già abbastanza infausta per le notizie su Rondo, a infilare la tripla del vantaggio Miami (78-77); Terry segna, poi Garnett sbaglia il "Turnaround" dai tre metri lasciando al solito James il nuovo sorpasso quando mancano 3 minuti alla sirena. Garnett fa 2/2 dalla lunetta, Allen subisce fallo da Terry ma non fa meglio di 1/2; dall'altra parte Pierce da centro area si alza per il jumper e non sbaglia. Manca ormai un minuto, Pierce serve Garnett che da 6 metri va con la specialità della casa: il "long two" che trova la retina e l' 85-81. E' Presto per gioire, specie se contro (sigh) hai un certo Ray Allen: 30 secondi alla conclusione, "The Truth" perde palla, Ray Allen, tripla dall'angolo, 85-84, azione nemmeno quotata alla SNAI. Alla rimessa in campo Wade manda in lunetta Terry: Jason non ha ancora tirato un libero questa sera ma non sbaglia e fa 2/2; "He Got Game" invece sbaglia la tripla ma l'ennesimo rimbalzo offensivo regalato nell'anno e una difesa non proprio assassina offrono il replay a James che invece non "toppa" e manda la tutti al supplementare.Nel primo overtime gli Heat provano a prendere il largo e a 2 dalla sirena è il solito LeBron a mettere il 93-89 che potrebbe significare la resa del Trifoglio ma nessuno ha fatto i conti con Garnett che in 30 secondi segna due canestri consecutivi (e i punti personali sono 24) per il 93-93; Green poi ferma Ray Allen subendo uno sfondamento da difensore di primissima fascia, poi Pierce avrebbe l'occasione di portare avanti i suoi ma (e purtroppo non è una rarità) sbaglia il jumper. I succesivi tentativi degli Heat non portano frutto. Sarà un altro tempo extra a decidere il vincitore.
Anche il secondo supplementare ripercorre la falsariga di tutta la partita: Celtics che difendono come ossessi pagando qualcosa in attacco, anche perchè gli Heat, a loro volta, non difettano quanto a organizzazione difensiva: in 3 minuti arriva un solo canestro dal campo, di Bosh, che fa il paio con due liberi di Terry. mancano Cminuti e il punteggio è 95-95. E' il solito James a rompere l'equilibrio con un gioco da tre punti propiziato dal fallo di Pierce; i Celtics, con 60 scondi da giocare sono con le spalle al muro: bastano poco però a Terry per accorciare le distanze, poi è Pierce a sancire l'ultimo sorpasso con il jumper. Si aspetta l'ennesimo miracolo del "prescelto" ma quando il cronometro segna -6 secondi questi sbaglia lo step-back: Pierce prende il rimbalzo e viene subito fermato da Battier che lo manda in lunetta: il capitano fa 1/2 per il 100-98, lasciando ancora una possibilità di vittoria agli ospiti, che hanno 5 secondi per tentare il tiro. Lo prova Battier ma non c'è nulla da fare, la partita si chiude con la vittoria del Trifoglio.
PREVIEW
Ormai in rottura prolungata da sei partite, i Celtics ospitano al Garden i Miami Heat; la squadra di LeBron James (e Ray Allen), dopo un periodo non felicissimo che ha visto 6 sconfitte nelle 10 partite tra il 28 Dicembre e il 14 Gennaio, pare aver ritrovato il ritmo sconfiggendo in "striscia" Warriors, Lakers, Raptors e Pistons. Non esattamente la squadra giusta da affrontare nel momento giusto, almeno per l'Armata Brancaleone biancoverde che si è ri-materializzata proprio quando i tifosi iniziavano ad assaporare il profumo dei vecchi tempi con il filotto di sei vittorie consecutive che, ahimè, sembra sempre più lontano...
L'unica buona notizia per Rivers sembra arrivare dall'infermeria, insolitamente vuota: per il resto si continua a convivere con una stagione per certi versi incomprensibile e inquitetante come un quadro di Edvard Munch: mancanza di un lungo che possa affiancare validamente Garnett, il black out di Pierce, Rondo che va a corrente alternata, molti elementi "di contorno"(Bass e Terry in primis) sostanzialmente impalpabili, una "fame" che sembra ormai spenta con qualche sopracciglio che inizia ad alzarsi anche in direzione di chi non ti saresti mai aspettato (il Doc...). Ormai tutto fa brodo per cercare di spiegare la "Caporetto" biancoverde e intanto in classifica i pur non temibili Sixers, Pistons e Raptors cominciano a non essere più a distanza di sicurezza. Tutto un altro discorso spostando lo sguardo alla Florida dove gli Heat veleggiano con una certa tranquillità ai vertici della Conference, Wade e Bosh si amministrano senza strafare e James si diverte a illustrare la differenza che passa tra lui e i comuni mortali: 26.5 punti di media, con 8 rimbalzi e 7 assist e il 55% al tiro. Per lui, una stagione "normale". Come possa impegnarlo sui due lati del campo il nostro Pierce ultima versione, fermo sulle gambe e capace di un misero 35% nelle ultime 10 gare, fa parte dell'imponderabile. Sicuramente anche Jeff Green sarà chiamato a dare una bella mano nel contenimento del "Prescelto", un banco di prova decisamente importante.
A far compagnia a LeBron, a meno di forfait dell'ultimo minuto dovrebbero scendere in campo i "compari" Bosh e Wade più Chalmers e Haslem. Chris Bosh, centro atipico cui in altri tempi sarebbe stato facile vaticinare una serata complessa contro Garnett, viene gestito con attenzione da Spoelstra, se è vero che, dati alla mano, calca il parquet con il più basso minutaggio in carriera, se si esclude l'anno da rookie; abbastanza comunque per presenziare in molte classifiche "di rendimento", dalla percentuale di realizzazione(dodicesimo con un invidiabile 54.3%), al numero di stoppate per partita (ventesimo a 1.39) passando per la media punti (17.3, venticinquesimo). Stesso discorso può essere fatto per Dwyane Wade, il "vecchietto del trio" (31 anni, sic...), 22.1 punti di media anche qui con un'attenta gestione del minutaggio a conferma che si attendono i playoffs per mettere in campo l'artiglieria pesante. Riuscirà Bradley, uno dei pochi Celtics a non aver meritato una bocciatura su tutta la linea, a limitarlo?
Il "supporting cast" inizia da Udonis Haslem, storico "gregario" di questi Heat, ideale spalla in funzione di un'esperienza ormai decennale in NBA condita da un' ottima intelligenza cestistica; chiude il quintetto Mario Chalmers, primo tiratore della batteria che è stata selezionata per attorniare i big three.
Dalla panchina partirà naturalmente il grande ex, Ray Allen, emigrato da Boston con una scia di veleni che non sono ancora stati completamente riassorbiti. L'ex numero 20 torna a Boston per la prima volta dopo il discusso addio ai Celtics e sarà interessante osservare l'accoglienza che gli sarà dedicata dal Garden: applausi? Indifferenza? Qualche fischio?
Ray, come immaginabile (e a conferma dei timori della vigilia degli avversari) sta trovando giovamento sia nel limitato minutaggio sia grazie agli spazi che giocoforza gli avversari sono costretti a concedere per "curare" Wade e James...e il 44% con il quale sta "bombardando" le retine avversarie da oltre l'arco ne è evidente testimonianza; completano la "rosa" il ruvido ma "tosto" Joel Anthony, primo cambio dei lunghi, poi il deludente Rashard Lewis, Shane Battier e Norris Cole.
E' difficile sperare in una rinascita del Trifoglio con negli occhi i disastri degli ultimi 10 giorni, tra attacchi balbettanti, difese zoppicanti e big che non riescono a fare la differenza. Contro abbiamo i logici favoriti per la conquista del titolo. Che dire? Nessuno parte battuto in partenza...
Miami Heat (28-12) at Boston Celtics (20-23)
Sunday, January 27, 2013
1:00 PM ET
Regular Season Game #44, Home Game #23
TV: ABC, TSN
Radio: WEEI, WAXY, ESPNR
TD Garden
Probable Starting Matchups
Point Guard
Rajon Rondo vs Mario Chalmers
Shooting Guard
Avery Bradley vs Dwyane Wade
Small Forward
Paul Pierce vs LeBron James
Power Forward
Brandon Bass vs Udonis Haslem
Center
Kevin Garnett vs Chris Bosh
Boston's Reserves
Jared Sullinger
Jason Collins
Jason Terry
Jeff Green
Leandro Barbosa
Chris Wilcox
Courtney Lee
Injuries
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Miami's Reserves
Rashard Lewis
Ray Allen
Shane Battier
Norris Cole
Mike Miller
Joel Anthony
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Dexter Pittman
Chris Andersen
Jarvis Varnado
Injuries
None
Grazie a FLCeltsFan (Twitter @FLCeltsFan) per i dati sulla partita



Commenti
Che bel post, Malik, mi hai fatto commuovere
https://pbs.twimg.com/media/BBpU4vvCQAAUpx1.png:large
Grandissimo Pierce per la sincera commozione alla notizia dell'infortunio di Rajon.
Super Angelo Merendi per un recap da due supplementari con febbre alta.
Ti voglio bene fratello
Sono esausto, mi sembra di averla giocata di persona
Domani penseremo al futuro, oggi godiamoci questa adrenalina.
Cit: Lo Zio
Il problema è che senza il #9 non è detto ci sia un futuro, una partita eroica cambia poco o niente la situazione.
L'unica speranza è che l'elettroshock ci abbia resettato, con lo scazzo trasformato in rabbia agonistica. Adesso il Doc deve giocoforza rivoluzionare le rotazioni e le seconde linee, Terry in primis, devono dare tutto e di più.
Eppure non smetterò di credere in questa squadra mai...stasera LA squadra ha dimostrato cosa vuol dire mettere il cuore in campo e giocarla con un'intensità da Finals.
More Than Basketball!
1 PM americane...quindi 19 in italia...ti sei perso una grande partita,ma forse ti sei evitato un'infarto più e più volte!
ma poi ho detto, tanto abbiamo perso....vediamo com'è andata.
vinto, grandi ragazzi. ma rajon non ha giocato, che è successo.... arrivo sul sito e bum, la mazzata.
con calma mi guarderò la partita.
ribadisco anche qua, forza rajon, e un saluto ai compagni di serata di ieri sera.
C'e' sempre un futuro per i Celtics.
Andiamo avanti,stringiamo i denti e proviamo a tenere l'ottavo posto.
E poi giochiamocela alla morte.
Garnett, Perkins, Bradley ora Rondo direi che la dea bendato non ci ha fatto sconti.
Di sicuro cambia completamente la ns stagione, al di la dei problemi che ci sono, il must e' di finirla in modo onorevole dando tutto che quello che si puo'.
Forse questa brutta tegola ci farà svoltare tirando fuori il meglio da tutti e unendo maggiormente il gruppo
Orgoglioso di essere un CELTIC e che la sfiga ci abbandoni!
Non riesco proprio ad essere felice neanche dopo aver sofferto con tutti voi per una partita (e non una qualunque ma contro Miami) portata a casa con un gran cuore verde e con tutto il pride che la nostra tradizione ci lascia in eredità, riesco a malapena ad abbozzare un sorriso isterico e nervoso, e permettetemi triste ancor di più nell'aver letto qualche commento stasera su Rajon non degno di questo sito, e più in generale non degno di un tifoso dei Celtics.
no no è vero colpa mia, è che abituato alla nostra una .... è stata una mia leggerezza...
ma porca pupazza
Se fosse per l'orgoglio di PP e KG, questi leoni andrebbero tranquillamente a giocarsela contro Miami nei PO cui sono accoppiati molto bene, ma invece contro le squadre con un centro e ala grande e piccole serie abbiamo maggiori problemi. E bisogna intervenire sotto e qui eravamo d'accordo tutti.
Quindi tutti i discorsi di prendere Redick JJ (come tiratore puro al posto di un Terry) oppure cedere Bass e altro per qualcosa di meglio sotto adesso "forse" si fanno a far friggere anche perché abbiamo negli occhi la vittoria di oggi, ma obiettivamente senza Rondo è difficile che ogni due giorni giochi così anche perché nei PO prima o poi ti fermi.
Allora ci sarebbe tutta la ragione per chiedere la trade dei Big e dire ringiovanimento.
Ma poi Dio mio come si fa!! Non ci voglio pensare senza il 34 e il 5.
Durissima scelta si prospetta per Ainge ed anche per il gruppo che ho visto vivo come non mai, soprattutto e contemporaneamente in Terry, Lee, Barbosa, Green, Sully non parlo di KG e PP che è ovvio che sarebbero usciti fuori e avrebbero trainato. Unico avulso dal gioco, dalla manovra e dal colletivo: Bass
scusami? cioè io sbaglio e tu mi chiedi scusa? ma in che altro sito succedono cose cosiiiiiii
non scherziamo dai!!! confermo, vi adoro!!! forza noi
Sfortuna devastante!
Forza Rajon,ti aspettiamo presto e,scommetto,più carico di prima!
Per la partita di stasera...beh se mai servissero ragioni ulteriori per tifare questi colori la dimostrazione é stata la partita di stasera...
Unici...encomiabili...
Per quanto riguarda il lato tecnico:
- Green monumentale per come ha difeso...contro probabilmente il giocatore più forte in questo momento in NBA!
- su KG non ho più parole se non CLONATELO!!!
- PP non voglio nemmeno rileggere dove si parlava di poter scambiare una bandiera come il nostro capitano...vorrei sapere quanti giocatori sono così decisivi ancora nella lega...contando anche le 35 primavere...
- ancora una volta la nostra difesa ha dimostrato che quando è applicata nel modo giusto diventiamo un fortino quasi inespugnabile!
- ultimo mio personale per Barbosa, stasera chiamato in causa per l'assenza di Rondo dopo poco campo per lui ma ha dimostrato che potrà essere un elemento veramente importante e utile per noi,soprattutto vista l'assenza del nostro folletto con il numero 9!!!
Come sempre forza Celtics!!!
grandi grandi grandi
in una stagione da 82 partite non riusciamo a gestirci fino in fondo ma quando c'è da tirare fuori il celtic pride rispondiamo sempre presente.
questa partita è un bellissimo segnale per aprile
Didn't have a good shooting night individually, but this was the funniest game I've ever been apart of in reg season oh and we won!! Boom!!
Jeff Green @unclejeffgreen about 14 minutes ago
Great win but tough to hear my bro @Rajon Rondo will be out...get healthy bro
Barbosa on Rondo: "We love him and we got his back." #CelticsTalk
Doc seemed legitimately shocked by Rondo news. Both he and Rondo thought it was a hamstring tweak until Dr. McKeon started inspecting it. Doc on whether or not #Celtics will look for another PG: "I haven't even thought about it, honestly. I have no idea."
KG said Rondo had played through a lot of injuries people didn't know about, praising his toughness. "Was a big blow to everybody here. Nothing else to say. It's tough on everybody. He's becoming the heart & soul of this team."
Rondo was waiting in the #Celtics locker room when his teammates came off the court to tell them about his injury.
Pierce still thinks the Celtics can compete with anybody in the Eastern Conference.
I vecchi leoni ruggiscono sempre, ma occhio abbiamo Phila alle calcagna a cui ritorna Bynum e noi perdiamo Rondo.
A fatica la vittoria di stasera mi solleva il morale,e visitare il sito dell'nba che già come uno sciacallo ci dà per morti non aiuta.
Spero che questa squadra possa dedicare moltissime altre vittorie al nostro numero 9.
Stavolta nulla da dire
Courtney Lee @CourtneyLee2211 about 1 hour ago
Prayers go out to my homie Rondo, strong kid shoot him a tweet to keep pushing if you could!!!! Green nation
"He's our leader, and it hurt. It's tough to hear that news, one of our top players go down. We have to be there for him. We just have to continue to build. Everyone collectively has to step up." - Celtics forward Jeff Green
"It's tough; tough on everybody. He's becoming the heart and soul of this team. He's coming into his own. It's a blow man, I'm not gonna front. It's a blow." - Celtics big man Kevin Garnett
"Very tough and sad. I still have faith that he's going to come back as soon as possible. He's a big key for this team; a big difference. We here to get his back, to support him in anything he needs. It's sad. I can't believe that it's like that. Hopefully he'll be OK." - Celtics guard Leandro Barbosa
"We're family, so you feel bad for him. You know I know he wants the best for us, and wants us to continue to go out there and play hard for him every game. And that's what we are going to do." - Celtics guard Avery Bradley
"You have a lot of mixed emotions in here. You want to celebrate the win but yu now you feel for y9our teammate, a leader. Pretty much wherever he goes, we go. It's hard knowing that he's going to be out for the year. It's a tough pill to swallow." - Celtics forward Paul Pierce.
"It's sad news but we've got to fill his shoes the best way we can and that's just going out there and playing hard." - Celtics guard/forward Courtney Lee
"One thing about this league is it's a brotherhood. You never want to see anyone go down with any kind of injury, especially a season-ending injury. So it's very unfortunate and it sucks, man. He's a great player and he really is the leader of this team and obviously guys are gonna have to step up for them, but this year they lost the leader of their team, so it's tough for the game to lose a player like Rondo, but especially for Boston." - Miami guard Dwyane Wade
"It sucks. It's terrible. As much as a competitor and as much as I've been a rival with Boston over the years, I never want to see anyone go down and knowing the competitor that he is and knowing how talented he is, I think it's terrible. Not only for their team but for the league." - Miami forward LeBron James
Sai il momento quando si è fatto male contro ATL? hai un frammento video?
Mystery of this injury is after #hawks game, Rondo talked with media, was not favoring or icing knee, like a normal postgame. #celtics
eccolo il filmato del momento
http://www.csnne.com/pages/celticsvideo?PID=uvXM2-kQtfamH479ln8vYHJIONqfElU9Q9a3u6
http://celticfanchat.com/2013/01/27/video-of-rajon-rondo-tearing-acl/ qui il video
Citazione The Truth 34:
si è proprio così
Siamo poeti della disperazione.
Incredibile... Quel movimento l'ha fatto mille e mille volte, l'appoggio a terra neanche troppo irregolare... Commovente il gesto affettuoso del Doc a fine partita.. Una pacca sulla spalla da padre più che da coach e soprattutto senza troppe moine perchè altrimenti anche al "duro" Doc sarebbe scappata qualche lacrima!!! Celtic's pride sempre!!!!
Intanto continuano le voci di trade per Paul Pierce.. E la partita di stanotte ha sicuramente aumentato i vari pretendenti.. Ora pare che siano i Grizzlies interessati al giocatore, attratti anche e sopratutto dal contratto da 4 ml del prossimo anno.
Ora, con Rondo fuori, i playoff sono ancora alla portata. Sempre che non avvenga la trade di cui molti scrivono...
Altalenante a dir poco, anche all'interno della stessa partita; fa cose incredibili e poi partite di un'abulia da prenderlo a schiaffoni per vedere se reagisce! Se riuscisse a stabilizzarsi a certe prestazione potrebbe addirittura diventare un all-star!!
ridnour
maynor
T.evans
k.marshall
se dovessimo prendere qualcuno, poi come davvero non so ipotizzarlo questi mi parrebbero i nomi più percorribili...
Purtroppo mi sono rotto i legamenti di tutte e due le ginocchia grazie al basket e ti posso dire che le dinamiche possono essere diverse, la prima volta anch'io non me ne sono quasi accorto, una rotazione del ginocchio un leggero dolore ma niente di pazzesco solo che poi non passava e alla risonanza legamento andato. La seconda volta appoggio del piede dopo un rimbalzo e ginocchio che cede di schianto, crack e dolore lancinante con ambulanza e pronto soccorso e l'esito era lo stesso, crociato distrutto.
....se proprio potessi scegliere, vada per Bledsoe
mi pare che arrivasse da 5 partite consecutive sopra i 30... wade è sempre wade, magari u po' meno costante, visto che la palla passa tra le sue mani meno frequentemente... non mi limiterei alla gara di ieri x giudicarlo...
lo scorso anno nelle prime 4 contro indiana fece molto peggio, poi sappiamo com'è andata...
Citazione:Che 5ML (in realtà 5,75 che sono quasi 6) siano pochi nella nostra situazione e tenendo conto che costerebbe il doppio per la luxury (a meno di non scambiarlo per Terry o Lee, ma quanto miglioreremmo?), non ne sono così convinto; a questo punto quasi meglio Maynor (suggerito da Leo, non mi permetterei figurine lanciate a casaccio
A Toronto ne parlano nei termini con cui Garnett parlò di Villanueva. grandi cifre indubbiamente, ma a Houston lo hanno sbolognato e a Toronto vorrebbero fare uguale, io sento puzza di marcio.
Quanto al sostituto temporaneo di RR: non so se pareggiano i salari, ma una trade con OKC Maynor più una scelta per Terry avrebbe senso per tutte le parti. Detto per inciso, la configurazione dei due "mastini" Bradley-Lee con PP a fare da "point forward" a me non dispiace affatto
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