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Recap
Non saranno stati i Celtics delle occasioni migliori, ma il risultato è confortante. Con un grosso aiuto dal profondo - quella panchina che in tanti aspettavamo tonica e pimpante - che sopperisce all' impegno sufficiente dei titolari e porta i Celtics alla tanto attesa vittoria. Come detto, i migliori escono dal pino e una prova maiuscola di Sullinger lopropone come miglior giocatore del Match. Parere personale, indispensabile questa notte Jeff Green, continuo e capace di aggredire il canestro a più riprese. La difesa si riconferma dura, ed in questo probabilmente ha aiutato tantissimo Avery Bradley. La sua pressione è indispensabile ed aiuta la squadra soprattutto a fare in modo che la palla circoli più lentamente quando in mano la portano gli avversari.
Il che si traduce in minore libertà sul perimetro, specialmente per i tiratori. Questa notte Phoenix, squadra abbastanza modesta a dire il vero, ha tirato solamente con il 16 % da tre, e complessivamente con un risicato 39 totale. I Celtics stessi hanno faticato in attacco, ma hanno concluso con un buon 45.7 , nonostante la scarsa vena realizzativa da tre. Gara facile tutto sommato, filata via senza patemi. Un primo quarto abbastanza equilibrato, con entrambe le squadre a scollinareil 40% dal campo, ed i Celtics che raccoglievano 11 rimbalzi,a dispetto dei 14 dei Suns. Per poi presentare una seconda frazione che ha fatto da propulsore verso la vittoria. Celtics tonici, rinvigoriti dai vari Terry, Green, E Sullinger, senza tralasciare il solito apporto di Lee . Quello che ci è voluto èstato proprio un incremento delle prestazioni dei panchinari per la notte. Green e Sullinger hanno calcato insieme il parquet per 11 minuti nel secondo quarto, mettendo a referto ben 14 punti. Il quarto è stato nel complesso un monologo da parte dei ragazzi di coach Doc Rivers, i quali hanno tirato con il 57% dal campo difendendo il giusto. Hanno infatti concesso il 47 % nel periodo, ma hanno anche forzato sette palle perse per i Suns che non sono state indolori. Anche a rimbalzo la squadra è andata forte, prendendone ben 10 di cui quattro offensivi. Una frazione che, insomma, ha segnato abbastanza la gara. E se ancora una volta i titolari hanno scherzato con gli avversari, subendo il ritorno degli ospiti nel terzo quarto, ancora una volta la panchina ha sistemato le cose con un quarto periodo perentorio e sufficiente per chiudere del tutto i giochi. Non era facile, dato che i giocatori migliori - soprattutto Pierce - erano apparsi lievemente appannati. Rimane forse il problema dell'approccio mentale contro squadre di questa caratura, Magari a 35 anni ci sta di non riuscire a replicare un filotto di partite tutto dello stesso livello, ma a parte Pierce anche gli altri Big ( ad esclusione di Terry) hanno giocato con il freno a mano tirato.
Confortante comunque constatare come in un momento decisivo del Match il DOC abbia estorto 16 punti ai suoi panchinari, con il solo Garnett a segnarne quattro per i venti complessivi. Celtics che cominciano a piacere, anche se non del tutto. Ogni squadra è il riflesso del record che ha. Non per essere ingenerosi, ma Phoenix - per giunta impegnata nel Back To Back - era una squadra molto modesta. Buona la concentrazione soprattutto in difesa, da parte di tutti. Buona l' efficacia offensiva, e tutto sommato anche il controllo dei tabelloni. Infatti, nonostante la statistica sorrida ai Suns , nei momenti caldi i Celtics non hanno sofferto ed hanno preso i rimbalzi giusti tra quelli a disposizione. Soprattutto, nonostante abbiano tirato meglio degli avversari, hanno raccolto dodici carambole offensive che non sono poche. Se si pensano a partite come quella contro gli Spurs al TD Garden, il numero potrebbe apparire decisamente confortante. Una squadra che cresce bene, e sicuramente è differente rispetto a quella dello scorso mese. Finalmente si vede la panchina che tutti sognavano. Una serie di giocatori buoni capaci di sopperire in determinate serate all'assenza dei titolari. Confortante Jeff Green, su cui mi andrebbe di spendere due parole. Il giocatore spesso è bersagliato da noi tifosi che probabilmente ci aspettavamo tantissimo da lui. Inizierei col dire che un anno perso, a livello di gioco e di competizione agonistica, si paga a caro prezzo. Il giocatore può essere anche sanissimo ora, ma comunque per un anno ha dovuto lavorare differentemente con il suo strumento principale : il corpo. Poi, spesso magari si pensa che Jeff debba di colpo sopperire alle lacune di Garnett, Rondo e Pierce, i giocatori cardine della squadra.
Jeff a Dicembre è stato secondo me il giocatore più solido e più continuo. Ha fatto spesso il suo con prestazioni particolarmente pimpanti in alcune felici occasioni ( tra le altre ricordo quella contro i Brooklyn Nets). Quando la squadra naufraga, inevitabilmente un giocatore del genere non può non naufragare insieme agli stessi compagni. C'è da dire però che in difesa ha un energia che al capitano manca, ed in Post forse è il giocatore più continuo dei Celtics. Beccarlo per l' abuso della mano destra o per la tendenza spesso a fermare il palleggio quando potrebbe magari muovere meglio il pallone - e soprattutto più velocemente - è ingeneroso. Se non avesse limiti percepirebbe uno stipendio da 20 milioni ed oltre, e contenderebbe lo scettro di miglior giocatore a Lebron James. Invece oggi Green è un giocatore in evoluzione, che riprende confidenza con se stesso dopo che era stato privato del gioco ( e degli allenamenti) per grossa parte della scorsa stagione. Il fisico riacquisisce tonicità, e con il tempo si spera possa diventare anche più cattivo mentalmente. In questo momento Boston non ha offerto alcuna protezione al ragazzo, visto i risultati altalentanti. Ma se la squadra riuscisse a confermarsi solida, beh, Jeff potrebbe giovarne. Altra nota positiva la spenderei per Sulllinger e Lee. Di Lee se ne parla poco, ma probabilmente è un difensore oggi indispensabile. Pensare che Bradley sia l'unico difensore indispensabile per questa squadra, forse, è un azzardo. Lee ha un fisico diverso ed un' esplosività che ad Avery manca. I suoi centimetri saranno fondamentali specie nei confronti di attaccanti molto dotati fisicamente come possono essere un Joe Johnson oppure un Wade. Sullinger invece cresce bene, ed il merito oltre che di Ainge è solo ed esclusivamente del Doc. Quando i tifosi vorrebbero immediatamente 38 minuti per Sully, o il posto in squadra anche per Melo, fanno un grosso errore. In una NBA dove i rookie quando calcano il parquet sono sicuri di essere arrivati a destinazione, il Bastone è la sola medicina per salvaguardare questi ragazzi. Nei momenti peggiori, invece di invocare Melo e Sully, sarebbe bene ricordare che il DOC è forse il miglior allenatore per sviluppare dei ragazzi. Non mi credete ? Cercate in giro Delonte West, Al Jefferson, Avery Bradley, Tony Allen, Glen Davis... e poi ne riparliamo.
PREVIEW
Smetti di migliorare solamente quando pensi di essere già il migliore. Se vuoi che gli avversari ti rispettino, devi rispettarli per poi pretendere rispetto. Pensare di essere già arrivati è spesso l'inizio di tutti i mali, specie per i Boston Celtics. Tre buone gare, infatti, possono rappresentare un inizio, una base da cui partire. Ma in una lega estremamente competitiva, c'è sempre bisogno di dare il massimo, ed anche qualcosa in più. Del resto, il record è ora in perfetto equilibrio e se realmente si vuole dare un senso maggiore agli ultimi sforzi, è proprio il caso di dare maggiore continuità alle vittorie. Gli avversari, forse, sono meno forti rispetto agli ultimi affrontati.
La cosa non farà sorridere i tifosi del trifoglio, vista l' abitudine della squadra a rendere di più contro i migliori e forse meno contro chi è apparentemente più vulnerabile. Ma la NBA è equiparabile ad un vera e propria giungla, dove per sopravvivere bisogna mostrare gli artigli ad ogni ripresa. Squadre vulnerabili, poi, non esistono. Qualsiasi squadra qualora prendesse fiducia e consapevolezza dei propri mezzi, rappresenterebbe un avversario molto, troppo ostico. Tanto più i Phoenix Suns, che non saranno una corazzata, ma dispongono di un minimo di talento. Il sole in Arizona, forse, splende meno che non nel passato. Dopo la dipartita di Stoudemire, la squadra è ora anche orfana di Steve Nash. Il passaggio non è stato "indolore". Se lo scorso anno la squadra sembrava potesse, ad ogni modo, provare quantomeno a correre per agguantare una posizione buona a disputare i playoff, quest'anno è completamente fuori dai giochi almeno per il momento. Gennaio si era aperto nel migliore dei modi, con la vittoria per 95 ad 89 ai danni di Philadelphia. Il gaudio è durato molto poco, se è vero che le ultime tre partite poi hanno visto i Suns perdere sempre. La scorsa notte a vincere sono stati i Bucks, che hanno avuto poche difficoltà per imporsi. Dicembre è stato un mese molto duro per i "soli", che su 15 partite ne hanno perse ben 11, con solo quattro vittorie.
Le ultime dieci partite, poi, parlano di ben nove sconfitte maturate con Portland, L.A. sponda Clippers, New York, Indiana, Minnesota, Oklahoma City, Utah, Memphis ed ultima come detto con Milwaukee. A parte l' exploit contro i Sixers - che comunque vivono di loro un momento difficile - tutte sconfitte senza appello. Per i Celtics quindi l' occasione è ghiotta, di provare a mettere un po' di fieno in cascina e vincere tra le mura amiche. Eppure la squadra non è così malvagia. Il dopo Nash porta il nome di Goran Dragic, ed il folletto ex Houston è il giocatore cardine del progetto probabilmente. Per quanto non si tratti di un fenomeno, sicuramente parliamo di un Play molto bravo con la palla in mano. Capace di correre e di smistare immediatamente il gioco, Dragic sarà il giocatore da tenere maggiormente sotto controllo. Le sue incursioni possono essere pericolose, ed in questo Rondo ma soprattutto Bradley e Lee dovranno fare molta attenzione. Altri punti fermi sono Gortat e Dudley. Il centro polacco soprattutto contro i Celtics ha già fornito prestazioni esaltanti, ed è anche un possibile uomo mercato che si dice interessi agli stessi Celtics.
Scola fin qui ha alternato buone cose a grosse pause. La qualità è certamente la solità, ma forse il fisico comincia a risentire dei vari acciacchi e del peso dell'età che avanza. Una delle più grosse delusioni, fin qui, è stato Beasley. Giocatore dal talento infinito, capace di giocare grandi partite e di segnare 30 punti contro qualsivoglia avversario. Allo stesso tempo, incapace di giocare con e per la squadra, e di mettere il suo talento al servizio dei compagni. Spesso assente in difesa, Beasley continua a mostrare tutti gli aspetti controversi del suo carattere. Rimane un peccato se si considera a quanto spesso abbia fatto intravedere un arsenale niente male e la capacità di segnare anche nei momenti più intricati. Ma in generale, tutta Phoenix non brilla difensivamente. Spesso le rotazioni difensive sono approssimative, e la pressione portata dagli esterni latita. Da tre tira in maniera discreta, ma è pur vero che difende malissimo sui tiratori avversari concedendo il 40% dal campo agli stessi. Pierce, Terry, Green e Lee sono avvisati, quindi. Volendo, si può colpire bene da oltre l' arco. Certo, sia Terry che Lee dovrebbero prima registrare le mani e rimettersi in carreggiata... ma i Suns possono dare una mano da questo punto di vista.
Un altro dato che deve far capire ai Celtics come sia il caso di mettercela tutta fin dall'inizio, è il fatto che Phoenix alla seconda gara di un back to back ha perso in sette casi su sette. In questi casi, il giocatore più prolifico è stato Scola che ha fatto registrare 15 punti di media in queste sette gare. Il miglior rimbalzista, sempre nelle sette gare, è stato al solito Gortat, come da copione. Ma anche sotto i Tabelloni Phoenix, nonostante la presenza del Polacco, non è irresistibile se è vero che mediamente prende tre rimbalzi in meno rispetto agli avversari. Insomma, per dei Celtics che vogliono crescere non sarà una partita facile. Non sarà una partita da sottovalutare. Ma sarà una partita in cui dire se qualcosa è cambiato, o se ancora una volta è sempre e solo questione di volontà e non di possibilità.
Phoenix Suns (12-24) at Boston Celtics (17-17)
Wednesday, January 9, 2013
7:30 PM ET
Regular Season Game #35, Home Game #17
TV: CSN-NE,FSA, NBA-LP 756(PHX)/757(BOS)
Radio: WEEI, KTAR
TD Garden
Probable Starter
Boston Celtics
Rajon Rondo
Avery Bradley
Paul Pierce
Brandon Bass
Kevin Garnett
Celtics Reserves
Jared Sullinger
Jason Collins
Jeff Green
Courtney Lee
Leandro Barbosa
Jason Terry
Injuries
Chris Wilcox (thumb) out
Fab Melo (concussion) out
Probable Starter
Phoenix Suns
Gorand Dragic
P.J. Trucker
Jared Dudley
Luis Scola
Marçin Gortat
Suns Reserves
Markieff Morris
Shannon Brown
Sebastian Telfair
Wes Johnson
Jermaine O'Neal
Michael Beasley
Diante Garrett
Kendall Marshall
Luke Zeller
Injuries
Channing Frye (heart) out
Il che si traduce in minore libertà sul perimetro, specialmente per i tiratori. Questa notte Phoenix, squadra abbastanza modesta a dire il vero, ha tirato solamente con il 16 % da tre, e complessivamente con un risicato 39 totale. I Celtics stessi hanno faticato in attacco, ma hanno concluso con un buon 45.7 , nonostante la scarsa vena realizzativa da tre. Gara facile tutto sommato, filata via senza patemi. Un primo quarto abbastanza equilibrato, con entrambe le squadre a scollinareil 40% dal campo, ed i Celtics che raccoglievano 11 rimbalzi,a dispetto dei 14 dei Suns. Per poi presentare una seconda frazione che ha fatto da propulsore verso la vittoria. Celtics tonici, rinvigoriti dai vari Terry, Green, E Sullinger, senza tralasciare il solito apporto di Lee . Quello che ci è voluto èstato proprio un incremento delle prestazioni dei panchinari per la notte. Green e Sullinger hanno calcato insieme il parquet per 11 minuti nel secondo quarto, mettendo a referto ben 14 punti. Il quarto è stato nel complesso un monologo da parte dei ragazzi di coach Doc Rivers, i quali hanno tirato con il 57% dal campo difendendo il giusto. Hanno infatti concesso il 47 % nel periodo, ma hanno anche forzato sette palle perse per i Suns che non sono state indolori. Anche a rimbalzo la squadra è andata forte, prendendone ben 10 di cui quattro offensivi. Una frazione che, insomma, ha segnato abbastanza la gara. E se ancora una volta i titolari hanno scherzato con gli avversari, subendo il ritorno degli ospiti nel terzo quarto, ancora una volta la panchina ha sistemato le cose con un quarto periodo perentorio e sufficiente per chiudere del tutto i giochi. Non era facile, dato che i giocatori migliori - soprattutto Pierce - erano apparsi lievemente appannati. Rimane forse il problema dell'approccio mentale contro squadre di questa caratura, Magari a 35 anni ci sta di non riuscire a replicare un filotto di partite tutto dello stesso livello, ma a parte Pierce anche gli altri Big ( ad esclusione di Terry) hanno giocato con il freno a mano tirato.
Confortante comunque constatare come in un momento decisivo del Match il DOC abbia estorto 16 punti ai suoi panchinari, con il solo Garnett a segnarne quattro per i venti complessivi. Celtics che cominciano a piacere, anche se non del tutto. Ogni squadra è il riflesso del record che ha. Non per essere ingenerosi, ma Phoenix - per giunta impegnata nel Back To Back - era una squadra molto modesta. Buona la concentrazione soprattutto in difesa, da parte di tutti. Buona l' efficacia offensiva, e tutto sommato anche il controllo dei tabelloni. Infatti, nonostante la statistica sorrida ai Suns , nei momenti caldi i Celtics non hanno sofferto ed hanno preso i rimbalzi giusti tra quelli a disposizione. Soprattutto, nonostante abbiano tirato meglio degli avversari, hanno raccolto dodici carambole offensive che non sono poche. Se si pensano a partite come quella contro gli Spurs al TD Garden, il numero potrebbe apparire decisamente confortante. Una squadra che cresce bene, e sicuramente è differente rispetto a quella dello scorso mese. Finalmente si vede la panchina che tutti sognavano. Una serie di giocatori buoni capaci di sopperire in determinate serate all'assenza dei titolari. Confortante Jeff Green, su cui mi andrebbe di spendere due parole. Il giocatore spesso è bersagliato da noi tifosi che probabilmente ci aspettavamo tantissimo da lui. Inizierei col dire che un anno perso, a livello di gioco e di competizione agonistica, si paga a caro prezzo. Il giocatore può essere anche sanissimo ora, ma comunque per un anno ha dovuto lavorare differentemente con il suo strumento principale : il corpo. Poi, spesso magari si pensa che Jeff debba di colpo sopperire alle lacune di Garnett, Rondo e Pierce, i giocatori cardine della squadra. Jeff a Dicembre è stato secondo me il giocatore più solido e più continuo. Ha fatto spesso il suo con prestazioni particolarmente pimpanti in alcune felici occasioni ( tra le altre ricordo quella contro i Brooklyn Nets). Quando la squadra naufraga, inevitabilmente un giocatore del genere non può non naufragare insieme agli stessi compagni. C'è da dire però che in difesa ha un energia che al capitano manca, ed in Post forse è il giocatore più continuo dei Celtics. Beccarlo per l' abuso della mano destra o per la tendenza spesso a fermare il palleggio quando potrebbe magari muovere meglio il pallone - e soprattutto più velocemente - è ingeneroso. Se non avesse limiti percepirebbe uno stipendio da 20 milioni ed oltre, e contenderebbe lo scettro di miglior giocatore a Lebron James. Invece oggi Green è un giocatore in evoluzione, che riprende confidenza con se stesso dopo che era stato privato del gioco ( e degli allenamenti) per grossa parte della scorsa stagione. Il fisico riacquisisce tonicità, e con il tempo si spera possa diventare anche più cattivo mentalmente. In questo momento Boston non ha offerto alcuna protezione al ragazzo, visto i risultati altalentanti. Ma se la squadra riuscisse a confermarsi solida, beh, Jeff potrebbe giovarne. Altra nota positiva la spenderei per Sulllinger e Lee. Di Lee se ne parla poco, ma probabilmente è un difensore oggi indispensabile. Pensare che Bradley sia l'unico difensore indispensabile per questa squadra, forse, è un azzardo. Lee ha un fisico diverso ed un' esplosività che ad Avery manca. I suoi centimetri saranno fondamentali specie nei confronti di attaccanti molto dotati fisicamente come possono essere un Joe Johnson oppure un Wade. Sullinger invece cresce bene, ed il merito oltre che di Ainge è solo ed esclusivamente del Doc. Quando i tifosi vorrebbero immediatamente 38 minuti per Sully, o il posto in squadra anche per Melo, fanno un grosso errore. In una NBA dove i rookie quando calcano il parquet sono sicuri di essere arrivati a destinazione, il Bastone è la sola medicina per salvaguardare questi ragazzi. Nei momenti peggiori, invece di invocare Melo e Sully, sarebbe bene ricordare che il DOC è forse il miglior allenatore per sviluppare dei ragazzi. Non mi credete ? Cercate in giro Delonte West, Al Jefferson, Avery Bradley, Tony Allen, Glen Davis... e poi ne riparliamo.
PREVIEW
Smetti di migliorare solamente quando pensi di essere già il migliore. Se vuoi che gli avversari ti rispettino, devi rispettarli per poi pretendere rispetto. Pensare di essere già arrivati è spesso l'inizio di tutti i mali, specie per i Boston Celtics. Tre buone gare, infatti, possono rappresentare un inizio, una base da cui partire. Ma in una lega estremamente competitiva, c'è sempre bisogno di dare il massimo, ed anche qualcosa in più. Del resto, il record è ora in perfetto equilibrio e se realmente si vuole dare un senso maggiore agli ultimi sforzi, è proprio il caso di dare maggiore continuità alle vittorie. Gli avversari, forse, sono meno forti rispetto agli ultimi affrontati.
La cosa non farà sorridere i tifosi del trifoglio, vista l' abitudine della squadra a rendere di più contro i migliori e forse meno contro chi è apparentemente più vulnerabile. Ma la NBA è equiparabile ad un vera e propria giungla, dove per sopravvivere bisogna mostrare gli artigli ad ogni ripresa. Squadre vulnerabili, poi, non esistono. Qualsiasi squadra qualora prendesse fiducia e consapevolezza dei propri mezzi, rappresenterebbe un avversario molto, troppo ostico. Tanto più i Phoenix Suns, che non saranno una corazzata, ma dispongono di un minimo di talento. Il sole in Arizona, forse, splende meno che non nel passato. Dopo la dipartita di Stoudemire, la squadra è ora anche orfana di Steve Nash. Il passaggio non è stato "indolore". Se lo scorso anno la squadra sembrava potesse, ad ogni modo, provare quantomeno a correre per agguantare una posizione buona a disputare i playoff, quest'anno è completamente fuori dai giochi almeno per il momento. Gennaio si era aperto nel migliore dei modi, con la vittoria per 95 ad 89 ai danni di Philadelphia. Il gaudio è durato molto poco, se è vero che le ultime tre partite poi hanno visto i Suns perdere sempre. La scorsa notte a vincere sono stati i Bucks, che hanno avuto poche difficoltà per imporsi. Dicembre è stato un mese molto duro per i "soli", che su 15 partite ne hanno perse ben 11, con solo quattro vittorie.
Le ultime dieci partite, poi, parlano di ben nove sconfitte maturate con Portland, L.A. sponda Clippers, New York, Indiana, Minnesota, Oklahoma City, Utah, Memphis ed ultima come detto con Milwaukee. A parte l' exploit contro i Sixers - che comunque vivono di loro un momento difficile - tutte sconfitte senza appello. Per i Celtics quindi l' occasione è ghiotta, di provare a mettere un po' di fieno in cascina e vincere tra le mura amiche. Eppure la squadra non è così malvagia. Il dopo Nash porta il nome di Goran Dragic, ed il folletto ex Houston è il giocatore cardine del progetto probabilmente. Per quanto non si tratti di un fenomeno, sicuramente parliamo di un Play molto bravo con la palla in mano. Capace di correre e di smistare immediatamente il gioco, Dragic sarà il giocatore da tenere maggiormente sotto controllo. Le sue incursioni possono essere pericolose, ed in questo Rondo ma soprattutto Bradley e Lee dovranno fare molta attenzione. Altri punti fermi sono Gortat e Dudley. Il centro polacco soprattutto contro i Celtics ha già fornito prestazioni esaltanti, ed è anche un possibile uomo mercato che si dice interessi agli stessi Celtics.
Scola fin qui ha alternato buone cose a grosse pause. La qualità è certamente la solità, ma forse il fisico comincia a risentire dei vari acciacchi e del peso dell'età che avanza. Una delle più grosse delusioni, fin qui, è stato Beasley. Giocatore dal talento infinito, capace di giocare grandi partite e di segnare 30 punti contro qualsivoglia avversario. Allo stesso tempo, incapace di giocare con e per la squadra, e di mettere il suo talento al servizio dei compagni. Spesso assente in difesa, Beasley continua a mostrare tutti gli aspetti controversi del suo carattere. Rimane un peccato se si considera a quanto spesso abbia fatto intravedere un arsenale niente male e la capacità di segnare anche nei momenti più intricati. Ma in generale, tutta Phoenix non brilla difensivamente. Spesso le rotazioni difensive sono approssimative, e la pressione portata dagli esterni latita. Da tre tira in maniera discreta, ma è pur vero che difende malissimo sui tiratori avversari concedendo il 40% dal campo agli stessi. Pierce, Terry, Green e Lee sono avvisati, quindi. Volendo, si può colpire bene da oltre l' arco. Certo, sia Terry che Lee dovrebbero prima registrare le mani e rimettersi in carreggiata... ma i Suns possono dare una mano da questo punto di vista.
Un altro dato che deve far capire ai Celtics come sia il caso di mettercela tutta fin dall'inizio, è il fatto che Phoenix alla seconda gara di un back to back ha perso in sette casi su sette. In questi casi, il giocatore più prolifico è stato Scola che ha fatto registrare 15 punti di media in queste sette gare. Il miglior rimbalzista, sempre nelle sette gare, è stato al solito Gortat, come da copione. Ma anche sotto i Tabelloni Phoenix, nonostante la presenza del Polacco, non è irresistibile se è vero che mediamente prende tre rimbalzi in meno rispetto agli avversari. Insomma, per dei Celtics che vogliono crescere non sarà una partita facile. Non sarà una partita da sottovalutare. Ma sarà una partita in cui dire se qualcosa è cambiato, o se ancora una volta è sempre e solo questione di volontà e non di possibilità.
Phoenix Suns (12-24) at Boston Celtics (17-17)
Wednesday, January 9, 2013
7:30 PM ET
Regular Season Game #35, Home Game #17
TV: CSN-NE,FSA, NBA-LP 756(PHX)/757(BOS)
Radio: WEEI, KTAR
TD Garden
Probable Starter
Boston Celtics
Rajon Rondo
Avery Bradley
Paul Pierce
Brandon Bass
Kevin Garnett
Celtics Reserves
Jared Sullinger
Jason Collins
Jeff Green
Courtney Lee
Leandro Barbosa
Jason Terry
Injuries
Chris Wilcox (thumb) out
Fab Melo (concussion) out
Probable Starter
Phoenix Suns
Gorand Dragic
P.J. Trucker
Jared Dudley
Luis Scola
Marçin Gortat
Suns Reserves
Markieff Morris
Shannon Brown
Sebastian Telfair
Wes Johnson
Jermaine O'Neal
Michael Beasley
Diante Garrett
Kendall Marshall
Luke Zeller
Injuries
Channing Frye (heart) out



Commenti
Gortat non mi convince al 100% , se dipendesse da me non farei lo scambio sacrificando Bass e soprattutto Melo.
Jermaine ha ragione ma dalla panchina o meglio dall infermeria e' difficile che ti chiedono di attaccare il canestro. In 2 Stagioni a boston nn ne avra giocato manco 1 stagione intera
Partita strana. Solo 79 punti per loro… (Andrea)
Sto finalmente rivedendo la difesa Celtics con continuità, e questo è un segnale anche più importante delle quattro vittorie (che peraltro non sono disprezzabili).
Tocchiamo ferro, ma sarebbe bello che la stagione dei nostri fosse cambiata nello spogliatoio di Atlanta, tra il primo e secondo tempo.
Dispiace solo vedere Barbosa impiegato così poco, perchè per me a questa squadra potrebbe dare tanto, però al completo dietro siamo veramente in tanti. (Leonardo)
Sì, i minuti nel “back-court” sono 96, e adesso che è rientrato Bradley ciò si traduce in 24 di media per guardia senza Barbosa… o 19 con Barbosa: ma chi riuscirebbe a tenere in panchina Rondo per 30 minuti? Rivers sacrifica sempre il peggior difensore, nelle sue rotazioni (come mi aveva fatto notare Luca col dettaglio su Wilcox…).
A questo punto però se fossi in Ainge proverei una trade con una delle guardie (Rondo e Bradley a parte) e Bass/Melo/scelta... un centro sarebbe la priorità, ma se mi fai arrivare Evans non ti direi di no.
Ad ogni modo, Gortat a me non sembra il pezzo mancante (Dan Layus)
Se Larry Bird avesse giocato con i Jazz di allora ne avrebbe messi 45 a sera ma molti avrebbero detto “sì, però non vince niente”...
Non dovremmo giudicare solo da una partita: Gortat è un centro “decente” con piedi veloci e solidità. Non è né Howard né Lopez, ma in un contesto come il nostro in cui non “deve” per forza fare canestro e può giocare nel “flow of the game” potrebbe essere molto utile, a mio avviso. Soprattutto in difesa ed a rimbalzo.
Se Sully è quello delle ultime partite, con i margini di crescita che può avere un ventenne… (greenpride)
Vado un po’ controcorrente: vista la sua intelligenza cestistica, mi aspettavo questo impatto fin dall’inizio. Non dimentichiamo che se non fosse stato per il “terrorismo pre-draft” Jared sarebbe uscito nelle prime 5, e di solito chi esce lassù è uno che “sposta”.
Poi c'è Green che pian pianino sta crescendo, non è ancora il momento di esprimere giudizi definitivi, ma considerando l'anno di fermo e l'adattamento a minutaggi ridotti, si intravede il giocatore interessante che ci si aspettava (greenpride)
Per me stanotte ha giocato molto meglio di quanto facesse ai Thunder. Ha attaccato, ha difeso e lo ha fatto uscendo dalla panchina in un ruolo che è tra i più complessi: scendere in campo e dare punti al posto di tale Paul Pierce.
Jeff è l’unico che a suo tempo ho difeso: sono stato critico con Rondo, Garnett e Pierce perché la “scintilla” doveva venire da loro, ma allo stesso tempo capisco che – come stanotte – Pierce faccia fatica a mettere due o tre partite in fila e debba amministrare le energie.
Ecco perché il ruolo di Jeff è il più complicato: pensate un po’, deve sostituire un Hall of Famer e deve produrre in 15/20 minuti nel suo “ruolo naturale”. Poi deve difendere (non era mai stato il suo forte, ma si comincia a vedere qualcosa) deve catturare rimbalzi (mai stato un rimbalzista), deve insomma fare tutto per giustificare gli 8 milioni annui che percepisce.
Ora la considerazione da fare è: questa squadra se continua così può darci delle soddisfazioni, ma fino a che punto?? Arrivare ai PO (siamo ottavi quindi a questo momento l'obiettivo è quello) e fare una bella figura ai PO. (Larrymania)
Considerazione centrata. Però resta da capire che margini di miglioramento vedono nel gruppo Rivers ed Ainge. Non dimentichiamo che questo gruppo ha solo quattro/cinque atleti presenti nella scorsa stagione, e che molti sono giovani. Un gruppo di “veterani” si sarebbe amalgamato prima (come quelli del “banner” 2008), ma avrebbe avuto minori margini di crescita.
Vedo difficile pensare ai nostri come ad una squadra da titolo.. Ora Danny può, con una trade, fare alzare il livello sino al punto di farci diventare una contender?? E' evidente che per farlo devi inserire un big man di grande valore... Ma arrivarci bisogna sacrificare qualche giocatore "importante". (Larrymania)
Altra considerazione che non fa una grinza, credo che questo sia proprio il ragionamento di Ainge. Però non penso che Danny sia disposto a sacrificare un Green per un Gortat, per fare un esempio: la sua ricostruzione “on the fly” mi intriga moltissimo perché è qualcosa che mostra ancora una volta la genialità del nostro GM. TUTTI (io per primo) sia qui che su altri siti Celtics davano per scontato che dopo due/tre anni di vittorie Boston sarebbe tornata nelle zone basse della classifica (ricordate i discorsi sulla “finestra”?) per ripartire da zero.
Ainge ha “subdolamente” tessuto una tela che ora garantisce la presenza di un nucleo giovane (o “non vecchio”) che conta Rondo, Bradley, Green, Sullinger. Ci manca il centro, ma già così abbiamo una squadra in grado di vincere almeno 45 partite “in absentia Garnett Pierceque”.
Se sento Tranquillo criticare Ainge ancora una volta, lo costringo a vedere dieci partite consecutive della gestione Pitino… i DVD li ho.
Il mio sogno resta Cousins, perchè è evidente che qui parliamo di uno dei centri dominanti del prossimo decennio!! Io continuo a sperare che i Kings si accontentino di Lee e Bass più scelte e se proprio devo aggiungere un altro uomo sacrificherei più Green (che adoro per stile ed eleganza) che Bradley o Sully. (Larrymania)
Con gli ultimi sviluppi della cessione dei Kings da parte della famiglia Maloof credo che sia improbabile che gli acquirenti vogliano acquistare una squadra priva di Evans e Cousins. Cousins ai Celtics starebbe bene, ma bisogna capire se il suo cervello sia recuperabile o meno, perché un “pazzerello” in squadra in qualche modo lo gestisci, se invece ne hai due sono loro a gestire la squadra. Evans, non lo so: grande talento ma come fa ad accettare così passivamente che la sua carriera vada a rotoli? Un grande campione avrebbe reagito in modo diverso.
io sono della teoria che piazza e ambiente siano determinanti per la crescita dei giocatori; oggi abbiamo Rondo che è ancora un po' da registrare ma è un signor giocatore, secondo te fosse andato a Sacramento anzichè a Boston, che giocatore sarebbe? lo considereremmo meglio o peggio di testa rispetto a Evans? Con le sue caratteristiche di gioco, il rischio che si perdesse non era alto?
Io sul discorso Seattle la vedo un po' diversamente dai commenti letti, non so se vorranno partire con piazza nuova, una nuova organizzazione, con tanti cavalli pazzi in campo e se hanno l'occasione di prendere un direttore d'orchestra, un franchise-player di 26 anni con 5 playoff, un titolo ed un po' di ASG perchè non farlo sacrificando 2 soggetti ad alto rischio?
Insomma io fossi Bill Gates (bella questa!) Rondo X Evans e Cousins (+ annessi e connessi) la farei e leggendo i commenti qui (quasi nessuno la farebbe dal lato Boston) mi fa pensare che per Seattle possa essere conveniente.
E' vero che nel 2 X 1 e nelle trade in genere vince chi prende il giocatore più forte, e Rondo lo è sicuramente, ma chiedo soprattutto a te Fabio, tu ci penseresti?
Non dico di farla, ma la prenderesti in considerazione?
Io si il mio dubbio più grosso è che Evans è più una SG che una PG, e che cambi così radicali a metà stagione possono essere nefasti per la squadra, ma in estate se ci fosse la possibilità ci penseresti????
youtu.be/QNUb-pZrpgE
dopodiché riprendiamo a parlare di Figurine.. ;)
... meglio il campo delle figurine ... bellissimo lo spot!!!
Effettivamente il mio commento era così povero e banale che facilmente si prestava alla tua interpretazione, come quella di Movi e di un altro utente ( non ricordo il nick ora). Chiedo scusa.
Non volevo parlare male di Gortat, né sminuirne il valore. All'epoca quando scrissi dei migliori Centri, annoverai anche lui tra quelli più utili. Apprezzo sia il suo modo di portare i blocchi, il suo essere veloce quando gioca il Pick And Roll, sia come lo spezza in difesa. Ho detto che non lo ritengo il pezzo mancante per una serie di considerazioni che dovevo forse elencare. Considero i Celtics un ottima, ottima squadra - ma non per le ultime partite - costruita bene e messa insieme con raziocinio. Una delle migliori della Lega, e lo diventerà nel momento in cui tutti si caleranno alla perfezione nel ruolo.
Ciò nonostante non credo che i Celtics abbiano al momento attuale qualche speranza di vincere. Spero di sbagliarmi, ma vedo ancora poca energia ed intensità per poter competere con Miami. Se lo scopo è migliorare ulteriormente la squadra, Gortat riuscirebbe nell'opera ( non che voglia parlare di figurine, è per argomentare la mia asserzione precedente). Gortat renderebbe i Celtics squadra da titolo - ammesso che non lo siano come ritengo io - in un solo colpo ? Secondo me no.
Cosa manca , dal mio punto di vista, a questi Celtics ? Dal momento che ritengo ancora KG uno dei migliori nel suo nuovo ruolo, ma per 30 minuti o poco più, secondo me ai Celtics manca innanzitutto qualcuno che difenda con KG con intensità. Un quattro più pronto di Bass, che sappia giocare come gioca lo stesso Brandon in attacco ( senza pestare i piedi a KG), più propenso a prendere rimbalzi e che difenda meglio,permettendo proprio a Garnett di continuare a giocare più vicino a canestro , nonostante credo che Kevin sia reticente a prendere quella zona ( ma da centro ci ha cambiati del tutto la scorsa stagione, ed è cresciuto lui stesso a dismisura). A parte questo, mancherebbe un centro di riserva che sia un buon falegname, capace di fare a botte sotto canestro e di far riposare Garnett per quei 15-20 minuti a notte ( 10-15 ai Playoff).
Non volevo sminuire Gortat, né volevo dire che abbia giocato male. In effetti non avevo espresso alcun giudizio su di lui, che gioca anche in una squadra sciagurata e fa quel che può. Tutto qui.
Sia chiaro che poi io non conosco in nessun caso una ricetta vincente , che trasformi una squadra in un colpo solo. Avevo, o meglio ho, solo queste perplessità. Poi io do dei giudizi abbastanza semplici forse, che guardano in poche direzioni. Solitamente comprendo che il ruolo del GM è differente e ho ben presente quanto sia difficile allestire una squadra vincente. Ainge da anni ci propina squadre solidissime che forse avrebbero potuto(meritato!!) vincere qualcosa in più se la sfortuna non si fosse accanita.
In ogni caso, per quel che mi riguarda aspetto senza ansia ( meno rispetto ad un anno fa) quello che sarà il futuro. Che ci siano trade o meno, la squadra per me rimane ottima. Ho dubbi che possa vincere realmente, ma anche così va benissimo ora.
Bisogna massimizzare il buon momento e provare a portare a casa un giocatorone, altrimenti andiamo avanti così ed Ainge esplorerà il mercato dei low cost per integrare il reparto lunghi e vedere se a questo gruppo riesce il miracolo che fu del gruppo dello scorso anno (di cui cmq 4 titolari sono ancora lì....)
Qualcuno ha detto Josh Smith?
La grande impresa di Ainge secondo me è sì l’averci fornito squadre competitive, ma anche e soprattutto aver restituito credibilità al front office della Franchigia. Adesso tanti giocatori vogliono venire a Boston (e solo due hanno voluto andarsene) perché si rendono conto che 10 punti di media in questi Celtics valgono come 20 in altre piazze. E se ci fermiamo un attimo a pensare cosa fosse diventata Boston durante le gestioni Carr-Pitino-Wallace forse è più facile apprezzare le squadre di questi ultimi anni e smettere di fare gli “schizzinosi” per quel paio di milioni in più regalati a Jeff Green. E lo dico senza polemica.
Quando sono in difficoltà su una trade (non male anche questa, eh, Luca?) mi aggrappo sempre alla “coperta di Linus” delle vecchie regole di Red Auerbach che dal punto di vista cestistico sono sempre una sorta di bibbia dei Canestri. E lui tra l’altro disse “mai scambiare una stella per diversi giocatori buoni” e “a volte la trade migliore è quella che non viene fatta”.
Rondo per Evans e Cousins? Uhm… i “lunghi” non li trovi facilmente, ed in più avresti in Evans un giocatore di sicuro talento (anche se fragile psicologicamente). Forse per il solo aspetto tecnico la trade la farei, ma c’è un ma: Rondo rappresenta anche la “continuità”, è il tipico Celtic che gioca per gli altri, ed anche se a volte “sbarella” è tutto sommato il leader di questa squadra. I Celtics non sono solo un insieme di giocatori, ma sono anche lealtà, continuità ed “Ubuntu”: se ci siamo arrabbiati con Ray per la sua scelta, a cedere Rajon non gli faremmo lo stesso “sgarro” che Allen ha fatto a noi? Nel complesso no, questa trade io non la farei.
E poi sono d’accordo con te che Tyreke sia più una off guard (quasi un “3”) che un “regista”. Con tutte le pecche di quella testolina bacata, mi tengo il Rondo.
Diciamo che credo sia difficile prenderlo, però l'ho pensato u.u
Straquoto. Una delle domande che mi frullano in testa ormai da un paio d'anni è: ma QUESTO Rondo, sarebbe stato QUESTO Rondo anche fuori da QUESTI Celtics?
E non parlo dell'affiatamento con la squadra, quanto più al fatto che un gruppo dal talento e personalità dei Big Three e del Doc abbia fatto crescere il folletto in un ambiente in cui superare i propri limiti è la regola.
La cosa veramente bella di questa gestione è la capacità di valorizzare.
Se non avesse avuto quei problemi al polpaccio avremmo rivisto uno Shaq dominante dato per morto anni prima. Tutte le scommesse perse sono state sempre per acciacchi fisici, mai perchè i giocatori non sentivano la causa.
Ripeto la mia opinione postata qualche partita fa: se la panchina inizia a mettercisi con costanza (e credo che lo farà) i nostri veterani si faranno trovare pronti. La chiave per me era e rimane li.
Certo che un rinforzo tattico darebbe quel pizzico di motivazione in più per rendere tutti maggiormente convinti che un altro valzer, alla fine, si riesce sempre a ballarlo.
Grazie!!! ... speriamo che la tua risposta la legga anche Ainge
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Ai Celtics manca più un 5 che un 4, perchè se Sullinger prosegue la crescita dell'ultimo mese, il problema del 4 è risolto per anni. E i segnali sono confortanti.
Concordo, Sullinger è un grosso giocatore. Però ripeto, se l' obiettivo sono i prossimi Playoff non credo che Sully sia pronto o che possa prendere più di quindici minuti...
Fin qui tra prestazioni altalenanti ci ha fatto vedere che il talento di uno che prende 10 M$ annui c'è eccome, ora serve che il ragazzo trovi più continuità di rendimento, che riesca a rendere anche a minutaggi non elevati, ma soprattuto e qui mi ricollego anche al punto precedente che inizi spendere minuti di qualità anche da "power forwrd", ruolo che per ora il Doc per lui ha esplorato pochissimo, per evidenti lacune difesive e mancanze a rimbalzo. In questi tre mesi jeff si è tolto la ruggine di dosso, ci ha fatto vedere che "ci sa fare", ora serve l'ultimo step, quello di adattarsi a giocare contro gente più grossa nei pressi del canestro, questa sarà la chiave per la sua esplosione, perchè gli garantirà molti minuti in più.
se l'obiettivo è diventare contender gortat è un po poco... pero' avremmo un 5 fisico, che i rimbalzi se li prende, nonchè un discreto giocatore di pick&roll e soprattto solido di testa, il che nn guasta nel ns ambiente. a orlando giocava divinamente con nelson, con rondo potrebbe essere ltlrettanto efficace. pero nn ha molto gioco spalle a canestro, quindi giocherebbe "negli spazi"..
detto questo se il prezzo è giusto (bass-lee nn di piu, anzi mi sembra anche troppo) un tentativo si puo fare..
sulla trade di rondo, sono d'accordo con lo Zio, se ainge lo cede lo fa perchè nn vuole dare il max quindi vicino alla scadenza..ho idea che ainge il max nn lo vuol dare a nessuno che nn sia un hall of famer (e secondo me ha ragione) xke se no il cap si ingolfa troppo (vedi i poveri grizz con gay...)..quindi anche josh smith mi sembra fuori portata (secondo me nn vale il max..).
se pero' a fine stagione si ritirano pierce e kg, la scambio rondo per evans e cousins potrebb essere un'idea per rivoltare la squadra... evans è un 2 che tratta bene la palla e la passa altrettanto bene e in difesa puo tenere dal 1 al 3 (come avery)..immaginiamolo con bradley e green: in difesa potrebbero cambiare con tutti..
vabbe fanatasie da fame..vado a pranzo...
Io mia accontenterei che possa difendere come fatto a NY su gente come Melo & Company
Possiamo fare tutti i discorsi che vogliamo, ma se ci mettiamo intensità e difesa, l'unico scoglio veramente difficile x approdare alla finale sono quelli di South Beach... il resto non mi preoccupa e non mi preoccupava nemmeno quando eravamo in Slump...
lo scorso anno ci siamo andati vicini, a loro mancava Bosh a noi Bradley... alla fne credo che Pierce e KG ripeteranno quanto fatto lo scorso anno... e se Pierce contro LBJ va inevitabilmente sotto, soprattutto in trasferta, dobbiamo trovare gente che faccia il salto di qualità al momento giusto... e in questo senso Terry, Rondo, Bradley e anche Sully possono aiutarci in questo...
rispondo a DAN LAYNUS su Sully: se rimaniamo così credo che farà molto più di 15 minuti a gara ai PO... molti di più...
Citazione:
Se Green giocasse titolare non segnerebbe 18 punti a partita e non potrebbe essere il secondo violino di una squadra forte? Ne sono convinto perchè ieri era l'anniversario di un intervento molto importante al cuore e riaverlo già così produttivo con tutte le difficoltà della sua situazione (tecniche, fisiche e psicologiche) mi pare già un grande risultato, visto che nessuno trema più vedendo Pierce che torna in panchina.
Citazione:
Angelo, salvati questa per gli "scheletri nell'armadio", ma noi lo abbiamo il centro, per ora è in NBDL (anche recupera da una super capocciata), ma sono certo che sarà nel roster dei PO, non mi meraviglierei che nell'ultimo mese di RS possa giocare e magari anche dare una mano a maggio ... poi magari lo scambiano, ma il percorso studiato per lui mi pare chiarissimo.
Citazione:
Perchè, io no? Contrario come sono a ogni trade, vi porto a esempio la partita di ieri, piuttosto mediocre e senza troppi lampi (8 punti, 8 assist, 4 perse in 31 minuti senza neanche un libero tentato): in fondo neanche mi sono accorto della sua presenza, ma con lui il reparto acquista una completezza incredibile, permette a Bradley di fare, in attacco e difesa, quello che gli riesce meglio, di far uscire Terry dalla panchina e di usare Lee come arma di rottura in attacco e difesa.
Lasciando stare discorsi sulle motivazioni, sono convinto che loro viaggino oggi a velocità di crociera per la presenza di James e di una chimica di squadra consolidata, ma sono migliorati quanto (spero) saremi migliorati noi a maggio? Mi auguro di no e la profondità del roster potrebbe fare il resto.
Io fondamentalmente la penso come te, ma non ho la certezza che sia la cosa giusta da fare. Di certo, se questa trade fosse fatta e se i due ragazzotti in arrivo dalla California rendessero secondo il loro talento noi avremmo risolto tutti i nostri problemi:
1) quintetto di valore assoluto;
2) panca profonda poichè non avremmo dovuto rinunciare a nessuno dei nostri backup!
Citazione Legend:
Come però ho detto prima anche io ho paura che una trade del genere si riveli un tremendo errore!!! Quindi la tua analisi è condivisibile in pieno così come legittimo è utilizzare alcune delle massime di Red per valutare questa trade! Anche se le possibilità che la trade possa rivelarsi un colpo di genio assoluto per il nostro futuro mi intriga assai. Su una cosa però
siamo assolutamente d'accordo.. Non c'è nessun altro, all'infuori di Danny, a cui lascerei prendere questa decisione!
Citazione Leonardo Ancilli:
Condivido ogni virgola.. Più lo vedo giocare più penso che questo ragazzo ha nelle corde il diventare il vero post Pierce! Ancora oggi penso che la trade 2011 fu un gran colpo di Danny, anche se l'immediato stop per i problemi al cuore ha fatto venire dubbi a molti. Ma in quel momento, per vari motivi, quella trade fu un colpo pazzesco di Danny.
Diciamo che in JEFF I BELIEVE!!
Il suo contratto peserà molto sulle strategie future? Non lo so, Ainge ha sempre fatto quadrare i bilanci a volte pagando poco chi meritava di più, a volte pagando troppo chi meritava meno. Rondo è nel terzo anno di un quinquennale da 55 milioni, e ciò significa che alla fine sarà stato pagato 11 milioni all’anno quando un “suo pari” ne percepisce molti di più (Chris Paul 17,7, Deron Williams 17,1): se di quei sei milioni Ainge ne da due a Green, potremmo anche smettere di “massacrare” Jeff e considerarli una sorta di “signing bonus”, di premio fedeltà dopo l’intervento al cuore.
Alle critiche alla discontinuità ed alla mancanza di spirito “bellico” di Green, che peraltro hanno più di un fondamento – cercherei di appaiare le attenuanti di legge: l’elevato numero di “facce nuove” nel roster, la difficoltà di entrare in campo e di “incidere” immediatamente con minutaggi limitati, il “peso” di chi gli sta davanti nella rotazione. Tutti aspetti che, ingigantiti dalla naturale perdita di sicurezza in sé stesso causata dal “fermo forzato” di un anno per l’intervento al cuore, hanno reso difficile il suo re-inserimento.
Pretendere che fosse lui da solo a tirarci fuori dalle “secche” quando Rondo, Pierce e Garnett non ci riuscivano è stato decisamente ingeneroso.
io dico come voi che sono contento, molto contento, di Sully e di Bradley, ma se uno dei due galletti di domani deve andarsene per fare arrivare l'uovo Smith di oggi, non ci penserei granchè perché solo con l'innesto di un altro Big potremo davvero giocarcela con Miami prima e OKC dopo
chiudo con un fantafigu che mi suggeriscono dalla regia...trade a 4 con Memphis, Minnie e giallastri
sante parole.
qua non sia sta parlando di un centro dominante, ma di un centro solido, che ci dia quei cm che ci mancano, gortat sarebbe perfetto, rimbalzi, stoppate e punti nelle mani ce ne ha, in più non ci dobbiamo spendere i giocatori che sappiamo.
perchè ribadiamolo, ormai nessuno e dico nessuno(o quasi) vuole tradare bradley, sully e ormai anche green.indi non capisco francamente i rimproveri a chi gioca alle figurine, i 3 non si toccano, non leggo gente che vuole tradare sully e bradley, e ormai anche green sta convincendo i più scettici.
li si potrà tradare forse in un futuro per arrivare ai fenomeni assoluti, forse, ma ci sarà tempo di parlarne quando ahinoi PP e KG si ritireranno.
come 4 abbiamo KG, sully, bass e wilcox, di 5 nemmeno l'ombra, josh smith è forte forte, ma non penso che sia l'uomo che ci manca, non ci manca talento offensivo, di punti nelle mani ne abbiamo e tanti, ci manca uno che spazzi l'area, un 5, alto, lungo, pesante, stoppate e rimbalzi.
l'ottimismo arriva per come sono arrivate ste vittorie.
c'è stato evidentemente il cambio di passo, non so se la scintilla sia stata atlanta, il doc, PP, oppure se le gambe stanno iniziando a girare, di certo ora si difende e in attacco la circolazione di palla s'è fatta decisamente migliore.
vedo una squadra consapevole della propria forza.
io non sono mai stato pessimista(se non per i lakers che qualcuno non so se scaramanticamente o no, vedeva da titolo) certo ero preoccupato, ma consapevole della forza del roster dei celtics.
solo miami ad est ci sta sopra, ma devono stare attenti, e lo sanno pure loro.ci son passati l'anno passato e ci conoscono.
Io sono d'accordissimo con te sulle mire per la classifica, c'è tutto il tempo davanti per puntare alla Division e di conseguenza al terzo posto; ma su Melo temo che tu abbia veramente superato ogni ottimismo possibile!
Addirittura sei certo che sia nel roster dei playoff? Da quel poco che l'ho visto, il buon Fab è alle "aste" per quanto riguarda la pallacanestro: deve ancora prendere confidenza con le dimensioni del campo rapportate alla sua strapotenza fisica, sia in difesa che in attacco. Questo ancora prima di parlare di post basso, movimenti offensivi, e meccanismi difensivi di squadra (aiuto!).
Per fare un paragone sempre con la NBDL, Stiemsma fin da subito aveva mostrato ben altra capacità di stare sul terreno di gioco rispetto al brasiliano...che secondo me non vedremo in maglia biancoverde prima della prossima Summer League.
d'accordissimo con te. C'e' da dire che questa squadra ha giocato male in blocco fino alla striscia attuale e questo attenua le colpe dei singoli, soprattutto di un Green che rispetto ad altri aveva piu' di una attenuante. piuttosto speriamo di vedere Terry ai livelli che gli appartengono in attacco, visto che finora ha inciso veramente poco.
Bradley davvero fantastico, sempre costante mette i tiri che deve e mangia sempre in testa al portare di palla; accetta cambi anche su gente che e' il doppio di lui senza fare una piega e non sfigurando. Ci siamo ritrovati per le mani un giocatori niente male. Sullinger altra pescata mitica, a dei movimenti sotto non da poco, da concludere anche in condizioni difficili con l'area piena, puo' solo migliorare ma gia' cosi' abbiamo un quasi titolare che come rendimento costerebbe una cifra.
Siamo una contender? MMMM difficile da dirlo, ma se questo e' il primo passo della svolta, diventeremmo sicuramente una squadra ostica per tutti. Sento parlare solo di "quelli" di south beach, ma i Bulls con Rose sono altra cosa. Certo non potra' essere al top, ma gia' la sua presenza potrebbe far fare un salto di qualita' ad una squadra per altro solidissima. Li eviterei volentieri a PO.
Scusate l'autoquote, ma questa cosa delle figurine per caso ha oltrepassato l'oceano ? perchè a questo link :
www.csnne.com/basketball-boston-celtics/celtics-talk/Gortat-to-Celtics-Not-likely?blockID=822007&feedID=10424
Jessica Camerata scrive :
Citazione:Sembra quasi che tragga ispirazione dei nostri commenti ! Peraltro mi smonta pure la mia trade idea .... ma non dispero da qui a febbraio inoltrato la strada è lunga !
Jared Sullinger's 16 boards vs Suns last night was the highest for a non starting Celtic rookie since Rick Robey's 17 (3/7/79) (Elias)
Sono d'accordo su quasi tutto e sono d'accordo con quanto commentato da Fabio/Legend successivamente, non sono solo d'accordo sul ruolo per me è solo un 3, non è un 4 soprattutto con i giocatori che abbiamo adesso ed ho l'impressione che Rivers la veda come me (... ecco perchè è un bravo coach
Per me ha ancora ampi margini di crescita soprattutto psicologica, è difficilissimo uscire dalla panchina a sostituire Pierce e con tutto il mondo che ti aspetta al varco perchè hai appena firmato un pluriennale dopo un'operazione al cuore.
Io a chi gli rinfaccia il contratto e sostiene che Ainge sia un incapace (o peggio) ricorderei ad esempio il confronto tra contratti e giocatori abbastanza simili per ruolo in campo e posizione nel roster (terzo violino o giù di li):
Danilo Gallinari salario 42 M$ in 4 anni, in 36 minuti 16,5 punti, 5,4 rimbalzi, 2,1 assist 1,5 palle perse
Thaddeus Young salario 37 M$ in 4 anni in 36 minuti 15,9 punti, 6,5 rimbalzi, 1,4 assist, 1,6 palle perse
Gerald Wallace salario 42 M$ in 4 anni in 36 minuti 15,4 punti, 7,3 rimbalzi, 2,4 assist, 2,2 palle perse (ma i numeri di quest'anno sono in picchiata)
Nicolas Batum 46 M$ in 4 anni in 36 minuti 14,2 punti, 5,3 rimbalzi, 2,1 assist e 1,5 palle perse
Ed ora ;
Jeff Green salario 35 M$ in 4 anni, in 36 minuti 14,8 punti 5,9 rimbalzi, 1,7 assist 1,9 palle perse
Ogni commento mi sembra superfluo.
Trovo che Batum e Young siano i due esempi perfetti come tipologia di giocatori e ruolo, ma entrambi hanno minuti da titolare e spazi in squadre costruite in modo molto diverso.
Per questo ritengo che Green da titolare avrebbe numeri migliori di qualcuno e più completezza di altri.
Già così lo preferisco a Batum (monodimensionale) e Wallace (fisico e basta), Gallinari ha un tiro superiore, ma qualche limite fisico e Green potrebbe essere migliore difensore; Young ha meno raggio di tiro, ma è l'unico oggi oggettivamente che rende di più.
uhmmm... sono uno dei + grandi “critici” di Jeff Green su IAAC... ma non ho problemi ad ammettere che se esplodesse sarei super contento... però questo esercizio di cifre sui 36 min e soprattutto di cifre in generale non mi convince...
Gallinari è un giocatore che ha sicuramente un impatto sulle gare nettamente superiore, gran passatore e IQ cestistico + alto... oltre a una capacità di mettere palla x terra, anche contro i piccoli, che Green non ha...
le cifre su determinati giocatori lasciano il tempo che trovano...
ciò che è importante è vedere come un giocatore può incidere sulle partite anche solo con 2 giocate... avere quel paio di movimenti affidabili, su cui puoi contare spesso... al di là delle % al tiro o dei punti fatti...
cmq nelle ultime 2 partite mi ha convinto molto di più, soprattutto a NY... anche se quando va al ferro mi sembra abbia solo una velocità e spesso arriva scomposto e prende qualche tiro tanto x buttarla lì...
ora il problema mi sembra relativo, se la squadra gira e difende come sa, tutti si esprimono al meglio... è questa la nostra forza...
Greg Smith, salario 1.6 M$ per quest'anno e il prossimo, in 36 minuti 15.8 punti, 10.5 rimbalzi, 1.5 stoppate...strano che non sia nelle votazioni per l' ASG!
(e non ho nemmeno cercato molto, ce ne sono parecchi altri)
Il fatto è che giochi molto se te lo meriti, quindi non è "scientifico" prendere uno che gioca 14 minuti (Smith), uno che ne gioca 23 Green), uno che ne gioca 33 (Wallace o Gallinari) e portare tutto a 36 per fare un confronto, senza contare che Wallace è un all star di 30 anni mentre Green deve ancora dimostrare tutto o quasi...altrimenti vien fuori che Jeff Green (che speriamo abbia imboccato la strada della crescita ma sinora credo sia pacifico che siano più le partite in cui ha deluso rispetto alle altre) è più decisivo di LeBron
E poi per Giancleto, nessuno ha davanti un certo Paul Pierce.
Possiamo andare avanti 200 commenti, io ho cercato di prendere giocatori nello stesso ruolo, che abbiano avuto in carriera più o meno lo stesso minutaggio, che nel roster siano inseriti con le stesse aspettative, etc ... poi è tutto perfettibile e le analisi da fare sono tante altre, ma per me questa analisi mi aiuta a giustificare il contratto firmato con Green e sostenere che non è fuori dal mondo nè di più e nè di meno, e quindi serenamente valuterò solo il suo rendimento in campo se effettivamente gioca o meno all'altezza delle aspettative, senza tutte le volte pensare che Ainge è un fesso perchè non doveva firmarlo a quelle cifre e per quella durata.
Tutto sommato non mi pare, cifre o meno, che dopo queste 35 partite si possa ritenere che Green abbia fatto bene, anche se la speranza che dia seguito alle ultime buone prestazioni è lecita e speriamo tutti che possa diventare un pezzo inamovibile dei prossimi Celtics.
Provo a spiegarmi ancora meglio, ... o meno peggio ...
E' dall'inizio della stagione che penso che ci voglia un po' di tempo perchè Green ingrani e che quindi bisognerà arrivare almeno a metà stagione per avere un'idea; oggi si inizia ad intravedere il giocatore che pensiamo debba essere, ma certamente non ha ancora raggiunto la "nostra" sufficienza.
Un discorso diverso è dire il contratto firmato è un errore, è sproporzionato e Ainge è un incapace, ...
Green sta giocando 23 minuti, ha Pierce davanti e ritorna dopo un anno di fermo ed un'operazione al cuore; per valutare se la portata del contratto di Green è fuori mercato non resta che l'analisi comparativa per 36 minuti ed in campo Green ha già dimostrato di valere quel contratto ed ha anche già giocato 37 minuti per stagione; per cui secondo me Ainge non è un fesso, sarà un fesso se Green sarà molto al di sotto delle sue medie di carriera e se in questo caso Ainge non riuscirà a tradarlo per qualcosa di equivalente a quello che ci aspettiamo.
Chiedo scusa a tutti, ma questa spiegazione alquanto involuta è quella "meno peggio"
Anche io in estate ero reticente a considerare quello offerto da Ainge un buon contratto, per poi cambiare idea abbastanza presto rendendomi conto che comunque il contratto è abbastanza equo. Secondo me a volte si tende a voler troppo da Green, e forse il momento brutto di tutta la squadra condiziona anche il suo giudizio. Come ho scritto più volte a Dicembre secondo me è stato abbastanza continuo e solido, ed i numeri parlano di 11.4 punti e 4 rimbalzi in soli 25 minuti di utilizzo. Nel mese ( direi un campione importante per valutarlo, visto che novembre magari poteva servirgli da assestamento dopo un anno di inattività) è stato il nostro 4 marcatore, con gli stessi punti di terry che ha giocato però 34 minuti di utilizzo. Secondo me Jeff è in netta crescita ed il burrascoso momento vissuto dalla squadra,
Del resto, quando la squadra proprio non gira è difficile che possa emergere un ragazzo che gioca solo metà del tempo, con compagni che giocano decisamente peggio. Insomma, Jeff non è secondo me il giocatore che cambia la squadra, ma dipende anche dal gioco della squadra e se la squadra dovesse trovare continuità sono sicuro che lui salirà di colpi dandoci una grossa mano. Se penso ai nostri migliori Exploit, tipo contro Oklahoma, New York o Brooklyn credo che in tutte le partite Jeff sia stato quasi sontuoso.
Detto questo sottolineerei anche che nel mese di Gennaio il nostro Rookie Sullinger viaggia ad 8 punti e 9 rimbalzi di media, sempre in 25 minuti di media. Qualche numeretto buono lo stiamo producendo, speriamo solo sia "oro" quel che luccica e non una chimera.
vorrei sapere il vostro parere sul giocatore dei Suns Kendall Marshall
ho visto che ieri non ha giocato, mi chiedevo se in un ipotetico scambio di figurine coi suns non
potesse finire ai ns Celtics
che ne pensate
grazie
In termini assoluti no. Ma se confrontiamo le sue prestazioni con quelle dei compagni di squadra, non vedo (a parte alcune eccezioni) grosse differenze.
La sua stagione sta rispecchiando un po' quella dei Celtics.
Buonasera a te Mike, era uno dei miei preferiti nella scorsa NCAA con North Carolina, play vecchio stampo che sa far girare la squadra e penetrare in area quando serve. Secondo me è buono, buonissimo, però so che ha faticato anche in NBDL finora.
A me sembra che dopo 35 partite non si possa ritenere che TUTTI i Celtics abbiano fatto bene. Però siccome "prende 10 milioni" (anche se sono 8 ) e "segna solo 10 punti a partita" in passato Green è stato il bersaglio preferito, e questo era assurdo in una squadra in cui i Tre titolari hanno una media di 13 milioni di stipendio a testa e giocano in media 10 minuti più di lui.
Se prendi più soldi e giochi più minuti, sarai più responsabile delle sconfitte, giusto?
P.S. Il pollicione a Machiavelli l'ho dato io perchè dopo averlo scritto mi sono accorto che il mio post ricalcava i suoi concetti.
hai una competenza e una passione incredibile.
io lo vedrei bene come cambio del ns Rondo,
giovane , play vero, buoni margini di miglioramento
chissa non si sa mai!!!
Ho sempre cercato di difenderlo soprattutto perchè il ritorno da un'operazione come quella di Jeff non è per nulla semplice: questo ha subito un intervento molto importante al cuore, non l'asportazione di speroni ossei alla caviglia, delicata sì, ma che certo non ti mette davanti il film della tua vita.
Proviamo a domandarci quale fossero a ottobre gli obiettivi con lui e, forse, lo stipendio passa in secondo piano rispetto all'idea di avere un giocatore affidabile come cambio del capitano, in grado di portare 10 punti a partita alla causa in poco più di venti minuti: ma vi ricordate che tragedia di cambi abbiamo avuto negli ultimi due anni? Il contributo di Pietrus era così superiore? E, capocciata a parte, anche il francese non era certo un prodigio di salute!
Ora, se nelle ultime dieci partite ha giocato 25 minuti con 10,4 di media, mi pare un signor cambio che mi tengo stretto oggi e sono fiducioso che tra due anni possa essere l'erede designato del capitano nel ruolo.
In fondo ai Celtics sinora, se non in casi che posso dire sporadici senza commettere peccato mortale, non ha lasciato il segno, nemmeno nel 2011 quando l'intervento era di la da venire. Certo, anche in quel caso c'erano attenuanti, per carità: era arrivato alla deadline ed aveva avuto poco tempo per ambientarsi, non dico di no, ma anche qui chi potrebbe dire: "Se fosse arrivato a Novembre del 2011 avrebbe finito con 15 (o 20, fate voi) punti di media?"
Insomma, Green ha 4 anni per dimostare di poter essere un pezzo importante nei Celtics del futuro a medio termine e sono passati due mesi e mezzo: nonostante io abbia avuto e abbia ancora forti perplessità in prposito sarei un pazzo a dire "ha dimostrato che non fa al caso nostro". Allo stesso modo però non vedo quali elementi solidi ci siano per sostenere il contrario, ad oggi. O meglio, tra quelli esposti nelle discussioni in proposito, non ne trovo uno che mi possa far pensare "effettivamente però..."
Lo so, come dice Fabio, che tutti i Celtics hanno giocato male nei primi due mesi, ma è innegabile che l'attenzione che c'è su Rondo o su Green abbia motivo di essere un po' superiore rispetto agli altri perchè parliamo di due pedine che, nelle intenzioni di Ainge, sono quanto di più simile all'immediato futuro della franchigia e allora ci sta che ci si preoccupi un po' di più rispetto a Terry o a Lee o a Bass, che anche se responsabili quanto Green, sono meno legati "a filo doppio" con i celtics.
E vi prego di notare che in questi due post chilometrici che ho buttato lì (purtroppo, temo, confusamente), non menziono il contratto di Green
Con noi ha dimostrato di essere un giocatore nba dopo l operazione ma di non essere ancora, spero, il giocatore in grado di sostituire il capitano. Se un giorno lo sara Ainge ha fatto strabene a dargli quel contratto, se non lo sara mai passerebbe per uno dei tanti overrated in giro per la nba.
Per il resto avete detto tutto dai numeri, ai minuti spesi in campo e al difficile ruolo di backup di PP.
Io sono fiducioso su questo ragazzo ed era una scomessa assolutamente da correre a ottobre 2012.
Insomma, eravamo degli orridi rospi, è passata una candida vergine - chessò, Asia Akira - ha scoccato un casto bacio su panca e quintetto e come per incanto ci ha trasformato in principi verdeacqua. Era quello che speravo quando in zona lottery ho indossato il saio, atteso il miracolo della Difesa Immacolata e la venuta del Leprecauno Redentore.
Nella realtà però è il caso di elencare alcuni punti, secondo me importanti:
- l'anomalia erano dei Celtici che prendevano più di 100 punti a partita, non abbiamo più Rayray, che non è che fosse esattamente un misto tra un Dobermann e un Mastino Napoletano sugli esterni avversari. Prima o poi saremmo dovuti tornare sui nostri standard.
- la striscia è ancora debole, è vero che abbiamo battuto il top della conference, ma siamo ancora impaludati all'ultimo posto di Post Season. Ad oggi siamo deficitari, peggio di noi stanno andando Nola, Dallas, forse Philly e ... vabbè, che ve lo dico a fare.
- ci sono altri che hanno fatto peggio, ma anche chi, come i Bulls o Atlanta ha fatto nettamente meglio. I Bulls con Belinelli da S. Giovanni in Persiceto al posto di un certo Signor Rose. Con tutto il rispetto per Marco, che è tantissimo, sarebbe come mandare i Guns (quelli veri dei '90, non quelli di "Chinese Democracy") in tour con Manuel Agnelli degli Afterhours al posto di Axl.
Per me ad oggi siamo una delusione, altrettanto chiaramente dico che la scintilla è scoccata. Prima di vedere se sarà pira funebre (per gli altri) o fuocherello da campo, bisogna ancora aspettare.
Quello che vedo mi conforta parecchio, ma non siamo ancora a metà del guado, da qui a Maggio c'è ancora parecchio da lavorare. Per me bisogna farlo con questo roster e senza voli pindarici. Siamo profondi, siamo giovani (... eh, sì) e stiamo trovando la chimica.
Non siamo completi, perchè in 5 abbiamo solo KG e Wilcox (che si rompe facile e oltretutto è un ibrido tra Ala Grande e Centro), se KG ci dovesse portare lontano in queste condizioni, allora Garnett è il Dio della palla a spicchi.
Le cose si fanno decisamente interessanti ...
Rimango però dell'opinione che tirare fuori le cifre sia un esercizio che va bene x giocatori che hanno già dimostrato di poter essere veramente importanti x le proprie squadre al di la' di ciò che dicono i box score...
faccio un esempio: Ricky Davis in molti contesti poteva anche fare 25 a partita x un'intera stagione, ma il suo impatto sulle partite quanto poteva essere veramente incisivo?
Comunque io non dividerei gli utenti tra i pro jeff e quelli contro... Semplicemente credo che ci siano persone che vedono grandi potenzialità e altri che faticano un po' di più...
Non credo di poter essere tacciato su autoreferenzialità ricordando il mio sottile ottimismo su questo gruppo, cionondimeno non ho uno spesso strato di prosciutto sugli occhi che mi impedisca di vedere la realtà di questi due mesi di RS: la classifica attuale, presa così, è la cosa meno preoccupante perchè a est siamo cinque partite e mezzo dietro Miami e cinque dietro NY, lasciamo perdere gli Heat e forse anche i Knicks (a meno di implosioni improbabili), ma poi dopo ci sono cinque squadre buone, ma che abbiamo battuto e con qualche limite.
Possiamo riprenderle tutte anche se, e questo è il mio punto, non credo che l'intensità della gara a NY o il secondo tempo di Atlanta si tenga per altre 42 partite di RS e neanche credo sia consigliabile.
E' vero che al completo il roster è finalmente lungo, con giocatori giovani o nella maturità fisica e che i tre vecchietti sono gestiti alla grande per i minuti (Pierce a 33, Terry a 30 e Garnett a 29), ma mi aspetto ancora L, serata meno brillanti e arrabbiature nostre, insomma, non possiamo andare con una striscia di 46 W fino a fine RS!
Quindi, come conclude il pittoresco Randa
Citazione:ma che ci sia la scintilla è un non trascurabile aspetto che alcuni ritenevano impossibile a verificarsi.
Post Esemplare Randa, condivido ogni singola parola.
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