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Recap
Convincente vittoria dei Boston Celtics che, dopo una gara solida ed equilibrata, espugnano il Madison Square Garden centrado la terza vittoria nelle ultime quattro partite. Gara tignosa e difficile per la truppa di Doc Rivers, che si presenta alla palla a due priva di Rajon Rondo, squalificato per il brutto gesto a cui si è lasciato andare durante l' ultima partita contro Atlanta. Grande prova di squadra con Pierce e Garnett sugli scudi, ma soprattutto un grosso apporto dai cosiddetti gregari, come " Sullinger" e "Green" che danno alla squadra la giusta energia. Scintille nel secondo tempo ed a fine partita tra Melo e Garnett, con testimonianze che parlano di un Melo assai contrariato e volenteroso di confrontarsi faccia a faccia con il 5 biancoverde. Secondo alcuni Melo avrebbe fatto prima irruzione nello spogliatoio degli ospiti,e poi sarebbe andato ad attendere Garnett nel parcheggio riservato agli Autobus.
Se è ancora valido l' assunto secondo il quale tre indizi possono essere equiparabili ad una prova, il rientro di Avery Bradley ha fatto abbastanza bene ai Boston Celtics. Forse, però, è ritornato l' orgoglio ed anche la voglia. E poi, un palcoscenico importante come quello del Madison Square Garden avrà stimolato, e non poco, l' orgoglio della banda di Doc Rivers che - seppur senza Rondo - propina ai Knicks un piatto indigesto da mandare giù. Guai a lanciarsi in proclami forti , e guai a volare troppo con la fantasia. Il record continua a recitare 17-17, il che equivale ad un'onesta mediocrità. Però, se lasciamo da parte il cinismo, la partita di questa notte ha realmente qualcosa di speciale. Innanzitutto per il valore dell'avversario. E poi, perché proprio come ad Atlanta, la voglia c'è stata tutta, e nonostante le oggettive difficoltà, la squadra ce l' ha fatta. Con un finale particolare, denso e concentrato, e gli equilibri che potevano rompersi del tutto e sorridere all'una o all'altra contendente. Alla fine ha vinto la squadra che probabilmente ha giocato meglio. Alla fine, ha vinto sicuramente chi ha creduto di più nella vittoria, e l' ha inseguita fino allo sfinimento. Ce l' hanno fatta i Boston Celtics. E l' istantanea della notte è semplicemente Paul Pierce. Che, con la partita che andava ad esaurirsi, gioca la palla probabilmente più importante. In isolation, come da copione. A fronteggiarlo c'è Tyson Chandler, un difensore mica male. Ma Paul è paziente, al Madison ha già lasciato piacevoli ricordi. Ed allora, finta, controfinta, esitazione... ancora finta, passo indietro e... bacio rivolto al pubblico : lo ha fatto di nuovo. Il capitano ci è riuscito un' altra volta. Ha mandato un segnale a tutta la grande mela, ed a Spike Lee in primis.
Partita che inizia subito male, per i Celtics. O forse, va male prima del fischio d' inizio. Rajon Rondo, che era già al Madison per allenarsi e terminare il riscaldamento con la squadra, non prenderà parte al Match, reo di essere entrato in contatto con l' arbitro durante la gara contro Atlanta. Eh sì, Rajon ci è ricascato ed ancora una volta abbandona i Celtics in un momento alquanto delicato. Ma ciò non toglie che la partita vada giocata. Sostanzialmente, l' Inizio è un susseguirsi di colpi che cagionano gli stessi danni. Garnett è scatenato, infilando i primi otto punti del Match, e New York risponde con i suoi lunghi. Un altro problema però, per i Celtics. Paul Pierce commette due falli,Prima su Anthony e Poi su Chandler. Anche Anthony , però, ne commette altrettanti. I due scorer principali devono abbandonare anzitempo il primo quarto, per evitare guai peggiori. Dopo l' uscita di Pierce, però, sembra calare immediatamente il buio. New York vola sul più 8, aiutata dagli ingresi di Stat e di Smith. Propio J.R. inizialmente sembra abbastanza in palla, e pronto ad accoltellare gli avversari. Ma in soccorso dei Celtics arriva la panchina, tanto attesa e presente al momento giusto. Lee, Barbosa, Sullinger e soprattutto Green piazzano il controparziale, e nonostante Boston fosse scivolata sul meno dieci riuscirà a chiudere il primo quarto in vantaggio di un punto.
Nel secondo quarto il canovaccio tattico non sembra cambiare. New York ritrova i suoi ritmi, e torna ad andare a folate. Soprattutto, comincia ad entrare con insistenza il tiro da tre. Smith, Anthony, Kidd, addirittura Brewer, oltre al solito Novak, colpiscono da dietro l' arco con grossa facilità. In altre situazioni i Celtics si sarebbero disuniti, e probabilmente il quarto sarebbe diventato una sorta di massacro. Ed invece, nonostnate la precisione e l' aggressività di New York, Boston risponde come deve. La qualità dei grandi campioni non è quella di segnare esclusivamente nei quarti periodi. Più in generale, è quella di saper prendere per mano la squadra quando il momento è più difficile. Con New York che teta in tutti i modi l' allungo, è Paul Pierce che - rientrato - capisce di dover caricare la squadra sulle spalle. Quindici punti nel quarto, per rispondere a New York e tenere la squadra a galla. Il capitano segna in tutti i modi, colpendo da tre come dalla media. Ma anche il contributi di Bradley nel quarto è indispensabile. Oltre alla difesa il ragazzo mette in campo le sue qualità di direttore d' orchestra. Non sarà Rondo ed in generale Avery non è un Playmaker, ma con ordine riesce a svolgere bene anche il compito di "rifinitura", aiutando la squadra. L' altro protagonista del Match è sicuramente Jeff Green, che anche in questo quarto ci mette energia e punti, che non guastano mai. Alla fine lo score recita NYK 56 - BOS 53. Nonostante tutto, i Celtics ci sono ed hanno giocato in maniera ineccepibile vista la forza d' urto degli avversari.
Il quarto decisivo, però, è probabilmente il Terzo. Garnett è stato scintillante per tutta la serata, ed anche in questo quarto nei momenti in cui è sul parquet ci mette la firma. Soprattutto, Bradley diviene credibile anche come opzione offensiva, scrollandosi di dosso un bel po' di polvere e dando un chiaro segnale di cuore e di energia alla squadra. Ma stasera l' Ubuntu sembra non essere solo un ricordo, stasera i Celtics sembrano tutti uniti ed affiatati, volenterosi di giungere alla vittoria. Ed allora, in un quarto delicato in cui Pierce prende una pausa, a trascinare la squadra sono "gli altri". Tra tutti, sottolineerei l' impatto di Sullinger. Il ragazzo cresce bene, e regala un' altra prestazione di pura sostanza alla squadra, mettendoci punti ed energia. Ma anche Green, che questa sera è sceso in campo con la voglia giusta e la possibilità di mostrare il suo talento. Sicuramente questo Jeff Green è un pezzo importante per una squadra importante. Il problema è che forse noi tifosi vorremmo vederlo più spesso così, ma la realtà è che per vedere un Green del genere c'è bisogno che la squadra giochi meglio,e che ci metta sempre più energia. Il grosso in questo momento è stato fato in difesa, nonostante un Chandler veramente ostico e forte, capace di mostrare tutte le sue qualità. In attacco come in difesa Tyson ci mette l' anima, ed a rimbalzo è un leone mai domo. Boston ora è avanti, ma la partita è ancora tutta da decidersi. Ma Boston è avanti, ha messo la freccia ed ha benzina necessaria per arrivare fino in fondo alla gara. Il quarto periodo è un piacere da vedere. La squadra difende ed attacca, con buona efficacia. Tutti sono calati alla perfezione nel ruolo, o quasi. Come detto, la partita scivola via fino ai minuti decisivi, con la sensazione che tutto possa ancora succedere. Ci pensa Pierce, ancora con un quarto importante in un momento fondamentale, a scacciare via le streghe ed a regalare ai Celtics la terza vittoria di fila. Ottenuta di squadra e contro una New York mai doma. Ma, per questa volta, i Celtics non conoscono ostacoli di sorta. Solo, una grande notte. Difficile dire che si sia imboccata del tutto la strada giusta. Più facile riconoscere che in questo momento i Celtics giocano come sanno e come dovrebbero giocare. Forse, effettivamente, è più spesso un problema di voglia che non di possibilità. Ma chi si ferma è perduto, e c'è ancora tanto da lavorare.
PREVIEW
Non possono bastare due vittorie per affermare che il periodo nero è alle spalle. Vincere, nei momenti peggiori, è sempre la migliore medicina. Ma bisogna farlo con convinzione e trovando la giusta continuità; le ultime due vittorie quindi non possono e non devono rappresentare il massimo per questa squadra, che spesso quando comincia a sentirsi sazia ed appagata tende a girare a vuoto, procedendo a marce basse e fari spenti. Il prossimo incontro, dunque, capita a pennello per fungere da termometro e misurare la temperatura agli attuali Celtics. Lo scontro, che vedrà New York ospitare Pierce e compagni, è quanto meno delicato e propone una squadra che è tra le più impressionanti di questo avvio di Regular Season.
Boston è attesa da un Gennaio tremendo e questa sarà la quarta partita in appena sei giorni, ma non possono essere considerate più né scuse né giustificazioni: se la squadra è viva deve dimostrarlo. Come può e come sa. I Knicks , dal canto loro, saranno ugualmente alla quarta partita di Gennaio, dilatata però nel settimo giorno. Il nuovo anno per la compagine della grande mela non era iniziato nel migliore dei modi: l' assente di lungo corso Stoudemire si era ripresentato per affrontare al meglio Portland, ma la sua presenza è coincisa con la sconfitta della squadra, abbattuta dai colpi di Aldridge e soci. Facile pensare immediatamente che l' equivoco tattico che portano da parecchio sia Stat che Melo fosse alla base della sconfitta. Ed invece, i Knicks hanno risposto con due convincenti prestazioni, tra cui soprattutto la vittoria ai danni dei San Antonio Spurs, con una squadra dimostratasi solida e pericolosa come nelle uscite migliori. Stat per adesso parte dalla panchina, come addizione in corso d' opera che non ingombri troppo il parquet e non finisca per calcare le stesse zone di campo solitamente presidiate da Melo. Anthony fino a questo momento è sembrato il solito incredibile talento, che - sorpresa - per adesso sembra possa bastare a New York per essere una squadra temibile.
Che il prodotto di Syracuse fosse uno dei migliori giocatori di tutta la lega con la palla in mano era cosa risaputa. Che riuscisse realmente a trascinare una squadra, beh, destava più di qualche perplessità. A livello personale continuo a ritenere Melo un giocatore che difficilmente ti cambia una squadra. Ma allo stesso tempo lo trovo uno dei talenti più puri di tutta la NBA, capace nel giusto contesto di essere letale e difficilmente contenibile. A New York nel primo anno e mezzo sembrava avesse perso un po' di smalto, per poi ritrovarsi alla grande in questa stagione. Non credo sia un caso che Melo stia rendendo bene ora che in squadra c'è un leader esperto e navigato come Kidd. Difatti, ripercorrendo la carriera di Melo si può notare come questi rendesse al meglio già sotto la guida di un altro Play navigato e di grande personalità come "Big Shot" Billups. Ma new York non è solo melo, anzi. New York è una buona coperativa - personalmente non la ritengo "eccezionale" - che sta rendendo bene e si sta applicando nel modo giusto. Tra i punti di forza sottolineerei sicuramente l' irriverenza cestistica di J.R. Smith, vero pistolero che nei momenti caldi emerge con le sue giocate spesso in bilico tra il folle ed il geniale. Più spesso, necessarie e talvolta anche vincenti. Smith sa colpire in diversi modi e riesce a sopperire alla mancanza di cattiveria che ha l' attacco quando non riesce ad infilare con insistenza il tiro da tre. La ricerca quasi ossessiva della conclusione dall'arco è la forza ma allo stesso tempo la debolezza di New York. Infatti i Knicks ricercano questa conclusione in media 29 volte a partita. Per una squadra che tira in media 83 volte a partita, possiamo renderci conto di come il tiro da tre occupi una fetta considerevole dei tentativi totali. I miglioramenti più evidenti , però, New York li ha fatti secondo me nel tentativo di difendere. Ancora una volta la pietra angolare del progetto qui rimane Kidd, che nonostante l' età rimane un difensore di livello assoluto capace di orchestrare i compagni anche quando la palla la gestiscono gli avversari. A Kidd si accompagna un altro specialista difensivo come Brewer, che nei pochi minuti in cui tiene il campo fa sentire la sua pressione e sicuramente aiuta molto la squadra. Spesso i quintetti di New York si mescolano in maniera molto particolare. Ultimamente abbiamo visto partire la squadra con due Play come Kidd e Felton( Che però non prenderà parte alla partita di questa notte) e due Centri anche abbastanza statici, come Chandler e Camby. Ma la squadra è molto brava a cambiare "veste", specie con la presenza di Novak che aiuta molto la spaziatura, ed ora grazie anche al rientro di Amar'é. In queste ultime tre uscite, ad ogni modo, anche Prigioni si è ritagliato uno spazio importante.
Infatti, con 4.7 assist di media nelle gare con Spurs, Magic e Blazers, è stato l' assist man più efficace. Non solo, nelle stesse tre gare New York ha collezionato la media di 41.7 Rimbalzi a gara, con Chandler che in questo gennaio per ora viaggia ad undici carambole di media catturate. Tra i punti deboli, però, rimane spesso la gestione dei momenti caldi e la tendenza a perdere palla. Felton gioca stabilmente da Combo Guard, e forse la posizione per lui è la migliore. Ma spesso appare un po' caotico e frettoloso, così come lo stesso J.R. Smith che quado è in campo adora portar palla. Solitamente New York regala oltre dieci palle ad incontro agli avversari, e forse qui dovrà inistere Boston. Se la difesa sugli esterni funziona, un po' come visto negli ultimi due incontri, allora la squadra ce la può fare. Se Boston e soprattutto Rondo presentano l' atteggiamento passivo che abbiamo più volte visto nell'ultimo mese, allora New York troverà più facilmente il suo gioco e la sua dimensione, e difficilmente perderà. Insomma, per i Celtics sicuramente ci sarà da lavorare, ed anche duro, se vorranno centrare in qualche modo la vittoria. Viceversa, sarebbe molto dura riuscire a portare a casa qualcosa di buono. Se giochi ai ritmi che impone New York, sono dolori. I Celtics, poi, vivono un momento estremamente interessante. Continuano ad agitarsi mentre affondano nelle sabie mobili. Ma invece che uscire del tutto, o affondare del tutto, la squadra sembra che si diverta a sguazzare nella stessa situazione, senza riuscire a trovare una sua dimensione. Ci sono ancora tanti punti interrogativi.
Iniziando da Rondo, che continuo troppo spesso a vedere reticente e passivo. Giocatore dalle indiscusse qualità, ma che proprio non riesce a diventare determinante e "trainante", specie nei momenti in cui la squadra ne avrebbe più bisogno. Spesso lo si vede continuare a passare in ogni caso la palla, anche quando avrebbe spazio e tempo per tirare. E poi, anche il tentativo di aggredire il canestro spesso lo lascia da parte, nonostante Boston ne avrebbe estremamente bisogno. Così come Garnett, che ringhia ad intermittenza ed a volte sembra non averne più. E cosa dire di Bass, sciagurato protagonista di questo inizio di stagione ? Cinque minuti buoni ad Atlanta non cancellano una stagione fin qui da incubo. Bradley invece dovrà continuare a sciogliersi, e chiaramente il processo è quanto meno lungo in questo caso. Mentre, beh, la panchina deve provare a dare di più. Soprattutto Green E Terry, nonostante felici exploit, spesso hanno terminato le partite in modo infruttuoso. Soprattutto, Boston ha bisogno di trovare realmente il giusto amalgama, la giusta chimica di squadra, la giusta forza. Perché senza il giusto spirito, questa squadra proprio non può crescere.
Boston Celtics (16-17) at New York Knicks (23-10)
Monday, January 7, 2013
7:30 PM ET
Regular Season Game #34 – Road Game #18
TV: CSNNE MSG, SNET1, NBA-LP 753(BOS)/754(NYK)
Radio: WEEI, ESPN NY
Madison Square Garden
Probable Starter
Boston Celtics
Rajon Rondo
Avery Bradley
Paul Pierce
Brandon Bass
Kevin Garnett
Celtics Reserves
Jared Sullinger
Jason Collins
Jeff Green
Courtney Lee
Leandro Barbosa
Jason Terry
Injuries
Chris Wilcox (thumb) out
Fab Melo (concussion) out
Probable Starter
New York Knicks
Jason Kidd
Ronnie Brewer
Carmelo Anthony
Marcus Camby
Tyson CHandler
Knicks Reserves
Amar'e Stoudemire
James White
JR Smith
Pablo Prigioni
Chris Copeland
Steve Novak
Kurt Thomas
Injuries
Raymond Felton (finger) out
Iman Shumpert (ACL) out
Rasheed Wallace (foot) questionable
Se è ancora valido l' assunto secondo il quale tre indizi possono essere equiparabili ad una prova, il rientro di Avery Bradley ha fatto abbastanza bene ai Boston Celtics. Forse, però, è ritornato l' orgoglio ed anche la voglia. E poi, un palcoscenico importante come quello del Madison Square Garden avrà stimolato, e non poco, l' orgoglio della banda di Doc Rivers che - seppur senza Rondo - propina ai Knicks un piatto indigesto da mandare giù. Guai a lanciarsi in proclami forti , e guai a volare troppo con la fantasia. Il record continua a recitare 17-17, il che equivale ad un'onesta mediocrità. Però, se lasciamo da parte il cinismo, la partita di questa notte ha realmente qualcosa di speciale. Innanzitutto per il valore dell'avversario. E poi, perché proprio come ad Atlanta, la voglia c'è stata tutta, e nonostante le oggettive difficoltà, la squadra ce l' ha fatta. Con un finale particolare, denso e concentrato, e gli equilibri che potevano rompersi del tutto e sorridere all'una o all'altra contendente. Alla fine ha vinto la squadra che probabilmente ha giocato meglio. Alla fine, ha vinto sicuramente chi ha creduto di più nella vittoria, e l' ha inseguita fino allo sfinimento. Ce l' hanno fatta i Boston Celtics. E l' istantanea della notte è semplicemente Paul Pierce. Che, con la partita che andava ad esaurirsi, gioca la palla probabilmente più importante. In isolation, come da copione. A fronteggiarlo c'è Tyson Chandler, un difensore mica male. Ma Paul è paziente, al Madison ha già lasciato piacevoli ricordi. Ed allora, finta, controfinta, esitazione... ancora finta, passo indietro e... bacio rivolto al pubblico : lo ha fatto di nuovo. Il capitano ci è riuscito un' altra volta. Ha mandato un segnale a tutta la grande mela, ed a Spike Lee in primis.
Partita che inizia subito male, per i Celtics. O forse, va male prima del fischio d' inizio. Rajon Rondo, che era già al Madison per allenarsi e terminare il riscaldamento con la squadra, non prenderà parte al Match, reo di essere entrato in contatto con l' arbitro durante la gara contro Atlanta. Eh sì, Rajon ci è ricascato ed ancora una volta abbandona i Celtics in un momento alquanto delicato. Ma ciò non toglie che la partita vada giocata. Sostanzialmente, l' Inizio è un susseguirsi di colpi che cagionano gli stessi danni. Garnett è scatenato, infilando i primi otto punti del Match, e New York risponde con i suoi lunghi. Un altro problema però, per i Celtics. Paul Pierce commette due falli,Prima su Anthony e Poi su Chandler. Anche Anthony , però, ne commette altrettanti. I due scorer principali devono abbandonare anzitempo il primo quarto, per evitare guai peggiori. Dopo l' uscita di Pierce, però, sembra calare immediatamente il buio. New York vola sul più 8, aiutata dagli ingresi di Stat e di Smith. Propio J.R. inizialmente sembra abbastanza in palla, e pronto ad accoltellare gli avversari. Ma in soccorso dei Celtics arriva la panchina, tanto attesa e presente al momento giusto. Lee, Barbosa, Sullinger e soprattutto Green piazzano il controparziale, e nonostante Boston fosse scivolata sul meno dieci riuscirà a chiudere il primo quarto in vantaggio di un punto.
Nel secondo quarto il canovaccio tattico non sembra cambiare. New York ritrova i suoi ritmi, e torna ad andare a folate. Soprattutto, comincia ad entrare con insistenza il tiro da tre. Smith, Anthony, Kidd, addirittura Brewer, oltre al solito Novak, colpiscono da dietro l' arco con grossa facilità. In altre situazioni i Celtics si sarebbero disuniti, e probabilmente il quarto sarebbe diventato una sorta di massacro. Ed invece, nonostnate la precisione e l' aggressività di New York, Boston risponde come deve. La qualità dei grandi campioni non è quella di segnare esclusivamente nei quarti periodi. Più in generale, è quella di saper prendere per mano la squadra quando il momento è più difficile. Con New York che teta in tutti i modi l' allungo, è Paul Pierce che - rientrato - capisce di dover caricare la squadra sulle spalle. Quindici punti nel quarto, per rispondere a New York e tenere la squadra a galla. Il capitano segna in tutti i modi, colpendo da tre come dalla media. Ma anche il contributi di Bradley nel quarto è indispensabile. Oltre alla difesa il ragazzo mette in campo le sue qualità di direttore d' orchestra. Non sarà Rondo ed in generale Avery non è un Playmaker, ma con ordine riesce a svolgere bene anche il compito di "rifinitura", aiutando la squadra. L' altro protagonista del Match è sicuramente Jeff Green, che anche in questo quarto ci mette energia e punti, che non guastano mai. Alla fine lo score recita NYK 56 - BOS 53. Nonostante tutto, i Celtics ci sono ed hanno giocato in maniera ineccepibile vista la forza d' urto degli avversari. Il quarto decisivo, però, è probabilmente il Terzo. Garnett è stato scintillante per tutta la serata, ed anche in questo quarto nei momenti in cui è sul parquet ci mette la firma. Soprattutto, Bradley diviene credibile anche come opzione offensiva, scrollandosi di dosso un bel po' di polvere e dando un chiaro segnale di cuore e di energia alla squadra. Ma stasera l' Ubuntu sembra non essere solo un ricordo, stasera i Celtics sembrano tutti uniti ed affiatati, volenterosi di giungere alla vittoria. Ed allora, in un quarto delicato in cui Pierce prende una pausa, a trascinare la squadra sono "gli altri". Tra tutti, sottolineerei l' impatto di Sullinger. Il ragazzo cresce bene, e regala un' altra prestazione di pura sostanza alla squadra, mettendoci punti ed energia. Ma anche Green, che questa sera è sceso in campo con la voglia giusta e la possibilità di mostrare il suo talento. Sicuramente questo Jeff Green è un pezzo importante per una squadra importante. Il problema è che forse noi tifosi vorremmo vederlo più spesso così, ma la realtà è che per vedere un Green del genere c'è bisogno che la squadra giochi meglio,e che ci metta sempre più energia. Il grosso in questo momento è stato fato in difesa, nonostante un Chandler veramente ostico e forte, capace di mostrare tutte le sue qualità. In attacco come in difesa Tyson ci mette l' anima, ed a rimbalzo è un leone mai domo. Boston ora è avanti, ma la partita è ancora tutta da decidersi. Ma Boston è avanti, ha messo la freccia ed ha benzina necessaria per arrivare fino in fondo alla gara. Il quarto periodo è un piacere da vedere. La squadra difende ed attacca, con buona efficacia. Tutti sono calati alla perfezione nel ruolo, o quasi. Come detto, la partita scivola via fino ai minuti decisivi, con la sensazione che tutto possa ancora succedere. Ci pensa Pierce, ancora con un quarto importante in un momento fondamentale, a scacciare via le streghe ed a regalare ai Celtics la terza vittoria di fila. Ottenuta di squadra e contro una New York mai doma. Ma, per questa volta, i Celtics non conoscono ostacoli di sorta. Solo, una grande notte. Difficile dire che si sia imboccata del tutto la strada giusta. Più facile riconoscere che in questo momento i Celtics giocano come sanno e come dovrebbero giocare. Forse, effettivamente, è più spesso un problema di voglia che non di possibilità. Ma chi si ferma è perduto, e c'è ancora tanto da lavorare.
PREVIEW
Non possono bastare due vittorie per affermare che il periodo nero è alle spalle. Vincere, nei momenti peggiori, è sempre la migliore medicina. Ma bisogna farlo con convinzione e trovando la giusta continuità; le ultime due vittorie quindi non possono e non devono rappresentare il massimo per questa squadra, che spesso quando comincia a sentirsi sazia ed appagata tende a girare a vuoto, procedendo a marce basse e fari spenti. Il prossimo incontro, dunque, capita a pennello per fungere da termometro e misurare la temperatura agli attuali Celtics. Lo scontro, che vedrà New York ospitare Pierce e compagni, è quanto meno delicato e propone una squadra che è tra le più impressionanti di questo avvio di Regular Season.
Boston è attesa da un Gennaio tremendo e questa sarà la quarta partita in appena sei giorni, ma non possono essere considerate più né scuse né giustificazioni: se la squadra è viva deve dimostrarlo. Come può e come sa. I Knicks , dal canto loro, saranno ugualmente alla quarta partita di Gennaio, dilatata però nel settimo giorno. Il nuovo anno per la compagine della grande mela non era iniziato nel migliore dei modi: l' assente di lungo corso Stoudemire si era ripresentato per affrontare al meglio Portland, ma la sua presenza è coincisa con la sconfitta della squadra, abbattuta dai colpi di Aldridge e soci. Facile pensare immediatamente che l' equivoco tattico che portano da parecchio sia Stat che Melo fosse alla base della sconfitta. Ed invece, i Knicks hanno risposto con due convincenti prestazioni, tra cui soprattutto la vittoria ai danni dei San Antonio Spurs, con una squadra dimostratasi solida e pericolosa come nelle uscite migliori. Stat per adesso parte dalla panchina, come addizione in corso d' opera che non ingombri troppo il parquet e non finisca per calcare le stesse zone di campo solitamente presidiate da Melo. Anthony fino a questo momento è sembrato il solito incredibile talento, che - sorpresa - per adesso sembra possa bastare a New York per essere una squadra temibile.
Che il prodotto di Syracuse fosse uno dei migliori giocatori di tutta la lega con la palla in mano era cosa risaputa. Che riuscisse realmente a trascinare una squadra, beh, destava più di qualche perplessità. A livello personale continuo a ritenere Melo un giocatore che difficilmente ti cambia una squadra. Ma allo stesso tempo lo trovo uno dei talenti più puri di tutta la NBA, capace nel giusto contesto di essere letale e difficilmente contenibile. A New York nel primo anno e mezzo sembrava avesse perso un po' di smalto, per poi ritrovarsi alla grande in questa stagione. Non credo sia un caso che Melo stia rendendo bene ora che in squadra c'è un leader esperto e navigato come Kidd. Difatti, ripercorrendo la carriera di Melo si può notare come questi rendesse al meglio già sotto la guida di un altro Play navigato e di grande personalità come "Big Shot" Billups. Ma new York non è solo melo, anzi. New York è una buona coperativa - personalmente non la ritengo "eccezionale" - che sta rendendo bene e si sta applicando nel modo giusto. Tra i punti di forza sottolineerei sicuramente l' irriverenza cestistica di J.R. Smith, vero pistolero che nei momenti caldi emerge con le sue giocate spesso in bilico tra il folle ed il geniale. Più spesso, necessarie e talvolta anche vincenti. Smith sa colpire in diversi modi e riesce a sopperire alla mancanza di cattiveria che ha l' attacco quando non riesce ad infilare con insistenza il tiro da tre. La ricerca quasi ossessiva della conclusione dall'arco è la forza ma allo stesso tempo la debolezza di New York. Infatti i Knicks ricercano questa conclusione in media 29 volte a partita. Per una squadra che tira in media 83 volte a partita, possiamo renderci conto di come il tiro da tre occupi una fetta considerevole dei tentativi totali. I miglioramenti più evidenti , però, New York li ha fatti secondo me nel tentativo di difendere. Ancora una volta la pietra angolare del progetto qui rimane Kidd, che nonostante l' età rimane un difensore di livello assoluto capace di orchestrare i compagni anche quando la palla la gestiscono gli avversari. A Kidd si accompagna un altro specialista difensivo come Brewer, che nei pochi minuti in cui tiene il campo fa sentire la sua pressione e sicuramente aiuta molto la squadra. Spesso i quintetti di New York si mescolano in maniera molto particolare. Ultimamente abbiamo visto partire la squadra con due Play come Kidd e Felton( Che però non prenderà parte alla partita di questa notte) e due Centri anche abbastanza statici, come Chandler e Camby. Ma la squadra è molto brava a cambiare "veste", specie con la presenza di Novak che aiuta molto la spaziatura, ed ora grazie anche al rientro di Amar'é. In queste ultime tre uscite, ad ogni modo, anche Prigioni si è ritagliato uno spazio importante.
Infatti, con 4.7 assist di media nelle gare con Spurs, Magic e Blazers, è stato l' assist man più efficace. Non solo, nelle stesse tre gare New York ha collezionato la media di 41.7 Rimbalzi a gara, con Chandler che in questo gennaio per ora viaggia ad undici carambole di media catturate. Tra i punti deboli, però, rimane spesso la gestione dei momenti caldi e la tendenza a perdere palla. Felton gioca stabilmente da Combo Guard, e forse la posizione per lui è la migliore. Ma spesso appare un po' caotico e frettoloso, così come lo stesso J.R. Smith che quado è in campo adora portar palla. Solitamente New York regala oltre dieci palle ad incontro agli avversari, e forse qui dovrà inistere Boston. Se la difesa sugli esterni funziona, un po' come visto negli ultimi due incontri, allora la squadra ce la può fare. Se Boston e soprattutto Rondo presentano l' atteggiamento passivo che abbiamo più volte visto nell'ultimo mese, allora New York troverà più facilmente il suo gioco e la sua dimensione, e difficilmente perderà. Insomma, per i Celtics sicuramente ci sarà da lavorare, ed anche duro, se vorranno centrare in qualche modo la vittoria. Viceversa, sarebbe molto dura riuscire a portare a casa qualcosa di buono. Se giochi ai ritmi che impone New York, sono dolori. I Celtics, poi, vivono un momento estremamente interessante. Continuano ad agitarsi mentre affondano nelle sabie mobili. Ma invece che uscire del tutto, o affondare del tutto, la squadra sembra che si diverta a sguazzare nella stessa situazione, senza riuscire a trovare una sua dimensione. Ci sono ancora tanti punti interrogativi.
Iniziando da Rondo, che continuo troppo spesso a vedere reticente e passivo. Giocatore dalle indiscusse qualità, ma che proprio non riesce a diventare determinante e "trainante", specie nei momenti in cui la squadra ne avrebbe più bisogno. Spesso lo si vede continuare a passare in ogni caso la palla, anche quando avrebbe spazio e tempo per tirare. E poi, anche il tentativo di aggredire il canestro spesso lo lascia da parte, nonostante Boston ne avrebbe estremamente bisogno. Così come Garnett, che ringhia ad intermittenza ed a volte sembra non averne più. E cosa dire di Bass, sciagurato protagonista di questo inizio di stagione ? Cinque minuti buoni ad Atlanta non cancellano una stagione fin qui da incubo. Bradley invece dovrà continuare a sciogliersi, e chiaramente il processo è quanto meno lungo in questo caso. Mentre, beh, la panchina deve provare a dare di più. Soprattutto Green E Terry, nonostante felici exploit, spesso hanno terminato le partite in modo infruttuoso. Soprattutto, Boston ha bisogno di trovare realmente il giusto amalgama, la giusta chimica di squadra, la giusta forza. Perché senza il giusto spirito, questa squadra proprio non può crescere.
Boston Celtics (16-17) at New York Knicks (23-10)
Monday, January 7, 2013
7:30 PM ET
Regular Season Game #34 – Road Game #18
TV: CSNNE MSG, SNET1, NBA-LP 753(BOS)/754(NYK)
Radio: WEEI, ESPN NY
Madison Square Garden
Probable Starter
Boston Celtics
Rajon Rondo
Avery Bradley
Paul Pierce
Brandon Bass
Kevin Garnett
Celtics Reserves
Jared Sullinger
Jason Collins
Jeff Green
Courtney Lee
Leandro Barbosa
Jason Terry
Injuries
Chris Wilcox (thumb) out
Fab Melo (concussion) out
Probable Starter
New York Knicks
Jason Kidd
Ronnie Brewer
Carmelo Anthony
Marcus Camby
Tyson CHandler
Knicks Reserves
Amar'e Stoudemire
James White
JR Smith
Pablo Prigioni
Chris Copeland
Steve Novak
Kurt Thomas
Injuries
Raymond Felton (finger) out
Iman Shumpert (ACL) out
Rasheed Wallace (foot) questionable



Commenti
Michele devi fartene una ragione
"Servono polizia e addetti alla sicurezza per calmare la furia della stella dei Knicks contro il veterano dei Celtics"
Ora passi che Hall of Famer suonava male, ma bisognava far questa figura qui? Signori Garnett è il basket.
Provo a indovinare, l'avrai letto sulla Gazzetta ... dilettanti allo sbaraglio !!!!
Non capisco perchè, anche quando mi fa incazzare di brutto, penso a Jeff come uno che sposta. Lo voglio tenere con noi, per me è forte davvero.
Un cambio così importante per un Pierce gravato di falli non lo abbiamo mai avuto e ha avuto il suo peso notevolissimo.
Citazione:Non sono d'accordo.
Che siano troppe non è vero e ieri ne abbiamo avuto la riprova in assenza di Rondo e comunque non sono doppioni in quanto ognuno ha sue caratteristiche che possono essere importanti in una serie di PO: lo stesso Barbosa potrebbe essere decisivo con tre minuti di sua follia offensiva.
I lunghi sono pochi? Parliamoci chiaro, i 38 minuti di Garnett li immagino anche nei PO ed è il motivo per cui ne gioca solo 28 in RS; la crescita di Sully (nelle ultime dieci gare 7,5 punti e 6,7 rimbalzi) lo renderà importantissimo nei prossimi mesi e il Bass delle ultime gare è difensivamente prezioso, quindi con il rientro di Wilcox non siamo messi malissimo.
Poi è ovvio e scontato che si possa migliorare e un altro lungo molto affidabile anche per 15 minuti farebbe comodo, ma prima di smontare una chimica affidabile immagino che Ainge ci penserà a lungo.
Nel garage non lo ha "visto" nessuno....... E comunque la superstar è quello con il 34 verde; giocatore e uomo fuori dal tempo. Ma pensa se questo termina la carriera con un solo titolo... Non ci voglio credere! (Stesso discorso anche per il 5)
Pazzesco come per un giocatore fantastico come Garnett non ci sia mai un briciolo di rispetto.
Tra l'altro leggendo un po' di commenti in giro per la rete mi sono cascate le braccia: in pratica l'opinione prevalente è che quello che ha giocato sporco e ha provocato per tutta la partita è stato Garnett, mentre Anthony ha avuto la sola colpa di cadere nella provocazione. Insomma, qualsiasi cosa accada, la colpa è sempre di KG...
Dipende, se Ainge ha voglia di mettere in ballo qualche scelta futura o meno secondo me. Diciamo Bass + Melo + un paio di scelte secondo me potrebbe anche andare considerando che Phoenix risparmierebbe qualche $, e sono in una fase dove di sicuro non vogliono scherzare con il cap. Non dimentichiamoci che Gortat e in rottura con loro.
Aggiungo anche che per buona parte della partita è stato praticamente l'unico dei nostri ad aver attaccato il canestro con una certa convinzione.
Secondo me ha fatto un'ottima prestazione, e non è la prima volta.
Grande Miche' !
Instantanea della Veritá dopo il canestro decisivo....notare un piccolo ometto distrutto in basso a destra
https://twitter.com/CelticsLife
ci aggiorna sul possibile motivo dei dissapori tra Carmelo e Garnett: parrebbe che KG abbia detto a Anthony che la di lui moglie LaLa (all'anagrafe Alani Vazquez) "tastes like Honey Nut Cheerios".
Ora Fabio mi correggerà, aggiornandomi sui reali significati, ma posso tradurlo e interpretarlo come "è una ragazza dolce come il miele e piuttosto croccantina"?
Zio, ovviamente puoi sbizzarirti come preferisci sul tema della signora LaLa ...
Ora, ignoro se sia vera la dichiarazione di Garnett, il trash talking è fatto anche di questo e il "f**k you" di ritorno potrebbe essere del tutto comprensibile.
i.minus.com/i6kF5k1GpPngU.gif
Citazione Michele Pulcini:Spike Lee è stato sportivo alla fine con PP, ma li per lì sembrava distrutto!!
Ora Fabio mi correggerà, aggiornandomi sui reali significati, ma posso tradurlo e interpretarlo come "è una ragazza dolce come il miele e piuttosto croccantina"?
Non credo sia questo il motivo, posso confermare anch'io che Lala sia dolce e croccante...
è di dominio pubblico la cosa, deve essere un altro il motivo ...
hihhi
La ringrazio, ma, ehm... non era già stato postato subito dopo la gara???
comunque non dispiace darci un altro occhio!
http://www.honeynutcheerios.com/honey-nut-cheerios
Ma perchè la signora LaLa ha lo stesso sapore?
E' proprio vero che le vittorie sono la migliore medicine nello sport.
Prezioso bradley, una serie positiva nata per me non per caso.
in effetti carmelo è un nome molto diffuso in sicilia, il buon melo sarà gelosissimo.
Michele credo che il punto non sia che tipo di sapore ha LaLa, ma bensi il fatto che KG l'abbia assaggiata....
A Milano non è stato il massimo dell'educazione, ma quando dice queste cose mi fa venire gli occhi a cuoricino...
Iniziamo ad accontentarci di quello che dà in campo, poi speriamo che maturi come campione dentro e fuori dal campo; diciamo che una persona vera deve avere la testa sulle spalle, lui dopo l'operazione deve mettere le spalle sotto la testa ....
Trovo tali illazioni decisamente disdicevoli.
Citazione mattia89:
Sì, ma dico io, ogni anno Pierce viene lì e ti mette un canestro vincente (ricordate l'aeroplanino sul quale Nate Robinson a momenti si fracassò?)... sarai anche un discreto regista, ma hai la memoria a breve termine di una tellina.
bella vittoria, bella partita, mi è piaciuta la fisicità ed il ritmo da playoffs paseggiati...
ritmo che ha permesso a garnett di passeggiareper il campo e giocare per coai tanto.
grande cuore ma senza rondo, senza play in genere,costruzione di gioco zero..
pero' per fortuna spero che le partite di squalifica si fermino qua e cge rondo faccia il leader sul campo oltre che a parole.
mi sono piaciuti molto sullinger e la difesa, che finalmente è tornata a vestire il verde!
una domanda: ma terry?????????? sembra svogliato, fuori dal progetto...sembra in space jam!! ha perso una paio di palloni da giocatore dilettante, e anche il timeout a 40 sec dalla fine.....speriamo trovi antidoto...
Ho visto delle facce che vorrei rivedere per un po' diciamo fino a tarda primavera...concordo con chi dice (Leo) che la discussione in locker room con il Capitano a redarguire i nuovi ad Atlanta sia servita a qualcosa.
P.s. Fabio, Leo, mi fate una promessa?? A carriera finita, col 34 ben issato sul tetto del Garden, me lo scriverete un bell'articolo dal titolo
"Tutte e volte che il 34 fece dannare il Madison e Spike Lee"??
Vi prego....sarà bello lungo, magari in più puntate, ma me lo dovete fare!!!
Però solo a carriera finita, perchè c'è ancora spazio per qualche altra puntata...
Sempre vigili ed attenti e poi basta andare su
http://www.iamaceltic.it/archivio/approfondimenti/1371-nei-panni-di-ainge.html
e leggi le notizie del giorno.
W le figurine!!!!!
Sarebbe tragico se l'NBA, dopo aver tenuto fuori Rondo per una stupidaggine, non prendesse provvedimenti per un atleta che insegue un avversario nello spogliatoio ospite e poi lo "aspetta" all'autobus.
Mi viene soltanto un'avvertenza per gli utenti celtici: prepariamoci ad altre prestazioni fiacche e svogliate, ce ne saranno ancora in RS, ben sapendo che quando conta sappiamo ancora mettere in campo il cuore, la grinta, il Pride.
Ricordo una settimana fa un commento, che prevedeva un futuro da tregenda per le 4 partite che ci aspettavano (quelle in cui abbiamo cambiato faccia, parziale 3W - 1L): suonava più o meno così: "se non ci diamo una svegliata, viste le prossime 4 avversarie rischiamo di essere superati in classifica dai Raptors!"
Evidentemente il "sense of urgency" era ben presente anche in spogliatoio, e quell'intervallo di Atlanta potrebbe essere ricordato come la svolta della nostra stagione.
Grazie ancora a tutti i GM che non hanno preso Sullinger per i problemi alla schiena...la sua esultanza dopo il canestro a fine primo tempo è stata grandiosa; e quando vedo Bradley attaccarsi all'avversario in quel modo mi viene da piegare le gambe e difendere anche a me sul divano! Figuriamoci i compagni...
Tiratina d'orecchie! Era fine terzo quarto
mah...vediamo....il fatto che non gli abbiano dato il secondo tecnico e abbiano dato il doppio tecnico aspettando che Garnett aprisse bocca non mi fa essere cosi' sicuro.
Adesso dice "sono andato all'autobus per spiegarmi con Garnett. Gli avevo detto cose che non si dovrebbero dire ad un altro uomo... ma ci sono cose che fanno scattare ognuno di noi".
Lui scatta già al "Ciao Melo, come stai"? Figuriamoci se gli parli di Krispies o Corn Flakes...
eh eh eh...burlone
quindi sta collaborando con la NBA? quindi la NBA sara' di sicuro contenta
mitico
Non so quanto possa essere credibile la sua versione,però la sospensione per un episodio così insignificante è ridicola.Alla luce del nulla comminato a Melo ancora di più.
Ultimamente leggo molto,ma ho poco tempo per scrivere su IAAC.
Mi pare che però ci si lasci andare a commenti troppo umorali.
Pure oggi qualche parolina d'elogio in più nei confronti di Green ci stava eccome,invece è sceso solo il numero di persone che vogliono "tradarlo" (per oggi sia chiaro
Idem per la storia di Rondo,sempre pronti col mirino laser.
Dai su; questa storia è una fesseria pazzesca dell'NBA che vista la spiata non poteva fare a meno di fare qualcosa,altrimenti ieri RR avrebbe giocato regolarmente.
Sulla partita avete già detto tutto,mi limito a dire che Terry sta diventando preoccupante; so che un tiratore è soggetto a periodi così però ,considerando che in difesa il Jet è limitato, diventa davvero un problema.
Sul mercato io spero sempre in un onesto giocatore alla Gortat-magar- o JJ Hickson che ci comporterebbe un sacrificio minimo ( nel caso di JJ ho letto Melo,Wilcox più scelte,Gortat non so ma sarei disposto a sacrificare Bass o Lee più filler vari)
In particolare Bradley su Smith e Kidd sembrava indemoniato su ogni linea di passaggio e lo stesso Green capace di difendere alla grande su Anthony!
Non so cosa abbia detto Rivers nell intervallo ad Atlanta ma ha funzionato!
Mi dispiace, su questo non sono d'accordo. Qui non parliamo di giocare bene o male, ma di giocare, punto.
Se quello che dovrebbe essere il nostro leader salta tre partite a stagione per squalifica, che esempio da agli altri? Poi come giocatore non si discute, ma è evidente che dal leader dei Celtics si potrebbe pretendere che si renda conto che quando è fuori per squalifica ci mancano 12 punti, 11 assist, 5 rimbalzi ed un regista.
Se a 26 anni continua a fare il pirla, a prendersela coi cameramen, spintona gli arbitri e poi dice "forse dovrei adattarmi alle regole NBA", Boston, abbiamo un problema.
Quoto
più che discreto dai... ha fatto almeno 4/5 film bellissimi
Fabio in linea di massima sono d`accordo (per esempio lo scorso anno nei po,persino l`episodio coi nets qualche settimana fa) pero in questo caso specifico insisto che si sia esagerato e che la punizione gli e` stata inflitta solo per la spiata,altrimenti non se ne sarebbe fregato nessuno.
Se come termine di paragone consideriamo il NULLA comminato a quell`astrofisico di ANthony che ha messo su un siparietto degno di Albanova-Mondragonese anni 80 allora davvero c` e` poco da dire.
Tutto qui.
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