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Recap
Altra contundente prova di forza dei Boston Celtics che dispongono a piacimento della pratica Oklahoma City. I 36 punti di uno scatenato Durant non bastano ai padroni di casa per contrastare le fiammate di Paul Pierce nel primo tempo e di Rondo e Garnett nel terzo quarto. La squadra di Doc Rivers chiude con 7 uomini in doppia cifra e ritorna a Boston per un meritato riposo di tre giorni dopo un primo “road trip” stagionale immacolato.

RECAP
Al tip-off iniziale non si presenta Nenad Krstic rimpiazzato da Collison. Ritmo incandescente fin dall’inizio: Pierce subito ispirato con una tripla ma rispondono immediatamente Green e Durant per il 4-3 dei padroni di casa.
Jeff Green ha voglia di dimostrare il suo valore alla franchigia che lo selezionò al draft del 2007 e con una giocata magistrale conclude in schiacciata su un esterefatto Perkins. Ancora Durant colpisce col suo jumper malefico e sul 10-7 per i Thunder con 5 su 5 dal campo la sensazione è che si assisterà ad una partita tiratissima dall’inizio alla fine.
Nulla di più sbagliato: Boston ci smentisce immediatamente infilando un parziale di 12-0 che porta la firma di Pierce, con due triple consecutive, Kevin Garnett dalla lunetta ed in tap-in ed infine Perkins servito dal Capitano.
Durant limita i danni ma ancora lo scatenato Pierce dalla sua “mattonella” e Ray Allen in contropiede solitario mantengono il divario tra le due squadre in “double-digits”: 12-23.
Quando Perkins, sempre più “fattore offensivo”, si mangia letteralmente Collison per il +13, coach Scott Brooks decide di provare con Harden e Wilks e quest’ultimo si costruisce subito due punticini in penetrazione. Doc dà spazio a Wallace e Daniels: Ray Allen “buca” da oltre l’arco con fallo annesso ma incredibilmente manca il libero per il gioco da 4 punti che sono invece quelli che accumula Durant con una penetrazione e due tiri liberi. Sheed va in post e firma il 31 a 20 che chiude il primo quarto.
La seconda frazione si apre ancora con Kevin Durant e Paul Pierce subito a referto (13 per il Capitano) ma dopo la tripla di Eddie House per il + 14 assistiamo alla prima (ed ultima) “mini imbarcata generale” bostoniana, con parecchie palle perse ed un parziale di 7-0 firmato essenzialmente Russell Westbrook.
Un canestro di Perkins ben servito da Rondo ci ridà il + 9 ma dopo una schiacciata di Ibaka ed un pregevole jumper di Garnett è ancora Westbrook, ispiratissimo, ad infilare l’arresto e tiro condito da tiro addizionale dalla lunetta per il 36-42.
Ibaka stoppa brutalmente una penetrazione di Rondo e qualcosa sembra incepparsi negli ingranaggi bostoniani; anche in difesa si tende ad aprire il “corridoio” ed inoltre si commettono 3 falli consecutivi per giochi da 2+1 evitabilissimi.
Pierce e Green si scambiano schiacciate e poi 4 punti consecutivi di Perkins permettono agli ospiti di ricostruire un vantaggio di 11 punti.
I padroni di casa si affidano ancora a Durant per provare la “scalata” ma KG in svitamento e poi Perkins su rimbalzo offensivo mantengono le distanze. Il primo tempo si chiude con due punti di Ibaka “risposti” da una penetrazione di Paul Pierce. Il 60-49 alla sirena è frutto soprattutto dello spettacolare “shoot-out” tra il nostro Capitano ed un magistrale Kevin Durant che mettono a referto rispettivamente 21 e 22 punti.
Boston forse ha concesso qualcosa di troppo in difesa in questo quarto ma le percentuali sono piuttosto alte per entrambe le squadra che si stanno affrontando a viso aperto.
Dopo il riposo la musica non cambia, almeno per i primi 2 minuti di gioco con Durant ancora sugli scudi e Westbrook a replicare ad un canestro di Rondo ben servito da Perkins, per il 53-62.
Ma la partita sostanzialmente finisce qui, perchè la premiata ditta Rondo-KG decide di mettere in scena l’ormai sempre più abituale “io te la do e tu la schiacci”: 3 giocate consecutive dall’alto contenuto spettacolare danno il là ad una piccola fuga celtica con 9 punti consecutivi e “rotta” solo da una penetrazione di Harden.
Ora Boston gira che è un piacere e la circolazione di palla che prepara l’appoggio di Rondo per il canestro del + 18 è semplicemente sublime: 55-73.
Oklahoma City si mantiene a galla con 5 liberi firmati Durant e Harden ma è ancora Rondo a prendersi tutto il palco per lo “one man show” che ci allieterà fino alla chiusura di frazione: penetrazioni funamboliche e da “autovelox” per la nostra point guard, che se non fosse per il fatto che dimostra ancora qualche titubanza nel jumper ed ai tiri liberi (1 su 4), sarebbe semplicemente intrattabile. I suoi 12 punti in un amen, accompagnati dagli 11 di Garnett ci fanno chiudere il quarto sopra di 17, con Oklahoma limitata ad un misero 26% dal campo nella frazione. Il Capitano è già a riposo e si sente “puzza di spazzatura” con 12 minuti di anticipo...
La sensazione di “garbage time” era giusta se già dal primo secondo dell’ultima frazione vediamo in campo JR Giddens; certo, Durant continua per la sua strada martellando la retina ma Sheed e House non si fanno mancare le classiche triple “boxscore filler”. L’unico dubbio che sorge ai divertiti spettatori celtici riguarda lo scarso utilizzo di Shelden Williams in una partita che fondamentalmente ha già fornito tutti i suoi responsi. Gli ultimi minuti di gioco serviranno solo ai Thunder per ridurre il pesante passivo con canestri consecutivi di White mentre Boston, fiammate di Eddie House a parte, si “trascina” appagata fino al suono della sirena.
Partita che oserei definire quasi perfetta in quanto arriva a chiusura di un “mini-viaggio” fuori Massachusetts ed in back to back dopo la fondamentale vittoria a San Antonio. Minutaggi più che umani per un quintetto che sta fornendo prestazioni di altissimo spessore (nonostante la non brillantissima prova offensiva di Ray Allen quest’oggi) ed una panchina che poco a poco sta provando a diventare più incisiva, soprattutto con Wallace ed House “in palla” mentre Daniels non sembra aver ancora trovato la perfetta collocazione in questa squadra.
Ovviamente c’è tutto il tempo per sistemare i dettagli; l’importante al momento è aver dato un segnale forte di vitalità e motivazione a tutta la lega. Questi Boston Celtics ci piacciono assai!
PREVIEW
Reduci dall’impegno vittorioso a San Antonio, i Boston Celtics chiudono questa primo “road trip” stagionale visitando i giovani e scalpitanti Oklahoma City Thunder.
Dopo le inenarrabili peripezie che hanno portato la storica franchigia dei Seattle Supersonics a “riubicarsi” in Oklahoma nell’estate del 2008, sembra sia arrivato il tempo della stabilità ma soprattutto della “proiezione futura” per Kevin Durant e compagni.
Il trasloco dei Sonics “traghettati” da PJ Carlesimo sembrava stesse per rivelarsi quanto di più doloroso ci si potesse immaginare ma fu quando l’attuale head coach Scott Brooks prese le briglia che il cavallo, poco a poco, cominciò a correre: certo il 22-47 accumulato nella scorsa stagione, dopo il “siluramento” di Carlesimo, non è un biglietto da visita di per sè attraente, ma proprio sul parquet del Ford Center il giovane allenatore cominciò a sistemare quella che all’inizio sembrava la più classica delle “armate brancaleone” guadagnandosi il rispetto dei tifosi e degli “addetti ai lavori”.
Sotto la guida di Brooks, i Thunder chiusero la stagione 2008-09 con il più che rispettabile bilancio di 13 vittorie e 12 sconfitte tra le mura amiche e nella stagione in corso vantano addirittura record positivi sia in casa che fuori (5-4), segno che i progressi ed i miglioramenti a livello di maturità e di “self confidence” si stanno compiendo ad un ritmo piuttosto elevato.

D’altra parte, una squadra che possiede un “asset” del valore di Kevin Durant non può far altro che guardare al futuro con un certo ottimismo: il 21enne nativo di Washington DC sta dimostrando stagione dopo stagione costanti miglioramenti sotto tutti gli aspetti statistici e non; “detentore” di un più che “pingue bottino” di 27.7 punti a partita, l’ex numero 2 al draft del 2007 sta crescendo anche dal punto di vista difensivo (oltre 7 rimbalzi, quasi 2 recuperi ed 1 stoppata di media a suon di sirena) dimostrando altresì ancora ampi margini di miglioramento nel tiro da dietro l’arco (anche se è reduce da un 5 su 7 contro i 76ers due giorni orsono). Veloce, atletico, elegante ed abile nel giostrare tra la posizione di guardia ed ala, l’ex “Rookie of the Year 2008” ha tutte le carte in regola per costruirsi una carriera da assoluto protagonista in questa lega e sia mai che il suo destino possa incrociarsi con quello dei Celtics in un futuro non troppo remoto (dopo essersi indirettamente “sfiorati” fino alle maledette “palline” del draft 2007)... D’altra parte, uno che ha nel suo “motto” preferito la seguente frase “Hard work beats talent when talent fails to work hard” parrebbe calzare a pennello nella città di Boston...
Se Durant si sfiorò coi Celtics nel draft del 2007, chi ci “sbattè” contro fu Jeff Green: scelto con il “pick” numero 5 da Danny Ainge, fu poi utilizzato come parziale merce di scambio accompagnando Delonte West e Wally Szczerbiak a Seattle nella trade che portò Ray Allen ai Boston Celtics.
Quest’ala di 206 centimetri “prodotta” nella Georgetown di coach John Thompson, al terzo anno di NBA sta producedo 15 punti e 6 rimbalzi a partita ed in quest’occasione avrà l’opportunità di farci vedere il suo vero valore in un potenzialmente squilibrato “match-up” con il nostro Kevin Garnett.
In quanto a minuti giocati, il terzo elemento di interesse dei Thunder si chiama Russell Westbrook ma, lasciatemelo dire, dopo averlo visto nel Marzo scorso in “carne ed ossa” al Boston Garden, ho cominciato a nutrire una certa simpatia per questa 21enne “point guard” da Long Beach che fa della “lock down defense” la sua arma migliore, ma non solo. Atletismo puro al servizio di schiacciate “volanti” e tanta tanta voglia di ritagliarsi un ruolo da protagonista in questa lega, Russell, pur con degli ancora evidenti limiti al tiro testimoniati dal 40% scarso dal campo, ha cominciato nella stagione in corso a mettersi di più al servizio dei compagni di squadra, elevando la “voce” assist da 5 a 7 ad ogni “allacciata di scarpe” (tra cui spiccano i 15 fatti registrare nell’ultimo incontro casalingo di fronte a Philadelphia) .
Se per certi versi fu una sorpresa la sua “chiamata” al numero 4 nel draft dello scorso anno, ora questo “sophomore” rappresenta uno dei punti fissi della franchigia del “Tuono” e, non dimentichiamolo, è stato pure il primo “rookie” dopo Chris Paul capace di far registrare una “tripla doppia” in una partita NBA; stanotte avrà i riflettori puntati addosso nel tentativo di imbrigliare il dirimpettaio Rajon Rondo sul parquet del Ford Center.
Thabo Sefolosha rappresenta un po’ il “tocco di colore” di questa squadra. Svizzero di nascita ma con padre sudafricano, questa eclettica guardia/ala con trascorsi italiani all’Angelico Biella sta confermando di meritarsi la più classica delle “oneste” carriere NBA: la natura gli ha dato in dono 2 metri d’altezza e mani molto veloci alle quali Thabo unisce una certa predisposizione alla difesa, fatta di sudore e sacrificio. Discreto ma migliorabile tiratore, lo svizzero comunque garantisce quasi 7 punti e 6 rimbalzi a partita, conditi da un paio di recuperi in oltre 32 minuti medi di utilizzo.
Anche lo “spot” di centro si tinge di europeo con Nenad Krstic, alla sua seconda stagione in Oklahoma, ma prima intera, dopo la brevissima parentesi russa arrivata a corollario di una stagione alquanto deludente coi New Jersey Nets nella quale un precedente infortunio al legamento crociato del ginocchio sinistro sembrava avergli negato la possibilità di mantenersi sugli ottimi livelli raggiunti durante il 2006.
Da buon Serbo, “Curly” è dotato di ottima mano, direi superiore alla media per un pivot, e di buon gioco “in post”, ma difetta cronicamente nell’aspetto difensivo, in cui la mancanza di intensità e di intimidazione sono inversamente proporzionali ai 213 centimetri in dotazione. Uscito malconcio dalla partita di due giorni fa contro Phila per un problema alla caviglia, non sappiamo al momento se il serbo sarà parte della “tenzone”. Auspicabile, in ogni caso, che la nostra “front line” composta da Perkins, Garnett e, all’occorrenza Wallace e Shelden Williams, possa fare “la voce grossa” nel pitturato, come successo sovente nelle ultime positive prestazioni.
Infine, la panchina, piuttosto scarna anche perchè fin dall’inizio della stagione severamente minata da infortuni a catena, possiede nella “matricola” James Harden la più pericolosa minaccia nel tiro da oltre l’arco ed in Nick Collison, appena rientrato pure lui da un infortunio, un’onesta alternativa negli spot 4 e 5.
Imperativo per i nostri Celtics non sottovalutare l’impegno e mantenere fisico e testa ben “allineati” considerando anche che quest’ennesimo Back to Back di inizio stagione potrebbe aver significato un notevole dispendio di energie e che lo “statement game” di San Antonio una certa rilassatezza mentale potrebbe pure causarla.
Boston Celtics (15-4) at Oklahoma City Thunder (10-8)
Friday, December 4
8:00 PM ET
Ford Center, Oklahoma City, OK
Boston Celtics
Probabile Quintetto
Rajon Rondo/Ray Allen/Paul Pierce/Kevin Garnett/Kendrick Perkins
Riserve
Marquis Daniels
Rasheed Wallace
Eddie House
Shelden Williams
JR Giddens
Brian Scalabrine
Lester Hudson
Infortunati
Glen Davis (thumb) out
Tony Allen (ankle) out
D-League
Bill Walker
Oklahoma City Thunder
Probabile Quintetto
Russell Westbrook/Thabo Sefolosha/Kevin Durant/Jeff Green/Nenad Krstic
Riserve
Etan Thomas
James Harden
Serge Ibaka
Byron Mullins
DJ White
Mike Wilks
Nick Collision
Infortunati
Nenad Krstic (Achilles) questionable
Shaun Livingston (knee) questionable
Kevin Ollie (knee) out
Kyle Weaver (shoulder) out




Commenti
Credo che saremo costretti a quintetti small, perchè KG dovrà prendersi il bravissimo Jeff Green, non mi stupirei di vedere KG in mezzo con il trio Alle, Marquis, PP insieme a Rondo.
Attenzione anche al loro rookie Harden perchè è bravo davvero.
Stringere i denti per proseguire la striscia. Non sarà facile.
Comunque se si gioca come a S.Antonio i problemi li hanno gli altri.
Deve risultare fondamentale la panchina e tornare a far vedere plus/minus positivi in tutti i suoi elementi come ad inizio stagione; oh se poi ci accorgiamo che Pierce si è tenuto bello quieto nei giorni scorsi perchè stanotte vuol far vedere da vicino a Durant cosa vuol dire essere un campione nello spot di ala piccola, penso che nessuno abbia nulla in contrario...
Concordo sulla partitaccia meno sulla small ball: è proprio il caso di adattarsi al loro stile a casa loro? Peraltro giocando piccoli vai ad armi pari e la loro atleticità può metterci in seria difficoltà.
Non sarebbe forse il caso di cercare di controllare il ritmo facendoli attaccare a difesa schierata? Si chiuderebbe lo spazio per le penetrazioni del fenomeno e dall'altra parte diventerebbe difficile opporre qualcuno al Perk che, sappiamo, è molto hot in questo periodo. E' anche vero che KG dovrebbe vedersela con Green ma ciò che perdi (potenzialmente) da una parte (in difesa, ma è ancora tutto da vedere) lo riprendi in attacco dove KG ti porta fuori dal pitturato (e non gli puoi lasciare il piazzato) e Krstic la sotto può solo toreae e difendere con le parolacce
Già di suo non sarebbe facile, poiché OKC è squadra emergente con un talento stratosferico a menar le danze. Poi considerando che siamo btb e reduci da una grande vittoria molto probabante sul piano fisico e soprattutto mentale, la faccenda si complica ulteriormente.
Come detto in preview, sotto le plance dovrebbero tornare a fare incetta come nei match pre-Spurs. La chiave potrebbe essere una panca più contributiva in attacco, visto che al quintetto credo non sia il caso chiedere un'altra partita di extra-impiego. Se proprio PP, un pò sottotono nelle ultime due, potrebbe ritornare a deliziarsi in attacco, mantenendosi grande in difesa dove su Durant sarà opzione più che spendibile insieme a Marquis. Sinceramente se capita una L non mi scandalizzo, anche se preferirei assolutamente di no.
E adesso, senza consumarci oltre il lecito, proviamo a chiudere, contro queste giovani saette, alla grande un mini-trip finora da ricordare.
Citazione Rondo9:
Sottoscrivo e condivido!!!!
Celtics follow the dreams
Da
concordo totalmente. bisogna vincerla di esperienza, e limitare il loro leader (davvero il futuro della Lega, se lo vuole).
Uhm considerando la tipologia di giocatore, le carettistiche strutturali e psichiche e gli attuali equilibri della squadra, credo che solo dopo metà gennaio potrà iniziare a dare un contributo in linea con le attese. Cavoli è stato proprio un pirla.
E ci ha danneggiato. Per fortuna Ainge ha pescato il buon Shelden e Scal il suo lo sta facendo. Però uno con punti dalla panca, oltre a Sheed, al momento è ciò che più ci occorre secondo me.
Citazione ReggieGanzoLewis:
Ecco, appunto...come avete ben sottolineato voi, la mia preview non è poi così completa...BENEDETTE PALLINE...non fosse stato per loro magari quel banner 17 non sarebbe appeso alle volte del Garden!
Partita difficile perche' siamo in back to back ma i Celtics delle ultime 3 partite lascisano ben sperare
E' un BtB e l'ultima di 4 trasferte quindi credo che un pò di stanchezza/rilassatezza mentale si farà sentire e stanotte come non mai avremo bisogno di un solido apporto da parte della panchina che a San Antonio ha avuto meno minuti del solito.
Loro sono giovani e freschi e di solito squadre con queste caratteristiche ci fanno soffrire poi hanno Durant che è un vero fenomeno e qui concordo con Leonardo quando dice che tra un paio di anni sarà a livelli di LeBron o giù di lì.
Io credo al giù di lì perchè la forza mentale di LeBron o ce l'hai di tuo oppure te la devi costruire e non è per niente facile.
Io mi gioco il mio jolly su Paul Pierce che dovrà cercare di portarsi a scuola il fenomeno 21enne.
Forza ragazzi un ultimo sforzo e poi a "riposo" fino a martedì con un record invidiabile.
E poi perchè il btb, si presenta tra i più ostici,visto il valore, secondo me sottostimato, dell'avversario.I Thunder(quanto mi piacerebbe chiamarli ancora Sonics), hanno cominciato a ricostruire molto in fretta.Hanno velocità di gambe, e nelle loro fila schierano il prossimo fenomeno della lega.Un giocatore che alla tenerissima età di 21 anni, possiede delle doti tecniche e realizzative mostruose.E nel momento in cui, metterà insieme dei discreti numeri difensivi, si pianterà, stabilmente, tra i primi tre dei prossimi 10 anni.Si potrebbe fare qualcosa per portare Durant a Boston?(botta di ottimismo).Attenzione anche a Green, ala di grande valore.Che potrebbe essere un cliente davvero scomodo per un Kg leggermente provato dal duello col Giamaicano.Personalmente, se fosse possibile eviterei di farli correre e cercherei di giocare il più possibile a difesa schierata.
Questi Thunder sono interessanti.E, credo che , con due o tre innesti di un certo livello, potrebbero rappresentare, in un prossimo futuro, qualcosa in più di una bella realtà.Qualcosa che si avvicini, come dice Andrea agli Hawks, e perchè no..anche ai Blazers.
Non credo sarà una passeggiat di salute..ma in cuor mio, come sempre lo spero.
GO CELTICS
Cal
siamo andati oltre le difficoltà del b2b, oltre la loro freschezza iniziale.
con Perkins e KG immensi. ottimo il Capitano sia offensivamente che difensivamente (Durant è davvero forte).
Inoltre una circolazione efficace della palla (ave Rondo), ed un sistema difensivo che si sta ritrovando passo dopo passo. pausa meritata e poi si torna a Boston.
Avanti così!
Ogni commento sulla partita di stasera risulta superfluo
Come dice Celticsman, avanti così!
Concordo davvero con Malik (che si becca un bel +1) sulla considerazione della squadra in futuro, siamo questi della trasferta, non c'è dubbio, un Garnett in forma migliore (speriamo che duri), una difesa di nuovo solida anche se non per tutta la partita, ma se gli Hawks perdono in casa contro NY
I giocatori volevano dimostrare qualcosa in queste quattro partite e lo hanno fatto, adesso siamo molto primi nella conference e si riposa fino a martedì, godiamocela.
Il secondo sembra trasformato...sempre in controllo della partita e, qundo accende i razzi che ha sotto le scarpe,sarebbero dolori anche per il famoso Beep Beep..
Concludo in bellezza, col vero dominatore.E' ufficiale KG is back.Conclude la partita da protagonita assoluto.Esibisce percentuali disumane dal campo e annienta tuto ciò che gli capiti a tiro.Chedere al povero Green.
FENOMENO!!!
Stiamo tornando e probabilmente le paure di qualche giorno fa cominciano a dissolversi.Ha ragione Malik(incredibile!!!
Cal
Cal
Visto siamo in OT prima di passare ai Celtics, l'NBA ha nominato "player of the month" LeBron per l'est e Carmelo Anthony per l'ovest, passi per LeBron tanto che Pierce sarebbe stato snobbato nonostante un record migliore si sapeva, ma il non aver dato il premio a Nash per l'ovest è una vergogna. Ormai per vincere i premi nell'NBA oltre ad essere bravo devi essere "Cool" e se non ti chiamo Howard, LeBron, Wade, Bryant o Anthony puoi farne anche 40 di media senza sconfitte, ma non ti filano lo stesso.
Passiamo ai Celtics.
Vittoria che direi sancisce l'uscita dalla mini crisi di metà novembre, la prima considerazione è che l'anno scorso nella sbandata post natalizia ne perdemmo 7 su 9, qui abbiamo limitato i danni molto meglio.
Mi pare che la Notizia" del trip sia un Garnett che sta tornano ai livelli agonistici che gli competono e questo per i Celtics alla fine conterà di più di 5 W in più o in meno a metà aprile.
Il quintetto base con un utilizzo ridotto, ha un plus minus di oltre 10 punti più alto rispetto ai 18 punti che separano le squadre alla sirena finale, ottimo segnale.
Oltre a KG e al capitano che continua tirare con percentuali astronomiche da tre punti, continuo a vedere un immenso Perkins, quel suo balletto in mezzo all'area con conclusione in fade away è roba da palati fini tanto più se viene da uno che in difesa è sempre più vicino all'elite del ruolo.
Anche Rondo continua nel suo momento buono, direi che forse ha metabolizzato il contrattone, giocando mentalmente più sereno e giocando facendo quello che serve alla squadra e non quello che teoricamente servirebbe per giudicare le cifre che guadagnerà dal prossimo luglio.
Cifre alla mano abbiamo giocato una gara perfetta sotto i tabelloni, e tirato con percentuali eccellenti, secondo me il tutto nasce da come si inizia la gara se si parte forte subito a livello di intensità e si porta la gara dove vogliamo noi, poi ci riesce tutto più facile, se invece si parte scazzati, e poi magari gli avversari entrano in ritmo, poi non sempre ci riesce di cambiare ritmo alla gara e riportarla dove vogliamo noi.
Adesso tre giorni di meritato riposo per i guerrieri.
Il quintetto è tornato a girare a piacimento. Parere personalmente, stiamo sfruttando come non mai la nostra superiorità tecnica e fisica sotto le plance soprattutto in attacco. Perk molto coinvolto (sta facendo cose sensazionali), KG e Sheed con i loro movimenti immarcabili per il 90% della Lega a 3/4 metri dal canestro. Sono davvero contento che riusciamo a capitalizzare questa nostra peculiarità, perché apre poi spazi importantissimi per i nostri tiratori.
KG è di una concretezza mostruosa. Ogni minuto speso in campo è prezioso e sposta.
OKC è buona squadra, Durant è il classico "fuori categoria", però ieri sera l'attacco era lui e soltanto lui. Quindi ho sparava 50 punti e più o altrimenti, come è stato, bastava limitare gli altri per vincere.
Dai due quarti iniziali soft e la tentata progressione negli altri due, siamo passati ad un impostazione del match più rassicurante: avvio bruciante, concentrati e aggressivi per piazzare il primo break. Poi secondo quarto in gestione. Altra sgasata in avvio di terzo per chiudere il match. Quarto da garbage. Più o meno quanto si faceva l'anno del titolo!!!! In questo modo il Big Three si può gustare più relax.
Comunque con il quintetto stellare di queste partite, c'è tempo per lavorare e sviluppare le potenzialità della nostra panchina con relativa calma.
Scusate ma con percentuali irreali sta tirando KG in queste ultime partite? Pazzesco.
Vederli giocare in quel modo, con quella scioltezza ed autorevolezza è davvero una delizia per gli occhi. Per cui grazie ragazzi! Ed ora il più meritato dei riposi.
A me il soggetto a genio non va, però sportivamente non posso non riconoscere che Kobe ha fatto un buzzer beat pazzesco contro gli Heat. Certo un pò di fortuna, ma per fare un canestro del genere bisogna accedere a dimensioni cestestiche superiori. Poi si potrebbe discutere sull'errore dalla lunetta di Wade e sul non fallo successivo (gli Heat l'hanno un pò buttata via). Detto questo: canestro notevole, non c'è dubbio.
Sottoscrivo parola per parola.Ormai nei salotti buoni di questa lega , occorre avere immagine holliwodiana easpetto da calendario sexy...giocare bene,e parlare poco, conta sempre meno.
p.s. anche il KG delle ultime partite , una citazione l'avrebbe meritata.Ma, va bene così...è un altro il premio, al quale ambisco personalmente.E quello, di solito si ritira a metà, giugno...per appenderlo, orgogliosamente, al già affollato soffitto del TD Banknorth.
Cal
20 partite giocate, con perfetto equlibrio tra quelle al Garden e quelle fuori, e buonissimo record. E' vero, nelle 2 annate precedenti eravamo 18-2, ma qui personalmente ho la sensazione che i margini di crescita siano superiori. Non siamo asslutamente a pieno regime, e questo mi dà fiducia (nonostante le 3 L subite in casa in maniera molto più precoce rispetto alle ultime 2 stagioni)
adesso un po' di riposo meritato, poi martedì sotto coi Bucks al TD.
Seven in a row, and counting....
Avanti così
Rondo9 anch'io mi aspettavo qualcosa di più da Marquis, soprattutto sul piano realizzativo, ma mi rendo conto che non ha mai giocato in una squadra di questo livello e con un sistema di gioco così collaudato. Quindi per ora non mi preoccupo e, come hai già scritto, credo stia cercando di trovare la propria dimensione e capire cosa gli si chiede. Lui e lo staff si stanno esplorando, per capire cosa uno può dare all'altro. Tra un mesetto e mezzo credo si possano avere le idee più chiare. L'unica cosa su qui già ora dovrebbe migliorare è qualche persa un pò incomprensibile. Comunque in linea di massima il ragazzo mi garba, per cui attendo fiducioso.
Ricordo che quando avevamo espresso il nostro apprezzamento su Durant prima del draft, qualcuno ci aveva apostrofato con un "non è niente d'eccezionale"... il Bagatta Celtico?
Su Garnett: non lo vedo ancora ai livelli pre-infortunio, specie in difesa dove alla voce "stoppate" siamo nettamente al di sotto delle cifre passate. Abbiamo bisogno della sua intimidazione, ed i suoi piedi non sono ancora velocissimi.
Bene così, vediamo di recuperare Ray a Marquis Daniels, un pelino sotto tono.
Non me ne vogliano gli altri ma KG e' qualcosa di spirituale per questi Celtics, prestazione tecnica a parte, quando e' cosi' generalmente tutto il quintetto va.
Vedo ancora timida la panchina soprattutto a livello offensivo, il gioco ristagna per troppo tempo sul perimetro nella speranza di trovare il tiro dalla lunga; l'unica opzione e' Sheed in post basso ma negata quella siamo in panne. Il problema e' che ci manca un Powe li in mezzo, un intimidatore con energia pazzesca che craeva molti spazi per gli altri, in questo Shelden mi sembra difettare proprio a livello di cattiveria pura. E poi il mistero Daniels appare quasi spaesato, spesso la palla gli "scoppia" in mano senza che dia l'impressione di sapere cosa farne; si prende pochi tiri quasi tenta la penetrazione, bisogna assolutamente cercare di integrarlo. Su Eddie la questione e' nota non e' un facitore di gioco ma un portatore di palla, le condizioni di tiro gliene deve creare la squadra, e poi quando prende il ritmo 10 punti a partita te li garantisce.
Piccolo OT dopo la magata di Kobe risultera' impossibile leggere qualcosa di diverso, di queste cose Allen ne ha fatte parecchie ma come dice Leo il mondo di oggi prima ti chiede di essere cool e poi se sei anche bravo il prodotto e' perfetto. E sempre una questione di immagine da vendere, e di certo un Perkins che ormai e' uno dei migliori centri della lega, passerà sempre inosservato con quella sua espressione sempre cattivissima. Ma a noi piacciono cosi' e del mondo che ci importa.
Concordo.Per il momento va bene cosi. il problema è che non abbiamo preso daniels x attenderci da lui un 6 pieno. Ci deve dare di più nel proseguo della stagione e ai playoff(soprattutto in chiave punti realizzati). sennò la vedo dura perchè si ripropone il problema dell'anno scorso che guando uscivano i big c'era solo house con punti nelle mani. quest'anno abbiamo anche sheed e davis(si spera....)ma il suo apporto resta fondamentale se si vuole vincere ancora
Questa frase non mi è nuova, in effetti.Posso provare ad indovinare il nome di questo mirabile talent scout?..beh sarò generoso.Vado solo con le iniziali...
C.S....ci sono andato lontano? io credo di no...ma è solo una sensazione
Cal
Ma lo vedi che sei un istigatore sovversivo! Smettila subito o ti banno!
Ragazzi ma siamo sicuri di voler tornare al Garden?!
Mi sembra che i nostri non abbiano per niente sentito la mancanza di casa e nemmeno un pochino di "saudagi" tipo Edmundo o animal in quel di Firenze rimembrando la spiagge di Rio.
Veramente un ottimo trip (come direbbe un personaggio di Trainspotting
Veramente un buon lavoro, Doc Rivers ha di che essere soddisfatto!
Straquoto ogni parola.
Mentre me ne stavo tranquillamente a godermi la partita non potevo non ammirare questo giocatore che offensivamente ha quasi raggiunto livelli Jordaneschi perchè quando ha la palla in mano e lascia partire il tiro o va in penetrazione sei sicuro che la palla andrà ad infilarsi dentro la retina e questa sensazione, almeno io, non la provavo dai tempi di Michael Jordan.
Il ragazzo è giovane e commette errori però tanto di cappello e quando comincerà anche a difendere........
Sulla partita poco da dire se non la conferma di una ritrovata compattezza di squadra, almeno per il quintetto, e un Kevin Garnett immarcabile.
Complimenti a tutti mentre l'unica nota stonata secondo me è Marquis Daniels che non è ancora entrato nella mentalità e nei giochi dei Celtics.
Qualche giocata difensiva non lo boccia del tutto però francamente da lui mi aspettavo molto di più comunque lo aspettiamo.
Ho elogiato Durant e concludo con l'elogio a quello col numero 24 che ha davvero fatto un canestro pazzesco e per par condicio bravo anche al turco.
L'attacco mi sembra di nuovo ad ottimi livelli, la difesa risente ancora delle non perfette condizioni di Garnett e anche di quelle di Wallace che mi sembra un po' sovrappeso e non veloce in difesa, ma la strada e' quella buona, poco ma sicuro.
Su Oklahoma: Durant e' veramente un fenomeno. Con il coach giusto questo diventa un giocatore che segna un'epoca. Mi piace molto anche Westbrook: piu' alto e piu' tiratore di Rondo, meno play di Rajon, a 21 anni mi sembra dstinato ad una grande carriera.
Per una volta l'energia positiva ha soffiato verso di noi...
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