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Recap
Boston vince a Miami contro i più che ostici Heat. Partita combattuta fino all'ultimo vinta grazie all'esperienza e ad un Kevin Garnett superlativo capace di mandare a segno undici canestri e commettere un solo errore. Wade autore di 27 punti è il top scorer del match ma non basta a MIami per evitare la L numero 7.

RECAP
Attachi molto in palla da subito, al primo Time out tutti i giocatori in campo avevano già segnatoalmeno un canestro.
Bene KG positivo in attacco e attivo a rimbalzo.
Testimone del buon momento è uno splendido 3-3 da campo.
Miami risponde colpo su colpo e si porta in vantanggio seppur di poco.
Il tanto aspettato fallo tecnico di Wallace arriva a 1:26 sul cronometro Wade però sbaglia il libero conseguente.
Primo quarto che si chiude con gli Heat davanti di 2 punti 29 a 31.
Tanti punti concessi per una difesa che sembra ancora distante da quella dei Celtics del titolo.
Pesano sul parziale i 5 turnover concessi dalla squadra di Rivers .
Il secondo periodo è subito in salita con 2 bei punti di Haslem e un brutto passaggio di Daniels con conseguente sesto turnover per miami.
Daniels però rimedia con tre punti che ci riportano in testa 36 a 35.
Attacchi ad untratto appannati. Scuotono le acque in casa Celtics il quarto canestro dal campo senza errori di KG e la tripla di Rondo che pareggia ancora i conti.
All'intervallo Boston conduce di 7. Risultato 55 a 48 merito del 6-6 di Kevin Garnett dal campo, leader in punti della partita con 16 e 5 rimbalzi. Il solito buon capitano con 12 punti.
Menzione d'omnore per Rondo preciso al tiro 9 punti e 4 assist.
Per Miami 13 di Wade con 4 assist. Positivi Jermaine O'Neal (8 punti e 4 rimbalzi) e Haslem, finto panchinaro che dal pino ne mette 9 conditi da tre carambole.
Percentuali dal campo molto alte, sintomo di difese rivedibili e attacchi molto precisi 63% per Boston e 51% per Miami.
La panchina è a secco esclusi i 6 di Sheed e i 3 di Daniels desritti prima. House dieci minuti in campo e solo 2 conclusioni prese e sbagliate più 3falli commessi.
Riprende la contesa e KG ricomincia da dove aveva finito infilando il settimo centro senza errori.
Costringendo Spoelstra al time out.
Il primo errore del bigliettone arriva a 8:28 sul cronometro con un turn-around jumper che non entra.
% punti in un amen di Wade e Time out Rivers a +6.
Percentuali che fisiologicamente scendono per entrambe le squadre e punteggio che resta un pò fermo fino ad un parziale positivo per Miami che si riporta sotto di 2 lunghezze.
Perkins raggiunge la doppia cifra ma non basta per staccare gli Heat che infatti 3 e 55 impattano la gara con una schiacciata di Beasley.
Allen non si sblocca da tre (0-4) e allora ci pensa House a mettere a segno la sua prima tripla della serata.
Terzo quarto che si chiude 67 a 65 per i biancoverdi, palle perse che salgono a 13 ma anche Miami si avvicina in questa sfida al negativo con le rispettive 10 commesse.
Il dominio sotto le plance non sembra avere gli effetti sperati in qunto la differenza tra le squadre è di soli 2 rimbalzi di vantaggio per boston.
Inizio ultimo quarto e Beasley violenta il ferro con una correzzione volante che fa salire la temperatura all'American Air Lines Arena.
E' il momento del sophomore da Kansas che con Wade in panchina mette 8 punti consecutivi per il più 5 Miami.
Attacco bostoniano sterile e situazione che va complicandosi, le riserve non riescono a tenere il campo e l'inerzia è tutta nelle mani della franchigia della Florida.
Si soffre molto e la tripla di Scalabrine (ben trovato da Rondo) sembra un grande salvagente, non è così, il canestro dell'idolo dalla testa cremisi è vanificato da una difesa distratta che concede subito la facile bimane a Beasley.
Rondo è rientrato e si sente. Ha energia ed estro e con un layup in assenza di equilibrio ci riconsegna il pareggio a 76. Manna dal cielo.
Rientra Wade e Miami ricomica a martellare con 6 canestri consecutivi, ma i tiri liberi del Capitano e una bella giocata di KG ci ridanno la parità a 3 minuti dal termine sul punteggio di 82.
Primo mini allungo biancoverde propiziato dalla prima tripla di Ray Allen della partita dopo i precedenti 5 errori. Più 6 e Time out Spoelstra con 1.38 sul cronometro ancora da giocare.
Due falli dovuti alla foga di riconquistare il pallone potevano costar caro a Boston ma, se Wade mette entrambi i liberi, non può dire altrettanto J.O. che macchia la sua prestazione con uno zero su 2 molto grave per Miami.
Palla in mano al Pierce, gioco a due sontuoso con KG e jumper dalla lunga distanza per the big ticket che ci porta a + 6 a 38 secondi dal termine.
Il successivo brutto attacco degli Heati consegna la vittoria ai Celtics per 92 a 85.
Partita sofferta dall'inizio, ad un certo punto sembrava che Miami potesse portarla a casa con l'ottimo parziale marcato Beasley ad inizio quarto quarto. Merito di Boston rimontare punto su punto e non sciogliersi una volta ottenuto il vantaggio come invece è successo agli Heat.
Migliore in campo Garnett. Cifre strepitose 24 punti, 11 su 12 dal campo, 2 su 2 ai tiri liberi e 8 rimbalzi e il merito di aver infilato i palloni più pesanti del match.
Un Pierce da 15 punti ma con un brutto 0 su 4 da tre.
Perkins doppia doppia di sostanza 14 punti e 13 rimbalzi come il suo collega Rondo con 13 punti e ben 11 assist e propiziatore del parziale che ha ricongiunto Boston a MIami dopo l'irruzione di Beasley nel match.
Allen 11 punti ma prestazione grigia (comprensibile per i noti problemi famigliari) ma con il lampo della tripla che ha dato il l'allungo che ha spento le velleità di vittoria di Wade e compagni.
Casa Heat, ottimi Wade Beasley e O'Neal.
Al di là di qualche giocata Chalmers ha deluso e come lui James Jones veramente fuori gara.
Haslem si è fermato al primo tempo, poi non pervenuto.
W numero 13 per Boston che vince ma non saluta del tutto la crisi (parere personale), prossima gara un'altra trasferta insidiosa per i biancoverdi che dovranno affrontare i Charlotte Bobcats capaci di affondare LeBron e soci.
PREVIEW
A Miami scendono in campo due squadre reduci da risultati differenti: i Celtics arrivano dalla vittoria in casa contro i Toronto Raptors mentre gli Heat hanno perso tra le mura amiche contro Washington. Diverse anche le ambizioni per le due franchige dell'est: Boston nel ruolo della contender e Miami con una squadra forte ma non abbastanza per ambire al titolo che Wade desiderebbe.
Una cosa accomuna le due formazioni però: la volontà di ritrovare i propri equilibri.
La franchigia della Florida infatti vuole ritrovare i meccanismi offensivi che tanto esaltavano l'estro del numero 3 da Marquette che al momento sembra avere qualche difficoltà ad esprimere il proprio gioco come egli stesso ha dichiarato:
"We've got to find a better way to get me the ball in better positions" .
Concorda con lui il coach di Miami Erik Spoelstra:
"We have to break him free and get him some better opportunities where he can get to the rim, get to the free-throw line and get a little bit more space"
Se a Miami si preoccupano dell'attacco perduto, più a nord in Massachusetts la ricerca riguarda la difesa. Le ultime uscite celtiche non sono sembrate all'altezza della nomea di squadra impenetrabile e aggressiva (guadagnata sul campo) che era ormai diventata un simbolo di quest'era garnettiana.
Parlando delle formazioni che scenderanno in campo importanti per gli Heat i progressi fatti registrare da i due sophomore, Chalmers e Beasley. Se il primo ha confermato i livelli della scorsa stagione il secondo invece sta finalmente facendo vedere di che cosa è capace con presatzioni molto buone che come culine hanno avuto la correzzione volante al buzzerbeater che ha sancito l'ultima W per Miami.
Boston si presenta con il quintetto che ha vinto il titolo, anche se il momento di alcuni dei suoi maggiori interpreti (vedi Allen e Garnett) non sembra ancora dei migliori, nonostante il secondo tempo contro i Raptors. Ray Allen ha saltato l'allenamento di ieri per stare vicino al figlio Walker di due anni ricoverato in ospedale per i problemi di diabete che lo affliggono dalla nascita, sarà comunque della gara.
Partita interessante, Boston cerca la continuità di risultato e il miglioramento delle proprie prestazioni.
Staremo a vedere.
Boston Celtics (12-4) at Miami Heat (9-6)
Sunday, November 29 - 6:00 PM ET
SunSpM HD, CSN HD, NBA TV
American Airlines Arena
Miami Heat
Quintetto Base
Mario Chalmers
Dwyane Wade
James Jones
Michael Beasley
Jermaine O'Neal
Riserve
Daequan Cook
Udonis Haslem
Carlos Arroyo
Joel Anthony
Yakhouba Diawara
Jamaal Magloire
Shavlik Randolph
Dorell Wright
Infortunati
Chris Quinn (foot) out
Quentin Richardson (back) questionable
Coach: Erik Spoelstra
Età media: 26.6
altezza media : 6-6
Peso medio : 222 pd
Boston Celtics
Quintetto base
Rajon Rondo
Ray Allen
Paul Pierce
Kevin Garnett
Kendrick Perkins
Riserve
Rasheed Wallace
Marquis Daniels
Eddie House
Shelden Williams
JR Giddens
Lester Hudson
Brian Scalabrine
Infortunati
Tony Allen (ankle) day to day
Glen Davis (thumb) out
D League
Bill Walker
Coach: Doc Rivers
Età media : 27.9
Altezza media : 6-6
Peso medio : 224 pd




Commenti
Sulla gara inutile dire che se Wade è in palla e trova un paio di compagni in serata, con i Celtics visti di recente la sconfitta è dietro l'angolo.
Le chiavi sono due ovviamente la difesa di Wade e il controllo dei rimbalzi per evitare facili contropiedi a Miami. In ala grande KG si trova di fronte Beasley che gli rende diversi cm e tre bidoni da 50 Kg di IQ cestistico, quindi psero che quel duello venga dalla parte nostra. Pierce si troverà di fronte un difensore modesto come James Jones, quindi sarà chiamato a tenere in mano il bandolo della matassa in attacco.
Se lasci annusare l'odore del sangue ad uno come Wade finisce che te lo ritrovi dappertutto con i suoi compagni gasati quindi gradirei almeno 3/4 minuti per ogni quarto di difesa da Celtics evitando di lasciare segnare tanti punti anche agli Heat come già successo contro Phila e Toronto.
Stanotte ci vuole una W anche perchè la prossima traferta secondo me è molto più temibile di questa sempre tenuto conto del nostro atteggiamento difensivo troppo soft per gli standard NBA.
era stato vociferato quest'estate ma poi non se ne e' fatto nulla.
Sulla carta gli Heat sono un'altra franchigia che dovremmo tecnicamente dominare sotto le plance anche se Jermaine sta disputando una buona ragione. Tuttavia il tonnellaggio di Perk e le capacità perimetrali di KG e Sheed sono per loro potenzialmente un bel rebus. Quella sarà la nostra chiave del match.
Rondo trova un buon avversario in Chalmers, ma la forza relativa dei lunghi Heat (non esattamente intimitatori d'area) dovrebbe consentirgli di attaccare il ferro con la covenzione e l'efficacia che gli è propria.
L'anno scorso Eddie fece uno show balistico, sarebbe ora di replicare visto la scarsa confidenza al tiro delle ultime uscite.
Ray è davvero un grande professionista. Non ne avevo dubbi. Spero che con il bimbo vado tutto al meglio.
Prevedo comunque match di sofferenza, almeno che non si prenda una pesante imbarcata nei primi due quarti. Anche perché questi in squadra hanno un fenomeno vero che contro di noi già in bassato ha estratto minuti di autentico delirio cestestico. E quando parte mica lo fermi questo. L'importante è lottare e provarci. Se viene W tanto (molto) meglio.
Celtics follow the dreams
Gli Heat erano partiti forte grazie alla difesa, poi qualche sconfitta che li ha riportati sulla terra, ma la squadra non è male, anche se legata in attacco a due giocatori (Wade e Beasley) dalle basse percentuali (entrambi sul 42%) e poco pericolosi da tre, mentre gli altri (O'Neal, Chalmers e Haslem) vivono di quello che offre la partita, mentre Pierce ritrova il suo vecchio "amico" QRichardson.
Come ha dichiarato Rivers, sarebbe fondamentale iniziare bene la partita per evitare di dover rincorrere come è spesso successo nelle ultime occasioni e, in trasferta contro una buona squadra, non sempre è detto che si riesca a rimontare.
Let's go Celtics!
Sembra imminente il licenziamento di frank da parte dei nets, capisco l'orribile Record, ma mi spiegate perchè privarsi di un buon coach giovane come lui, quando in mano gli si è messo un roster da lega di sviluppo e per di più il tuo giocatore più forte Devin Harris è stato rotto fino ad oggi ? Forse servirebbe un po più di onestà da parte delle proprietà e quando ci si imbarca in ristrutturazioni drastiche del cap come quella dei Nets lasciar perdere i risultati, o meglio non andare a dare le colpe della mancanza di tali risultati a chi non ne ha come Frank.
E' vero, bisogna essere competenti.
Non si può rischiare che un allenatore promettente ti impedisca di perderne ancora 59 magari portandoti qualche vittoria più del lecito. In questo senso un fenomeno come Isaiah potrebbe essere molto utile...
Difesa che va testata probabilmente contro il miglior attaccante della lega.
Come dice Leo il controllo dei rimbalzi può essere la chiave della partita.
In tema di accoppiamenti sono curioso di vedere come il Doc si giocherà la carta Daniels in difesa, se per aiutare Allen nella marcatura di Wade o se per limitare l'atipico Beasley.
L'incontro diventa pericoloso se lasciamo che sia Miami a decidere il ritmo del gioco.
Per cui:
SING LOUD!!! SING PROUD!!! SEMPRE FORZA BOSTON CELTICS!!!
Citazione:Che ne dite ?
Leo, le parole di Ainge confermano che non è un problema di preparazione, ma di mentalità. Chiaro che la colpa non è di "Sheed" (anche se è il denominatore comune tra questa squadra e quelle di Detroit che giocavano ad accendi-e-spegni) o non solo di "Sheed", ma è anche ecidente che così il titolo non si vince.
Credo che una delle cause sia anche la paura generata dall'infortunio a Garnett e la stanchezza di Pierce nella serie con Orlando (ma del resto, 14 partite con tutti quei supplementari stancherebbero un ventenne). Ma c'è busogno di disciplina e di continuità, per puntare in alto.
Ainge dice che questa squadra non è nemmeno parente di quella del 1986, e concordo. La vedo - ahimè - più simile a quella del 1983.
Una domanda per voi, Amate tanto Daniels come me? Sono molto contenta di come gioca!
Benino, diciamo...
Credo che questa sia una partita da prendere con le molle.Per il fatto che non stiamo giocando il nostro miglior basket, e che in molte fasi di gioco siamo ancora discontinui .Loro hanno il miglior attaccante che ci sia in circolazione.E mio personal MVP dell'ultima stagione.Oltre al fatto che hanno un paio di giocatori come Beasley e Chalmers che possono metterci davvero in difficoltà.Tra l'altro io starei attento anche a Jermaine O'Neal, che sembra essersi ripreso abbastanza bene dalle ultime traversìe fisiche.E siccome non mi sembra che nele ultime uscite, stiamo eccellendo per le prestazioni sotto i tabelloni...
Comunque prtita ampiamente alla nostra portata.Sempre che l'intensità difensiva sia quella mostrata nel terzo quarto contro i Raptors.
Un pensiero particolare va a Ray..sarà anche un professionista , pagato per fare al meglio il suo lavoro.Ma giocare avendo nella testa un problema come il suo, non è mai facile...in bocca al lupo Ray.
Cal
Il fatto è che secondo me una delle tante cose che abbiamo capito l'hanno scorso è che alla fine il vantaggio del fattore campo nei PO conta fino ad un certo punto. Importa essere pronti e sani. A quel punto il fattore campo te lo prendi...sul campo. E dai risultati bizzarri delle altre conteders la convinzione pare diffusa. Di scannarsi come l'anno scorso per la leadership quest'anno nessuno sembra averne intenzione.
Su Daniels a me piace e credo gli vada concesso tempo per inserirsi al meglio nel nostro sistema di gioco. Fra qualche mese vedremo in sostanza il suo reale contributo a questi Celtics.
"Our policy is 'family first' and we made that clear," Celtics coach Doc Rivers said. "If Ray thought that he needed to be home, then he should stay home. That's always. And if he needs to get home, he needs to go home. He knows that. He thought everything was good and that he could come on the trip."
Anche per questo io il nostro coach non lo cambierei con nessuno!
Comunque quello che conta era stare attaccati nel primo tempo. Siamo persino avanti e Rondo dirige molto bene finora.
Fondamentale la tripla di Scal e naturalmente la serata offensiva di KG (non mi convince ancora come difendiamo di squadra con i lunghi). Perk e RR in linea con le ultime convincenti prestazioni. Molto impaziente di rivedere in campo Gig Baby.
Un piccolo inciso su Marquis. L'anno scorso il vituperato (e più volte gratuitamente insultato) Tony Allen pre-infortunio aveva statistiche superiori in tutte le voci al buon Daniels. Questa non vuole essere una critica, ma magari qualcuno dovrà rivedere qualche giudizio forzato ed affrettato.
KG!!!! Un solo errore al tiro, 8 rimbalzi e tutto quello che serve per vincere. Segnali indelibili di un talento più che mai vivo. MVP
Contro una squadra Pro-Rondo, il ragazzo fa la differenza. Sono le sue partite, bravissimo a rendere in base alle attese e a rimetterci in gara dopo una fase di difficoltà nel quarto quarto. Doppia doppia e alcuni assist davvero deliziosi.
Sheed oggi abulico e in generale panca non a grandi livelli.
Ray: la bomba giusta, al momento giusto.
Perk ormai è garanzia: doppia doppia e presenza difensiva più di tutti. Quello più in crescita. I compagni hanno fiducia e lo cercano molto. Merita.
Tatticamente sotto eravamo nettamente superiori e anche se la gara a rimbalzo si è vinta di 2, è nel pitturato che abbiamo fatto la differenza. Da 3 ancora poco soddisfacenti: 23%.
Direi concessi troppi extra-possessi e la difesa lascia a volte conclusioni dalla facilità disarmante. Lì non siamo ancora i Celtics. Ma come mi insegnate, c'è tempo. Il viaggio parte bene. Le parole di Danny qualcosa l'hanno già prodotto. Adesso si attendono conferme.
Diamoli tempo Malik. Tony nel sistema Celtics ci stava da anni, Marquis solo da qualche mese. Ok, oggi ha commesso errori incredibili sotto canestro e non è stato super. Se fra qualche mese è ancora così valuteremo. Per ora preferiscono aspettare.
Infatti non era una critica nei confronti di Marquis, quanto un tentativo di rivalutare la prima parte di stagione di Tony lo scorso anno. So benissimo che quel ruolo è parecchio ingrato e difficilmente consente ad un giocatore di quelle caratteristiche di prendere il ritmo partita. Io ho un debole per TA e soffrirò alla sua prossima ed inevitabile partenza
Purtroppo, Malik, come tu hai già compreso benissimo, 205 partite giocate sulle 328 degli ultimi quattro anni sono un dato troppo esiguo per poter sperare in un rinnovo. Tony (spesso) piace anche a me, ma al rientro fa qualcosa di clamoroso, o la sua sorte è segnata.
Da
Finalmente un grande KG come da me invocato ieri, un Ray magari non eclatante ma che segna il canestro più importante della serata, ma è una W che nasce soprattutto dalla coppia Rondo / Perkins, e questo è solo un bene per tutto l'ambiente. Soprattutto Rajon nelle ultime gare sembra aver ritrovato un equilibrio eccellente nel suo gioco fatto spesso di grandi cose e qualche grande cavolata.
Unica nota stonata della serata, un Rasheed spettatore no pagante che in difesa a tratti è stato irritante, però dai un passaggio a vuoto mentale su quasi venti gare lo possiamo accettare alla grande.
Ciò detto, non mi pare il caso di fare gli schizzinosi, si inizia bene la trasferta, si manda un segnale in generale con la quarta W di fila e, finalmente, una contro un avversario con il record positivo, nonostante la serata difficile di Ray e quella meno dominante di Pierce.
Però mi prendo la doppia doppia della coppia Rondo/Perkins, con il primo che, secondo i numeri, è stato superiore al pari ruolo Chalmers e il secondo che aggiunge anche 3 stoppate in 26 minuti e si dimostra secondo solo al capitano in termini di continuità.
In merito a Tony, ha avuto molte occasioni, non le ha sfruttate a sufficienza anche per un poco di sfortuna, ma non è arrivato a fornire quel contributo di riserva continua che, forse, arriva ormai in modo superiore da Daniels.
Bella e importante W e speriamo che piano piano gli ingranaggi comincino ad oliarsi
p.s. avevo scritto di là prima della scissione se non fosse il caso di sondare il mercato per vedere cosa si può ottenere da Ray Allen (con la morte nel cuore sia ben chiaro) visto che a fine stagione è F.A. e non sappiamo a che cifre vuole e/o possiamo rifirmarlo.... E' in previsione un articolo? voi come la pensate?
Oltre ad un KG praticamente perfetto, mi tengo stretta la tripla di Scal che ci ha tenuti a galla in un momento molto critico e quella "tradizionale" di un Ray Allen fino ad allora molto impreciso dall'arco; ma si sa, quando la palla scotta veramente lui di rado tradisce (ed un grosso in bocca al lupo al piccolo Walker).
Mi è piaciuto molto Rondo, quasi sempre in controllo ed autore di un paio di penetrazioni da vero funambolo nell'ultimo quarto. Capitano a parte, stanotte meno "hot" del solito (ma ci sta ogni tanto), Perkins secondo me è il vero MVP stagionale fino ad ora, sempre solido e voglioso. Raramente ha cannato una partita quest'anno ed ormai anche in attacco sta diventando un'opzione sempre più frequente ma soprattutto affidabile.
Buona la prima per il primo "road trip" stagionale.
Per il momento è prematuro parlare di scambi, a mio avviso. E se poi ci sarà una "trade", è probabile che riguardi altri atleti in scadenza di contratto (Tony Allen, Scalabrine, Giddens, Williams, Hudson), mentre vedo Ray e House abbastanza “al sicuro”. Poi, chiaro, se ti arriva l’offertona tutti sono “spendibili”, Ray compreso. Ma la domanda è: chi è il giocatore che in prospettiva playoffs e prossima stagione ci può dare più di quanto ci dia Ray? Forse tra gli “unrestricted free agent” solo Joe Johnson, ma temo che Atlanta non sarà proprio lì ad attendere l’offerta...
Non abbiamo sofferto particolarmente a rimbalzo, dove concludiamo, finalmente, con un differenziale positivo rispetto all'avversario.
Abbiamo espugnato un campo non facilissimo, concedendo agli Heat solo 85 punti...31 dei quali solo nel primo quarto.
Per ciò che riguarda i singoli, sono stracontento di esaltare la prova di Rondo.In controllo per quasi tutta la partita,e aldilà di qualche concedibile sbavatura , sempre sul pezzo e bravo a guidare la squadra.Il suo avversario non era certamnete dei più facili.E , mi sembra che Rajon , abbia stravinto il duello.
Percentuali monstre di KG,in attacco, che fa il paio con quella esibita contro i Dinosauri Canadesi.Sembra stia tornando quello che conoscevamo....
L'unico momento di sbandamento c'è stato , quando dal +11 siamo passati in un amen, in parità.Ma sinceramente, in quei minuti Wade sembrava unto dal Signore..bravi comunque a non sbandare.
Ultima citazione per Perk..perfettamente d'accordo con Sham.Questo ragazzone texano, spesso sottovalutato, è sempre di più una delle anime silenziose dei C's.Bravo Perk.Ormai sempre più una sicurezza.Monumentale.
Cal
Cal
Oltre alla prestazione monstre di KG e all'efficacia di Rondo, mi soffermo sulla solidità di Perkins: bella doppia doppia, molti viaggi in lunetta e un controllo del pitturato dimostrato dalle 3 stoppate. Le statistiche ad un quinto della stagione parlano del secondo giocatore per liberi tentati della squadra, dietro ovviamente al Capitano: per modo di giocare (quasi mai 1vs1) e numero di palloni toccati (forse meno anche di qualche panchinaro) mi sembra un dato molto positivo, a dimostrazione della sua capacità di prendersi le responsabilità giuste nei momenti giusti.
Ragazzi per come è costruita la nostra squadra è un lusso cinque stelle avere uno come Perkins, che cerca sempre di migliorare ma allo stesso tempo conosce bene i suoi limiti.
Citazione:paragone preoccupante ma anche interessante!
in cosa l'attuale squadra ti ricorda quella del 1983?
Poi altri mi contraddiceranno, ma per quello che ho visto io loro hanno sparacchiato molto. Qualche merito è pure nostro (ma al di là di qualche sprazzo si difeso molto in controllo), ma gli Heat hanno contributo pesantemente. Wade ha cantato e portato la croce, se si eccettua un momento ad inizio secondo quarto quando è andato in panca e Beasley ha avuto campo libero grazie allo sciopero difensivo di Sheed. Hanno avuto qualche extra-possesso di troppo il che può aumentare le possibilità di segnare, ma ovviamente riduce le percentuali al tiro (sai com'è se hai tre possessi di fila può essere che la metti primo o poi, ma per le statistiche sistemi un bel 1/3).
Va anche detto che nel terzo quarto ai loro 17 noi abbiamo risposto con 12 miseri punti in 12'. Insomma un bel ciapanò collettivo. E infatti in quel quarto ci siamo messi a martellare, a vuoto, da tre. Poi quando siamo tornati dai lunghi e alle penetrazioni rondoniane tutto è tornato nella norma.
Spero di essere stato esauriente.
Roberto, magari avrai ragione tu, però è questo tipo di commenti che mi fanno pensare che cerchiamo sempre l'aspetto negativo delle cose invece di vederne il positivo!
Perchè non rallegrarsi della seconda partita consecutiva di Garnett in attacco, almeno, dopo che lo abbiamo visto in difficoltà solo domenica scorsa a NY? Perchè non valutare che, magari, abbiamo saputo approfittare alla grande della sua superiorità nei confronti del giovane Beasley? Perchè non valutare che dietro a una W quasi sempre c'è uno dei grandi giocatori della squadra vincente che gioca alla sua altezza? Perchè svalutare gli Heat che in questo momento sono comunque la quinta squadra a est? Perchè non essere soddisfatti di una W, finalmente, contro una squadra dal record vincente?
Potrei andare avanti, ma non è un fatto personale verso di te, solo che io vedo quasi sempre il bicchiere mezzo pieno e, perdonami, una valutazione così disfattista proprio non riesco ad accettarla.
Citazione: (Cal)
Vi siete meritati un bel pollice in sù!
Al di là di tutto stanotte ho visto una buona partita.
Non un'impresa scaccia crisi ma una buona gara.
Il vero problema sono state le palle perse. Veramente molte e derivate spesso da passaggi azzardati, mi sembra che se veniamo aggrediti perdiamo la lucidità necessaria per gestire la palla e questo mi lascia perplesso sulla condizione psico-fisica attuale della squadra.
Probabilmente è colpa anche mia perchè vorrei vedere dei Celtics sempre perfetti e aggressivi.
Non so cosa dire..sono commosso
Se continuo così, nemmeno i dardi fiammanti di un Malik scatenato potranno fermare la mia scalata
Un abbraccio agli amici..e anche a te Malik..il mio più caro"nemico"
Cal
Cosa dire? solita analisi perfetta del coach Pulcini..il quale chiaramente , oltre al mio modesto apprezzamento, merita l'ennesimo pollice in su...
Cal
Un mio vecchio coach diceva: “il basket è fare quello che sappiamo fare meglio, e costringere l’avversario a fare quello che non sa fare”...
Il record c'e' e si sta di nuovo irrobustendo, e domani altra partita ostica con Charlotte in forma, per avere conferme dalla squadra.
Go Celtics!!
Ciao Rebecca! Bello saperTi qui. LA sensibilità è donna ma soprattutto lo è LA fermezza LA forza...
spero di poter saggiare presto la tua competenza e simpatia, ma per adesso un INBOCCALUPO!!! Resisti in questa valle di omacci brutti e puzzolenti (purtroppo lo sappiam bene gli uni degli altri
Movi
P.S.
se per caso hai un garage, un deposito per gli attrezzi o qualsiasi altra cosa di Tua proprietà in disuso dove poter ospitare qualche italiano errante dal cuore biancoverde nella città dei fagioli.. ricordaTi degli amici, ma ancor prima dei redattori!!! :-)))
Mi sono iscritto da qualche minuto.
Che dire, bella vittoria ieri dopo un periodo cosi cosi!
Allez boston
benvenuto.
ma sei genovese o semplicemente un altro falso piemontese?
movi
Da
No non sono genovese ma abruzzese ..anche se ho capito dove volete arrivare..
Per il resto ..si anche io naufrago dell'altra "fazione".
Allez celtics
Non sapevo che avessi giocato nei Celtics di Auerbach...
A prescindere dai successi sportivi del ns. Fabio una riflessione:
- Miglior record ad est giocando male 2/3 delle gare;
Io fossi un tifoso di un'altra contender mi preoccuperei perchè è abbastanza ottimistico pensare che i celtics continuino a giocare così male ovvero lo facciano ad aprile dove le percentuali da fuori contano meno e si devono inchinare alla "pressione da Po".
Finora abbiamo avuto si un calendario congestionato, ma abbiamo incontrato solo 6 volte una squadra con record vincente (su 17 incontri) e con queste siamo 3-3. Per il resto ce la siamo vista praticamente con tutte le squadre peggiori (o quasi) della lega: New Jersey, Golden State, Minnesota, i Knicks, due volte i Sixers...
Io prima di sbilanciarmi aspetto ancora un po'...
PS: Mi unisco ai dovuti complimenti per Beppe, bravo dottore!!!
I problemi ci sono ancora però i miglioramenti che avevo notato nelle ultime uscite erano reali.
Rondo è in nettissimo progresso a livello di gestione della squadra e stanotte ha giocato alla Steve Nash così come Garnett ultimamente davvero decisivo come non mai.
Questi due ragazzi sono stati bersagliati dalle critiche nelle ultime settimane e se per Rondo si sventolava il contrattone appena firmato e un rendimento non all'altezza di questo per Garnett si parlava di declino e di viale del tramonto e invece KG, che ha perso si qualcosina ma alla sua età e dopo un grave infortunio vorrei ben vedere, è sempre il solito grandissimo giocatore capace di dominare dalle due parti del campo e quest'anno si diverte pure a mettere i canestri decisivi.
Mi è piaciuta tantissimo la circolazione della palla e l'intensità difensiva, se escludiamo il primo quarto, è stata costantemente presente.
Menzione anche per un grandissimo Perkins vero Leone del pitturato.
Le note negative secondo me sono due che però ci portiamo dietro dall'inizio stagione:
1) Mancanza di un cambio in regia per Rondo.
Purtroppo quando Rajon va a sedersi per riposare l'unico che fa meno danni nel portare palla è House però è troppo evidente che la nostra circolazione ne risente tantissimo ed infatti con il quintetto di riserva non riusciamo più a prendere quei margini importanti che erano la nostra caratteristica nell'anno del titolo.
Non so voi ma quando vedo portare palla a Daniels ho paura.
2) Marquis Daniels mi sembra ancora lontanissimo dall'inserirsi nel contesto della squadra.
Comunque una vittoria che ci da un record di 13-4 che comincia ad essere davvero molto buono.
Verissimo Angelo, pero' avendo faticato con Phila e New York il miglioramento e' stato deciso. Inoltre e' stato positivo come ha reagito la squadra e particolarmente KG e Rondo nelle 2 ultime uscite; e' un ulteriore segno, se ce ne fosse ancora bisogno della solidità del gruppo e del lavoro anche psicologco del Doc, bravo a trasmettere sempre serenita'. Il vero banco di prova saranno gli Spurs in striscia di 5 W, squadra che se sta e gli regge Manu se la gioca con tutti.
Concordo con Fabio. Giocatore sfortunato perche' si e' fatto male al momento della sua consacrazione. Non ha avuto poi sufficiente testa per tramutarsi in specialista in una squadra da titolo. Credo che quest'anno possa ricoprire un ruolo anche maggiore dello scorso anno. Se motivato puo' dare il suo contributo, in una squadra che sta mancando di energia e determinazione, due delle sue caratteristiche principali.
torno a scrivere dopo qualche giorno di assenza e, fortunatamente, dopo due belle W.
Tuttavia, pur conscio dei netti miglioramenti ravvisati in alcuni aspetti del gioco, sarei un po' più cauto nei trionfalismi (di alcuni).
Citazione:Cito questo post, ma ho notato eccessivi elogi anche in altri commenti.
Alberto, sono in disaccordo con te, soprattutto quando citi l'intensità difensiva e il dominio di Garnett nella nostra area: fin quando si parla delle sue capacità, concordo pienamente, ma non riesco a capire dove tu abbia visto questo dominio (che sul campo, ahimè, manca da alcuni mesi).
A parte la singola partita, in cui possiamo anche aver mostrato sprazzi di Difesa, i veri Celtics credo debbano ancora tornare a difendere come ai vecchi tempi. La mia fiducia è totale, ma sono consapevole che ci vogliano ancora alcuni mesi per ritrovare quei meccanismi che funzionavano alla perfezione durante la trionfale stagione dell'anello.
Discorso Rondo: così come poche (!) settimane fa non condividevo tutte le critiche, ora non è corretto secondo me esagerare con gli elogi (ad esempio paragonandolo a Nash!). Va bene che ha ripreso a far girare la squadra, gli riescono nuovamente le fulminee incursioni in attacco, sta mettendo qualche libero in più... (qualità che tra l'altro tutti gli riconoscevamo, almeno i più attenti), però bisogna andarci più cauti.
L'attentissimo Luca9 (ops, ora è Rondo9
Conclusione: per fortuna è tornato il play che conosciamo, ma che continui su questa strada e corregga, negli anni a venire, i suoi piccoli difetti (così da dimostrare, anche ai più scettici, di valere le cifre del contratto che ha firmato).
Per il resto, avete detto tutto voi, sottoscrivo l'entusiasmo per il "signor" Record e la ritrovata fiducia (per ora offensiva) del nostro n.5; da quest'uomo dipende almeno il 50% delle nostre possibilità di vittoria finale.
(Mi rendo conto che potrebbe sembrare una percentuale elevata, ma quello che trasmette il vero KG al resto della squadra, soprattutto in difesa, va ben oltre il suo singolo contributo sul match.)
Let's go Celtics!
Miri
Ehi Alberto ok l'euforia, ma qui, opinione personale, l'hai sparata un pò grossa.
Non che il ragazzo ieri non sia stato bravo, anzi l'ho scritto è stato bravissimo e decisivo in un momento di grande difficoltà a metà ultimo quarto. Detto questo Knicks, Phila, Raptors, Miami sono tutte squadre Pro-Rondo, ossia ideali per il suo stile di gioco perché gli permettono di essere devastante in penetrazione non essendoci intimidatori in area. Quindi bravissimo a massimizzare i benefici in una situazione a lui favorevole, ma il test sul suo salto di qualità si ha quanto incotreremo squadre con intimidatori in area che riducono di molto la percorribilità dell'attacco spiedato al canestro. Se il suo rendimento cresce anche contro quel tipo di squadre allora sì, il ragazzo ha fatto lo step atteso.
Sia chiaro: continuassimo a vincere anche di poco con piccoli sforzi distribuiti qua e là nel corso delle partite non mi lamenterei di certo, ma questo è un esercizio piuttosto pericoloso perchè non sempre poi ti va bene come ci è andata nelle ultime tre partite (nelle quali comunque mi ha rallegrato assai vedere giocate decisive tanto di KG come di Rondo, oltre che dei "soliti" Pierce ed Allen).
La prossima è un'altra partita ad alto rischio; a Charlotte spesso si è sofferto ed in qualche caso recente si è pure arrivati a soccombere. Direi che sarebbe quanto mai gradito che la panchina cominciasse a trovare un po' più di protagonismo e soprattutto continuità.
Allora tre anni fa i Sixers cedono un Iverson decisamente spallato e controproducente a Denver ricevendo in cambio Andre Miller, scambio che fu ritenuto dalla stampa dei Sixers semidisastroso. Poi però siccome il basket è un gioco di squadra e non una semplice collezione di figurine, succede che Iverson a Denver fa un buco nell'acqua al punto che quando dopo quasi due anni di stenti sarà "sbolognato" in cambio di Billups, lui andrà ai Pistons a fare casino e Denver esploderà arrivando ad un soffio dalla finale. Intanto però a Phila lo scambio tanto disastroso non era stato, Miller mette in moto i giovani Sixers, arrivano due belle stagioni e due partecipazioni ai playoff. Però in estate quando Miller chiede 8M$ per tre stagioni cifra tutto sommato ragionevole, a Phila non ci stanno e rinunciano illudendosi che Luis Williams possa sostituirlo senza patemi. Sono bastate un mese di gare per capire quanto manca Milles (Williams nel frattempo si è pure rotto) e cosa si fa per porre rimedio alla vicenda ? Elementare Watson si va a prendere il giocatore che fu scambiato tre anni fa per avere Miller, tale Allen Iverson, fisico logoro, tre anni in più, un nulla di fatto a Denver, un bel casino ai Pistons (stagione finita fuori squadra) e una toccata e fuga a Memphis altamente evitabile. Mi spiegate cosa ci fanno questi Sixers con Iverson ?
Visto siamo a spasso per l'NBA, segnalo che il miglior ratio tra assist e perse ce l'ha un certo Jason Williams, uno che la scorsa stagione aveva smesso, e che ai Magic ha già messo un bel dubbio in testa a tutti, perch+ è innegabile che i Magic giocano meglio senza Nelson (come los corso anno) con lui in play.
Tornando ai Celtics, al di la della prova "semiconvincente" di stanotte, (il semi non è derivato dalla gara stessa di stanotte ma da un "non mi fido" che ancora mi frulla per la testa), a me continua a preoccupare questa sindorme da Pistons era Saunders di accendere e spengere (anche se nelle ultime settimane abbiamo spento e basta), ora non credo come ha scritto qualcuno che sia stato Rasheed ad "importare" la cosa, però la ritengo deleteria se non venisse spazzata via in fretta, perchè quando poi un semplice vizio diventa una parte di te, poi non te lo levi più di dosso, sia che tu giochi in preseason sia che tu giochi ai playoff. questa squadra ha dal 2007 un "difetto" ossia se gioca a manetta difensivamente e a livello di approccio, non ha rivali, come abbassa la guardia diventa fragilissima, quindi pur con tutta la libertà da parte dello staff tecnico di gestire i minuti, qui serve che chi va sui 28 metri sputi sangue ad ogni possesso, onestamente dopo averli studiati due anni, non vedo alternative.
E il fatto che un po tutte le altre contender comunque accendano e spengono non mi rincuora molto, perchè sono tutte situazioni diverse una dall'altra.
E ancor più della faccenda dell'accendere e spengere mi preoccupao le di chiarazione sempre più enigmatiche sia di Ainge che del Doc, che ormai parlano per parafrasi come se avessero fatto un corso accelerato sulla Divina Commedia.
Belle notizie, il figlio di Ray Allen e' uscito dall'ospedale ieri. Walker Allen (ha due anni) e' diabetico. Ricordo bene NBA Finals 2008 quando Ray ha giocato dopo venire a sapere che Walker ha diabete. Quest'uomo e' un vero professionista ^_^
Forza Celtics!!!
A ecco allora non era solo una mia sensazione. Mi dicevo, ok che il mio inglese non è granché ma questi qua non posso mica andare dritti al punto anziché addentrarsi nel boschetto dei misteri linguistici alludendo e mai concludendo? Così si rischia solo confusione a confusione.
Citazione Rebecca:
Hi Rebecca! Ray prima che un grande professionista è una grande persona, proprio come il suo coach Doc.
In realtà le sue percentuali in carriera (33% da tre, 40% dal campo) non sono proprio quelle di un tiratore (anche se quest'anno sta viaggiando a 42% da tre e 44% dal campo), ma almeno l'avremmo "tolto" dalle mani di una valida contender, peccato.
Un secondo play (preferisco House come nostra seconda guardia e Hudson nostro terzo play, anche se all'occorrenza si possono alternare, con Daniels, nello spot 1) ritengo non sia una priorità assoluta per la RS; tuttavia un suo sostituto avrebbe permesso di far rifiatare Rajon o, semplicemente, preferirgli in alcuni sprazzi di gara qualcun'altro con caratteristiche di gioco differenti (ad esempio nei momenti di difficoltà che il nostro n.9 ha mostrato fino alla settimana scorsa).
Invece per i playoff forse è necessario: finchè Rondo non avrà acquisito una "sufficiente" fiducia nel suo tiro (oltre che percentuali accettabili), il suo marcatore sarà "destinato" a Ray o al Capitano, con conseguenti difficoltà in attacco.
A margine, il discorso già fatto da molti sui liberi: in un finale punto a punto la sua presenza in campo potrebbe essere un grosso problema, anche se riuscisse a concludere la stagione con il 60-70% (tuttavia, nelle fasi finali della gara, House in campo e Pierce da play sono un'ottima soluzione, già praticata in passato).
Detto questo, la fiducia in Ainge è immensa, sono sicuro saprà porre rimedio a questa piccola (e unica) "falla" del nostro roster, naturalmente se lo riterrà opportuno.
Miri
Miri
Benvenuta Rebecca anche da parte mia.
Ci vuole un pò di rosa in questo sito di omacci bruti.
Penso che dopo questa striscia "on the road" avremo più materiale per capire a che punto saranno i ns.amati Celtics ma per il momento prendiamoci ogni W che alla fine della RS determinerà chi avrà "home court advantage" perchè prevedo un arrivo in volata...spero di sbagliarmi...
GO ON CELTICS!!!
Per il resto è chiaro a tutti che Iverson è ormai un giocatore finito, ma non è certo il primo della serie che riesce a trovare chi gli può dare ancora qualche soldo.
è chiaro non si può pensare di giocare 4 quarti e 82 partite con difesa alla morte come se fosse una gara 7 di playoff, ma ci manca la capacità di tenere una intesità difensiva mediamente elevata per tutto l'arco della partita; cioè, per quello che ho visto e, sottolineo, non vedo tutte le partite, facciamo tratti a difendere veramente male e tratti a difendere veramente forte. E, come è noto, il nostro rendimento in attacco dipende prima di tutto da come difendiamo.
Le dichiarazioni di Ainge e Rivers (ma anche di Perk) possono volere dire che questa squadra tende un pò "a specchiarsi", dimenticando che la sua prima qualità sta nel condizionare le partite con la difesa e l'atteggiamento aggressivo.
In cosa dovrebbe specchiarsi poi non si capisce, visto che i campioni in carica non sono loro, ma per di più i Lakers, e in questo Ainge ha ragione i Celtics anni 80 nelle stagioni dopo un titolo perso (e magari vinto dai Lakers) non stavano a fare tanti ragionamenti ma giocavano alla morte per ritogliere il titolo ai rivali di sempre.
Leo getta un sasso nello stagno, con un discorso sui GM NBA che meriterebbe un articolo intero. Tra noi tifosi Celtics infatti in passato si è parlato molto di management. Ricordo i tempi in cui Ainge veniva criticato per quella che veniva definita “navigazione a vista”, accusa alla quale gli “aingisti” rispondevano che una delle doti di un buon manager è quella di sapersi adattare alle situazioni e prevedere diversi scenari. Poi l’abilità di Ainge è stata quella di “pensare fuori dal coro”, di costruire una squadra vincente in un modo totalmente nuovo rispetto ai canoni NBA “perdi tante partite e prega in un Duncan o in un LeBron”.
Però è innegabile che dove in passato i concetti di marketing e di gestione del rapporto con i tifosi non erano molto approfonditi, oggi c’è un vero e proprio staff (ai Celtics capitanato da Rich Gotham) a prendersi cura di aspetti che prima non sembravano particolarmente importanti.
Quando critichiamo Ainge per non aver rifirmato Posey dimentichiamo che sono Grousbeck e Pagliuca a decidere il “budget” a disposizione del GM, ed il fatto che Gotham abbia portato un 11% di incassi in più (tra sponsor e miglioramenti nella gestione dei biglietti – ed anche aumento dei prezzi) nelle prime quattro stagioni ai Celtics ha permesso al club un maggior margine di manovra nella firma dei free agent e nel superamento della “luxury tax”.
Ecco perché in un sistema come questo la scelta dei Sixers di riprendersi Iverson è un rischio tutto sommato comprensibile: il “figliol prodigo” torna a casa, i filadelfiani ritroveranno il loro piccolo eroe e, in una squadra in difficoltà, che i risultati arrivino o meno sarà comunque un’iniezione di “denaro fresco”.
Tanto ormai, dal punto di vista manageriale, l’NBA è già divisa in due tronconi da parecchi anni: da una parte le franchigie che spendono per vincere (i Mavs di Cuban, i Blazers di Allen, i Knicks, i Lakers ed ovviamente i Celtics) e dall’altra quelle che, quasi come avvoltoi, cercano di fare “meno peggio possibile” confidando nella vagonata di milioni che arriveranno dai “ricconi” che oltrepassano la soglia della “luxury”.
Ecco perché come tifosi Celtics siamo stati fortunati nel momento in cui Paul Gaston ha lasciato spazio a Grousbeck-Pagliuca, e poi sono arrivati Ainge e Gotham. Senza questo “gruppetto”, i Celtics sarebbero ancora nel “troncone” degli “avvoltoi” che non vincono mai.
Sono d’accordo che i Celtics degli anni Ottanta fossero più “cattivi”, però da storico fin dall’intervista romana ad Ainge ho l’impressione che Danny tenda a “mitizzare” oltre misura quelle squadre. Non sempre erano perfette, ed a volte mostrarono delle crepe, come nel 1983 (mi sono preso un pollice verso per averla ricordata) quando giocarono per far fuori coach Fitch. Poi – lo si è sentito anche da Tranquillo, che ci si è gettato a pesce – i rapporti tra Bird ed i compagni non erano sempre idilliaci, con Larry che a volte per la sua smania di vincere “strattonava” gli altri per spingerli a fare di più.
La mia impressione è che i Celtics fossero un gruppo di amici, allora, ma che le amicizie non fossero solide come quelle dei Celtics dell’epoca Russell. In molti libri ho letto “ci siamo persi di vista” o “le cose della vita ti portano su altre strade” dove invece Sam Jones, Bill Russell, K.C. jones, Bob Cousy, Frank Ramsey (solo per citare qualche nome) continuano a sentirsi.
Credo anche che questa minore unità sia figlia delle mutate condizioni del “sistema NBA”: agenti, denaro a palate, vita più agiata, esposizione televisiva, grandi alberghi, sono tutti fattori che hanno dato un taglio al tempo condiviso dai giocatori ed alle esperienze che cementano il gruppo. Se Roma era servita ad unire la squadra nel segno dell’Ubuntu, era e rimane un’esperienza unica in un mondo in cui – come ci dimostra Stephen Jackson, silenzioso prima del rinnovo di contratto, e poi improvvisamente ostile verso chi gli ha appena garantito 44.8 milioni in 6 anni – ormai è difficile trovare giocatori di valore disposti a pensare alla squadra.
E’ quindi cambiata l’NBA, Ainge lo sa benissimo, ma sfrutta “l’esempio” dei Celtics degli anni Ottanta per tenere il roster sulla rotta dell’Ubuntu. Ma fregherà quei bamboccioni di “Big Baby” o Perkins, non noi.
Però se in una piazza storica come Phila siamo ridotti a fare una operazione commerciale con in mezzo uno con cui ci si era lasciati malissimo, forse l'NBA ha un problema, e paradossalmente Stern che ha trasformato l'NBA in un business, ha bisogno di un business per rivitalizzare una franchigia che dovrebbe andare avanti di forza visto il passato dei Sixers.
E comunque all'Iverson operazione commerciale ci credo poco, in definitiva è quello che voleva fare Memmphis ed è durata tre partite, e non vedo un motivo perchè possa funzionare a Phila, a meno che non gli diano la squadra in mano, gli dai 35 punti 15 tiri minimo, non ti incazzi se tira con il 40% scarso.
Poi a Phila i problemi sono altrove se il palazzetto è vuoto, magari anche a livello di feeling con la città qualcosa è andato storto negli anni, insomma a Boston c'erano i pienoni nell'anno pre Garnett per vedere Jefferson e Gomes, come è possibile a Phila con una squadra di medio livello abbiano bisogno di un'operazione simile per ridare credibilità all'ambiente ?
Condivido dalla prima all'ultima parola ciò che dici Fabio.Purtroppo è quello che Prince in una sua famosa canzone definiva come "Sign of times".Viviamo in una società estremamente " competitiva", dove parole come amicizia e fratellanza, tendono ad essere sempre di più meteore che appaiono e spariscono nel giro di pochissimo tempo.Capita anche a noi "comuni mortali", constatare spesso il fatto di non riuscire più a sentire o a vedere con frequenza quelli che sono, o che consideriamo, nostri amici.Figuriamoci a questi bambolotti di celluloide, ai quali guadagnare qualche milioncino in più , fa lo stesso effetto che in me povocherebbe bere un brodino caldo in una sera di inverno.
I tempi cambiano..e bisogna prenderne atto..a volte tristemente...
Cal
Al di là di questo, arriviamo all’assurdo che condannare Vin Baker perché alcolista o Latrell Sprewell perché ha aggredito il coach o Artest perché beveva durante le partite diventa sbagliato: nell’NBA hai 450 atleti sottoposti a pressioni, gli fai credere che l’unico modo per diventare miliardari è schiacciare la palla nel canestro, segnare 20 punti o prendere 20 rimbalzi, ed è evidente che se non hanno un substrato culturale e morale di un certo tipo alla fine a volte ti troverai di fronte dei personaggi inquietanti. E’ un po’ lo stesso discorso del “non esiste più la mezza stagione” o “non esiste più il mid-range game”: è vero che non esistono più i Cousy, i Sanders, i Jones ma è anche vero che questa era gente pronta ad una vita diversa: Cousy voleva fare l’istruttore di scuola guida, Sam Jones il professore, ed è per questo che si erano preparati, e la carriera NBA era stata un “fortunato incidente”.
I nuovi eroi non studiano, tutto il loro tempo lo dedicano al basket o ai pesi perché è l’unico modo per riuscire. I nuovi eroi non fanno quello che dice l’allenatore, quell’omino bizzarro che non vuole farli tirare 25 volte a partita. I nuovi eroi hanno fama, denaro, donne. A 14 anni sono già sulle pagine dei giornali o su Youtube ed a 15 firmano contratti con sei zeri, ed intorno hanno una schiera di persone che gli dicono quanto sono bravi e quanti miliardi faranno. Non possono crescere in modo diverso, ed anche se è giusto criticarli, non bisogna dimenticare che parte delle responsabilità vanno al sistema che li fa diventare dei “Michael Jordan in batteria”.
Colpa di David Stern, che li fa entrare nell’NBA troppo giovani solo per fare gli interessi dei proprietari di franchigia (che del resto vogliono il meglio)? Colpa dell’NCAA, che gestisce un business miliardario usando regole di 70 anni fa e introita denaro a palate punendo gli atleti per un rimborso spese? Colpa degli agenti dei giocatori, che in nome del 4% barattano atleti come fossero al mercato della? O colpa dei tifosi, che pretendono modelli comportamentali da gente che è a malapena in grado di scrivere il proprio nome? Nel momento in cui percepiscono il primo assegno, anche gli atleti diventano “correi”, ma è indubbio che vivere “in the fast lane”, nella corsi di sorpasso, è operazione non sempre facilissima. E non da oggi, come sanno tristemente le famiglie Bias e Lewis solo per citarne due.
Leo, il tuo commento è nobile e da tifoso idealista, ma diventa ingenuo nel momento in cui perdi di vista una delle due componenti fondamentali dello sport professionistico. E’ il gioco dei front-office: camminare sulla sottile linea che separa la parola “tradizione” dalla parola “business”: i Celtics valgono tanto perché possono godere del valore aggiunto di una storia ricca non solo di vittorie ma di conquiste sociali uniche nello sport professionistico, ma alla fine quando deve prendere le decisioni (vedi Posey e Powe) Ainge deve basarsi su dati oggettivi, su budget e “revenues”.
Moralmente sono d’accordo che il dietro front dei Sixers sia una presa in giro ai tifosi ed a gente come Dalembert ed Iguodala che avevano dovuto sopportare gli atteggiamenti di Iverson, ma le poesie le puoi scrivere quando hai la pancia piena, se hai fame è meglio che tu lasci da parte i versi ed utilizzi il tuo tempo per riempire il piatto. Ed in questo caso il Wachovia Center.
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