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Recap
RECAP
Pochi segni di crescita da parte dei Celtics che con moltissima sofferenza riescono a prevalere nei confronti di un’oltremodo ostica Philadelphia trascinata da una panchina inaspettatamente ispiratissima.
Paul Pierce si conferma su livelli sublimi. La difesa dei Celtics a larghi tratti è ancora latitante; dopo un finale di partita agonico arriva la vittoria. Ma che fatica...

Subito novità al “tip-off” iniziale: non giocano Elton Brand e Louis Williams per Philadelphia, entrambi infortunati e rimpiazzati dal rookie Holiday e Jason Smith ed uno degli arbitri della partita sarà l’antipaticissimo Joe Crawford...
La partenza è ottima con Paul Pierce e Ray Allen a confezionare un 7-2 fulmineo, ma dopo una penetrazione di Rajon Rondo arriva la tripla di Smith e la schiacciata di Dalembert a fissare la parità sul 9 a 9.
Il ritmo è piuttosto alto e la cosa sembra giovare ad un ispiratissimo Pierce che infila 5 punti consecutivi, frutto di una tripla e di un jumper “marchio di fabbrica”. Philadelphia sembra “uscire” già dalla partita con 4 palle perse in 4 minuti ma una conclusione fortunosa di Thaddeus Young ed un “turnover” causato da Garnett che porta Iguodala alla schiacciata fanno rimanere “in scia” i Sixers.
I minuti centrali della frazione vedono un Kendrick Perkins molto attivo sotto canestro; prima si procura quattro tiri dalla lunetta consecutivi (infilandone 3 e Mike Gorman ci ricorda che quest’anno il centro dei Celtics è il secondo del team per tiri liberi tentati quando l’anno scorso era solo sesto...) e poi il suo ormai “brevettato” tiretto da sotto porta Boston sul 21-16.
La “scena” però è di quelle già viste: buone percentuali dei nostri ma autentiche autostrade concesse in difesa agli avversari; il risultato è che Iguodala spesso e volentieri ne approfitta ed anche se Rasheed Wallace si sblocca dalla lunga distanza dall’altra parte Rodney Carney lo imita. Il primo quarto si chiude sul 27-23 per i padroni di casa e la gara, nonostante la “beneficienza” dei Celtics, è piuttosto gradevole.
Rapido susseguirsi di canestri per l’inizio della seconda frazione con Ray Allen e “Sheed” piuttosto attivi ma è quando entra quel Jason Kapono dal sottoscritto erroneamente definito un “pesce fuor d’acqua” in preview che cominciano i “dolori”; tripla “in solitaria” per l’ex Miami e Toronto e sorpasso Phila sul 30 a 29.
A Doc non piace nulla ciò che sta vedendo sul parquet e chiama subito time-out.
Certo c’è qualcosa che non funziona se “obblighiamo” per due volte in pochi secondi Marquis Daniels al tiro dalla lunga distanza, con resultati preventivabili...”Quisy” aggrava il tutto sbagliando pure un libero e commettendo infrazione di passi, Kapono infila il piazzato ed anche se Perk è un leone “lì sotto” mettendo prima un pregevole “gancetto” e andando poi in lunetta dopo un rimbalzo offensivo, Phila non si scompone, anzi tutto il contrario: tripla di Young (la quarta su cinque per loro), “piazzato” di Kapono e “jumper” di Iguodala per il + 7 degli ospiti a sei minuti dalla fine. La difesa dei Celtics rimane un “optional” che nessuno sembra voler “acquistare”: 5 birilli quasi volutamente statici.
In quanto all’attacco, beh, si accumulano parecchi tiri liberi si, ma ne entrano solo 9 su 15 in questo frangente e se non fosse che Pierce la mette da dietro l’arco con percentuali altissime ed oltretutto schiaccia in contropiede con una furia che non vedevamo da anni, il risultato sarebbe anche più pesante, soprattutto perchè Kapono continua a “martellare” senza pietà collezionando 10 punti in 8 minuti di gioco. Oltre al Capitano sono Perk e KG con canestri soffertissimi a ricucire un po’ la differenza che si attesta ad un punto a favore dei Sixers dopo un canestro di Smith ancora “benedetto” dalla dormita generale della difesa celtica. Rondo allo scadere manca la tripla del sorpasso e si va alla “locker room” sul punteggio di 52 a 51 a favore degli ospiti.
Statistiche “spicce” che dicono molto: 10 rimbalzi offensivi dei Sixers e 24 totali contro i 19 dei Celtics, 63% nelle conclusioni da dietro l’arco ed ospiti pure in vantaggio negli assist (13 a 10). Fortunatamente commettono moltissimi falli. Il dato sulle panchine invece è lapidario: 21 a 7 per Phila. I Celtics son tenuti in piede da Pierce e Perkins; e gli 11 punti di Garnett all’intervallo dicono che si è dato parecchio da fare in attacco, ma in difesa ancora non ci siamo..
Dopo il “discorsetto” in spogliatoio speriamo di cominciare a vedere un’altra partita, anche se i primi a far canestro sono Iguodala in sospensione e Young da sotto: 51 a 56. Pierce ed Allen sbagliano un paio di triple e Rondo sembra sistematicamente “rifiutare” non solo di prendersi quel sacrosanto “piazzato” ma anche di penetrare (!) e sinceramente ci sarebbero i presupposti per “incacchiarsi” di brutto se non fosse che Paul Pierce (ancora lui) decide di mantenere a galla i suoi con un’altra schiacciata, seguita da due liberi e da una conclusione da sotto propiziata da Perkins. Il parziale di 8-0 è praticamente tutto del Capitano (che nel frattempo “valica” i 18 punti con 7/10 dal campo) ma una tripla allucinante di Iguodala fa scrivere 59 pari sul boxscore parziale.
Ray rimette avanti i Celtics in un paio di occasioni ma due falli consecutivi in attacco di Perkins (se non fosse per queste “cadute di stile”...) bloccano il piccolo tentativo di “crescita” dei padroni di casa, poi letteralmente frustrato da una schiacciata in solitaria di Holiday (19 anni, il più giovane giocatore dell’intera NBA) con Rondo spettatore inerme.
Kapono poi, tanto per essere ancora più indigesto agli avversari, sancisce il suo “season high” (momentaneo) a metà frazione, Ivey ci “mette del suo” con una tripla ed anche se Boston accumula frequenti viaggi alla lunetta, ci si attesta sul 73 pari dopo una (ancora!) tripla di Willie Green.
Dev’essere di nuovo Pierce a cantare e portare la croce con una penetrazione vincente, poi Garnett infila da distanza “madisoniana” ma Green si erge ad eroe inaspettato per il 77 pari. Improvviso “3 point shooting contest”: Eddie House e Sheed no, Kapono e Green si. House interrompe un 8-0 di parziale ospite con due liberi ma nuovamente Green, solissimo, deposita a canestro il suo quattordicesimo (!) punto nella frazione che si chiude con un altro errore da dietro l’arco di Wallace. Risultato: 79-85; dati (allarmanti): Phila è 10 su 14 da tre mentre Boston “piange” per il suo misero 4 su 20, ma, soprattutto...ahinoi...le panchine: 43 a 13...
Manco il tempo di prepararsi al peggio che l’ultimo quarto ci presenta una squadra “rigirata” come un calzino: trascinati da un sempre più scatenato Paul Pierce i Celtics costruiscono un parziale di 19 a 5 in cui oltre al Capitano entrano in scena (ora sì) sia Rasheed Wallace che Eddie House da “acque internazionali”; e poi la difesa anzi no, scusate, LA DIFESA...in 5 minuti di pura intensità ci si porta sul 98 a 90 prima e sul 102 a 92 poco dopo (massimo vantaggio), e l’altra grossa novità è l’entrata ufficiale in partita di Rajon Rondo che tra penetrazioni funamboliche ed assist impossibili fa credere a tutti i presenti al Garden che il loro unico pensiero da questo momento in poi sarà rivolto al tacchino dell’imminente “Thanksgiving Day”...ma, no...è ancora troppo presto e con i Celtics attuali è meglio non fidarsi mai...infatti a 5 minuti dalla fine Boston raggiunge il “bonus” di falli ed all’improvviso anche in attacco smette di...attaccare (appunto).
Young infila un paio di canestri consecutivi seguiti da due liberi di Iguodala e sull’errore in penetrazione di Rondo è ancora Kapono (che raggiunge i 20 punti) a punire da dietro l’arco per il 106 a 101 che di fatto riapre i giochi a meno di tre minuti dalla fine.
KG fa 1 su 2 dalla lunetta ed Holiday in entrata porta i suoi a meno 4; Rondo sbaglia un’altra penetrazione ed Iguodala si prende il fallo che, una volta “convertiti” i liberi, avvicina ancora di più Phila, 107 a 105.
I successivi ed ultimi 40 secondi, oltre ad essere interminabili e tesissimi, vedono un susseguirsi di giocate da raccontare d’un fiato: Eddie sbaglia la tripla, sul successivo attacco Rondo sfodera la “rubata” magica della notte con tuffo annesso per fornire il pallone a Pierce che con il “misurino” serve House lanciatissimo in contropiede; questi, solo sotto canestro, preferisce servire l’accorrente Ray Allen che sbaglia il lay up che sancirebbe la vittoria; successivo coast to coast di Iguodala che “sfonda” violentemente; possesso Celtics “ritardato” fino allo scadere dei 24 secondi, la palla fnisce a Rondo che stavolta NON PUÒ rifiutare di prendersi il jumper (situazione casuale o volutamente creata da Pierce & Co.?)...incrociamo le dita e tiriamo fuori il rosario....SWISHHH! 109 a 105 e 9 secondi da giocare...è fatta, stavolta pensiamo...
Macchè: tripla da 9 metri di Iguodala e via al balletto dei tiri liberi che, per fortuna ed ovviamente “per scelta”, capitano nelle “mani sapienti” di Ray Allen ed Eddie House; quando, con 1 secondo e mezzo rimasto sul cronometro e con i Celtics sopra di tre punti, Pierce commette fallo su Kapono, questi fallisce il primo tiro libero ed a quel punto è veramente finita. 113-110.
Commento finale: uguale a quello iniziale. Vittoria si. Ma che fatica....
PREVIEW
Alla luce delle recenti sofferenze in casa Celtics, l’arrivo a Boston dei Philadelphia 76ers dovrebbe sulla carta rappresentare quanto di più taumaturgico il calendario attuale possa offrire. Squadra contro la quale i ragazzi di Rivers sembrano potersi accoppiare piuttosto disinvoltamente, Phila approda alla Beantown in apparente stato confusionale. Dopo aver sciorinato un buon inizio di stagione infatti, la truppa di Eddie Jordan si è vista superata in ben 6 delle ultime 8 apparizioni ed anche se all’atto di questa pubblicazione non ci è dato sapere il risultato dell’incontro che disputeranno questa notte a Washington (Back to Back dunque per loro), ciò che sembra chiaro è che “se Boston piange Philadelphia non ride”.
Appena tre settimane orsono i Celtics “banchettavano” a piacimento al Wachovia Center di Philadelphia dove un illustre autoctono che di nome fa Rasheed Abdul Wallace “martellava” senza pietà l’indifesa retina dei Sixers trascinando i compagni del Trifoglio ad un eloquente + 31 nel boxscore finale.
Era la quinta gara stagionale per i fino ad allora imbattuti Boston Celtics ma purtroppo, proprio dopo quella partita, il sole avrebbe smesso di splendere e nere nubi cariche e minacciose di tempesta si sarebbero addensate attorno alla nostra squadra.
Da lì in poi fu un alternarsi irregolare di prestazioni apatiche o addirittura preoccupanti per i detentori di quei 17 “banners” che sembrano essere sempre insufficienti per le affamate bocche dei loro esigenti tifosi, ed il “parziale” di 5 vittorie e 4 sconfitte accumulato nel post-Phila ha cominciato a scatenare le più variegate ipotesi catastrofiche ed apocalittiche nelle menti dei sempre più preoccupati appassionati alla franchigia del New England.
L’attesa per questo match quindi è grande, ma al tempo stesso è lecito aspettarsi che i Sixers vogliano dimostrare di essere qualcosa di più di quell’inerme “sparring partner” preso duramente a cazzotti sul proprio “ring” una ventina di giorni fa.
Quintetto “conosciuto” e di tutto rispetto per la compagine della Pennsylvania ma panchina piuttosto corta, soprattutto ora che si vede privata dell’apporto di un altamente positivo Marreese Speights, alle prese con problemi al legamento collaterale del ginocchio sinistro. Dal “pino” quindi gli unici che sembrano poter apportare qualcosa di utile alla causa del contratto triennale firmato da Eddie Jordan sembrano essere Willie Green (peraltro piuttosto sottotono e poco utilizzato in quest’inizio di stagione), l’ibrida guardia-ala Rodney Carney e quel Jason Kapono che, approdato a Phila per risolvere quasi da solo gli atavici problemi perimetrali dei Sixers, è risultato invece essere fino ad ora un po’ un pesce fuor d’acqua.
Ecco che allora le speranze di Philadelphia passano giocoforza per una prestazione da “jolly” da parte del trascinatore Iguodala, capace indubbiamente di creare grossi grattacapi se si dovesse trovare in giornata di grazia e dall’altrettanto talentuoso ma discontinuo Thaddeus Young, chiamato ad una stagione col botto per un futuro tra le possibili nuove stelle di questa lega. Ai rispettivi dirimpettai, nella fatispecie Ray Allen e Paul Pierce, basterebbe chiedere di replicare la prestazione di tre settimane fa al Wachovia Center anche se il primo già dava cenni di una certa “indisposizione” a trovare la retina avversaria; altrimenti spazio ad Eddie House che contro i Sixers di solito sfoggia una mano piuttosto “caliente”.

Il Frontcourt composto dallo strapagato Elton Brand e da Samuel Dalembert fu invece quasi annullato più dalla coppia “panchinara” Shelden Williams/Rasheed Wallace che dai titolari Garnett e Perkins che godettero di una giornata di quasi riposo stante la giornata di grazia delle seconde linee bostoniane. Ma proprio dai veterani Sheed e KG vorremmo vedere una reazione degna del loro curriculum alle recenti prestazioni decisamente opache.
In cabina di regia, dopo l’apparentemente incomprensibile scelta della proprietà di liberarsi dell’ordinato Andre Miller, regna sovrano il funambolismo ma anche la confusionaria “visione” del pur dotato Louis Williams che nelle ultime uscite viaggia ad una media di oltre 23 punti a serata con un ottimo 54% dal campo; a fare da contraltare a questi numeri però resta un’evidente predisposizione di base da parte del ventitreenne a far entrare in ritmo sè stesso prima dei compagni e questo, in una squadra già abbastanza “umorale” di suo, non è certo un aspetto positivo per un cosiddetto play maker. Rajon Rondo, stessa età (ed altezza, 185 centimetri), in questo caso dovrebbe dimostrarsi decisamente più maturo del diretto avversario.In generale, comunque, occhio, se li si lascia correre e “sparare” questi 76ers son capaci di far male, perchè di talento ed atletismo in generale non difettano di sicuro; ma se per una volta i Celtics provano ad imporre la loro filosofia, a cominciare da quella difesa di cui ultimamente si è perso traccia, allora i motivi di preoccupazione dovrebbero dissolversi dopo pochi minuti.
Le statistiche di squadra parlano di Philadelphia come di una compagine poco presente a rimbalzo (come del resto i Celtics, ma il differenziale dei nostri è positivo mentre i Sixers concedono di media 3 “carambole” in più agli avversari di turno) e comunque propensa alla stoppata (Dalembert docet) ed alle “rubate” (quasi nove a partita come i Celtics). Fanno una fatica tremenda a superare i 100 punti e questo comunque non garantisce loro la vittoria (una su tre); concedono il 48% dal campo agli avversari e dalla lunga distanza la “infilano” solo nel 30% dei casi, confermando di avere grosse lacune ancora da colmare.
Sostanzialmente, ciò che tutti i tifosi celtici si augurano di vedere al TD Garden (o “via etere”) è una prestazione convincente da parte di una squadra che pare oltremodo “involuta” rispetto alle meravigliose premesse stagionali. Non pretendiamo certo che di punto in bianco le recenti “camomille” vengano sostituite dal “viagra” ma sapere quantomeno che da qui in avanti la ricetta medica prevede la somministrazione di un “multivitaminico” appropriato ci renderebbe certamente tutti più ottimisti per l’ancora lungo cammino...
Boston Celtics (10-4) vs. Philadelphia 76ers (5-8)
Mercoledì 25 Novembre 2009, 7.30PM ET
TD Garden, Boston, MA
Boston Celtics
Quintetto base
PG Rajon Rondo PPG 10.8 RPG 4.40 APG 8.9
SG Ray Allen PPG 15.0 RPG 2.60 APG 3.2
SF Paul Pierce PPG 19.6 RPG 4.90 APG 3.9
PF Kevin Garnett PPG 13.2 RPG 7.60 APG 2.3
C Kendrick Perkins PPG 10.5 RPG 7.10 BPG 2.07
Riserve
Eddie House
Rasheed Wallace
Marquis Daniels
Shelden Williams
Brian Scalabrine
Lester Hudson
JR Giddens
Infortunati
Tony Allen (ankle) out
Big Baby Davis (thumb) out
Philadelphia 76ers
Quintetto base
PG Louis Williams PPG 16.7 RPG 3.50 APG 5.1
SG Andre Iguodala PPG 18.2 RPG 6.50 APG 5.7
SM Thaddeus Young PPG 13.4 RPG 4.30 APG 2.2
PF Elton Brand PPG 12.1 RPG 6.50 BPG 1.31
C Samuel Dalembert PPG 5.4 RPG 6.20 BPG 1.38
Riserve
Jason Kapono
Willie Green
Rodney Carney
Jason Smith
Jrue Holiday
Royal Ivey
Primoz Brezec
Infortunati
Marreese Speights (torn MCL, 6 to 8 weeks)



Commenti
We have had internal discussions about (Iverson),” Ainge said yesterday, “but a decision like this has to be unanimous, and it wasn’t.”
Among the questions surrounding Iverson are cost (not a problem after he was willing to go to the Grizzlies for $3.1 million), how much he could help a club and whether, in the case of a good team like the Celts, he’d be willing to come off the bench.
“Those are all things to be considered, but we never got to the point where we discussed them with Allen or his agent,” Ainge said.
If things changed around the Celts, via injury or otherwise, and Iverson still is available, the subject would be back on the table.
“He’s someone I would definitely consider if I felt we had a need,” Ainge said. “But I like the team we have now, and we don’t have that need.”
sulla gara che ci aspetta non molto da dire... molto atletici, poco pericolosi da fuori, attacco poco fluido e anche sotto i tabelloni, nonostante la presenza di 2 che dovrebbero farsi rispettare, non temibilissimi... stanotte hanno perso 107-108 coi Maghi... VOGLIO VOGLIO fortissimamente VOGLIO vedere Rondo tirare da fuori e KG ringhiare come un tempo
Il mio giudizio su di loro non è, ovviamente ,cambiato rispetto a poche settimane fa: gruppo molto incompleto con grosse lacune nel tiro da lontano (in totale poco più del 30%, l'unico affidabile è Kapono, che però gioca neanche 15 minuti a partita) che non sono compensate dalla produttività sotto canestro, in quanto Brand è ai minimi in carriera (12 punti e 6,5 rimbalzi con circa il 46% al tiro) e Dalembert è anche peggiore (5,4 punti, 6,2 rimbalzi e nemmeno 1,5 stoppate); se aggiungiamo che il giovane Speights è rotto, la conclusione ovvia è che soffrano a rimbalzo (-3 a sera).
Ma anche la difesa non morde, concedono il .478 totale (solo in quattro fanno peggio) e il .395 da tre (solo tre peggiori), quindi un bocconcino facile da spolpare, in teoria.
Peccato che abbiamo imparato a nostre spese che gli approcci superficiali siano pericolosi, direi che per metà del terzo quarto sarebbe simpatico averla chiusa con un impegno alla nostra altezza e poi farla gestire alla panchina.
Let's go Celtics!
Io, al contrario di Luca, non mi aspetto un Garnett particolarmente ringhiante...mi accontenterei di vederlo al massimo ad Aprile, come ha dichiarato Rivers, e pazienza se questo significherà perdere 4-5 partite in più in Regular Season.
Su Iverson, accattivante è accattivante ma lascerei perdere. Quello è matto, ma matto sul serio, non come Marbury e Wallace...
Angelo, per me uno matto come Marbury non esiste. O per te è normale trangugiare vasellina?
non sono un grandissimo estimatore di AI3, almeno non di quello degli ultimi anni... matto x matto, questo è stato un fuoriclasse con la F maiuscola... lo stesso non possiamo dire x Steph... e come pericolosità dal perimetro non c'è paragone, il tiro di Iverson è di un altro livello, sia tecnicamente che come risultato concreto!
Un domanda ma ce lo vedeto il ns spogliatoio con Sheed e AI insieme? Gia' per ora pare abbiamo domato Wallace, ma aggiungere un personaggio dal talento indiscutibile, ma con un ego smisurato come AI mi sembra operazione rischiosa, vista anche la ns delicata situazione, e la grana Rondo.
Il primo ha sempre buttato il cuore e il corpo oltre l'ostacolo ed è arrivato ad uno shaq dal titolo! Il secondo non ricordo se abbia mai avuto una stagione vincente in carriera. Se possa servire oggi ai celtics....
Purtroppo non lo so, perchè sembra che l'ego da protagonismo stia cannabalizzando la grandezza del giocatore di qualche anno fa e si stia marburizzando! Come cambio di Allen (che purtroppo mi sembra avere sempre più serate no) con diciamo 20 minuti (poi lo paghi troppo in difesa) potrebbe servire, ma purtroppo le notizie di questi giorni sembrano non volgere propriamente a sereno sulla sua tenuta mentale....
Oh, poi, nel caso ci sia assoluto bisogno magari ci si rifà un pensierino...
Luca, ci mancherebbe, mai detto che Marbury sia un tiratore più forte di Iverson.
Iverson...
Un giocatore come lui è sempre un piacere vederlo vestire la maglia dei Celtics.
Quando finì a Denver e per tanto tempo si parlò seriamente di Ainge che lo voleva a Boston mi espressi dicendo che non era la soluzione ai problemi di quella squadra ma eventualmente un altro tassello del mosaico. Vale per lui lo stesso discorso di Sheed: vieni a giocare con noi per vincere il titolo? Starai in panchina e giuderai la squadra quando i titolari escono dal campo. I tuoi compagni di gioco saranno Daniels, Sheed, Davis, Williams ed House. Non hai mai vinto un titolo: ci stai a provarci con queste premesse? Il contratto è al minimo salariale.
marbury è più pazzo di Iverson!
Timori statistici a parte, diamoci dentro e facciamo quanto ci è possibile in questa fase della stagione. Al momento preferisco ripiegare le aspettative nel cassetto. Mi basta la W! Come arriva adesso mi interessa poco assai. Più che altro credo sia opportuno restituire un pò di dignità ad un parquet casalingo di recente troppe volte violato.
In linea di massima, il PP attuale, un Perk anche più coinvolto sotto canestro e un cambio di ritmo dalla panca dovrebbe bastare. Se poi Ray o Kg ritrovassero feeling con il match, nulla in contrario, si intende. L'importante è che non si facciano male.
VAI SCAL REGALACI UN DOPPIA CIFRA!!!!
Vero, sul giocatore si è ragionato e discusso. Per ora ipotesi accantonata. Nella testa di Ainge (e del DOC), credo rimanga opzione aperta se persisteranno certi problemi offensivi. La vedo un pò come mossa rischia-tutto. Non credo che possa concretizzatarsi prima di gennaio. Se allora dovessimo ancora palesare certe difficoltà e AI3 fosse ancora sulla piazza una chiamatina al suo agente dallo staff biancoverde arriva. Che poi si trovi un accordo economico e soprattutto tecnico è tutta un'altra complicatissima storia.
Anche io, come MxT, spero in una ripresa più fisica che tecnica, segno di un miglioramento della condizione di alcuni giocatori chiave, in primis Garnett.
Da
Su Iverson anche io sono assolutamente contrario ad un suo eventuale arrivo, anche se il giocatore che portò da solo Phila in finale era uno spettacolo...ma purtroppo invecchiando ha fatto l'opposto del buon vino: è peggiorato fisicamente e soprattutto di testa, non capendo più cosa deve dare alla squadra per aiutarla a vincere, emblematico il caso di Detroit l'anno passato.
Mi verrebbe da pensare che Ainge uno così non lo prenderebbe manco obbligato...però poi faccio due conti e ricordo che in due anni a metà stagione abbiamo preso Cassel e Marbury. Chiaro sono situazioni e giocatori diversi, ma hanno tutti in comune tanto talento e una certa predisposizione all'egoismo sfrenato, quindi non sono tranquillo finchè AI non si accasa altrove: guai se dovessero perdurare gli attuali problemi e Iverson fosse identificato come la "risposta" a questi problemi!
Sulla partita di questa notte sulla carta è W assolutamente,ma di questi tempi mi accontenterei di una w stiracchiata.Condivido il punto di vista di chi sostiente che il calo di rendimento è da imputarsi ad una condizione fisica non ottimale,KG su tutti che si fa schiacciare in faccia da chiunque.Speriamo bene.
p.s.: per me serve un play di complemento,magari con tiro,ma non un tiratore che fa finta di portare palla solo per tirare (in pratica non ci serve AI).
Ieri sui forum dei Bulls girava voce di uno scambio con Chicago con hinrich in verde in cambio di Scal (subito tagliato e quindi rientrante a Boston dopo 30 gg), Big Baby e Walker. per quanto Hinrich sia peso fino al 2012 lo vedrei come un cambio ideale per Rondo per quanto costosissimo.
Sulla gara di stanotte, dico solo che bisogna vincere e spero pure convincere. Phila è in back to back e si gioca al garden, non esiste perdere .... almeno spero.
Comunque, come detto da Ainge, se lo spogliatoio non è concorde all'unanimità è bene lasciarlo dove si trova.
Immaginatevi se dovesse arrivare cosa direbbe il duo Bagatta/Peterson che hanno sempre criticato, specie il secondo, Iverson.
Per stanotte mi aspetto una vittoria senza i patemi del MSG anche perchè 3 sconfitte già subite in casa sono troppe per una contender, quindi sarà utile riprendere una striscia di W al Garden.
E' un giocatore finito, prima di testa e poi di fisico, un grandissimo, per carità, ma nel passato, non sappiamo quante partite potrebbe garantire e ha avuto un'occasione a Detroit sprecata per egoismo puro, in estate cercava solo soldi e non una squadra per vincere e, una volta trovati i gonzi di Memphis, ha mollato anche loro, dico, ma si può voler rischiare con uno così?
Alberto è venuto via da Memphis dopo tre partite perchè NON accettava la panchina, quindi perchè dovremo rischiare noi ?
Forza Celtic e solo Celtic
Francamente a Memphis era un pesce fuor d'acqua, i Grizzlies hanno una parco giovani che ricorda quello dei Celtics di 3 anni fa e lui, che addirittura doveva partire dalla panchina, non poteva accettare quella situazione.
E allora perchè ha firmato con loro?
Boh, per soldi? Forse, oppure perchè pensava di "usare" i Grizzlies per fare una grande stagione arrivando a febbraio per poi passare ad una contender.
Avrebbe fatto comodo a Memphis e a lui ma quando ha visto che era chiuso dal progetto(?????) giovani di Memphis ha capito che era meglio tagliare la corda e provare da subito una squadra di vertice.
Ripeto quello che dissi a suo tempo per Marbury: se Iverson entrasse nell'ordine di idee che se vuole giocare per il titolo deve entrare dalla panchina come cambio e giocare per l'Ubuntu io gli do il benvenuto ma se crede di fare la primadonna può andare a firmare altrove o giocare al Rucker.
Non dimentichiamoci che quest'anno nello spogliatoio ai vari KG, Pierce ed Allen si è aggiunta anche un'altra testa abbastanza dura che risponde al nome di Wallace quindi the Answer prima di arrivare e dettare le regole dovrebbe passare su diversi cadaveri.
Su Iverson: mi dichiaro colpevole, lo ho amato alla follia come chiunque (credo) sotto il 1.75 che abbia giocato; il cuore non si opporrebbe nel vedere una vecchia fiamma con La Divisa Biancoverde. Ma la testa mi dice che sarebbe un affare senza senso: passi il declino fisico, noi abbiamo bisogno di play con un buon ballhandling che nei finali caldi si faccia da parte, richiami attenzione per non concedere facili raddoppi e che sia una garanzia in lunetta. Iverson da sempre vuole la palla quando scotta, quando è fredda, sempre insomma, sarebbe un po' una chiave inglese in un motore (quello dell'attacco) che già di suo tende talvolta ad ingolfarsi. Abbiamo troppi buoni giocatori per concedergli il "fai tutto tu", l'unico modo in cui ha sempre reso per il campione che è, quando gioca per gli altri perde ciò che lo ha reso speciale.
Ultimo pensiero: sono fra coloro che invocano più minuti per il Scal o per lo meno che non vorrebbero il suo nome inserito ogni giorno in una trattativa diversa. Il suo lo fa sempre, è poco ma è un contributo certo, e inoltre tende a metterla con una regolarità disarmante. So bene che ci sono valide ragioni per il suo minutaggio limitato, il Doc la sa (ovviamente) lunga: in ogni caso non me ne priverei, perchè quei 3 minuti a partita possono rivelarsi molto utili. Heinrich per Scal e Big Baby, a mio modo di vedere, se lo possono tenere: non è il play che vogliamo e ci priveremmo di due pedine utilissime per il nostro sistema. E a parer mio il Davis ci regalerà grandi soddisfazioni.
Citando Blue Chips, per stasera vogliamo un'unica cosa:
Doppia W W W doppia W W W doppia w w w
HOndo
Alberto il problema è anche tattico, cosa ce ne facciamo di una guardia (perchè da play non ci vuole giocare) di 1,75 che tira tutto quello che gli passa per le mani con il 40%. A me le collezioni di figurine non sono mai piaciute e visto che già dobbiamo gestire mentalmente Sheed eviterei un'altra potenziale variabile impazzita che non ti da un evidente vantaggio tecnico.
Poi può pure darsi che Ainge lo tiri dentro per toglierlo dalle mani delle altre contender per poi vedere come si evolve la cosa.
(la sensazione che si parli di fantabasket è forte...)
Per quanto riguarda Iverson..per favore no!!! Pur essendo un grande talento, ormai mi sembra più un cacciatore di taglie(ingaggi) che un giocatore di basket.Ormai è quasi un fenomeno da baraccone..e sinceramente, mi sono appena ripreso dallo shock Marbury.Digerire uno come AI, dopo così poco tempo, sarebbe dura, anche per uno stomaco di ferro come il mio.
GO CELTICS
Cal
ti ho appena dato un bel "pollice alto", se non altro perchè almeno tu, a differenza di quasi tutti i bighelloni (si dice così, giusto Leo?) che ti hanno preceduto, parli della partita...
Scherzi a parte, condivido anche il tuo "Iverson...per favore no!!!"
Hinrich invece lo andrei a prendere di corsa ma...a che prezzo? In un'eventuale contropartita non inserirei di certo Big Baby che, per quanto mi abbia fatto "girare i maroni" assai, credo possa rappresentare il futuro dei Celtics assieme ai Rondo e Perkins.
Beh fratellone mio..ti ringrazio.Almeno posso contare sul tuo aiuto, per scalare una classifica che diventa sempre più difficile.
Un pollice verde in più fa esmpre comodo....e non mi riferisco certo alla passione per la botanica
Caio Sham..ti abbraccio
Cal
Iverson: ricordatevi che Ainge ha sempre avuto un debole per lui e in passato si diceva che lo avesse trattato piu' di una volta. Chiaro secondo me che non si discuta il giocatore ma il personaggio, con mille problemi psicologici. Messo a regime sarebbe un colpo da urlo e capisco che Ainge ci abbia fatto un pensierino e che prima abbia fatto un "sondaggio" nello spogliatoio, dove, evidentemente, l'ego problematico di AI non riscuote troppo successo.
Buona reazione di carattere di Rondo nel quarto finale. Sono contento per lui, è stato artefice del mini break. Forza che si può fare.
Non me ne vogliamo gli altri che a sprazi il loro l'han dato ma...GRAZIE, GRAZIE CAPITANO. Celtic nel profondo.
Nell'ultimo quarto e in parte del terzo quintetto piccolo sai. Ci si è adattati, anche se Perk nel primo tempo il suo l'aveva fatto eccome.
Bravo DOC a responsabilizzare Rondo la cui crisi d'identità in questo momento sembra ai suoi vertici. Credo sia dazio inevitabile al tentativo di salto di qualità definitivo del nostro. Le metamorfosi non sono mai indolore.
Abbiamo tanti problemi, difficile stabilirne la causa (le cause). Tuttavia rendiamoci conto che per stare a galla in questa situazione stiamo chiedendo ad un ecomiabile CAPITANO gli straordinari in termini di impegno e minuti sul campo. Ieri il viso era piuttosto corruciato, credo che questa situazione non se l'aspettasse nemmeno lui. Però, ragazzi, che reazione! Che giocate! In attacco esibisce tutto l'arsenale. Nell'ultimo quarto è l'unico che chiama i raddoppi, che obbliga la difesa avversaria ad adattarsi e allora smarca i compagni con scarichi sublimi. In difesa è cerso incostante, ma diamine nei 12' finali ha messo lì 3/4 giocate difensive di capitale grandezza. E poi assist, leadership, schiacciate. Siamo già a due di fila super. MONUMENTALE.
Scegliamo di giocarcela coi piccoli, ma le percentuali dall'arco si mantengono disastrose. Al momento dipendiamo parecchio dal tiro da 3. Finché non entra con percentuali almeno decenti soffriremo con tutti e chiunque.
Persa la battaglia a rimbalzo...
Marquis al momento è ancora abbastanza corpo estraneo al team. Anche qui la pazienza è d'obbligo.
Per me in questo momento conta solo la W, perché soffermarsi troppo sui nostri problemi ormai acclarati produce solo ripetizioni. Ci vuole tempo, lavoro, pazienza, speranza. Nel frattempo, più W arrivano meglio è. Poi a gennaio/febbraio Doc e Danny vedranno l'eventuale da farsi.
Doc ha dichiarato “sembra quasi che crediamo di avere un interruttore per poter accendere e spegnere l’intensità, ed ora stiamo imparando che in realtà non ce l’abbiamo”. Questa è una cosa che io e Leo abbiamo sempre discusso fin dai tempi in cui Detroit credeva di poter “accendere” a piacimento e poi si rendeva conto che…la lampadina era bruciata.
Lo so che è un po’ “forzata”, ma considerando che fino alla scorsa estate ai Celtics non accadeva, non potrebbe per caso essere un “byproduct” dell’atteggiamento di Rasheed Wallace? Mi auguro di no, però il dubbio mi è balenato…
Danny Ainge ieri ha fatto sapere che Garnett si sta riprendendo, ma ha “disagio nelle tibie”. Ora, a me il disagio viene in zone meno nobili quando leggo queste cose. “Disagio nelle tibie”? A quando una “depressione lombare”? O una “tristezza ai quadricipiti”? Danny ci fa sapere che “tutti sappiamo con cosa abbiamo a che fare”. Mi fa piacere, spero che sia più vero di quanto si è visto nella primavera scorsa con rientri per tre gare, altri stop, promesse per i playoffs poi non mantenute eccetera. Continuo a non essere a mio agio con il modo in cui Danny e lo staff di McKeon hanno trattato la faccenda.
D'accordissimo Fabio, nella mia piccola esperienza di basket agonistico ho imparato che non c'è niente di peggio che sentirsi troppo padroni della situazione, e penso proprio che il problema di questo periodo sia questo: in questi casi è sempre troppo facile spegnere l'interruttore, sei anche tentato perchè ti senti superiore, ma quando poi si vorrebbe riaccenderlo non si riesce, non è così facile e non è una questione di un attimo.
Per questo spero che questo inizio di stagione "titubante" (ok siamo 11-4 ma quante squadre abbiamo affrontato sotto il 50%?) faccia capire a tutti che non è questo il modo che ci porterà in fondo alla stagione: ma dico, dopo una vittoria al supplementare con una NON-squadra come i Knicks, due giorni di riposo e affrontiamo i Sixers in casa, loro in back-to back e senza Brand, Williams e Speights...soffriamo in questa maniera? Per il mio standard non è assolutamente accettabile, e i Celtics proprio non ci avevano abituati a simili atteggiamenti.
L'idea che possa essere "colpa" (sottolineo le virgolette, so che è un'esagerazione)di Wallace è intrigante, ma io penso anche che possa essere frutto dell'età; spero di sbagliarmi, ma forse non siamo più in grado di triturare tutto e tutti, il nostro è sempre stato un gioco molto dispendioso e questa autogestione diventa molto difficile da controllare.
Ora come ora non so cosa potrebbe darci una sferzata o un cambio di rotta, la regular season è una brutta bestia e quando intraprendi un percorso non è facile tornare indietro con tutte queste partite e così pochi momenti di riflessione: Doc, aiutaci tu!
Ancora una volta perdiamo di misura nel conto dei rimbalzi,ma ci poteva stare.E poi Kapono ieri sera l'avrebbe messa anche in una capocchia di spillo
Grande la citazione di Fabio sui Pistons..lo insegnano anche ai bambini... se scherzi troppo con l'interruttore, finisce per bruciarsi tutti l'impianto elettrico.
Di più non voglio aggiungere..prendiamoci l'ennesimo "brodino", in attesa di tempi migliori..che , lo spero vivamente, verranno.
P.S. Sono stato troppo buono
Sarà la senilità che mi fa diventare più saggio..
GO CELTICS
Cal
dia Fabio, non voglio neanche pensare che Wallace possa aver influenzato staff, dirigenza e roster dei C's :) io credo che ci si stia amministrando un po' x non arrivare cotti come lo scorso anno ai PO... teniamo presente che i nostri Top player sono quasi tutti over 30 e KG non è ancora in grado di dare le scosse emozionali a cui eravamo abituati, anche perché quelle si danno con l'esempio e nonsolo con le urla... ci sarebbe comunque l'eccezione perché ieri Paolino ha giocato alla grande anche in difesa... una partita mostruosa, il DOC non ha potuto farlo uscire neanche x 1 secondo nella ripresa. Per chi sostiene che PP abbia ancora rigurgiti di egoismo da Lonestar, guardando questa gara capirebbe che non è così... in attacco siamo troppo legati al tiro da fuori e assieme a RR è l'unico che attacca il canestro con continuità. Ieri nei minuti in cui è stato fuori l'attacco era asfittico... purtroppo in questo roster è l'unico o quasi slasher che abbiamo, l'unico in grado di cambiare ritmo (assieme al già citato RR)... tornando ai C's del passato, quelli dell'era AW, essere l'accentratore era spesso una necessità... il ragazzo è sicuramente cresciuto in conseguenza dell'arrivo di KG e RAY, prima non avrebbe potuto... dimmi con chi giochi e ti dirò chi sei :)
Citazione:a me sembra che queste pause di intensità e concentrazione soprattutto difensive, all'interno di una singola partita, erano già presenti la passata stagione, anche con KG in campo; c'è stato un periodo in cui facevamo dei primi quarti inguardabili, per poi rimontare successivamente.
Ripeto che con questo atteggiamento non si va da nessuna parte e condivido la preoccupazione del Doc.
Chiudo con due parole su Iverson: l'ho sempre apprezzato soprattutto per il suo coraggio nel gioco, la sua capacità di giocare infortunato e il cuore "grande così" che ha spesso dimostrato di avere in campo; tuttavia AI ha un gioco molto condizionante (vuole spesso la palla in mano, gioca da guardia, ecc.), caratteristiche che secondo me non si adattano molto al gioco dei Celtics: prenderlo per farlo giocare contro la sua natura sarebbe deleterio.
Sono d'accordo infine con chi diceva che un Iverson giovane con lo staff attuale di Boston, sarebbe stato un vero Celtics, magari con le dita ingioiellate.
Senza voler entrare nel facile qualunquismo (anche se a ben guardare per quasi un quarto di milione di dollari a partita 42 minuti non sono poi tanti), Nowitzki (31 anni) gioca 38.5 minuti, Bryant (31) 37.9, Duncan (33) 34.8, Kidd (36) 35.2, Pierce(32 anni) 35.8. Le stelle giocano quei minuti, ed anche se tenerle in panca un po' di più sarebbe un bel lusso, quando la gara è combattuta secondo me è giusto che restino in campo.
Cal non credo si tratti di senalità, piuttosto della presa di coscienza che questa è la situazione e che una soluzione ai vari problemi al momento non c'è o non si vede e, se c'è, richiederà tempo per essere trovata ed applicata. Quindi inutile ragionare sulla base delle aspettative di inizio stagione. Anch'io ho cambiato atteggiamento. Credo che almeno per i prossimi mesi ogni W conquistata vada comunque apprezzata. Poi a gennaio/febbraio se c'è bisogno di una scossa la si cercherà.
Resto solo timoroso per l'elevato minutaggio di PP e del rischio che si logori o infortuni. Senza di lui attualmente il nostro potenziale offensivo è dimezzato e non parlo solo di punti realizzati.Comunque teniamo botta.
Se la mettiamo sul lato economico dovrebbero fare anche le pulizie
ps - Intanto Orlando ci viene a fare compagnia. Pensa che siamo lì insieme a tutti non dando il meglio di noi... se fossi gli altri roster non ne sarei felicissimo di ciò.
Bella la dichiarazione di Rivers riportata da Fabio su Garnett che ha disagio alla tibia: santo cielo, lo hanno operato al ginocchio 6 mesi fà e ora ha DISAGIO ALLA TIBIA? Credo che i Celtics dovrebbero procurarsi subito a)Un medico, b) Un addetto alle pubbliche relazioni che al primo accenno di minchiata in arrivo intervenga tempestivamente...
In realtà le parole sono di Ainge: “His surgery has healed, but he’s had discomfort in his shins”.
Ora, ho giocato a basket per 25 anni ed a volte anche a me viene un po' di "scoramento al legamento", quindi posso capirlo...
Riassumendo, arriva Phila priva del suo miglior giocatore (Brand), del suo play titolare (Williams) e del suo miglior panchinato (Marrese) e riusciamo quasi a perderla salvati letteralmente in calcio d'angolo dalla coppia Rondo / Pierce.
Nonostante tutto siamo secondi ad est a mezza gara dalla vetta. Io sinceramente non ci capisco più nulla sul serio.
Comunque, brutti Celtics, terzo quarto sciagurato, e finale da 10 e lodo per il capitano e per Rajon. Andiamo vanti, una vittoria che fa classifica, ma che non fa certo morale.
secondo me non abbiamo brillato, certo, ma la W non mi sembra sia stata mai in discussione. o meglio non davano sensazione che l'avrebbero persa. poi giustamente, ognuno è libero di vederla come gli pare.
bagatta sempre assurdo. non perde colpi :)
D'accordo Angelo, però non è che Brand a Phila sia un fattore... giocano meglio senza :) e non facciamo passare Williams x un fenomeno... poi questi discorsi sulle assenze, a meno che non siano di gente che sposta davvero, lasciano il tempo che trovano... martedì i GSW hanno passeggiato su Dallas avendo a disposizione solo 6 giocatori... poi sul fatto che non si difenda come si dovrebbe siamo tutti d'accordo, ma questo non è imputabile ai Sixers o alle loro assenze... nel primo scontro stagionale li abbiamo asfaltati ed erano al completo :)
Io invece sono convinto che se anche ci fossero stati gli altri quattro, Fisher ne avrebbe comunque messi 55. Anzi, forse pure 60: quell'ometto è sempre stato sottovalutato... ;)
Scherzi a parte, però se Brand non è un fattore, noi pareggiamo con Sheed che finora è stato un fattore solo a...Philadelphia!
Ma vedi Leo al momento è questo campionato in generale ad essere assurdo. Veniamo da due stagioni in cui le gerarchie erano ben stabilite e le contendenti battagliavano a suon di vittorie. Quest'anno di colpo, chi più chi meno, balbettano un pò tutte. Appena una ti impressiona per qualche partita, subito prende una scoppola del tutto inspiegabile. Credo che capirci qualcosa in questo momento non sia proprio possibile. Temo che le aspettative rivoluzionarie dell'estate 2010 stiano condizionando il rendimento di squadre e giocatori. Sembra quasi un campionato di transizione, per ora.
Comunque dopo averla scampata per un pelo contro due delle peggiori squadre della Lega (rendimento alla mano credo si sia un pò tutti d'accordo), adesso tocca ai Raptors. Squadra onesta, di fascia superiore a quelle due. Va da sé che, al di là dell'ennesima prova monster dell'Eletto, con questi o si alza il livello di gioco complessivo oppure la L arriva quasi inevitabile.
Ad Orlando intanto "bubbola", infatti Vince Carter come abbondantemente previsto ha già preso in ostaggio l'intero attacco, tirando qualsiasi cosa gli passi per le mani, e intanto Howard sotto non vede un pallone (nelle ultime 10 gare Carter ha tirato il triplo dei tiri di Howard), e sembra che nel dopo gara di stanotte (Magic sconfitti in casa da Miami), Howard si sia lamentato pubblicamente all?Orlando Sentinel della cosa, rincarando la dose che Van Gundy sta sempre a lamentarsi di tutto, e non fa nulla su questa cosa e che ormai a dire di Howard in attacco si pensa solo a tirare da tre.
Riguardo ai Celtics, a me preoccupano molto di più questi messaggi in codice di Rivers e Ainge come quello di Rivers che disse abbiamo un IQ talmente alto che i ragazzi si annoiano a eseguire i giochi e sentono il bisogno di sperimentare altro, è tragicomico (sarebbe come se uno che va con la Hunziker dice che si annoia e va con la Laurito) anche perchè per quanto intelligenti i giocatori NBA di sicuro non piegano i cucchiaini con il pensiero perchè hanno doti mentali così elevate. E anche le dichiarazioni di Ainge su KG continuano in questa politica di offuscamento sull'infortunio, ma io a questo punto inizio a pensare che KG abbia avuto pure problemi ai legamenti.
Consentitemi una piccola divagazione che riguarda uno di noi...
Da oggi , quando parleremo con Beppe, dovremo chiamarlo Dottore..ebbene si anche questo "sciagurato", è riuscito a conseguire l'ambito titolo di studio...
A questo punto, sono seriamente preoccupato per il livello raggiunto dall'università italiana
A parte gli scherzi...auguroni di cuore fratellone!!! e che da oggi in poi la vita ti sorrida sempre di più
Esimio dottore , mi complimento con lei e la saluto con ossequioso rispetto
Cal
sono stato frainteso. il mio era un discorso matematico.
se 1, 2 e 3 non giocano... e vengono sostituiti da 4, 5 e 6 che fanno una ottima partita... è un conto.
ma se 1, 2 e 3 giocano... tolgono minuti a 4, 5 e 6 chiamati in causa solo se i primi 3 hanno problemi o per tirare il fiato. Dunque se 1, 2 e 3 giocano... sarà più difficile per 4, 5 e 6 fare una grandissima partita.
Geniale!
Perchè io non ho i pollici?
Da
Auguri anche da parte mia Beppe, Congratulazioni!
Complimenti Beppe!!!!
Da
Ho visto solo il primo tempo, chiuso sostanzialmente in parità contro una squadra di gran lunga inferiore alla nostra, che però non mi ha completamente deluso.
A sprazzi (come poi è successo in maniera più evidente nei devastanti 5 minuti dell'ultimo quarto) ho visto una squadra VERA: in questo momento, come ha detto giustamente Cal, prendiamo la W e accontentiamoci di questi piccoli "segni", che da un lato sono ben auguranti dall'altro preoccupanti.
Preoccupanti perchè non riusciamo, da parecchie settimane ormai, a imporre il nostro gioco in maniera continuativa e ben auguranti perchè dimostrano che, se vogliamo, sappiamo essere devastanti.
Ecco, la voglia, il discorso torna sempre lì...
Il gioco della pallacanestro necessita, per ottenere dei risultati, della volontà di sbattersi, impegnarsi oltre ogni limite; quando torneremo i leoni che sappiamo essere realmente (soprattutto in difesa), allora ci lasceremo questo periodo opaco (o brutto o pessimo, a seconda della sfumatura che ognuno di noi vuole darne) alle spalle.
Citazione:Il grandissimo Sheed porterà sempre questo "peso" sulle spalle: da un lato è un fattore determinate, un giocatore da quintetto prima (per molte altre franchigie lo sarebbe anche adesso) e sesto uomo ideale ora per una squadra che punta all'anello, un player multidimensionale (anche se per il momento "viaggia" solo su un paio di queste "dimensioni") che fornisce alla squadra una quantità impressionante di varianti tattiche; dall'altro lato è un giocatore "umorale", non costante, e che potrebbe (se "fuori controllo") anche destabilizzare lo spogliatoio.
Sono i rischi connessi ai notevolissimi rendimenti che fornisce, prendere o lasciare (e noi abbiamo sapientemente PRESO).
Infine una piccola nota su Daniels: anche se in attacco non ne imbroccava una, a me non è totalmente dispiaciuto. Mi è parso, pur se in difficoltà, un giocatore dalla grande personalità (ad esempio, si è preso un paio di tiri da tre fuori ritmo, pur non essendo il suo forte, perchè in quel momento la squadra non girava e qualcuno doveva prendersi delle responsabilità) e gli ho visto fare, in difesa, un paio di movimenti sublimi.
Anche per lui, a livelli più bassi, vale parte del discorso fatto su Wallace: è molto duttile (può giocare in ben 3 ruoli), in difesa può tenere differenti tipologie di avversario e può fornire quel dinamismo che in alcuni momenti serve come il pane.
Concludo con un Grazie al Capitano e al nostro play titolare, non serve aggiungere altro.
Miri
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