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Recap
Eccoci qui, a raccontare l'ultmo atto della più gloriosa pagina di storia biancoverde degli ultimi 30 anni. Con ogni probabilità l' epopea dei "nuovi big three" finisce oggi, in questa mattina italiana di inizio Giugno con le prime luci dell'alba che si intravvedono da oltre le finestre. Mi sarebbe piaciuto raccontare dell'ennesima impresa, della finale strappata ai Miami Heat dello strabordante LeBron James, dell'eroismo della truppa di Rivers capace ancora di gettare il cuore oltre l'ostacolo.
Non ce l'hanno fatta ma sono orgoglioso di questo gruppo, nonostante la sconfitta: le lacrime di Rivers alla fine riassumono tutto quello che noi tifosi proviamo in questo momento: orgoglio, malinconia, commozione...soprattutto orgoglio perchè i ragazzi in campo hanno fatto quello che qualunque tifoso non accecato unicamente da vittorie e sconfitte vorrebbe vedere: un gruppo unito che esce a testa altissima dopo aver dato tutto ciò che aveva nella testa e nelle gambe. La NBA avrà la sua finale, sbandierata abbastanza vergognosamente in anteprima già da questa mattina sul sito ufficiale, ma i tifosi del Trifoglio hanno avuto in questi 5 anni il privilegio di ammirare sempre i loro guerrieri sputare sangue in campo. South Beach? Che se la godano i "veri tifosi", per citare uno dei passaggi più sfortunati dell' articolo di NBA.com. Noi abbiamo questi Celtics, i nostri Celtics.
I quintetti iniziali sono quelli previsti, Garnett, Bass, Pierce, Allen e Rondo da una parte, Haslem, James, Battier, Wade e Chalmers dall'altra. Bosh, che sarà uno dei protagonisti indiscussi della gara, parte ancora una volta dalla panchina. L'inizio è insolitamente prolifico nonostante Garnett e Pierce partano con due airball. Dopo 4 minuti e due triple consecutive di Battier siamo 10-8 Heat, poi lo stesso KG mette il classico jumper dai 5 metri per pareggiare, risponde Haslem e non è una buona notizia perchè se "gira" anche il supporting cast senza fiammate di James la situazione potrebbe farsi dura. Ray Allen dall'angolo riporta in vantaggio i biancoverdi, poi ruba palla mostrandosi vivo, vegeto e reattivo e "marcando il territorio" con il suo miglior inizio di una partita di playoffs nell' anno in corso. Ma sono tutti i Caltics a buttare il cuore in campo e dopo un'altra rubata "The Big Ticket" timbra da sotto il 19-12 mentre Stiemsma si "scalda" in panchina. Manca ancora all'appello Pierce che imbeccato due volte dal solito, geniale Rondo, timbra il piazzato con spazio e la schiacciata del 23-14. Garnett rientra in panchina con 6 punti in carniere e lascia spazio all' olandese.
Wade con l "and one" su fallo dello stesso Rajon accorcia e LeBron dalla lunetta (due volte) più Bosh con il layup valgono il -2 (25-23) lasciando intendere che sarà lunghissima. Dopo il canestro sulla sirena di Rondo He Got Game ruba il terzo pallone lanciando proprio il numero 9 in transizione ma James con la classica stoppata in recupero rispedisce al mittente fissando il 27-23 del primo quarto. Si tira con il 48%, non male.Il secondo periodo inizia con gli Heat in recupero: Wade e Bosh rispondono alla tripla di Pierce, si gioca punto a punto ma i ragazzi di Rivers sono quasi commoventi per quanto riescono a ribattere colpo su colpo: il Capitano si prende un altro "three pointer" che vale l' undicesimo punto della serata e il 35-30. Ora insieme a Garnett e "The Truth" in campo ci sono Hollins, Pietrus, Dooling...l'unica squadra che può essere in vantaggio a Miami con questi uomini sono i Celtics, nulla da dire.
Sul 35-34 arriva il terzo fallo di KG, pessima notizia davvero. Brandon Bass, con il leader spirituale in panchina, segna due canestri fondamentali, posterizzando addirittura LeBron James, "copiato" da Ray Allen a segno in transizione con un arresto e appoggio fenomenale. Spoelstra si alza e sul 41-35 per gli ospiti chiama immediatamente timeout. Al rientro Chalmers mette a segno la tripla, poi Bass infila il decimo punto della sua "sostanziosissima" partita. Sono già 9 le perse causate dalla difesa asfissiante di Boston, l'unico grimaldello con il quale si può pensare di scassinare la cassaforte avversaria a domicilio. Se poi hai anche un Rondo che gioca "da Rondo" allora è chiaro che puoi dare fastidio a chiunque. Ah, Garnett è sempre in panchina ma nessuno se ne accorge perchè ancora uno straripante Brandon Bass fa 14 nel traffico.
Si arriva all' intervallo in vantaggio, 53-46 con una prestazione assolutamente perfetta. James, con un insolito 3/5 dal campo, comanda la "classifica marcatori" degli Heat a 14 punti (in ben 24 minuti), mentre in "casa Rivers", dietro all' incredibile Bass (14) seguono Pierce (13) e Ray Allen (12), assistiti (è proprio il caso di dirlo) da Rondo, già a 10 alla voce "passaggi vincenti".
Si ricomincia con i Celtics che tengono ancora botta e, anzi, con un assist clamoroso di Pierce per Rondo e successivo layup ci si porta in vantaggio nuovamente di 8 lunghezze (59-51) a 9 dalla fine del quarto. Arriva anche il terzo di Pierce e la situazione falli si fa pesante, ma daltronde l'intensità messa deve pur portare qualche effetto collaterale. Gli Heat rientrano di prepotenza e Battier alla terza tripla riporta i compagni sul -2 (57-59) e Wade completa l'aggancio dai 6 metri. Durissima, come si prevedeva...nel momento più difficile Garnett va con il difficile piazzato, ma una sanguuinosa persa spiana ancora una volta la strada a LeBron che ri-impatta sul 61, imitato da Wade. Miami è in vantaggio per la prima volta dalla metà del primo quarto. I Celtics non si arrendono e cercano di resistere alla sfuriata degli avversari, Hollins piazza addirittura una stoppata clamorosa (irregolare peraltro) sul prescelto ma gli errori offensivi sono davvero tanti (Rondo 5/14) e consentono ai padroni di casa di giocare la transizione e rimanere in vantaggio...ah, dicevamo del numero 9...il jumper del 70-70 è suo. Mancano 65 secondi e James va in lunetta per l' 1/2. Il nostro problema è che Rajon proprio non la mette mai...ah, a parte ovviamente la tripla fuori ritmo del 73-71...Ultima palla biancoverde, KG sbaglia e si chiude 73-73 con i Trifogli che hanno il grande merito di non essersi disuniti dopo la fiammata degli uomini di Spoelstra, limitando i danni e impedendogli di scappare, come per un attimo si era temuto.
L'ultimo giro di giostra si apre ancora con la magata di Rondo in penetrazone che vale il 75-73. Tripla di Bosh, sorpasso, controsorpasso di Garnett...tra un infarto e l'altro si procede un canestro per parte senza che nessuno riesca a prendere margine...Allen da "acque internazionali" "chiama" il timeout di Spoelstra... Sembra che ce la si possa giocare fino alla sirena ma al rientro arriva l'allungo decisivo grazie a due entrate di James e alla terza tripla di Bosh: 7-0 e inerzia tutta dalle parti di South Beach. A 5.20 dalla fine siamo 91-84 e palla in mano a James: sbaglia il piazzato, sulla palla vagante che ne consegue Rondo, incredibilmente, recupera e parte in solitaria per il layup che regala vita ai biancoverdi.
Purtroppo è solo l'ultimo sussulto di una belva ferita perchè immediatamente Bosh imbeccato da LeBron fa 93-86 e il seguente intercetto difensivo su attacco degli ospiti di fatto fa partire i titoli di coda. Finisce 101-88 con Miami che prende il largo nel finale. Raramente i miracoli accadono, e vincere a South Beach questa notte sarebbe stato onestamente un miracolo. E' certo che se la tua panchina vale solo i due punti di Hollins nemmeno gli "aiuti celesti" possono bastare perchè il primo tempo sontuoso ha "spremuto" di fatto tutte le energie residue ai gladiatori di Rivers e i 35 punti raggranellati nel secondo "stint" ne sono eloquente testimonianza.
Ma non importa, ancora una volta i Celtics, al loro canto del cigno, hanno saputo uscire con onore dai playoffs e dal loro ciclo. Nulla si può imputare a questa squadra, che ha portatoe fino a gara 7 una delle più autorevoli pretendenti al titolo, dopo tre serie tiratissime. L'intensità, la voglia, il mestiere, la grinta, l'orgoglio dei ragazzi in biancoverde non ammettono recriminazioni, non ammettono "si, però", non ammettono critiche. Per come questo roster martoriato dagli infortuni ha saputo giocare, questo era il massimo raggiungibile, non un punto in più poteva essere messo nel canestro avversario. Per una volta non importano le statistiche di fine partita, non importa l'ennesima tripla doppia di Rajon, il cuore del capitano, la grinta di Garnett, l'abnegazione di Allen: Pierce, Allen, Rondo e Garnett insieme finiscono con 1 titolo, due finali, una finale di conference e meritano solo un grande ed incondizionato GRAZIE.

PREVIEW (a cura di Andrea Del Vanga)
Seconda Gara 7 dei playoff celtici e umori bassi dopo la sonante sconfitta in Gara 6 che ha riportato la serie in parita'. Pronostici che sfavoriscono nettamente i Celtics ma consapevolezza e certezza in noi tifosi che i nostri sappiano ancora stupirci. La divisione e' netta in me tra quello che deve analizzare freddamente la partita e il tifoso: nella prima circostanza giocare una Gara 7 in trasferta dopo aver perso di venti in casa non ci lasca troppe speranze e ci vede chiaramente sfavoriti, sia dal punto di vista delle energie rimaste che da quello psicologico, con un James autore di una di quelle prove che rimarranno nella storia della NBA e i nostri che non hanno trovato alcuna risposta alla straordinaria varieta' di soluzioni del numero 6 di Miami.
Dal'altra il cuore del tifoso celtico, lo stesso del pubblico che ha cantato ininterrottamente "Let's Go Celtics" per tutti gli ultimi 4 minuti della partita con la fine dalla panchina in campo, non puo' non solo sperare ma essere convinto che questa squadra abbia la forza, la classe e la convinzione di battere chiunque.Potrebbe essere l'ultima partita del Big Three insieme e anche questo lascia a questo incontro un'aurea e una tensione ancora piu' particolari del solito. Le facce dei nostri a fine Gara 6 erano indicative di un gruppo colpito ma non affondato che sapra' dare in ogni caso una zampata d'orgoglio.
I temi tattici, per una volta, non sono molti. Certo pensare ad un James come quello di Gara 6 rende ogni tattica superflua: era semplicemente infermabile e in grande stato di grazia come Rondo in Gara 2. I Celtics si devono aggrappare alla nostra difesa e al tiro e alle qualita' realizzative soprattutto di Pierce che immagino particolarmente toccato dalla prova maestosa di James.
Poi in questo tipo di gare c'e' poca tattica che tenga: vince chi ha i nervi piu' saldi, chi ha meno paura di sbagliare, chi ha piu' benzina rimasta. Credo che il fattore campo non sia nemmeno un qualcosa che favorisca piu' di tanto una delle due squadre.
L'impressione e' che cercheremo ancora una volta di intasare l'area per non permettere le penetrazioni a canestro a James e Wade, esponendoci al tiro da fuori loro e di Chalmers e soci.
Poco da scrivere per queste gara: cuore oltre l'ostacolo e grande orgoglio e convinzione nei nostri verdi. Non voglio scrivere (anche se e' vero) che i nostri hanno gia' fatto una grande impresa ad arrivare a Gara 7 della finale di Conference. Il cuore e' quello celtico delle grandi occasioni, con la certezza che daremo tutto fino alla fine. Siamo pur sempre i Celtics e nessuno come noi e' abituato alle imprese.
Boston Celtics (11-8, 3-3) at Miami Heat (11-6, 3-3)
Saturday, June 9, 2012
8:30 PM ET
Playoff Game #20 Road Game #10
American Airlines Arena
Probable Starting Matchups
Point Guard
Rajon Rondo vs Mario Chalmers
Shooting Guard
Ray Allen vs Dwyane Wade
Small Forward
Paul Pierce vs LeBron James
Power Forward
Brandon Bass vs Udonis Haslem
Center
Kevin Garnett vs Chris Bosh
Boston's Reserves
Greg Stiemsma
JaJuan Johnson
E'Twaun Moore
Marquis Daniels
Sasha Pavlovic
Keyon Dooling
Ryan Hollins
Mickael Pietrus
Injuries
Paul Pierce (knee) probable
Mickael Pietrus (hamstring) probable
Ray Allen (ankle) probable
Greg Stiemsma (feet) probable
Rajon Rondo (back, elbow) probable
Avery Bradley (shoulder) out
Miami's Reserves
Joel Anthony
Mike Miller
Norris Cole
James Jones
Juwan Howard
Eddy Curry
Ronny Turiaf
Terrel Harris
Dexter Pittman
Injuries
Chris Bosh (ab strain) probable




Commenti
sì. e secondo me, la fedeltà l'ha dimostrata a piene mani.
io, se andasse altrove, non avrei nulla da obiettare.
mi piangerebbe il cuore, ma sarei felice di vederlo giocare ancora. e lo applaudirei.
... leone della giungla. cmq, dovesse essere... lo vedrei da Thibo, ai Bulls.
Secondo me anche PP deciderà sulla base della scelta di KG.
Non voglio sporcare questo bellissimo scenario dicendo le stronzate che stanno dicendo i due geni di si e infatti non lo dico
qualche parola con danny e doc....è resta con noi!!almeno questo spero......
grande buffa!i am a celtic.
"I'm proud of all the guys, we've been through it all together. Also a big thanks to the fans this year, I've never experienced anything like it."
Se Danny piazza un colpo per me e' un domino di rifirme
E potrebbe starci anche Ray se son vere le voci x cui la mogli non vuole abbandonare lo Stato coi migliori ospedali della nazione vista la malattia del figlio
E siamo ancora li'
Duri da battere anche x i fenomeni
... parlavo in generale ... ed a proposito di queste "meccaniche" sarà estremamente interessante vedere cosa farà OKC nei prossimi anni (in particolare nel 2013) quando, con il CAP coperto all'80% da Durant, Westbrook, Perkins e pochi altri, dovrà rifirmare tra gli altri Harden e Ibaka, probabilmente con le eccezioni potrà farlo, ma anche li non sono sprovveduti e non sarà sorprendente se per il bene della flessibilità salariale faranno qualche scelta dolorosa.
www.youtube.com/watch?v=YuuocACRsIQ
li amo.
In Italia avremmo fatto una cosa del genere,applaudire la nostra squadra nei PO sotto di venti punti?
Non so.
E' bellissimo vedere che lo spirito dei Celtics prescinde dal risultato.
Abbiamo provato gli ultimi anni di Shaq. E abbiamo visto, in ordine sparso, i vari Kemp, Pat Ewing, Penny Hardaway, Iverson, Marbury, Yao Ming. Mourning & Peyton, che pure un anello, alla fine, sono riusciti a conquistarlo, e Karl Malone, che il "maledetto" non lo vinse mai . Nash è fuori dalla postseason da due stagioni, Stockton chiuse con tre eliminazioni al primo turno. E che pena quest'anno Mike Bibby, il Barone, T-Mac, Vince Carter, Jerry Stackhouse...
Penso che Kevin meriti di più. Meriti di lasciare da protagonista assoluto, sulla bocca di tutti, lodato dalla critica, rispettato e riverito alla pari delle superstar di oggi. In quintetto base. In diretta nazionale. A giocarsi le Finals.
C'è un tempo per tutto. Ma spero non arrivi quello dell'umiliazione contro il primo Cousins o McGee o DeAndre Jordan che passa...
Purtroppo temo tu abbia ragione...Ricordo anche Richmond, Rice, Barkley con Houston, Pippen..giocatori che hanno proseguito la loro carriera oltre i 35 rischiando di fare figuraccie in giornate di "stanca" contro il primo arrivato.
Temo sia lo "scotto" da pagare se si vuole giocare sfidando i propri limiti ma e' anche giusto che uno lo faccia se il suo pensiero e' quello.
Ricordo Oscar chiuse la carriera oltre i 40 e cmq voleva continuare cercando di recuperare al massimo tra una gara e l' altra.
KG penso sia diverso, e' un giocatore che non puoi mettere in panchina per chiedergli 25 min di qualita'. E' un campione che da tutto senza risparmiarsi con minutaggi altissimi e grandi sacrifici e penso purtroppo che si ritireta'.
Mi spiace tantissimo perche' e' l' esempio di come giocano i celtics, e anche per me perche' e' della mia generazione e mi ha dimostrato cosa si puo' fare a 35 anni.
1-0 per noi.
not 10, not 9, not 8, not 7, not 6, not 5, not 4...but 3 game away from elimination...
Nick Collison tipica faccia da Celtics
ahahahahahahah grande malik. la cosa del vantaggio della fisicità l'ho pensata pure io:D
comunque è ancora lunga, però se perdono con un battier del genere che una partita così non la fa più, e un buon chalmers la vedo grigia per loro.onestamente toglie anche i rimpianti, perchè con sti animali, non ne uscivamo mica dopo 7 battaglie con miami.
Si. Cfr.semifinale di quest'anno B.Sardegna / M.Paschi, o quarti dell'anno scorso Dinamo / Armani
Dalla prossima partita mi aspetto un'altra musica.
Ciao Geson, purtroppo ti si legge poco e dico purtroppo perchè le volte che scrivi lo fai sempre con grande pertinenza e fornisci sempre stimoli e spunti di grande interesse.
Adesso che ti ho sviolinato ben bene
Scherzi a parte, se si dipingesse uno scenario per cui, ad esempio, Danny riuscisse a convincere DH12 a venire a Boston, a quel punto KG come secondo lungo o come torre gemella o 4 tattico sarebbe un lusso unico, il tutto senza umiliarlo o subordinarlo e dandogli un minutaggio consono alla sua età, peraltro formando un pacchetto mostruoso per varianti assieme a Jeff green e Brandon Bass.
Se a cò aggiungi magari un Jeff Green promosso in quintetto ed un PP anche lui dalla panca o con minutaggi tali da preservarlo, magari a quel punto anche Ray accetta di entrare in rotazione con Bradley, visto che la caccia all'anello potrebbe farla qua, non avrebbe più bisogno di andare a cercarsi contender altrove...
Ottimo post geson.
Io continuo a essere dell'idea che un'altra stagione puo' farla.
Magari partendo dal pino,non dovendosi sobbarcare quaranta minuti a gara.
Se prendiamo un'altro centro esperto,chesso' Kaman,potrebbe alternarsi con lui senza spremersi.
E un KG centellinato per me porta a scuola quasi tutti i centri della lega.
Io credo che il suo futuro sara' piu' chiaro dopo l'incontro con Ainge.
Con dei Celtics competitivi resta,altrimenti lascia.
beh, ma nash è fuori dalla postseason da due stagioni perché ha scelto di rimanere a phoenix senza la garanzia di un supporting cast adeguato. A me pare ancora il miglior play della lega.
A boston la situazione è un po' diversa: abbiamo Rivers, Rondo, Pierce, Green(?), Bradley, Bass, spazio salariale... e Ainge!
Al momento KG è il lungo più dominante della lega. Io credo che abbiamo ottime possibilità di costruirgli intorno una squadra da titolo. Almeno lo spero...
stupendo!
lo scorso anno a brindisi abbiamo applaudito la squadra appena retrocessa. nessuna contestazione. quest'anno si è ripartiti alla grande è ci stiamo nuovamente giocando la a.
Ironia sempre sottile la tua. Sappiamo entrambi che le probabilità di vedere Howard a Boston non superano, e mi tengo largo, il 5%.
Questo peraltro non vuol dire che con i Rondon Celtics non ci si diverta lo stesso, il prossimo anno. Pur puntando ad un record intorno a .500, e quindi alla 8th seed in griglia...
L'incredibile Rondo ai playoff secondo me può essere il miglior spot per il futuro dei Celtics. Può essere il classico "Venghino Signori,venghino!" per chiunque sia anche minimamente interessato ad accasarsi a Boston.
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