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Recap
Prova di forza per i Boston Celtics che con la solita forza del collettivo ed un Brandon Bass extralusso, capace nel solo terzo quarto di collezionare 18 punti, portano a casa la partita giocando un secondo tempo a tratti spumeggiante. Vittoria doppiamente importante considerando la defezione di Bradley e lo stato di forma veramente approssimativo di alcuni elementi.
Vittoria che riporta morale, dopo la rabbia ancora presente per la partita sciupata in gara 4. I Celtics si dimostrano anche tonici, oltre che forti e rabbiosi. Nel primo tempo ci pensa KG a guidare i suoi, tenendoci a galla nei momenti in cui la palla sembrava non volesse entrare. Il terzo quarto, invece, quello della svolta, porta la firma di Brandon Bass, emerso dalle ceneri e risorto, come ci si aspettava da un po'. La prova di Bass era già buona prima che cominciasse a mettere la palla in fondo al secchiello con continuità, ma dopo un po' è diventata veramente esaltante. Non va tralasciato l'impatto di Greg Stiemsma, che si alza da una panchina mutilata e porta in dote dieci punti mica da ridere.
Allen è parso l'unico ancora in ritardo evidente di condizione. La sua prova è oggettivamente ed obiettivamente brutta, ma l'impegno non manca e si spera che presto arrivi anche la brillantezza necessaria. Pierce gioca ancora con qualche problema, ma sembra in controllo sul corpo e probabilmente vive l'accoppiamento più difficile di tutta la serie, quello con il temibile Iguodala. La panchina non sfigura, con Pietrus e Dooling che rispondono presente senza strafare. Ma Rajon Rondo con un secondo quarto accademico da un grande contributo alla squadra. Ancora una volta spiega l'arte del playmaking, trovando ogni volta il giocatore libero e dando una grossa mano alla squadra.
L
'inizio di partita non porta novità importanti dal punto di vista tattico e del Copione, se si esclude l'assenza di Avery Bradley dal quintetto titolare. Parte per la prima volta dal 4 aprile scorso in quintetto Ray Allen. Come detto i ritmi sono sempre blandi, ed anche in questo inizio di Match è la difesa a farla da padrone : tanti tiri sbagliati, qualche persa ingenua come quella di rondo che spiana la strada al canestro in contropiede di Turner, ed attacchi che faticano ad avere la meglio delle difese. Dalla panchina esce un buon Stiemsma per Boston, che concede comunque qualche rimbalzo offensivo di troppo ai Sixers : emblematico il canestro di Lou Williams dopo che Boston smanaccia per due volte la palla vagante, senza mai prenderla. Williams, che brucia Allen, può colpire da tre in solitaria, andando sul 21 a 17. Bene Brand ed Allen nelle fila avversaria, ma in generale Boston non sembra essere ancora entrata con decisione nella partita. Tutto sommato Boston tiene botta, ma il primo quarto è di matrice Sixers, con il punteggio bloccato sul 27 a 23. Emblematico l'11 a 6 a favore dei Sixers per quel che riguarda i rimbalzi, con il 5 a 1 per quel che riguarda i soli rimbalzi offensivi catturati.
Il secondo quarto ripresenta due squadre che sembrano girare ancora con le marce Basse, con Boston che sbaglia le prime quattro conclusione, ma trova due liberi con Pierce, e Philadelphia che sbaglia 3 tiri su quattro,a parte la bella schiacciata di Young dopo un buon lavoro di Turner. Ma è un doppio rimbalzo offensivo di Hollins, non propriamente uno specialista nella materia, ad accendere i Celtics e tutta l'arena, che sembrano vivere sull'entusiasmo del momento. Pierce trova il fondo della retina da tre, e Garnett ritrova confidenza con il canestro subendo anche un fallo che vale il tiro libero aggiuntivo. L'effetto si spegne con il rientro di Rondo, abbastanza svampito al di là dei buoni numeri fin qui, e con i canestri di Iguodala ( da 3) e il solito Lou Williams. Il proseguio mostra una partita che sembra comunque incalanarsi su ritmi maggiormente favorevoli ai Sixers, che hanno almeno un minimo di aggressività in più. Garnett gioca un grande secondo quarto, con dieci punti che consentono ai Celtics di restare in scia. Ma serve qualcosa in più, nonostante i Sixers non siano scappati. Rimangono solo tre punti da recuperare, per il momento. I Sixers chiudono il primo tempo con dodici Assist, a dispetto dei nostri 9, e catturano 19 carambole, contro le nostre 15. Partita equilibrata anche nei particolari, tutto sommato, come il 54% dal campo di Philadelphia contro il 48 di Boston.
Il terzo quarto sembra aprirsi peggio del solito per i Celtics, che partono con estrema lentezza. L'attacco continua a sembrare farraginoso, ma è soprattutto la difesa a dover crescere di intensità. Bradn continua ad essere un problema,mentre Garnett sembra il faro offensivo. Rondo non ha le mani sulla partita come di consuetudine, e spesso lascia l'onere di impostare a Paul Pierce. Tra le buone novelle vi è la prestazione positiva di Brandon Bass, che nelle ultime uscite è sembrato comunque migliorato rispetto all'inizio di Playoff. I Grigi non sono esenti da critiche, soprattutto visto lo sfondamento dubbio fischiato a Garnett dopo un contatto con Hawes, che sembrava commettere il fallo piùdel 5 biancoverde. Il primo vantaggio del secondo tempo dei Celtics porta sempre la firma di Brandon Bass,che ispirato da Rondo sembra scatenarsi.Pochi istanti dopo nuovamente l'ex Magic trova il canestro, ma è la difesa dei verdi in questo momento ad imprimere ritmi diversi al Match. Dopo l'ennesimo turnover di fila, anche Allen ritrova la via del canestro, fissando ilrisultato sul 63 a 57 prima del Time Out chiamato da Philadelphia. Lou Williams ferma il parziale, in uscita dallo stesso Time Out, che recitava 14-2Boston. Philadelphia ha un buon impatto, tutto sommato, in questo momento,con un mini parziale di 5 a 0, ma la furia cestistica chiamata Brandon Bass siscaglia con tutta la veemenza e la rabbia possibile sugli avversari. Quello di Bass è probabilmente un quarto da fantascienza, qualcosa di impensabileconsiderando le difficoltà avute da Brandon fin qui. I Celtics trovano con luied un adesso ispirato Rondo le forze per andare avanti. La chiosa finalead un terzo periodo veramente gustabile è il canestro di Pierce marcato dauno dei primi difensori sull'uomo della lega, overro Iguodala.
L'inizio di quarto quarto vede i Celtics in fiducia e giocare in scioltezza. Sul parquet con Bass ci sono Rondo, Garnett, Pierce e Pietrus. Philadelphia sbaglia le prime cinque conclusioni del periodo, mentre Boston va due volte in lunetta e trova anche un canestro dal campo. Il risultato segna 81 a 66 dopo i liberi di Pierce, ed il vantaggio quindi si è esteso fino al più 15. Rondo lascia spazio a Dooling, per un minuto, e Philadelphia trova il primo canestro della ripresa. Appena rientrato Rajon però prima si prodiga in difesa, poi trova un gioco da tre punti dall'altro lato del campo, estendendo il vantaggio anche al più 16. Poco dopo Rajon si ripete, ed un plauso va alla sua ritrovata vena. Il primo tempo ci aveva assegnato un rondo spento, quello della ripresa invece è il giocatore che ha saputo accendere i Celtics, saputo "sfruttare" Bass, ed in definitiva ha saputo mettere le mani sul Match. Rondo che regala ancora una perla con un bell'Assist per Pietrus. La partita ormai è segnata, con un paio di minuti di Gino time concessi al popopolo biancoverde. Boston nel secondo tempo ha demolito l'avversario, non ripetendo gli errori di gara 4, e dando un segnale chiaro a questi Sixers. Adesso rimangono virtualmente due gare per dare il colpo di grazia alla serie : non bisogna perdere di vista il traguardo, e bisogna mettercela ancora tutta.
PREVIEW:
Dopo la pesante ed indigesta sconfitta di gara 4, che poteva sancire virtualmente la chiusura della serie e mettere in ghiaccio la qualificazione per i Celtics, si torna a Boston, tra le mura amiche, con qualche incognita e qualche interrogativo, ma anche con la calma dei forti e la speranza di poter sfruttare al meglio il giorno in più di riposo rispetto ai soliti ritmi proposti per questi Playoff.
Non bisogna fare troppi drammi, innanzitutto. Bisogna cominciare dalla considerazione che in Post Season non esistono partite facili, nemmeno quando una delle due squadre si impone con uno scarto di 40 punti ( magari, al limite, ci sono partite rese facili dallo strapotere di una squadra, che ad esempio è capace di imporsi con 39 punti ). Ogni avversario comunque sarà tra i migliori della lega, ed avrà almeno una possibilità di metterti in difficoltà. Philadelphia non si trova alle seimifinali per puro caso, infatti. Rimane una squadra buona, con delle individualità interessantissime , tra cui Iguodala ed il giovane ed ancora acerbo Turner, ed una intelaiatura ormai rodata, affidabile e sicura. Boston dal canto suo non vive fisicamente un momento interessantissimo. I ragazzi sono stati provati dalle tante fatiche, ed in più la sfortuna continua a falcidiare il Roster dei biancoverdi. Di Allen si sapeva dal finale della stagione, ma progressivamente sono comparsi oppure aumentati problemi per Pietrus, Bradley, Pierce e Stiemsma. Se Pierce in gara tre e quattroe sembrato decisamente più tonico ed in partita, non si può dire lo stesso degli altri. Pietrus ormai limita il suo gioco ad un tiro da oltre l'arco, dando un calcio a tanto atletismo e non provando mai ad attaccare il ferro. Sicuramente avrà un ginocchio malconcio, e sicuramente i problemi fisici stanno riducendo il suo impatto. Un peccato, perché difensivamente il giocatore è tra i migliori della lega, e può dare molto a questa squadra. Ma il vero "colpo" difensivo di questi Celtics è Avery Bradley. Il ragazzo dopo le prime due partite con Atlanta ha cominciato a sbattersi con la solita fatica anche in Post Season, dando la sensazione di essere uno dei primi dieci difensori dell'attuale NBA, capace di tenere anche avversari più veloci, forti e tonici.
Uno degli errori in gara 4,ad esempio, è sembrato l'averlo sfruttato poco durante il momento topico del Match, quando Boston sembrava avesse switchato quel tanto famoso quanto odiato interruttore che sembra essere presente all'interno dello spogliatoio della squadra. Nonostante l'intelligenza e l'esperienza accumulata, ancora oggi i ragazzi ogni tanto si lasciano andare mentalmente, mollando un po' la presa quando si sentono troppo sicuri di se. Magari è solo una mia impressione, e la rimonta subita la scorsa partita è solo da attribuire alla bravura dei Sixers. Ma non ne sarei così sicuro.Sixers che nell'ultima partita hanno potuto contare soprattutto su tanta energia, ed un buon numero di possessi derivati dai tanti rimbalzi catturati. L'annoso problema delle carambole , delle palle vaganti, rimane irrisolto talvolta per Boston, che in alcuni momenti del Match preferisce poi sfruttare le spaziature, andare di "small ball" e cercare di muovere meglio la palla in avanti, tralasciano il particolare dei Centimetri che comunque, in un match, ha anche il suo peso specifico.
Ma come detto, chiedere di più a questo gruppo in questo momento sarebbe effettivamente troppo. Tanto più che i Sixers fino a questo momento non hanno rubato assolutamente niente, e si trovano dove meritano di trovarsi. Un due a due, che tanto disprezzabile non può essere. Basta tornare indietro di due partite, alla sconfitta casalinga maturata in gara due dove dei Celtics sufficienti ed a tratti inguardabili hanno concesso la vittoria agli ospiti. Sembrava qualcosa di molto duro da digerire, con il fattore campo che era già venuto a mancare. Invece, averlo ristabilito, deve già dare grosse soddisfazioni. Anche se adesso arriva necessariamente il momento di fare sul serio, ed è impensabile credere di avere ancora un margine di errore.
Ci sarà bisogno, dunque, in primis di tanta concentrazione. La squadra dovrà lavorare bene l'avversario, e tenerlo a bada. I ritmi dei Sixers in questi playoff sono stati sempre molto blandi, il che per i Celtics non è un male, ma va ricordato che comunque gli avversari hanno tanto atletismo, e possono accendersi da un momento all'altro. Entrambe le squadre fanno della difesa il punto di forza, ed entrambe cercano sempre di difendere perimentralmente con la massima attenzione. I Celtics sono più bravi a portare la pressione sul portatore, e generalmente quando cominciano a stringere le maglie difensivamente, nei momenti topici, tra aiuti e raddoppi opportuni riescono a rendere veramente difficile la circolazione di palla dei Sixers. Ma Philadelphia non è da meno difensivamente, ed anche sotto le plance sta presentando un Allen rivelazione, capace di infastidire Garnett.
Lo stesso KG che appare come la chiave angolare del sistema Celtics. Difensivamente tutto nasce con lui, ma anche offensivamente in questa serie è sembrato essere il giocatore più decisivo. Philadelphia non ci sta pensando due volte, infatti, e lo sta marcando come meglio può, dispensando raddoppi ogni qualvolta sia richiesto. Ma insieme a Garnett c'è bisogno di tanto Rondo, soprattutto, per continuare a lavorare la difesa avversaria. Muovere la palla, del resto, è altrettanto importante, specie nei momenti concitati del Match. Talvolta un limite dei Celtics appare proprio quello di non riuscire più a pungere offensivamente. Tutto nasce dalla difesa, però, e difendendo bene gli attacchi saranno sicuramente migliori. Ci sono sempre quei momenti , devo ripetermi, in cui però la palla non vuole entrare, e con Pierce che soffre la marcatura di Iguodala diventa difficile trovare la via del canestro. Ecco che quindi il tanto caro "move the ball" del nostro SPLENDIDO coach, Doc Rivers, deve diventare un mantra. Come un mantra deve diventare il concetto legato al giocare insieme, e di squadra. Dando il massimo. Perchè, comunque vada, quando si da il massimo poi non ci sono mai nè rimpianti nè dispiaceri. C'è bisogno di lottare, sudare, e darsi da fare. Sperando di raccogliere il massimo.
Philadelphia 76ers (6-4, 2-2) at Boston Celtics (6-4,2-2)
Monday, May 21, 2012
7:00 PM ET
Playoff Game #11, Home Game #6
TV: TNT
Radio: WEEI, 97.5 The Fanatic
TD Garden
Boston Celtics
Probable Starters
PG: Rajon Rondo
SG: Avery Bradley
C: Kevin Garnett
SF: Paul Pierce
PF: Brandon Bass
Celtics Reserves
Greg Stiemsma
JaJuan Johnson
E'Twaun Moore
Marquis Daniels
Sasha Pavlovic
Ray Allen
Keyon Dooling
Ryan Hollins
Mickael Pietrus
Injured
Paul Pierce (knee) probable
Mickael Pietrus (hamstring) probable
Avery Bradley (shoulder) probable (but game time decision)
Ray Allen (ankle) probable
Greg Stiemsma (feet) probable
Philadelphia Sixers
Probable Starters
PG: Jrue Holiday
SG: Evan Turner
C: Spencer Hawes
SF: Andre Iguodala
PF: Elton Brand
Sixers Reserves
Thaddeus Young
Sam Young
Nikola Vucevic
Lou Williams
Tony Battie
Craig Brackins
Lavoy Allen
Jodie Meeks
Craig Brackens
Injuries
None
Grazie a FLCeltsFan (Twitter @FLCeltsFan) per i dati sulla partita




Commenti
nelle finals ho +dubbi..facciamo anche quelle dai!!
sono fiducioso
18° anello per i celtics!!
forse ho esagerato...ma sognare non costa nulla ed è + che lecito!!
let's go celtics!!
io penso che c'è una durissima gara 6 da vincere domani notte contro Phila.
Movi
Ora invece siamo qui, ad una W dalla finale di conference, a valutare quanto siamo favoriti (o sfavoriti) in una eventuale finale con gli Heat... Sinceramente ringrazio Doc ed Ainge per non avere smantellato tutto ed averci dato un'ennesima post-season in cui è lecito sognare...
E' vero che siamo a pezzi, è però altrettanto vero che nei momenti del bisogno sappiamo tirare fuori risorse insperate (vedi Bass ieri, Pietrus l'altro giorno, il KG di tutta questa serie, ecc...).
Magari contro i Miami è vero che non abbiamo grandi rimedi sui 2 amigos, è però altrettanto vero che anche loro non hanno grandi alternative per fermare RR e KG.
Sono convinto che ne uscirebbe una serie combattuta e che non partiremmo sconfitti.
Un passo alla volta, cerchiamo di prenderci la prossima W a Phila e speriamo in una bella serie alla 7° per poter recuperare un po' di energie.
Poi, comunque vada, grazie ragazzi!!!
http://www.nba.com/2012/news/features/david_aldridge/05/21/morning-tip-gregg-popovich-team-usa/index.html#question
qui c'e' una carina intervista a pierce di aldridge (credo). l'importanza si essere un celtic
Rose, Noah, Bosh, mezzo Wade...
Questa si che è programmazione! Adesso manca solo un infortunio a Durant o Duncan e ci portiamo a casa il titolo!
Scusa la provocazione, ma io non rinuncerò mai alla complessità delle cose, il discorso degli scambi e delle percezioni di allora è così articolato e sfaccettato che la "banalizzazione", concedemi il termine, della dicotomia o rifondazione o questa corsa nei playoffs proprio non ce la faccio ad accettarla silenziosamente, ti faccio solo un esempio, lampante:
In questi playoffs non abbiamo avuto Ray Allen, o puoi negare il contrario, forse non ce l'avremo fino alla fine eppure la corsa è in piedi ed è splendida, no? E allora qualsiasi cosa fosse arrivato in cambio di Ray Ray attualmente sarebbe un valore aggiunto?
O No? Mi pare logica matematica, direi...
GRAZIE.
Tutto vero, però io spero ovviamente di vincere domani sera e chiuderla evitando gara 7, non solo perchè comunque è sempre pericolosa, ma per risparmiare un pò di energie. Se dovessimo arrivare in finale di conference (mi tocco), per assurdo preferirei Miami ad Indiana; è vero che loro hanno quei 2 (+1?) che quando girano sono spaventosi, ma poi in difesa avrebbero anche loro delle grane a fermare Rondo e KG (se poi il 34 e soprattutto il 20 ingrana per caso...). Indiana la vedo più profonda come squadra, con moltissimi giocatori di ottimo livello. E poi sarebbe meglio uscire (mi ritocco) con i migliori no...? Se per puro caso fossero Finals, dico che con OKC sarebbero grossi problemi, mentre con SA non so perchè, ma i nostri li vedo vincenti... HO SENTITO CHE IN QUESTO CASO QUALCUNO A HOLLYWOOD SI MUOVEREBBE, SAREBBE PAZZESCO DAVVERO........ Intanto qualcuno da Hollywood quest'anno non si muove più, o mi sbaglio?
http://www.youtube.com/watch?v=GVxQ0L-EQ1Q&feature=g-all-lik
Un po' per necessità, è chiaro, nel momento in cui il "cap" era ingolfato dai contratti dei Tre, un po' perchè il draft rimane l'unica fonte di talento "gratuito" ed a basso prezzo.
Quando ricordiamo le "pulsioni" di qualche tifoso nei confronti degli scambi per Rondo o Allen sarebbe anche giusto ricordare che in quel periodo vincevamo di rado, e non si sapeva se avremmo raggiunto i playoffs.
E in ogni caso rimango sempre un po' sconcertato da certe critiche e poi dai successivi trionfi tributati ai nostri eroi quando si perde e poi quando si vince: qualche giorno fa Brandon Bass era un pippone, ricordate?
Quanto scrivi è verissimo, stiamo "intravedendo" lo spiraglio per una possibile altra corsa alle Finals anche sulla base di disgrazie (leggi infortuni) altrui e non per programmazione.
Questo è innegabile ma in passato abbiamo "dato" abbastanza ed anche noi quest'anno ne abbiamo più di uno fuori o "a mezzo servizio".
Sul discorso delle cessioni, il mio era più che altro un discorso da "nostalgico".
So benissimo che la rifondazione va ed andrà fatta (e magari siamo ancora qui con tutti i big4 solo perchè Ainge non ha trovato la contropartita giusta qualche mese fa) e sarei stato solo contento di veder finire la stagione a questo gruppo, per godermeli fino alla fine anche fossimo usciti al 1° turno dei PO: ora, un po' per meriti nostri (personalmente non avrei pensato che questo gruppo sarebbe stato in grado di mettere in campo prestazioni come alcune delle ultime), un po' per problemi altrui (infortuni, cali di forma ecc...) siamo lì ad un passo da un risultato penso inatteso da tutti.
Arrivati qui sognare non costa nulla e sinceramente penso che la convinzione che ci stiamo mettendo è fondata anche sull'avere in campo giocatori vincenti, vecchi ed acciaccati ma pur sempre vincenti.
GoCeltics!!
E' impensabile che tutti si mantengano su un livello uniforme, sempre, ed è anche abbastanza tollerabile e perdonabile che un tifoso dica "in questo momento Bass non sta rendendo".
Così come oggi io dico Ray Allen non sta rendendo : sto forse dicendo un'eresia ? Domani tornerà il vero Ray, ed allora sarà giusto lodarlo. Alti e Bassi, come ne ho io ad esempio, e non mi meraviglio se qualcuno me li fa notare.
allora siamo daccordo... basta poco che ce vo'...
Credo che non ci sia nessuno in IAAC che non sia felice di vedere ancora Ray Allen alzarsi per scoccare una tripla, Pierce pretendere palla negli ultimi secondi di gioco o Rondo menare le danze facendoci rabbrividire e poi spesso esaltare in ogni sua iniziativa...
LET'S GO CELTICS!
certo lo potevamo scambiare, a maggior ragione viste le condizioni fisiche ma direi che se arrivava quel mayo che è stato ad un passo, non cambiava nulla, visto che Po ha fatto mayo(peggiori di quelli di ray)
capitolo lakers, come sospettavo hanno preso quasi 20 punti, 16, però kobe ne ha fatti 40, immagino sarà contento e che getterà veleno sui suoi compagni.son soddisfazioni.
Beh, non mi sembra siano possibili scambi a playoffs in corso o a te risultano regole differenti?
Sono certo in una partita il suo marchio lo metterà lo merita lui e il suo ricordo...
e poi è troppo un campione qualcosa s'inventerà per esser decisivo.
Citazione pagliardo:
Avremmo avuto una scelta in più al prossimo draft, a esempio, comunque è evidente, hai ragione, rispetto al Mayo delusione di questi playoffs, è davvero un lusso anche il Ray Allen zoppo visto fino a oggi
Citazione pagliardo:
secondo me questo argomento andrebbe approfondito... hi hihi (risata malefica di redattore)...
leggete il commento più votato ahaha
http://www.youtube.com/watch?v=7qoSXxWHV7Q&feature=youtube_gdata_player
Sul fatto di non avergli dato del “pippone”, tu un commento del calibro di “Bass non è da playoffs” come lo traduci?
E’ vero, era “estraneo al gioco”, ma quanta è colpa sua e quanta di chi non gli recapita la palla in attacco?
Se vai a leggerti qualche commento di “Doc” dopo gara 4 troverai l’ammissione “non abbiamo sfruttato Brandon”, ed allora una cosa è l’incapacità di un giocatore di contribuire, un’altra è la scelta di un coach di affidarsi ad altri, o l’incapacità della squadra di sfruttarlo. Perché saremo tutti d’accordo sul fatto che Bass non può essere passato da “pippa” a superstar in due giorni, vero?
Con questo non voglio dire che Brandon abbia giocato dei grandi playoffs, ma solo che – come ho sempre scritto in passato – i conti si fanno alla fine, e non necessariamente solo sui punti segnati. Altrimenti Kobe Bryant sarebbe il migliore di tutti...
fermo restando che è sempre un giochino Molto pericoloso sbilanciarsi su chi è meglio come prossimo avversario senza che ancora si abbia superato la propria serie, ti do la mia opinione sull'argomento visto e considerato che ci stavo pensando anche io...(in realtà da tifoso si tende sempre ad essere troppo ottimisti e fiduciosi, pensa che addirittura stavo facendo sogni mostruosamente proibiti per chi sarebbe meglio per noi fra SA e thunders...ma onestamente mi sembra troppo....per ora..
Per la supremazia ad est io preferirei incontrare Miami facendo anche leva sul fatto che, bene che gli vada, se avranno a disposizione Bosh lo avranno comunque a mezzo servizio e più in generale mi sembra che ci accoppiamo meglio contro di loro. (ovviamenbte se i 2 bagnini giocano come in gara 4 ad indiana sono immarcabili).
Indiana la temo di più, sono molto più squadra rispetto agli Heat e soprattutto mi spaventa terribilmente il confronto ai rimbalzi dove ritengo ci possano devastare. (considera che su quest'aspetto stiamo soffrendo già abbastanza contro i sixers che non sono certo i migliori rimbalzisti della lega...)
Poi l'idea comunque di dover affrontare larry Bird (in qualunque veste si cali: da Coach a GM da presidente ...) è stata sempre una mazzata per chi come me e penso tutti voi non lo riescono proprio ma dico proprio a vedere con una maglia, una giacca, una poltrona, diversa da quella dei nostri amati Boston celtics........
beh fabio... lì rivers parlava proprio di se stesso... non l'ha praticamente messo in campo nel secondo tempo, quando era chiaramente, assieme a Pierce, il più in palla dei C's
Personalmente in caso di passaggio del turno non ho preferenze, mi basta ed avanza pensare ai nostri problemi
Per me l'exploit di Bass nel 3Q è sicuramente merito suo ma anche un chiaro disegno del Doc: nel primo tempo loro hanno chiuso benissimo sui nostri realizzatori più pericolosi (KG e PP) ed ogni canestro sembrava un'impresa.
Nell'intervallo per me sono arrivate indicazioni di maggiori penetrazioni di RR e scarichi su BB (da sotto o dalla media ha percentuali ottime, nei liberi è una sicurezza) e così fortunatamente è andata.
Se non ho capito male, l'ha ammesso anche lui nell'intervista "tributo" a fine partita.
Ora, questa si chiama capacità di leggere la partita e di adattare il gioco non solo alla squadra avversaria, ma al momento della partita contro quella squadra. Ed è qui che ci vedo ancora molto molto forti (ieri Bass, fino a ieri KG, quando serve riemerge Rondo, spero che una delle prossime possa marcare presenza anche RayRay, ecc ecc )
Let's go Celtics!!!
serie decisamente da chiudere ancora. l'avevamo virtualmente chiusa a meta' di gara 4 ma questi di benzina ne hanno molta piu' di noi e Gara 5 a Phila non sara' una passeggiata.
Tra l'altro, ricordo male o la tanto discussa trade di Allen non era una ¨stand alone¨ ma era legata a quella Pierce-Wallace ed e' saltata proprio perche' Gerald e' finito a NJ? Del tipo: o facciamo saltare in aria tutto o non tocco il giocattolo per niente?
A mente fredda ho trovato eccezionale il lavoro svolto da Pietrus.
Se sale di livello potrebbe essere il Posey del 2008,anche se ancora la mira dall'arco gli fa difetto.
Pero' difensivamente credo sia stata la sua migliore partita.
Di Bass inutile parlarne,aveta gia' detto tutto.
Rondo se attacca con continuita' il ferro diventa immarcabile,specialmente per questi Sixers.
Unica nota dolente le condizioni di Ray,davvero ai minimi termini.
Sembra davvero avulso dalla manovra,secondo me fa una fatica immane a stare solo in campo.
peccato davvero,i suoi punti ci servirebbero come il pane.
L'olandese stoppante e' ormai un fattore.
Ora chiudiamola a Phila per riposarci tre giorni.
non voglio essere spavaldo, ma dico semplicemente che passiamo noi.
gara 6 o gara 7.
non importa.
le finali ad est ci aspettano.
abbiamo i mezzi per arrivarci.
i favoriti siamo noi.
buonanotte a tutti
Tutt' altra cosa sarebbe stata il voler smantellare la squadra dopo una serie negativa nel 2008 o 2009, quando possibilità e prospettive erano ben diverse, indipendentemente da come andrà a finire (si spera il più tardi possibile) questa stagione che, giovi ricordarlo, TUTTI si aspettavano interlocutoria (e non barate dicendo "io lo sapevo che saremmo andati molto avanti ai playoffs"
la sto rivedendo con calma
e ho notato una cosa che nella notte mi era sfuggita:
quando ray allen esce verso la fine del terzo quarto è palesemente infortunato alle caviglie, le stringe e stringe i denti, si vede chiaramente quanto sia sofferente.
purtroppo in ogni stagione seguita al titolo gli infortuni ci hanno sempre preso di mira e anche quest'anno è uno stillicidio continuo. Cosa che deve far apprezzare ancora di più la grandezza di questo gruppo che avrebbe meritato ben altri risultati in questi anni!
Se poi era una stagione di transizione (cosa che Ainge non ha mai affermato) ancor più senso avrebbero avuto le trade per arrivare a pezzi pregiati più giovani o scelte in cambio dei nostri giocatori di esperienza...
Sulla "concatenazione" delle trade per Allen e Pierce non sono tanto sicuro, a me risultavano trattative "per conto loro"... hai qualche link, vagabond?
E, ti supplico, non citarmi Bill Simmons o Wojnarowski altrimenti io controbatto con un link di Fabio Concato.
Straquoto
Sor Pulcini voglio la tua maglia ritirata con scritto Sor Pulcini 34
In Sor Pulcini and Avery We Trust
Citazione movi:
come straquoto Movi
Ovvio, non si sta parlando della testa di Ainge qui, ma di noi tifosi e del clima che si respirava. Insomma, mi sembra si fosse tutti d'accordo sul potenziale della squadra ad inizio anno, ed era stato dato come obiettivo una posizione a fondo griglia playoffs per giocarsi l'ultimo ballo da outsider in attesa dell'estate con spazio salariale... in questo senso, essere nel gruppone ad est che si gioca le posizioni dalla 6 alla 8 nn mi sembrava fuori dal mondo,almeno non da giustificare il sollevamento popolare in favore del 'premere il bottone'.
E non riesco proprio a pensare che scambiare uno dei big4 sia come scambiare uno dei 'comprimari', perche' vorrebbe dire ricominciare tutto da capo e, 2008 a parte, la storia insegna che la ricostruzione e' cosa lunga. In questi anni, con trade piu' o meno discusse, Ainge non ha mai toccato il telaio della squadra, quel Rivers+big3+rondo che e' il motivo per cui che ci siano Stiemsma, Bass, Bradley oppure Perkins, O' Neal, Tony Allen, la squadra mantiene la sua identita', il suo gioco, il suo livello di competitivita', specialmente ai playoffs.
sulla concatenazione di trade, non ho nessun link, infatti la mia era una domanda. Mi sembrava di ricordare di aver letto qualche dichiarazione in cui si menzionasse che l'affare allen era saltato come conseguenza della mancata partenza di pierce. ma se sono l'unico a ricordarlo, mea culpa, sara' stata una macchinazione della mia testa
E' estremamente improbabile che una squadra con l'ottavo bilancio alla fine riesca a vincere il titolo, e dunque che male ci sarebbe stato a "premere il bottone" per accelerare - tramite scelte e giocatori giovani - il ritorno nelle posizioni nobili della classifica?
Col senno di poi ha fatto bene Ainge quando non l'ha premuto ma, come ha rimarcato anche Angelo, non credo ci fosse alcun tifoso (e probabilmente non ci sperava nemmeno Rivers) che avrebbe creduto in una seconda parte di campionato così favorevole.
Oggi quelle trade sembrano lontanissime, ma fingiamo per un attimo che i Celtics avessero continuato a faticare, si fossero qualificati col sesto/ottavo posto ad Est e fossero stati eliminati al primo turno come i Knicks: io sono convinto che qualcuno avrebbe detto "che errore non scambiare i Big Four" per "sangue giovane"...
I risultati sono sempre il fine ultimo e, spesso, il metro di giudizio univoco.
Se DA avrà allestito una squadra capace di arrivare alle finals avrà avuto ragione lui ed una volta di più noi dovremo sentirci tutti ignoranti, ma se la squadra fosse rimasta fuori dai PO, sarebbe stato giustamente "bastonato".
Non vedo l'ora di beccarmi dell'ignorante.
Sì è no... come "quantifichiamo" in termini di risultato le perdite di Jeff Green e Chris Wilcox? Ainge è stato "pippa" a non accorgersi che erano cardiolesi oppure è stato bravo a salvar loro la vita?
Ci sono fattori che non si possono prevedere, e gli infortuni sono in cima alla lista. Senza quello a Garnett del 2009 avremmo probabilmente un titolo in più, o è stato bravo Kupchak ad avere giocatori che non si infortunavano o avevano il cuore funzionante?
Nessuna ignoranza o presunzione, solo la consapevolezza del fatto che puoi costruire una grande squadra, e poi un soffio di vento ti spinge in basso.
Forse qualche infortunio non mi permetterà di vedere il teorico massimo che avremmo potuto esprimere, ma anche così sono contento di vedere the last run, comunque andrà a finire.
Dal giorno successivo alla fine della stagione si inizierà a pensare al futuro, ma a febbraio era troppo presto.
Poi è vero che una qualsiasi sfortunata coincidenza può cambiere il senso di una stagione a partire dall'infortunio a Salt Lake City di Garnett nel 2009 fino al cuore di Green (vi immaginate il quintetto piccolo con lui e KG da lunghi?), ma quest'anno le scelte di Ainge sono state ottime, compreso lo sfortunato tentativo con West.
Straquoto anche le virgole,completamente d'accordo con te Michele.
Aggiungo che Ainge aveva fatto anche un bel colpo con Wilcox,che prima di essere fermato anche lui per problemi cardiaci stava dando un'ottimo contributo.
Certo non si puo' dire che la fortuna ci sorrida,ma siamo tosti e ci rimbocchiamo le maniche.
Ho un solo cruccio:
mi piange il cuore vedere Ray in queste condizioni.
Vederlo andare in panca e fare qualla smorfia di dolore mi ha davvero stretto il cuore.
Che peccato,si meritava di giocarli al meglio questi PO.
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