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allora siamo daccordo... basta poco che ce vo'... :-) Credo che non ... -
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Beh, Fabio, qui mi trovi in disaccordo , ed è una delle poche ... -
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calabrone66
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giancleto83
:-* Dispiace davvero per LAL, mannaggia....
Recap
Bruttissima sconfitta dei Celtics che si arrendono tra le mura amiche contro gli Orlando Magic. Un primo quarto da incubo dove Boston prende pure un parziale di 12 a 0, condiziona poi tutta la gara, costringendo i biancoverdi ad un lungo ed estenuante inseguimento che non avrà buon fine. Prova altamente insufficiente da parte di tutto il quintetto base, che soccombe spesso a livello difensivo contro i frizzanti Magic, più reattivi in campo aperto, e più lucidi di fronte alla difesa schierata. Va un po meglio la panchina con tutti i giocatori utilizzati con un plus/minus positivo.
Per Orlando 26 punti di un ottimo Vince Carter. Unica nota positiva per i Celtics la difesa su Dwight Howard a cui vengono concessi solo quattro tiri.
Pronti, via, il tempo di andare 6 a 5 e poi riecco i brutti Celtics delle ultime partite. Il tiro non entra, la difesa di Orlando sembra impenetrabile e quella di Boston non è nemmeno lontana parente di quella della squadra campione. Allen sbaglia i due tiri tentati, Rondo ne manca tre, Garnett mette solo due canestri su sette tentativi. E’ quindi scontato che i Magic, grazie anche ad un Pietrus fantascientifico (11 punti in 12 minuti), piazzino un parziale di 12 a 0 e spacchino subito la partita presentandosi al primo mini-intervallo sul 29 a 13.
Nel secondo quarto Rivers da spazio alla panchina che sembra decisamente più in palla, almeno in difesa. Pierce accompagna il quartetto di rincalzo con House, Daniels, Williams e Wallace e Boston riesce ad accorciare le distanze. Le percentuali di tiro però raccontano la storia della partita: Orlando sta tirando col 48% da 2 e col 50% da tre mentre Boston è al 28% al tiro con zero canestri su quattro tentativi dalla lunga distanza.Lentamente ed inesorabilmente la difesa bostoniana comincia a mordere e si conferma il vecchio adagio di Rivers: quando le maglie si stringono i biancoverdi sono decisamente un’altra squadra. Con le unghie e coi denti si arriva al 32 a 38, ed il parziale dice 19 a 9 per la squadra di casa. Allen finalmente esce dal “torpore” ed infila la “tripla” del -4, Thibodeau sembra meno accigliato ma alcune palle perse ed un paio di buoni tiri sbagliati interrompono la rimonta sul 40 a 43. Il parziale del secondo quarto è 27 a 14 per Boston, ma è evidente che se i Celtics vogliono vincere questa gara dovranno trovare percentuali ben superiori al 32.6% da due e 16.7% da tre fatti registrare nella prima metà della gara.
Le speranze che il quintetto campione 2008 riesca finalmente a giocare alla pari con gli avversari si dissolvono abbastanza presto in un terzo quarto ancora una volta dominato dalle difese. Orlando prende l’inerzia della partita, e Boston lotta con caparbietà per rimanere a contatto, impresa ai limiti dell’impossibile nel momento in cui “Sheed” ed House sbagliano conclusioni che di solito segnano ad occhi chiusi. Rashard Lewis (alla fine conterà 18 punti e 10 rimbalzi) e Vince Carter si dividono le responsabilità offensive dei Magic mentre per Boston il solo Paul Pierce sembra trovare il canestro, anche se con poca continuità. In una gara in cui le difese dominano gli attacchi, il break decisivo per fortuna non arriva, e la truppa di Van Gundy riesce solo ad allungare un po’ mentre i tifosi biancoverdi aspettano sempre più impazienti il risveglio delle bocche da fuoco del Trifoglio.
Si arriva all’ultimo quarto sul 66 a 59 per gli ospiti, ed i 10 punti di Carter (26 alla fine) nell’ultima stanza fanno la differenza mentre un fallo discutibile fischiato a Pierce mette due possessi tra le squadre. Garnett sbaglia un tiro comodo dall’angolo, Ray Allen butta via la partita palleggiandosi sul piede, ed i Magic espugnano il TD Garden: è la terza sconfitta interna ed il terzo KO nelle ultime quattro gare per una squadra che nella prima settimana sembrava uno schiacciasassi, ed ora invece appare improvvisamente vulnerabile. Del resto per battere una finalista NBA sarebbe doveroso tirare con cifre superiori al 34.5% da due ed al 10.5% da tre.
Ad ogni partita ci aspettiamo di vedere nuovamente i veri Celtics, ed ogni volta rimaniamo frustrati nel vedere una squadra che arranca. E’ il momento di farsi prendere dalla preoccupazione? Forse la soluzione migliore sarebbe armarsi di pazienza ed aspettare, perché la soluzione ai problemi di questi Celtics non sembra né facile, nè immediata.

PREVIEW
(A cura di Movy Apicella)
Tornano sulla strada dei nostri Celtics i rivali dell'ultima, amara sfida playoffs, conclusa con l'agile allungo in gara 7, al Garden, dei Magic a cui non seppe far fronte una squadra affannata e stanca, dopo troppi miracoli (chi non ricorda il Big Baby shoot?), incapace di reggere il peso della contemporanea assenza di Garnett e del suo umile ma efficacissimo sostituto Powe.
Le 2 squadre si presentano a questo scontro al vertice con l'esigenza di lanciare segnali forti all'avversario (non si può esigere di più a questo punto della stagione).I Celtics devono dare un taglio a quest'ultimo periodo di dubbi e disattenzioni difensive dimostrando che siano ancora in grado di accendere e saper portare a termine una gara senza cali di tensione, dimostrando che basti un Garnett al 75% per ritornare a comandare in questo scontro diretto (accidentalmente ci sarebbe anche un certo Rasheed).
Orlando vuole fertilizzare con una spruzzata di fiducia e un sorpasso in classifica le sue convinzioni di contender, capace stavolta di non fermarsi, per inesperienza e non completa consapevolezza di sè a solo un passo dalla vetta.
L'inserimento di Carter, ennesimo campione assoluto condannato dal record della sua squadra al ruolo di perdente, è finora estremamente positivo, Vince sembra, ma per adesso è facile, saper cogliere il momento giusto quando sia necessario per prendersi responsabilità offensive e risolvere empasse della sua squadra, ma sa per il resto lasciar fluire il gioco di squadra intorno a sè, sfruttando i numerosi spazi generati dallo spauracchio Howard, soprattutto oltre l'arco, per mettere su facilmente numeri di tutto rispetto anche in partite in cui paia meno sotto i riflettori.
Gli Orlando sono squadra estremamente bene allenata con chiare idee difensive, che gli permettano di avere discreti risultati più per l'ordine che per le qualità dei vari componenti, ovviamente tutti devono ringraziare di avere dietro uno che confonda o almeno condizioni fortemente le idee offensive avversarie.
In attacco sanno sviluppare un gioco offensivo che deve la sua fluidità alla maestria con cui venga sfruttato un principio, vecchio come il cucco: "abbiamo quello grosso là sotto, sfruttiamolo", anche se ovviamente le tante occasioni di colpire, soprattutto oltre l'arco (agli efficaci Redick, Nelson e Pietrus si è aggiunto quest'anno la positivissima ala dalla mano rovente Anderson) nascono da situazioni più dinamiche o magari, soprattutto, da rimbalzi offensivi di Howard (ben 3.5 a gara), rispetto alla stagione che fu degli Olajuwon, Ewing, Robinson, O'Neal che invece erano iniziatori sistematici spalle a canestro dell'azione accuratamente costruita a metà campo.
Per i Celtics, a parte l'esigenza di una prova difensiva corale di una certa rilevanza, si attendono progressi dal nostro leader col numero 5, soprattutto in una gara che sarà estremamente tesa, un bel duello, come spesso è stato, tra Pierce e Carter, ma soprattutto sarà interessante come riusciremo ad accoppiarci rapidamente in transizione (Daniels può essere un fattore in questo senso) limitando le situazioni di facile tripla dei Magic, come terremo a rimbalzo soprattutto sotto il nostro tabellone contro la bestia Howard e se Rasheed Wallace possa essere la risposta su tutti e 2 i lati del campo all'all star atipico suo omonimo che di cognome fa Lewis, tornato da poco da una squalifica per uso di sostanze illecite e che si prefigura da sempre come arma tattica fondamentale per la squadra di Van Gundy.
Mancherà Nelson ed è ovviamente, comunque, una bella notizia ma Jason Williams sta rispondendo con personalità. Forza ragazzi una bella risposta tonante da dedicare alla nostra nuova casa online:
"Noi siamo i Celtics"
Orlando Magic (9-3) at Boston Celtics (9-3)
Venerdì, 20 November 09 8:00 PM ET
TV: ESPN, RaptorsTV - DIRETTA SU SKY SPORT 2 alle ore 02:00
Radio: WEEI
TD Garden
Boston Celtics
Quintetto base
PG Rajon Rondo PPG 10.9 RPG 3.8 APG 9.0
SG Ray Allen PPG 15.2 RPG 2.6 APG 3.1
SF Paul Pierce PPG 18.4 RPG 4.8 APG 3.9
PF Kevin Garnett PPG 13.5 RPG 7.3 APG 2.5
C Kendrick Perkins PPG 10.5 RPG 7.1 BPG 2.0
Riserve
Eddie House
Rasheed Wallace
Marquis Daniels
Shelden Williams
Brian Scalabrine
Lester Hudson
Bill Walker
JR Giddens
Infortunati
Tony Allen (ankle) out
Big Baby Davis (thumb) out
Orlando Magic
Quintetto base
PG Jason Williams PPG 5.3 RPG 1.3 APG 4.1
SG Michael Pietrus PPG 10.0 RPG 3.2 SPG 1.1
SF Vince Carter PPG 17.1 RPG 3.9 3PP43,8
PF Rashard Lewis PPG 13.5 RPG 6.0 3PP 16.9%
C Dwight Howard PPG 18.1 RPG 10.7 BPG 1.8
Riserve
Ryan Anderson
Marcin Gortat
J.J. Redick
Anthony Johnson
Matt Barnes
Brandon Bass
Adonal Foyle
Infortunati
Jameer Nelson (Torn Meniscus, Left Knee) OUT



Commenti
Giustamente DOC dice e lo condivido che non è Rondo il problema, visto che si è un gruppo e ci sono molti che stanno rendendo poco questo periodo.
Il gioco non va, la convinzione non c'è, la perdiamo subito, andiamo a sprazzi e non siamo feroci come devono essere dei campioni soprattutto quando giochi partite importanti contro i favoriti alla finale ad EST.
We are not functioning well as a group, all five on the floor.”
Ma il play, se la squadra non gioca bene, qualche colpa in più rispetto agli altri ce l'ha, soprattutto se la disposizione tattica delle squadre avversarie tendono a insistere sulle debolezze strutturali di RONDO, limitandogli i punti di forza.
Ovviamente gli altri puntano sul chiudere l'area contro le basse percentuali di Rondo (scelta migliore per tutti contro di noi e raddoppiare dove c'è lo scarico).
Noi non li facciamo sudare e non ribaltiamo l'azione come ci fanno fare a noi (l'anno scorso ci ha ammazzato Reddick in attacco) perchè abbiamo un tiratore in meno rispetto al loro in attacco, QUESTO è FONDAMENTALE.
Soluzione, il lavoro, il tiro:
Se Rondo avesse un tiro decente da fuori (poi da tre punti è fondamentale contro Orlando, per non parlare dai tiri liberi) in campionato sarebbe già finito.
Ci sono solo 2 soluzioni, aprire il campo e poi metterla da fuori!
CON CHI?
Ma aprire il campo è dura con le percentuali di Rondo e degli altri che sono più marcati.
In questo contesto tattico, se non siamo pericolosi con Rondo la vedo dura giocare le partite punto a punto!
Pensare ad House è stato giusto (mettnedo a sedere per quasi tutto il periodo finale Rondo) ma ieri non ha pagato perchè non l'ha messa dentro; ovviamente House è un tiratore e non è un creatore sopraffino di pick and roll o di gioco, perchè non è un play.
Su questo preciso tema, la coperta è corta contro ORLANDO!
Poi si possono affrontare anche altri temi specifici, questo a mio avviso è quello che da più tempo ci portiamo dietro e quindi è diventato STRUTTURALE!
Ovviamente la speranza è con quello che dice RONDO, ma in realtà spero che si trovi una soluzione razionale, tattica che metta paura agli altri e crei convinzione psicologica che oggi è inesistente.
It’s going to take time,” said Rondo. “It’s a long season. . . . We can’t keep saying that. Sooner or later, we’ll have to get it together.”
Su Rondo : puntargli il dito contro per tutti i problemi attuali è fuori luogo, ma contratto o non contratto sta giocando male, basta guardare come giocava nella lunga striscia vincente della passata stagione di questi tempi e come gioca oggi. A volte ho la sensaziopne che le triple doppie dei playoff (in concomitanze delle quali però giova ricordare che scese dal 50% al 40$ dal campo) gli abbiano fatto quasi male. E purtroppo ormai è battezzato sistematicamente dai 5 metri in su, tant'è che in alcuni momenti della gara Jason Williams andava dietro al pallone come si faceva da piccoli tutti, abbandonando Rondo anche 4-5 metri più la. Inutile negarcelo un play che non la mette mai da fuori e che tira i liberi così male, nelle partite che scottano è un rischio troppo grande da tenere in campo, e infatti per larga parte del quarto periodo c'era House che per me non ha demeritato affatto.
Posey è un giocatore di ruolo che in alcuni suoi momenti di carrriera è stata ultradecisivo in difesa e ha saputo alzare palloni in attacco, ma adesso bisogna essere onesti il Posey della seconda metà della scorsa stagione stagione e di questo inizio di stagione qui è uno zombie strapagato e lo dice uno che il suo mancato rinnovo lo prese male. Però ho sempre avuto il dubbio che alla fine poteva essere che erano stati i Celtics a farlo sembrare più forte di quello che in realtà fosse, con il loro sistema difensivo e con quei quintetti piccoli che furono decisivi nella finale con LA.
Beh Legend, da tifoso preferirei che fosse punitiva perché se invece è stata meramente tecnica allora si che c'è davvero da preoccuparsi.
Leo ha detto tutto e lo cito parola per parola. Aggiungo solo che in sistemi "disciplinati" ha sempre fatto bene, quando invece si è trovato in situazioni di "anarchia tattica" non è mai stato uno dei leader. Wallace ha molti difetti, ma il paragone con Posey proprio non ci sta perchè "Sheed" è uno di prima schiera, non un (ottimo) complemento come JP41.
Una chiave di lettura della situazione appare sull'Herald di oggi, quando Rivers dice "siamo una squadra dall'IQ così alto che alla fine ci annoiamo e quindi rompiamo i giochi trovando situazioni più fantasiose". Ma non spiega ancora le difficoltà difensive che - a parte l'inizio e poi la gara con i Magic - hanno attanagliato i Celtics.
Ultima considerazione Rivers dice che il Garnett "vero" arriverà più avanti, ad "aprile": spero esageri per togliere pressione all'atleta, altrimenti sarebbe il caso di dubitare sulla veridicità di quanto ci hanno raccontato sul suo infortunio, cosa che peraltro ho sempre fatto. E pensare che fosse qualcosa di iù grave.
OT: di abete, Samuele. Vedo che da persona dim spessore quale tu sei apprezzi l'articolo
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