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Non sono d’accordo con la tua “linea aziendale”, mi dispiace. :) La ... -
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Giacomo
Hai ragione Greenpride c'è rimasta solo la presa per il culo ( reciproca ... -
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Leo pur non avendo mai giocato a fantabasket, non ho la tua visione, non ... -
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Leonardo Ancilli
Dopo il fallimento della tra Celtics e Clippers con la "shakerata" che ... -
Around The Draft: Center
BrownJenkin
Anche a me piace molto Zeller, sperando di poter scalare un po' il draft ... -
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Frange75
Sta a vedere che era giusto draftare JR prima di Deandre Jordan :lol: -
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greenpride
Pienamente d'accordo come sempre !!!! Siamo tutti con te !!!! Al rogo ... -
Mega trade in vista tra Celtics e Clippers ?
Giacomo
Bisogna riconoscere che alla fine ha avuto ragione lui ( Ray )........ad ...
Recap
Bella e convincente vittoria del Trifoglio che dopo un inizio stentato prende gradualmente il controllo della gara senza lasciare spazio a Deron Williams e compagni, costretti dal terzo quarto in poi ad accontentarsi delle briciole. Tutti hanno messo il loro mattone sulla vittoria, a partire da un Rondo sempre in controllo e passando per la solida prestazione di Pierce. Detto di un Garnett in versione "2008" occorre riconoscere al sempre più stupefacente Avery Bradley il titolo di MVP della partita: 18 punti, la solita difesa asfissiante ma soprattutto tanta personalità e le tre "triple" che hanno scavato la fossa dalla quale i Nets non sono più riusciti a risollevarsi.
Nessuna novità per quanto riguarda i quintetti base: per i padroni di casa, come previsto alla vigilia manca Gerald Wallace, ancora alle prese con lo stirameno al polpaccio che lo tiene fermo ormai da una settimana. Coach Johnson si affida dunque a Shelden Williams, Kris Humphries, DeShawn Stevenson, MarShon Brooks e Deron Williams. Tutti abili e arruolati i Celtics (tranne, ovviamente, Ray Allen) che si schierano con Kevin Garnett, Brandon Bass, Paul Pierce, Avert Bradley e Rajon Rondo.
L' inizio di partita è equilibrato, poi a metà del primo quarto New Jersey inizia a prendere il largo grazie a Jordan e Deron Williams, che segnano 9 punti in 2 per il parziale di 12-0 (metteteci la tripla di Green) che porta il punteggio sul 24-15. Pierce prova a suonare la sveglia con il "three pointer" a 2 minuti e mezzo dalla sirena dopo 4 minuti di completa siccità e perlomeno si riesce a non perdere ulteriore contatto. Il quarto si conclude con il jumper di Pietrus che vale il 22-28. Sinora Nets al 66% al tiro e Rondo con 4 palle perse, ma tutta la squadra non ha mostrato quella "voglia" indispensabile per portare a casa una partita di NBA e non importa con quale avversario (Toronto docet).
Il secondo parziale si apre con Garnett a segno, poi Pietrus va con il layup, ma Petro replica per il 30-26. A 9.39 dall'intervallo KG con due liberi raggiunge e supera la doppia cifra e dopo poco fa 13 con il jump shot dai 4 metri. Ora i Celtics lottano di più e con maggior costrutto, anche se la difesa continua a concedere qualcosa di troppo: la sfortuna nega al "bigliettone" il tiro del vantaggio con il più classico dei dentro-e-fuori e ovviamente Green e Brooks fanno 4-0 per riportare New Jersey sul +5 (36-31). Rientra Pierce, rientra Rondo per un quintetto Stiemsma, Bass, Pierce, Bradley, Rondo e proprio il Capitano scalda subito le mani con un gran jumper per il nuovo -1 (35-36); in stretta successione due canestri sull'asse Rondo-Bradley valgono il 39-38. Finalmente si riesce anche a correre in transizione e ancora il 34 con il coast-to-cpast elude la stoppata di Humphries e fa il 42-38. La differenza di intensità è evidente anche dalla percentuale dal campo concessa, passata dal 60% abbondantissimo del primo quarto al 33% del secondo. Si continua a regalare molto ai tiri liberi, con un asfittico 9/15 realizzato ma perlomeno si lotta, anche se Morrow mette la tripla del 45-46 e, peggio, Gerald Green da 9 metri riesce a fare altrettanto sulla sirena. Peccato, in pochi secondi il punteggio passa dal +5 al 48-48 con cui si chiude il secondo periodo.
Si ricomincia e per un paio di minuti non è un bel vedere: Rondo palleggia, nessuno si muove, si arriva due-tre volte molto vicino allo scadere dei 24 senza risultati...d'altra parte i Nets non fanno meglio. Ci pensa il solito KG (già 15 punti e 9 rimbalzi per lui) ben imbeccato da Bass a muovere il tabellino con la schiacciata, poi si difende duro impedendo la conclusione agli avversari e Bass sgomita sul rimbalzo offensivo per il 52-48, arrotondato dal tecnico messo a segno dal Capitano e dal jumper in transizione di Bradley: 7-0 in 4 minuti e Johnson è costretto al timeout. Si ricomincia e all'errore da fuori di Brooks risponde Rondo con la zingarata che vale il 57-48. Gerald Green sembra avere un conto in sospeso con Boston e appena entrato mette un canestro per fermare l'emorragia (e siamo già a 13 punti per l'ex), ma Garnett e Rondo rispondono presente per mantenere un vantaggio "di sicurezza" (61-55).
Bass arrotonda ulteriormente ma ancora Green con la schiacciata imperiosa accorcia le distanze. Ci vorrebbe qualcuno in grado di "spaccare" la partita: Pierce, Rondo, Garnett?...niente paura, ci pensa Bradley con tre triple consecutive a dare ai suoi il +13 (72-59) a 2 minuti dalla conclusione del terzo periodo. Ora si difende più che bene e Stiemsma ci mette del suo con la specialità della casa, tramortendo il "terzo" Williams (Jordan, peraltro positivo stanotte) con la stoppata. Il parziale del quarto recita 24-11 per i biancoverdi, l'esatto contrario dell'abulia mostrata la notte scorsa. La sirena suona sul 74-61 dopo il solito jumper di Garnett e la risposta di Brooks che approfitta del secondo rimbalzo offensivo consecutivo concesso per i 61-74. Da notare come Rondo, dopo aver perso 4 palloni nel primo periodo, riesce a chiudere il secondo e il terzo con un rotondissimo 0. Altra sorpresa alla voce rimbalzi, con i Celtics a guardare gli avversari dall'alto in basso con un inusuale 37-28 e ben 11 offensivi.
Si ricomincia come si era finito, ovvero con il canestro di Garnett, a 21 punti e 10 rimbalzi. Per la verità i primi 4 minuti del periodo finale non sono proprio da manuale del basket con 3 soli canestri segnati (Garnett, perlappunto, poi Brooks e Stiemsma), ma per il Trifoglio, sul +15 va ovviamente benissimo così. Dopo il timeout chiamato da Johnson Rondo e Pierce fanno il loro ingresso per Pavlovic e Bradley. Pierce mette 4 punti nel marasma del ciapa-no generale e il vantaggio lievita al +17 (82-65) prima del timeout chiamato da Johnson a 6 minuti scarsi dalla sirena. Da qui sostanzialmente inizia il garbage time con Pierce che esce leggeremente claudicante per un colpo subito nell'ultima azione difensiva...speriamo e crediamo non sia nulla di grave.
Finisce 94-82 e solo la "sgambata" conclusiva consente alle riserve dei Nets di rimpinguare il tabellino e segnare qualche canestro...nel terzo quarto e fino a 4 minuti dalla fine della partita (ovvero quando è finita la battaglia "vera") alla squadra di casa erano stati concessi la miseria di 24 punti.
Bene così dunque, con una vittoria fondamentale per mantenere un vantaggio di sicurezza sui Sixers e per "mettere di nuovo la freccia" sugli Hawks alla ricerca del quarto record ad Est. Titolari a minutaggi "da farmacista", Pierce 31 minuti, Garnett 30 (e tuttavia 21 punti e 12 rimbalzi), Rondo 32 e Bass 29. Il "giovane" Bradley, comprensibilmente, viene "spremuto" un po' di più ed offre una prestazione maiuscola con 18 punti (dei canestri decisivi abbiamo già detto). Bene anche Stiemsma con 6, 9 rimbalzi e le canoniche 2 stoppate. Dall'altra parte segnaliamo la vecchia conoscenza Gerald Green (15) e il rookie Jordan Williams( 12 e ben 14 rimbalzi), mentre Deron Williams non ha brillato particolarmente, nonostante i 14 assist.
E ora sotto con la "terza puntata" del back to back to back, a casa dei non trascendentali Bobcats.
PREVIEW
Senza un attimo di respiro continua l' "Aprile terribile" dei Celtics, fatto di partite ravvicinate e con una inquietante "concentrazione" di impegni con squadre di alto livello. Fortunatamente questo back-to-back-to-back offre "solo" la difficoltà delle tre partite in 72 ore (e tutte in trasferta), essendo le avversarie compagini di seconda schiera. Via con la seconda dunque e dopo i Toronto Raptors è già il turno dei New Jersey Nets. Questi hanno sinora vissuto una stagione difficile e funestata da una miriade di infortuni (non che il Trifoglio non possa lamentarsi, in questo senso). Innumerevoli i pezzi persi durante il cammino, da Brook Lopez a Keith Bogans, passando per Jordan Farmar per finire con Damion James e nessuno di questi ha possibilità di rientrare nè contro i Celtics nè tantomeno entro la fine del campionato (che per la franchigia che fu feudo di Jason Kidd non prevederà ovviamente gli oneri e gli onori della postseason). In forte dubbio anche Gerald Wallace, assente da due partite a seguito di un risentimento al polpaccio risalente a domenica durante la sfida, peraltro vinta, contro i Cleveland Cavaliers. Per i biancoverdi, dopo il recupero di Pietrus e senza citare Jeff Green e Jermaine O'Neal, il lavoro "infermieristico" si limita alla cura della caviglia di Ray Allen che, in realtà, incomincia a far alzare sia pure timidamente qualche sopracciglio ai tifosi. Dopo i cinque incontri consecutivi giocate da "He Got Game" pareva infatti che il malanno fosse definitivamente archiviato ma l'11 Aprile contro Atlanta il giocatore è stato nuovamente fermato e lo stop si è prolungato anche nella sfida di Toronto e certamente non ci sarà nulla da fare per la gara di questa notte. Ainge, intervistato in proposito si è limitato ad un neutrale "Ci aspettiamo che rientri presto, forse in queste trasferte". Vedremo.
I Nets hanno sinora racimolato un record di 22 vinte e 38 perse, figlio di un talento già non clamoroso in partenza e ulteriormente diminuito dalla citata messe di infortuni subiti...e d'altronde, il fatto che, dati alla mano, il "secondo" violino offensivo della squadra dopo Deron Williams (a 21.3 di media a partita) sia Wallace in quella che è la sua peggiore stagione dal 2004/2005 (e con il 40% dal campo nelle 13 partite giocate dopo il trasferimento da Portland) è piuttosto indicativo in proposito. Inoltre, dato curioso e incoraggiante per i Celtics, la squadra di Avery Johnson ha un record pegiore tra le mura amiche (solo 9 vittorie su 29 incontri) che “on the road”...siete ancora preoccupati? Allora diciamo anche che nelle due occasioni di scontro diretto della stagione in corso il Trifoglio ha prevalso per 107-94 e 89-70, tra l'altro nel peggior momento, ovvero quando il record dei biancoverdi si trascinava attorno al 50%, prima dell'impennata di rendimento che ha portato i ragazzi di Rivers a giocarsi addirittura un insperato terzo posto ad est. Certo, teoricamente non dovrebbe esserci storia ma la pessima sconfitta contro i Raptors della notte scorsa è stata un inquietante “deja vu” per Boston, arrivata contro una squadra già di per sé non esattamente di primissima fascia e priva di tre giocatori del calibro di Bargnani, Calderon e Bayless. Inoltre, per sovramercato, New Jersey è reduce da una convincente vittoria a Philadelphia arrivata grazie alle ottime prestazioni dell' ex Gerald Green ( 23 punti) e del "quasi-ex" MarShon Brooks (22).
La squadra di casa dovrebbe dunque scendere in campo con Shelden Williams in posizione di centro, affiancato da Kris Humphries, DeShawn Stevenson, MarShon Brooks e Deron Williams.
Shelden Williams, vecchia conoscenza bostoniana, sta vivacchiando su cifre interlocutorie (4.9 punti e 6.2 rimbalzi in 22 minuti). Sappiamo bene quali siano i suoi pregi e i suoi difetti e quanto posa soffrire il brillante Kevin Garnett dell'ultimo periodo su entrambi i lati del campo. Giocatore non baciato dal "sacro fuoco dell'agonismo", resta un apprezzabile rimbalzista e, potenzialmente un ottimo difensore (non dimentichiamo che ai tempi dell'università fu nominato due volte ACC e NCAA "Defensive Player of the year"). Offensivamente offre un decente gioco in post e una buona mano, ma la parola "solido" poco gli si addice, e in un mondo fatto di contatti e gomitate non è un handicap da poco. A completare il pacchetto-lunghi Chris Humphries che, dati alla mano, sta maturando la migliore stagione in carriera, con un'incoraggiante doppia doppia di media per punti e rimbalzi (rispettivamente 13.7 e 11). Solida presenza sotto le plance (e questo potrebbe rappresentare un problema per i Celtics che non hanno nel presidio dei tabelloni il loro punto di forza), è di fatto il terzo miglior realizzatore della squadra: non esita a prendersi il tiro dalla media, anche se non può dirsi la specialità della casa. Meglio quando riesce a puntare a canestro, aiutato da un buoni ball handling e controllo del corpo, che gli permettono di arrivare “fino in fondo” specie se opposto a difensori non particolarmente solidi (attenzione a Bass).
In posizione di ala piccola, nel caso (probabile) in cui Wallace non fosse in grado di presentarsi in campo, a prendere il suo posto sarebbe l'ormai veterano DeShawn Stevenson, al dodicesimo anno da professionista, capace di costruirsi la fama di ottimo difensore e tiratore da tre, anche se nel campionato in corso non può certo dirsi un "fattore" da oltre l'arco, avendo messo a segno solo il 28.6% dei tentativi effettuati. E veniamo a MarShon Brooks, "possibile" Celtic in sede di draft; il ragazzo sta facendo molto bene: 29 minuti di media e 12.2 punti da rookie. Mediocre passatore, ha tuttavia eccellenti doti realizzative, già peraltro emerse negli anni universitari: capace di costruirsi efficacemennte il tiro e di saltare l'avversario diretto, può rappresentare una seria minaccia per le difese avversarie; anche dall'altra parte del campo può crescere molto: dotato di notevole "apertura alare" e di buona reattività, manca sostanzialmente di esperienza per "salire di livello". Chiude lo "starting Five" la "stella" Deron Williams, che accentra grab parte delle responsabilità offensive, con oltre 17 tiri a partita presi (peraltro convertiti con un affatto indimenticabile 40.9%). "Malino" nell'ultima settimana, con un orribile 1/13 da oltre l'arco nelle ultime tre gare, condite da ben 14 palle perse.
Ovviamente, data la moria dei titolari, la panchina non offre molto ma è obbligatorio un cenno a Gerald Green, vecchia croce (molto) e delizia (pochino) in un passato celtico non esattamente esaltante. L'atleticissimo Gerald, il cui potenziale non è mai stato messo in dubbio, a 26 anni sembrerebbe aver messo la testa a posto e dopo i 32 rifilati ai Cavs l'8 di Aprile si è ripetuto ieri notte "ammollandone" 23 a Iguodala e ai suoi Sixers: in 24.6 minuti di media viaggia con l'impresionante percentuale dal campo del 50.4% (39.3% da tre punti), per un totale si 13 punti ad allacciata di scarpe. Completano la rotazione (con minutaggi rispettabili) Anthony Morrow e le sue buone abilità balistiche, il rookie Jordan Williams, Johan Petro e Sundiata Gaines.
Le circostanze impongono di prendere in seria considerazione l'ipotesi di giocare per vincere (per chi ha visto la partita di ieri la cosa non è così scontata). Tre gare di vantaggio sugli abulici Sixers dell'ultimo periodo sembrano una polizza accettabile, ma a questo punto perchè non farsi ingolosire quantomeno dalla possibilità di sopravanzare stabilmente i Magic privi di Howard fino ai playoffs o gli Hawks già maltrattati non più tardi di 5 giorni addietro?
Boston Celtics (34-25) at New Jersey Nets (22-39)
Saturday, April 14
7:30 PM ET
Regular Season Game #60, Road Game #30
TV: CSNNE, YES, NBA-LP 755(BOS)/756(NJN)
Radio: WEEI, WFAN
Prudential Center
Boston Celtics
Probable Starters
PG: Rajon Rondo
SG: Avery Bradley
SF: Paul Pierce
PF: Brandon Bass
C: Kevin Garnett
Celtics Reserves
E'twaun Moore
Greg Stiemsma
JaJuan Johnson
Sasha Pavlovic
Marquis Daniels
Ryan Hollins
Keyon Dooling
Injured
Jermaine O'Neal (wrist) out
Ray Allen (ankle) out
New Jersey Nets
Probable Starters
PG: Deron Williams
SG: MarShon Brooks
SF: DeShawn Stevenson
PF: Kris Humphries
C: Shelden Williams
New Jersey Reserves
Sundiata Gaines
Johan Petro
Anthony Morrow
Gerald Green
Jordan Williams
Armon Johnson
Injured
Gerald Wallace (hamstring) questionable
Brook Lopez (ankle) out
Jordan Farmar (ankle) out
Damion James (foot) out
Grazie a FLCeltsFan (Twitter @FLCeltsFan) per i dati sulla partita




Commenti
L'unica certezza è che la L canadese avrà dimostrato ai titolari che almeno un livello di impegno al 50% sia necessario ogni volta.
I Nets sono una cattiva squadra, ma, al contrario dei Raptors, hanno qualche giocatore vero: da Derone passando a Humphries, da Brooks al "nostro" Green, persino Morrow, potrebbero avere quella giornata positiva che ci mette in seria crisi perchè sanno giocare, ognuno per le sue caratteristiche.
E allora chiedo ancora una volta un primo tempo serio per puntare a un ultimo quarto con JJJ in campo!
Let's go Celtics!
http://www.youtube.com/watch?v=XAg1Y9fqSpw
il biondo dell'Indiana è libero??? ;)
He was the better forward, I was the better guard [cit. Earvin Magic Johnson]
non c'è nulla che possa sostituirli
Riguardo la partita non so come esprimermi, NJ è una squadra capace di qualsiasi cosa, può stavincere come straperdere...non ci resta che aspettare e sperare di vedere un quintetto carico e in palla, e poi la panchina ancora più carica dei titolari
PS: credo tantissimo in Stiemsma
Certo non belli, ma quelli che avremmo voluto a Toronto e, devo dire purtroppo, limitando il contributo dalla panchina ai soliti tre (ottimo Stiemsma) anche se i titolari hanno giocato quella trentina di minuti che potrebbe essere decente stanotte a Charlotte.
Vinciamo un'altra battaglia a rimbalzo. Nel nostro caso fa sempre notizia.
Ragazzi cari, se Avery mette nel suo arsenale pure un tiro discreto dall'arco, qui abbiamo fatto tombola. Sull'atletismo poco da aggiungere, ma quello che seduce di questo ragazzo è la mentalità e l'intensità elevata in ogni giocata e fase del gioco. I PO saranno lui un'interessante banco di prova.
Rajon Rondo & Stiemsma: cresce l'intesa. L'olandese stoppante, grabbante ora è con crescente costanza pure schiacciante.
Diamine, avessimo uno straccio di lungo che tira giù rimbalzi e difende...pure nonno Camby andava bene. Vabbé faremo di necessità virtù. Come abbiamo fatto per tutta questa stagione. Alla fine direi che la stiamo cavando oltre le attese. Ma si sa, i Celtics sono nati per stupire.
Grande finale di stagione di Indiana. Il terzo posto è meritatissimo. Complimenti.
In realtà ce l'aveva già il tiro da tre, visto che a Texas nel "one and done" ha tirato col 37,5%.
Finchè non avremo in tasca la Atlantic, però credo che non ti risponderà.
E poi in borghese abbiamo già Ray Allen, Jeff Green, Jermaine O'Neal e Chris Wilcox... :)
Citazione:Ti devo correggere, di falli ne ha fatti "solo" 4, che sommati alle 3 palle perse (conseguenti a 3 falli offensivi) fa un tabellino che nemmeno Dario Argento si sarebbe potuto inventare.
ieri ero “ammirato” per la stessa cosa... è vero che il vantaggio era ancora “rassicurante” però in 30 sec ha spento le velleità di remuntada dei nets con grande autorità
Io invece la penso proprio come lo Zio. Questa squadra ha dimostrato che se gioca come sa non c'è fattore campo che tenga, soprattutto con squadre come Atlanta e Philadelphia. Per contro, comunque giocheremo senza avere il vantaggio del campo con le uniche due squadre forti ad Est, Chicago e Miami.
Quindi io più che lottare per un quarto posto piuttosto che un quinto o un sesto cercherei di preservare i nostri big in vista dei PO puntando anche ad una migliore posizione al prossimo draft...
L'anno prossimo potrebbe ritirarsi PP e non sappiamo se Ray e KG rinnoveranno. Quindi piena rifondazione con scelte che, in uno dei migliori draft degli ultimi anni, ad oggi sarebbero una 21 ed una 24..... Non mi sarebbe spiaciuto avere una scelta intorno alla 15 per poi puntare ad una scalata nel draft cedendola insieme a quella dei Clippers (che ahimè stanno andando fortissimo!)
Lasciando perdere Toronto, che è definitivamente la nostra "bestia nera"
Per quanto riguarda le rotazioni, anche a me piacerebbe vedere i 3 dedicarsi a ozi e vizi in attesa dei PO. Purtroppo, come già fatto notare da altri, le rotazioni sono così risicate che la coperta è corta. Ieri non ci è andata male, contro i lucertolonti decisamente peggio, va detto però che fino all'ultimo abbiamo cercato di portarla a casa e per poco ci riuscivamo. Quindi non mi sento di biasimare il Doc. Contro Montregana ... cioè, Charlotte, è imperativo portarla a casa.
Direi starting five a tavoletta e sperare di scavare un solco per gestire uno o due quarti con tranquillità.
In other news, Ryan Hollins got 2 rebounds in 3 mintues. Clearly he's on pace for a 30 rebound game any day now. @JeffClark celticsblog
Ma Rivers non è più stupido di me, di te o di Zio Trifoglio, e sa che per cominciare i playoffs con la giusta tensione mentale devi comunque arrivare col morale alle stelle, e ce l'hai solo se arrivi giocando bene.
Anche per questo si è preso le colpe della sconfitta di Toronto, ammettendo più o meno di aver abbassato il livello di attenzione dei giocatori mentre "pasticciava coi quintetti".
A questo punto non credo che una partita o due in meno cambino il "livello di stanchezza" dei senatori, io li farei giocare qualche minuto di meno, ma li terrei sempre in quintetto base a meno che non stiano male o a meno che non manchino due partite e la griglia fosse decisa.
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