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Podcast
Il terzo PodCast di I Am a Celtic parla della storia di un tifoso del numero 33 dei Celtics.
Per scaricare sul proprio Computer o Smartphone il podcast cliccare con il tasto destro del mouse e selezionare "Salva oggetto con nome" sul link sottostante :
Scarica il podcast #3 : Uno di noi
“Questa è la storia di uno di noi”… così iniziava una vecchia canzone di Adriano Celentano. E quella che vi racconto è proprio la storia di uno di noi, anche se poi le cose della vita lo hanno portato ad imboccare una
strada ben diversa dalla nostra.
Cosa possono avere in comune i tifosi di questo sito ed Eric Torpy? Semplice: la passione per un atleta dai baffetti biondi e dal numero 33 sulla maglietta: Larry Joe Bird.Solo che Eric è un po’ più svantaggiato di noi, visto che cresce a Riverside, California e, si sa, da quelle parti un ragazzino bianco con una maglia verde e la scritta “CELTICS” sul petto non è che sia particolarmente
ben visto.
Anche perchè le odiose campagne mediatiche”subliminali” in quel periodo hanno “passato” l’idea che quelli del Trifoglio siano razzisti, come risulta chiaro anche oggi quando Jemele Jill di ESPN arriva a dire che “tifare per i
Celtics è come dire che Hitler era una vittima” o quando Dan LeBatard del Miami Herald afferma che “i Celtics sono Osama Bin Laden”.
Ad essere sinceri non è che ad Eric dispiaccia troppo menare le mani, e nella terra di “Magic” per difendere l’onore del “suo” Larry Bird le risse sono frequenti. A volte però la rissa arriva anche per motivi “extracestistici”, solo perché – diciamo così – non è che la famiglia Torpy faccia parte della “crema” di Riverside.
Però i momenti in cui può guardare in TV il suo idolo Larry Bird assieme al padre sono splendidi e lo ripagano di tutto l’amaro che comincia a percepire nella sua giovane vita. “Larry Legend” è ormai nella parte discendente dellasua sfolgorante carriera, ma Eric sente un vincolo con quel campagnolo che grazie al talento ed alla dedizione è uscito dalla povertà e dalle risse. Forse ci può riuscire pure lui, forse non nel campo del basket, forse come avvocato o come medico…
Il problema è che Eric non ha quell’incredibile mix di talento e dedizione che hanno forgiato la vita di Larry. E non ha nemmeno la sua altezza. Ecco quindi che il suo sogno sportivo/legale/medico si infrange presto, e finito il liceo si trova ad installare condotti d’aria per riscaldamento e condizionamento. Come dice quel vecchio detto, poi, “puoi fuggire dalla strada, ma la strada non può fuggire da te”: l’ambiente in cui sei nato è parte di te, e lo sarà sempre anche se provi a cambiare. E siccome con i condotti d’aria non fai troppi soldi e vivi una vita grigia, ecco che per risolvere il problema “soldi” comincia a rubare automobili, e per risolvere il problema “vita grigia” comincia a “tirare” cocaina o ad alzare il gomito.
Entra nella classica “spirale del crimine”, e viene arrestato più volte. Gli prendono le impronte digitali, il DNA, gli fanno i “mug shot”, quelle foto di fronte e di profilo dalle quali ci sbircia con occhio torvo, quasi a dimostrare che non ha paura e che è in grado di cavarsela benissimo da solo.
In realtà Eric non è capace di farcela da solo: è un ragazzo immaturo, ed il fatto di passare molto tempo in stato di alterazione mentale a causa delle droghe o dell’alcol non giova alla sua causa. Così che questo ragazzo, tifoso di Larry Bird e tanto simile a noi, diventa sempre più diverso, fino a trasformarsi in un delinquente abituale. Nel frattempo dalla California si è spostato nell’Oklahoma, ma non è che il trasloco sia servito a migliorare il suo rapporto con la Legge.
Ventiquattro anni, una fedina penale già da “sorvegliato speciale” delle forze dell’ordine, una serata con troppo “Jack Daniels” in corpo e troppa cocaina nei polmoni. Ad allietare la serata del 12 dicembre 2002 a lui ed all’amico George Helt, altro delinquente incallito, pure una bottiglia di “Everclear”: alcol puro. Un giro in macchina per Oklahoma City, e si passa davanti al “Little Caesar’s Pizza” la pizzeria che fa parte della famosa catena resa famosa dallo slogan “Pizza-Pizza!”. Torpy e Helt da uno dei finestroni vedono uno degli impiegati maneggiare l’incasso della serata, e
siccome – guarda caso – a bordo della macchina di Helt ci sono un fucile e due passamontagna, alle menti obnubilate da alcolici e droga scatta l’idea di fare qualche soldo nella vecchia maniera, alla “John Dillinger”. Entrano nel locale, Helt spiana il fucile intimando il classico “questa è una rapina”, e Torpy brandendo un coltellaccio si fa consegnare il denaro. Poi un intoppo, Helt si innervosisce e spara due volte su dei dipendenti. Panico, caos, i rapinatori fuggono e nella concitazione Eric perde il passamontagna rosso sulla “scena del crimine”.Alla polizia della contea ci vuole più di un anno per completare le indagini ed andarlo a prendere: il DNA recuperato nel passamontagna è sufficiente ad incastrarlo e nel marzo del 2004 viene emesso un ordine di cattura nei suoi confronti. Anche Helt viene arrestato e confessa di essere lo sparatore.
Eric finisce sotto processo e nell’ottobre del 2005 si presenta davanti al Giudice Distrettuale Ray Elliott. Anche se non è stato lui a tirare il grilletto, il delitto è grave ed i precedenti lo dipingono come delinquente incallito. Le accuse sono chiare: rapina a mano armata e concorso in tentato omicidio. La contea non è tenera con chi cerca di uccidere e con i complici, ed il giudice Elliott sentenzia “30 anni di prigione” da scontare nel penitenziario di Holdenville, Oklahoma. Ed è qui che Torpy stupisce tutti. Alza una mano e chiede di parlare. Elliott glielo concede, ed il malvivente richiede che la pena gli venga portata da 30 a 33 anni in onore del suo idolo, Larry Joe Bird. “Sono sempre stato un tifoso di Bird e dei Boston Celtics”…
Stupore in aula, il giudice lo guarda perplesso, poi acconsente. Dichiarerà in seguito ad un reporter della Associated Press: “Ha detto che se doveva cadere, voleva farlo vestendo una maglietta di Larry Bird, e sembrava felice
della cosa”.
Da quella sentenza sono passati quasi sei anni. Eric Torpy oggi sembra il classico detenuto, uno come tanti altri degli oltre due milioni di carcerati rinchiusi negli istituti statunitensi. I capelli cortissimi con una calvizie incipiente, la tenuta blu del dipartimento carcerario statunitense, lo sguardo freddo ed un tatuaggio sotto all’occhio destro. Gli altri detenuti nel carcere di media e massima sicurezza di Holdenville, Oklahoma, lo lasciano in pace. Quel pazzoide che ha chiesto tre anni di galera in più gli fa un po’ paura, ed anche se non conoscono le teorie di Lombroso, sanno che per capire quanto “male” c’è nel passato di un uomo a volte basta guardarlo in faccia. E la faccia di Eric è un ovale freddo con gli occhi inespressivi, da squalo. Se è vero che gli occhi sono lo specchio dell’anima, quando fissi il volto di Eric Torpy sei affacciato sull’Abisso.
Qualche detenuto lo evita. Altri, quando lo incrociano, gli fanno il segno “33” con le dita, ed Eric sorride piegando gli angoli della bocca. Gli fa piacere essere riconosciuto, anche se sa che in fondo tutti lo ritengono un po’ un idiota. “So che Larry Bird pensa che io sia scemo. E’ quello che pensa persino la mia famiglia”. Però poi ti mostra con orgoglio i due gomiti, su ognuno dei quali ha fatto tatuare un bel “3”…li unisce, e messi insieme ricordano ancora una volta il suo idolo…
Nella cella sono appese foto del “Baffo di French Lick”, oltre che ritagli di Playboy…ma non quelli piccanti, perché ai detenuti non è permesso…solo quelli che parlano di Eric Torpy, lo stranissimo delinquente che ha deciso
di scontare una pena più lunga in onore del suo idolo.
“Non volevo fare lo spaccone – ammette oggi, lo sguardo che si abbassa a carezzare le fredde piastrelle marroni – ed oggi sono pentito della mia richiesta. Anche se mi ha reso famoso, sono finito su ESPN e Jay Leno mi ha preso in giro nella sua trasmissione, oggi vorrei non aver chiesto quei tre anni in più”. Del resto sei anni in una cella di tre metri per quattro possono piegare individui ben più duri. “Sono cambiato molto – prova a convincersi prima che a convincere – e leggere la Bibbia mi è stato di grande aiuto. E nel tempo libero gioco a basket, a forza di allenarmi posso tirare da tre segnando sei tiri su dieci, proprio come Larry”.
Torpy sorride per la prima volta, e mi accorgo che il tatuaggio vicino all’occhio destro è un piccolo trifoglio. Se continua a comportarsi bene, mi ha confidato Bryan Yandell, il sovrintendente del carcere, potrà ottenere la libertà vigilata nel 2033…
Saluto Eric e lo ringrazio per l’intervista, e mentre supero una dopo l’altra le innumerevoli porte blindate del carcere di Holdenville penso che allora avrà 55 anni, di cui metà passati in prigione. A volte fai le scelte sbagliate, a volte credi di poter scegliere ed invece non è così, a volte è la vita a scegliere per te. E quando credi di poter diventare un medico, un dottore, un nuovo Larry Bird, ti sbatte in galera per trent’anni.
O trentatré, come il numero su quella maglietta verde.




Commenti
Nell'essere grato alla vita per avermi reso un tifoso di Bird diverso dal protagonista di questo podcast, mi pare emblematico e, alla fine, corretto l'anno di scarcerazione: il 2033!
E - a parte la performance di questo podcast - non sono così male, a detta di chi mi sta intorno... :)
Vorrà dire che al prossimo raduno ti chiederemo un'esibizione, preferisci prima o dopo l'accoppiata vini friulani/piemontesi?
L'incredibile "ossessione" di questo ragazzo per Larry l'ha forse portato a compiere un gesto francamente folle e difficilmente comprensibile ai più; decidere di prolungare la permanenza in carcere "in nome" del tuo eroe è sicuramente un'esagerazione che peraltro non dovrebbe neppure essere permessa (mi chiedo cosa dice in merito il diritto penale applicato dal giudice), oltretutto considerando che in questo caso la pena di per sè sembra sproporzionata rispetto al delitto commesso.
Comunque sia, la speranza è che il "modello-Bird" possa essere usato in modo più costruttivo una volta che questo tifoso speciale uscirà di prigione, e che proprio nella determinazione, nel "drive" e nella costante voglia di migliorarsi tipicamente "birdiani" possa trovare una fonte d'ispirazione per una vita lontana dal crimine.
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