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G5 2° Round : Boston Vs Philadelphia 101-85
movi
Beh, non mi sembra siano possibili scambi a playoffs in corso o a ... -
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pagliardo
ray allen non si discute (e non si tocca) ed è giusto aspettarlo per ... -
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movi
allora siamo daccordo... basta poco che ce vo'... :-) Credo che non ... -
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Dan Layus
Beh, Fabio, qui mi trovi in disaccordo , ed è una delle poche ... -
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goceltics68
Rose, Noah, Bosh, mezzo Wade... Questa si che è programmazione! Adesso ... -
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Legend
In effetti il concetto manicheo ricostruzione/corsa ai playoffs è ... -
Oklahoma City in finale di conference contro San Antonio
calabrone66
Paragonarmi il bistecca a Casey...Leo, per questa volta sei perdonato ... -
Oklahoma City in finale di conference contro San Antonio
giancleto83
:-* Dispiace davvero per LAL, mannaggia....
La Storia dei Celtics
Nella prima sfida della serie con New Jersey il principio è stato puntualmente confermato: Boston ha tirato col 41%, Pierce e Walker si sono presi la metà dei tiri della squadra, ed i Nets hanno approfittato della manovra corale ispirata da Jason Kidd per tirare col 49,4%, mandare in doppia cifra sette giocatori e vincere 104 a 97. In gara due la truppa di O’Brien si è messi in trincea e nonostante una serata da tregenda della coppia di punta (Pierce 3 su 20 al tiro, Walker 11 su 32), ci si è imposti per 93 a 86 costringendo gli avversari ad un tiro segnato ogni tre tentativi. I Celtics al Fleet Center (ribattezzato per l'occasione "The Jungle", "La Giungla" in onore del pandemonio scatenato dai tifosi) hanno vinto tutte e cinque le partite disputate nel corso di questi playoffs, e nella terza gara “partono” con Kenny Anderson e Paul Pierce in guardia, Eric Williams ed Antoine Walker in ala e Tony Battie in posizione di centro. I Nets schierano Jason Kidd, Kerry Kittles, Keith Van Horn, Kenyon Martin e Todd MacCulloch e fin dalla palla a due vogliono dimostrare che la partita precedente è stata solo un incidente di percorso. La prima impressione è che Boston ci si perda, nella "Giungla": Eric Williams segna l’1 a 0 su… “rigore” (tiro libero) ma poi New Jersey va a referto con quattro canestri in fila. Keith Van Horn commette subito il secondo fallo ed al suo posto entra in campo la matricola Richard Jefferson che segna due volte. Quando Walker sbaglia da tre e gli ospiti si portano sul +10 (14 a 4), mancano 6’ e 36” al termine del primo parziale, Boston ha realizzato solo un tiro su dieci tentativi e Jim O’Brien è costretto a chiamare time-out.
I padroni di casa escono bene dal minuto di sospensione ed Eric Williams segna due liberi: “Original Creation” ha all’attivo cinque dei sei punti biancoverdi. L'inizio di un recupero? No. Altra “imbarcata” con annesso parziale di 8 a 0 propiziato da 4 punti di Kidd e 2 di Jefferson e Kittles. La serata infernale prosegue tra errori, svarioni e palle perse, e gli ospiti ne approfittano per allungare con un altro scossone che dal 23 a 11 li porta sul 28 a 13 alla prima sosta breve.
Nel secondo quarto i biancoverdi provano a riavvicinarsi ma vengono rispediti a distanza di sicurezza: una prima volta quando 4 punti di Walker riportano Boston a -6 (28-34, ma sono Van Horn e Martin a confezionare il contro-parziale), ed una seconda quando è invece Pierce ad insaccare 4 punti (32 a 38) a cui fanno seguito un tiro da tre di Lucious Harris ed un layup in contropiede di Jason Kidd. Walker infila due personali a 2' e 29" dall'intervallo lungo (34 a 43): i Nets ammutoliscono il Fleet Center con una "spallata" da 11 a 0 che manda le squadre negli spogliatoi sul 54 a 34.
Errori al tiro (Pierce è 1 su 10), palle perse, tutto sembra congiurare contro la gang del Trifoglio, anche perchè alla ripresa delle ostilità gli ospiti sembrano più decisi che mai ad impartire una bruciante lezione ai biancoverdi in campo ed a quelli sugli spalti. Cinque punti di Kittles e due di Kidd (con Boston a trovare solo un delicato tap in di Walker) regalano il 61 a 36 ai Nets, e quando a 8' e 30" dalla fine del terzo quarto Van Horn manda per aria Eric Williams con una finta e va a concludere con un morbido "jumper" dalla media, il vantaggio tocca le 26 lunghezze sul 65 a 39.
I Celtics "erodono" il divario di qualche punto, ma è evidente che è la squadra di Byron Scott ad avere in mano il “timone” della partita. Senza eccessiva fatica Kidd e compagni attraccano alla fine del terzo periodo tenendo “in stiva” un margine cospicuo, e si preparano a gettare l'ancora. Sull'altro fronte, la frustrazione dei tifosi è evidente mentre il tabellone segna il punteggio di 74 a 53 in favore di New Jersey.
"The Jungle" si è trasformata in una pista da circo dove le belve, ammaestrate dalla sapienza del domatore Jason Kidd, sembrano aver perso ogni istinto belluino. Pierce mentre esce dal campo per l'ultimo "riposo corto" vede un paio di riserve dei Nets fissarlo e ridacchiare, e la rabbia comincia a montare. Sta tirando 2 su 14 dopo il 3 su 20 dell'incontro precedente.
E nel "huddle" ad accoglierlo ci sono le parole di fuoco del capitano Antoine Walker: "Non me ne frega un *blip* di che *blip* succederà nel quarto quarto. Ma, che vinciamo o che perdiamo, combatteremo fino alla fine. Non ci faremo trattare di *blip* a casa nostra". E poi, rivolgendosi al numero 34: "E tu, prendi in mano questo *blip* di partita. Comincia a trascinarci, attacca, attacca, attacca"!
A questo punto la rabbia di Pierce è incomprimibile. Umiliato dal punteggio, dalle figuracce nelle ultime due partite, dal silenzio raggelante che ammanta un Fleet Center fino ad allora invitto, dalle risatine di scherno degli avversari, è pronto a dare tutto quello che ha. Sa che i Celtics hanno bisogno di lui, e suona la carica con tre centri in penetrazione in un parziale di 11 a 0 che porta Boston a -10, 64 a 74, a poco più di 9 minuti dalla fine. I Nets, che pensavano di aver spezzato gli avversari, capiscono che è il momento di tenere duro e le due avversarie come due pesi massimi al centro del quadrato, si scambiano canestri come fossero diretti e montanti. I biancoverdi sembrano "bloccati" in una terra di nessuno tra gli 8 ed i 13 punti di svantaggio.
Dopo che Kittles realizza il jumper dell'88 a 78 a 4' e 07" dalla sirena, gli rispondono due tiri liberi di Walker e quattro di Rogers, a 2' e 41" dalla fine. Il pubblico ormai è in delirio, i Celtics in campo, quelli in panchina e quelli sugli spalti sentono l'odore del sangue, ed il Fleet Center torna ad essere “La Giungla”. Aaron Williams mette due tiri liberi, ma Pierce ormai è "in the zone", e la sua "estasi agonistica" produce un tiro dalla linea della carità, un'entratona ed altri due liberi per l'89 a 90 a con 67 secondi da giocare. Kittles sbaglia una tripla decisiva, Pierce va a cercarsi un fallo, non fallisce dalla lunetta e regala a Boston il primo vantaggio dopo l'1 a 0 iniziale.
E' ancora Kerry Kittles a provare un passaggio senza diritto di cittadinanza: Kenny Anderson rispolvera la furbizia da playmaker newyorchese e fa sua la palla andando poi a depositarla nel canestro dei avversario per il 93 a 90. "The Jungle" è ormai un rombo unico, è da venti minuti che i giocatori in campo non riescono a comunicare se non avvicinando la bocca all'orecchio del compagno, e quando l'orologio della partita segna 29" "to go" Antoine Walker stoppa un tiro da tre di Van Horn.
Il delirio è totale, la palla va a Pierce che dopo un fallo subito con un tiro libero mette due possessi tra Celtics e Nets: è il quarantunesimo punto dei biancoverdi nel quarto. Gli ospiti provano disperatamente a segnare ma ormai la salita è ripidissima, e Kidd sbaglia ripetutamente: alla fine avranno solo 16 punti nell'ultimo periodo, frutto di un orribile 4 su 22 (0 su 8 da tre punti) e 6 palle perse. Per Boston 11 su 19 dal campo e 18 su 21 dalla lunetta, e il numero 34 ne ha messi a segno 28 di cui 19 (contro i 16 dei Nets) nell'ultima frazione.
Esplode la festa, “The Truth” sale sul tavolo della stampa a ringraziare i tifosi per il supporto. In 171 situazioni di playoffs NBA in cui una squadra aveva preso uno svantaggio di 18 o più lunghezze, nessuna era riuscita a recuperare. Ci sono riusciti questi Celtics, anche se la magica storia della postseason 2002 non ha un lieto fine. Perderanno infatti di misura la quarta partita, 92 a 94, dopo che proprio Paul Pierce ha fallito un tiro libero “sotto pressione”. E quella sconfitta prosciugherà loro tutte le energie nervose, con i Nets a vincere tre partite in fila e a recarsi per la prima volta alle "Finals".
Che l'Ovest sia ancora troppo lontano per le squadre della Eastern Conference lo dimostreranno i Lakers con un'eloquentissima "sweep" propiziata dai 145 punti in 4 partite (36,5 di media) di un indemoniato Shaquille O'Neal. Il Trifoglio intanto si avviano mestamente a tornare nell'oblio: l'owner Paul Gaston ed il GM Chris Wallace lasciano andare i due free agent Eric Strickland e Rodney Rogers e fino alla "resurrezione" del 2007 ogni stagione biancoverde sarà "extended garbage time".



Commenti
Antoine. Il solo ricordarne le sorti mi mette una sommessa tristezza e mi fa dire/pensare: "che peccato!"
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