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Ammettiamolo, “Perk” ci manca. E non solo per le sue doti di cestista, ma anche perché quel suo sguardo torvo vicino a canestro era un po’ il simbolo di una difesa che non si sarebbe fatta intimorire da niente e da nessuno.
Ecco qui, una foto del periodo in cui per Kendrick Perkins la vita sembrava facile a Beaumont, Texas. Poi, qualche mese dopo questo scatto, il padre – Kenneth Perkins, un buon giocatore a Lamar University – lasciò la famiglia per andare a giocare all’estero…e non si fece più vedere.
Poco male, direte voi, c’era sempre la mamma, quella col nome da personaggio di Goscinny e Uderzo: Ercell Minix. Mamma era simpatica e lavorava presso un salone di bellezza. Ed è lì che venne freddata da un’amica, Sylvilla Humphrey, che le sparò al collo per futili motivi.
Furono i nonni Raymond e Mary Lewis a prendersi cura di “Perk” da quel giorno…





Commenti
Grande Perkins, mi dispiace che sia uscito l'ultimo Celtics sul campo (eddie house non vede mai il campo, quindi non lo considero) senza essere stato mai usato bene sugli scarichi in attacco.
Incarnava perfettamente il modello del mio giocatore ideale dei Boston Celtics.
Non un talento,ma un ragazzo che con la determinazione,il lavoro e il sacrificio e' andato anche oltre i suoi limiti.
Era perfetto per noi,gia'pregustavo il banner con il suo numero al TD Garden...
Ma ha fatto altre scelte.
Auguri Perk
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