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Approfondimenti
Poche ore al tipoff della nuova stagione NBA, una stagione in cui francamente è molto difficile provare a fare pronostici, esercizio già molto “contorto” in situazioni normali, basta pensare che la scorsa stagione si è conclusa con il successo di una squadra che fino ad un mese e mezzo prima dalla fine di gara 6 di finale aveva attaccato addosso l’etichetta di “eterna incompiuta senza speranze di titolo”, e a complicare ulteriormente il già “contorto” esercizio dei pronostici, ci si è messo pure un mercato caotico messo insieme in poche ore a seguito dello sblocco del lockout, con decisioni prese senza grandi riflessioni da varie parti che hanno portato l’NBA ad un panorama ancora più incerto. Da un primo sguardo, l’ipotesi che la finale 2011 possa ripetersi è tra le più accreditate, Miami di fatto non ha perso pezzi rilevanti e ha fatto aggiunte mirate come Shane Battier, Dallas dal canto suo ha perso la coppia Tyson Chandler – JJ Barea, ma ha messo a segno due colpi non trascurabili, il primo soffiando Lamar Odom ad una diretta concorrente come i Lakers, la seconda mettendo a roster uno come Vince Carter, che se riuscisse a capire che non è più una superstar (e forse non lo è mai stato) riuscendo a calarsi nel ruolo di comprimario di lusso, potrebbe essere una di quelle mosse che fanno svoltare la stagione.
Ma la concorrenza non manca, Miami con ogni probabilità a meno di clamorosi scossoni di mercato in zona deadline (tutt’altro che da escludere in questo clima dove i principali Free Agent ormai fanno il bello e cattivo tempo), sarà chiamata alla rivincita della finale di conference contro i Chicago Bulls di coach Tom Thibodeau. I Bulls procedono nella loro saggia politica dei piccoli passi, si sono astenuti dal gettarsi apertamente nella “riffa” per Dwight Howardquando in teoria avrebbero gli assett giusti per provarci, limitandosi alla firma di un Rip Hamilton che potrebbe essere l’uomo giusto per giocare accanto a Rose, per togliergli un po’ di pressione. Ad est difficilmente si potranno avere altre contender, i rinnovati Knicks sembrano ancora un gradino sotto il duo Miami / Chicago, sarà pure curioso vedere coach D’Antoni che solitamente predilige un gioco veloce alle prese con una frontline “pesante” come Anthony - Stoudamire – Chandler, il tutto senza un playmaker degno di tale nome. Fuori dai giochi che contano anche i Celtics dove Danny Ainge aveva pure fatto le cose per bene, ma prima il “rifiuto” di David West e poi il problema cardiaco che ha messo fuori gioco per la stagione il promettente Jeff Green, hanno di fatto lasciato i Big Four circondati da una dose molto limitata di talento, e con una frontline poco consistente aggrappata al solo Kevin Garnett.
Ad Ovest Dallas troverà nei frizzanti Oklahoma City Thunder l’avversaria più credibile, i Thunder sono una squadra giovanissima, con una grandissima mentalità difensiva, gambe buone per correre sui 28 metri, e una panchina non profondissima ma senza dubbio molto efficace grazie al sesto uomo James Harden, al roccioso Nick Collison visto nei playoff e al “ragionatore” Eric Maynor. Tutt’altro che da escludere che i Thunder si prendano il miglior record dell’Ovest in stagione regolare, in ottica playoff potrebbe mancare quel pizzico di esperienza, ma se le palle che scottano saranno alzate delle vellutate mani di Kevin Durant (mio candidato per il premio di MVP) i Thunder non possono avere altro obbiettivo finale che il titolo. La seconda fascia dell’Ovest proporrà le due squadre di Los Angeles e i Memphis Grizzlies. I Lakers sono rimasti fregati sul fronte Chris Paul, ma la cessione di Lamar Odom va letta sicuramente come una mossa preparatoria per un futuro colpo sul mercato. E’ chiaro che l’obbiettivo non può essere che Dwight Howard, che però potrebbe portare ad ulteriori scombussolamenti del roster con il coinvolgimento della coppia Bynum / Gasol. Resta difficile quindi accostare i Lakers al titolo sia nella configurazione attuale, sia in ottica futura, anche perchè la panchina è pressochè inesistente, e oltretutto il roster è saturo di problemi interpersonali, con Kobe Bryant alle prese con un divorzio che si prospetta sanguinoso, con Pau Gasol ai ferri corti con lo stesso Bryant per motivi extracestistici, con un Ron Artest nel suo mondo. Grandi novità sull’altra sponda della città degli Angeli, l’arrivo di Chris Paul a fianco dello sbalorditivo Blake Griffin della passata stagione, coniugato al rinnovo del promettente DeAndre Jordan e all’arrivo di Caron Butler fa fare ai Clippers un notevole salto di qualità, sicuramente sufficiente per centrare i playoff dopo una astinenza di diversi anni, ma da vedere come un primo passo ancora non sufficiente per lottare per l’anello, anche perchè coach Del Negro sarà alla sua prima esperienza con una squadra di alto livello. Molta attesa anche per i Grizzlies, reduci da dei playoff sbalorditivi, e con un roster pressochè immutato.
Tornando ad est un le squadre che si giocheranno i restanti quattro posti da playoff sono individuabili in Philadelphia, Orlando, Atlanta, Indiana, con Nets e BobCats come possibili incursori. I Sixers sono una squadra con una indubbia dose di talento sicuramente destinata a fare progressi. Il reparto esterni è sicuramente di alto livello, la cabina di regia è affidata al promettente Holiday con il funambolico Louis Williams a coprirgli le spalle, mentre nei ruoli 2-3 il quartetto Meeks, Iguodala, Turner e Young offre persino problemi di abbondanza anche se è Thaddeus Young sicuramente potrebbe sconfinare come backup nel ruolo di ala grande. Qualche problema in più nella frontline dove Brand appare in netto calo rispetto agli anni migliori e dove Spencer Hawes è chiamato all’anno della verità per definire se potrà essere quella presenza sotto le plance che tutti si aspettano sin dal suo arrivo in NBA, oppure se sarà uno dei tanti lunghi dalle mani educate che non sono riusciti a sfondare. Altro uomo di impatto dal pino per i Sixers Marreese Speights, e attenzione pure al rookie Nikola Vucevic. Se c’è una squadra che potrebbe scalzare una tra New York e Boston dai primi quattro posti ad est, questa sono sicuramente i Sixers. I destini dei Magic sono ovviamente legati a cosa farà Howard, voci insistenti danno per scontato che sia stato “obbligato” a fare da padrone per l’All Star Game 2012 che si svolgerà appunto ad Orlando, ma poche ore dopo potrebbe fare le valigie destinazione Lakers o Nets. Se Howard optasse per la permanenza in Florida i playoff per i Magic arriverebbe in automatico nonostante un mercato insapore, se Howard optasse per l’addio ai Magic, la qualificiazione ai playoff sicuramente diventerebbe molto ardua. E alla decisione di Howard sono legati pure i destini dei Nets, ovviamente se i Nets portassero a casa Howard anche per loro i playoff diventerebbero praticabili, altrimenti sarebbe un obbiettivo arduo con la configurazione iniziale. Atlanta è reduce da una qualificazione al secondo turno con tanto di upset, ma la sensazione rimane la solita da tre anni a questa parte, squadra che ai playoff ci va in automatico, ma che difficilmente potrà avere grandi picchi in offseason, anche perchè a guardare a fino nell’upset dello scorso anno una grossa mano la dettero i Magic in piena involuzione. Indiana è una squadra invece molto intrigante, il progetto di Larry Bird inizia a prendere forma, ci sono tanti buoni giovani con in mezzo due signori giocatori come Danny Granger e il neo arrivo David West. Manca forse la stella di prima grandezza, ma nonostante questo i Pacers saranno una squadra in forte crescita, e la qualificazione ai playoff dovrebbe arrivare senza particolari problemi. Timide speranze per i BobCats, squadra dal talento limitato, ma con carattere, purtroppo per loro i margini di crescita sono limitati e la gestione del mercato è disastrosa dall’anno in cui si sono affacciati in NBA.
Il resto dell’est vivrà la classica stagione fatta di timide speranze di crescita che pian piano lasceranno spazio a speranze in ottica draft 2012 che si profila di altissimo livello, con diversi potenziali futuri franchis player. A Toronto sono rimasti sostanzialmente con le mani in mano, e un roster già povero di talento, quindi andrà incontro ad una stagione di basso livello. Situazione pressochè analoga per i Bucks, che hanno cambiato giocatori di secondo piano, ma che a livello di talento medio restano una squadra di basso livello, per di più senza potenziali star che possano causare picchi di rendimento inattesi. Qualche attesa in più a Cleveland non tanto per i risultati quanto per vedere all’opera Kyrie Irving e Thristan Thompson scelti altissimo allo scorso draft, a Washington dove si spera di ammirare tutto il potenziale di John Wall dopo una stagione da rookie troppo travagliata dal punto di vista fisico per essere attendibile, e a Detroit dove ci si attende una crescita media importante soprattutto da uno dei lunghi giovani più promettenti della lega come Greg Monroe.
Ad Ovest sotto il quintetto di alto livello sopra citato si candidano per un posto ai playoff gli Spurs che perso lo stato di contender, stanno vivendo una fase di transizione dignitosa, però attenzione perchè a roster potrebbero proporre un paio di novità importanti in ottica futura come Tiago Splitter, reduce da una promettente stagione di rookie, e nell’età giusta per far capire quanto potrà incidere nella NBA, e il rookie Kawhi Leonard, su cui si punta forte, visto che per avere i suoi diritti di scelta è stato ceduto il vero difensore dell’anno della passata stagione “George Hill”. Per gli Spurs playoff sicuri.
Il restanti due posti ai playoff per l’Ovest sono una autentica terra di conquista per le restanti nove squadre, dove ognuno può avere i giusti argomenti per ambirci. Si parte dalla storica solidità dei Jazz dove però saranno ad una sorta di anno zero, senza un giocatore di punta su cui incentrare il progetto, ma con tanti buoni giocatori in rampa di lancio. Situazione analoga a Denver alla prima stagione del post Melo, talento ce ne è, con Danilo forse giocatore cruciale, ma ci sono anche tanti piccoli problemi da risolvere strada facendo. Sembra paradossale ma anche Minnesota ha ambizione di playoff, d’altronde la sbalorditiva stagione di Kevin Love individua nell’ex UCLA il giocatore di riferimento, ma arrivano anche due rookie di altissimo livello come Rubio e la seconda scelta assoluta Derrick Williams, e poi si spera che sia l’anno della svolta per Michael Beasley. Insomma i motivi per almeno illudersi non mancano. Situazione complicata a Houston dove francamente si riparte con un nuovo coach ma con un roster dove di margini di sviluppo se ne intravedono pochini, situazione ancora più complicata a Portland dove con il ritiro di Brandon Roy e il quasi ritiro di Greg Oden, svanisce il grande sogno nato nel biennio 2006-07 e ci si dovrà scontrare con una realtà ben diversa da quella che poteva essere. Altra squadra in un limbo che non preclude totalmente speranze di playoff i Warriors del neo coach Mark Jackson, non mancano le individualità, ma è sempre mancata quella consistenza per cui è stato chiamato in ballo un grande intenditore di basket come Jackson. Speranze molto ridotte invece per cantieri aperti come Kings (dove però c’è il personaggio che potrebbe infiammare le folle come Fredette e dove ci sono due potenziali ottimi giocatori come Evans e Cousins), Phoenix dove ormai siamo a Steve Nash circondato dal nulla, e New Orleans che ha settato la sua ricostruzione attraverso il prossimo draft dove oltre alla loro scelta (presumibilmente altissima) avranno pure quella di Minnesota.
Due parole sui singoli, la classe dei rookie non offre grandi individualità la corsa per il rookie of The Year dovrebbe essere una corsa a due tra Kyrie Irving e Derrick Williams, possibile sorprese il play dei BobCats Kemba Walker, i già citati Jimmer Fredette Kawhi Leonard, Nikola Vucevic, il “playmakerone” dei Knicks Iman Shumpert, attenzione anche a Marshon Brooks uno che al college segnava tantissimo, e al play scelto da Miami Norris Cole di cui in molti parlano molto bene. La corsa al premio di MVP a mio parere sarà una corsa a tre, fra l’MVP in carica Derrick Rose, il suo predecessore LeBron Kames, e Kevin Durant, e personalmente penso che sarà l’anno di Kevin Durant.
Si parte quindi .. ecco i miei Ranking in sede di Preview :EST
- Miami
- Chicago
- New York
- Boston
- Philadelphia
- Indiana
- Atlanta
- Orlando
- New Jersey
- Charlotte
- Washinton
- Detroit
- Cleveland
- Miwaukee
- Toronto
OVEST
- Oklahoma City
- Dallas
- LA Lakers
- LA Clippers
- Memphis
- San Antonio
- Utah
- Denver
- Minnesota
- Houston
- Sacramento
- Portland
- Golden State
- Phoenix
- New Orleans





Commenti
Intanto prime "catastrofiche" cifre sull'impatto del lockout sulle economie locali, si parla di 7-800 milioni di dollari persi, non per NBA e giocatori, ma per tutte le attività che ruotano intorno all'NBA, ristoranti, alberghi, merchandaising, pubblicità, trasporti etc etc.
Dallas ha vinto quanto ha messo in quintetto un centro tosto come Chandler accanto a WunderDirk. Chandler riempiva l'area, sgravava Dirk dai compiti difensivi e limitava il pick'n roll avversario tenendo bene quando Kidd (monumentale ma 37 anni) perdeva l'uomo dal primo passo. Questo è stato uno (o forse "il") dei segreti dell'anello texano. Per quanto mi piace uno come Odom (talento, potenza, rimbalzi), si tratta di un giocatore ben diverso, un ala fantastica ma sempre un ala. L'aggiunta di Vinsanity poi potrà far vincere ai Mavs un paio di partite in regular season, ma ai playoff bene che va non fa danni.
I Clippers mi sembrano finalmente una squadra costruita come si deve. Se funziona Billups in guardia hanno un quintetto ottimo, con Paul a far girare la giostra e due bestie come Griffin e Jordan sotto canestro. Ma quello che mi stupisce è la panchina, garantisce punti, difesa e rimbalzi. Mo Williams può diventare la scheggia impazzita di questa squadra, Ryan Gomes è un "role player" con due palle grandi cosi (e a Boston lo sappiamo bene), il Reggie Evans appena firmato tira giù rimbalzi che è un piacere e Randy Foye come guardia di riserva ti da 10 minuti di punti e soluzioni offensive niente male.
Sui Knicks sono d'accordo, al momento li vedo addirittura dietro (e di tanto) ai nostri vecchietti terribili e se pure arrivano in finale di Conference con Miami perdono 4 a 0 max 4 a 1. Miami e New York sono due squadre costruite sul single coverage e nella sfida Wade-Bosh-James vs Melo-Stat-Chandler in primi tre vincono 4 sfide su 5 sempre e comunque. Bulls squadra quadrata ma, come dimostrano negli ultimi playoff, ci vuole ben altro per eliminare Miami ad Est e non vedo da loro aggiunte che possano stravolgere gli equilibri. Hanno preso Rip (ottima guardia), la cui tenuta fisica però e tutta da valutare, certo se torna quello di Detroit di qualche anno fa è un'altro discorso, ma ne dubito.
Tra i rookie occhio ai fratelli Morris e ad Enes Kanter. Marcus Morris a Houston avrà i minuti che servono per dimostrare il suo valore, Markieff Morris e già un giocatore fatto e finito con un IQ cestistico elevato e gioca nella squadra giusta (Phoenix) per avere lo spazio necessario. Su Kanter a Utah ci puntano parecchio e in un batter di ciglia si sono liberati di Okur per fargli avere minuti in campo.
Anche se credo che in un ipotetico scontro con NY la spunteremmo sempre noi,4 a 2 sicuro.
Se invece facciamo una previsione sulla griglia di arrivo a fine RS,invece,io non credo che arriveremo quarti.
Penso che il nostro posto sia il sesto o settimo,credo che anche Atlanta e Indiana ci vadano avanti.
Noi faremo sicuramente una stagione molto al risparmio,i nostri preparatori e il Doc sanno troppo bene che non devono spremere i nostri big,e poi la lezione dello scorso anno e' sotto gli occhi di tutti.
Ci siamo sfiancati per fare un 56/26 che ci e' costato "solo" un terzo posto,per poi arrivare cotti e acciaccati alla sfida con gli Heat.
Ergo prevedo un record 36/30 o giu' di li' per noi.
Non credo che gli Heat passeggeranno troppo a Est,i Bulls con l'innesto di Rip (che dalle amichevoli mi e' sembrato molto pronto e gia' integrato nel sistema) hanno un ottimo upgrade visto che l'anno passato sia Bogans sia Brewer davano davvero poco in fatto di punti.
E facevano tirare troppo e male Rose,che ora ha un terminale per gli scarichi molto importante.
Atlanta e' la solita,arrivera' quarta/quinta e poi si scioglie ai PO.
NY e' tutta da vedere,a me non piace per nulla come e' stata costruita.
Melo e Stat sono due doppioni,Chandler e' un infortunato cronico e nel gioco "corri-e-tira" del baffo c'entra come i cavoli a merenda.
E poi in regia c'e' Bibby,rispetto a Billups e' un passo indietro notevole secondo me.
Indiana mi intriga molto,questo si.
L'innesto di West (
Non per il titolo ma per essere la mina vagante a Est.
A Ovest i Thunder davanti ma i Clippers sembrano davvero un bella squadra.
I gialli li vedo messi male,ma stanno sicuramente preparando quache trade-truffaldina per rimettersi in gioco...
Dallas ha perso qualche uomo importante,Barea e Chandler,vediamo come saranno le motivazioni post-anello.
Spero davvero in Pietrus oggi,poi prenderei anche Posey e possibilmente un centro esperto.
Di Moore e Pavlovic possiamo benissimo farne a meno
A Ovest anche per me Thunder favoriti, soprattutto se sapranno mettere un altro paio di veterani accanto ai giovani. Nel lotto tra Clipper, Lakers e Mavs dovrebbe uscire la loro antagonista.
EST
1 Miami (53W-13L)
2 Chicago (51 W 15L)
3 New York (42W-24L)
4 Boston (41W-25L)
5 Indiana (35W-31L)
6 Philadelphia (35W-31L)
7 Orlando (35W-31L)
8 Atlanta (33W-31L)
New Jersey (31W-35L)
Milwaukee (26W-40L)
Washington (24W-42L)
Cleveland (20W-46L)
Charlotte (20W-46L)
Detroit (19W-47L)
Toronto (15W-51L)
Dal 5° al 9° grande equilibrio, grande incognita Cleveland.
OVEST
1 Oklahoma City (47W-19L)
2 Dallas (44W-22L)
3 LA Lakers (41W-25L)
4 LA Clippers (40W-26L)
5 Memphis (40W-26L)
6 San Antonio(39W-27L)
7 Portland (33W-33L)
8 Houston (33W-33L)
Golden State (32W-34L)
Denver (32W-34L)
Utah (32W-34L)
Minnesota (31W-35L)
Phoenix (27W-39L)
New Orleans (24W-42L)
Sacramento (15W-51L)
Battaglia a 5/6 per gli ultimi 2 posti, può succedere di tutto! Incognita Minnesota.
Togliete il fiasco a D'Antoni,dice che sono i piu' forti a Est...
Citazione:
Telepatia caro Andrea?
Citazione:
Quindi, il titolo con D'Antoni New York se lo può scordare. Senza potrebbero pure migliorare... ma alcuni giocatori dovrebbero aprire e cambiare la propria mentalità.
WEST
Dallas è certo stata novità, ma non si può considerare una "rivoluzione". E poi alla fine hanno mezzo rivoluzionato la squadra. Concordo con Giancleto e gli altri: l'addio di Chandler pesa e non sottovaluterei anche quello di Barrea, autentica arma di devastazione in più di una partita chiave l'anno scorso. L'arrivo di Odom impatta, ma non compensa secondo me.
Gli Spurs non hanno per me più nulla da offrire in chiave titolo e pure LA la vedo arrancante assai, anche se il roster resta valido e chissà mai che strappino qualcosa di inatteso dal mercato.
Utah e Suns le vedono ai margini dei PO. I Jazz sono indeboliti non poco. E se ci sorprendessero i Kings ai PO? I Clippers adesso non possono sbagliare. Mentre i Blazers hanno mille vite quanto le mille sfighe, qualche chances è bene sempre dargliela.
Concordo con Leo. OKC leader ad Ovest , ottima Memphis su cui pesa, però, l'addio per la stagione di Arthur.
EAST
In testa sfida a due Heat e Bulls. Battier è innesto preziossimo per Miami, ma la risposta dei Bulls con Rip è di altissimo profilo.
Knicks con Chandler, a bocce ferme, ci restano davanti.
Oggettivamente per noi questa è la stagione delle incognite. Non dubito sui Po, ma stabilire il nostro valore reale al momento è arduo, data l'anomalia di una stagione compressa che certo non aiuta i nostri old players con propensione ad infortuni.
I Magic rimangono nel limbo e potrebbero anche implodere, mentre Indiana e Phila si confermano interessanti progetti con i PO nel taschino.
Sempre ad EAST albergano almeno 3 delle peggiori della lega: Raptors, Pistons, Cavs. Da brividi.
Per quanto riguarda noi credo che potremo anche chiudere la RS in una posizione più bassa per preservare i nostri big per i PO.
Quest'anno mi intrigano parecchio i Pacers ad est e i Clippers a ovest con quest'ultimi che possono anche fare strada in post-season.
Sono curioso anche di vedere se i Grizzlies faranno il salto di qualità dopo aver confermato il blocco dello scorso anno con un Battier in meno ma un Rudy Gay in più.
Penso che i Mavs non ripeteranno il cammino dello scorso anno anche perchè Chandler è stato fondamentale per vincere l'anello, mentre i Bulls hanno fatto un'ottima addizione con Hamilton ma li vedo ancora un gradino sotto Miami.
Pronostico una finale Heat-Thunder con la banda di Durant che può fare lo scherzetto ai tre amigos.
WEST
Dallas è certo stata novità, ma non si può considerare una "rivoluzione". E poi alla fine hanno mezzo rivoluzionato la squadra. Concordo con Giancleto e gli altri: l'addio di Chandler pesa e non sottovaluterei anche quello di Barrea, autentica arma di devastazione in più di una partita chiave l'anno scorso. L'arrivo di Odom impatta, ma non compensa secondo me.
Gli Spurs non hanno per me più nulla da offrire in chiave titolo e pure LA la vedo arrancante assai, anche se il roster resta valido e chissà mai che strappino qualcosa di inatteso dal mercato.
Utah e Suns le vedono ai margini dei PO. I Jazz sono indeboliti non poco. E se ci sorprendessero i Kings ai PO? I Clippers adesso non possono sbagliare. Mentre i Blazers hanno mille vite quanto le mille sfighe, qualche chances è bene sempre dargliela.
Concordo con Leo. OKC leader ad Ovest , ottima Memphis su cui pesa, però, l'addio per la stagione di Arthur.
EAST
In testa sfida a due Heat e Bulls. Battier è innesto preziossimo per Miami, ma la risposta dei Bulls con Rip è di altissimo profilo.
Knicks con Chandler, a bocce ferme, ci restano davanti.
Oggettivamente per noi questa è la stagione delle incognite. Non dubito sui Po, ma stabilire il nostro valore reale al momento è arduo, data l'anomalia di una stagione compressa che certo non aiuta i nostri old players con propensione ad infortuni.
I Magic rimangono nel limbo e potrebbero anche implodere, mentre Indiana e Phila si confermano interessanti progetti con i PO nel taschino.
Sempre ad EAST albergano almeno 3 delle peggiori della lega: Raptors, Pistons, Cavs. Da brividi.
Buon Natale a tutti!!
Citazione dohan9:Grazie
http://www.csnne.com/blog/celtics-talk/post/Pietrus-commits-to-Celtics-after-clearin?blockID=618698&feedID=3945
Se la firma diventa ufficiale e le visite mediche risultato positive e il ginocchio risulta guarito in due settimane, allora l'addizione di Pietrus nel contesto Celtics è più che positiva e colma un pochino il vuoto di Tony Allen (il top assoluto) nella fase difensiva, mentre nella fase offensiva è un buon tiratore sul lato debole e dall'arco.
McCandless: "His goal is to do all he can do to help the Celtics win a championship. Mickael is very happy to be wearing the green uniform".
Mickael Pietrus is scheduled for a physical in Boston on Monday; will not join the team for Christmas.
buon natale e grz ancora!!!! che bel posto che avete creato
- MIAMI DALLAS : No Contest, Dallas non si iscrive alla partita, e Miami romba a piacimento. Mi permetto di dire che Dallas è un cantiere aperto con troppo automatismi da trovare, e che Miami fino a che si gioca un basket fatto di salti e zompi dove non serve pensare, non ha rivali, ma temo per loro che da maggio in poi di aree così libere ne troveranno poche, e sotto le plance (parlo di presenza offensiva in post) hanno gli stessi "problemi" dell'anno scorso.
- LAKERS BULLS : al di la del suicidio di massa dell'ultimo minuto di LA, devo dire che i Lakers mi hanno quasi sorpreso, senza Bynum, con Kobe con problemi evidenti, e con una panchina che sembraba reclutata al porto di "Tortuga" 5 minuti prima del tipoff hanno quasi vinto contro una squadra forte.
- THUNDER VS MAGIC : Orlando dura mezzo quarto e poi si scioglie nonostante abbiano trovato in Anderson un vulcano in attacco e anche a rimbalzo. Il nostro ex Perkins tiene a bada discretamente D12 (sarà forte quanto volete ma questo il titolo da prima punta non lo vince mai e poi mai), di la giocano un basket eccellente per come si gioca oggi in NBA, e il 35 con buona pace di quelli di Miami oggi è il giocatore più forte al mondo.
- CLIPPERS - WARRIORS : non hanno fatto poco quelli di Golden State a reggere tre quarti, poi il talento e un paio di magate di Billups hanno fatto la differenza. DeAndre 8 stoppate ma in lunetta è stato da brividi.
Ha tenuto parecchie volte DH12 che nei movimenti in post non e' riuscito a fare cio' che voleva..
Vedere come corre JO e come lo fa Perkins mi da parecchio da pensare sulla valutazione fatta su di lui dal nostro staff medico..
Non voglio tediare ulteriormente su questo punto tanto discusso ma averlo con noi in sto momento sarebbe na manna dal cielo.
I miei pronostici, per quello che possono valere sono: ad Est lotta tra Heat e Bulls, ad Ovest OKC su tutti,bene i Clippers...su Dallas non posso esprimermi.Sono ancora da decifrare.I Lakers li vedo un gradino dietro.
Cal
Oklahoma favorita a Ovest. Gli manca un giocatore per tenere in panca Westbrooks, per ora impresentabile nella gestione delle partita. Harden molto meglio di lui quando gestisce la palla.
Westbrook mi dà l'impressione che stia affrontando al peggio l'anno pre-free-agent, già dalle dichiarazioni pre-season, non vuole avere numeri inferiori a Durant, aspira ad un contratto ai massimi e con Durant e Harden, capaci di gestire l'attacco, rischia con la sua voglia di protagonismo di essere l'anello debole (il 6 su 17 con Orlando è sintomatico) di Oklahoma nelle occasioni che contano. Stern ieri ha dichiarato che Oklahoma dovrà fare delle scelte visti i limiti salariali e non potrà tenere tutte le sue giovani stelle:
http://basketball.realgm.com/wiretap/217848/Stern_Anticipates_Thunder_Needing_To_Make_Tough_Decisions_On_Who_To_Keep
A me Westbrook piace, ha 23 anni, ma è ancora immaturo, lo scorso anno per me è cresciuto tantissimo, ma ai playoff ha abbastanza deluso, se OKL avesse un Rondo (a 11 milioni) ed un PF sarebbe la favorita per i prossimi 5 anni, io penso che Sam Presti un pensierino lo faccia ...
Westbrook al posto di Rondo? Brrr...il Bryant dei playmaker a Boston per me sarebbe un incubo che diventa realta'.
Stando seri direi che visto il nuovo cap e visto che Harden e Ibaka son due giocatori che una squadra che punta ad essere dinastia e' bene abbia intorno, direi che Westbrook fara' prima o poi le valige, se non cambia registro. Comunque anche con lui in versione "ho una Ferrari da guidare e sto fisso in prima" Oklahoma fortissima anche in panchina con Harden, Collison, Mohammed, Maynor, Cook. Manca davvero qualche veterano con un po' di pelo sullo stomaco per gli scontri nei playoff che per me arrivera' a gennaio.
ah beh...Presti se lo porterebbe in spalla Rondo a Oklahoma
Lo dico da tempo secondo me Eric Maynor in molte altre squadre sarebbe titolare cin cifre di buon livello. Ragazzo ordinato, non forza mai e prende sempre la decisione giusta. Non mi stupirei quindi se Westbrook alzasse troppo i toni lo spedisse altrove per lanciare Maynor.
A ulteriore conferma di come Presti le abbia azzeccate praticamente tutte, va detto che Harden è un gran bel pezzo, solido difensivamente, ottima visone di gioco e ottima scelta di tiro. E in uscita dalla panchina fa veramente male.
Dallas è la palese dimostrazione di come funziona l'NBA se non difendi ne prendi 100 facili da tutti anche dalle squadre peggiori. Attenzione a Sacramento perchè se Evans sta bene e Cousins smette di fare il cazzone hanno un asse play centro giovanissimo e di grande upside.
Tornando a Dalls non ho capito come mai Stern si deve mettere a fargli i conti in tasca, voglio dire se l'Owner dei Thunder ha voglia di sforare a piacimento in zona luxury nei prossimi anni, Stern riscuote e sta zitto, capisco che stare 150 giorni a litigare del più e del meno e farsi screditare dai principali player appena apre il mercato non è stato il massimo (per i mancati adeguamenti regolamentari che il CBA richiedeva), ma visto le regole son queste e le ha fatte l'NBA Stern in merito ai Thunder ha poco da dire.
Harden dalla panchina e' letale e quest'anno mi sa che vince il premio di sesto uomo a mani basse. Non a caso Ainge aveva tentato di inserirlo nella trade dello scorso anno.
D'accordo con te su Maynor, giocatore molto interessante.
Secondo me non ha ancora compreso che lui in quella squadra è un secondo violino, quando capirà che deve fare da scudiero ad un ragazzo su cui madre natura si è accanita selvaggiamente in termini di talento, OKC sarà da titolo.
Per questo penso che Presti che non è un fesso, potrebbe cercare di scambiarlo prima della dead-line ma solo per qualcuno che sia in grado di non ridurre le chances di titolo fin da quest'anno, ed a me viene in mente solo Rondo; poi è chiaro che deve fare i conti con Ainge e con la differenza di salario che c'è tra i due.
Non voglio scatenare una guerra di religione, ma conoscendo il sistema, non è detto che ciò non possa succedere; il tutto sta nel progetto di squadra che Rivers e Ainge hanno in mente per il dopo big-3, per cui io oggi come oggi Rondo a 11 milioni non lo scambierei per nulla al mondo, ma rispetto ad avere un play classico ed uno "sparatore" stile Gordon o Ellis, magari Rivers preferisce lavorare su un play di 23 anni con talento ed una guardia più "mastino" che "tiratore"; ripeto, prima che si scatenino discussioni sono d'accordo, hai detto una str...ata, io Rondo non lo scambierei mai ... ribadisco che è solo un ragionamento ad alta voce, c'è poi da considerare che il contratto di Westbrook non pareggia quello di Rondo, per cui nella fantomatica ipotesi di uno scambio dovrebbe arrivarci qualcosa in più oltre a Westbrook.
Per me Westbrook non è ancora il Bryant dei playmaker ma è sulla buona (cattiva) strada, però ha 23 anni, ha molto talento, deve migliorare nel tiro da tre e nelle scelte nei momenti critici per avvicinarsi a Rose, ma indubbiamente è uno dei 4 o 5 migliori della lega; anch'io sarei più per un play tradizionale (Rondo, Nash, Kidd, .. ) ed una guardia come Ray, ma se sai che non la potrai trovare, un play da 20/25 punti a partita può farti gola, come una trade del genere ...
http://games.espn.go.com/nba/tradeMachine?tradeId=88qcspt
Infatti avevo scritto "se migliora nelle letture di gioco", insomma è un ottimo giocatore dal grande atletismo e molte altre doti, deve migliorare (come anche Rondo che già ci è passato) nell'aspetto più importante e difficile per un play, cioè i ritmi e le scelte e per lui è ancora più difficile per lo stile di gioco di OKC, però questo è uno da ASG a soli 23 anni e scambiarlo sarebbe un delitto.
Ignoro quanti soldi potrà prendere, anche se dubito si accontanti di molto meno rispetto o Rose (anche se non ha vinto un MVP) e per meritare 15 ML all'anno deve migliorare di tanto ancora, ma una stagione al top dei Thunder potrebbe aiutare.
Segnalo che il rookie che abbiamo scambiato con JuJuan Johnson, Marshon Brooks ha fatto un'ottima gara.
Brooks ha giocato una partita di solo garbage, imbarazzanti i nets a cospetto degli Hawkw :) Ho rivisto anche Vlado... ;)
a) Memphis e Minnesota hanno due roster intriganti, purtroppo per loro scontano la "sindrome di Bagatta".
- Memphis è una squadra vera (non come Boston tanto per capirci) = i giovani orsi vengono tostati dai vecchi speroni (per altro non elencati nella lista delle "squadre vere").
- Rubio darà l'assalto al record di Stockton = l'ottimo Ricky si pietrifica neanche avesse visto la Medusa, sfornando contro MIL ben quattro (4) assistenze in 27 min. Non male, tenendo conto che altra gente questa sera ha marcato 12 tacche.
In generale dopo due gare è al 27esimo posto insieme a Vlado Radmanovic
Sono convinto che Rubio sia un grande passatore e che diventera uno degli assist-men più consistenti della lega, ma sono altrettanto convinto che Bagatta dovrà puntare l'occhio di Mordor su qualche altro pupillo. Altrimenti ciccia.
b) Shumpert (NY) è la prima vittima stagionale della succitata sindrome, contro di noi inizia forte e con personalità (vero è che stavamo ancora pasteggiando a tequila negli spogliatoi), immediatamente il Guidone Nazionale e "ilthecoach" fanno gli splendidi neanche l'avessero generato loro, il ragazzo. Risultato, le statistiche crollano (3/11 al tiro se non ricordo male) e -ahimè- poco dopo crolla anche il ragazzo (auguri sinceri di pronta guarigione).
c) L'Avvocato e Tranquillo si lanciano su uno sproloquio sul legamento "lunotriquetrale" (giuro) e sul fatto che il Bistecca sia praticamente già deceduto -sportivamente, intendiamoci- e che stia in piedi solo di forza di volontà (o di Spirito Santo, non ho capito bene).
Risultato, ieri l'innominabile sfodera un 26 PTS (con 8 su 17 che per lui è cecchinaggio allo stato puro ...) + 8 REB + 5 AST e porta per mano, a questo punto immagino con la sinistra, quelli là alla vittoria.
Si vocifera che il Signore (sì, quello) quando fu deposto dalla croce abbia chiesto al Bistecca consigli sulla riabilitazione dei polsi martoriati, ma qui anche Tranquillo si riserva la facoltà del dubbio. Tuttavia non smentisce.
Ora, non voglio togliere nulla a uno che volente o nolente è un fenomeno, ma non è che l'agiografia Tranquilliana sia andata un po' sopra le righe?
d) Avvocato ... sarà stata la lasagna natilizia, il fatto che commentare le gesta del pedestre sport nazionale insieme a Panucci ti abbia lasciato delle tossine difficili da smaltire, quello che vuoi tu. Tuttavia certi incomprensibili voli pindarici non sono e non possono essere associati all'autore di "Black Jesus", anche il linguaggio mi è parso involuto e farraginoso.
Si è spento il sole e chi l'ha spento sei tu ...
A. Celentano e/o V. Capossela
Avvocato, fammi sapere se ti serve un esorcismo che mi attivo al volo, ma torna tra noi perchè nella pochezza generale se si spegne anche la tua voce siamo fott ... ehm, "con poche speranze".
e) Pessina a me non dispiace affatto, è un po' lo Zio Bergomi del Basket. Visto però che non si adegua a fare il giullare, viene lasciato in disparte neanche fosse il fratello scemo.
Mi viene da pensare, ma possibile che non riescano proprio a levare a Scaramacai la direzione di SKY Sport?
Scusate lo sfogo (d'altronde non siete obbligati a leggere), ma ho notato un imbarbarimento che francamente inizia a diventare fastidioso (d'altronde non sono obbligato a seguire le telecronache, nè a rinnovare il bouquet Sport di SKY ...).
Per carità, pensa che io ho dato anche disdetta al pacchetto sport di Sky per dare i miei soldi solo al LP di Stern!
Citazione:
Questa mi era sfuggita, ma che fonti hai? Ragazzi miei, Rondo sarà anche un poco antipatico e rompiscatole con i compagni, ma non lo vedo proprio a fare robe simili.
Memphis e Minnesota hanno due roster intriganti, purtroppo per loro scontano la "sindrome di Bagatta". Memphis è una squadra vera (non come Boston tanto per capirci). Rubio darà l'assalto al record di Stockton”
Il bacio della morte. Non mi stupirei se Guido in Stato di Ebbrezza avesse dichiarato anche “Jeff Green in campo ci mette il cuore”… e vorrei verificare le sue dichiarazioni nell’imminenza delle grandi catastrofi degli ultimi anni. Speriamo non menzioni mai IAAC…
Shumpert (NY) è la prima vittima stagionale della succitata sindrome
Sì, un vero e proprio “omicidio in diretta”…
L'Avvocato e Tranquillo si lanciano su uno sproloquio sul legamento "lunotriquetrale" (giuro) e sul fatto che il Bistecca sia praticamente già deceduto -sportivamente, intendiamoci- e che stia in piedi solo di forza di volontà (o di Spirito Santo, non ho capito bene)… Ora, non voglio togliere nulla a uno che volente o nolente è un fenomeno, ma non è che l'agiografia Tranquilliana sia andata un po' sopra le righe?
Francamente questa cosa non l’ho mai capita. Voglio dire, capisco che il grande seguito di Bryant in Italia invogli all’agiografia, ma mi è sempre stato sulle tasche il “cantami o diva” sulle prestazioni ottenute nonostante gli infortuni. Forse perché vengo da un’epoca in cui i dinosauri nascondevano le ferite (Bird, Magic, McHale) in modo che i Pistons non li pestassero proprio sul punto dolente, ma i dolori del giovane James, o quelli del Kobe, o quelli di Wade mi hanno sempre irritato. Anche perché poi non ho visto applicare lo stesso trattamento al gomito di Rajon.
Avvocato, fammi sapere se ti serve un esorcismo che mi attivo al volo, ma torna tra noi perchè nella pochezza generale se si spegne anche la tua voce siamo fott ... ehm, "con poche speranze".
Se chiedi a me, meglio un Buffa involuto che tutti gli altri nel loro momento di splendore massimo. L’avvocato appena apre bocca ti fa capire che il basket non è un’opinione, e dopo mesi di Bagatta e basta non riesco proprio a lamentarmi.
Pessina a me non dispiace affatto, è un po' lo Zio Bergomi del Basket. Visto però che non si adegua a fare il giullare, viene lasciato in disparte neanche fosse il fratello scemo.
Davide non è male, ma se devo dire la mia quando lo vedo discutere con Buffa mi sembra di vedere Chris Ford a fianco di Larry Bird.. Sul campo anche Chris capiva il basket, ma Larry lo sapeva esprimere cento volte meglio. Eppure Pessina ha giocato, e pure bene.
Scusate lo sfogo (d'altronde non siete obbligati a leggere), ma ho notato un imbarbarimento che francamente inizia a diventare fastidioso…
Imbarbarimento… sì, ho notato anch’io una mancanza di poesia.
Il mio “personale cartellino”:
Federico Buffa: sembra un po’ amareggiato. Convinto a tornare al suo vecchio amore, appare ancora un po’ legato, forse deve ritrovare il ruolo di “leone” dell’NBA che per un anno è stato gestito da altri.
Flavio Tranquillo: mi piace sempre meno. Ormai parla sempre di più un linguaggio per iniziati, e se io lo capisco so che non tutti quelli che guardano NBA hanno fatto 25 – o anche solo 5 – anni di basket in serie Nazionali. Lo so che spiegare cos’è un movimento di “show” o una “flex” sono cose che portano via tempo, ma se hai centomila persone che guardano una telecronaca non puoi “parlare” solo a diecimila di loro. E mi fermo qui, anche se ci sarebbe altro.
Guido Bagatta: come non capire di basket NBA ma far credere di essere un esperto. Quando commenta con Peterson mi sembrano sempre più spesso una di quelle coppie di vecchi comici che provano senza riuscirci a ricreare una vecchia magia in un club di terz’ordine. Il branzino, le doti di ballerino del coach, mandrie di stupidaggini che però non distolgono dalla pochezza del commento.
Dan Peterson: Di basket quest’uomo ne sapeva. Nella prima trasmissione NBA che io vidi finse di criticare il Celtic Terry Duerod salvo poi coniare il mitico “lui mi sta smentendo” quando Duerod mise un ventello: Dan conosceva già risultato e tabellino… un po’ genio un po’ paraculo, ha finito per fossilizzarsi commentando la “sua” NBA, quella dei Bird e dei Magic anche oggi che la Lega è totalmente diversa, con diverso atletismo, con interessi diversi, con il salary cap, con gli agenti. A volte mette un po’ tristezza, quando critica Rondo per un tiro sbagliato da Dooling.
Nicolò Trigari: bravo perché non accetta passivamente le “medaglie” guadagnate da Peterson e rubate da Bagatta, ma li tiene al loro posto soprattutto quando sparano idiozie. A volte sembra un po’ insicuro, visto che vuole far vedere di sapere… se sei competente le tue conoscenze le lasci scivolare nel discorso, non le martelli nel commento. Però su SI è l’unico che ascolto volentieri.
Davide Pessina: con l’esperienza del campo propone punti di vista che ad altri sfuggono, e questo è bene. Purtroppo non ha mai giocato in NBA ed anche se non arriva alle commedie di Pozzecco (che commentava un passaggio di Westbrook a Durant con un allucinante “anch’io quando passavo a Marcelo Damiao..”) a volte sembra stia ancora imparando a conoscere i giocatori e le loro caratteristiche. Voglio dire, non è una grande novità quando ci dice che Manu Ginobili preferisce attaccare dal lato sinistro… è mancino…
A me Davide Piace, poi se non ricordo male tifa pure per il trifoglio, cosa che non guasta in mezzo a questa selva di filo gialloviola che c'è tra i giornalisti NBA in italia.
Sono poi d'accordo con Fabio su Buffa e Tranquillo, quest'ultimo raggiunge sempre (e spesso lo supera) il limite tra competente ed irritante, mi ricorda un Iverson dei bei tempi, che sembrava dominasse in campo, faceva cose spettacolari che non capivi nè come nè perchè, sembrava che in campo ci fosse solo lui e poi guardavi il risultato della sua squadra e vedevi che aveva perso di 20 ...
Su Buffa poco da dire, non sarà in forma ma la classe la vedi sempre ...
Condivido Fabio sull'analisi di Tranquillo; se vuoi avvicinare altra gente al basket dovrai pur spiegarlo in maniera semplice. Lo scorso anno spesso me ne andavo su internet per capire certe cose che diceva. Lo trovo un modo di esporre a tratti "spocchioso" in tendenza con i vari cultural chic che bazzicano l'etere. In fondo non servono ragionamenti astrusi per far vedere che si sa; rendere semplici argomenti complessi non e' esercizio facile e' il riuscirci e' gia' sintomo di sapienza e padronanza della materia. In fondo mi ricordo le cronache di Giordani dove ho imparato la basi del gioco senza aver un vocabolario in mano.............
Da...Hemingway a Giordani, se parli in modo semplice e diretto significa che vuoi farti ascoltare, altrimenti parli per impressionare o - peggio - per te stesso.
Trovo che questo sia il limite di Tranquillo, non rendersi conto - o non voler rendersi conto - che chi ti ascolta può avere 15 anni, e magari vuole imparare qualcosa di nuovo ad ogni telecronaca. Ed invece Flavio parla di "bunny", di "sagging", di "show" quasi che il suo intento fosse quello di mantenersi chiaro solo a pochi "iniziati", mentre gli altri rimangono a bocca aperta dandosi di gomito e dicendo "lui sì che di basket ne capisce"...
NO A WESTBROOK ai Celtics. Rondo vale 1000 volte di più. Al massimo Westbrook+Harden... e forse si comincia a parlare
Esatto. Per questo le critiche per la sconfitta a New Orleans mi sono sembrate eccessive. In back to back, in trasferta, dopo aver giocato a Miami, senza il capitano e con le rotazioni ridotte dalle ulteriori assenze di Pietrus e Wilcox. Le attenuanti ci sono...
Signore perdonalo non sa quello che dice...
Ma non avevi detto di non parlare di trade ?
Comunque nella nottata si ipotizzava uno scambio con Atlanta per Josh Smith e Kirk Hinrich, ma i conti sarebbero ben lontani dal tornare.
Beh..credevo che chiedessi anche Durant
Cal
Westbrook è un ottimo giocatore, con pregi e difetti (alcuni dei quali magari neppure conosciamo) da mettere sulla bilancia con quelli di Rondo, anche se uno che a 23 anni rompe come sta rompendo lui in una situazione ottima come quella di OKC squadra, non mi pare che si presenti bene.
Voglio dire, è consigliato molto male oppure ha un ego smisurato e, quindi, poco gestibile per il bene di un gruppo e neanche dimostra che questo ego lo aiuta come giocatore.
Situazione comunque interessante e sono anche curioso di vedere come la gestisce Presti.
Sono d'accordo con te.Il ragazzo va richiamato all'ordine e, probabilmente, è solo un problema di gestione.Mi sembra di aver letto, più volte, che lo stesso Rondo, abbia creato non pochi problemi al buon Doc.Lasciamo lo crescere e poi, tra qualche anno, potremo dire qualcosa di più.
Cal
Detto questo, pragmaticamene, se l'ipotetico scambio potesse aver luogo mi pare di poter dire che Westbrook, attualmente, non ci darebbe nulla più di quanto ci può dare Rondo, nemmeno come età (andiamo, sono grosso modo coetanei): certo, ha più soluzioni offensive ma non ha l'imprevedibilità e il "genio" del nostro play.
Io prenderei in considerazione solo scambi che potessero garantirci un futuro migliore di quello che già abbiamo, e questo non lo è (anche con Harden, che, pure, mi piace)
Angelo, perdonami, ma io aggiungo anche un dettaglio che non mi pare da poco: Rondo ha giocato in una squadra campione e anche in altre occasioni ha dimostrato che nei PO è in grado di aumentare la qualità del suo livello di gioco (ricordate la serie contro Chicago?), Westbrook tutto questo non lo ha (ancora) fatto vedere.
been there, done that ha comunque un valore non trascurabile.
in questo caso rondo a 11 val 100 volte westbrook a 18!!
Vedo che anche per te quella partita (contro i Bullets se non sbaglio) non passò inosservata...
In effetti il criticare pesantemente un giocatore scarso che poi nella stessa partita avrebbe fatto faville divenne uno dei marchi di fabbrica del coach; così come il dare giudizi trancianti su certi giocatori e poi fare clamorose retromarce (da “Rondo non è un vero play” a “mi ricorda Marzorati”, da “non mi piace Magic, è un talento ma fa scelte sbagliate in campo” a “ohhh Magic, lui è una roba........ il miglior play della storia, ok?”).
Sicuramente Peterson e Giordani sono stati i precursori degli attuali telecronisti (non dimentichiamo che venivamo da Vitanza, De Cleva e F. Lauro, con rispetto parlando....) e altrettanto sicuramente durante le telecronache il coach si serviva del sottofondo dei commentatori americani, però quello che secondo me è il valore aggiunto del Nano ghiacciato va da ricercarsi nell'entusiasmo sincero delle prime telecronache (ricordo che una volta di fronte ad uno dei numeri del Dr. J dei primi anni ottanta si esaltò così tanto da fare rotolare per terra il microfono) e soprattutto nella grande conoscenza dello sport americano degli anni '60-70: in anni dove in Italia le informazioni sull'NBA erano scarse e quasi tutte di cronaca, sentire parlare il coach era come aprire un'enciclopedia sulla storia dello sport americano.
Nel 1983 (credo) conduceva una trasmissione, “American Ball”, che andava in onda su Canale 5 in orari abbondantemente notturni, anni dopo trasformata in versione pomeridiana con conduzione, tra gli altri, di Guidone nostro e Paola Perego (pensa te....), nella quale andavano filmati d'epoca commentati dal coach, che spaziavano da Jim Brown e Johnny U, a Couz e Pistol Pete, roba francamente inimmaginabile allora e tutto sommato anche adesso.
Sono anni ormai che Peterson è più uomo da spettacolo e da intrattenimento che non da commento tecnico, anche se quando qualche anno fa Sportitalia decise di proporre le partite del passato di NBA Tv col commento solo del coach, ho risentito un po' del buon vecchio Peterson, coi suoi racconti sugli arbitri NBA degli anni '60, mischiato purtroppo anche al nuovo, con i suoi giudizi strampalati su KC Jones....
sui commenattori nba, bagatta non lo sopporto, ma gli altri sono piu che buoni, ricordiamoci la parentesi telemontecarlo e le telecronache rai..aiuto!! per me la coppia tranquillo-buffa è inavvicinabile e molto ben assortita..aneddoti, tecnica, salari..parlano di tutto. poi sugli schemi non sono ferratissimo e quindi non capsico tutto pero' non mi sembra che parlino in codice..puo' essere uno stimolo anche per andare a vedere che cos'è un triangolo laterale, o uno schema ucla..
Assolutamente d'accordo.In questo momento KD è mostruoso...quel tiro contro i Mavs è una perla.
Credo che di lui si parlerà come i miglior giocatore dei prossimi 10 anni.
Cal
mamma mia...sta diventando mostruoso!
Sul discorso Westbrook, non credo che nessuno lo stia giubilando. Io ho parlato di "giocatore strepitoso" ma, paradossalmente, anche di "anello debole".
Cerco di fare un esempio, Scottie Pippen era un giocatore strepitoso. Mettendosi al servizio di un "discreto" giocatorino che di nome faceva Michael (e di cognome Jordan), ha trovato il suo graal ed ha costruito la dinastia più grande della storia del basket. Dopo i Celtics di Russel.
Se Westbrook si mettesse a servizio di Durant, i Thunder potrebbero costruire qualcosa di veramente importante. Se invece si mette in competizione rischia di non ottenere il massimo, cosa che è successo nei PO dello scorso anno IMHO.
Boston Celtics [team stats] All-Star forward Kevin Garnett is about to become a small shareholder in the American-owned Roma football club..
se non sbaglio sei un po romanista.... adesso un po di piu'????
Fa tutto con una naturalezza disarmante.
lo avevo letto stamattina... Chissà che non lo becchiamo allo stadio... Di sicuro una buona notizia
Investire i propri guadagni nel calcio italiano non mi sembra la cosa più felice in questo momento :)
Si vede che al signor Garnett, i soldi avanzano...investirli , in questo momento,nella borsa italiana e, più specificatamente, in azioni della Roma(titolo molto sottile), mi sembra proprio un atto di coraggio....o di dabbenaggine
Cal
Io ricordo che due persone ne avevano previsto un luminoso futuro già al primo anno a Texas.. ricordi? ;)
Vedo che anche per te quella partita (contro i Bullets se non sbaglio) non passò inosservata... (steve_7)
Beh, Steve, qui mi porti in uno dei miei playground, e non posso non accettare il tuo “uno contro uno”… ;)
In effetti il criticare pesantemente un giocatore scarso che poi nella stessa partita avrebbe fatto faville divenne uno dei marchi di fabbrica del coach; così come il dare giudizi trancianti su certi giocatori e poi fare clamorose retromarce (da “Rondo non è un vero play” a “mi ricorda Marzorati”, da “non mi piace Magic, è un talento ma fa scelte sbagliate in campo” a “ohhh Magic, lui è una roba........ il miglior play della storia, ok?”). (steve_7)
Però noto una differenza. Mentre Magic aveva EFFETTIVAMENTE avuto dei problemi nella gestione dei finali di gara della serie per il titolo del 1984 (ma poi si rifece abbondantemente negli anni seguenti) e quindi le critiche erano motivate, quelle su Rondo erano TOTALMENTE campate in aria. “Non è un playmaker” rimane scolpita a fuoco, e nessuno si fa fregare dal successivo “Non è un playmaker classico, ma un playmaker di energia”: un playmaker è un playmaker e poco importa se va a 10 all’ora come Aldo Ossola o a 100 all’ora come Rajon. Perciò, se la critica era un espediente per poi fare scena, ok, posso accettarla, ma se invece continui per un anno a dire che un atleta non è un play e poi quello batte il record di Cousy…
…e soprattutto nella grande conoscenza dello sport americano degli anni '60-70: in anni dove in Italia le informazioni sull'NBA erano scarse e quasi tutte di cronaca, sentire parlare il coach era come aprire un'enciclopedia sulla storia dello sport americano. (steve_7)
Su questo non si discute. Per primo ha “spezzato il pane” su un mucchio di aspetti del basket d’oltreoceano che a noi erano totalmente sconosciuti: l’importanza dell’high school nel “pedigree” di un cestista americano, le rivalità, le figure più importanti eccetera eccetera. Poi però il successo lo ha “fossilizzato” (“se va bene così, perché cambiare”?) e non è stato capace di raccontarci i cambiamenti profondi degli ultimi 20/25 anni. Anche perché a causa di un carattere poco malleabile e di una clamorosa avarizia era stato tagliato fuori da Sky (e dall’accentratore Tranquillo).
Nel 1983 (credo) conduceva una trasmissione, “American Ball”, che andava in onda su Canale 5 in orari abbondantemente notturni, anni dopo trasformata in versione pomeridiana con conduzione, tra gli altri, di Guidone nostro e Paola Perego (pensa te....), nella quale andavano filmati d'epoca commentati dal coach, che spaziavano da Jim Brown e Johnny U, a Couz e Pistol Pete, roba francamente inimmaginabile allora e tutto sommato anche adesso. (steve_7)
American Ball era ottima, ancora ricordo i servizi sulle partite di football con in sottofondo la splendida “Axel F” dalla colonna sonora di “Beverly Hills Cop”. E poi i servizi sul basket raccontati dal coach, ne ho ancora alcuni nei miei vecchi VHS: uno su Bernard King autore di 50 punti in due gare consecutive, uno su Magic (in sottofondo la canzone omonima dei Cars), uno su Larry con “Birdland” dei Manhattan Transfer… Un giorno inviterò a casa mia i volenterosi e passeremo un pomeriggio a riguardare i vecchi filmati…
Non rinnego il mio passato, ed ammetto che parte delle mie radici NBA sono affondate lì. Bagatta già allora era un “vuoto a rendere”, ma almeno non era un opinionista e si limitava a raccontare fatti ed a dispensare risultati.
E poi la Perego di allora, con pettinature in stile Madonna e mini supersexy si lasciava guardare.
Sono anni ormai che Peterson è più uomo da spettacolo e da intrattenimento che non da commento tecnico, anche se quando qualche anno fa Sportitalia decise di proporre le partite del passato di NBA Tv col commento solo del coach, ho risentito un po' del buon vecchio Peterson, coi suoi racconti sugli arbitri NBA degli anni '60, mischiato purtroppo anche al nuovo, con i suoi giudizi strampalati su KC Jones.... (steve_7)
Se è uomo da spettacolo e non da commento tecnico significa che il commento tecnico va a Bagatta… con i risultati che vediamo tutti. A me le partite del passato hanno invece fatto tristezza perché non sentivo più la “verve” di una volta. Se voglio il “vero” Peterson mi metto il DVD di “gara 4 da leggenda” del 1984…
Se passi per il Friuli, Steve, sei formalmente invitato.
Che sapesse far canestro era evidente a chiunque avesse visto un paio di partite della sua Providence lo scorso anno. Abbiamo sbagliato nello scambio? Forse si, ma dopo appena tre partite di season è prematuro parlarne. E da noi quei 21 minuti sul parquet con 14 tiri presi di media a partita non sono cosi sicuro che li avrebbe avuti. Leggo già in giro (non qui eh) paragoni con Wade, per me Brooks può diventare un buonissimo giocatore, ma forse servirebbe un contesto un tantinello più "impegnativo" (leggere il quintetto dei Nets per capire cosa voglio dire) per valutarlo bene. A me, se proprio vogliamo fare un paragone, impressionano più i 25 minuti sul parquet con 11 punti di media a partita di Norris Cole in quel di Miami.
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